Il quinto capitolo della fan fiction ambientata nel dorato mondo di Hollywood.

Uno spaccato del dietro le quinte del film più atteso dalle fan della trilogia “50 Sfumature” scritto da Alice Steward.

Trovate QUI il quarto capitolo di questa storia che vede protagonisti assoluti la coppia di attori che interpreteranno Christian e Ana secondo la mente della sua autrice: Matt Bomer e Lindsay Lohan.

[warning]Lettura destinata ad un pubblico di soli adulti. Questo sito non si assume la responsabilità di lettura da parte di minori[/warning]

5° CAPITOLO

Il Cedars Sinai si stagliava alto ed imponente occupando diversi isolati tra Beverly Blvd e S. Robertson Blvd. Gli interni bianchi e asettici erano resi caldi ed accoglienti, per la sua clientela esigente, da grandi tappeti dai colori arancio e rosso che ricoprivano il lucido parquet e da enormi quadri colorati che ricoprivano i muri bianchissimi.

Nell’aria in sottofondo la Casta Diva di Vincenzo Bellini interpretato dalla celebre Maria Callas, allietava gli astanti sprofondati nei soffici divani rigorosamente bianchi mentre effluvi di profumazioni diverse inondavano l’aria.

Matt superò un gruppo di persone che stavano discutendo animatamente tra cui  gli sembrò di riconoscere il padre di Lind. Si avvicinò alla elegante reception rigorosamente bianca e dopo le consuete verifiche di controllo fu fatto accomodare nella suite.

Appena entrò fu accecato dalla luce abbagliante del sole mattutino che inondava la suite, questa era talmente grande che occupava un’intera ala. La cercò con lo sguardo e la vide: era seduta sull’enorme divano di fronte alla grande vetrata che si affacciava sulla città. Accovacciata con le braccia intorno alle ginocchia come a proteggersi da chissà quale demone pronto a colpirla selvaggiamente. Indossava una corta vestaglia sotto la quale si intravvedeva un babydoll di pizzo bianco della linea Victoria’s Secret. Il viso era nascosto dietro un paio di enormi occhiali Prada. D’un tratto si accorse della sua presenza e si voltò di scatto e riconosciutolo fece un sorriso triste.

– Matt! – sussurrò appena – odio che tu mi veda così! – aggiunse scuotendo la testa irritata e facendo dondolare la coda di capelli. – davvero? – io invece sono felice di vedere che stai bene – disse avvicinandosi. Lei si alzò lentamente scrutandolo e si abbracciarono come se fosse la cosa più naturale del mondo. Matt sentiva che lei si stringeva a lui con disperazione quasi potesse salvarla da quel demone che tanto la turbava prima. E fu in quel momento che sentì quel trasporto verso di lei e la strinse a sé: se glielo avesse chiesto lui l’avrebbe aiutata a distruggere tutti i demoni per lei – si sorprese a pensare – Lind – disse sospirando – che hai fatto? – lei si scostò con un gesto brusco – pensi anche tu come tutti che io sia una sciocca! Una donna che butta via la sua vita – disse avvicinandosi alla porta finestra – no! lo sai che sono preoccupato per te…l’hai fatto per lui? – aggiunse a disagio, non riusciva nemmeno a dirne il nome di quel bastardo, pensò stringendo la mascella. – che importa? – fece lei sospirando. Matt andò a mettersi davanti per guardarla in viso. Lentamente le sfilò gli occhiali e potè constatare come era pallida nonostante l’abbronzatura e che profonde occhiaie cerchiavano i suoi splendidi occhi, si sentì stringere il cuore, le accarezzò una guancia dolcemente. – non posso vederti così Lind – le disse in un sussurro – lei si strinse a lui poggiando la testa sulla sua spalla – portami via di qua Matt, ti prego – fece lei con tono triste – mio padre mi ha chiuso qua … lui crede che sia la soluzione per me – aggiunse chiudendo gli occhi.

– tesoro, vedo con piacere che stai meglio! – annunciò Michael Lohan con voce stentorea entrando nella suite. Alto, imponente, abbronzato, capelli rasati, vestito elegantemente con un abito blu Tom Ford e una camicia azzurra, probabilmente Marc Jacobs, si muoveva con estrema disinvoltura e sembrava si aspettasse che il mondo circostante fosse al suo servizio. I suoi occhi azzurri come quelli della figlia si fissarono su Matt insistentemente.

– salve, sono Michael Lohan, non ho il piacere di conoscerla … – disse avvicinandosi con la mano tesa – molto lieto sono Matt Bomer – rispose lui, sciogliendosi dall’abbraccio, guardandolo fisso negli occhi e constatando che possedeva una stretta di mano forte e vigorosa.

– ah! certo è il coprotagonista dell’ultimo film che sta girando Lind – assentì stringendo gli occhi sforzandosi di ricordare – possiamo darci del tu? Va bene!? – aggiunse sicuro di sé – certo! Michael nessun problema – rispose Matt – e colgo l’occasione per dirti che ho necessità di parlarti – affermò ancora Matt.

– Va bene – rispose Michael sorpreso sedendosi sul divano bianco – ti ascolto Matt – si accinse ad ascoltare accigliandosi leggermente mentre, consultando il suo Rolex d’oro, si accorgeva dell’ora tarda.

– Io credo che il Cedars non sia il posto ideale per Lind, lei ha bisogno di abitare nel suo attico, circondata dalle sue cose, dal suo ambiente… – il suo ambiente sembra farle male … Matt – lo interruppe Michael con tono duro – credo che sarai d’accordo con me che qui avrà tutta l’assistenza di cui ha bisogno, cosa che non accadrebbe nel suo attico – aggiunse con tono risoluto e alzandosi dal divano per far intendere che riteneva la discussione chiusa – penserò io a lei – affermò Matt con voce perentoria – un silenzio glaciale seguì le sue parole. Michael lo guardò con genuina sorpresa e Matt si accorse che anche Lind lo stava fissando stupita. – Lind vuoi davvero tornare nel tuo attico? – chiese Michael continuando pensieroso a scrutare Matt – si – rispose lei con tono deciso avvicinandosi a Matt e prendendogli la mano. Lui sentì la sua mano fredda ossuta stringere la sua e la accarezzò con il pollice come per trasmetterle calore e forza. – va bene allora sei adulta e decidi tu della tua vita..come del resto hai sempre fatto – aggiunse poi quasi con una punta di amarezza suo padre – non ho certo intenzione di trattenerti qui con la forza… tesoro – aggiunse con tono più dolce avvicinandosi e sistemandole una ciocca di capelli dietro l’orecchio – devo correre via ho un appuntamento per colazione e non posso mancare… ti prego Lind dimmi che mi chiamerai al più presto per dirmi come stai – terminò lui mentre guadagnava l’uscita. La sua frase rimase sospesa nell’aria. – certo papà… – ripose sarcastica Lind alla porta che si chiudeva velocemente mentre una risata amara le usciva dalla gola.

– hai appena conosciuto mio padre– fece rivolgendosi a lui con occhi tristi – naturalmente non c’è bisogno che mi accompagni davvero a casa Matt – disse ancora lei –  perchè? – chiese lui alzando un sopracciglio irritato – ho promesso a tuo padre che mi sarei occupato di te ed è quello che ho intenzione di fare – Matt – disse lei scuotendo la testa caparbiamente – so di avere una pessima fama – ma credimi non sono una sfascia famiglie, non voglio tenerti lontano dai tuoi figli per non parlare del fatto che Simon non sarebbe certo contento – aggiunse in maniera enigmatica lei – Matt sospirò leggermente – tesoro stai tranquilla i ragazzi stanno bene li ho sentiti prima e Simon… beh lui è abituato alle mie assenze – concluse con tono deciso – pensando che Simon, invece, non l’avrebbe presa per niente bene.

Nell’aria in sottofondo Bach con la sua Air aveva sostituito Bellini. Lind gemette portandosi le mani alle orecchie e rivolgendosi a lui – ti prego allora!…. andiamo via subito o impazzirò qua dentro – disse con intonazione disperata.

Si svegliò con il cuore che le batteva forte: forse stava morendo – pensò –

Si guardò intorno e realizzò di trovarsi nel letto del suo attico. Forti crampi le attanagliavano sia lo stomaco che i muscoli delle gambe e delle braccia. Sentiva male dappertutto. Si alzò e si precipitò nel lussuoso ed enorme bagno. Vomitò anche l’anima mentre tremava dalla testa ai piedi. Si accorse di una presenza vicino a lei e trasalì: era Matt che cercava di aiutarla. – oh Dio! Aveva dimenticato che era li – cercò di scostarlo con le mani facendogli segno di allontanarsi, non voleva che la vedesse in quelle condizioni – non essere sciocca! Non hai idea con i bambini l’esperienza che mi sono fatto! – urlò lui quando comprese le sue intenzioni – lascia che ti aiuti Lind – aggiunse poi dolcemente accarezzandole i capelli e sostenendola per le braccia vedendola pallida.

Quando i conati terminarono si accasciò sul lucido pavimento di marmo e chiudendo gli occhi appoggiò la testa all’indietro esausta. Matt si sedette di fronte a lei, appoggiato alla parete, stendendo le gambe e seguendo con sguardo preoccupato ogni suo gesto – non volevo che mi vedessi così….nessuno mi ha mai visto così – aggiunse tristemente in un sussurro. – di cosa ti preoccupi che venda scoop al People – fece lui sorridendo – oppure che mi possa annoiare? – e il suo sorriso si allargò – credimi se ti dico che passare la notte steso sul pavimento del bagno con una bellissima donna che vomita…beh davvero non è una cosa che mi sia capitata spesso! – lei lo gratificò di un debole sorriso – come ti senti? Tesoro? – fece poi lui serio – male Matt – rispose lei sospirando – ma ce la faccio – aggiunse stringendo i denti.

Affacciato alla enorme balconata sorseggiava un caffè guardando le luci della città accendersi come le candeline su una torta di compleanno. Stava diventando buio.

Aveva deciso di passare la notte sul grande divano bianco. Voleva sentirla e temeva che dalla camera da letto in fondo al corridoio ciò non sarebbe accaduto. Quella trascorsa era stata una notte dura e si chiedeva come sarebbe stata la prossima. In diverse occasioni aveva temuto che non ce la facesse ed era stato tentato di chiamare il suo medico personale ma lei si era opposta, aveva scosso la testa e stretto i denti. Non era sorpreso, sapeva fosse una donna con forza e carattere e finalmente stava venendo fuori. Quello che lo sorprendeva, invece erano i suoi gesti carichi di tenerezza e che denotavano una assoluta esigenza di affetto; come quando ad un tratto, durante la notte l’aveva sentita entrare nel salone e con delicatezza stendersi affianco a lui sul divano, piano come per non svegliarlo. Aveva avvertito il bisogno di voltarsi e stringerla fra le braccia ma si era trattenuto facendosi violenza, le loro vite erano già abbastanza incasinate e non aveva voluto aggravare tutta la situazione. Aveva finto di dormire anche se non era riuscito a trattenersi dal sorridere con dolcezza nel buio.

Verso l’alba aveva sentito lo scroscio del getto d’acqua nella doccia. Era lì che l’aveva trovata accovacciata sull’enorme piatto di ceramica nera. L’acqua veniva giù bagnandole il babydoll rosa. Lo sguardo smarrito. Era entrato e aveva chiuso il flusso. Lei si era riscossa e lo aveva guardato stupita come se realizzasse solo in quel momento dove si trovasse. L’aveva spogliata e asciugata e l’aveva messa a letto. Dopo qualche minuto lei si era addormentata profondamente.

Lind aveva bisogno di riposare e riprendere le forze lontano da tutto –  decise Matt – e per questo motivo si apprestò a telefonare ai loro rispettivi agenti e a Quentin: era necessario posticipare tutti i loro impegni e far slittare i ciak di alcuni giorni.

– Gesù Matt!..come sta? – esclamò Quentin con voce isterica – ho chiamato Michael e mi ha informato della sua decisione di trasferirsi a casa! – ma tu sei con lei? – aggiunse agitato – si Quentin io sono con lei..è stata male, l’astinenza si è fatta sentire duramente … ora sta meglio, almeno credo, comunque sta riposando – terminò con un sospiro passandosi una mano fra i capelli – sentiva anche lui il bisogno di dormire – parlerò con la Produzione… Cristo Matt! Non ti nascondo che mi faranno parecchi problemi… ma non me ne frega niente.. – esclamò furioso – tu pensa a lei .. ti prego! – aggiunse dolcemente – è quello che sto facendo Quentin – disse con enfasi Matt – un’esitazione e poi – grazie – aggiunse il regista prima di chiudere la comunicazione.

Le luci del mattino irrompevano sulla città quando Matt rientrò nell’attico dal suo jogging consueto. Indossava un paio di shorts blu scuro e una t-shirt a righe bianca e blu della linea Silver Lake Abercrombie e le cuffie penzolavano dai lobi delle sue orecchie. Gli piaceva ascoltare musica a palla mentre correva, lo faceva sentire leggero e spensierato. La t-shirt era madida di sudore. Entrato nell’appartamento si fermò a bere dell’acqua mentre riprendeva fiato e d’un tratto la vide: era lì davanti a lui e gli sorrideva. Indossava un semplice abito blu scuro della linea Juice Couture, ballerine dello stesso colore Oscar de e Renta, inforcava un paio di occhiali rettangolari della linea Gucci e in testa un grande foulard bianco con grandi quadrati azzurri di Prada. Matt quasi si strozzò. Cominciò a tossire e lei gli si avvicinò e gli batté la mano sulla spalla con sguardo canzonatorio. Lui annusò il suo profumo e la guardò – Lind ..a momenti mi uccidi!.. – che ci fai in piedi? Non crederai di uscire?! – chiese lui allarmato – certo che voglio uscire! – rispose lei serafica – il minimo che possa fare per te è portarti fuori a colazione – aggiunse velocemente scoccandogli un bacio sulla guancia – forza fai la doccia ti aspetto giù – concluse uscendo.

Il Malibu Beach era uno dei più esclusivi stabilimenti balneari di L. A. Mezz’ora dopo erano comodamente sdraiati su morbidi lettini a prendere il sole.

– Dimmi Matt ti capita mai di sentire un vuoto dentro… che non riesci a colmare con niente? …e di sentirti solo… anche se sei con tante persone? – aggiunse Lind tristemente guardando il mare che scintillava sotto il sole – certo che mi capita! – rispose lui con forza – credo capiti a tutti Lind – aggiunse voltandosi a guardarla – e cosa fai in quei momenti? – chiese lei fissandolo attraverso gli occhiali – abbraccio i miei figli…quando invece sono lontano li chiamo e ascolto i loro chiacchiericci – aggiunse sorridendo dolcemente – loro riempiono incredibilmente la mia vita! – esclamò felice volgendo lo sguardo verso il mare…. – a volte la notte quando tutto il mondo sembra dormire e non sopporto di addormentarmi da solo mi carico qualcuno… – sussurrò a disagio – Matt! – esclamò lei stupefatta – non ci posso credere! – aggiunse esplodendo in una risata argentina – già – fece lui sempre più a disagio. Lei si voltò a guardarlo e ne ammirò il profilo perfetto. Il naso e le labbra sembravano disegnate da un pittore del Rinascimento i capelli lucidi e mossi si muovevano pigramente al vento – mi stai fissando – fece lui all’improvviso voltandosi a guardarla. I loro occhi rimasero agganciati come calamite attraverso le lenti scure degli occhiali. – dovresti essere abituato tesoro …sei bellissimo!.. – fece lei in un sussurro – lui rispose sorpreso – non ci crederai ma penso lo stesso di te …credimi non ti ho mai vista così bella come oggi! – aggiunse fissandola intensamente – lei rise amaramente – Matt …ho passato la vita a nascondermi…. occupando il tempo a colmare i vuoti con situazioni e persone dannose…ho tentato il suicidio per una persona che in un momento di assoluta mancanza di lucidità mentale ho creduto di amare e che appena ricorda il mio nome…sono in astinenza da droga e Dio sa se riuscirò a uscirne ..ho passato le ultime ore a tremare e vomitare  …..non frequento il mio centro estetico da circa una settimana…. e tu mi dici che non mi hai mai vista così bella come oggi? – chiese lei stupefatta – esattamente! – rispose lui con un sorriso radioso – Matt le ipotesi sono tre – fece lei scuotendo la testa – o sei follemente innamorato di me …oppure sei completamente impazzito… – disse lei con fare giocoso – e la terza? –  chiese lui incuriosito – la terza è che hai una irrefrenabile voglia di scoparmi – fece lei sussurrando maliziosamente al suo orecchio. Matt rise di gusto. – allora andiamo a casa mia – disse scrutandola con intenzione – per fare cosa? – chiese lei fingendo innocenza – per concentrarci sulla terza ipotesi ….sorvolando per il momento sulle prime due … – aggiunse con sguardo intenso porgendole la mano.

 

 

FINE 5° CAPITOLO

Questo racconto pubblicato a puntate è opera di fantasia di una fan della trilogia ’50 Sfumature di Grigio’ in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

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9 commenti

  1. monica

    mi piace molto… brava continua così… solo un piccolo accorgimento: prova a staccare il testo nei dialoghi altrimenti a volte risulta difficile seguire

  2. Ana x

    A me piace la fantasia e tu ne hai parecchia! Sono curiosa di leggere dove andrai a parare 😉
    bacio

  3. Elisa

    Mi piaceeeeeeeeee……..bravissima, non vedo l’ora di leggere il continuo!!! Sono proprio curiosa di sapere come si svolge dopo l’arrivo a casa! ahahahahah 😉

  4. Peppa Pig

    Mi piace assai bravissima curiosa di leggere il prossimo

  5. Antonella

    Aspetto con ansia il sesto capitolo!!
    Brava!!!!

  6. cris

    Sono molto curiosa. Vediamo come continua la storia. Brava.