Il quattordicesimo capitolo della fan fiction ambientata nel dorato mondo di Hollywood.

Uno spaccato del dietro le quinte del film più atteso dalle fan della trilogia “50 Sfumature” scritto da Alice Steward.

Trovate QUI  il tredicesimo capitolo di questa storia che vede protagonisti assoluti la coppia di attori che interpreteranno Christian e Ana secondo la mente della sua autrice: Matt Bomer e Lindsay Lohan.

Lettura destinata ad un pubblico di soli adulti. Questo sito non si assume la responsabilità di lettura da parte di minori

14° CAPITOLO

– Bene! Finalmente una buona notizia! – esclamò Blair soffiando via una nuvola di fumo – sono felicissima che ti sia decisa a tornare a casa, tesoro! – aggiunse poi dolcemente.

– Lo so – rispose Lind facendo un sorriso forzato a beneficio dello schermo del cellulare – Blair – fece una pausa – è sparito dalla circolazione – disse lei, affrontando l’argomento, con voce carica di dolore – e io sono stanca di aspettare che si faccia vivo, appena terminate le riprese a Seattle mi trasferisco a New York, lascio Los Angeles – aggiunse tristemente.

– Organizzo tutto io, starai in un comodo loft sulla 5th avenue poi, dopo aver terminato alcuni lavori di ammodernamento, potrai trasferirti nel tuo – fece una pausa – non vedo l’ora di riabbracciarti tesoro! – le disse l’amica sorridendo con aria di affetto verso lo schermo.

Lind sentì il calore di quel sorriso travolgerla e riscaldarla – anche io – sussurrò – ora lasciami lavorare devo ripetere la parte altrimenti mi mandano fuori a calci per colpa tua – brontolò subito per timore di  apparire troppo sentimentale e chiudendo la comunicazione.

Sorridendo gettò il cellulare sul divanetto e pensò che stava facendo la cosa giusta. Voleva dare una svolta alla propria vita, era stufa di quel mondo falso, ipocrita e superficiale. Sarebbe tornata a New York e avrebbe aperto un’agenzia di moda, come sua madre le aveva sempre consigliato, e perché no? Avrebbe potuto disegnare lei stessa degli accessori e degli abiti, era necessario solo impegno e preparazione, le sarebbe piaciuto che Matt avesse condiviso la sua nuova vita…..pazienza! Avrebbe cominciato da sola – riflettè alzando il mento orgogliosamente, e buttando giù il Bellini che stava sorseggiando. D’un tratto squillò il cellulare e lei rispose automaticamente aspettandosi di sentire la voce del suo manager, invece la voce roca a sensuale di Gerard la colse di sorpresa.

– Tesoro! Finalmente riesco a sentirti! Dove sei? –

– Gerry!  – rispose sorpresa – sono a L.A. ma sono in partenza per Seattle – disse – dobbiamo girare alcune scene là, dimmi della tua esperienza africana cosa è successo?

– Casini assurdi tesoro! – rispose lui sospirando – il caldo era insopportabile e la mancanza di igiene quasi assoluta, per non parlare del fatto che dopo appena due settimane dall’inizio delle riprese la Produzione ha tagliato improvvisamente del 70 per cento il budget e ci hanno rispediti a casa e rimandato il tutto a data da destinarsi – un grugnito – odio quando accade.

Lo immaginò chiudere gli occhi per la rabbia.

– Pensa che in aeroporto mi hanno sequestrato un sacco di roba incluso il mio cellulare – aggiunse poi sconsolato – tesoro ho saputo del tuo incidente, mi spiace tantissimo avrei voluto essere con te – aggiunse tristemente.

Una risata amara le fuoriuscì dalla gola – mi fate morire tutti, continuate a parlare di incidente quando sapete benissimo che si tratta di tentato suicidio e tu più di tutti perché hai capito il motivo del mio gesto – fece lei digrignando i denti.

Un silenzio assoluto seguì.

– Ci sei? – chiese lei un po’ titubante.

– Si, – rispose lui con voce strozzata.

Lind chiuse gli occhi attendendo una risposta, non sapeva perché ma era importante per lei ricevere una replica.

– Lind ho bisogno di vederti, dove sei? –

– Gerry non è un buon momento…. Comunque sono in procinto di partire per Seattle, andiamo a girare là… quando torno ti chiamo ok? – disse con tono condiscendente.

– Non va per niente bene io ho bisogno di vederti subito, mi sento uno stronzo per Dio! E non puoi tenermi lontano… dimmi dove cazzo sei in questo momento! –

– Sono a casa ma ho il volo fra due ore – rispose lei a malincuore.

– Arrivo! – sussurrò lui chiudendo la comunicazione.

Scosse la testa gettando il cellulare nella borsa e si accese una sigaretta, aveva bisogno di riflettere. Nonostante la sua vita sempre vissuta al limite e senza barriere di sorta si era sempre ritenuta una persona capace di innamorarsi solo di una persona alla volta…eppure…il sentire la voce di Gerry le aveva procurato un piacevole formicolio lungo tutta la schiena, facendole venire alla mente i momenti più caldi dei loro incontri. Gemette mentre il suo corpo rispondeva suo malgrado a quei ricordi: i capezzoli le si erano inturgiditi e un calore le si era diffuso in mezzo alle gambe. Ricordava troppo nitidamente: il suo profumo Green Irish Tweed mischiato al suo odore di uomo che insieme creavano un mix esplosivo, le sue camicie sempre inamidate e calde perché a contatto con la sua pelle, e la sua pelle….il sapore della pelle…le mani grandi che la accarezzavano, le braccia forti che la stringevano…

– Basta! Doveva smetterla! – pensò chiudendo gli occhi con forza – non era il momento di incasinarsi la vita con altra merda! Adesso doveva pensare solo a terminare quel maledetto film e poi buttarsi tutto dietro alle spalle – decise – quando lui sarebbe venuto l’avrebbe trovata ferma e decisa a non cadergli ai piedi come era accaduto in passato – stabilì alzando il mento risoluta.

*****

Quegli scoop dovevano terminare subito e per questo motivo le sue telefonate sarebbero continuate, alla fine avrebbero capito che si trovavano di fronte a qualcuno pronto a tutto. Anche se sapeva che presto sarebbe dovuto passare dalle minacce ai fatti. Aveva progettato già tutto. Chiuse gli occhi sospirando. Sentiva tanto la sua mancanza, il suo profumo, il suo sorriso, il suo sguardo smarrito. Aveva dovuto mettersi da parte per tutti questi anni, ma ora era arrivato il momento di condividere le loro vite – decise mentre afferrava il cellulare e componeva il primo numero della lista.

Quentin fissava pensieroso il copione ma in realtà aveva la mente altrove. Il suono del cellulare lo riscosse improvvisamente.

– Ho visto un’altra rivista oggi e ho visto ancora una volta loro due abbracciati – sussurrò una voce profonda.

Un rivolo di sudore sentì percorrergli la schiena – Chi parla? – chiese il regista con voce stridula – Cosa vuole? – aggiunse indispettito.

– Non importa chi io sia, queste notizie false devono finire subito – disse la voce incattivita – non vorrete mica che qualcuno si faccia male vero? – aggiunse con tono minaccioso.

Nel silenzio carico di tensione che seguì Quentin poteva avvertire il suo battito cardiaco rombargli nelle orecchie, mentre cercava febbrilmente di pensare a qualcosa di sensato da rispondere pur realizzando che non c`era nulla di sensato nell`individuo che si trovava in linea in quell’istante – ascolta io non so cosa ti spinga….

–  Regista fai in modo che quelle voci scompaiano e non preoccuparti di altro – esplose la voce con tono rabbioso prima di chiudere la comunicazione lasciandolo in uno stato di assoluta frustrazione mista a profonda inquietudine. Chiuse gli occhi un istante cercando di afferrare qualcosa che sembrava sfuggirgli. Ma cosa? Perché aveva la sensazione che stava dimenticando un dettaglio di quella telefonata? Con la mente ritornò ad essa….la voce resa irriconoscibile, le parole pronunciate, cosa c`era che stonava? – si versò da bere con aria meditabonda e si accorse che gli tremavano le mani, lasciò il bicchiere sul tavolino da lavoro e afferrò il cellulare – doveva informare la Produzione – decise all`improvviso, anche se a malincuore, perché temeva di essere preso in giro e che il suo nome avrebbe fornito, argomento di cui ridere, a diverse persone lì ad Hollywood, ma non se la sentiva di tentennare e rischiare davvero che qualcuno potesse subire qualche malefatto per mano di quello squilibrato.

Mentre ascoltava squillare il cellulare in attesa che rispondessero Quentin rifletteva sulla telefonata di poco prima e non riusciva a togliersi dalla mente la strana sensazione che stava tralasciando un particolare che avrebbe potuto avere molta importanza – sospiro` mentre si apprestava a diventare lo zimbello del momento.

 

*****

Sentiva terribilmente la sua mancanza.

Qualsiasi cosa facesse o pensasse il pensiero andava a lei e spesso si ritrovava ad immaginare cosa facesse e con chi fosse, quell`ultimo pensiero lo faceva impazzire, l`idea che lei potesse passare del tempo con altri uomini era insopportabile per lui, per non parlare del bell`imbusto che l`aveva quasi portata al suicidio – Matt strinse gli occhi dolorosamente – erano giorni ormai che non la sentiva e avvertiva un vuoto che neanche la presenza dei suoi adorati ragazzi riusciva a riempire del tutto. Si diede del coglione. – perché aveva deciso di escluderla dai suoi problemi? D`istinto sapeva che lei l`avrebbe presa male e se lei avesse fatto qualche follia? Sarebbe stata solo colpa sua.

D`un tratto avvertì irrefrenabile il desiderio di chiamarla, di ascoltare la sua voce e di vedere il suo viso, il suo sorriso, e, come credeva, il suo sguardo cupo ed imbronciato, per essere incazzata nera con lui. Afferrò il cellulare ed avviò la videochiamata. Fremeva mentre attendeva che lei rispondesse. Il cellulare continuava a squillare ma lei sembrava non poter o non aver intenzione di rispondere. Si chiese in quale parte del mondo si trovasse, e subito dopo un altro pensiero fugace ma veloce e doloroso come una staffilata si affacciava alla sua mente….chissà se era sola….

 

*****

 

– Tesoro! Mi sei mancata! – la strinse a sé per qualche istante prima di decidersi a lasciarla andare, ma prendendola per mano la condusse all`ampio divano in pella bianca – lo so che hai il volo, non voglio farti arrivare in ritardo, dimmi solo come stai e che appena termini le riprese possiamo vederci – disse lui guardandola teneramente negli occhi – oddio! conosceva quello sguardo da maschio che faceva bagnare le mutandine di tutte le donne, quante volte lo aveva visto in azione e sapeva bene che se si fosse distratta anche solo per un istante e si fosse lasciata andare sarebbero finiti a letto insieme e lei si sarebbe ritrovata sazia ed appagata nel fisico ma vuota e spenta nello spirito. Perché quello era l`effetto che Gerard aveva su di lei, aveva il potere di annullarla, riusciva con enorme facilità e disinvoltura a dominarla sia a letto che fuori.

– Gerard… – esordi` lei.

– Chiamami Gerry – la interruppe lui con un sorriso malizioso – è così che mi chiamavi un tempo – aggiunse sornione tralasciando che quello era il nomignolo con cui lei lo apostrofava quando facevano sesso.

– Gerard – insiste` lei guardandolo dritto negli occhi – ti ringrazio per essere venuto, effettivamente ho attraversato un brutto periodo ma ora sto molto meglio e ne sto uscendo bene, lentamente, ma ne sto uscendo – terminò lei sorridendo tristemente.

– Perché? – chiese lui serio.

Alzò leggermente le spalle ed evito`accuratamente il suo sguardo penetrante – bella domanda! – sussurro` lei quasi a sé stessa – perché mi sentivo sola, abbandonata e triste, ed ero stanca di sentirmi così, mi sembra di essere sempre vissuta con questi sentimenti – disse alzando gli occhi su di lui.

– Abbandonata da me? – disse lui con voce strozzata mentre si portava la sua mano sul viso e la accarezzava dolcemente fissandola con occhi luminosi.

– Si, anche da te – sospirò lei guardandolo fisso nel volto decisa a non mentirgli – …..ma non solo – aggiunse sorridendo ironicamente tirando via la propria mano.

– Voglio rimediare Lind…. voglio dimostrarti che non sono uno stronzo senza cuore, che mi sei mancata e ti ho pensata tanto negli ultimi tempi .. dammi un`altra opportunità – aggiunse mentre si sporgeva su di lei e le accarezzava la gamba con la mano. A quel movimento il`suo profumo inebriante la colse inaspettatamente e le procurò un improvviso capogiro, Gerard era vestito con un completo blu di Tom Ford, una camicia bianca Valentino non completamente chiusa sul collo ma con un bottoncino sbottonato a far intravedere un po` del suo petto leggermente villoso e traspariva sesso allo stato puro, dallo sguardo infuocato alle mani grandi, che lei sapeva essere esperte, al delizioso profumo.

Per un breve, folle, intenso istante ebbe il desiderio di chiudere gli occhi e lasciarsi sommergere dalle inebrianti sensazioni che quell’uomo le procurava.

– Devo andare ora! – esclamo` lei alzandosi e riuscendo a liberarsi dall’incantesimo che l`aveva tenuta legata con filo invisibile su quel divano, mentre si accorgeva che il suo cellulare aveva preso imperiosamente a suonare.

– Scusa non voglio che tu faccia tardi a causa mia, lascia che ti accompagni in aeroporto con la mia auto – disse lui afferrando le chiavi dell’auto e cercando di dissimulare il suo disappunto. Ma Lind non lo ascoltava più, fissava lo schermo del cellulare con sguardo stupito.

– Ero tentata di non rispondere – disse con tono duro avviando la videochiamata e guardando verso lo schermo dove era apparso il viso di Matt.

– Lind! – lo sentì fremere mentre pronunciava il suo nome e vide i suoi occhi, cerchiati da macchie scure, sorridere sereni.

– Cosa? ….Lind cosa? – chiese lei con rabbia stringendo gli occhi come due fessure memore d`un tratto che lui per giorni aveva evirato ogni contatto con lei ed era sparito nel nulla senza uno straccio di spiegazione.

– Mi spiace tesoro ti giuro che ti spieghero` tutto non appena ci vediamo – disse lui velocemente quasi temesse che lei chiudesse la comunicazione – mi manchi da morire – sospirò guardando triste verso il display.

– Lindsay l`auto è pronta giù e i bagagli sono sistemati – disse Gerard con perfetto tempismo rientrando in casa. Lind chiuse gli occhi gemendo.

– oh Dio, si era completamente dimenticata di lui – diede un`occhiata verso il cellulare e si accorse che Matt l`aveva sentito e il suo viso era rimasto impietrito dalla rabbia.

– Bene vedo che non hai perso tempo! – sibilo` stringendo la mascella rabbiosamente – per Dio Lind! – aggiunse passandosi una mano fra i capelli.

– Non è come pensi – Gerry è venuto a prendermi per accompagnarmi in aeroporto – fece lei con tono altrettanto duro e vide un guizzo sulla mascella al sentirla usare il nomignolo per chiamare il suo ex amante – e poi davvero non capisco di cosa ti preoccupi visto che per settimane sei sparito dalla circolazione facendo chiaramente capire di non voler rotture di scatole – urlò quasi lei, mentre con la coda dell`occhio vedeva Gerard avvicinarsi sorpreso di vederla alterata.

– Digli che in aeroporto ci vai in taxi – fece Matt stringendo le labbra e lanciandole uno sguardo ammonitore.

– Neanche per sogno! – ribatte` lei con occhi che mandavano lampi.

– Fai come ti ho detto, altrimenti parto immediatamente e vengo da te – rispose lui con rabbiosa determinazione. – ti richiamo fra mezz`ora – aggiunse prima di chiudere la comunicazione.

Prese a camminare per l`ampio salone della suite – come si permetteva di comportarsi in quel modo? Improvvisamente scompariva nel nulla poi altrettanto improvvisamente ricompariva e si metteva a sbraitare ordini in giro – chi credeva di essere? Solo perché l`aveva aiutata in un momento terribile della sua vita non poteva assumere certi comportamenti – d`un tratto si fermò occhieggiando l`orologio e constatando che era tardissimo si voltò sospirando verso l`amico che la scrutava in silenzio. – Gerry ho cambiato idea tesoro preferisco prendere il taxi sai che non amo i saluti – disse afferrando la borsa dal divano e avviandosi verso l`ascensore.

– Aspetta! – disse lui raggiungendola e afferrandole un braccio – ti chiamo ok? – fece lui scoccandole un bacio impetuoso sulle labbra – va bene! – rispose lei mentre si afferrava al bavero della sua giacca per non cadere.

 

FINE 14° CAPITOLO

 

Questo racconto pubblicato a puntate è opera di fantasia di una fan della trilogia ’50 Sfumature di Grigio’ in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice  Alice Steward. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

 

Se vuoi inviarci la tua Fan Fiction a puntate leggi il regolamento cliccando QUI. Tutti i lavori dovranno essere in esclusiva, non saranno accettati lavori scritti da minorenni.

2 commenti

  1. benedetta

    nooooo non può finire cosi e troppo corto non puoi farlo più lungo? comunque brava brava 🙂