Il terzo capitolo della fan fiction ambientata nel dorato mondo di Hollywood.

Uno spaccato del dietro le quinte del film più atteso dalle fan della trilogia “50 Sfumature” scritto da Alice Steward.

Trovate QUI il secondo capitolo di questa storia che vede protagonisti assoluti la coppia di attori che interpreteranno Christian e Ana secondo la mente della sua autrice: Matt Bomer e Lindsay Lohan.

3° CAPITOLO 

La voce stridula usciva fredda e collerica dal cellulare. Matt chiuse gli occhi sospirando. Da diversi minuti era stato investito da un fiume in piena: Simon,  il suo compagno, era incazzatissimo come spesso gli capitava ultimamente – Simon ti prego non urlare!… devo correre agli studios e ho circa 20 persone che mi stanno attendendo…- cercò di dire a disagio…. Ho uno stage per delle foto che devono apparire sul prossimo numero di Hollywood Reporter ….ho l’agenda piena x tutta la settimana ma ti giuro che questo week end sarò lì con voi, mi mancate tanto tu e i ragazzi .. – continuò con voce strozzata dall’emozione -…  – e no… non ho conosciuto nessun bel modello – …aggiunse sospirando nervosamente prima di accorgersi che lui aveva messo giù.

Si passò una mano fra i capelli. Inserì la marcia e senti le ruote del suo Porsche slittare sull’asfalto mentre si staccava dal marciapiede e si immetteva nel traffico del sabato mattina di una Santa Monica Blvd invasa dal sole. Amava Los Angeles e la sua gente: per le strade si intravvedevano gruppi di giovani e carine segretarie con l’orecchio incollato al cellulare, attempati professionisti abbronzati concentrati a studiare i loro contratti, giovani ragazzi palestrati mettersi in fila con aria annoiata al semaforo. Il cellulare squillò di nuovo, questa volta sul display gli apparve il numero del suo manager, Matt decise di non rispondere, era troppo inquieto. Accese lo stereo e le dolci note di Blue Moon si diffusero nell’aria. Era la canzone preferita di sua madre. Fermo al semaforo alzò il volume e chiudendo gli occhi si lasciò trascinare altrove con la mente.

In casa sua si sentiva sempre un buon odore di torte e dolci fatti in casa. Nei pomeriggi assolati dopo aver terminato i compiti invece di andare fuori a giocare con i suoi coetanei lui preferiva rimanere in cucina, seduto silenzioso al tavolo, a seguire con lo sguardo sua madre che sfaccendava allegramente. I suoi genitori, non potevano essere più diversi, solare, allegra e socievole lei, burbero diffidente e rissoso lui. Lei con la sua vitalità riempiva la cucina come il sole pomeridiano che filtrava dalle persiane della grande finestra e che inondava tutta la stanza. – Matthew tesoro visto che oggi hai finito presto i compiti ti dò un premio …. Il latte con i biscotti appena sfornati…- esclamò esultante tirando fuori la teglia calda dal forno mentre istantaneamente un piacevolissimo aroma di fragranti biscotti si diffuse nell’aria.

Gli accarezzò il capo con dolcezza mentre lui divorava felice la merenda. Ma la sua mano era distratta e stanca e lui sentiva che qualcosa la turbava e la distraeva. D’improvviso strinse gli occhi con sofferenza e si passò una mano sulla fronte come se volesse cancellare un brutto ricordo dalla mente. Lui la chiamò timoroso e alzò una mano appiccicosa  verso il suo volto ma lei assorta si alzò e continuò le faccende. La sua mente era ancora al giorno prima quando aveva trovato fra le camicie del marito delle macchie di rossetto e alla discussione  che ne era seguita. Lui aveva negato, naturalmente, e aveva preso a schernirla alludendo al fatto che era troppo gelosa….le macchie in questione non erano state provocate da baci appassionati ma da un gelato alla fragola gustato dopo il lavoro con gli amici!…calde lacrime le scorsero sulle guance -si era sentita umiliata ed offesa – e non aveva avuto il coraggio di controbattere. L’aveva lasciato seduto alla sua poltrona ed era salita in camera da letto da sola…per la prima volta in 10 anni di matrimonio….d’un tratto si riscosse asciugandosi le lacrime con il dorso della mano…si ricordò che lì con lei c’era il suo bambino…non voleva che la vedesse così sconvolta …si voltò con un sorriso sulle labbra e lo strinse  forte a sé.

Un colpo di clacson lo distolse improvvisamente dai suoi pensieri e lo riportò di colpo alla realtà. Matt sospirò, ingranò la marcia e la Porsche sgommò rumorosamente.

La sala pose era stata trasformata in una grande piscina piena di schiuma. Nell’aria il brano call me baby fuoriusciva ad altissimo volume dagli altoparlanti e tutto lo staff lavorava indaffaratissimo intorno alla scenografia creata ad arte. Scorse Quentin che discuteva animatamente con dei tipi in giacca e cravatta, sicuramente della produzione, e poco più in là vide Lind vestita di un succinto abito colorato firmato Stella McCartney che non lasciava adito a immaginazione e che calzava con estrema naturalezza un paio di sabot Gucci dall’altezza improponibile. I capelli raccolti in una coda da cavallo e un trucco leggero la facevano apparire più giovane e quasi indifesa. Avvertì un immediato trasporto verso di lei e fu preso da un’inarrestabile desiderio di abbracciarla e strofinarle il viso sul collo. Poi d’improvviso si ricordò dell’adone a cui lei era selvaggiamente avvinghiata la sera prima e sentì indurirsi qualcosa dentro. Il lavoro delle truccatrici fu, come sempre minuzioso e lungo ma dopo circa un ora erano tutti pronti x le pose fotografiche.

– Ciao – gli si avvicinò Lind con un sorriso scoccandogli un timido bacio sulla guancia – ieri sei sparito, ti ho perso di vista – aggiunse con un lampo negli occhi, di cosa rabbia?… Delusione? … – oh! Davvero? Ero al Bar a bere un cocktail – fece lui girando lo sguardo intorno – anche tu sei sparita! – disse tornando con lo sguardo su di lei e fissandola con intenzione – ho incontrato un vecchio amico! Conosci Gerard? – rispose lei strizzando l’occhio con fare complice – diciamo che sono stata presa un po’ da lui – continuò con una risata disarmante – grande! – rispose lui con un sorriso forzato serrando la mascella. Le loro schermaglie furono interrotte da Quentin che li richiamava all’ordine era tutto pronto per gli scatti.

Le pose richiedevano che loro si introducessero nella piscina dove la schiuma arrivava loro alle caviglia.

Gli scatti cominciarono.

Dopo due ore, nelle quali Lind aveva avvertito Matt strofinarsi a lei in tutti i modi, facendole sovvenire alla mente il loro breve ma intenso incontro erotico del mese prima, avvertiva una tensione fortissima in tutto il corpo. Alzò lo sguardo su di lui e si accorse che stringeva le labbra, segno che anche lui era teso e forse per lo stesso motivo. Fu presa da una irrefrenabile voglia di ridere e presa da un’idea folle colse un po’ di quella schiuma e la lanciò contro il suo compagno bagnandolo dalla testa ai piedi. – che cavolo! – esclamò Matt voltandosi sorpreso – mentre tutti la guardavano inorriditi – le truccatrici accorsero trafelate cercando di salvare il salvabile ma lei presa da una risata incontrollata ripetè il gesto ancora, ridendo sguaiatamente come una adolescente, – tu sei folle! – esclamò Matt – lanciandole un’occhiataccia cercando di schivare i colpi che man mano si susseguivano – se ti prendo.. – urlò ridendo suo malgrado – e si lanciò all’inseguimento afferrandole le braccia da dietro. In pochi secondi l’intera scena fu avvolta da nuvole di schiuma che volavano senza sosta qua e là, mentre i due protagonisti, molte delle truccatrici e buona parte dello staff tra fotografi e assistenti si aggiravano inorriditi bagnati fradici cercando di allontanarsi il più possibile dalla scena. Lind cercava di sfuggire alla morsa delle mani di Matt ed entrambi si agitavano furiosamente fra urla isteriche e scrosci di risate. I loro corpi con gli abiti bagnati che aderivano come una seconda pelle si strofinavano l’uno all’altro in maniera deliziosa e provocante ed entrambi sentivano l’eccitazione sulla pelle. Continuarono a rincorrersi e a cospargersi  di schiuma finchè esausti e senza fiato si rotolarono abbracciati nella piscina ormai fradici dalla testa ai piedi.

– Tu sei pazza! – riuscì a dire Matt asciugandosi il viso dalla schiuma e le lacrime per il gran ridere senza però decidersi a sciogliersi dall’abbraccio – si e attento a te mr Grey – lo sfidò lei ripulendosi dagli strati di schiuma dai capelli e cercando di allontanarsi. Poi riuscendo ad alzarsi e divenuta d’improvviso seria  esplose – te lo sei meritato brutto stronzo! –  gli sussurrò stringendo gli occhi a fessura – perchè!? – chiese lui ancora col fiato grosso – che ho fatto? – aggiunse stupito – è stata brava almeno? – Matt la osservò troppo stupefatto per rispondere – ti riferisci a Nicole? – ma che succedeva? Sembrava quasi che fosse gelosa! – lei si limitò ad alzare le spalle evitando il suo sguardo attento – preso da un impulso incontrollabile le accarezzò la guancia scostandole una ciocca di capelli bagnati – potrei chiederti lo stesso! – borbottò a denti stretti Matt. – riferendosi alla sua fuga dal party della sera prima con il bel Gerard “occhi di ghiaccio”. Lind ancora una volta alzò le spalle guardandolo un po’ rossa in viso – giusto! – replicò asciutta – siamo pari – aggiunse prima di voltarsi e allontanarsi verso i camerini.

– Aspetta – fece lui alzandosi faticosamente – improvvisamente non voleva che lei si allontanasse, voleva continuare a tenerla stretta a sé, voleva continuare a sentirne quel profumo -sicuramente Joy-che su di lei era così inebriante, voleva rassicurarla su quello che era accaduto con l’arpia la sera prima…ma proprio in quel momento il blackberry cominciò a squillare e sul display apparve il nome del suo compagno. Sospirando nervosamente si allontanò per rispondere temendo che Simon avesse novità sui bambini, Henry aveva avuto la febbre ieri e Walker invece aveva litigato con un compagno di scuola ed era tornato a casa con un bell’occhio nero. – scusa non potevo rispondere prima come stanno i bambini? – i bambini stanno bene Henry oggi è tornato a scuola e Walker l’ho lasciato a casa con Hanny, tu come stai? – aggiunse bruscamente – bene …un po’ stravolto lo sai com’è quando giriamo tra set, party e scatti non abbiamo il tempo neanche per dormire ..ma questo week end farò di tutto per esserci a casa – ci fu una pausa durante la quale Matt strinse gli occhi e sentì in lontananza le note di Troublemaker uscire dagli altoparlanti – ok – rispose Simon con voce tesa e la comunicazione si interruppe.

Entrò sbattendo la porta del camerino dietro di sé. Corse verso il piccolo bagno con la boccetta chiusa nel pugno. Ultimamente le capitava spesso di perdere il controllo – pensò mentre osservava tremare le mani – si tagliò una pista e tirò sù col naso avvertendo il consueto prurito che le fece lacrimare gli occhi. Si poggiò con le spalle alla porta e lentamente si fece scivolare sul pavimento aspettando che arrivasse il sollievo…. che la merda dalla testa sparisse magicamente…. che quella maledetta solitudine che le attanagliava l’anima si dissolvesse come aria putrida ed esalasse lontano da lei. Sentì bussare. Chiuse gli occhi senza rispondere. Era la sua segretaria che la esortava ad uscire snocciolandole gli appuntamenti della giornata. – arrivo! – urlò lei con voce tremante passando la mano sulla fronte.. Matt…il suo viso corrucciato prima che lei si allontanasse dalla piscina…aveva provato a fermarla… ricordava le sua braccia intorno, il suo respiro sulla pelle, la sua risata mentre si divincolava per sfuggirgli…lui che la guardava intensamente come a volerle leggere dentro ….non era come gli altri…lui sembrava volesse conoscerla davvero… d’un tratto il cellulare cominciò a squillare e il viso di Gerard apparve sul display – pronto – rispose lei con voce roca – tesoro! Dove sei finita? Stasera ci vediamo? – la voce del sex-simbol di Hollywood le esplose dentro – Gerad! – sussurrò lei tristemente – sono stata incasinata e stasera ho la prova abiti per le scene di domani credo che finirò tardi – tranquilla amore vengo a prenderti dimmi a che ora ti liberi? – credo per le 22 – rispose calcolando mentalmente gli impegni – ok, tutto bene? – aggiunse lui come avvertendo una strana tensione nella sua voce – sì – replicò lei – a dopo – fece chiudendo la comunicazione.

Vestita con un abito da sera lungo di colore azzurro firmato Tony Ward che le fasciava tutto il corpo. I capelli erano alzati a formare un sofisticato chignon che le lasciava delle ciocche morbide a sfiorarle le spalle e la fronte. Lo spacco sul davanti a lasciarle scoperta la gamba sinistra. Calzava delle altissime Phillip Lim argentate che sembravano disegnate sui suoi piedi. Era bellissima e quando entrò nel Space Needle diversi uomini si voltarono a guardarla.

Quando Gerard la vide rimase affascinato. Si stupiva sempre di quanto fosse bella. Così forte e sbarazzina. Le sorrise andandole incontro cercando di baciarla sulle labbra, ma dovette accontentarsi della guancia. La strinse leggermente a sé aspirando il suo gradevole profumo, e subito avvertì l’eccitazione salire. – sei bellissima! – le sussurrò – e mi fai eccitare da morire! – la condusse velocemente al tavolo sottraendola agli sguardi famelici degli altri uomini. – com’è andata la tua giornata raccontami – la sollecitò bevendo il suo Bellini. Lei sorrise enigmatica – diciamo che ora avrei voglia di altro e non propriamente di parlare della mia giornata – fece alzando un sopracciglio ironicamente – wow! – rispose lui – e di cosa avresti voglia? – le chiese lui facendosi attento e soffermandosi con uno sguardo lascivo sulle sue labbra sapientemente truccate – ho voglia di fottere e godere – sussurrò lei con sguardo provocante – Gerard rise – ti piace scandalizzare vero? – chiese con occhi scintillanti – tantissimo! – rispose lei – lo faccio da quando avevo 14 anni – aggiunse con tono leggermente sconsolato guardandolo intensamente – ottimo dolcezza dovresti sapere che a me piace tanto essere scandalizzato – disse lui alzando il calice a mò di brindisi – muoviamoci a cenare allora – aggiunse con sguardo famelico, lei rise e lasciò vagare il suo sguardo sulle sue grandi mani che afferravano il calice in modo sicuro, le braccia e le spalle possenti che la camicia bianca e il completo nero Armani non riuscivano a nascondere e quegli occhi blu, determinati, inesorabili, quegli occhi l’avrebbero prosciugata lo sapeva già – pensò sospirando leggermente chiudendo per un attimo gli occhi, poi li riaprì mentre un sorriso smagliante le illuminava il viso… ecco l’attrice in azione: ciak si gira! – pensò accantonando pensieri foschi e pregustando il sesso sfrenato che la attendeva.

L’attico era al buio. Le luci della città si stendevano come un tappeto di velluto cosparso di mille stelle. Le grandi porte finestre erano aperte a far entrare il dolce profumo della notte.

La brezza muoveva delicatamente le tende leggere.

Adele cantava la sua Skyfall a squarciagola e la sua voce fuoriusciva dalle casse dello stereo.

Si sentivano ansiti e gemiti. Due corpi si agitavano selvaggiamente tra lenzuola di seta. – dimmi che ti piace – sussurra lui – dimmi che ti piace essere fottuta in questo modo…dillo! –  we will stand tall face it all together Let the Skyfall, when it crumbles we will stand tall face it all together at a skyfall – si mi piace – sussurra lei – cosa…ti piace cosa? – insiste lui con foga mentre perline di sudore gli imperlano la fronte continuando ad agitarsi furiosamente – mi piace essere fottuta bene… come fai tu – sussurra lei a denti stretti – mentre lui continua a tempestarla col suo uccello, d’un tratto si sente il colpo secco di uno schiaffo sulla pelle di una natica. Mentre prosegue il rumore dei corpi che sbattono violentemente – where you go I go, what you see I see, I know I’ll never be me, qithout the security are your loving arms keeping me from harm put your hand in my hand and we’ll stand – voltati! – sussurra lui sbrigativamente – un altro colpo più forte questa volta – muoviti così… – la tua pelle, il tuo profumo – sussurra lui con un ringhio – si sente un urlo femminile, poi ancora gemiti sempre più forti – sì ancora….siii – ruggiti e frasi sconnesse si librano nell’aria – Let the Skyfall, when it crumbles we will stand tall face it all together at a skyfall – e poi il silenzio più totale, spezzato solo dai respiri affannati.

La canzone era terminata.

 

FINE 3° CAPITOLO

Questo racconto pubblicato a puntate è opera di fantasia di una fan della trilogia ’50 Sfumature di Grigio’ in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice  Alice Steward. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

 

Se vuoi inviarci la tua Fan Fiction a puntate leggi il regolamento cliccando QUI. Tutti i lavori dovranno essere in esclusiva, non saranno accettati lavori scritti da minorenni.

 

6 commenti

  1. Lory

    Alice,dopo una giornataccia di tensione…finalmente respiro….e… leggendo il terzo capitolo mi sto sciogliendo un pò…ke ti devo dire…bellissimo…. continua così.
    sei grande!!

  2. Peppina la seria

    Alice sei favolosa ogni volta ke leggo un tuo capitolo mi sciolgo e mi vengono i brividi
    aspetto cn ansia il IV =)

  3. Benedetta

    È stupendo veramente il prossimo capitolo tra quanto esce? Non vedo l ora
    Bravissima 🙂

  4. Lalyns

    Wowwwww…. Wowww woww
    Mi sto sciogliendo!
    Belloooo Alice complimenti!

  5. LadyGodiva

    originale visione, molto coraggiosa e fuori le righe. Mi piace per questo!