Nuova Fan Fiction basata sul punto di vista di Gideon Cross.

CROSS

Non solo Fan Fiction ispirate alla trilogia 50 Sfumature di E L James, o racconti inediti, da oggi debutta anche Crossfire con il prologo dal punto di vista di Gideon Cross Opera di fantasia di Tati J. – Roma, 29 anni – già autrice di altre Fan Fiction, è la prima volta che si cimenta con la serie scritta da Sylvia Day. Fan Fiction in due puntate dove la storia avanzerà in un’altra direzione distanziandosi completamente dal racconto originale.

CROSS ANGEL

“Ciò che mi nutre, mi distrugge” [cit.]

PROLOGO

Lettura destinata ad un pubblico di soli adulti. Questo sito non si assume la responsabilità di lettura da parte di minori.

Strano a credersi come un ambiente asettico come questo possa produrre deliziosi incontri come quello di questa mattina. Eva non è vero? Così si chiama questa incantevole tentatrice del genere maschile. Chissà se è pronta a offrire la sua mela e a dannare il malcapitato che l’assaggerà, io
sono pronto con lei a correre questo rischio, e poi la mia anima è già dannata, tanto vale, se devi andare all’inferno, andarci beatamente.

Il picchiettare sulla mia scrivania sta diventando insopportabile, come un martelletto contro la mia tempia, finchè mi accorgo che sono io che tamburello ossessivamente e convulsamente con il gommino del lapis. Eh si, sono proprio io, che con in mano il foglio contenente tutti i dati della mia Eva tentatrice ancora stavo riflettendo se usufruirne ora oppure riporli in un cassetto. C’era anche la terza opzione, passarli nel distruggi documenti, ma non l’ho mai davvero presa in considerazione.

A distrarmi dal picchettìo, l’interfono.

“Mr Cross, al telefono Gary Richards.”
“Passamelo grazie.”
“Come butta Cross?”
“Solita routine.”
“Solita noia intendi?”
“Anche.”
“Cosa ne dici questa sera di un salto nel tuo Club?”
“A inizio settimana?”
“Certo, si fanno gli incontri più interessanti.”
“Spiacente Gary, questa sera ho già un impegno.”
“Facciamo nel weekend?”
“Volentieri, ti chiamo io.”
“Buon lavoro allora.”

Buon lavoro, di lavoro qui se ne produce poco, la mia area del cervello deputata al piacere fisico è in fermento da circa due ore e non c’è modo di calmarla, o forse un modo c’è…
Riprendo in mano il foglio e tra tutte le scritte, le migliaia di lettere, solo un qualcosa spicca tra il tutto, è il suo numero di telefono. Undici numeri che rimbombano nella mia testa.
Dovrei proprio chiamarla e senza troppi preamboli invitarla questa sera per un drink. Una cena no, troppo intima, comporterebbe un largo dialogo, il drink invece è meno impegnativo e più seducente, si può arrivare subito al punto, quel punto che mi interessa. Resta solo da testare se la tentatrice dell’Eden è disponibile.

Provo a digitare i primi due numeri ma mi blocco alla vista di un sms non letto e ristagnante sul mio cellulare da circa un’ora, ma come diavolo ho fatto a non accorgermene? Lo apro subito ed è Claudia.

CIAO GIDEON,
QUESTA SERA HO IN SERBO UNA SORPRESA PER TE.
TI ASPETTO ALL’ANGOLO DELLA 37a STRADA.
UN CALOROSO BACIO.
CLA.

Claudia! L’avevo completamente dimenticata, oggi è il suo giorno come tradizione da circa tre mesi; lei non si fa troppe domande e cosa ancora più gradita dal sottoscritto, non fa domande a me. Claudia se la spassa, se la gode, le piace divertirsi e non si formalizza mai.
Ripongo il foglio scottante che avevo in mano nel cassetto destro e penso che tutto sommato il messaggio promemoria di Claudia sia la cosa migliore che potesse accadermi oggi e nella fattispecie in questo preciso momento dove tutto è in forse e io sono il Re degli indecisi.
Necessitavo di riflettere sull’angelo biondo e l’occasione è arrivata. Ho riflettuto e forse non sapevo già qual era la decisione che avrei preso sin dall’inizio?

CLAUDIA,
QUESTA SERA HO UN GRAVOSO IMPEGNO DI LAVORO.
TI PREGO DI ACCETTARE LE MIE SCUSE, MA NON RIESCO A DIVINCOLARMI.
P.S. DOMANI SERA?
GC

E finalmente digito quel maledetto numero.

“Si?”
“Miss Tramell?”
“Si, chi parla?”
“Sono Mr Cross, questa mattina ci siamo incrociati e ora mi ritrovo il suo badge nella mia tasca.”
“Il mio badge? Guardi, non è possibile.”
“Magari può fare un controllo?”
“Attenda.”

La sua voce è ancora più sensuale per telefono, mi fa già un effetto… è musica per le mie orecchie.

“Mr Cross?”
“Si?”
“Ha ragione e mi scuso, il badge mi serve assolutamente per domani mattina. Se mi dice un posto dove posso incontrarla per riaverlo.”
“Certamente, al Caffè Washington, sulla 9a. Lo conosce?”
“Si, a che ora?”
“Per le 7 Miss Tramell.”
“Grazie, a dopo.”

L’ora dove quel Cafè è più affollato, ma devo poterle dare una via di fuga. Ora non mi resta che aspettare per vedere se quel lampo che le ho scorto negli occhi è davvero calore incandescente come lava oppure solo frutto della mia immaginazione.

Alle 7 il Washington è affollatissimo come nelle mie previsioni, il maitre mi viene incontro.

“Mr Cross è un piacere rivederla.”
“Non ho prenotato, ma ho bisogno di un tavolo appartato.”
“Le faccio subito preparare la saletta.”
“No, vorrei un tavolo appartato ma nella sala principale.”

Mi guarda un momento con perplessità, ma poi annuisce e si dirige a esaudire la mia richiesta.

Alle 7,05 con cinque canonici minuti di ritardo il mio angelo varca la soglia d’ingresso, attirando subito tutti gli sguardi maschili del locale. Si guarda attorno con sicurezza, è abituata a essere al centro dell’attenzione, è consapevole di quello che è, del testosterone che innalza. Il suo sguardo mi punta, scivola via, poi ritorna su di me e lei comincia ad avanzare verso il mio tavolo al mio cenno di avvicinarsi. Mi alzo per accoglierla, il suo volto all’apparenza non trasmette nessuna particolare emozione, ma i suoi occhi, mio Dio, i suoi occhi brillano.

“Miss Tramell…”
Piacere. Ha qualcosa che è mio.
“Sarà un piacere darglielo Eva. Si accomodi.”
“Ho fretta Mr Cross.”
“Gideon la prego.”
“Le dicevo Gideon, ho molta fretta.”
“Ma io no. Insisto per bere un cocktail.”

Capisce di aver perso la battaglia di nervi con me, infatti si accomoda con consumata grazia di fronte a me. Il suo golf attilatto è così seducente, così pure la sua longuette e il tacco alto. O si è vestita con cura perché dopo ha un appuntamento, oppure lo ha fatto per me. Opto per la seconda possibilità, fa ben sperare sull’esito della serata.

“E così domani è il suo primo giorno di lavoro Eva?”
“Come fa a saperlo?”
“Io so tutto Eva, tutto quello che succede in quel palazzo io ne sono a conoscenza, mi consideri come un portiere ficcanaso.”
“Invece lei è….”
“Il portiere come le ho appena detto.”
“Un portiere non può permettersi anche solo una delle sue scarpe.”
“Pagano bene sa? Dovrebbe saperlo.”

E’ nervosa, anche lei tamburella con le chiavi della macchina sul tavolino, speriamo che il drink la sciolga un po’, non ho bisogno di troppa reticenza da parte sua, solo un po’ iniziale, poi voglio la vera Eva, quella caliente creatura che si nasconde grattando in superficie.

“Posso riavere il mio badge?”
“E io posso avere una risposta da lei?”
“Dipende dalla domanda…”
“Voglio passare la notte con te Eva, a qualunque costo.”

La osservo attentamente, ma lei non si scompone, solo gli occhi un po’ sgranati. Si tocca il polpaccio, come se avesse un leggero prurito, poi alza nuovamente gli occhi su di me. Accidenti, non è una preda facile, glielo leggo dallo sguardo.

“E’ sempre così diretto?”
“Se parlo di avventure si.”
“Perché dovrei accettare, mi dia solo un buon motivo Cross.”
“Siamo tornati alla formalità Eva? Non serve questo per mettere le distanze.”

Allungo una mano sotto al tavolo e le sfioro un ginocchio, lei si guarda attorno un po’ allarmata ma non sposta la gamba.
Immaginavo di centrare così l’obiettivo con lei, ho fatto bene a scegliere un tavolo centrale e non appartato, questa ragazza è fuoco e non vede l’ora che io la faccia smettere di bruciare.

Salgo ancora un po’ con la mano, piano, fino ad arrivare alla giarrettiera. Cazzo, mi blocco, questa non me l’aspettavo. Comincio a perdere la testa al pensiero di lei nuda solo col reggicalze. Le sue gambe da accavallate cambiano posizione, come per illudermi di aprirmi il passaggio verso la sua fica, ma lo so che mi fermerà, le piace divertirsi, non mi lascerà conquistare subito il premio più ambito.

“Si fermi Cross, siamo in un locale pubblico.”
“Usciamo allora Eva, ti prego.”
“No, mi dispiace. Ora lei mi ridarà il mio badge e io me ne andrò.”
“Te ne vai così eccitata?”
“Chi le dice che lo sono?”
“TU Eva, il tuo corpo, gli spasmi involontari al mio tocco. Lasciati toccare ancora.”

Mi blocca la mano con la sua, ma con l’altra le cingo la vita e risalgo lateralmente verso un suo seno. Mi fermo poco prima di raggiungerlo e lo sento già così sodo. Poi stacco la mano e per tornare ad appoggiarla sul tavolo sfioro volotariamente il suo capezzolo che giò sento durissimo.
Ma perché ti vuoi negare questo piacere Eva? Ti accorgi di quanto il tuo corpo brami il mio tocco? Prova per un minuto a disconnettere la parte razionale di te e lasciati andare nelle mie mani, posso farti arrivare in un posto fantastico che regala sensazioni indescrivibili. Fidati di me.

“L’accompagno alla macchina Eva e le darò il suo badge.”

Mi alzo e lei tremante mi segue ma senza profferire verbo, la faccio accomodare fuori dal locale e le chiedo dove ha parecheggiato. Una via laterale e un po’ buia. Molto bene. Ci dirigiamo verso la sua auto a piedi senza dire una parola, ma la tensione tra noi è palpabile, una volta arrivati vicino alla vettura lei apre la portiera, hey, quanta fretta, vuoi scappare per caso da me?

“Posso avere ora il mio badge?”
“Eccolo.”

Glielo passo facendolo cadere all’interno della sua macchina, sul tapetino sotto i comandi di guida, Eva si siede al posto del guidatore e fa per abbassarsi a raccoglielro, ma io la precedo e mi infilo ai suoi piedi, con la testa verso le sue gambe e comincio a baciarle il retro del ginocchio e con la mano massaggio la sua coscia.

“Per favore, no.”

Ma ormai è tardi, sta ansimando e dio solo lo sa quanto vorrei toccarla ora in mezzo alle cosce per scoprire se è già eccitata per me.

“Per favore si Eva, vieni con me.”

La prenso per il braccio a l’aiuto ad uscire dalla sua macchina, chuido la portiera sbattendola e l’appoggio contro, plasmando il mio corpo rigido contro il suo.

“Viene con me stanotte Eva, ti prometto che non te ne pentirai.”

Non mi risponde, ma nei suoi occhi c’è la resa più totale.

Andiamo nel mio solito Hotel nella solita stanza, ma già lo so che con lei non mi serviranno stimoli esterni. Si appoggia alla parete e mi guarda fissa, quasi con sfida. Non mi dire che ti vuoi tirare indietro ora Angelo….
E fa una cosa che mi lascia senza fiato, comincia a spogliarsi lentamente, tenendo sempre lo sguardo fisso nel mio. Io ho la gola secca, vorrei seguire il percorso delle sue mani mentre si sbottonano la giacca, ma il suo sguardo mi inchioda, è più eccitante vedere il suo sguardo eccitato e voglioso di me che il suo corpo nudo.

No, forse no.

Si toglie gicca e si apre il golfino che era allacciato sul retro, poi si fa scivolare la gonna fino ai piedi, senza fatica.
Il mio fiato è già spezzato mentre l’ammiro quasi nuda, ma ho la vista oscurata dal desiderio.

“Sei talmente bella che potrei farti male Eva.”
“Fallo, sei autorizzato, non voglio un manichino da letto, voglio un animale Cross.”

Mi slaccio la cravatta e la camicia e rimango a petto nudo avvicinandomi a lei ancora a ridosso della parete, mi inginocchio e le prendo la sua gamba mettendomela sulla mia spalla, poi comincio a leccarle l’interno coscia fino a risalire verso il suo micro slip. Glielo strappo, la voglio a fica nuda solo con il reggicalze e i collant neri. Mi stacco un attimo a contemplarla, mentre una massa di oro biondo ondeggia in avanti, coprendo il suo seno e il suo viso.
Mi butto su di lei, sulla sua fica con avidità e la succhio senza tregua. Non c’è prima il tenero Cross, qui c’è subito l’animale che la vuole possedere subito, che teme di non resistere al suo meraviglioso sapore e calore. Gemo contro di lei e sento in lontananza gemere anche lei, voglio farla venire così, contro il muro, in piedi, mentre le sue ginocchia cominciano a cedere e ad abbassarsi. Non glielo lascio fare, deve soffrire mentre la succhio tutta fino a quando la sento vibrare contro la mia bocca.

“Sentimi, senti l’effetto che mi fai.”

E con le sie mani mi avvicina ancora di più la testa contro il suo centro mentre esplode in un orgasmo. Con la lingua dentro di lei ne assorbo tutte le vibrazioni e tutto ciò che sono stato, che ho costruito fino ad oggi, il Cross super controllato, e super freddo, crolla miseramente: con la mano mi apro la zip del completo e me lo prendo in mano, due soli rapidi movimenti a stantuffo e con foga e vengo, urlando nella sua fica mentre lei continua ancora a vibrare.

Siamo entrambi appoggiati al muro, ma ora accasciati sul pavimento, io sono senza parole, non mi era mai successo una cosa simile con una donna. mi domando se dovrei vergognarmene oppure lei dovrebbe esserne orgogliosa dell’effetto che mi ha fatto. Stiamo ancora ansimando senza nemmeno esserci sposgliati del tutto e senza nemmeno aver fatto sesso.

Mi alzo e le allungo la mano.

“Vieni a letto con me.”

Non è una domanda, è un ordine, anche se con una nota di dolcezza.

Eva, il mio angelo, allunga la mano e si alza in piedi ancora mezza nuda, senza vergogna, scende dai tacchi e mi segue a letto. Temo che ora finirà male cara Eva, hai scatenato la belva, che ha più fame che mai, e non si accontenterà di menarserlo da solo.
Eva si corica nuda sul letto, distendendo le braccia dietro al testa e guardandomi di nuovo con aria di sfida. Il mio sguardo la accarezza tutta fermandosi ancora sulla sua fica e sul suo seno senza reggiseno, ma me ne ero già accorto al tavolo che lei non lo porta e non ne ha nemmeno bisogno.
Mi metto a gambe aperte su di lei, amcora vestito e comincio a succhiarle i capezzoli con forza, poi mordo tirandoli verso di me. il suo corpo reagisce subito agitandosi sotto al mio e urlando.

“Mio Dio Cross, mi fai male!”

Mi sveglio di soprassalto, cazzo mi sono appisolato sulla scrivania di fronte al curriculum di Eva Tramell!
Accidenti, il cazzo è duro come il marmo e ho una piccola macchia sui pantaloni, ma vorrei bene vedere con quello che ho sognato!

Sarà meglio andare in palestra e tentare di dormire, domani rivedrò la Tramell e sarà mia.

 

FINE

Vietata la riproduzione di questi contenuti.

 

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Fan Fiction in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

 

19 commenti

  1. Irma

    Ciao Tati mi è piaciuta molto questa tua ff; scrivi che ne hai pubblicate altre e mi piacerebbe leggerle ma non so dove trovarle, mi puoi illuminare? grazie e spero di leggerti presto.

    • Tati J.

      Ciao Irma, mi spiace ma non sono venuta a scrivere qua per pubblicizzare il mio blog, non voglio e non ne ho bisogno, scrivo qua solo per vedere se la mia scrittura è apprezzata e quindi solo una questione di poca visibilità del mio blog oppure se sono davvero una schiappa io 😛

      • Irma

        Sei bravissima! spero pertanto che continuerai a scrivere in queste pagine. io ti apprezzo molto, scrivi molto bene. Alla prossima ff ciao.

  2. Lucia

    Molto bella questa ff, scrivi davvero bene…Sarebbe bello che continuassi con la storia e perchè no, se hai scritto altro, mi piacerebbe leggerti ancora…:-) Complimenti

  3. Tati J.

    Grazie ragazze! Il prossimo racconto sarà incentrato su un altro libro, ora sceglierò quale 🙂

  4. Kiki

    WooooooooW che dirti Tati, che caldane il tuo capitolo 🙂
    Mi piace la tua spudoratezza e aspetto con ansia la tua prossima storia 🙂

  5. Victoria

    BRAVA BRAVA BRAVA, hai avuto proprio una bella idea, sei grande!!
    io ti consiglio i libri di Irene Cao ;D

    • Tati J.

      Come già scritto sopra non trovo corretto esser venuta a scrivere qua con lo scopo di pubblicizzare il mio blog. Lo trovo squallido e non lo farò.

  6. lolly74

    BELLISSIMA COMPLIMENTI mi piace come scrivi chiaro e schietto ….concordo con Victoria per i libri di Irene Cao…. 😉

    • Tati J.

      Ciao e grazie 🙂
      Per il libro della Cao non so. Non so come potrebbe prenderla l’autrice… essendo italiana mi sgamerebbe subito 😛

  7. ROSANERA

    COMPLIMENTI TATI!!

    Hai una scrittura fluida e chiara, e tratti i verbi… in punta di dita… 🙂

    Concordo con Victoria e Lolly per una tua rivisitazione della storia di Elena e Leonardo, o Elena e Filippo, o Gaia e Jacopo Brandolini…. Scherzo…
    Ancora complimenti per avere condiviso con noi una tua piccola creazione.

  8. cris

    Molto originale. Mi è piaciuta molto. Anch’io sarei curiosa di sapere come continueresti la storia. Comunque brava…… Alla prossima.

    • Tati J.

      Grazie, tutte gentilissime a commentarmi.. non ci sono abituata a tutti questi commenti. Prima non mi leggeva mai nessuno 😛

      • giusi

        Ciao sei molto molto più brava dell’autrice della trilogia cross, io sto leggendo l’ultimo libro e non mi piace proprio… sembra copiato dalla trilogia di 50 sfumature ed è volgare…..
        Tu invece sei semplice e le tue parole sono veramente sensuali e fanno immaginare nel libro non sembra esserci un filo logico, forse è la traduzione… bu???

  9. Valeria

    Wow!!! Ero un po delusa qnd ho letto che era così diverso dal libro, però alla fine sono rimasta di stucco… era un sogno!! Wow, bravissima! Spero continue con la POV di mio caro Gideon, hai cominciato alla grande!!