Il nuovo capitolo della Fan Fiction dal punto di vista di Christian Grey di Lalla.

Questo capitolo riprende dall’interruzione del capitolo 40° che potete leggere o rileggere cliccando QUI e dove troverete anche il link per il capitolo 39. Fan Fiction (POV CG) di proprietà intellettuale di Lalla in esclusiva per questo sito. Questo racconto pubblicato a puntate è opera di fantasia di una fan della trilogia ’50 Sfumature di Grigio’ alla quale si è ispirata ed è nato come prosieguo della stessa. Non è stato scritto da E L James.

Lettura destinata ad un pubblico di soli adulti. Questo sito non si assume la responsabilità di lettura da parte di minori.

40° CAPITOLO

Dov’è andata in accappatoio e tutta nuda? Cazzo Anastasia.

Sono completamente stupefatto, lo so che ci sono andato pesante, ma non più pesante di quando l’ho sperimentato la prima volta con Elena e l’ho poi replicato con le altre. Tutte sono passate da quella cinghia prima o poi e nessuna ha reagito come Anastasia. Perché?
Era consapevole, mi ha autorizzato lei, e ora proprio non capisco la sua reazione.

Non è una gran giocatrice Grey, questa è la prova finale che ti serviva? Bene, ora ce l’hai, cosa facciamo?

Comincio ad accarezzarmi i peli sul petto con un senso di angoscia pura mentre li stringo nel pugno e comincio a tirarli. Ho forse superato tutti i limiti con lei? Lo sapevo che lei non è una sottomessa, eppure mi sono fatto prendere la mano. Cazzo. Dovevo dirle di no quando me l’ha chiesto, in fondo io solo sapevo cosa avrei fatto, mentre lei sfidava l’ignoto e sfidava l’oscurità che ho dentro. Io sapevo il dolore che avrebbe provato, mentre lei ha voluto rischiare, magari convinta che non avrei osato.

Ecco, questo potrebbe essere la questione: lei credeva che io non avrei avuto il coraggio di farlo con lei e se ha pensato che con lei mi sarei comportato diversamente è solo perché, in questi ultimi giorni, le ho dato modo di crearsi questa idea. E’ colpa mia, mi sono lasciato andare ad un sogno con lei e ora per tornare alla realtà sto facendo una fatica enorme e temo di aver combinato un guaio irrimediabile.

Ma se lei, davvero, ha pensato che io potessi essere diverso allora è solo per un motivo, e ora mi è chiaro.

Vado verso il salone, cercandola, non la trovo. La casa è grande, lei non la conosce, c’è un solo posto dove potrebbe essere. Passo dal bagno prima di andare verso la sua stanza, una stanza che non è mai stata realmente sua, non l’ha mai usata, non l’ha mai personalizzata, come se già sapesse che non ci avrebbe mai messo piede.

Apro piano la porta e la vedo distesa rannicchiata sul letto. Sta singhiozzando, pure vistosamente, non fa nulla per nasconderlo. Mi si stringe il cuore, ancora mi passo una mano sul petto, come se il dolore fosse riscoppiato ora, vivo e reale e non se ne fosse mai andato.

Lei trattiene un attimo il respiro, segno che avverte la mia presenza nella stanza, io appoggio l’antidolorifico sul comodino e mi siedo accanto a lei sul letto.
Mi avvicino un po’ di più, lei smette di singhiozzare o, temo, si trattenga a fatica.
Non ho mai provato questa sensazioni per nessuna delle mie ex. Dopo la giusta e meritata punizione, godevo, beatificandomi nell’idea di loro che piangevano e soffrivano.
L’idea di Anastasia che soffre e il trovarla che piange è devastante, mi riporta a galla tutte le mie ferite passate. No! Non posso permettere che soffra così, non voglio!

La prendo tra le braccia, sento qualche spasmo di singhiozzo e sento anche il suo irrigidirsi, come se facesse uno sforzo enorme per respingermi. Non mi vuole.

«Non mi respingere, Ana, ti prego»

Nessuna reazione, la mia ragazza d’acciaio, forte, indipendente, orgogliosa, si sta spegnendo tra le mie braccia. Non era solo la paura di perderla quando temevo che mi scivolasse tra le dita, è proprio la sua vitalità che mi sta scivolando tra le dita. E’ questo che temevo di più, quello che mi spaventava di più.

«Non odiarmi»

Che cosa stupida da dirle ora, ma è la sola che mi viene in mente.
Alle mie parole lei si lascia di nuovo andare a un pianto composto, ma fisicamente la sento distaccata da me, come se volesse trattenersi, non mi volesse accanto a lei.

Mi distendo vicino mentre aspetto che si sfoghi del tutto e finisca di piangere, la prendo tra le braccia mentre guardo fuori dalla finestra: l’alba piano piano si sta affacciando su Seattle e io ho passato una notte da incubo, e ho come la vaga sensazione che la giornata che mi aspetta sia ancora più infernale.

Dopo aver esaurito le lacrime si gira finalmente e mi guarda in faccia. Oh Anastasia, non mi piace per nulla quello che leggo sul tuo volto: ci sono stanchezza, delusione, amarezza e determinazione.

«Mi dispiace»  mormora accarezzandomi il viso.

Oh merda, questa non me l’aspettavo. Non mi aspetto mai alcuna delle cose che fa Anastasia, ma questa volta ha superato se stessa. Sono ancora più confuso.

«Per cosa?»

«Per aver detto quelle cose.»

Ah, quando mi hai accusato di essere un bastardo, pervertito e probabilmente era la punta dell’iceberg perché di certo pensavi che sono un picchiatore di donne, uno schifoso e repellente scarto del genere umano, un aborto della natura, un abominio della natura.
Si, hai ragione.

«Non mi hai detto niente che non sapessi.»

Come la prima luce filtra dall’enorme vetrata della sua camera, anche in me filtra un po’ di luce: forse sono stato precipitoso, forse è tutto recuperabile. Ho fatto un enorme cazzata, è vero, ma niente che non si possa riparare e forse c’è la speranza che lei, dopo lo sgomento iniziale, e riflettendoci meglio, stia minimizzando l’accaduto.

«Mi dispiace di averti fatto male.»

«Te l’ho chiesto io.»

Molto bene, la situazione sta evolvendo nel migliore dei finali. Pensavo a una tragedia invece si sta quasi addossando tutte le colpe lei. Cosa potrei chiedere di più?
Ora devo solo stare molto attento a non esagerare la prossima volta, possiamo giocare ma devo andarci molto leggero, come le volte precedenti nella stanza rossa, e se le punizioni proprio non le sono gradite allora le posso anche accantonare. Oh Anastasia, sono certo che troveremo un compromesso per andare avanti ora che abbiamo superato il buio e ne siamo usciti insieme. Il tunnel era lungo e irto di ostacoli, ma l’abbiamo passato, possiamo provare a creare qualcosa di nuovo insieme. Nuove strategie, giochi, ho già in mente migliaia di esperimenti soft che possiamo fare, e stai tranquilla che ti proteggerò d’ora innanzi. Prima cosa proprio da me stesso, e poi da tutto quello che ti circonda. Voglio solo che tu sia serena con me.

Possiamo ricominciare.

«Penso di non poter essere tutto quello che vuoi.»

Come? Come sarebbe a dire? Che cazzo dici Anastasia? L’angoscia mi stringe di nuovo il petto che mi brucia, mi brucia da morire.

«Tu sei tutto quello che voglio.»

«Non capisco. Non sono obbediente, e ci puoi scommettere che non ti permetterò più di farmi quello che mi hai fatto. Ed è di questo che tu hai bisogno, l’hai detto tu.»

Chiudo gli occhi, dopo questo ennesimo pugno nello stomaco. Ha ragione, sto provando a illudermi ma ha schifosamente, maledettamente ragione. Ho ancora bisogno di questo, anche se vorrei illudermi che non ne sento la necessità, ho l’impulso e la voglia di farlo, e ho il terrore che se tu non me lo lascerai fare prima o poi, inevitabilmente, andrò a cercare qualcuna a cui farlo. E quel giorno mi fa paura. Preferirei morire che accantonarti anche solo per qualche ora mentre io appago quell’ignobile impulso.

Perché ti amo e devo lasciarti andare.

«Hai ragione. Dovrei lasciarti andare. Non sono l’uomo per te.»

«Non voglio andarmene»

Però sei scappata da me prima e mi hai dato del pazzo bastardo.
No, non mi fa effetto, non mi deve fare effetto. No, non mi ha colpito, non mi deve colpire.

«Nemmeno io voglio che tu te ne vada»

Prima di te c’era il tutto circondato dal nulla, poi il nulla è diventato il tutto. E ora cosa devo fare?

«Ho iniziato a vivere da quando ti ho incontrato.»

«Anch’io. Mi sono innamorata di te, Christian.»

Mio Dio… cazzo no Anastasia, non volevo arrivare a farti soffrire a questi livelli. No cazzo!

Andiamo Grey, non dirmi che non te ne eri mai accorto che la ragazza ti amava follemente. Doveva per caso andare in giro con una scritta al neon sulla fronte?

«No. Non puoi amarmi, Ana. No… è sbagliato.»

«Sbagliato? Perché sbagliato?»

Perché tu mi ami e meriti di trovare qualcuno che ti ama come un uomo normale, senza la continua tentazione di farti del male fisico. Io sono destinato a una donna fatta come me: nessuna illusione, nessuna delusione.

«Insomma, guardati. Non posso farti felice.»

«Ma tu mi fai felice.»

No Anastasia, tu non sai cosa vorrei fare io ora….

«Non adesso, non se faccio quello che voglio fare.»

«Non supereremo mai questa cosa, vero?»

Come facciamo?

«Allora… è meglio che io me ne vada»

Merda, merda! No! per favore, non mi abbandonare anche tu, non posso regger anche a questo abbandono. Perché? perché tutte le donne che amo mi abbandonano?

«No, non andartene.»

«Non ha alcun senso che rimanga. Devo vestirmi. Vorrei un po’ di privacy»

Va a rinchiudersi in bagno lasciandomi solo in mezzo alla sua stanza.

Mi guardo attorno ancora in preda all’angoscia, questa stanza è così vuota, inutile… stupida, stupida stanza! Teatro di tanto dolore di donne, teatro di sofferenze.. a questo sei sempre servita vero stupida stanza! A dare un riparo a tutte, assorbendone il dolore e ora risputandomelo addosso.
Mi sento pungere gli occhi, cazzo, cosa mi sta succedendo?
Non posso impedire che mi si inumidiscano gli occhi, ma trattengo le lacrime uscendo al volo da questa stanza del dolore.

Vado in salone, ma solo perché non ho altro posto dove andare, ma improvvisamente lo sento stretto intorno a me, questo salone immenso non basta a contenere tutta la rabbia e il dolore e la desolazione che provo ora.

Squilla quel maledetto cellulare, l’istinto di buttarlo giù dalla vetrata.

«Grey.»

«Mr Grey, ho delle novità inerenti il suo incarico.»

Guarda, proprio il momento più opportuno, in questo momento non mi interessa un cazzo di nulla tranne Anastasia.

«Mr Grey?»

«Dimmi.»

«Abbiamo ricostruito tutti gli spostamenti di Miss Williams. Ricostruire tutti gli spostamenti è stato facile: è stata in città, alloggiava all’Hotel Dreams, non ha visto nessuno, poi si è diretta a casa sua, ma non siamo riusciti a capire come abbia fatto ad entrare. E’ sola, non siamo ancora riusciti a ricostruire gli ultimi affetti come si sono evoluti. E adesso arrivano le notizie recenti.»

«Continua.»

«E’ viva, è stata avvistata in un caffè vicino alla baia, è vestita con abiti dimessi, molto dimessi e all’apparenza sembra una senza tetto. E’ diversa dalla foto, molto più magra e pallida. Tutto questo ieri pomeriggio, quindi è ancora a Seattle, ma non alloggia più al Dreams, ora cercheremo nei centri di accoglienza.
Ora la brutta notizia Mr Grey.»

«Continua.»

Ascolto senza il minimo interesse.

«Abbiamo contattato l’ex marito, dice che ha delle informazioni sul suo conto che non credo lei abbia piacere di far trapelare alla stampa. Informazioni strettamente personali Signore, che potrebbero comprometterla.»

Il bastardo, vorrà raccontare della stanza dei giochi, Leila deve avergli raccontato tutto. In un solo momento esplodo e sfodero tutta la mia rabbia repressa.

«…Welch, è proprio un bel casino. Trovala»

Trova lei, al marito ci penso io, o Taylor, ma non ora, ora non me ne frega nulla.

Sento dei passi dietro di me, ho paura ad affrontarla, se penso che sino a pochi minuti fa pensavo di aver risolto il problema e di poter continuare con lei come se nulla fosse. Coglione Grey, ecco cosa sei, sei solo un viscido coglione.
La guardo dritto negli occhi e interrompo subito la chiamata, lei non avrà sentito vero?

Poi si avvicina al tavolo e vi ripone sopra i miei regali: tutti.
Ma mi sta lasciando davvero?

Avevi giurato di non farlo Anastasia!!

«Ho bisogno dei soldi che Taylor ha avuto per il mio Maggiolino.»

E’? I soldi del maggiolino? Ma quali soldi? E perché mi rende quelle cazzate lì?

Insisto perché tenga tutto, ma è come scontrarsi con un muro, non ci posso fare nulla, non trovo brecce per entrare.

«Ti prego, Ana, prendi questa roba.»

«Christian, non voglio litigare… Mi servono solo i soldi.»

Ancora quei dannati soldi! Non vuole un cellulare del cazzo e vuole i soldi di una macchina? Ma chi cazzo si ricorda a chi e a quanto Taylor ha venduto quel macinino! Fosse stato per me l’avrebbe portato dallo sfasciacarrozze!

«Ti va bene un assegno?»

«Sì, penso di potermi fidare.»

Vaffanculo, riesci a farmi incazzare anche in questi momenti.

Vado nel mio studio e chiamo Taylor.

«Pronto?»

Ha la voce assonnata.

«Taylor, avevi venduto la macchina azzurra di Miss Steele?»

«No Mr Grey, l’ho fatta demolire come da sue disposizioni.»

Merda, ora mi devo mettere a litigare con lei anche sulla sua ex macchina.

«Fantastico..»

Mi lascio sfuggire al telefono con Taylor.

«Qualche problema Signore?»

Una marea Taylor, ci sto affogando proprio ora.

«Miss Steele, vuole i soldi per la sua vendita.»

«E quindi?»

«Quindi toccherà mentire, quanto può valere quella ferraglia?»

«Mr Grey, volendo potrebbe dirle che è un pezzo d’epoca.»

«Volendo cosa?»

«Farle un regalo più sostanzioso.»

Capisce al volo.

«Puoi alzarti e venire nel salone?»

«Certo Signore.»

Firmo un consistente assegno e la raggiungo. E’ ancora lì, esattamente dove l’avevo lasciata. E’ così pallida, con le occhiaie segnate…

«Taylor ha ottenuto un buon prezzo. È un’auto d’epoca. Puoi chiederlo a lui, ti porterà a casa.»

«Non occorre. Posso tornare da sola, grazie.»

«Intendi sfidarmi fino all’ultimo?»

«Perché cambiare l’abitudine di una vita?»

«Non voglio che tu te ne vada»

Vorrei raggiungerla, faccio due passi verso di lei che indietreggia subito, prontamente.

«No, per favore.»

Prende il suo zainetto e si dirige verso l’ascensore, io la seguo un po’ a distanza cercando di evitare la sua scia, se dovesse catturarmi non la lascerei più andare.

«Addio, Christian»

Non è possibile, ora mi dirà che non ce la fa a vivere senza di me, che sono la sua ragione di vita. Tirerà fuori la sua gracchiante risatina dicendo che mi stava prendendo in giro. Dirà che sono stato uno sciocco a crederle, che mai potrebbe lasciarmi perché lei mi aveva giurato di non lasciarmi mai…
Ma poi alzo lo sguardo e vedo solo desolazione sul suo volto.
Non sta scherzando.
Mi sta abbandonando.

«Addio, Ana»

Le porte dell’ascensore si chiudono. Lei scende. E’ finita, anche lei mi ha lasciato.

 

 

FINE 41° CAPITOLO

 

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41 commenti

  1. Irma

    Bello e toccante.ma Grey ancora non si rende conto della perdita! ci sarà un altro capitolo con la resa dei sentimenti di Christian? spero di sì. comunque brava Lalla spero di leggerti ancora! ciao.

  2. silvia

    Brava Lalla, come sempre. Ci siamo, siamo alla resa dei conti mi auguro che riuscirai a dare una degna conclusione a questo libro come solo tu sai fare.baci

    • Lalla

      Manca l’epilogo, ma ne ho già una mezza idea un po’ particolare dato che sarò libera di farlo come voglio io 😀 😀

  3. Anna

    Lalla è fantastico! Perfetto come lo avevo immaginato. Combattuto tra la resa al sentimento e l’idea di non poterne essere capace…sei stata superlativa. Attendo (che cosa triste), l’epilogo.
    Chissà se ti macheremo…..nel caso torna, ti prometto che l’accoglienza sarà strepitosa!!!!! Scherzettino!!!!!!
    Informaci sul tuo lavoro, sono certa che ti sei guadagnata tante fidate lettrici. Un bacio.

    • Lalla

      Certo, vi farò sapere di sicuro! Grazie di avermi letto e sopportato per tutti questi mesi 🙂

  4. lolly74

    ke dire purtoppo mi ripeto sempre sei bravissima dai al racconto una essenza in piu’…..mi emozioni,grazie che mi fai distrarre e fantasticare anche se solo per poco…..nn vedo l’ora di leggere il seguito BRAVISSIMA…;)

  5. giusi

    Lalla ti prego non fermarti sei bravissima…
    Completi Christian. Vorresti essere colei che interrompe il sogno di tante, tantissime ragazze???
    penso di noi! allora continua a scriverci di lui… ti è dentro solo tu puoi capirlo così bene e mostrarcelo a noi sognatrici….
    P.s. ho letto tutti i tuoi capitoli e ti ammiro e questa è la prima volta che commento proprio perchè ci tengo che non molli… Xo

    • Lalla

      Grazie, ma credimi, non ce la faccio proprio più……………

  6. Dona

    Lalla non puoi abbandonare le tue lettrici… Ti prego continua a farci sognare.

    • Lalla

      Ti prego…. non dirmi cosììììììììììììììììììììììììììììì 🙁

  7. ida

    Sempre le stesse forti emozioni quando leggo questa parte. Mi fa piangere. Scrivi ancora per noi Lalla!!.Il seguito è bellissimo. Voglio emozionarmi ancora per questa storia. Grazie comunque.

    • Lalla

      Grazie, ma non me la sento più di seguire lo stile della James, non sarei più motivata e uscirebbe solo un gran paciugo di racconto….

  8. Romina

    Che dire Lalla….bravissima…ma sarebbe riduttivo, è proprio come immagino l’accaduto dal punto di vista di Grey, ho letto altre storie ma tutte troppo sdolcinate per lasciarla andare via in quel modo. In quel momento e quando l’ha lasciata andare via non aveva ancora la piena consapevolezza dei veri sentimenti che aveva per lei, si erano già forti….era già importante….ma solo dopo il distacco ha capito veramente e come hai raccontato è stato proprio veritiero e molto simile a quello che posso aver interpretato dalla storia originale. Brava davvero. Ora aspetto l’epilogo…purtroppo….e grazie ancora per averci alliettato con i tuoi scritti, bellissimi…e se cambi idea….credo che faresti felici parecchie persone!

    • Lalla

      Cioè, ma davvero, ma sei troppo carina a scrivere ‘ste cose!!
      Un bacione immenso e tripla x!!

    • Lalla

      Ciao, no, mi spiace, ma non è proprio il mio genere quel libro…

    • Lalla

      Grazie 🙂
      No, finisco qua, dopo 40 settimane sono cotta 😛

  9. Daniela

    Bravissima Lalla! Grazie per averci regalato quello che tutte noi aspettavamo … la fine del libro ci aveva lasciato tutte “in sospeso” … sei davvero molto brava! Ora aspettiamo di vedere con gli occhi del nostro Mr. Grey anche il resto della storia!!!

    • Lalla

      Ciao e grazie donna!! Non la continuerò io la storia. Il mio POV di Christian finisce qui….

  10. Desi

    Mi hai commosso di nuovo Lalla. Faresti un Nero eccezionale…

    • Lalla

      Giusto, condizionale 😛
      Grazie Desi di avermi sempre seguito.

  11. Carlotta

    Eccezionale Lalla come sempre e potente come sempre. Ma non finisce qui vero? C’è un altro capitolo?

    • Lalla

      Si, l’epilogo, ma il libro è finito. Grazie come sempre

  12. america

    Quindi ke si succede finisci qui?io voglio ke continui…o magari se ci fai sapere se scrivi qualcosa…bellissimo capitolo lui addolorato ma cmq padrone della situazione…FANTASTICA

    • Lalla

      Ciao, si è finita. Manca solo l’epilogo ma è finita, spero ti sia piaciuto il “mio” libro 😛

  13. Ana x

    Yahoooooooooooooo LALLA!! Che finaleeeeeeeeeeee!!!
    Proprio come me lo immaginavo, stavolta nessuna sorpresa! Ma non finisci qui vero?

    • Lalla

      Ciao Ana, si, il libro è finito, aggiungerò solo un epilogo totalmente inventato da me che sonderà un po’ i giorni post Ana 🙂

  14. luisa

    oddio ho le lacrime 🙁 bellissimo lalla stupendo come sempre!!!

  15. Isabella

    Meraviglioso!!! Non so che altro aggiungere ai commenti delle altre.
    Devo aspettare lunedì e poi. ……poi mio marito dovrà accodarmi dal capitolo 30 i rimanenti 12 così poi potro rileggere il tuo libro tutto d’un fiato!
    Buona notte