Il nuovo capitolo della Fan Fiction dal punto di vista di Christian Grey di Lalla.

Questo capitolo riprende dall’interruzione del capitolo 31° che potete leggere o rileggere cliccando QUI e dove troverete anche il link per il capitolo 30. Fan Fiction (POV CG) di proprietà intellettuale di Lalla in esclusiva per questo sito. Questo racconto pubblicato a puntate è opera di fantasia di una fan della trilogia ’50 Sfumature di Grigio’ alla quale si è ispirata ed è nato come prosieguo della stessa. Non è stato scritto da E L James.

[warning]Lettura destinata ad un pubblico di soli adulti. Questo sito non si assume la responsabilità di lettura da parte di minori[/warning]

32° CAPITOLO

Comincia a diventare irritante questo interrogatorio in luogo pubblico, dove non posso caricarmela sulle ginocchia e darle un sonora lezione.

Per fortuna ritorna la mammina. Donna molto opportuna, almeno in questo caso.

«Come va, ragazzi?»

Oh Carla, splendidamente! La tua adorata figliola sta investigando nel mio oscuro passato, sapendo quanto detesti chi lo fa, per scoprire se amavo una donna con cui facevo sesso. Sesso ‘un po’ particolare’, ma solo sesso.
Ma perché per voi donne è così importante sapere se amavo o no una mia ex? Che importanza potrà mai avere?

Pensa Grey: Anastasia prima di te ha avuto una lunga relazione sessuale ‘un po’ particolare’ con un uomo che potrebbe avere l’età di Carrick. Lui le ha insegnato tutto sul sesso depravato, giochetti con fruste, borchie e catene, cose che nemmeno tu immagini. Chissà se lei ne era innamorata oppure stava con lui solo perché le piaceva scopare così.

Forse comincio a capire…

Capisci ora Grey? Forse se l’amava poteva essere una buona giustificazione, ma se invece nessun sentimento per lui? Lei era e sarebbe ancor oggi una gran pervertita. Ecco, questo vuol sapere di te Anastasia. Forse.

Ma fantastico! Che casino cazzo!

Se le dico che l’amavo diventa una furia, lo sento, se invece le dico che non l’amavo penserà davvero – o lo pensa già – che sia un fottuto pervertito irrecuperabile.

Ottima analisi Grey..

Sto migliorando, anche senza Flynn sono riuscito a giungere alla conclusione lo stesso. Ma ora?
Forse è il caso che chiami Flynn.
Intanto è meglio troncare, smettere di compiacersi per l’analisi in solitaria e battere in ritirata.

Perché non le dici la verità Grey?

«Bene, signore, credo che vi lascerò alla vostra serata.»

‘Grey Cuor di Leone’ vero?

Mi alzo e le deposito un bacio sulla guancia, il suo sguardo verte tra il furioso rovente e il curioso potente.

«A più tardi, piccola»

Mi allontano, sentendo l’ormai solita e, divenuta familiare, sensazione di abbandono.
Mi seguirà nella mia stanza? Oppure è talmente furiosa da abbandonarmi qui, solo, dopo che mi sono sbattuto miglia e miglia di volo per lei. Dopo aver mollato gli affari e sopportato questo clima atroce. Dopo aver fatto impazzire Taylor etc..

Taylor!

Ma Taylor dov’è finito?
Mi volto nella hall dell’albergo ma non lo vedo. Magari sta mangiando qualcosa.
Ma devo essere io a cercarlo? Non dovrebbe essere al mio fianco sempre?
Prendo il telefono in mano e sento un’ombra alle mie spalle, la vedo riflessa sul pavimento di fronte a me e di fianco alla mia.
Ombra inconfondibile: è Taylor.

«Taylor!»

«Si Mr Grey?»

«Dove sei stato?»

«Al bar dell’Hotel Signore, a due passi da lei.»

Davvero? Ma dov’era?

«Stavo facendo uno spuntino.»

«Bene Taylor, mi ritiro ora, a domani mattina.»

«Certo Signore.»

E si allontana col suo passo felino, micidiale, quasi da killer.
A volte ha il potere di stupirmi ancora. A fianco a me al bar, io non l’ho proprio visto.

Entro in camera a subito squilla il telefono. Tempismo perfetto, è Andrea.

«Grey»

«Mr Grey, le passo il responsabile ufficio tecnico per i dati sulla Georgia.»

«Bene grazie Andrea.»

«Mr Grey salve!»

La voce squillante e sempre allegra di Cary mi mette subito di buonumore. Un personaggio stravagante, sopra le righe, non sempre amato dai colleghi, ma era il migliore al suo corso universitario, inevitabile finisse nelle mie aziende.

«Cary, buonasera.»

«Da noi buongiorno Signore!!»

Tento di mantenere un professionale distacco, ma temo non reggerò a lungo con lui.

«Ho tutte le informazioni da lei richieste e un dubbio..»

«Che dubbio?»

«Perché proprio la Georgia Mr Grey?»

Perché gli ho chiesto il dubbio?

«Non era questo il compito che le hanno commissionato Cary. Deve riportarmi solo i dati tecnici.»

«Certo Mr Grey!!»

Non sembra minimamente risentito, che carattere solare, sotto certi aspetti mi ricorda Elliot. Ma in meglio.
Ma nonostante ciò, si deve mantenere a debita distanza i dipendenti, soprattutto quelli giovani e geniali e che sono perfettamente consapevoli di esserlo. Potrebbero approfittarsene.

«Le posso dire inizialmente..»

Sento bussare alla porta, ma non ho ordinato nulla.

«Attenda un attimo Cary.»

Apro al porta e mi ritrovo un’intimidita Anastasia di fronte. E’ come se non ci fossimo separati mai, nemmeno per qualche minuto.
Mi sentivo che sarebbe venuta qui, da me, ma non ci avrei scommesso data la sua imprevedibilità che riesce sempre a tenermi sulla corda e non l’allenta mai.

Le faccio cenno di entrare e le indico il bancone del bar.

«Continua» dico mormorando a Cary, ora ho altre idee per la testa, per esempio un bel bagno rinfrescante: la migliore prospettiva. Pensavo a una doccia in solitaria, ma ora opterò per un bel bagno, anche perché, secondo i miei attenti calcoli….

Mi dirigo nel bagno e comincio a riempire la vasca. Troppo ottimista sulla conclusione? Forse, ma che importa, è solo acqua.

E magari qualche candelina Grey…

«Quindi come le dicevo Mr Grey, gli incentivi sono anche interessanti, ma come lei può benissimo immaginare, non si danno grossi incentivi se non per liberarsi di ‘merce’ in esubero che nessuno vuole.»

Si, immagino dove voglia arrivare Cary, ma in questo preciso momento non me ne fotte un cazzo.

«Se gli incentivi sono interessanti… Penso che dovremmo considerarlo, anche se ho qualche dubbio

su questo caldo infernale..»

«E non solo su quello Mr Grey.»

Guardo Anastasia dritto negli occhi: sto facendo tutto questo solo per te.

«Fammi chiamare da Bill. Domani… Non troppo presto.»

Chiudo la chiamata, ho altro a cui pensare ora. Per esempio, mi sembra di avere una risposta in sospeso da darle e non ho avuto il tempo di chiamare Flynn. Merda.

«Non hai risposto alla mia domanda» esordisce lei.

Ecco, figuriamoci se si dimenticava. Ma è salita in camera mia solo per avere una risposta? Caparbia la ragazzina.

«No.»

Cerco di prendere tempo, ma ho la mente vuota, non so cosa dirle.

«No, non hai risposto alla mia domanda, o no, non la amavi?»

Niente, non demorde.
In questi casi, quando hai la mente vuota resta una sola soluzione: la verità.

«No, non l’amavo.»

Lei tira visibilmente un sospiro di sollievo, mentre io lo faccio mentalmente. Ho fatto la cosa giusta e ho scelto l’opzione migliore, probabilmente la risposta che lei si aspettava e che voleva.

Liberatomi di questo dubbio, la situazione comincia a divertirmi avendone ora una nuova visione: è gelosa. Fradicia. E’ gelosa fradicia di me.

Non riesco a trattenere un sorriso da coglione, mi piace da morire questo fatto.

«Ti rodi dalla gelosia, Anastasia. Chi l’avrebbe mai detto?»

«Mi stai prendendo in giro, Mr Grey?»

Si, ma è eccitante questa rivelazione. In tempi remoti, anzi più che remoti, la gelosia mi avrebbe infastidito. L’ho sempre considerato un sentimento inutile, stupido, da imbecilli che non hanno di meglio a cui pensare.
E mi ha sempre infastidito quando veniva provato nei miei confronti: ricordo ancora qualche timido inizio di scenata di gelosia di Susannah, troncata subito da me sul nascere. Un fastidio inconcepibile.
Ora.. ora invece quasi un sollievo, quasi fosse la prova tanto attesa di un qualcosa che non so definire ancora bene. Quel qualcosa a cui non riesco a dare ancora contorni nitidi.

Sono sempre più confuso.

Ma basta ora stronzate, pensiamo a cose serie: tu ed io nella mia stanza d’albergo. Io che non ti tocco da tre giorni, tu ultrasensibile perché sotto ciclo: la serata promette bene.

Mentalmente si fa largo in me un sorriso enorme da pervertito con canini in bella mostra.

«Ti voglio, Anastasia. Adesso. E tu vuoi me. Per questo sei qui.»

«Dovremmo parlare» mi risponde lei.

Ecco, e fino ad ora cosa abbiamo fatto?
Dopo, c’è tempo dopo..
E poi anche io devo dirti due cosette, proprio ciò che mi ha spinto a farmi tutti quei chilometri.
Dopo, c’è tempo dopo..

«Ci sono tante cose che voglio dirti.»

«Anch’io.»

Mi avvicino fino a sentirne l’odore inebriante. La sua pelle ha una lieve fragranza più forte, più potente, probabilmente dovuta al ciclo. E’ estasiante, potrei godere solo col suo odore, come un animale inferocito e affamato.

«Ti voglio»

Non dice nulla, ma geme, il che mi elettrizza ancora di più.

«Hai il ciclo?»

Si imbarazza. ovviamente, ma annuisce. Questa cosa che le donne tengono nascosto il loro periodo mestruale come fosse una cosa di cui vergognarsi, in tutta sincerità non l’ho mai capita.

Ok ragazzina, proviamo ad aggirare e a superare questo ostacolo della tua vergogna.

«Andiamo a farci un bagno.» le sentenzio solenne, in modo da non darle via di scampo. E sempre per non darle il tempo di pensare la prendo per mano e la trascino con me verso il bagno.

Una volta chiusi dentro comincio ad ordinarle di spogliarsi, lei esegue da brava bambina, ma la vergogna è ancora impossessata di lei. Le altre dopo le prime due volte non avevano più pudori con me, mentre Anastasia continua con questa sua smisurata timidezza. Non so perché, ma mi piace la cosa. Mi piace da morire.

«Voglio prenderti nel bagno, Anastasia.»

Senza darle il tempo di assimilare, la faccio voltare e la posiziono davanti allo specchio. Nuda. Completamente. Oh cosa ti farei ora! Ho due visioni celestiali di te: una davanti proiettata dallo specchio, una del retro che sto guardando dal vivo. La cosa non potrebbe essere più sconvolgente. Sei perfetta, sia davanti che dietro e io vorrei scoprire ogni parte di te, tutto il tuo corpo.

«Guardati. Sei splendida»

Le prendo le sue mani che, guidate dalle mie, cominciano a toccarsi. Oh Anastasia, quando mi offrirai la visione divina di te che ti masturbi follemente davanti ai miei occhi? Tu, senza vergogna, libera da ogni pudore, e totalmente disinibita che ti tocchi solo per dar piacere a me più che a te stessa. Muoio dalla voglia di vedere quella scena. Si avvererà mai?

Le tocco i capezzoli e lei chiude gli occhi e si contorce sotto le mie mani. Lo specchio riflette la sua immagine, così vogliosa e in preda al delirio dell’eccitazione. Continua a muovere i fianchi, pronta all’appagamento.

Ma io no.

Le divarico bene le gambe e porto le sue mani, sempre guidate dalle mie, sul suo pube. Voglio che scendi e che ti tocchi, voglio guardarti mentre fai ciò. Continuo a toccarla, poi le ordino di proseguire mentre mi allontano un po’ per spogliarmi completamente ma senza distogliere lo sguardo dallo spettacolo più erotico cui abbia mai assistito.
Il potere di questa ragazza sui miei sensi è devastante. Basta vederla nuda che potrei già venire.

Comincia a rallentare, io mi fiondo su di lei e riprendo a masturbarla con forza. Poi mi si accende una lampadina nella mente, ma come ho fatto a non pensarci prima?
Se ancora ha il ciclo posso prenderla, finalmente, senza preservativo. Le chiedo quando le è iniziato.

«Ieri» mi risponde esitante.

Perfetto!

«Appoggiati al lavandino»

Le sfilo l’assorbente interno e le entro subito dentro, pelle contro pelle, senza l’impiccio della plastica del preservativo.

Sono sopraffatto, pensavo di farla godere ma questo è troppo anche per me. Lei si tiene salda la lavandino mentre le mie spinte si fanno sempre più potenti e mentre osservo la scena delle due persone che scopano con forza dallo specchio.

Non resisto.

E’ il paradiso assoluto.

Il suo culo inarcato e invitante verso di me è la mia rovina. Come sempre.

Vedo, e ciò aumenta la mia eccitazione, che lei sbircia dallo specchio il punto di unione tra me e lei in mezzo alle sue gambe. Questo attira anche il mio sguardo in quel punto, e quello che vedo è la mia fine: vedere il mio cazzo che entra dentro e poi sparisce del tutto nella sua fica fino a riemerge un poco mi fa girare la testa, non ho più pensieri razionali, voglio solo godere e farla godere. Subito.

«Così va bene, piccola»

Vieni piccola, non posso resistere un secondo di più.

Lei urla aggrappandosi ancor più stretta al lavandino e io finalmente mi posso liberare dentro di lei. Con foga.

«Oh, piccola, ne avrò mai abbastanza di te?»

Crolliamo a terra sfiniti anche se tutto è durato pochi minuti tanta era la voglia di entrambi. Mi si rannicchia in braccio come una bambina, completamente nuda, il pudore per una volta dimenticato.

Devo trovare la forza emotiva di alzarmi da questo pavimento.

«Andiamo a farci un bagno.»

Mi alzo in piedi ma vedo che lei mi fissa ora bianca in volto quasi inorridita. Qual è il problema ora? Le ho fatto per caso male? Di solito non dovrebbero dare problemi i rapporti con il mestruo. Possibile che sia così delicata?

«Quelle cicatrici» mormora «Non sono dovute alla varicella.»

Merda.

E così Grey, alla fine la ragazzetta se ne è accorta. Pensavo anche prima, ce ne ha messo di tempo.

Resto di sasso fermo in mezzo alla stanza da bagno.

«No, non lo sono»

E’ l’unica risposta che mi viene in mente. Non mi aspettavo questo, non sono preparato a fornirle una spiegazione esaustiva, e non voglio nemmeno.

«Non guardarmi così.»

Non voglio la tua pena Anastasia, non potrei mai accettarlo. Preferirei morire che farti pena.

«È stata lei?»

Mi si ferma il respiro per un secondo. Lei chi? Mia madre? E come fa a saperlo lei? Non avrà per caso parlato con Grace a mia insaputa?
Penso a tutte le opzioni in pochi secondi, poi giungo alla più plausibile: sta parlando di Elena.

Spero.

«Lei chi? Mrs Robinson? Non è una bestia, Anastasia. Certo che non è stata lei. Non capisco perché devi demonizzarla.»

Rimane immobile di fronte a me e per risposta va a nascondersi nella schiuma della vasca da bagno. Forse riuscirò a chiudere qui l’argomento.

«Mi chiedo solo come sarebbe stato se non l’avessi incontrata. Se non ti avesse introdotto al tuo… ehm… stile di vita.»

Niente da fare, non molla. Oh, se avessi firmato il contratto ora ti legherei a ti sculaccerei fino a farti diventare i glutei rosso vivo. Possibile che non vuoi capire che non voglio parlare del mio passato? E’ troppo torbido e voglio risparmiartelo.

Prima o poi dovrai accontentarla e farle qualche rivelazione Grey. Se proprio ti ripugna farlo pensa che potrebbe essere un ottimo mezzo per raggiungere il tuo fine: lei che prende fiducia in te e quindi firma e accetta di diventare la tua sottomessa.

Ma lo voglio ancora?

«Probabilmente avrei fatto la fine della mia madre naturale, se non fosse stato per Mrs Robinson.»

Mi guarda ancora incredula: questa mezza rivelazione improvvisa ha ancora di più accesso la sua curiosità.

«Mi ha allontanato dal cammino di autodistruzione che avevo imboccato. È difficile crescere in una famiglia perfetta quando non sei perfetto.»

Forse è questa mia enigmatica dichiarazione, forse questa mia improvvisa e inaspettata voglia di parlare di me, forse il fatto che lei continua incalzante a farmi domande che va a finire che mi sciolgo e comincio a parlarle di Elena e del nostro passato. Ometto naturalmente i dettagli scabrosi e sessuali.

Quando poi lei finisce il suo irritante terzo grado è il mio turno. Ora tocca a me.

«Bene, è il mio turno. Non hai risposto alla mia mail.»

Parliamone.

Lei arrossisce, segno che ha davvero qualcosa da nascondere. Ma questo non mi ferma, voglio di più.

«Voglio sapere cosa provi.»

«Te l’ho detto. Mi fa piacere che tu sia qui. Grazie per aver fatto un viaggio così lungo»

A parte questa banalità di convenienza, vuota il sacco ragazzina.

«No. Penso di volere qualche risposta prima che facciamo di più.»

«Cosa vuoi sapere?» mi chiede timida.

Tutto, dall’inizio alla fine.
Voglio sapere cosa hai provato la prima volta che mi hai visto nel mio ufficio durante la tua rocambolesca intervista.
Voglio sapere cosa hai provato quando ti sei svegliata nel mio letto dopo aver bevuto come una spugna: stupore?E quando mi hai visto uscire dalla doccia con solo un misero asciugamano sui fianchi? Eccitazione?
Voglio sapere cosa hai pensato di me quando ti ho fatto vedere la mia stanza dei giochi: paura? Pensavi potessi farti del male quella sera?
Voglio sapere cosa hai provato a letto con me la prima volta, anche se non hai criteri di paragone, almeno voglio sapere le tue sensazioni.
Voglio sapere se hai mai pensato di mandarmi a quel paese., in particolar modo dopo la prima volta che ti ho sculacciata.

Si, tutte queste risposte le pretendo. E poi parleremo del di più.

 

FINE 31° CAPITOLO

 

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37 commenti

  1. monica

    bellissimo lalla.. il tuo mr grey è sicuramente il più originale d tutti… bravissima

  2. Kiki

    Ciao!
    Che dire se non che sono senza parole come sempre.
    Senza nulla togliere a nessuno, ma la settimana scorsa guardavo in TV la replica di “Amadeus”, il film biografico su Mozart e mi sei venuta in mente. TU sei Mozart, tutto il resto sono solo Salieri: bravissime, ottime, ma manca la parte geniale.

  3. samy

    sempre molto karino, lui e’ adorabile,e ti fa venir voglia di leggere, leggere, leggere all’infinito.ciao e a presto mi auguro.

  4. anny

    troppo bello 🙂 veramente sei fenomenale adesso aspetto con ansia di leggere il prox capitolo. ti prego ripensaci per il nero e rosso…..sei troppo brava 🙂

    • Lalla

      Grazie, ma non me la sento. Il Christian del Nero non mi appassiona, quello del Rosso peggio ancora (scene di sesso a parte).
      Baci x

  5. LadyGodiva

    Sei sempre fantastica! Amo proprio il tuo modo di scrivere irriverente e sopra le righe così inaspettato. Non sai mai quale piega prenderà Christian con lei, o meglio, la piega si sa, ma almeno i suoi pensieri sono ancora un mistero.
    Il dubbio che tu sia un uomo aleggia sempre e comunque intorno a te.
    Ancora complimentoni.

  6. Ana x

    Ciao Lallina! Complimenti come sempre per la creatività e l’originalità!
    Number ONE!! yèèèèèèèè

  7. Anna

    Bellissimo come diceva la ragazza facci sognare con il nero e rosso

    • Lalla

      Non me la sento, quel Christian non mi convince e non mi appassiona. Pensa che se fosse per me avrei terminato la trilogia al 1° libro!

  8. isabella

    Oh mio diooooooo!!!!!!!
    Non so cos’altro dire!mi fa morire come racconti il rapporto fra Cristian e Tailor…mi fa spaccare!!!
    Sei una grande

  9. Dani

    Delizioso, mi fai ridere sempre, ogni settimana aspetto con ansia il tuo racconto.
    Il tuo modo di scrivere e molto piacevole e, simpatico.
    Ti auguro buona scrittura.
    Baci

  10. lolly74

    fantastica…. nn vedo l’ora ke arrivi lunedi…. 😉

  11. Desi

    Sempre speciale questa FF 😀
    E soprattutto la parte del sesso in bagno davanti allo specchio 😀 😀 😀 😀
    Ammiro la tua fantasia e anche simpatia, CG nel libro si vede che fa qualche battuta simpatica, ma qui è fortissimo

  12. Lalla

    Vi ringrazio come sempre dei commenti e apprezzamenti 😀

  13. luisa

    ma quando mi piace questo christian lalla mi fai sognare come sempre

  14. Valentina

    e l’unico delle fanfiction che leggo mi ha preso parecchio *_* complimenti!!aspetto con ansia il 33 😛