Il quinto capitolo della nuova fan fiction scritta da Angelica93 che racconta la storia di Elena Lincoln, meglio conosciuta come Mrs Robinson, donna importante nella vita del nostro dominatore Chistian Grey. Trovate QUI il quinto capitolo.

Fan Fiction  di proprietà intellettuale di Angelica93 in esclusiva per questo sito. Questo racconto pubblicato a puntate è opera di fantasia di una fan della trilogia ’50 Sfumature di Grigio’ alla quale si è ispirata. Non è stato scritto da E L James.

 

[warning]Lettura destinata ad un pubblico di soli adulti. Questo sito non si assume la responsabilità di lettura da parte di minori[/warning]

6°CAPITOLO

Il giorno dopo mi arrivò una chiamata di Grace. Era in lacrime.

<<Elena, Christian…>>

Mi venne un colpo. Che gli avesse detto tutto?

<<…è stato sospeso!>>.

Mi ripresi, ma solo per cinque minuti. Consolai Grace, e poi presi una decisione.

Avrei riconquistato Christian.

La scuola che frequentava non aveva un bell’aspetto. Mura rotte, graffiti… i ragazzi che passeggiavano per i corridoi erano perlopiù vestiti in modo pank o dark, con sigarette in bocca e piercing dappertutto. Più che scuola, sembrava un carcere minorile. Un paio di ragazzine dalle maglie troppo scollate mi guardarono con aria ammirata mentre ero seduta su una sedia in attesa dell’arrivo della preside.

<<Avanti>>.

Lo studio era l’unica cosa elegante di quel posto. Dietro un tavolo di legno d’ebano che avrebbe fatto invidia a Hector, c’era una donna sulla sessantina, con i capelli neri raccolti e gli occhi marroni accerchiati da rughe dietro due spesse lenti ovali.

<<Salve signora Lincoln, a cosa devo la sua visita?Si accomodi>>.

Mi sistemai sul cuscino bianco della poltrona:

<<So che avete sospeso Christian Gray…>>

<<Quel ragazzaccio! Se lo è meritato!>> bofonchiò la donna.

Divenni seria:

<<Voglio che rievochi la sua sospensione. Dica che c’è stato un errore, lo chiami e lo inviti a ritornare a scuola>>.

Gli occhi della donna divamparono:

<<Come dice prego?Senta sarà un suo amico, ma il suo comportamento è stato deplorevole! Non accetto condizioni!>>.

A volte le persone credono di fare paura se gridano, ma non è vero. Come avevo imparato nei miei ventinove anni di vita vissuta, sibilai:

<<Signora, mi risulta che mio marito mandi ogni anno dei soldi alla vostra scuola… >>.

I miei occhi dissero il resto. La donna mi fissò:

<<Mi sta minacciando?>>

Abbozzai un sorriso:

<<Sì>>.

<<Bene>> la donna si strinse nelle spalle << farò come mi dice>>.

Uscii vittoriosa dopo averla ringraziata. Avevo sperimentato ancora una volta la potenza del mio cognome.

Uscii fuori e aspettai Christian in un angolo appena fuori la scuola. Lo vidi passare con altri due ragazzi, sorridente. Non vedeva l’ora di dire a Grace che era stato richiamato a scuola.

Cercò di ignorarmi quando lo chiamai, ma i suoi amici lo fermarono:

<<Ehi, quella signora ti sta chiamando!>>.

Era evidente che gli piacessi. Mi guardavano con un’aria imbambolata, ma io non li pensai minimamente. Quei quindicenni brufolosi non avevano nulla a che vedere con il bellissimo giovane uomo che era Christian.

<<Tua madre mi ha detto di venirti a prendere>> mentii.

I due ragazzini ci salutarono e se ne andarono. Quando fummo soli, Christian abbassò lo sguardo spaventato.

<<Sono stata io a dire alla preside di chiamarti. Se non lo avesse fatto, poteva dire addio ai fondi della scuola>>.

<<Perchè lo hai fatto?>> mi chiese.

<<Perchè ci tengo a te>>

<<Non si direbbe>> replicò.

In quel momento passò un taxi, ed io fischiai. Il taxi si fermò ai nostri piedi. Afferrai il braccio di Christian e lo invitai a salire.

<<Dove la porto signora?>> domandò il tassista.

<<All’aeroporto>>.

<<Come?>> balbettò Christian.

Gli posai un dito sulle labbra, e poi lo baciai con tutta la dolcezza che avevo.

In aeroporto, Christian mi chiese dove fossimo diretti. Era più rilassato, e ne fui felice.

<<A Portland>> sorrisi.

<<Oh. Che cosa dirai a tuo marito?>>.

<<Sa che sono andata con una mia amica per partecipare a una riunione di beneficenza>>.

Emily ed io ci sostenevamo a vicenda. Lei in quel periodo soggiornò in casa di un ragazzo che aveva conosciuto in discoteca e che era diventato il suo ennesimo amante.

<<Ed io che cosa dovrò dire a mia madre?>> domandò preoccupato.

<<Non puoi dire che rimani a dormire a casa di un amico?>>.

<<Ottima idea>>.

Christian chiamò Grace. Recitò la parte dell’amico preoccupato, dicendo che i genitori del suo compagno dovevano far visita alla nonna malata e lui doveva far compagnia all’amico triste e spaventato. Grace ci cascò in pieno.

<<Sei un ottimo attore>> gli dissi sorridendo quando riattaccò, e Christian ricambiò il sorriso.

In aereo dormì per tutto il tempo. Rimasi a fissare quell’angelo dai lineamenti perfetti. Il mio senso di colpa era indescrivibile.

Lo portai a visitare Portland, e ne fu entusiasta. Facemmo shopping. Comprai due tute da sud che indossammo per immergerci nel mare. Fu la giornata più bella della mia vita: io e lui finalmente liberi. Se penso a quante volte lui è stato lì con Anastasia, la rabbia mi assale. Non posso pensare che abbia portato lei nel nostro nido d’amore.

Andammo a dormire in un hotel a cinque stelle. Christian entrò nella reception visibilmente impressionato da quello sfarzo.  Non poteva sapere che un giorno avrebbe potuto permettersi qualsiasi tipo di lusso.

<<Una stanza singola per me e mio fratello, grazie>> dissi alla reception, che lanciò un’occhiata fugace a Christian. Già allora non ero l’unica insensibile al suo fascino.

La stanza era grande e spaziosa, con due letti separati che provvedetti  subito ad unire. La luna piena illuminava la stanza. Invitai Christian a sedersi:

<< Christian, volevo chiederti nuovamente scusa. Il fatto è che mi sono ingelosita nel vederti con quella ragazza… e sapere che eri stato a casa sua mi ha fatto impazzire>>.

<<Lucy è solo una compagna di scuola. Era spaventata… >> replicò Christian.

<<Lo so, hai ragione…per quanto riguarda il fatto che ti abbia chiamato Caleb…è stato il mio primo amore. Mi ha fatto soffrire, e devo ammettere che la prima cosa che mi ha colpito di te è stata la tua somiglianza con lui>>.

<<Io non sono questo Caleb>> replicò Christian, gli occhi grigi lucidi.

Lo abbracciai, stringendolo forte, come se potesse scappare via.

<<Ti ho fatto tanto male?>> chiesi commossa.

<<Sì. Ma c’è stata una cosa che mi ha ferito di più. Tu sai che io non voglio essere toccato, e con quel flagellatore lo hai fatto>>.

Si tolse la maglietta, rimanendo a torso nudo. Guardai con orrore i segni rossi inflitti dal mio flagellatore. Poi notai che vicino a quei segni rossi ve ne erano altri, piccoli e bianchi.

<<Che cosa sono questi?>> chiesi.

<<Bruciature di sigarette. La mia vera madre era una puttana drogata, e il suo padrone… >> rispose Christian in uno slancio di commovente sincerità.

<<Christian io… >>

<<E’ la prima volta che dico questa cosa. Non lo sa nemmeno mia madre>> disse lui.

<<Neanche mio marito sa di Caleb>> risposi con un sorriso forzato, mentre le lacrime mi ricadevano sul viso. Non mi ero mai commossa di nulla. Neanche della scomparsa di mia madre e del suicidio di mio padre. Poche volte avevo pianto nella mia vita, come durante l’aborto di Bella e la morte di Caleb. Due persone che avrei voluto nel mio futuro. Ancora non lo sapevo, ma volevo che ci fosse anche quel ragazzo dai capelli ramati nel mio futuro.

Lo abbracciai di nuovo e gli accarezzai i capelli. Christian si rilassò al mio tocco e si addormentò, ed io con lui.

La mattina arrivò velocemente, e quando aprì gli occhi, non era più accanto a me. Lo vidi mentre si lavava i denti. Ammirai il suo corpo ancora acerbo eppure bellissimo. Mi alzai e mi avvicinandoli a lui, toccandogli le spalle larghe:

<<Sapevi che la mattina è il momento migliore della giornata per fare sesso?>>.

I suoi muscoli s’irrigidirono.

<<Voglio dimostrarti che intendo rispettarti. Non farò nulla che ti turbi>>.

Christian continuò a lavarsi i denti.

<<Conosci il gioco ”Dimmi, dammi, comandami”?>>

<<No>>.

<<Dimmi!>>

<<Cosa?>>

<<Quello che vuoi>>.

<<Sei bellissima>> sorrise Christian.

<<Dammi>>.

Christian mi baciò, come non aveva mai fatto prima. Mi sentii sciogliere, e dovetti faticare per staccare le mie labbra dalle sue.

<<Adesso comandami>> dissi.

<<Voglio che ti tiri fuori da quel vestito>> mi disse.

Non mi ci volle niente a farlo cadere a terra. Lo sguardo di Christian si posò su tutto il mio corpo. Oh Christian, l’unico capace di far bagnare una donna soltanto guardandola.

<<Adesso tocca a me>> disse <<dimmi>>.

<<Mi hai fatto bagnare>>.

Christian rise.

<<Dammi>>

Gli diedi una carezza sulla guancia.

<<Comandami>>-

Uscii fuori la mia quarta di seno dal reggipetto e con una mano lo afferrai per la nuca e spinsi la sua bocca verso il capezzolo. Lo strinse in una mano leccandolo e succhiandolo, e incominciai a gemere. Con l’altra mano mi tirò l’altro, pizzicandolo.

Quando smise, ricominciammo di nuovo:

<<Dimmi>> dissi.

<< Le vene azzurrine che s’intravedono sotto l’aureola grande e chiara dei tuoi capezzoli me lo fanno diventare duro>> disse.

<<Mmm.ok. dammi>>.

Mi strizzò le natiche e infilò una mano dentro il perizoma.

<<Comandami>> ansimai.

<<Prendilo in bocca, Elena>>.

Mi piegai e li sbottonai la cerniera. Leccai il membro con la punta delle dita, e poi incominciai a succhiarlo, sempre più forte. Avvolsi la lingua intorno alla punta e guardai i suoi occhi in fiamme. Lo presi fino in fondo alla gola, buttando tutta la saliva che potevo. Il suo liquido caldo e dolce mi riempì la bocca, e lo ingoiai.

<<Com’è dolce>> dissi.

<<Mangio tante banane>> sorrise Christian. Finalmente era di nuovo mio.

Al ritorno gli promisi che, se durante i nostri futuri amplessi avessi dovuto fargli del male, lui avrebbe potuto usare la safeword, una parola per bloccarmi. Scegliemmo insieme la parola ”Portland”, ma per fortuna non dovemmo mai usarla.

 

CONTINUA………

 

FINE 5° CAPITOLO

Questo racconto pubblicato a puntate è opera di fantasia di una fan della trilogia ’50 Sfumature di Grigio’ in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice  Angelica93. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

 

Se vuoi inviarci la tua Fan Fiction a puntate leggi il regolamento cliccando QUI. Tutti i lavori dovranno essere in esclusiva, non saranno accettati lavori scritti da minorenni.

 

6 commenti

  1. Benedetta

    Fantastico brava aspettavo da tanto questo capitolo ma ne falsa la pena BRAVA BRAVA BRAVA continua così….

  2. monica

    bello bello ma bisogna aspettare sempre così tanto per leggerti è una tortura!!!!

  3. angelica93

    le ragazze che scrivono ff per questo sito sono tante e quindi devo aspettare i turni! :/
    l’altro giorno ho ritirato un premio nazionale, sono arrivata seconda ma è stata lo stesso un’emozione unica…scrivere è la mia vita ma una storia è niente se nessuno la legge!

    • Ana x

      Ma non sono turni settimanali? Cioè, io vedo gli altri capitoli tutte le settimane..

  4. Ana x

    Finalmente! bentornata! Aspettavo questa storia un po’ diversa!

  5. katia

    ciao, ho appena trovato la ff di elena, la trovo molto coinvolgente, l’ho letta tutta d’un fiato. Complimenti per il tuo premio, meritato…