Il nuovo capitolo della Fan Fiction dal punto di vista di Christian Grey di Lalla.

Questo capitolo riprende dall’interruzione del  capitolo 18° che potete leggere o rileggere cliccando QUI e dove troverete anche il link per il capitolo 17°. Fan Fiction (POV CG) di proprietà intellettuale di Lalla in esclusiva per questo sito. Questo racconto pubblicato a puntate è opera di fantasia di una fan della trilogia ’50 Sfumature di Grigio’ alla quale si è ispirata ed è nato come prosieguo della stessa. Non è stato scritto da E L James

[warning]Lettura destinata ad un pubblico di soli adulti. Questo sito non si assume la responsabilità di lettura da parte di minori [/warning]

19° CAPITOLO

Faccio fatica ad addormentarmi stasera, il pensiero di Elliot a casa loro mi provoca una fitta d’invidia mentre mi rigiro nel mio letto, metto le mani dietro alla testa e guardo pensieroso il soffitto. E domani mattina andrà ancora. E il pensiero mi infastidisce. Il perchè? Forse non voglio che Lelliot si goda ciò che a me non è permesso, o almeno, non merito. E stai pur tranquillo che quel fottuto figlio di puttana se le godrà parecchio e non perderà occasione per ragguagliarmi su tutti i dettagli, e se non ne avesse, se li inventerebbe.

Ho un solo pensiero a parte il coglione a casa loro domani: cosa farà stasera Anastasia? E’ sabato sera, non credo che una ragazzina della sua età si chiuda in casa considerando quell’infuocata della sua coinquilina. Se escono a visitare Seattle? Dovrei offrirmi da guida? O si sarà già offerto Elliot?

Mi squilla il cellulare «Grey».

«Ciao tesoro, cosa stai facendo?» sto tendando di dormire mamma

«Sono a letto mamma» immagino la sua curiosità, scommetto le sta già balenando in testa una sola domanda: ‘Con chi?’

«A quest’ora di venerdì sera? Ti ho svegliato?» magari riuscissi a dormire..

«No assolutamente mamma, come posso aiutarti?»

«Volevo solo ricordarti che domattina devi andare a prendere Mia all’aeroporto. Non te ne sei dimenticato vero?» e come potrei

«Certo che no» rispondo accigliandomi

«Bene, vi aspetto allora domenica sera a cena da noi» ‘Vi’?  Attimo di silenzio: il sicario sceglie che cartuccia sparare e mira dritto al cuore

«Perchè non porti quella graziosa ragazza: Anastasia» ecco il colpo! Si è proprio fissata con lei cazzo!

«Vediamo mamma, vediamo, ma non credo» se sopravvive a quello che ho in mente per lei domenica pomeriggio…

«Va bene tesoro, come preferisci. A domenica allora»

«Notte».

Portare Anastasia a una cena dai miei? Assurdo, non l’ho mai fatto, sarebbe come puntarmi un mitra pieno di raffiche di domande da non riuscire più a uscirne vivo. Inoltre, come potrebbe interpretare lei questo gesto? Al diavolo! Assolutamente no, è troppo ufficiale una cena con tutta la mia famiglia schierata al gran completo. Non se ne parla nemmeno.

Mi sveglio dopo una notte non troppo riposante: gli incubi sono tornati dopo un periodo di insolita mancanza. Mi faccio una doccia, indosso jeans e camicia e parto in vista dell’aeroporto.

«Hey fratellone!» Mia mi getta le braccia al collo quando mi vede. La trovo diversa, forse più donna e non nascondo che mi turba e mi innervosisce. Dov’è la mia bambina un pò in sovrappeso? Questa che ho di fronte è una donna più raffinata, più esile e più elegante che non ha nulla della ragazzina che avevo lasciato mesi fa prima della sua partenza per Parigi.

«Devi raccontarmi tutto» ecco. Parigi non è servita a insegnarle la sottile arte della diplomazia quando una persona vuole ottenere risposte.

«Tutto cosa?» faccio finta di nulla.

«Dai, non fare il finto tonto» mi tira una pacca sul braccio, sta diventando irritatante quasi quanto Elliot.E’ una caratteristica di famiglia? Diventerò anch’io così?

«Della tua fidanzata, mamma e Elliot dicono che è bellissima» bellissima? Si vero, è bellissima.

«Mia, non è la mia fidanzata, la conosco da 2 settimane appena, non ti sembra prematuro?»

«Fidanzata, amica speciale, ragazza, cosa cambia? La frequenti no? Non vedo l’ora di conoscerla domani sera.» Stanno già organizzando il ‘Comitato di benvenuto Anastasia’? Santo cielo!

«Senti Mia, non voglio frenare il tuo entusiasmo, ma non credo proprio»  con la sua solita irruenza non mi lascia finire la frase

«Non accetto scuse! E poi è solo una cena, non comprometti mica la tua aura di orso se porti una ragazza a cena!» mi strizza l’occhio. E’ irritante. Si sta Elliottizzando cazzo!

«Ne parliamo dopo, raccontami di Parigi». E si lancia in una serie infinita di aneddoti, quanto è bella la città, i suoi negozi, la moda e tutto ciò che fa di Parigi. Parigi. La lascio poi sotto casa

«Non entri?» e dovermi sottopore spontaneamente al plotone di esecuzione composto da mamma, papà, sorella e come rinforzi contingenti ed estemporanei anche le cameriere?

«Non posso, devo lavorare Mia» inizia a piagnucolare

«Ma è sabato, cosa hai da fare di sabato?» pedinare una ragazza, scopare una ragazza

«Un aperitivo con due soci d’affari» mi stringo nelle spalle incapace di guardare Mia negli occhi mentre le mento.

«A domani allora» e scende correndo verso casa.

 

«Elliot?» devo capire le sue intenzioni per la serata.

«Finalmente ho il graditissimo onore del mio adorato fratellino che mi chiama? Non succede mai, è successo qualcosa?» se la piantasse una volta di fare il cretino.

«Che programmi hai per la serata?»

«Ah, ti sei divertito allora l’ultima volta che abbiamo fatto serata! Beh, mi dispiace ma stasera esco con Kate» bene, proprio quello che volevo sentirmi dire!

«Capisco» dico con finta noncuranza.

«Hey Christian, ci vediamo domani sera a cena? L’ho già detto a Kate, dillo ad Anastasia!» ma che meraviglia! Perfetto! Ora come faccio a non invitare Anastasia? Ma chi se ne importa, non mi lascio condizionare da Elliot e le sue cotte esplosive che durano un mese e non un giorno di più.

«Vediamo, ma non credo. A domani».

Dopo un intero, interminabile pomeriggio a tediarmi lanciando una pallina di gomma contro la vetrata del terrazzo, intervallando questo hobby da alcune mail dell’ufficio prendo la decisione: mi vesto con particolare cura, mi spettino con particolare cura e prendo il Suv.

Suono alla porta di Anastasia che mi apre con una maglia oversize che le casca su una spalla lasciandola scoperta e da cui si intravede che non porta il reggiseno, e le gambe nude. Una dea. Se avessi mai avuto necessità di stimoli per eccitarmi, questi sono più che sufficienti. Lei è sconvolta nel trovarmi lì e si morde il labbro. Merda.

«Christian, pensavo di vederti domattina» si anche io lo pensavo

«Passavo di qua e volevo essere sicuro che vi foste sistemate bene. Non mi fai entrare?» lei arrossisce e si sposta facendomi entrare. Rimane immobile a lato della porta imbarazzata, anzi, direi quasi impaurita. Le faccio ancora questo effetto? Timore o addirittura terrore?

«Posso offrirti qualcosa da bere?» la sua voce è timida, incerta, un sussurro.

«No ti ringrazio.» in questo momento avrei bisogno di qualcosa di davvero forte che mi faccia dimenticare la follia che ho fatto stasera e magari mi faccia tornare in me. Ma per quello credo mi serva l’elettroshock.

«Vuoi accomodarti? C’è ancora un pò di caos dovutto al trasloco, ma il divano è sgombro.» mi dice sempre sussurrando

«Il divano eh?» lei arrosice subito mentre io la squadro come un falco: la vista delle sua gambe nude è l’afrodisiaco più potente mai provato, paragonabile solo all’immagine delle mie fantasie di lei distesa sul letto, o sul tavolo, o sul divano nella mia stanza rossa.

Sono solo un paio di gambe Grey.

Si, belle gambe però, direi quasi perfette.

«Va bene, accomodiamoci sul divano» acconsento. Mi guardo intorno e noto l’apprezzabile opera svolta dal mio meno apprezzabile fratello; lei si accorge che sto fissando il televisore

«E’ stato Elliot a sistemarlo così, ora lui e Kate sono usciti.» non me ne fotte un cazzo di quello che Elliot ha fatto nella tua casa!

«Si lo so» e la fisso intensamente, siamo soli in casa, lo so perfettamente, ed è per questo che sono qui.

«Pensavo.. domani ci vedremo a casa mai Anastasia, lo sai quello che ti aspetta vero?» lei si morde il labbro. Accidenti a te quando lo fai! Cristi santo!

«Immagino di si. Posso solo immaginare» puoi arrivare a immaginare tanto?

«Volevo solo essere sicuro che è una cosa che vuoi fare davvero.»

Mi guarda decisa «Come si può essere sicuri dell’ignoto?» mi risponde infilando una gamba sotto l’altra sul divano e coprendosi pudicamente con un cuscino sul davanti.

«Un altro punto per te Miss Steele» le sorrido dolcemente

«Vorrei solo non dover essere testimone di un tuo eventuale shock» sarebbe imbarazzante dover chiamare l’ambulanza e spiegare come si sono svolti i fatti. Altro che accordo di riservatezza!

«Come mi insegni tu, esistono le safeword per questo» e maliziosamente sposta il cuscino lasciandomi intravedere i suoi slip. E’ il gesto più erotico che abbia mai visto farle fare fino ad ora, quel gesto all’apparenza casuale ma studiato, dato il suo sguardo, ha il potere di incendiarmi. Il sangue mi va alla testa.

«Ti voglio Anastasia, ti voglio da morire, penso che impazzirò se non ti avrò anche in questo momento. Non puoi lontanamente immaginare come mi sento in questo momento» mi sento il membro pulsare violentemente trattenuto a forza dai jeans troppo stretti, il sangue che bolle e la testa che mi gira.

Ho un fottuto bisogno di sentirla godere, di avere la conferma che ciò che le faccio le piace sopra ogni limite. E nonostante abbia già avuto questa conferma ne necessito di un’altra e un’altra ancora. per la prima volta non è solo il mio godimento quello che mi interessa, voglio sentire lei che si dimena sotto di me, che urla quanto le piace ciò che le sto facendo.

Lei mi guarda con quell’espressione da bambina smarrita, tentatrice di uomini. Tu sei la rovina dei poveri onesti uomini come me.

«Ti prego, fai una cosa per me: quando me ne andrò, comincia a toccarti con forza e datti piacere da sola» lei sgrana gli occhi. Lo so che non l’hai mai fatto piccola, ma voglio che tu lo faccia ora, ho bisogno che faccia questo.

Mi alzo dal divano, Dio solo sa dove trovo la forza.

«Te ne vai?» mi urla quasi disperata.

«Si, ma ci sentiremo tra poco, ti prego Anastasia, fai quello che ti ho chieto, fallo per me.» la vedo perplessa, titubante, ma tentata. Molto, molto tentata.

«Va bene, ci proverò» mi risponde.

«Stai tranquilla, ti guiderò io» le deposito un leggero bacio sulla bocca ed esco velocemente da casa sua dirigendomi all’Escala.

Meno male che il viaggio è breve.

Una volta rientrato nel mio castello sospeso mi butto sul divano e le telefono subito.

«Pronto Christian» perchè solo la sua voce debole, timida mi eccita così?

«Sei pronta per quello che ti ho chiesto prima?» silenzio, è titubante.

«No lo so Christian»

«Lasciati andare, libera la mente da ogni preconcetto e fai quello che ti dico: nessuno potrà vederti e solo io ti potrò sentire» mi slaccio piano la camicia.

«Togliti la maglia e comincia a toccarti i capezzoli lentamente. Lo stai facendo?» silenzio dall’altra parte poi senti un sussurro

«si» il suo respiro è lievemente accelerato e questo mi eccita ancora di più. Mi slaccio i jeans con frenesia e me li abbasso cominciando a prendermelo in mano. L’immagine dei suoi slip appena intravisti mi manda in estasi, il pensiero di lei che si masturba per me mi ma fa perdere la ragione.

Completamente.

«Togliti gli slip ora, ti voglio immaginare completamente nuda sul divano di casa tua. Voglio pensare a te nuda, con le gambe spalancate che si tocca il clitoride pensando a me. Hai capito ora cosa voglio che tu faccia per me? Sei disposta a farlo?» continuo a toccarmi l’uccello dopo averlo tirato fuori dai boxer, devo allentare la stretta delle mie mani o verrò solo al pensiero di quello che sta succedendo a casa sua.

«Si» il suo respiro affannato. Mio Dio, non resisto, perchè me ne sono andato da casa sua?

«Lo sai cosa sto facendo Anastasia?»

«No»

«Ora me lo sono preso in mano e lo sto massaggiando e sapendo che tu ti stai toccando pensando a me, guidata da me, me lo sta facendo diventare duro come una pietra. Riesci a immaginarlo così duro?» la sento gemere dall’altro capo del telefono, il gioco le piace.

«E sei tu a farmi questo effetto.»

«Christian ti prego, torna qui a casa mia» nemmeno per sogno piccola, stasera impazzirai non avendomi. Così vicino eppur così lontano.

«Sto godendo a toccarmelo così, ti prego, toccati in mezzo alle gambe, voglio sentire come godi. Fatti sentire per favore» non so come riesco a pronunciare ancora tali parole dato che tra una e l’altra mi scappa un gemito. Sto per venire.

«Ora devi dirmi come sei messa su quel divano. Coraggio, parlami» ma la sento solo gemere.

«Sono coricata come mi hai ordinato e sono nuda, e la mia mano…» Oddio, comincio a toccarmi sempre più forte, più veloce, il mio respiro è incontrollabile e la mia mano non riesce a fermarsi.

«Allora godi Anastasia, godi e urla, fammi sentire quanto ti piace masturbarti pensando a me. Mi stai eccitando da morire, fammi venire, se ti sento venire, crollo subito»

E lei urla il mio nome in preda all’orgasmo, io la seguo subito incapace di trattenermi oltre, la mai mano sembra assatanata talmente è la voglia di godere. Vorrei solo avere la sua bocca qui per farmelo ingoiare tutto. Poi rallento chiedendomi se sia ancora viva.

«Christian»

«Si»

«Vorrei che fossi qui ora, ho bisogno di sentirti dentro» questo è il colpo di grazia. Sento ancora gli ultimi spasmi del mio orgasmo. Butto indietro la testa sul bracciolo del mio divano e ringhio gemendo metre riacquisto pian piano il senno.

«Domani piccola, domani esaudirò tutti i tuoi sogni erotici più proibitii, farò in modo che la giornata rimanga impressa nella tua memoria a vita. Ora dormi, ho bisogno che tu sia in forma domani»

«Buonanotte Signore» ma non chiude la chiamata.

«Anastasia?» la mia voce ora è seria.

«Si Signore?»

«Ti ho detto di andare a dormire, vuoi che domani ti punisca per questa infrazione?»
«No Signore, buonanotte»

Dio mio, un’altra prima volta. Fare sesso telefonico. Interessante ed eccitante.

Mi alzo dal divano con le gambe ancora tremanti, mi spoglio del tutto, uso la camicia per pulirmi, poi vado a letto.

 

Al mattino mi sveglio stranamente di ottimo umore, anche se posso benissimo capirne il motivo: oggi avrò la resa totale di Anastasia, diventerà totalmente mia e cosa ancor più interessante è il fatto che oggi si scopa per davvero. Finalmente!

Finita l’era delle stronzate alla vaniglia e sesso per telefono, masturbazioni varie come se fossimo quindicenni.

Anche se ammetto che il sesso così insipido non è stato così malvagio come Elena mi ha sempre fatto credere. Dopotutto Anastasia è stata un’esperienza positiva ed educatrice per me, mi ha fatto capire che  si può stare bene e rilassati anche se si pratica sesso normale, che si può far godere una donna anche senza praticare giochi particolari, che sono comunque eccitantissimi per me.

Questo Elena non me l’aveva mai detto, e io coglione le avevo anche chiesto di insegnarmi il sesso alla vaniglia, come se lei potesse saperne qualcosa. Provo un senso di fastidio nei suoi confronti che già si era manifestato in queste ultime settimane.

Ma ora c’è un problema ben più serio: come e cosa mi preparo per colazione? Ho bisogno di energie per affrontare la giornata e poi la cena a casa dei miei.

Mi dirigo in cucina e apro il frigo: è stracolmo di ogni cosa mangiabile, ma io vorrei solo un omelette, una cosa semplice.

Dio come rimpiango le mie sottomesse del week end.

Trovo le uova e cerco una ciotola dove sbatterle: al primo tentativo l’uovo mi si fracassa tutto in mano guscio compreso. Ora spiegami tu come fa un povero onesto cittadino nel suo lecito giorno di riposo dal lavoro a far colazione? Una settimana di intenso lavoro, poi arriva la domenica e non poter permettersi di mangiare nemmeno un uovo fritto.

Guardo le altre uova intatte. Ne tiro fuori un altro e lo appoggio delicatamente sul bancone.

E come si separa l’albume dal tuorlo? Potrei chiamare Mia, l’esperta, ma il pensiero che mi chieda di stasera con annessi e connessi mi fa desistere dall’intenzione.

Guardo l’uovo appoggiato sul bancone che mi riguarda con aria di sfida. Potrei optare con ‘la prova di coraggio di Rocky Balboa’ per battere l’uovo. Lo prendo delicatamente in mano e lo foro sul guscio poi me lo bevo. Gradevole tutto sommato, ripeto l’operazione con l’altro uovo. Riuscita di nuovo.

Siamo a 2 punti per Grey e 1 punto per l’uovo.

Oggi posso ritenermi soddisfatto: ho battuto l’uovo, sento sarà una grande giornata.

Vado a farmi una corsa rigenerante seguita da una doccia e aspetto con ansia che arrivi l’una. L’ora di Anastasia.

 

FINE 19° CAPITOLO

 

 

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21 commenti

  1. *sa*

    ennesimo bellissimo capitolo <3
    la scena dell'uovo poi è mitica XD

  2. monica

    bella la parte inventata della telefonata anke se un po improbabile visto ke christian durante la discussione del contratto dice di nn volere ke lei si tokki. però bella la tua fantasia! la parte dell’uovo poi é geniale! brava al prossimo lunedì

    • Ana x

      mmmm vero, non ci avevo pensato. Sono curiosa di leggere la “difesa” dell’autrice in questo caso.

    • Lalla

      Ciao! A essere pignole lui per contratto pretende che lei non si masturbi lontana da lui perchè “vuole tutto il suo piacere”, quindi ho pensato che facendolo assieme lui tollerasse la cosa. Infatti lui le chiede di toccarsi anche la prima volta che fanno sesso.
      Ecco, la vedo così io 😉

      • monica

        cmq lalla nn voleva essere una critica… era solo un’osservazione. ti ho detto più volte che mi piace la tua originalità

        • Lalla

          Nono, davvero, non l’ho presa come una critica, ci mancherebbe 😀
          Volevo solo esprimere come è nata la cosa secondo me

          • ROSANERA

            E’ stata un’ottima idea, originale……. BRAVA!!

  3. Luna

    “..si sta Elliottizzando cazzo!” –> GRAN-DIO-SA!!!! hhahahahahahahaha 😀 mi sono cappottata dal ridere!!! XD XD XD

  4. luisa

    maronna bellissimo da morireeeeeee!!!!!!!!! sei una grande!!!

  5. francesca

    poco verosimile secondo me….ma bello tutto sommato……

  6. Ana x

    woooooooooooow carissima e buonasera a tutte, è semplicemente divino questo!
    E l’uso delle virgolette da libro? O.O allora stai scrivendo davvero l’ebook?

    Comunque il sesso telefonico è un’idea geniale! Mi piace, proprio ciò che mancava ai libri veri … chi vuol capire 😉

    • Lalla

      Sto provando a finirlo sto cacchio di ebook donna! cross fingers!!

  7. Kiki

    ‘seeeeeera!
    Sono sempre più commossa dalla tua FF…
    è scorrevole, piacevole, ironica e perversa quando serve. Ottima!
    P.S. anche io ho notato le virgolette nuove e molto professionali, ma dove le hai prese, sulla tastiera del mio pc non ci sono. E davvero stai scrivendo un ebook?
    Ma quanti anni hai?

    • Lalla

      Grazie bella 😉
      Sto cercando di finire il mio libretto, ma non è facilissimo.
      Hey, non si chiede l’età a una signora 😉 😉

  8. Lalla

    Welllaaaaaaaa donne!!
    Grazie come sempre per i vs gentili commenti!!
    Bacioni a tutte!!!