Una nuova Fan Fiction scritta da Krystal! Attenzione SPOILER!

Il racconto inizia quando Anastasia comunica a Christian di essere incinta: all’autrice di questa Fan Fiction non è piaciuta la reazione di lui quindi ha pensato di partire da quel momento per sviluppare il suo racconto che è diviso in due parti.

[warning]Lettura destinata ad un pubblico di soli adulti. Questo sito non si assume la responsabilità di lettura da parte di minori[/warning]

SECONDA PARTE

Non voglio girare da sola per la città  incinta quindi entro nel primo caffè che incontro vicino all’Hotel: è modesto ma molto pulito e ha un profumo davvero invitante o sarà la mia fame?

Mi accomodo nel tavolino più isolato anche se in abiti da ragazzo non dovrei avere noie, ma la mia mente da ragazza non mi abbandona e soprattutto è sempre all’erta. Mentre ordino il piatto del giorno mi prende una strana inquietitudine: forse ho sbagliato? E se Christian stesse soffrendo come me? Gli avevo promesso di non lasciarlo più e invece al primo problema serio sono subito scappata senza dargli la possibilità di redimersi, di calmarsi e ragionare, era solo uno scatto d’ira il suo, comprensibile per un carattere come il suo. La mia Dea interiore batte i piedini sotto al tavolo del caffè come per dire che sono una vera idiota mentre il mio subconscio mi suggerisce di non mollare, di non trovargli giustificazioni e che qualsiasi sia stato il motivo dell’ira di Christian questa non è giustificata a maggior ragione trattandosi di un bambino. Divoro il piatto, forse poi, a mente fredda, ragionerò meglio.

Mi dirigo alla cassa per pagare e noto lo sguardo approfondito e indagatore del proprietario ma non ci faccio troppo caso, sono pur sempre una forestiera in una piccola cittadina, normale che gli abitanti del posto mi guardino incuriositi. Sono solo un pò paranoica e molto stanca.

In Hotel è l’ora della sospirata doccia e non c’è niente di meglio che sciogliere lo stress sotto una cascata di acqua bollente. Sento la tensione abbandonarmi anche se durerà poco e vedo i residui dei mie capelli scivolarmi giù per il corpo: tagliandoli di fretta erano rimasti impigliati nei vestiti. Come mi sento sola in questa doccia senza l’uomo che credevo fosse della mia vita, ma ora ho pur sempre un nuovo uomo entrato di prepotenza come il padre nella mia vita e da questo non mi separerò mai: l’amore filiale è davvero l’unico amore degno di essere chiamato tale, mi sento il cuore che trabocca di felicità anche se prematuro e inatteso ora sento un amore profondo e viscerale per Puntino come se fosse già vivo.

Mi avvolgo nell’accappatotio rigido dell’Hotel facendo una smorfia di disappunto, mi ero proprio abituata ai lussi della vita con Christian, il meglio di ogni cosa fosse possibile comprare sul mercato, e mi butto sul letto a pancia in su guardando il soffitto e aspettando la marea di lacrime che so non tarderà ad arrivare. Vorrei impedirmi di pensare al passato con Christian, ma lo rivedo in ogni cosa, anche in un semplice e impensabile accappatoio, vorrei tanto fosse con me ora per far progetti con Puntino, così mi ero immaginata la prima sera in cui lui fosse venuto a conosicenza della gravidanza. Io e lui a letto facendo progetti per il bambino, lui che si prende cura il doppio di me anche se forse sarebbe diventato più apprensivo, diciamo pure all’ennesima potenza, ma quanto sarei stata felice. E poi, non l’ho mai ammesso con me stessa, ma la sua mania del controllo anche se a volte era davvero irritante non mi è mai dispiaciuta, mi sentivo così amata e indispensabile per lui. Mi sentivo la sua aria e lui me lo manifestava sempre.

Mi giro sul cuscino e comincio a piangere di nuovo, urlo disperata per gli errori fatti fino ad ora: avrei dovuto fare diversamente? Comportarmi diversamente? Magari non concedermi sempre? Forse lo so, innamorata dell’uomo sbagliato, dell’uomo più bramato dalle donne e che io non ho mai potuto soddisfare pienamente. A lui piaceva giocare nella stanza rossa e anche a me, ma non totalmente come a lui. E’ questo credo il vero fulcro del problema: se a un uomo come lui così carnale, così passionale viene a mancare quella parte così importante e soddisfacente della sua vita, quanto potrà tolerare e sopportare prima di dedicarsi a nuove avventure? Ecco che ritornano le grandi paure che ho sempre avuto con lui e delle quali mai mi sono liberata. Queste paure sono un’angoscia continua forse ora sarò più serena e caro il mio Mr Grey, non eri l’unico ad avere incubi per le tue paure più remote sai? Anche io avevo incubi su queste mie paure solo che mai l’ho manifestato a te, non volevo caricarti di nuovi pesi, ma tu.. tu ti sei mai chiesto se avessi superato queste mie paure?

Se continuo così la rabbia prevarrà sulla malinconia, il subconscio annuisce.

Non so come ma nonostante questi pensieri riesco a scivolare in un sonno tormentato con incubi feroci, emorragie, perdite fino all’aborto e fino a svegliarmi di soprassalto. Per quanto tempo dovrò convivere con questo? Ho paura, una paura folle e la cosa che mi fa davvero paura e che non so di cosa ho più paura: del fatto di dover crescere da sola un bambino, oppure dell’ira di Christian se mi trovasse o peggio ancora se nemmeno mi cercasse e fosse felicissimo di essersi liberato di quel peso che è suo figlio. Non lo so quale sia la mia paura maggiore e l’ignoto non è già una gran paura?

Meglio non pensarci e organizzarmi. All’improvviso mi sorge un dubbio a cui non avevo ancora pensato: mamma e Ray saranno preoccupati per me? Christian li avrà sicuramente avvisati e ora immagino la loro pena. Domani potrei chiamarli e rassicurarli.

Il mattino che segue se mai fosse possibile è peggio della notte che l’ha preceduto: mi sveglio piena di dolori per il materasso troppo morbido a cui non sono abituata e per gli incubi ricorrenti. Mi alzo, mi faccio un’altra doccia e mi rivesto questa volta con un paio di jeans puliti ma attillatissimi che mi avvolgono proprio le gambe, gli scarponcini che fuoriescono dai jeans e un una felpa grigia come il mio umore. Sembro troppo una ragazza così, ho fatto male i conti con il mio guardaroba nella fretta quel mattino, forse è meglio uscire e comprare un pò di abiti prima di riprendere l’autobus e ripartire per l ignoto. Che ne dici Puntino?

Apro la porta della camera e lancio un urlo di puro terrore. Christian Grey è qui, davanti a me e non sembra affatto contento di vedermi.

Indietreggio di due passi disorientata dal terrore profondo che sto provando in questo momento, non oserà farmi del male vero?

La mia Dea interiore si è corsa a rinchidersi in bagno e il subconsio è annichilito e mi guarda come per dire “Davvero pensavi di farla franca? Di sfuggire a Christian Grey? Come fuggitiva vali zero”.

Lui si erge in piedi con le gambe spalancate e la schiena dritta, lo sguardo furente, non credo di averlo mai visto così. Non è arrabbiato, dietro al suo sguardo c’è il nulla, nessun sentimento. In mano tiene il sacchetto contenente i miei capelli.

<<Co-come hai fatto a trovarmi?>> balbetto le prime cose che mi vengono in mente.

Lui entra nella stanza e io indietreggio ancora fino quasi a trovarmi con le spalle al muro. Lui si guarda intorno e ancora non esprime nessuna emozione. E’ preoccupante. E’ un nuovo Christian Grey questo, sto assistendo a una trasformazione oppure lui è sempre stato così e questo è un ritorno alle origini? Ricorda proprio il Christian Dominatore della stanza rossa. Un’ombra di terrore pure mi attraversa la mente: cosa mi farà ora?

Mi guarda senza aprire bocca. E’ peggio che nei miei peggiori incubi. Indietreggio ancora ormai con le spalle al muro.

Lui è di fronte a me, alto, imponente, con la barba lunga, l’aria stanza eppure sexy, sexy da morire. Mi sale una profonda attrazione quasi dolorosa e totalmente irresistibile. Non posso resistergli lo so. Sarà la lontananza forzata, sarà che mi è mancato terribilmente, sarà che i miei ormoni sono impazziti dalla gravidanza sarà.. sarà che lui è Christian Grey ed è l’uomo più affascinante che si possa incontrare. Vorrei potergli resistere, ma non posso, ormai sono vittima di lui…

La miglior difesa è l’attacco mi diceva sempre Ray.

Il suo sguardo è vuoto e io lo prendo per il bavero del giubbino e me lo tiro addosso. Lo premo contro di me, lui non oppone resistenza, mi ci modello contro e lo bacio con passione, stringendolo, volendo fondermi totalmente con lui. Non riesco a resistergli.

Ma Christian Grey non risponde.

Inerme.

Mi sento sprofondare nell’abisso.

Mi stacco da lui e lo guardo: ora davvero è finita, almeno che mi rimarrà per sempre una parte di lui da amare. Faccio per andarmene ma un suo braccio che mette contro la parete mi blocca la strada, un brivido di paura mi attraversa, con l’altra mano mi prende il braccio e mi fa di nuovo girare verso di lui. Io sono raggelata dal suo sguardo vuoto e rimango immobile davanti a lui. Non riesco a muovermi come se fossi inchiodata invisibilmente a questa parete.

Stacca le mani dal muro ai lati della mia testa e lentamente si toglie il giubbino e lo lascia cadere  a terra poi si apre i bottoni della camicia di cotone azzurro mentre mi guarda ma è come se non mi vedesse, come se fossi trasparente, cosa sta succedendo? Tu non sei Christian Grey!

E’ arrabbiato con me ma non vorrebbe esserlo perchè sa di aver fatto la cazzata più grande dellla sua vita e sta lottanto tra l’ impulso di punirmi e l’ impulso di fare sesso con me. Non so quale impulso vincerà, è una lotta dura che sta combattendo. Si apre la camicia lentamente davanti a me, se la sfila e la lascia cadere insieme al resto dei vestiti. Che cosa strana, Christian è sempre stato così ordinato anche in certi momenti.

La paura mi attanaglia nuovamente, lo so che sta per punirmi ma so anche che potrei scappare, che non sono legata, ma semplicemente non posso. Lo voglio, lo voglio da morire, mai come in questi giorni mi è mancato il sesso con lui, è un bisogno carnale a cui la parte razionale di me non sa opporsi.

Si apre piano i pantaloni mentre il suo sguardo vitreo mi guarda ancora come se non mi vedesse, è frustrante, me la vuole fare pagare e ci sta riuscendo: la paura e rabbia sono accantonate, il desiderio come fuoco che brucia nelle vene mentre lo vedo che si fa scivolare i pantaloni appena giù dai fianchi e si infila i pollici nei boxer fino a spingerseli giù, appena sotto il suo membro duro e imponente.

Gli faccio ancora un certo effetto vedo e ne sono rincuorata ma anche allarmata:  mi punirà ora, non so come ma lo farà e non credo sarà piacevole. Sono elettrizzata, in completa balìa sua, come riesce a farmi dimenticare i problemi Dio solo lo sa.

Si apre la camicia e l’orrore si dipinge sul mio volto.

Spalanco gli occhi e non posso impedire di lanciare un urlo portandomi le mani alla bocca e riempendomi gli occhi di lacrime.

Noo! Dio mio Christian, cos’hai fatto?

Il suo torace è pieno di lesioni, sembrerebbero mini fustigazioni, si è fustigato per punizione? E’ anche autolesionista?

Dio mio, l’ho rovinato del tutto stavolta! Sono sconvolta, terrorizzata questo nuovo Christian, questo nuovo lato delle sue 50 sfumature non lo conoscevo: è sempre esistito oppure ho contribuito io a crearlo? Non posso impedire alle lacrime di scendere, sono pietrificata dal dolore e dalla consapevolezza di avergli fatto più male di quello che avrei mai voluto. Cosa farò ora? E’ irrimediabilmente perduto Christian? Questo è stato il colpo di grazia.

Dentro di me non c’è solo Puntino, c’è anche il bambino Christian Grey che non vuol saperne di crescere nonostante tutti gli sforzi che ho fatto in questi mesi e tutti i passi avanti che credevo di aver fatto con lui, e che non si può più abbandonare perchè potrebbe fare gesti estremi come questo . Il più grande imprenditore degli Stati Uniti è in reltà ancora un bambino gravemente malato che non riesce ad affrontare i problemi se hanno a che fare con la sua sfera sentimentale.

Sono sconvolta, annichilita, devastata e totalmente imbambolata, non riesco a muovere un solo muscolo di fronte a lui che continua a guardarmi senza vedermi come fosse ipnotizzato.

Ora cosa faccio? Dio ti prego fa che non debba ripetere l’esperienza dell’Escala e del suo crollo psicologico dopo Leila. Lo abbraccio e piango contro di lui che rimane ancora impassibile, forse il sesso che lui ha sempre usato per risolvere i problemi con me stavolta potrebbe fare al caso suo. Penso, spero. Certo il sesso non risolverà la voragine che ora ha dentro ma intanto pensiamo a tornare al presente e poi lo porteremo da Flynn.

Lo bacio dolcemente sul petto, poi alzo il viso e vedo che lui mi guarda ancora con lo sguardo assente. Lotto contro l’orrore che mi attanaglia e vado avanti a baciarlo delicatamente. Nessuna reazione.

Vorrei correre in bagno a vomitare ma non aiuterei Christian, quindi vado avanti e mi inginocchio di fronte a lui cominciando a baciargli il membro, prima delicatamente, poi sempre con più passione, più forte, succhio e lo divoro fino in fondo. Lo voglio tutto nella mia bocca. Non sentendo reazioni oso di nuovo guardarlo in viso: la sua fronte è appoggiata al muro sopra la mia testa, i suoi occhi chiusi e stretti mentre sta piangendo disperatamente.

Il cuore mi martella, non ho mai visto Christian lasciarsi andare così, è totalmente esposto e vulnerabile e mi spaventa questo più delle minacce di una sua punizione. Risalgo, gli prendo il viso tra le mani e lo bacio accompagnandolo verso il letto. Lo aiuto a sedersi sopra e lo distendo coricandomi di fianco a lui e la mia è una supplica dal profondo.

<< Fai l’amore con me Christian, per favore>> lui ha ancora gli occhi chiusi e ancora sta piangendo in modo composto << Ti prego, fallo per me>> gli prendo il viso tra le mani e con una mano che agguanta i suoi fianchi lo tiro disperatamente sopra di me.

Ora che sono sotto di lui che si sta lasciando girare come fosse fatto di pezza sento il sapore delle sue lacrime che cadono sul mio viso.

<<Ti voglio disperatamente, ho bisogno di sentirti, fammi capire quanto ti piace fare l’amore con me>> la mia è davvero una supplica malinconica mentre gli metto la lingua in bocca e lo bacio disperatamente e con la mano spingo il suo sedere verso di me mentre e con i mie fianchi gli vado incontro.

Glielo prendo in mano e cerco di infilarmelo dentro. Non posso essere così maldestra, ne ho fatta di esperienza con lui… me lo posiziono e gli vado incontro per averlo tutto dentro. Lui si mantiene ancora sopra di me sul gomito, forse la sua paura di schiacciarmi sta superando il suo periodo di tranche e finalmente si decide a spingermelo dentro con una fortissima spinta quasi dolorosa.

<<Ahh>> urlo scossa dal dolore e anche dal piacere mentre mio marito appoggia la testa sul cuscino al lato della mia. Singhiozza sonoramente e spinge come un dannato. Sembra non avere pietà di me e io lo accolgo perchè ne ho un disperato bisogno. Ogni spinta possente sono lacrime e godimento. Inarco più i fianchi, gli vado in contro << Così va bene, più forte Christian, sfogati>> lui obbedisce e ora davvero fa sul serio. Spinge ancora più forte mentre singhiozza e geme a tempo ma si trattiene perchè vuole far venire me.

Non riesco. Ho troppe paure nella testa, sono ancora sconvolta da ciò che ho visto su di lui e non riesco a lasciarmi andare. Lui stacca le braccia dal cuscino e mi abbraccia con furia disperata. Sento che comincia a godere furiosamente, non si trattiene più: si agita, rotea i fianchi e geme come un pazzo, come fosse una questione di vita di morte, forse più del solito. Non è il solito Christian, ma sentirlo godere  in questo modo disperato come mai fino ad ora mi fa esplodere in un orgasmo potente << Oddio christian, oddiooo>> gli urlo nell ‘orecchio e lui con ancora due potenti spinte viene urlando ma senza dire nulla.

Poi crolla sopra di me. Senza uscire da me.

<< Christian, spostati ti prego. Mi soffochi così>> nessuna reazione. <<Per favore Christian>> niente.

Con fatica mi sposto da sotto di lui e lo vedo immobile sul materasso. Dovrei chiamare un’ambulanza per caso? Mi chiedo inorridita. Lo tocco e lui si gira verso di me, gli occhi arrossati come quelli di un bambino. Il cuore è diventato di piombo nel mio petto.

<< Perdonami.>> riesce solo a dire prima di crollare col viso sul cuscino.

Lancio un urlo agghiacciante… Christian non sta bene? Un colpo?

Non so cosa fare, cerco il suo telefono dai suoi pantaloni e chiamo Taylor <<Mr Grey>> mi risponde <<Taylor Dio mio corri>> ulro disperatamente <<Christian ha avuto un malore!>> <<Arrivo Mrs Grey, chiami subito il 911!>> mi ordina Taylor urlando.

<<911 pronto?>> singhiozzo << Correte all’Odeon Hotel, mio marito ha avuto un malore! Presto!>> mentre urlo disperata Taylor fa irruzione nella stanza da letto sfondando con una spallata la porta e poi… poi tutto scorre veloce, lui che lo mette giù dal letto, sul pavimento e cerca di rianimarlo. Io sono sotto shock e scongiuro i paramedici di correre.

Tutto questo è un incubo.

<<Cos’è successo Mrs Grey? >> mi domanda Taylor mentre guardiamo Christian nella sua stanza di terapia intensiva. I paramedici sono arrivati appena in tempo a sentir loro, ora è fuori pericolo ma la vera scoperta è che mio marito non ha avuto un malore bensì si è, o è stato, secondo i punti di vista che ora stabilirà la polizia, avvelenato.

Merda, Christian ha tentato di suicidarsi dopo essersi auto punito. Ho superato il limite di quello che posso reggere, non ci sta più nulla dentro di me.

Crollo sulla sedia di fianco a Taylor che mi prende le mani tra le sue <<Non-non sapevo>> balbetto. << Nemmeno io potevo immaginare >> replica Taylor forse addossandosi anche colpe che non gli spettano. <Nessuno l’ha avvelenato Mrs Grey, ne sono certo.>> Oh lo so Taylor, non serve che tu me lo dica.

Chiamo subito al telefono Flynn e gli chiedo di raggiungerci, credo abbia tanto lavoro da fare qui.

Poi guardo fuori dalla finestra del 6° piano dell’Ospedale. Il futuro ora è così incerto, Taylor con la stampa che per l’ennesima volta si occupa della mia famiglia ha inventato una rocambolesca storia che grazie al cielo si sono bevuti, con la polizia me la vedrò io, o forse è meglio che spieghi tutto Flynn, io non ne sarei in grado.

Christian non è stato avvelenato da nessuno, questo lo so, è lui che ha tentato di suicidarsi. E’ un dato di fatto con cui dovrò rapportarmi per il resto della mia vita.

Tutta la strada fatta sino ad ora sembra non sia servita a nulla, Christian è ancora profondamente malato e non credo guarirà a breve dopo questo colpo. Il futuro che mi sembrava già delineato: i suoi successi nel lavoro, la mia carriera alla SIP, una famiglia tutta nostra con tanti bambini, invecchiare con lui, appaiono ora incerti. Ora siamo di nuovo un uomo e una donna soli al centro dell’Universo che cercheranno di trovare una nuova loro rotta.

Riusciranno?

Se non fossi prepotentemente entrata nella vita di Christian, lui con tutte le sue manie avrebbe avuto una vita migliore? Più realizzato e sereno?

Christian riuscirà a liberarsi del tutto dei suoi demoni interiori? Una volta lessi che un bambino traumatizzato da profondi traumi infantili è un adulto disadattato che non riuscirà mai a trovare il suo posto nel mondo.

Vorrei provare a riscrivere quel passo. Christian ce la farà.

FINE

 

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13 commenti

  1. Ana X

    Noooooooooooo! Ma come hai potuto fare questo? Perchè questo finale?? Cosa è servito allora tutte le lotte per arrivare fino a qua?
    Devi assolutamente continuare e dare un lieto fine!!

  2. Crissy

    non so che dire….. mi aspettavo un finele completamente diverso….. per la carità non vuole essere una critica, soprattutto fine a se stessa, ma non posso dire che mi sia piaciuta…. spero però di avere presto modo di leggere ancora qulacosa di tuo….magari una nuova interpretazione. Brava comunque per l’impegno…

  3. Stefania.L

    Mah non ha senso finire così non mi è piaciuta

  4. Rossa

    A me è piaciuto molto!!! spero però in un lieto fine!!!

  5. Lili

    Senza offesa… Non ne vedo proprio il senso, mi sembra troppo ridicola, sembra totalmente un’altra storia. solo il mio parere .

  6. Funny18

    ma come mai si toglie due volte la camicia? O ne aveva due addosso?

  7. irma

    mi sembra un finale molto pessimista che contrasta con lo spirito sella trilogia. spero in un seguito più sereno.

  8. Lalla

    Io vorrei farti davvero i miei complimenti 😀
    Trovo questo racconto originalissimo e tu hai davvero le palle per osare fino a questo punto. Non mi sarei mai aspettata un simile finale e mi è piaciuta la sorpresa fuori dagli schemi!
    La tua fantasia supera ogni limite!
    Mi aspetto un nuovo racconto della tua visione della trilogia!

  9. ada

    Nooo che cavolata proprio è meglio che lasci perdere sei troppo negativa

  10. serenity

    ma che fine hai fatto???eddaiiiiiiiiii perchè quelli che fanno qualcosa di diverso spariscono??