Nuova Fan Fiction basata sul punto di vista di Gideon Cross.

CROSS

Non solo Fan Fiction ispirate alla trilogia 50 Sfumature di E L James, o racconti inediti, da oggi debutta anche Crossfire con il prologo dal punto di vista di Gideon Cross
Opera di fantasia di Tati J. – Roma, 29 anni – già autrice di altre Fan Fiction, è la prima volta che si cimenta con la serie scritta da Sylvia Day.
Fan Fiction in due puntate dove la storia avanzerà in un’altra direzione distanziandosi completamente dal racconto originale.

CROSS ANGEL

“Ciò che mi nutre, mi distrugge” [cit.]

PROLOGO

Eleonor doveva lasciare questa stanza di albergo già ieri sera, non so come abbia fatto a farmi convincere a lasciarla dormire qui, con me. Forse il solito attacco di solitudine della domenica sera, di fine week end, anche se a dire il vero ormai mi sento tranquillo solo durante i giorni lavorativi, come se l’ufficio e il mio impero costituissero una protezione, una gabbia dorata fatta di ovatta in cui rifugiarmi e chiudere tutto fuori.

Eleonor?” mi devo ricordare che questa ragazza ha poca resistenza all’alcol la prossima volta, sempre se ci sarà una prossima volta.
L’ho rimorchiata ieri sera al locale, erano parecchie serate che lanciava sguardi languidi e inequivocabili. Si, il genere di donna che ama divertirsi e sa come far divertire un uomo, e sotto le lenzuola ha mantenuto fede alle aspettative e le ha mantenute anche piuttosto alte. Anche se a dire il vero il suo odore mi stava quasi respingendo, e non parlo del suo costoso profumo, parlo dell’odore della sua femminilità, tratto che distingue una donna da un ‘altra. Il suo, anche ieri sera al locale non mi aveva attirato.

Eleonor?” cazzo, ma quanto dorme?
Ah, ecco, finalmente riprende conoscenza. La guardo bene, sono sempre piuttosto curioso sulle donne che porto a letto. Curioso di vederle non tutte truccate e vestite da grand soirée, ma al naturale. Si certo, sono un sostenitore della donna curata nel vestire e nelle acconciature e proprio per questo la curiosità di scoprire quanto in realtà può cambiarle il trucco mi divora.
Eleonor non è molto diversa dalle precedenti ‘avventure solitarie’ degli ultimi mesi. Perfettamente vestita secondo i canoni dettati dall’ultima moda, in pratica tutte le donne sono vestite così, e con qualche difetto fisico evidente. Nel suo caso parliamo di seno esageratamente grosso e anche polpacci troppo mascolini, ma a parte questi dettagli che non rispecchiano proprio i miei gusti, è una donna attraente, con una massa di riccioli castani scuri e occhi marroni e profondi.
Certo, ieri notte, sotto le luci offuscate e colorate appariva in altro modo, ma a questo sono abituato ed evito facili illusioni quando vedo una bellezza che gira nel mio locale.
La verità è che questa Eleonor, come tutte le altre prima di lei non ha acceso in me un briciolo di emozione. Tutto nella norma, nessun picco di piacere nello stare con lei.

Si gira verso di me con le palpebre pesanti e due grandi borse sotto agli occhi, ma ci mette un attimo a sgranare gli occhi, cioè quando si rende conto del posto in cui si trova e soprattutto del tale con cui si trova. Mi guarda mentre io sono comodamente appoggiato col gomito sul cuscino intento a godermi il suo imbarazzo mattutino. Ed è proprio un grande imbarazzo dato che cambia rapidamente colore passando da un bianco dell’incarnato a un rosso vivo. Si, direi che il sangue ha ripreso molto velocemente a circolarle in corpo.

Mr Cross?” si sono io a meno che hai sbagliato programma e mira ieri sera.

Si, sono io” e le sorrido con comprensione, cazzo se è imbarazzata! Dopo le sue performance notturne non mi aspettavo tutto questo disagio. Non è certamente una donna alla sua prima avventura, non è di facili costumi, ma nemmeno una sorella.

“Sono molto imbarazzata, ricordo che non era nei nostri programmi che io mi fermassi a dormire da lei.” si guarda intorno, forse è convinta di trovarsi nel mio appartamento e non nella solita camera d’albergo in cui porto tutte le mie conquiste.

“Succede, eri molto stanca. Ora vado a farmi una doccia, ordina pure quello che vuoi per colazione, il numero per il servizio in camera è il 9. Io prenderò solo caffè, ho una colazione di lavoro in centro. Se vuoi scusarmi.”

Scendo al volo dal letto preoccupato che inizi con la solita scusa del ‘mattino dopo’ tipica femminile ‘Oh mio Dio, non mi era mai successo di andare a letto con un uomo appena conosciuto!!!’ e mi fiondo sotto la doccia. Vorrei che uscendo da questo box lei non ci fosse già più, anche perché le buone maniere mi impongono di offrirle la colazione e scortarla a casa e ho davvero poco tempo questa mattina.

Quando esco dalla doccia con indosso gli abiti casual di ieri sera, un paio di jeans scuri a vita bassa e un golf blu scuro, la trovo vestita al tavolo della colazione, forse vuole farsi la doccia a casa, non so. In faccia si è un po’ truccata, forse temendo di apparire troppo diversa da ieri sera. Troppo tardi Eleonor, ormai il tuo volto è stato svelato, penso con sarcasmo.

Mentre mi avvicino lei mi versa una tazza di caffè nero e mi guarda di sottecchi, ma i miei pensieri sono già altrove.

“Hai finito? Non voglio metterti fretta, ma ho proprio i minuti contati” rimane un attimo immobile e non sembra soddisfatta dell’epilogo della sua serata, magari ci aveva scommesso tanto, ma ha sbagliato preda.

Si alza in silenzio, prende la borsetta e la sua giacca leggera tenendo lo sguardo basso. Domani le farò recapitare un costoso bracciale e la sua insoddisfazione cesserà subito.

*********************

Butto le chiavi della macchina sul tavolino d’ingresso e scelgo il completo per la giornata. Forse dovrei fare davvero come Jeff Goldblum in ‘The Fly’ quando si vantava della comodità di avere completi tutti identici per ogni giorno della settimana, così non sprecava del tempo per scegliere cosa indossare. Peccato che nel mio lavoro abbia bisogno di un minimo di immagine e fare la parte dello scienziato pazzo non mi si addice.
Il completo a tre pezzi nero è quello più vicino nell’armadio, quindi senza tanti complimenti lo indosso al volo.
Sento una strana, insolita e fastidiosa euforia questa mattina, forse uno sprazzo di sole, forse la scopata rigenerante dopo quasi due settimane di totale castità, non lo so, ma è come se quella che sto per affrontare non sarà la solita giornata densa di impegni e totalmente asettica.
Chiamiamolo sesto senso?
O chiamiamola voglia di novità?

Prendo la macchina e guido vero il centro. A quest’ora è sempre il caos, il folle, amabile caos della New York lavorativa e frenetica, la città che non dorme mai e che da anni fa da scenario alla mia vita.
Questa mattina anche il traffico che di solito mi indispone non mi infastidisce. Ancora non riesco a capire cosa ci sia nell’aria e che mi rende così elettrico.

“Gideon!!” perché Laurent deve sempre urlare come un ossesso quando mi vede in mezzo alla folla? Siamo nel bar più frequentato di Manhattan e lui deve urlare come un tacchino a cui stanno facendo la festa il giorno del ringraziamento.

Alzo un braccio per farmi vedere e lo raggiungo al bancone del bar, lui mi attende con un piatto di pancake ricoperti di sciroppo d’acero.

“Accomodati carissimo, ti aspettavo con ansia. Hai avuto un contrattempo?” Lo guardo diretto negli occhi e lui capisce al volo.

“Donne eh? Gioie e dolori per noi poveri mortali! Ma strafogati di pancake mentre ti racconto dell’ultima iniziativa del settore pubblicitario” mi snocciola dati su dati promettenti, forse in altre circostanze sarei più che felice, anzi, sicuramente stapperei una bottiglia di primo mattino, ma la cosa oggi, mi lascia indifferente.

“Questo è tutto. Soddisfatto capo?…. capo?”
“Si certo Laurent, ora devo proprio scappare in ufficio”
“Buona giornata capo!”

Il buonumore perenne di Laurent mi ha contagiato, sono decisamente più allegro mentre varco la soglia del mio palazzo diretto al mio ufficio ma un ostacolo è fermo sul mio cammino. Un ostacolo con una massa di capelli biondi accucciato per terra.
Mi piazzo dinanzi a lei perché voglio vederla in volto, e lei dopo qualche istante alza lo sguardo su di me. Comincia a squadrarmi le scarpe per risalire lentamente fino ad arrivare al mio volto.

Accidenti.

E’ tutto quello che riesco a pensare ed è già davvero tanto considerando che ho la mente vuota da ogni pensiero.

Il suo volto, perfezione pura. Purezza e tentazione. Candore e furore. Non riesco a descrivere le emozioni che mi procura quel volto, posso solo dire che è bellissimo, il volto dei miei desideri, ed è accovacciato sul mio pavimento.
Istintivamente mi abbasso per arrivare al suo livello e guardarla meglio negli occhi, ma quando arrivo a quel punto sento una scossa che mi trapassa e mi sconquassa lasciandomi ancora vibrante mentre la osservo più da vicino.

La creatura cade e perde l’equilibrio cadendo all’indietro. Le allungo la mano per riportarla subito il più vicino a me. Riacquisto anche la facoltà di proferire parola che credevo perduta per sempre.

“Tutto bene?” fatti portare nel mio ufficio e ti prego abbandonati a me. Ho voglia di vederti nuda, voglio vedere se anche il tuo fisico raggiunge la perfezione del tuo volto. Voglio stringerti e sentirti impazzire di desiderio mentre ti aggrappi alla mia giacca supplicandomi di smettere la tortura sensuale che ti sto infliggendo con le mani dentro di te.

“Sto bene” anche la sua voce è perfetta con quell’inflessione calda e roca e la sua lingua passata sulle sue labbra prima di rispondermi mi fa quasi perdere il controllo. Cazzo, la voglio prendere qui, ora, sul pavimento. Voglio spogliarla e assaggiarla tutta e farla godere come scommetto mai nessun uomo prima di me.

Ma l’incantesimo ormai è rotto e lei si stacca da me mentre si alza da terra. Con la coda dell’occhio scorgo un badge a terra e mi affretto a raccoglierlo, vuoi vedere che questa creatura lavora proprio qui? Eppure sono informato di tutte le assunzioni, come può essermi sfuggita proprio lei?
Leggo velocemente Miss Eva Tramell.
Eva, come la conduttrice del peccato, come la rovina di noi uomini e di tutta l’umanità.
Come mai non ricordo nessun assunzione a questo nome? Devo telefonare alle risorse umane e se scopro che qualcuno è stato assunto senza esserne preventivamente informato saranno guai seri per tutti.

“E’ sicura di stare bene? Dovrebbe sedersi un attimo” sto chiaramente e deliberatamente cercando di prendere tempo, non voglio che scappi via, non voglio accorgermi che è solo stata immaginazione mia e che non è mai esistita.

“Ho solo perso l’equilibrio. Sto bene!” Però, sembra risentita delle attenzioni che le sto rivolgendo, sembra quasi infastidita. Il suo tono è scocciato o forse è solo imbarazzo. Intanto una donna mora mi sta ringraziando per una cosa che nemmeno ho fatto e ancora non riesco a capire.

“Posso avere il mio badge, per favore?” ancora quella voce calda e roca. No, facciamo un giochetto, io me lo metto in tasca e tu lo vieni a prendere tra 10 minuti nel mio ufficio. Ci stai? Hai il coraggio di osare?
Mi distolgo subito da questa fantasia e glielo porgo, mi sto infastidendo anche io. Al posto di ringraziarmi per tutte le attenzioni che le rivolgo in un giorno dannatamente frenetico lei fa anche la sostenuta. Ma che volto adorabile un po’ corrucciato, non riesco a smettere di guardarlo, mi attira come una calamita e il biondo dei suoi capelli è come un’aura di oro puro che la circonda.

Non riesco a resistere, voglio questa ragazza.

La squadro velocemente, il suo fisico sembra perfetto come il suo volto. Ha tutto ciò che trovo irresistibile e maledettamente seducente in una donna. Poco senso, la vita sottile e i fianchi stretti e le gambe dritte e magre con il polpaccio poco segnato. Anche i piedi mi sembrano stretti ed eleganti. Un insieme esplosivo di sensualità. La voglio nuda.

Le passo il badge volutamente sfiorandola e assaporando la morbidezza di quella pelle bianca e senza imperfezioni, lei mi ringrazia e scappa via, lasciando una scia di profumo di donna dietro di lei.

Sono stordito ed eccitato come non mai.

Mi giro verso la mora che ancora al mio fianco, mi guarda con adorazione. Ma cosa vuole? Forse la dovrei benedire prima di congedarla.

“Spero stia bene” lei annuisce imbarazzata io le faccio un mezzo sorriso e mi congedo da lei. Ho una certa urgenza.
Mi infilo nell’ascensore e raggiungo il mio ufficio.

“Chiamami il direttore risorse umane” voglio proprio vedere come mai quell’angelo biondo ha un badge per questo posto e voglio sapere come mai non ne sono stato informato. Prenderò due piccioni con una fava: scoprirò tutto e farò una lavata di capo al direttore.

“Buongiorno Mr Cross”

“E dimmi un po’, abbiamo assunto di recente una certa Miss Eva Tramell?” sento silenzio dall’altro capo del telefono, vuoi vedere che l’ho colto in flagrante?

“Non noi, è della Waters, Field & Leaman, la nostra associata. Le loro assunzioni non passano da questo ufficio.” E questo proprio non mi piace.

“Allora facciamo così a partire da decorrenza immediata: chiunque, anche un cane e o un pezzente che ottiene un badge per questo palazzo devo esserne subito informato nel momento stesso in cui il tesserino viene rilasciato. Sono stato chiaro?”

“Si.” è anche un questione di sicurezza maledizione! Voglio sapere se un terrorista o un rivale in affari ha una tessera per accedere ai nostri uffici. Se fosse qualcuno del mio passato?

“Passami la Waters”

“Si Signore?”

“Avete assunto nuove risorse?”

“Si, un’assistente per Mark Garrity. Molto qualificata, forse anche troppo”

“Bene grazie, gira alla mia segretaria il suo curriculum.”

I pezzi del puzzle della creatura bionda si stanno pian piano ricomponendo. Miss Tramell, o meglio, Eva, sarà la nuova assistente di Garrity, tutte le fortune a quell’uomo, è altamente qualificata e giovanissima, ma questo l’avevo notato, sul suo volto nessun sceno di vita vissuta anche se non ha lo sguardo di una ventiquattrenne innocente, ho letto vita vera, vissuta, in quegli occhi. Quella creatura non è al suo debuto nella vita e io voglio scoprire il suo passato e i suoi segreti, ma c’è una cosa che mi interessa ancora di più: voglio vedere la sua fica nuda. Voglio appoggiare la mia bocca su di essa e farla morire di piacere.

Ho paura di non resistere sino a domani, suo primo giorno di lavoro, ma puoi stare tranquilla cara Eva che mi troverai sul tuo percorso. Sarò la tua ombra finchè tu non ti concederai. Sono pronto a pagare un prezzo salato per questo, stabilisci tu la cifra, ma fammi sentire il tuo odore.

Il sentirmi come un animale con lei mi inquieta, affascina e mi spaventa.

 

FINE PROLOGO CROSS ANGEL.

 

Questo racconto pubblicato a puntate è opera di fantasia di una fan in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Tati J. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

 

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17 commenti

  1. Ellyfain

    ma mi devo leggere quanti libri per sapere da dove si parte?
    Sylvia Day

    ps. ma che foto da paura mi mettete in mezzo?????????asd

  2. Lisa

    Scusate…solo due puntate? Io quoto una storia vera e propria, Tati modifica il progetto….ah quoto anche il tipo della foto!

  3. Rossa

    Taty please, continua!!!
    qui siamo fan fiction dipendenti!!!
    E pure io quoto il tipo nella foto!!!

  4. magala

    bellissimo mi ero chiesta perché non c’ era ancora stato il punto di vista di gideon
    dopo il successo di quello di cristian
    vi prego continuate nn solo 2 puntate

  5. iole

    dai e bellissimo,dvi x forza coninuare io li adoro…bravissimaa

  6. Paola

    Molto bello e ben scritto,se posso permettermi consiglio di leggere la trilogia.facci sapere il gg della pubblicazione perché merita di proseguire un saluto

  7. Emy

    Bello, ma solo due sono poche fai Tt il primo libro.mi piace brava

  8. Tatina70

    Adoro la Trilogia Crossfire quanto quella 50 sfumature,adoro le ff e questa e’ fatta proprio bene,molto ben scritta,spero non solo 2 episodi.Uffa sto sito comincia a farmi arrabbiare,iniziate le cose e non le finite.Se volete nostra opinione per nuove pubblicazioni almeno ditelo e poi ci fate sapere il titolo dei libri,e noi li compriamo.UFFA!Ciao vi voglio bene comunque 🙂

    • Stella

      Ciao Tatina,
      per quanto riguarda le ff interrotte non dipende da noi dello staff del sito, ma sempre dalla volontà delle autrici.

  9. Victoria

    CHE DIRE CI VOLEVA PROPRIO, almeno per smorzare l’attesa, BRAVAAAAAAAAAAAA 🙂

  10. Tati J.

    Grazie ragazze! E’ la prima volta che mi butto su Cross, quindi cross finger 🙂

    Sono solo due puntate perché non sono amante delle FF lunghe, di solito scrivo 3/4 capitoli per storia, non di più, così non rischio di stancarmi e rendo sempre al TOP 🙂

    Ora vedo se riesco a concludere come vorrei in un solo capitolo, se no prolungherò di un altro!
    Grazie ancora per l’accoglienza!
    Un bacione a tutte!!

  11. Kiki

    Ho letto stamani e anche se non conosco bene la storia, è scritto proprio bene. Complimenti soprattutto per l’originalità di proporre una cosa diversa dal solito.
    E a mio parere a fare due soli capitoli e poi magari cambiare fai solo bene, così non ti stanchi.

  12. katiag

    Brava Tati Ho appena finito di leggere il primo Libro Su Gideon e Eva, la tua versione mi piace, non vedo l’ora di leggere il seguito.
    Mi piace il tuo modo di scrivere, dove posso trovare le tue altre fan fiction?

    • Tati J.

      Ciao katiag e grazie infinite.
      Ho il mio blog dove mi diletto a scrivere, purtroppo non ha molta visibilità perché non è pubblicizzato, e quindi non mi leggeva nessuno, ma non importa. Però volevo mettermi alla prova con un posto dove ci sono più chance di essere letta da qualcuno 🙂

  13. Tessa

    Scritto benissimo ma (non per fare la pignola) Gideon vede Eva fuori al Crossfire, infatti, lui era appena uscito e salito in auto (se non ricordo male andava ad un incontro di lavoro) quando la vede arrivare, così scende dall’auto e la segue.