Una nuova Fan Fiction di una nuova autrice: Vallì.

 

PRESENTAZIONE A CURA DI VALLI’ 

‘La mia Fan Fiction vuole raccontare l’incontro e la nascita della torbida relazione di Christian Grey e Mrs Robinson. Nel Rosso è raccontata in maniera molto sommaria e io ho voluto approfondire questa parte importantissima della vita di Christian Grey. La storia non è narrata dal punto di vista di Christian nè da quello di Elena, ma da un narratore esterno. Volevo essere originale e un pò diversa 😉

Andateci piano con le recensioni negative, sono molto sensibile 😀

Non mi interessa scrivere perfettamente come una scrittrice, vorrei solo regalarvi un momento di emozione.’

[warning]Lettura destinata ad un pubblico di soli adulti. Questo sito non si assume la responsabilità di lettura da parte di minori [/warning]

Il ragazzo bellissimo dalla chioma ribelle un pò troppo lunga che gli conferiva un aspetto disordinato e selvaggio lavorava duramente nel cantiere di casa Lincoln. Ogni pomeriggio dopo la scuola e per sua libera scelta sgattaiolava in quel cantiere a lavorare. Il duro lavoro fisico era come liberatorio per lui: riusciva a sfogare tutta la rabbia che covava e intrattatteneva dentro di lui, ancora non sapeva se la rabbia era innata o acquisita, sapeva solo che l’unico modo per farla uscire da dentro di sè era il lavoro fisico, quel lavoro che ti stanca le membra e non ti permette di pensare troppo.

Doveva recarsi al lavoro di nascosto perchè i genitori di buona famiglia del ragazzo non avrebbero mai accettato che il loro pupillo, il giovane per il quale nutrivano grandi speranze, sprecasse così il suo tempo al posto di studiare. Denaro ce ne era in abbondanza quindi non aveva bisogno di lavori per pagarsi i suoi vizi, i suoi genitori lo amavano a tal punto da non negargli quello che lui avrebbe chiesto, qualunque cosa. Ma il ragazzo preferiva così e mai avrebbe immaginato che quel lavoretto era davvero un modo di pagarsi il suo futuro vizio.

Fu così, anche se lui non ne era consapevole, che la moglie del ricco proprietario del cantiere che si occupava di ristrutturare un’ala nuova della loro splendida villa, lo spiava di nascosto dalla finestra della sua camera da letto. Lei non poteva farne a meno di guardare quello splendido fisico scolpito e giovane mentre lavorava duramente, e il velo di sudore che gli si formava sulla pelle delle spalle – scoperte poichè indossava una canotta – riluceva sotto il tiepido sole primaverile.

La signora scoprì che ormai la sua era diventata un’abitudine di cui non poteva fare a meno finchè si decise ad avvicinare il ragazzo. Sapeva tutto di lui: figlio adottivo di una coppia amica di suo marito, molto amica, e con gravi problemi di adattamento a scuola con i compagni, almeno questo era quanto le raccontava la madre durante i loro tè pomeridiani. Pareva proprio che Christian – questo il nome del ragazzo – avesse un temperamento molto ribelle e alquanto scontroso e ciò non faceva che aumentare l’eccitazione della giovane signora tediata dalla routine della sua vita. Il marito non l’amava, non poteva lavorare e passava le sue giornate a raccogliere fondi per vari enti benefici. Oltre a dedicarsi al suo hobby segreto che nessuno avrebbe dovuto mai scoprire.

Un giorno si decise ad avvicinare il giovane, gli arrivò dietro di soppiatto, lui si girò all’improvviso e la guardò dritta negli occhi. La signora rimase di sasso dalla bellezza del viso del ragazzo. Se lo ricordava da piccolo e sapeva che aveva un viso delizioso: virile, affascinante con una nota sinistra nello sguardo, ma ora nella gioventù aveva preso le fattezza più da uomo mantentendo intatta la sua virilità e mascolinità. Era bello come un angelo dannato, si, dannato, un angelo non avrebbe avuto il permesso di essre così bello, sarebbe stato cacciato dal paradiso e forse era così: lui era un angelo caduto, troppo affascinante e peccaminoso. Tale fascino, pensò la signora, non poteva andare sprecato, lui sembrava nato per soddisfare i bisogni di ogni donna della terra.

Sentì una fitta di invidia al pensiero di quante ragazzine giovani avevano avuto modo di essere al centro delle attenzioni di Christian.

Lei non voleva esser da meno. Lo voleva a ogni costo.

Sapeva di essere una gran bella donna e sapeva che un ragazzo giovane avrebbe fatto follie per passare una notte con una donna di sperienza come lei. Ma a lei una notte non sarebbe bastata. Lei lo voleva completamente, doveva essere suo per farne ciò che più voleva. Le avrebbe insegnato la sottile linea che divide il piacere più intenso e sconvolgente dall’abisso totale della depravazione.

Gli si avvicinò e gli diede uno schiaffo. Lui indietreggiò di un passo, stupito da quel gesto ma con gli occhi che bruciavano, quei meravigliosi occhi grigi che irradivano virilità e passione trattenuta.

Non si sarebbe lasciato sottomettere facilmente, lui aveva il fuoco dentro.

Si avvicinò di nuovo a lui e lo baciò ardentemente, lui rimase immobile, rigido, poi si sciolse ma continuò a guardarla con rinnovato stupore e una profonda rabbia. Aveva capito ormai cosa la moglie del propietario volesse da lui e di certo non si sarebbe tirato indietro anche se il sesso non era il suo interesse principale.

Christian non sapeva cosa fare.

<<Christian, vorrei farti una proposta>> le disse la donna.

Lui la guardò di sottecchi <<Che tipo di proposta signora?>> era ancora molto molto arrabbiato per lo schiaffo ricevuto.

<<Una proposta che non potrai rifiutare perchè ti cambierà la vita e ti renderà un uomo migliore>> la signora ci sapeva fare con le parole e ingolosì Christian.

<<Continui>> le disse quasi con un sussurro non staccando i suoi occhi infuocati da quelli di lei.

<<Dammi del tu Christian. Io ti farò sfogare la tua rabbia repressa che non riesci a sfogare in altro modo, e ti offrirò un sistema che sarà divertente per entrambi.>>

Christian si passò una mano tra i capelli, era molto confuso, perchè questa donna non parlava chiaro? Non amava i giri di parole contenenti misteri che riguardavano lui.

<<Arriva al sodo.. emm..>> <<Elena>> gli disse lei <<Chiamami Elena e la prima cosa che ti dovrò insegnare sarà proprio la sottile arte della diplomazia.>>

Christian si stava stancando di tutti quegli inutili giri di parole per cui prese la sua camicia che aveva lasciato sul muretto e la indossò sotto lo sguardo rovente di Elena.

<<Se vuoi insegnarmi la diplomazia non mi interessa, ci sono le scuole per quello.>> le disse risoluto e arrogante mentre si chiudeva i bottoni della camicia.

<<Ragazzino, quello che ti insegnerò io a scuola non lo insegnano e ti servirà nella vita forse più di un corso scolastico.>> Non c’è che dire, Elena aveva catturato l’attenzione di Christian.

<<Cosa vuoi da me? >> si decise infine di chiederle senza troppi preamboli. Si stava facendo tardi e doveva rientrare o i suoi genitori avrebbero scoperto questa sua attività pomeridiana.

<<Te Christian, voglio te.>>

E così il ragazzo si ritrovò catapultato in un nuovo mondo.

I suoi pomeriggi non li passava più al lavoro dal marito dela ricca signora, ma li passava con la signora stessa nel suo piccolo ma lussuoso appartamento nella periferia di Seattle. Lì c’era una stanza che ricordava vagamente una stanza delle torture, almeno, questa fu l’impressione che ne ebbe la prima volta che varcò la soglia per entrarci non sapendo che il suo destino e il suo modo di vedere la vita sarebbe radicalmente mutato.

Lei pretendeva devozione assoluta, lui non poteva avere altre donne dopo quelle avute, per gentile concessione di Elena, necessarie al suo addestramento. Ma lui non le voleva nemmeno, stava benissimo così, pienamente soddisfatto. La rabbia che provava come per magia svaniva ogni volta che varcava la soglia di quella stanza dalle pareti color amaranto. Si sentiva onnipotente, la rabbia che provava quando lei lo sottometteva e faceva di lui quel più che la aggradava, spariva quando lei si lasciava dominare da lui.

Era tutto un dare e un avere, uno scambio reciproco e perfettamente armonioso. E’ dunque forse questo l’amore? Si chiedeva Christian.

Lui dell’amore non sapeva nulla, non leggeva libri romantici e non aveva amici che gli raccontavano le loro vicende amorose. Sapeva solo che era uno scambio, un compromesso tra due persone attratte fisicamente con una buona dose di passione tra loro.

Non gli dicevano forse che l’amore faceva stare meglio? Lui grazie a Elena stava meglio. Pomeriggio dopo pomeriggio il tempo passato da lei lo faceva sentire meglio, più forte, più sicuro di sè e tutte le sue insicurezze e la rabbia irrazionale magicamente sparivano.

Quanto sarebbe durato questo perfetto equilibrio tra due persone? Lei non voleva niente di più da Christian che non il suo corpo sempre eccitato, sempre virile, e lui non voleva niente di più se non il corpo di lei da poter ferire, umiliare e fare suo.

Quello che succedeva tra le mura di quella stanza sembrava irreale al mondo fuori. Lei godeva a maltrattare Christian, legava i suoi polsi dietro la schiena e lo teneva in piedi, dritto e completamente nudo ammirandolo: era un esemplare stupendo di maschia bellezza e grande virilità. mai stanco, sempre pronto, sempre in erezione. Una statua scolpita dallo sculture più in voga del passato. Ogni parte del suo splendido corpo si armonizzava con il resto fino a rendere l’insieme mozzafiato. E la sua virilità era strepitosa, un invito per tutte le donne che cercavano distrazione e piacere attraverso il corpo di un uomo.

Lei godeva a far scorrere il suo flagellatore lungo la sua schiena così perfettamente scolpita, non voleva che lui la vedesse quindi lo bendava la maggior parte delle volte cosicchè le altre sensazioni del giovane erano ampliate dalla mancanza di vista. Poi lo flagellava finchè la carne di lui non si arrendeva ai colpi e si arrossava a volte sino a sanguinare. Ma lui non si lamentava mai, più veniva frustarto più saliva la sua eccitazione.

Non si era mai chiesto se tutto ciò fosse normale, a lui piaceva così.

E gli piaceva ancor più le rare volte in cui lei si spogliava e si distendeva con gli arti spalancati, completamente nuda, su un lettino piccolo e alto tipo quelli che si trovano negli ambulatori dei medici. Lui li conosceva bene.

In quella posizione il giovane Christian sapeva di avere il controllo assoluto su un’altra perona e questo gli piaceva. Eccome se gli piaceva! Lo eccitava a dismisura, lo faceva sentire quasi onnipotente. Poteva sfogare su quel corpo immobile  e pronto per lui tutto quello che sentiva scorrergli nelle vene: calore, furore, desolazione.

Godeva nel frustare le sue parti intime, prima con delicatezza, poi con colpi sempre più cadenzati e feroci. Lei di rimando mugolava per l’enorme piacere che il bel giovane le procurava ma rimaneva immobile come lui le ordinava.

Christian continuava su di lei la sua tortura, prima con il frustino, poi con la cinghia sempre nelle parti intime della signora. Poi passava la sua lingua vogliosa su quella parte inginocchiandosi tra le sue gambe e sentiva il  fremere della sua carne. Mordeva con foga il suo punto sensibile fino a che lei soccombeva a tale tortura pulsando contro la sua bocca. Ma la fame di lui non si placava. anzi aumentava.

Come una bestia feroce quasi irriconoscibile prendeva il corpo della donna e lo girava a pancia in giù sul lettino intimendole di non muoversi, dopodichè sfoderava la sua virilità e con foga prendeva possesso della sua parte anteriore. Ogni spinta era intervallata da una cinghiata feroce mentre con le mani apriva ulteriormente le sue natiche e affondava dentro di lei volendo ancora di più. Non gli bastava mai, come una droga. Voleva andare più a fondo, sentirla urlare dal dolore che lui le infliggeva e si comportava in modo che lei potesse davvero soffrire di un dolore fisico inimmaginabile. Non provava pena nè pietà per lei, ma solo alto godimento e lussuria più sfrenata.

Intanto il giovane notava quanto la signora aveva migliorato la sua vita, il suo sentirsi così sicuro  nei rapporti con lei si ripercuoteva anche nelle sue azioni nel mondo. Come uno squalo senza più sentimenti nè amore lottava per costruirsi un carriera sempre supportato dal prezioso appoggio di Elena.

E diventò un grande uomo di successo nello spietato mondo degli affari. Ora non controllava più un corpo, controllava le menti di tanti corpi che si piegavano ai suoi voleri.

Era soddisfatto, arrivato in cima alla vetta.

Anelava al giorno in cui avrebbe trovato una donna che sarebbe stata sottomessa completamente a lui e lui non avrebbe più dovuto sottomettersi, questo cominciava a non rientrare più nelle sue corse. Voleva dominare solo lui, nessuno l’avrebbe più sottomesso, mai più.

Aveva le sue sottomesse ora e continuava a controllarle e a passare la sua vita chiuso entro le mura del suo castello sospeso sopra le nuvole di Seattle. Non voleva altro, era a posto così; gioventù, bellezza, successo, fama, sesso e il controllo su tutto.

Finchè un giorno, come accade nelle fiabe arrivò qualcosa che lo costrinse a fare i conti con ste stesso, con la realtà di quello che era diventato.

Un ciclone dagli occhi blu cadde nel suo ufficio….

IL RESTO E’ STORIA RECENTE.

FINE.

 

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7 commenti

  1. ALISA

    bella ma pensavo fosse in piu’ parti…comunque sei stata bravissima!!

  2. Ana x

    Uhh ragazze che giornata! Non si trovava più un pezzo di capra in tutta la città 🙁

    Vabbè, che dire, davvero carina e originale l’idea di farla come se fosse una favoletta 😀
    anche la parte sessuale ( che non ho gradito perchè preferisco le parti più pepate) era ben inserita con un linguaggio consono al contesto!
    Mi spiace solo sia finita qui…
    Brava e originale, ma troppo sensibile: che te frega delle recensioni negative? A volte servono per migliorarsi purchè non siano offensive ma costruttive 😉

  3. Dany93

    Molto carina mi piace soprattutto l’idea di scrivere questa parte della vita di Christian peró speravo che la loro prima volta fosse descritta!! Comunque complimenti 🙂

  4. Desi

    Graziosa in stile favoletta 😀 moooolto originale! Mi piacerebbe che scrivessi qualcos’altro sempre con questo stile

  5. Cicci

    Complimenti! Idea super originale! Apprezzo anche il fatto che sia autoconclusiva, non avrebbe avuto senso scendere nei dettagli! Sembra un ottimo prologo alla trilogia! Brava brava!!

  6. ROSANERA

    Originale, non volgare, di piacevole lettura…
    GrazieVallì, per avere condiviso questa tua creazione con noi.
    🙂