Il diciottesimo capitolo della fan fiction ambientata nel dorato mondo di Hollywood.

FAN FICTION

Uno spaccato del dietro le quinte del film più atteso dalle fan della trilogia “50 Sfumature” scritto da Alice Steward.

Trovate QUI  il diciassettesimo  capitolo di questa storia che vede protagonisti assoluti la coppia di attori che interpreteranno Christian e Ana secondo la mente della sua autrice: Matt Bomer e Lindsay Lohan.

Lettura destinata ad un pubblico di soli adulti. Questo sito non si assume la responsabilità di lettura da parte di minori

18° CAPITOLO

Il ricordo era vivo nella sua mente come se fosse stato scolpito con le mani sulla roccia più dura, mani che da allora ancora sanguinavano a causa del dolore e l’incredulità.

Lui era appoggiato con i fianchi sul bordo del lussuoso lavandino di marmo rosa di Carrara dove spiccavano importanti  rubinetti di finto oro zecchino.

Aveva le gambe leggermente divaricate e la testa inclinata lievemente all’indietro. Il viso contratto per l’eccitazione. Le mani conficcate tra i suoi biondi capelli per tirarle la testa in modo che gli desse più piacere. La splendida bocca leggermente aperta a far uscire mugolii deliziati. Gli occhi strettamente serrati per meglio godere del momento erotico. E lei…. lei bellissima, elegante, gli occhi socchiusi, in ginocchio davanti a lui con il suo uccello in bocca intenta a sbavare, succhiare, leccare come l’ultima delle troie reclutate nei bordelli più infimi. Nell’aria si sentivano i suoni attutiti provenire dal locale, una musica assordante che le spesse mura riuscivano a malapena a tenere fuori  e si mescolavano con il rumore che lei faceva con la bocca. Sembrava famelica, sembrava volesse divorarlo lì quella sera in quel bagno. Sembrava presa dalla frenesia di farlo suo, di dargli piacere, di fargli perdere completamente la testa.

Si chiedeva per qual motivo …perché una donna del genere, così bella e altera si metteva in quella posizione? Metteva sé stessa e la sua dignità in ginocchio davanti a quell’essere ripugnante che non la guardava nemmeno, evidentemente, perché pensava a chissà chi e la usava come un surrogato. Sentì la rabbia montare dentro. Una furia cieca che saliva fino ad arrivare alla testa e faceva vedere rosso.

Intanto lei continuava il suo fiero pasto e ogni tanto alzava gli occhi a guardarlo estasiata avvertendo la sua stretta sulla testa farsi via, via, sempre più forte e pressante.

Non sapeva per quale motivo rimase a osservare quella scena disgustosa, ma voleva vedere fino alla fine, voleva vedere con i propri occhi come lei potesse buttarsi via in quel modo ignobile e buttare alle ortiche anche il più piccolo briciolo di dignità.

Un suono strozzato uscì dalla gola di lui e lei prese a succhiare più forte fino a che il suo palato non fu gratificato dal fiotto caldo e salato del suo sperma, che lei ingoiò avidamente chiudendo gli occhi.

Sentiva la testa girare, mentre una sensazione di gelo invadeva il suo corpo e mille goccioline di sudore imperlavano la sua fronte. Una forte sensazione di nausea alla bocca dello stomaco, la respirazione usciva a rantoli, si appoggiò con entrambi le mani sul muro accanto alla porta socchiusa e per la prima volta chiuse gli occhi escludendo dalla sua vista la scena pietosa di lei che si alzava faticosamente dal pavimento a causa delle gambe anchilosate. – Aveva visto abbastanza – pensò poggiando la testa sul muro tremando in tutto il corpo; poi li aveva sentiti bisbigliare ed andare via, non prima di aver scorto l’espressione distante e imbronciata di lui e quella adorante di lei. Uscendo frettolosamente per paura che qualcuno si accorgesse della sua presenza andò a sbattere contro Simon Baker che si voltò con sguardo corrucciato ad inveire contro. – brutto bastardo… l’avrebbe pagata anche lui – pensò con la testa bassa uscendo dal locale e respirando l’aria umida e soffocante della notte.

Ora riviveva l’incubo grazie a quella foto pubblicata in prima pagina del più famoso rotocalco scandalistico che li ritraeva in quell’agghiacciante momento di intimità. – Non poteva essere! C’era qualcun altro lì dentro! Quel fottuto bagno era più affollato del Madison Square Garden cazzo! – Scagliò la rivista lontano per allontanarlo dalla vista e si versò da bere furiosamente – qualcuno avrebbe pagato per questo – serrò la mascella e afferrò il cellulare continuando a bere.

*****

– Che significa che non sapete come sia potuto succedere? – urlò Quentin al telefono – c’è un pazzo là fuori che ha minacciato mezza città nei giorni scorsi di compiere qualche insano gesto se fosse stata pubblicata qualche altra notizia su Matt e Nicole e voi mi dite che non sapete cosa sia accaduto? – esclamò passandosi una mano fra i capelli frustrato – ritirate subito tutto…non me ne frega un cazzo se il direttore della rivista si è opposto perché la tiratura è enorme.. fatelo subito! Altrimenti informo le autorità!.. Non possiamo rischiare che il matto si svegli e compia un atto di violenza! –

Interruppe la comunicazione bruscamente e gettò il cellulare sul divanetto della suite. Ancora una volta si chiese chi poteva celarsi dietro quella voce che aveva creato scompiglio in tutta Hollywood. Una voce che a lui sembrava maledettamente familiare ma che non era riuscito ad individuare neanche sforzandosi e passando in rassegna tutte le persone che conosceva, perlomeno fra quelli più intimi. Afferrò di nuovo il cellulare mentre un nuovo pensiero gli si affacciava in mente – Cristo! doveva avvisare Matt! Lind non l’avrebbe presa bene vedendo quella foto in cui si vedeva, anche se in maniera sfocata, Nicole che in ginocchio era intenta a fare un pompino al suo uomo!! – pensò digitando i numeri freneticamente.

Simon si strinse nell’impermeabile mentre una corrente di aria fredda lo travolgeva, il tunnel che stava attraversando per raggiungere la metro era male illuminato e frequentato da gruppi di uomini che al suo passaggio gli avevano lanciato sguardi in tralice. Rabbrividì e non sapeva se per il freddo o per la paura.

Finalmente aveva smesso di piovere ma il cielo non era ancora sgombro di nuvole e un vento freddo investiva la città.

Raggiunse una piattaforma, dove in attesa vi erano alcune donne sformate e stanche in attesa di raggiungere il posto di lavoro, alcune ragazzine punk vestite e truccate di scuro, una ragazza bionda esile e con grandi occhiali scuri, alcuni uomini vestiti con tute da carpentieri ed un prete. Si fermò per attendere il treno che l’avrebbe portato nei pressi del suo albergo. Cercò di nascondersi agli sguardi estranei calcando ancora di più il cappello sulla fronte, si sarebbe vergognato di farsi riconoscere lì in metro, in fondo lui era un divo di Hollywood e non era molto onorevole farsi beccare in quel luogo. Chiuse gli occhi gemendo, purtroppo aveva dissipato gli ultimi dollari che aveva in tasca in un ultimo giro alle roulette e ora non sapeva neanche come arrivare a fine giornata. Mentre udì lo sferragliare del treno in arrivo si avvicinò al bordo del marciapiede mentre tutti si appressavano intorno, si voltò a guardare la ragazza bionda vicino, assomigliava tanto alla sua ex moglie. Chiuse gli occhi con sofferenza ricordando le liti, le urla, le separazioni, il dolore nei suoi occhi quando lui ritornava a casa ubriaco e senza soldi in tasca, la separazione quando lei aveva preparato le valigie e un giorno semplicemente l’aveva lasciato con uno scarno biglietto d’addio.

Mentre era preso da quei tristi pensieri si voltò e vide il treno avvicinarsi, e d’un tratto avvertì qualcuno dietro spingerlo e voltatosi si inalberò ma non riuscì a scorgere il colpevole tra quella moltitudine di gente che si accalcava, tornò a guardare in avanti e, questa volta, una spinta più forte gli fece perdere definitivamente l’equilibrio e urlò per la paura e mente cadeva sulle rotaie e veniva investito dal treno, formulò un ultimo pensiero che andò alla sua ex moglie, la giovane, carina, fresca fanciulla di cui, tristemente, non riusciva a ricordare il nome.

– Matt! – esclamò Quentin – socchiudendo gli occhi mentre avvertiva un brivido attraversargli la schiena e sollevato nel sentire la sua voce.

– Quentin! – rispose la voce roca dell’attore che sembrava ancora assonnato – che succede?! – chiese poi con fare allarmato.

– Hai dato un’occhiata al People? – dichiarò con tono lugubre.

Matt corrugò la fronte – No! Perché me lo chiedi? Cosa succede? – fece con ansia.

– Ti mando un’immagine dai un’occhiata è la foto apparsa in copertina – disse digitando smanettando con il cellulare – Lind è con te? – aggiunse nervosamente.

– No aveva degli spot da girare e ne ha approfittato visto che i ciak sono fermi …Quentin che succede? Maledizione! –

– Guarda l’immagine non appena la scarichi e richiamami – disse con tono perentorio il regista chiudendo la comunicazione.

Matt sospirò sentendosi improvvisamente sveglio. Si alzò stringendo il cellulare attendendo che l’immagine si caricasse e nel frattempo, con la mente, andò alla notte appena trascorsa. Avevano fatto l’amore e quando lei si era accoccolata vicino a lui facendo le fusa, aveva cercato di incoraggiarla a parlare della sua infanzia, ma lei si era chiusa a riccio e aveva cambiato discorso. Avvertì lo squillo che lo informava dell’arrivo della foto e lo aprì. Uno sguardo inorridito sfigurò il suo bel volto.

– Cristo! – mormorò cadendo seduto sul divano dietro di lui. Afferrò il cellulare.

– Quentin – sibilò tra i denti Matt – Che cazzo è successo? Perché è uscita questa foto? –

– Non lo so Matt! – fece il regista – speravo me lo dicessi tu! – esclamò – sto cercando di ritirare tutto ma non è facile…come immagini la rivista sta avendo una tiratura impressionante – sospirò lui.

– Deve essere ritirato tutto, subito oppure giuro su Dio che sta rivista del cazzo chiude oggi stesso! – urlò Matt mentre delle chiazze rosse comparivano in volto.

– Calmati Matt… sto facendo di tutto per risolvere la situazione …ma la cosa importante è un’altra …cerca Lind e informala di quello che sta accadendo – fece lui pragmatico – dille che si tratta di una foto datata e che non si tratta di una foto recente…almeno spero – sospirò.

– Certo che si tratta di una foto datata! – urlò Matt mentre una vena sul collo prendeva a pulsare pericolosamente.

– Non urlare Matt! – fece lui – non è me che devi convincere ma la tua donna! …Quindi trovala e parlale prima che veda la foto! – concluse con foga chiudendo la comunicazione nervosamente.

– Bene! – pensò irosamente – ora si sarebbero accorti con chi avevano a che fare! – si scostò una ciocca di capelli sudati dalla fronte – e soprattutto lui l’avrebbe pagata per quello che aveva fatto tanti anni addietro! Finalmente era arrivato il momento tanto atteso! – si strofinò la fronte nervosamente mentre si accomodava sul divanetto e sintonizzava lo schermo tv sul canale delle news …  non vedeva l’ora di udire la notizia della morte di quell’imbecille! – riflettè smanettando con il telecomando – facendolo fuori aveva preso due piccioni con una fava…oltre a dare un significativo segnale a tutta la Produzione del Film che non scherzava affatto e che le sua minacce non erano vane,  aveva liberato l’umanità di un essere infido e insignificante, un vero parassita che spendeva tutto quello che guadagnava in gioco d’azzardo e che aveva approfittato della foto capitatagli tra le mani per venderla a quella rivista di merda – una risata cattiva gorgoglio dalla sua gola pregustando l’evolversi della situazione e attendendone impaziente l’epilogo.

La notizia della morte dell’attore si diffuse immediatamente. La polizia parlava di un incidente, furono sentiti i testimoni e siccome l’accaduto era stato ricostruito in maniera pressoché perfetta  e non erano stati rilevati particolari significativi il caso fu catalogato come tragico incidente. Il caso ebbe molto clamore perché naturalmente riguardava un divo di Hollywood e subito la sua vita e i suoi vari problemi vennero a galla insieme alla sua particolare predilezione per il gioco. Lind rimase scioccata nell’apprendere la notizia e il cellulare che aveva in mano le cadde sul marciapiede rompendosi in mille pezzi – Cazzo! – esclamò furiosamente guardando sconsolata i pezzi per terra.

– Ho bisogno di un nuovo cellulare! – gemette rivolgendosi distrattamente alla sua fedele segretaria che la seguiva come un’ombra – Oh Dio! E ora come faccio avevo tutti i numeri memorizzati! –

Lei sorrise enigmatica ed efficiente – dimentichi che faccio periodicamente un backup del tuo cellulare signora Lindsay! – sussurrò aggiustandosi gli occhiali sul naso con fare compito – quindi non appena le avrò recuperato un cellulare nuovo in pochi istanti sarà pronto per essere utilizzato – concluse sorridendo compiaciuta.

Lind la guardò stupita – Accidenti! Sei efficientissima! .. Bene allora torniamo in albergo e intanto ordina il cellulare prima che il mio manager chiami tutto il mondo credendo sia scomparsa dalla faccia della terra – esclamò salendo sull’auto della Produzione. Appoggiò stancamente la testa all’indietro sul sedile e guardò fuori dal finestrino ripensando alla notizia dell’incidente di Simon – Oh Dio! Non poteva crederci! Si erano visti il giorno prima alla riunione e al Bar dopo, lui l’aveva salutata sorridendo lanciandole un’occhiata ammaliatrice, il solito dongiovanni – pensò con tenerezza – era sempre stato gentile con lei e spesso l’aveva sorpreso a scrutare Matt con curiosità….ed ora lui era morto…finito sotto la metro! – sospirò tristemente scuotendo la testa e passandosi la mano fra i capelli. Poi ripensò alla notte trascorsa, quando Matt l’aveva stretta a sé con affetto e lei aveva accolto il suo amore con gioia, come una piantina appena nata, che attende il sole e l’acqua per poter germogliare e svettare orgogliosa insieme alle altre….. – peccato che lei aveva rovinato tutto! -…. Pensò socchiudendo gli occhi ed alcune rughe leggere comparvero intorno ai suoi occhi – si era voltata dall’altra parte silenziosamente. E quando lui si era addormentato ignaro, lei aveva pianto calde lacrime –  possibile che non riuscisse a guarire? Che si sentisse sempre, costantemente così inadeguata? Come se fosse un’aliena rispetto agli altri e non meritasse affetto? – sospirò tristemente, mentre con il dito disegnava forme circolari sul vapore che si era formato sul vetro del finestrino. D’un tratto ricordò che prima che il cellulare le scivolasse dalle dita,  aveva scorto una chiamata sul display e proveniva dal cellulare di suo padre – chissà cosa voleva! – si chiese amaramente realizzando che non attendeva più con ansia le sue notizie e probabilmente doveva ringraziare Matt per quello, lui ormai riempiva i suoi pensieri e la sua mente. Sorrise affettuosamente mentre il pensiero andava a lui, al suo sorriso e ai suoi occhi.

*****

Nicole sedette pallida e tremante sulla poltrona di pelle color crema della sua suite – non poteva crederci! Simon! – aveva la mente in subbuglio e si accese una sigaretta per calmarsi. Ma la sigaretta rimase nel posacenere a fumare da sola mentre lei, i gomiti sulle ginocchia, rimaneva con la testa fra le mani e con un’espressione inebetita che le contraeva il viso fissava senza vedere realmente il panorama della città che quel giorno si presentava scuro e ventoso – un incidente! – riflettè – che ci faceva alla metro? Evidentemente era rimasto ancora senza soldi – si disse abbassando lo sguardo e fissandolo ancora una volta sulla copertina della rivista scandalistica per eccellenza – cosa stava succedendo? Le sembrava che ci fosse qualcosa che le sfuggiva – si riscosse ed afferrò il cellulare mentre un pensiero si faceva strada nella sua mente, un pensiero orribile che le faceva tremare le mani mentre smanettava sul telefono e la faceva sudare freddo. Non attese molto, rispose al terzo squillo.

*****

– Dove sei? – la voce di Matt era smorzata e stranamente carica di tensione.

– Sto tornando a casa….Matt hai saputo di Simon? – fece lei ansiosa.

Lui strinse i denti – si – disse sospirando – Lind devo parlarti ..è urgente! – si rendeva conto che lei era solo spaventata e scioccata per la notizia della morte del loro collega ma non sapeva nulla della foto incriminata.

– Matt mi spaventi…cosa succede? Hai parlato con Quentin? Ci sono novità?

– Si ho parlato con lui e dobbiamo parlare  – fece con urgenza nella voce – è apparsa una foto su People, avvertì silenzio dall’altra parte e proseguì – ti prego di credermi si tratta di uno scatto vecchio, assolutamente non recente ok? – Il silenzio si protraeva, poi la voce rauca di Lind chiese – cosa c’è nella foto Matt? –

Matt chiuse gli occhi sentendosi mancare – me e Nicole – sibilò tra i denti, odiando ogni minuto di quell’atto avvenuto mesi prima e l’unica scusante che aveva era che era ubriaco e triste e l’aveva vista tra le braccia di quell’altro. Silenzio all’altro capo del telefono, si udiva solo il suo respiro poi – sto arrivando – con voce tesa e niente altro.

Un tramestio all’ingresso dell’ascensore gli fece capire che qualcuno era salito. Il segretario che al telefono stava organizzando degli appuntamenti per il giorno dopo alzò la testa e rimase interdetto: sulla soglia c’era Lind, ferma, con una rivista arrotolata in mano, sguardo di ghiaccio e un sorriso enigmatico.

– Lasciaci soli – sussurrò rivolta al ragazzo ma guardando fisso Matt, ancora quel sorriso inquietante stampato sul viso – adesso! – aggiunse sibilando voltandosi a guardarlo con sguardo duro. Prontamente lui raccolse le sue cose e si precipitò verso l’ascensore balbettando delle scuse.

Tornò a rivolgere lo sguardo su Matt, che strinse la mascella – Lind! Tesoro presumo abbia visto la foto – si avvicinò a lei e le si fermò davanti, lei era ancora ferma con le mani chiuse, tesa.

Lei sorrise e sollevò una mano per accarezzarlo. La sua mano sfiorò i capelli, poi scese lentamente ad accarezzare una guancia, mentre Matt la guardava con la fronte corrugata, poi la mano improvvisamente giungeva alla cintura del pantalone e strattonava bruscamente, sciogliendola.

– Lind!.. no! – esclamò Matt stringendo i denti.

– Andiamo! – rispose lei suadente continuando a sorridere mentre gli occhi rimanevano freddi come il ghiaccio.

– Cosa vuoi fare? Cosa vuoi dimostrare? – sibilò lui, la tensione ormai impossibile da reprimere stava sfociando.

– Lasciati andare – sussurrò lei lasciandosi cadere in ginocchio davanti a lui e cominciando ad accarezzarlo all’inguine.

– Per Dio Lind! Alzati! – esplose lui afferrandola sotto le braccia e trascinandola in piedi.

– Perché no? – urlò lei perdendo il controllo.

– Perché non devi dimostrare niente! Non lo capisci cazzo? – urlò lui frustrato – quella foto risale a qualche mese e anche se non rinnego niente del mio passato …beh! Non ne sono particolarmente orgoglioso…quella sera ero ubriaco ..e triste..e tu eri tra le braccia del tuo ex… – concluse brutalmente sincero – Lind… – cominciò lui avvicinandosi per abbracciarla, ma lei lo interruppe alzando le mani per allontanarlo.

– No – fece socchiudendo gli occhi – non fai che respingermi! – esclamò – ho bisogno di stare sola – esclamò a denti stretti. Si voltò e afferrando la borsa si precipitò verso l’ascensore. Matt rimase al centro della suite con le braccia abbandonate lungo i fianchi la guardava allontanarsi da lui e sentiva il suo cuore spaccarsi in mille piccolissimi pezzi di ghiaccio.

 

 

FINE 18° CAPITOLO

 

Questo racconto pubblicato a puntate è opera di fantasia di una fan della trilogia ’50 Sfumature di Grigio’ in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice  Alice Steward. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

 

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4 commenti

  1. Lory

    L’aspettavo cn trepidazione…….bello bello…. 🙂

  2. Antonella

    Senti alice ma pubblicarne uno al giorno è chiedere troppo????
    Bellissimo bravaaaaaaaaaaaaa