Il nuovo capitolo della Fan Fiction dal punto di vista di Christian Grey di Lalla.

Questo capitolo riprende dall’interruzione del  capitolo 22° che potete leggere o rileggere cliccando QUI e dove troverete anche il link per il capitolo 21. Fan Fiction (POV CG) di proprietà intellettuale di Lalla in esclusiva per questo sito. Questo racconto pubblicato a puntate è opera di fantasia di una fan della trilogia ’50 Sfumature di Grigio’ alla quale si è ispirata ed è nato come prosieguo della stessa. Non è stato scritto da E L James.

[warning]Lettura destinata ad un pubblico di soli adulti. Questo sito non si assume la responsabilità di lettura da parte di minori [/warning]

23° CAPITOLO

La fisso negli occhi molto attentamente per cercare di scorgervi qualche segnale di una sua possibile resa. Una qualche traccia di eccitazione al pensiero di una punizione che sta per piombarle addosso.

Nulla.

Devo arrendermi a questa cosa: lei non si elettrizza come Leila o Susi alla prospettiva di una punizione. Rifugge l’idea, ne sembra quasi terrorizzata.

Se mai in passato ho pensato che lei potesse sfidarmi di proposito, solo ora mi rendo conto che non era una strategia. Lei non è Janine, che istigava timidamente proprio sperando nella mia reazione. Lei ne è terrorizzata e, paradossalmente, solo con Anastasia la punizione avrebbe il suo vero significato perchè solo lei ne ha davvero il terrore. Questa cosa è infiammante oltre ogni immaginazione.

Ma non lo posso fare.

Lei non me lo permette.

Mi si avvicina, mi abbraccia e mi bacia.

Perchè?

Lo sa che sono incazzato come una bestia, che vorrei solo farla soffrire, che godrei a farla soffrire e lei mi bacia. E mi calma.

Mi calmo subito.

La tenerezza mi investe.

«Cosa mi stai facendo?» le chiedo in un sussurro. Chiaramente sta cercando un diversivo, come se io fossi un coglione, ma in ogni caso la tattica le riesce bene, è abile in questo: a cambiare argomento.

Credo che meriti una spiegazione per questo mio atteggiamento.

«Hai detto di no.» le spiego «A tavola, durante la cena. Con le tue gambe.»

Mi guarda confusa, non ha ancora capito.

«Nessuno mi ha mai rifiutato prima. Ed è così…eccitante.»

Ma perchè mi eccita così tanto il suo rifiuto? Mi è sempre piaciuto, anzi, ho sempre preteso la piena obbedienza e disponibilità soprattutto sessuale, e ora arrivi tu e rimetti in gioco il mio universo fatto di certezze incrollabili.

Forse… forse non sono un dominatore?

Non lascio che questo pensiero o altri rovinino questo attimo di puro piacere.

«Ti voglio. Adesso. E se non sei disposta a farti sculacciare, come meriteresti, ti scoperò sul divano subito, in fretta, per il mio piacere, non il tuo.»

La spingo sul divano e mi corico su di lei. Il miglior posto dove voglio stare.

«Metti le mani sulla testa» non osare toccarmi. Rimani immobile e lascia che io ti fotta.

«Sarà una cosa veloce, ed è per me, non per te. Chiaro? Non venire, altrimenti ti sculaccio»

La prendo con forza, non servono nemmeno preliminari con lei, solo il pensiero dell’amplesso.

Lei fa una leggera smorfia. E’ troppo grosso vero piccola? Dillo, coraggio, dimmelo che ce l’ho troppo grosso e ti fa male. Dimmi che ogni volta che ti entro dentro senti come se ti stessi sfondando. Coraggio piccola, allarga di più le gambe o ti farà ancora più male.

Ma potrebbe essere più calda questa ragazza? Anche sapendo che è una punizione, che dovrebbe subire in silenzio e senza movimenti, i suoi fianchi anelano ai miei. Si solleva verso il mio bacino e viene incontro a ogni mia possente spinta.

C’è una sola spiegazione a tutto ciò. Una spiegazione a cui lei ancora non è giunta: le piace soffrire, le piace quando a letto le faccio male.

Se mai avessi avuto bisogno di ulteriori stimoli questi sono più che sufficienti. Le esplodo dentro subito, senza lasciarle il tempo di godere.

E’ una sensazione strana.

Da una parte godo al pensiero di lei insoddisfatta che mi vuole e vuole che io l’appaghi, dall’altra il pensiero lo stesso pensiero, senza sentire i suoi gemiti, senza il suo pulsare intorno a me mi lascia una certa delusione. Un vuoto.

Insomma, non sono soddisfatto di questa scopata.

Insomma, mi sto intenerendo.

Insomma, devo porre rimedio a questa situazione. In un modo o nell’altro.

E questo mi fa incazzare.

«Non toccarti. Voglio che tu rimanga insoddisfatta» le dico.

Rimani così, vogliosa del mio cazzo, solo io deciderò quando dartelo di nuovo. E non sarà così presto.

Oh, come mi sento bene ora!

«Christian» sento urlare non lontano dalla rimessa. Cazzo, ma quella ragazza mi darà mai pace nella vita?

«Siamo quassù, Mia» le urlo pronto all’inevitabile raffica di domande su questa situazione.

C’è mancato poco, solo tre minuti prima e ci avrebbe colti in flagrante.

O avrebbe colto me, Anastasia non stava facendo niente se non la bambola gonfiabile.

Ah, che soddisfazione vero Grey? Una bella bambolona dagli occhi blu. Scuoto la testa a questo pensiero.

Mi piacerebbe invece sapere se Mia è arrivata fino qua di sua spontanea volontà o è stata ‘spinta’ dal mio caro fratellino e dalla sua ancora più cara ragazza.

Dopo averle borbottato una scusa talmente assurda da non credere alla mia bocca quando la sputava fuori, rientriamo a casa per congedarci dai miei.

Un congedo imbarazzante, tutto moine, sorrisi, e promesse di rivedersi al più presto.

Cosa faranno tutti quando Anastasia scomparirà dalla mia vita?

Staranno male? Sentiranno un vuoto?

Ma di chi stai parlando Grey? Della tua famiglia perfetta che non meriti proprio o di te?

Quando vedo la mia macchina di Taylor, capisco che la tortura è finalmente giunta al termine.

Meno male che avevo Anastasia a distrarmi.

Sprofondo nei sedili ripensando alla cena, alla sua normalità nella sua eccezionalità.

Anastasia è così amabile, colpisce tutti, sarà il suo viso perfetto e adorabile, con quegli occhioni di quel colore indescrivibile, sarà la sua finezza, le sue buone maniere, la sua timidezza che ispira tenerezza, non lo so. Ma piace. A tutti.

E questa serata sarebbe stata davvero perfetta se:

– mia madre non avesse parlato delle nostre malattie d’infanzia. Meno male che si è concentrata su Elliot.

– la Kavanagh si fosse strozzata col cibo.

– Mia si fosse rotta i tacchi per venire alla rimessa e si fosse slogata una caviglia.

Ma non si possono pretendere tre fortune simili in una sola, unica serata vero?

Perso nelle mie fantasticherie non mi rendo conto dell’umore tetro di Anastasia, che se ne sta rannicchiata nell’angolo persa in chissà quali pensieri negativi.

Che problema ha?

Ho esagerato con la punizione?

Ha gli ormoni sballati ora?

«Cosa c’è?»

Dovevo farla venire.

«Penso che tu ti sia sentito obbligato a farmi conoscere i tuoi.» esita un attimo «Se Elliot non avesse invitato Kate, tu non me l’avresti mai chiesto.»

Oh cazzo!

E’ questo che ti angoscia?

Si, dovevo farti venire, così ora saresti felice, rilassata e senza pensieri assurdi che ti attraversano la mente.

Ma di quanto ha sbagliato Grey? Non eri forse tu quello scocciato per il fatto che Elliot avesse invitato la furia rossa?

Al diavolo, mai nessuno mi ha costretto a fare qualcosa contro la mia volontà. Nè in passato nè men che meno quell’idiota di Lelliot.

Cerco di spiegarle con molta calma che mi ha fatto piacere portarla a casa dei miei genitori, che mi ha fatto piacere presentarle tutta l’allegra famigliola, che ne sono felice. Ometto che non mi ha fatto piacere rivedere la cagna ma credo lo sappia già. Ma perchè mi devo sempre giustificare con lei per ogni azione insolita che faccio?

Ma perchè è così divertente giustificarmi?

Per fortuna che cambia argomento passando al discorso spinoso della Georgia. Ahia.

Come dirle che non voglio che lei si allontani da me senza fornirle ‘un perchè’?

Come fare a fornirle ‘un perchè’ se nemmeno io lo so?

«Hai voglia di andare a trovare tua madre?» trattengo il respiro nell’attesa della sua risposta.

«Sì.» ma cazzo, cazzo, cazzo!

No Anastasia no! Ci tieni più a stare con tua madre ora che con me?

Preferisci stare con lei?

Ma stai così bene qui con me…

«Posso venire con te?» portami con te. Cosa faccio qui da solo? Con tutti i miei demoni che non vedono l’ora che tu ti allontani per tornare a perseguitarmi…

«Ehm… non mi pare una buona idea. Speravo di prendermi una pausa da… da tutte queste emozioni forti, per cercare di riflettere un po’.»

…………………………..

Questa frase ha il sapore di ‘Ho bisogno di una pausa di riflessione da te’. Quella frase di circostanza che si dice quando si cerca di scaricare con eleganza qualcuno.

Il cuore mi comincia a martellare e le mani mi sudano. La bocca secca. Tremo mentre le pongo la prossima domanda.

«Sono troppo forti?»

«Per usare un eufemismo!» mi risponde ridendo.

Ride. Lei ride. Io sto vivendo in un inferno ora e lei ride.

«Su cosa hai bisogno di riflettere, in Georgia?»

Non dovrà riflettere per caso su quel fotografo? Non dovrà prendere una decisione tra  lui e me?

«Su noi due»

«Avevi detto di volerci provare» mi sento gelare il sangue nelle vene.

«Lo so.»

«Ci stai ripensando?»

«Forse.»

Lo sapevo.

Non è stato un caso la tua uscita col fotografo vero? E’ scattato qualcosa, me lo sento. E ora sei confusa e non sai con chi stare. E lui è così normale.. Potrebbe essere lui la soluzione giusta per te e non io. Lui potrebbe renderti felice mentre io no.

Cazzo, perchè mi sento un peso sul petto ora? Perchè mi gira la testa?

Ma che cazzo mi sta succedendo stasera?

Tutto è cominciato da quando quella cagna in calore mi ha rivelato della tua uscita clandestina con quel fotografo.

Magari credeva che non mi incazzassi. Certo, la mia ragazza esce a bere con un altro di notte, da sola. Uno che ha un chiaro interesse per lei, e io devo accettarlo serenamente.

«Perché?»

Si allontana un pò da me e guarda fuori. Non ha il coraggio di dirmi in faccia che non ne vuole più sapere di me.

Una volta ottenuto il scopo, vale a dire far ingelosire con me il fotografo non gli servo più.

E pensare che io ho avuto sensi di colpa con lei…

Silenzio. Non mi risponde.

Ho lo stomaco contratto mentre le porgo di nuovo la domanda.

«Perché, Anastasia?»

Comincio a spazientirmi.

Silenzio ancora.

Vorrei… vorrei solo prenderla, obbligarla a guardarmi negli occhi e darle un assaggio della mia ira. Ma non posso.

Una disperazione tale mi assale che mi toglie ogni stimolo e mi lascia svuotato.

Come quando…..

«Parlami, Anastasia. Non voglio perderti. Quest’ultima settimana…»

Non so come continuare. Cosa dirle?

Non sono mai stato un asso nell’esprimere le mie emozioni, i miei turbamenti e doverli esprimere a lei è fonte di una nuova inquietudine.

«Continuo a volere di più»

Come?

Ma non volevi il fotografo?

Dopo tutto questo, dopo tutto quello che ti ho fatto, e stasera ne è una prova, tu continui a volere me? Anzi, vuoi di più da uno come me?

I miei nervi si rilassano nel sedile della macchina, un sorriso che lei non può vedere mi ritorna sulla bocca.

Le mie mani non sudano più. Il peso sul petto se n’è andato via lasciando il posto a un’inattesa gioia.

«Lo so» le rispondo, anche se non è assolutamente la verità. Fino a due minuti fa non sapevo propio un cazzo.

«Ci proverò.»

Se è questo che vuoi davvero da me, se non provi repulsione per me, possiamo provarci più seriamente.

La faccenda mi diverte, mi passano davanti agli occhi mille ipotesi di di più.

Forse una vacanza noi due da soli: potrei portari a Londra.

Forse una cena intima e io e te al mio Club prediletto.

Forse una mini crociera noi due soli sulla Grace.

Oh, ci sono infinite possibilità.

Le potremmo sperimentare tutte.

Poi ovviamente scoperemo, magari come dico io.

La fisso «Per te, Anastasia, sono disposto a provare.»

Mi salta addosso e si rannicchia tra le mie braccia. E’ così piccola e magra.. e crolla esausta.

Deve essere di certo la mia eccezionale performace di oggi pomeriggio nella stanza dei giochi.

Eccezionale Grey? Ma non farmi ridere…

Arriviamo all’Escala, muoio dall’impazienza di riportalra a letto, sarà stata la scopata di prima, non lo so… so solo che la voglio di nuovo.

Con prepotenza.

E sarebbe tutto perfetto, se non fosse che lei se ne esce con la domanda della serata:

«Voglio toccarti.»

Ma che cazzo donna! Non posso farti una piccola concessione che subito pretendi tutto?

Ma non scherziamo veramente!

Mai e poi mai!

Inorridisco e indietreggio all’idea di mani che mi toccano nelle zone proibite.

Inaccessibili per tutte, persino per mia madre.

 

 

FINE 23° CAPITOLO

 

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17 commenti

  1. monica

    lalla è come sempre bellissimo e a tratti esilarante… la “dea interiore” di christian è decisamente più divertente di quella di ana nelle sfumature originali…. ma è troppo breve!! ti prego scrivi di più sei bravissima. ed è bellissimo veder capitolare il nostro Grey poco a poco

  2. Eleonora

    “E sarebbe tutto perfetto, se non fosse che lei se ne esce con la domanda della serata:
    «Voglio toccarti.»
    Ma che cazzo donna! Non posso farti una piccola concessione che subito pretendi tutto?
    Ma non scherziamo veramente!”

    FANTASTICO AHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAH
    Ho aspettato tutta la mattina per questo capitolo, sei la gioia del lunedì!! Grazie Lalla!

  3. Adry

    Lalla sei fantastica!!!!!!!! È sempre più bello continua così!!!!! E cmq si inizia a intravedere il cambiamento o per meglio dire per adesso lo sconvolgimento del suo universo………

  4. cris

    Bravissima. Descrivi le scene perfettamente che sembra di essere li’, assieme ai protagonisti.

  5. elena

    Le travi scricchiolano ma le mura restano in piedi…una lenta tortura… una lenta godibilissima tortura per noi che leggiamo. Complimenti, non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo e vederlo crollare. Xxx.

  6. Ana x

    mmmmmmmm quando crollerà del tutto il mostro orgoglioso?
    Sono curiosissima di vedere come lo fari arrendere 😀
    Bacio x

  7. Kiki

    E’ un piacere passare una serata come il lunedì a leggerti. peccato troppo breve, si, non mi basta mai.
    Aspetto con ansia, davvero bellissimo il modo in cui lo descrivi, ma questo lo sai già, te lo dicono sempre tutte.
    Ma io sono la tua fan numero 1 😀 😀

  8. patrizia

    haaaaaa aspetterò,il prossimo con ansia !!!sempre brava.

  9. Chiary

    Solo un appunto non so se Christian chiamerebbe “idiota” Elliot o se mai desidererebbe che Mia si slogasse la caviglia.. Lui li adora! Cmq grazie per il tuo lavoro :d

    • Lalla

      Nooooo, era solo una battuta quella 😉
      Il fatto che consideri Elliot un idiota l’ho sempre scritto fin dall’inizio, anzi stavolta sono stata buona, prima lo considerava un coglione!

  10. Desi

    Lo voglioooo vedere mollare la sua aura di stronzone x diventare romanticone!! GO LALLA GO!!!

  11. Cicci

    Che dire? Veramente,sei stupefacente! è come se il personaggio che descrivi nelle sue mille sfaccettature uscisse dallo schermo e diventasse reale!! Descrivi così bene tutti i turbamenti interiori che ci si perde nella lettura! Un’altra lunga settimana in attesa del prossimo capitolo ma ne vale assolutamente la pena!! Brava brava brava hai veramente del talento!

  12. Lalla

    welllààààààà! Sto Christian mi sta diventando un rammollitooo! 😀
    Grazie donne!

  13. Lalla

    No ma, siete troppo carine coi vs commenti. Grazie davvero!

  14. EleSteele

    Mitica!!! 😀 mi è piaciuto tantissimo anche questo capitolo 😀