Il quinto capitolo della nuova fan fiction scritta da Angelica93 che racconta la storia di Elena Lincoln, o meglio conosciuta come Mrs Robinson, donna importante nella vita del nostro dominatore Chistian Grey. Trovate QUI il quarto capitolo.

Fan Fiction  di proprietà intellettuale di Angelica93 in esclusiva per questo sito. Questo racconto pubblicato a puntate è opera di fantasia di una fan della trilogia ’50 Sfumature di Grigio’ alla quale si è ispirata. Non è stato scritto da E L James.

[warning]Lettura destinata ad un pubblico di soli adulti. Questo sito non si assume la responsabilità di lettura da parte di minori[/warning]

5°CAPITOLO

Io e Grace eravamo sedute  al tavolino della caffetteria. Un’esile brunetta che aveva preso il posto di Matt diede loro un caffè.

<<Tuo marito è partito di nuovo?>> domandò.

<<Sì, è a Roma>> risposi.

<<E Esther dov’è?>> chiese Grace.

<<Andree e Paul l’hanno portata al parco. Io avevo bisogno di una pausa>> dissi.

Mi piaceva Grace. Era una donna fine, intelligente, brillante e mai banale. E lo è tuttora.

<<E’ faticoso crescere dei bambini eh?>> sorrise lei << io ne ho tre>>

<<Come si chiamano?>>

<<Elliot, Christian e Mia. Se ti va stasera puoi conoscerli>>.

La guardai un attimo interdetta

<<è il mio compleanno. Ci vediamo stasera alle otto>> mi spiegò.

La limousine fu puntuale.  Grace mi aspettava all’ingresso, con un elegante tailleur arancione. Non appena mi vide mi salutò e mi mostrò il topazio che le aveva comprato il marito. Mi complimentai con lei, ed entrammo in cucina, dove mi presentò il marito e i figli. Tutti dall’aria simpatica, ma non mi parve avessero una gran personalità.

Grace incominciò a mettere nei piatti le bruschette con contorno di tortellini.

<<Mia, vai a chiamare Christian. Quel ragazzo, se non lo prendi per le orecchie a tavola non viene mai>>.

<<Quanti anni ha?>> chiesi.

<<Quindici>> rispose la madre.

<<Scusate il ritardo>>.

Un bellissimo ragazzo comparve sulla soglia della cucina.

Ebbi un colpo al cuore.

Sembrava Caleb.

Il viso era molto simile, anche se il colore dei capelli e degli occhi era diverso. Era più alto.

Indossava una maglietta grigia e un pantalone nero di tuta, e sembrava molto più grande.

<<Potevi metterti qualcosa di più elegante, abbiamo un ospite>>.

”Oh no, è perfetto”.

Chiusi la bocca perchè mi accorsi che era aperta. Tentai di assumere un’aria più naturale possibile mentre il ragazzo mi strinse la mano.

<<Salve signora Lincoln, è un piacere conoscerla>>.

La mia piccola mano si perse nella sua, enorme e calda. Immaginai le sue dita nella mia vagina.

La serata trascorse tranquillamente. Chiacchierammo del più e del meno, ma io non riuscivo a smettere di lanciare un’occhiata fugace a Christian di tanto in tanto.

Aveva l’aria stanca e pensierosa.

Dopo il dolce si alzò da tavola con un freddo saluto e andò in camera sua.

<<Il mio Christian, è così strano in questo periodo>> si sfogò Grace, mentre pulivamo i piatti.

<<Cos’ha?>> chiesi.

Ci fu un attimo di silenzio, poi mi disse:

<<E’ sempre stato taciturno, da quando lo abbiamo adottato. All’inizio non parlava proprio>>.

”Ecco, avevo notato che non ti somigliava”

<<Oh, adottato..?>>

<<Sì, sua madre era una prostituta>> rispose Grace tristemente>>

<<Oh>>.

<<Sai, abbiamo  cambiato vari psicologi…sembrava ci fosse un miglioramento…ma ora è irrequieteo…spero sia l’adolescenza>>.

Si pulì le mani con lo strofinaccio:

<<Voglio andare a vederlo, vieni con me?>>.

Entrammo insieme nella cameretta di Christian. Lui dormiva, e il suo viso sembrava quello di un angelo. Persino nel sonno però la sua bocca aveva un’espressione corrucciata.

Grace si avvicinò per baciarlo sulla fronte. Infilò le mani sotto al cuscino e inarcò il corpo per non toccarlo.

<<Il mio Christian ,devo mettere le mani sotto il cuscino per non toccarlo>> sussurrò.

<<Come mai?>> chiesi.

<<Credo che il magnaccia della madre gli abbia fatto qualcosa>> mormorò Grace con gli occhi lucidi.

Uscimmo dalla stanza e ci salutammo.

Quando tornai a casa, mi sedetti sulla sedia in balcone. Tutti dormivano. C’era una tela, me l’aveva comprata Linc qualche anno prima, ma era da tanto che non dipingevo. Iniziai a dipingere dei capelli rossicci.

Sentii dei passi dietro di me. Era Andree, in vestaglia.

<<Tutto bene, signora?>> chiese.

<<Sì, Andree, perchè me lo chiedi?>>.

Ci fu un attimo di silenzio, poi mi rispose:

<<Ho notato che dipinge quando è triste>>.

La sua constatazione mi sorprese. L’avevo sempre considerata una donna poco intelligente. Invece mi sbagliavo. Neanche io mi ero mai accorta di dipingere quando ero triste.

<<Non preoccuparti, va tutto bene. Torna a dormire, buonanotte>>.

Andree se ne andò e ripresi a dipingere.

La vista di quel ragazzo aveva risvegliato in me ricordi che avervo cercato di dimenticare. Dovevo assolutamente scordarmi di lui, impegnare la mia mente in qualcos’altro.

Il ritratto non li rendeva giustizia. Il ragazzo che avevo dipinto non li somigliava affatto.

Strappai la tela e andai a dormire.

In quella settimana usai ogni scusa possibile per non incontrare Grace. Portai Esther al luna park, in pizzeria, allo zoo, al circo. Sabato sera la lasciai a casa a dormire. Mi aspettava un covegno con l’Unicef. Mio marito aveva accettato che facessi parte dell’associazzione, perchè erano tutte donne e gli piaceva che impegnassi il mio tempo in un luogo sicuro e serio.

La riunione si tenne in un auditorium, io arrivai per ultima. La presidentessa, ovvero la moglie del sindaco, aveva incominciato a parlare. La persona più noiosa che avessi mai conosciuto dopo il prete che celebrava la messa nella chiesa dove andavo con Maria.

Ad un certo punto io e la ragazza affianco a me sbadigliammo insieme. Ci guardammo, e scoppiammo a ridere. Le signore della nostra fila si voltarono a guardarci male, ma noi le ignorammo.

Conoscevo Emily da un mese, ma subito avevo provato per lei una certa simpatia. Era una donna vivace e perspicace, ideale per ricoprire il suo ruolo di moglie di un importante editore.Aveva i capelli rossi, le lentiggini e gli occhi verdi, un fisico buono ma non all’altezza del mio.

<<Che noia ah?>> mi sussurrò.

<<A chi lo dici!>> risposi.

<<Ti andrebbe di andare in discoteca dopo?>> mi chiese.

In discoteca? Da quanto tempo non andavo?

<<Perchè no?Mio marito è all’estero>> dissi.

<<Anche il mio. Dì al tuo autista che ti accompagno a casa io>> rispose lei, strizzandomi l’occhio.

L’autista di Emily era una ragazza di colore molto in carne.

<<Piacere, sono Lana>> mi disse.

<<Il piacere è tutto mio>> mi rispose lei.

<<E’ una persona affidabile?>> chiesi a Emily una volta entrate nella limousine.

<<Se è affidabile? E’ una di noi!>> mi rispose lei.

Non capii cosa intendesse dire fino a quando non fermò la limousine davanti alla discoteca e venne insieme a noi sui sedili di vetro. Incominciò a spogliarsi sotto i miei occhi increduli, e Emily le passò un abito aderente fucsia.

<<Ora possiamo andare!>> ridacchiò Lana.

Adoro la dicoteca. E’ vita. Adoro sentirmi sexy, adoro ballare fino a notte fonda a ritmo di una musica assordante. Adoro vedere tanti bei ragazzi e sapere che potrei farmeli tutti.

Ne adocchiai uno. Era  alto, con i capelli castani e gli occhi chiari.  Indossava un jeans strappato e una maglia aderente che lasciava intravedere i suoi pettorali scolpiti. Mi avvicinai e li accarezzai  i capelli. Lui si girò:

<<Ti va di ballare?>> gli chiesi.

<<Va bene>> mi dice.

Incominciammo a ballare. Le sue mani toccarono  il mio corpo. Una gamba si insinuò tra le mie gambe, non portavo  le mutande. Sentii che si stava  eccitando. Lo afferrai per la nuca e lo baciai. Le nostre lingue si toccano, ero già bagnata.

<<usciamo fuori?>> mi chiese.

Mi voltai a guardare Emily e Lana. Erano impeganti a ballare con altri. Meglio così.

Mi portò nella sua auto. Non appena chiuse la gonna mi sollevò il vestito e incominciò a toccarmi la vagina bagnata. Le sue dita lunghe si insinuarono dentro, e io lanciai un gemito.

Mi abbassò la scollatura, mettendo i seni allo scoperto, e incominciò a tirarmeli con i denti. Li sentii indurirsi e bruciare. Il suo corpo aitante contro il mio mi eccitava terribilmente. Ero da troppo tempo abituata al lardo di Hector.

Con le mai riuscii ad abbadsargli la cerniera dei jeans e a toccare il suo membro grosso e duro.

Sollevai le gambe, portandole fino al collo. Lui uscì un preservativo dalla carta e se lo mise, poi posiziono il pene ad uncino nell’ingresso della mia vagina. Iniziò a muoversi velocemente,tra un respiro affannoso e l’altro sento una violenta e pulsante sensazione che mi invade rapidamente.

Avrei voluto che non smettesse mai, invece lanciò un urlo più forte. Capii che era venuto.

Uscì delicatamente il pene dalla mia vagina e buttò a terra il preservativo. Ci ricomponemmo, poi entrammo in discoteca come nulla fosse.

<<Vado dai miei amici, ciao>> mi dice lui, e mi saluta con un bacio.

In quel momento Emily e Lana si avvicinano a me.

<<Eccoti dove eri finita?>> mi chiese Emily, poi i suoi occhi si posarono sul ragazzo <<wow, che figo! Come si chiama?>>

<<Non lo so>> risi io.

Il pomeriggio seguente andai con Esther in gelateria. Le comprai un gelato gigante al cioccolato, poi uscimmo a mangiarlo nel parco di fronte. Mi sentivo serena, allegra.

Fino a quando non lo vidi.

Era seduto con la madre a mangiare un hamburger.

Era perfetto, un attore. O forse no, sembrava più  un quadro di Michelangelo. No, neanche quel paragone li rendeva giustizia.

In quell’istante lo decisi.

Doveva essere mio, a tutti i costi.

Mi avvicinai a loro e li salutai. Esther si fiondò subito in braccio a Grace, e io ne approfittai per stringere le braccia sul mio seno mentre salutavo Christian. Lo vidi guardare proprio lì, e fu una soddisfazione.

<<Come mai è così corrucciato questo ragazzo?>> chiesi rialzandomi.

<<E’ stato licenziato dalla pizzeria dove lavorava>> disse la madre.

<<Ah, come mai?>> chiesi.

<<Un cliente, si lamentava sempre, così gli ho dato un pugno>> rispose.

<<Giovanotto, ma tu non hai bisogno di lavorare>> gli feci notare.

<<Non mi va di chiedere sempre soldi quando esco>> mi disse.

Fu allora che ebbi un’idea. Anzi, L’IDEA.

<<Ascolta, ho bisogno di qualcuno che faccia un lavoretto per me. Mio marito ha deciso di aggiungere un altra ala alla casa. Paul è troppo mingherlino per questo lavoro, ma tu saresti perfetto per spostare caldinacci e detriti>>.

<<Christian, ma è una splendida idea! >> esclamò Grace <<Grazie Elena!>>.

Sorrisi, e anche le labbra di Christian si incurvarono in un sorrisetto sghembo.

Andree e Paul quel pomeriggio portarono Esther al mare. Io dalla finestra della mia camera guardavo Christian.Lavorava duramente. Preparai una limonata e uscii fuori. Lui prese il bicchierre e la bevve tutta d’un sorso. Ah, il suo pomo d’Adamo.

<<Mi dispiace vederti così affaticato. Vuoi una mano?>>.

Lui mi squadrò e si mise a ridere:

<<Non ce la fai. Quanto pesi?>>

<<Cinquanta chili>> risposi.

<<Come no, e venti sono di tette!>>.

Pah!

Gli mollai un ceffone in pieno viso. Lui si massaggiò la guancia arrossata, sconvolto. Non ce la feci a resistere. Lo afferrai e lo baciai, poi lo schiaffeggiai di nuovo, e lo baciai ancora. Ritornai in casa lasciandolo confuso.

Il giorno dopo lo invitai in casa. Era eccitato e confuso.

<<Sai, io ho capito tutto di te>> gli dissi << tu hai bisogno di qualcosa per sfogarti>>.

Mi voltai di spalle e mi abbassai i pantaloni e il tanga.

<<Sculacciami>> .

Lo sentii muovrsi incerto dietro di me.

<<Sculacciami. Forte. Tira fuori tutta la rabbia che hai dentro>>.

Incominciò a sculacciarmi forte. Ogni colpo era un bruciore, le sue mani erano grandi quanto al mio sedere nonostante avesse quindici anni. Con una spinta veloce, spofondò dentro di me. Un gemito gutturale uscì dalle nostre bocche. Gli andavo incontro, spinta contro spinta, in perfetta sintonia. Lui venne al punto giusto,e mi sprofonda dentro. Sentii  tutto il suo peso, i muscoli inarcati. Nessuno dei due aveva voglia di smettere. Christian uscì il pene lentamente, lasciandomi ancora vogliosa e affamata.

<<Devo andare>> mi disse riallacciandosi i pantaloni, e uscì fuori.

<<Christian!>>

Uscii fuori, ma lui era già verso il cancello. Lo trovò aperto, perchè Paul era appena arrivato.

No, che ci faceva già qui?

Guardai i suoi occhi e capii che aveva capito tutto. Mi avvicinai a lui:

<<Azzardati a dire a qualcuno quello che hai visto, e tutto il mondo saprà che sei gay>>.

Le nostre pupille si fissarono. Potei vedere la mia espressione autoritaria nelle sue, terrorizzate.

<<Va bene>>  acconsentì.

Il mese di Agosto passò in fretta. Oni giorno, io e lui fottevamo dopo il suo lavoro. Iniziò la scuola, e Christian non venne più. La madre mi spiegò che gli davano tanti compiti.

Un giorno decisi di andare a prenderlo da scuola.  Lui era lì, nel cortile. Aveva un occhio nero. Aveva fatto a botte. Stavo per venigli incontro, quando notai una ragazza riccia e castana con gli occhiali avvicinarsi a lui, prenerselo sottobbraccio e portarselo via. La gelosia si impossessò di me come una furia. Quella me l’avrebbe pagata. Lui era mio.

Tornai a casa. Ad aspettarmi c’era Linc, era appena tornato. Mi venne incontro sorridente, abbracciandomi.

<<Ciao cara, questo è per te>> mi disse, porgendomi tra le mani un bellissimo abito rosso di Valentino.Finsi contentezza, abbracciandolo.

<<Ho preso anche questo>> disse poi, e mi mostrò un fragellatore. Lo guardai sconcertata.

<<L’ho comprato in un museo. E’ dell’anno due d.c>>.

Lo presi tra le mani, fissandolo. In quel momento entrò Esther, e lo nascosi sotto un cuscino.

<<Papà, devo andare alla lezione di violino>> disse la bambina.

<<Certo cara, adesso ti accompagniamo>>.

<<Io non vengo, ho mal di testa>> dissi.

Non appena uscirono, ne approfittai per chiamare Grace e dirle di far venire urgentemente Christian.

<<Ora lo chiamo, è andato da una compagna>>.

Se fossi stata Hulk, il telefono si sarebbe sgretolato tra le mie mani.

<<Ti stavo aspettando>>.

Christian mi guardò confuso sulla soglia.

<<Spogliati>>.

Christian si spogliò in fretta. Gli dissi di piegarsi, gli infilai le manette ai polsi e alle caviglie e lo bendai.

<<Sei arrabbiata con me?>> domandò.

<<Chi è quella troia con cui sei uscito da scuola?>>

<<Un’amica. Aveva paura di uno che la importuna>>

<<E’ con lui che hai fatto a botte?>> chiesi.

<<Sì>>

<<Dovevi lasciare che la violentasse>>.

Presi il flagellatore e assestai il primo colpo.

<<Ahi!>> gridò

I colpi si succedettero uno dopo l’altro. Ero una belva, un mostro.

<<Tu non devi essere di nessun altra! Tu sei mio mio mio mio! Tu sei mio,ah! Perchè hai fatto questo…? Ah! Perchè te ne sei andato via con lei, Caleb?>>.

Mi arrestai di colpo.

Caleb. Lo avevo chiamato Caleb.

Stavo punendo un ragazzino per quello che mi aveva fatto il mio primo ragazzo.

Christian piangeva come un disperato. Mi sentii malissimo. Mio marito aveva sempre fatto cose per il mio piacere, mai per farmi soffrire. Mi affrettai a liberarlo dalle manette e dal sbendarlo. Il senso di colpa era fortissimo.

<<Perdonami, Chris!>>

Lui mi guardò, con gli occh gonfi:

<<Ti odio!>>

Quelle parole furono peggio di un pugno nello stomaco. Christian si rivestì in fretta.

<<Risolvi i tuoi problemi, Elena Lincoln!>>.

Sbattè la porta e mi lasciò in preda alla disperazione.

 

CONTINUA………

 

FINE 5° CAPITOLO

Questo racconto pubblicato a puntate è opera di fantasia di una fan della trilogia ’50 Sfumature di Grigio’ in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

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12 commenti

  1. Desi

    Bene! Era già da un po’ che ti aspettavo! Troppo tempo tra un capitolo e l’altro ma sono contenta di rileggerti 🙂
    Però non riesco proprio a immaginarlo CG nella parte del sottomesso, è impressionante cazzo!

  2. LadyGodiva

    Mi piace molto come scrivi, però concordo che Grey sottomesso è davvero impressionante, ma credo che in fondo in fondo nella realtà sia così. Lui ha fatto ciò con lei quindi….

  3. monica

    nn farci aspettare più così tanto ti prego… é bella qst storia mi piace molto ed é vero immaginare christian a 15 anno e nelle mani di qll donna é impressionante! continua mi raccomando

  4. ROSANERA

    Carina la storia, interessante come si evolve.

    Non gradisco i numerosi errori grammaticali, e le forme dialettali che vengono usate.
    Nei capitoli iniziali, il testo era decisamente più curato.

    Complimenti comunque!!

  5. Kiki

    E’ vero, Christian sottomesso è inquietante, ma comunque molto interessante. Hai coraggio ad affrontare un simile argomento non proprio simpatico che non piacerà alle masse.
    BRAVA, mi piace la gente che osa e si distingue 😉

    • ROSANERA

      Ciao Kiki.
      Sono d’accordo con te: il dio del sesso Christian in versione Submissive è inquietante.
      Comunque il Christian Sottomesso non è un’invenzione di Angelica, su questo siamo d’accordo, vero??
      La James, nei suoi tre libri, di tanto in tanto fa qualche accenno alla relazione BDSM che lui ha avuto con Elena…..
      …. Mi incuriosisce e mi eccita immaginare cosa Elena gli ha insegnato e inflitto nei numerosi anni della loro relazione.
      Come lui confida ad Anastasia, Elena con lui ha usato il collare (e lui non l’ha messo a nessuna delle sue Subs) , gli ha imposto prima i dilatatori anali e poi il sesso anale (sebbene solo con lei stessa – Christian puntualizza che il sesso con gli uomini non fa per lui), cosa che Christian ha trovato gradevole, lo ha legato, lo ha picchiato in tutte le maniere……
      Questo menage è durato anni interi, fino a che, come sappiamo bene, Christian si è evoluto, è maturato ed ha scelto di diventare a sua volta Dominatore, infliggendo a Elena ciò che lui aveva subìto e imparato a gradire. Materiale per un libro su Elena e Christian ce n’è in abbondanza….. 😉

  6. cate

    Sono entrata nel mondo di Mr Grey da circa una setimana, nella quale ho letto tutti e tre i libri, e devo ammettere che questo racconto sulla vita di Elena mi sta prendendo proprio come i tre libri di 50 sfumature. È affascinante vedere Christian nella sua adoloscenza anche se strano vederlo…..sottomesso. ti faccio i miei complimenti

    • angelica93

      tipo che ho letto questo commento e ho incominciato a saltare per tutta la casa 🙂
      Comunque voglio dare una risposta veloce a tutti: a grande richiesta cercherò di pubblicare due capitoli al mese, sarà un pò difficile visto che scrivo altre cose e ho altri impegni che nn includono la mia passione ma ci proverò..
      anche a me sembra strano descrivere un christian sottomesso, ma è stato citato nei libri! in ogni caso scrivere questa FF per me è una grande sfida, perchè la immagino da un punto di vista reale, molte donne hanno abusato davvero di ragazzini e voglio immaginare cosa passa per la testa di certe persone!
      un’avvertenza..immagino che siete tutte brave persone, ma io mi premuro sempre contro chi potrebbe copiare le mie FF e le faccio sottoscrivere tutte da un legale.
      a presto sfumatelle!

  7. Alessia

    Molto carina come storia! Quando avremo l’onore di leggere il sesto capitolo?

  8. evento07

    Uffi…. Ma il sesto capitolo??? Come mai di questo Racconto siete così “AVARE” ?????