L’undicesimo capitolo della fan fiction ambientata nel dorato mondo di Hollywood.

Uno spaccato del dietro le quinte del film più atteso dalle fan della trilogia “50 Sfumature” scritto da Alice Steward.

Trovate QUI il decimo capitolo di questa storia che vede protagonisti assoluti la coppia di attori che interpreteranno Christian e Ana secondo la mente della sua autrice: Matt Bomer e Lindsay Lohan.

 

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Lettura destinata ad un pubblico di soli adulti.  Questo sito non si assume la responsabilità di lettura da parte di minori.

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11° CAPITOLO

L’interno del locale scintillava grazie a enormi specchi posizionati su tutti i lati. I muri erano colorati di rosso cremisi quasi fossero stati imbrattati di sangue da clienti particolarmente licenziosi ed euforici. Le luci erano soffuse e proiettavano, tutto intorno, ombre inquietanti di clienti, vestiti in maniera audace eppure elegante e sobria, intenti a ballare, flirtare e bere drink dall’aria ad alto tasso alcolico.

Sapeva che lei era lì e sapeva che era furiosa. Gli aveva inviato un sms con l’indirizzo preciso:

– Sei disposto a seguirmi alle porte dell’inferno? Club Passion Broadway Street. h. 23 p.m. mi trovi lì –

La musica impazzava nell’aria. Una vecchia canzone degli anni Ottanta.

She lit a cigarette, both hands behind her back, thought she was hungry, lack of choice saw to that

Only you can try to see, what I’m really like, she said, only you can understand, the way I fell tonight.

Un vivace chiacchiericcio di sottofondo. Si guardava intorno in cerca di lei, mentre alcune donne, accompagnate dai loro partners, gli si avvicinavano interessate. Faceva del suo meglio per scansare le loro mani che lo accarezzavano lievemente invitanti, e ad evitare le loro proposte sussurrate a mezza voce.

– Sto cercando Lind – disse quasi disperato ad una di queste donne, bellissima, vestita di un abito scintillante e succinto, truccata all’inverosimile.

La bionda dalle labbra carnose, dipinte di un rosso peccaminoso, lo guardò intensamente poi lo prese per mano e gli fece cenno di seguirlo, tacitamente.

Uscirono dalla grande sala per percorrere un lungo corridoio dagli stessi colori forti e con divanetti qua e là a spezzare la monotonia dell’arredamento in maniera armoniosa. Era inquieto. Sentiva sussurri e grida erompere dalle porte chiuse e si chiedeva a cosa addurle. Stringeva la mano della donna che gli camminava sinuosamente davanti mentre sentiva un senso di oppressione stringergli il petto: dove lo stava conducendo? – si chiedeva spasmodicamente –

She blamed excesses, on the American dream, so seldom witnessed never seen

Imagination could make a man of you, imagination could make me love you too, imagination is all I want from you

La donna si fermò davanti ad una di queste porte rigorosamente rosse con il pomello dorato e bussò lievemente. Poi entrò trascinandolo con sé. E la vide. Indossava guepierre e reggicalze di colore nero e una maschera argentata sul viso. Era sdraiata su un enorme letto al centro della stanza e legata ai polsi e alle caviglie con pesanti catene. Lei lo vide e lo fissò stringendo le labbra attraverso la maschera, sembrava a disagio. Lui si mosse verso di lei, ma fu fermato dalla donna che gli impose di fare silenzio posando l’indice con l’unghia laccata di rosso sulle labbra.

She lost her virtue, before she could write, I lost mine too, on my very first night with you

You’ll have to guide me, these impossibles schemes, you make me steal, unstealable things

Si guardò intorno e si accorse che altri individui assistevano alla scena, tutti indossavano maschere elaborate ed eleganti. Si voltò a guardarla ed ebbe un sussulto: due uomini completamente nudi si erano arrampicati sul letto vicino a lei a avevano cominciato ad accarezzarla lentamente. Fissava ipnotizzato le loro mani che si muovevano sui suoi capezzoli dolcemente fino a farli inturgidire, poi scendevano sui suoi fianchi pieni e sodi e le accarezzavano le cosce e giù verso le caviglie. Lei si contorceva per il piacere che quelle mani le procuravano ma continuava e tenere lo sguardo fisso su di lui.  Le mani scesero tra le gambe. E lei inarcò la schiena chiudendo gli occhi.

She blamed excesses, on the American dream, so seldom witnessed never seen

Imagination could make a man of you, imagination could make me love you too, imagination is all I want from you

Un suono strozzato si udì nell’aria. Tutti si voltarono a guardarlo e realizzò che era stato lui ad urlare. Si mosse velocemente verso il letto cercando il modo per sciogliere quelle catene e liberarla dalla prigionia.

– Lind… perché? – le chiedeva mentre tirava disperatamente le catene.

And she blamed excesses, on the American dream, so seldom witnessed never seen

Imagination could make a man of you, imagination could make me love you too, imagination is all I want from you

Lei continuava a fissarlo in silenzio, mentre quelle mani continuavano a procurarle piacere, incuranti della sua costernazione e dei suoi tentativi di liberarla. Strattonò più forte che potè e magicamente riuscì a liberarla, le catene rotolarono giù dal letto, scostò gli uomini che ormai gli si erano allungati addosso e afferratole la mano si mise a correre fuori dalla stanza. La musica continuava incessantemente.

Imagination, imagination, imagination, imagination, imagination, imagination,

Imagination, imagination, imagination, imagination, imagination, imagination.

Percorsero il lungo corridoio correndo, e sbucarono nella grande sala all’entrata del locale. Sentiva che lei inciampava sulle sue scarpe altissime, rallentò voltandosi a guardarla e d’istinto portò le mani sul suo volto e le strappò via la maschera, quasi con ferocia, voleva guardarla dritta negli occhi, sentì un brivido percuoterlo violentemente dalla testa ai piedi, quando scorse che quella donna non era lei…

Si svegliò di soprassalto e cercò di urlare, ma, pur spalancando la bocca, si accorse che nessun suono ne usciva. Si guardò intorno mentre si asciugava la fronte imperlata di sudore. Era circondato da persone sedute, intente chi a leggere chi a guardare fuori dall’oblò. Era in aereo. Sospirò sollevato posando la testa indietro sul sedile. Guardò fuori e vide le luci dell’Aeroporto Internazionale di L. A. brillare nella notte.

L’aria era calda e assolata. Lind rifletteva sull’sms ricevuto inaspettatamente: non sapeva che lui fosse tornato.

– Tesoro, problemi al film che stiamo girando, ho saputo solo ora del tuo incidente, sono appena tornato e ho tanta voglia di vederti, mi sei mancata. G. –

Indecisa se rispondergli o meno, si sdraiò sul lettino dei massaggi del suo centro estetico rimandando la decisione a dopo.

La Produzione aveva fissato, nella sede della Paramount, una riunione con i protagonisti principali, lo staff tecnico e gli addetti alle Pubbliche Relazioni. All’ordine del giorno c’era il lancio a livello mondiale del film, ormai in dirittura d’arrivo.

Per l’occasione aveva indossato un tailleur color panna Armani con micro gonna e giacca con grande apertura sul davanti che lasciava intravvedere abbondantemente il fatto che non indossasse nulla sotto, i capelli castani con lucenti striature di biondo acconciati in un severo chignon basso, grosse perle ai lobi e altissime Jimmy Choo argentate ai piedi. Scese dalla limo ed entrò nell’aria rarefatta della sala riunioni dove, si era tenuta solo qualche mese prima la presentazione, stranamente le sembrava fosse passata una vita da allora. Al suo arrivo tutti gli uomini presenti si alzarono in piedi con galanteria e diversi di loro le lanciarono sguardi ammirati. Lei li guardò uno ad uno finchè vide lui. Indossava un completo blu formale con camicia azzurra tutto di HM che faceva risaltare l’azzurro intenso dei suoi occhi, che in quel momento la fissavano con un misto di ammirazione e rancore, ai piedi Louis Vuitton della linea Richelieu Ocean Drive. Seduta di fianco a lui, vestita in modo imbarazzante di rosa cipria, c’era la Kidman in tutto il suo splendore che conversava animatamente e che sembrava non aver fatto minimamente caso al suo arrivo. Lind accigliata fissò intensamente la mano ingioiellata dell’arpia abbarbicata sulla manica di Matt, mentre si apprestava a sedersi e ad accavallare le gambe elegantemente. Matt si accorse del suo sguardo bellicoso e si spostò dall’altro lato, allontanandosi impercettibilmente dalla bionda partner.

Dopo i convenevoli alcuni esponenti dell’ufficio PR presero la parola per illustrare la campagna pubblicitaria su larga scala per l’uscita del film che era prevista, se le riprese terminavano in tempo, di lì ad un paio di mesi. Matt cercava di intercettare lo sguardo di Lind, seduta di fronte, ma lei non si voltò più dalla sua parte. Lind sapeva che lui la stava guardando e fremeva, eppure vederlo così vicino a quella arpia l’aveva resa irascibile. Inaspettatamente, durante una pausa, si schiarì la voce e si alzò in piedi richiamando immediatamente l’attenzione di tutti.

– Ho una domanda da fare – esclamò con voce stentorea guardandosi intorno con aria sicura – vorrei sapere di chi è stata la grande idea dello scoop del presunto triangolo amoroso creato ad arte che riguarda me, Matt e Nicole –

Il capo della produzione si mosse a disagio sulla sedia.

– Diciamo che è stata formulata da diverse persone – rispose cautamente – e devo dire che ha avuto un discreto successo, le tirature dei quotidiani che si sono occupate della notizia hanno avuto un’impennata del 2% sulle vendite – fece una pausa guardandola – senza parlare del fatto che la cosa ha accresciuto la curiosità della gente sull’uscita del film.. – concluse con tono più fermo.

– Bene vi informo, allora, che presto avrete un altro scoop su cui lavorare – fece una pausa deliberatamente per permettere che le sue parole rimanessero impresse nella mente di tutti – io e Gerard Butler, il mio ex compagno, torniamo a frequentarci – esclamò alzando il mento con aria di sfida inchiodando lo sguardo negli occhi di Matt, il quale impallidì chiudendo gli occhi in due strette fessure.

– Beh! Questo sì che è uno scoop! – affermò lui alzandosi in piedi e piegandosi in avanti poggiando le mani sulla lucida scrivania di cristallo – desidero essere il primo a congratularmi con te per il vostro amore resuscitato – continuò con tono beffardo mentre gli occhi lanciavano lampi – era arrabbiato e non faceva nulla per nasconderlo – vogliate scusarci signori – disse poi rivolgendosi alla platea – ma vorrei fare alla signora gli auguri di persona, come si conviene – esclamò con tono rabbioso porgendole la mano con il chiaro intento di condurla fuori dalla sala.

La trascinò fuori senza voltarsi neanche una volta, sicuro che se l’avesse fatto l’avrebbe strozzata su due piedi. Lei recalcitrava come un cavallo indomato e indomabile. Entrarono in un camerino e lui chiuse la porta dandogli un calcio senza lasciare la presa sul suo polso mentre si girava per fronteggiarla.

– Cosa pensi di fare con questa stronzata? – le gridò livido in volto a pochi centimetri dal suo viso.

– Io? E tu cosa pensi di fare con quella sceneggiata? – le rispose lei urlando infuriata.

– Hai sentito cosa ti hanno detto? E’ stata la Produzione a volere lo scoop finto, dovresti conoscerle queste cose, non sei una novellina – replicò lui furibondo – mentre il tuo amorazzo ritrovato con quello stronzo che ti ha fatto stare tanto male da spingerti a tentare il suicidio non lo è, mi sembra.. – terminò avvicinandosi ancora di più, troppo, si accorse un secondo dopo, quando sentì il suo profumo passare attraverso le narici e andargli direttamente alla testa.

– Dimmi sei stata già con lui? – le chiese visibilmente emozionato mentre poggiava le mani sul muro dietro di lei, ai lati della sua testa.

– No! – rispose lei, trattenendo il respiro, avvertendo, improvvisamente, quelle scariche elettriche che sembravano giungere da lui, attraverso un filo sottile ed invisibile, e attraversarle interamente il corpo. Ansimavano entrambi come corridoi impegnati in una maratona. Lui la guardò e la trovò bellissima e l’idea che quello stronzo avrebbe potuto averla tra le braccia fu un pensiero che gli ripugnava. Avvicinò la testa annusando il suo profumo. Lei si scostò violentemente. Allora lui fece scorrere le mani verso il basso e alzatole la gonna le afferrò le cosce fissandosele intorno ai fianchi. Lei sussultò per la sorpresa.

– Dimmi…avete già scopato? –  parlava con tono misto di rabbia ed eccitazione.

– No! – ripetè lei aggrappandosi alle sue spalle per non cadere e avvertendo eccitata la sua erezione. Lui abbassò la testa con furia e cominciò a stuzzicarle le labbra con la sua bocca, tenendole la mani sui glutei e lasciando che lei avvertisse quanto fosse eccitato. Lei gemette e alzò il viso a leccargli il collo, sapeva di buono, di pulito, di profumo speziato, di lui, una persona di cui istintivamente fidarsi. Perse la testa e cominciò a rispondere con foga al bacio. Con frenesia sempre più crescente si impossessò della sua bocca baciandolo in profondità mentre con le mani tirava la sua testa a sé. Anche lui gemette – Dio! Quanto gli era mancato! – e cominciò a muovere i fianchi imitando l’atto sessuale  percependo appena che la stoffa del perizoma era bagnato del suo umore femminile. Freneticamente lei riuscì ad abbassargli la lampo e ad afferragli l’uccello ormai durissimo, mentre lui riusciva a strapparle via quel che restava del perizoma. Ormai gemevano entrambi di eccitazione. Lui la sollevò ancora di più e la infilzò ferocemente col suo uccello. Poi, spostando i fianchi all’indietro, uscì da lei, lentamente, e la penetrò ancora con forza e ogni volta che lei cadeva su di lui sentiva il suo uccello penetrarla più in profondità, e ancora, voleva segnarla per sempre, voleva che ci fosse impressa sulla sua pelle, la sua firma, voleva che lei non potesse più dimenticarlo. I loro corpi sudati si sfregavano l’uno contro l’altro mentre lui la tempestava di colpi. Lui la baciava con foga sempre maggiore e lei lo accoglieva, stringendo le mani intorno alla sua testa, ben contenta di essere divorata. Si muovevano freneticamente e lei stringeva sempre più forte le cosce intorno ai suoi fianchi cercando di tenere il ritmo. Lui continuò a tempestarla furiosamente finchè sentì il suo orgasmo stringergli l’uccello spasmodicamente e allora si lasciò andare e venne anche lui con un suono animalesco che gli usciva dalla gola. Si appoggiarono, in quella posizione, contro il muro, ansimanti. Poi lentamente le fece scivolare le gambe verso il basso e uscì, a malincuore, da lei. Rimasero abbracciati per qualche istante, mentre entrambi cercavano di riprendere il controllo. Lui appoggiò la fronte su quella di lei in un gesto di incredibile dolcezza.

– Non sopporto l’idea che lui ti veda così – sussurrò appena contraendo la mascella, con gli occhi chiusi.

– Ed io non sopporto che tu mi tenga fuori dalla tua vita, ai margini – dichiarò lei alzando la testa per guardarlo dritto negli occhi.

– E’ questo quello che pensi? – disse lui – non è come credi Lind! Sto cercando di fare ordine nella mia vita e non immagini come sia difficile, ma ci sto provando! –

D’un tratto il cellulare di Lind cominciò a squillare. Lei lo cercò freneticamente nella tasca della giacca e, alzando lo sguardo su Matt, gemette quando vide chi la stava chiamando. Era Gerard.!

 

FINE 11° CAPITOLO

 

Questo racconto pubblicato a puntate è opera di fantasia di una fan della trilogia ’50 Sfumature di Grigio’ in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice  Alice Steward. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

 

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10 commenti

  1. benedetta

    BELLO FANTASTICO però troppo corto non lo puoi fare un pochetto più lungo? continua cosi BRAVA e stupendo….

  2. victoria

    Ho letto alcune righe, io non seguo questa fan fiction, ma ho notato che scrivi molto bene, quindi COMPLIMENTI davvero, coinvolgi molto!!! Ma una DOMANDA: sappiamo tutti che Matt è gay, con un compagno e con tre bambini e che mai e nessuno riuscirà a riportarlo a noi donne, quindi perché proprio lui?

    • alice

      perchè proprio lui mi chiedi?
      per tre motivi
      1 perchè si tratta di un romanzo, ok molto realistico, ma pur sempre un romanzo
      2 perchè trovo che bomer sia il personaggio più adatto per interpretare grey (non sto qui a snocciolare le similitudini che io vedo in entrambi perchè non voglio annoiarti)
      3 perchè, pur consapevole della sua identità sessuale, a volte non ti nascondo che rimango perplessa nello scorgere in lui alcuni sguardi come dire da macho? ecco l’ho detto!
      cmq ti ringrazio e spero di essere stata esauriente

      • victoria

        Si, grazie ho capito le motivazioni e sei stata molto precisa, è il tuo punto di vista e posso capire come la vedi!

  3. cris

    Bello bello bello, appassionante. Si sa’ che questo non potrà accadere nella realtà ma non si fa’ peccato sognare un po’. Brava sono curiosa di sapere come prosegue la storia.

  4. Elisa

    Andiamo avanti??? 😀 mi piace un sacco, davvero!!! Bravissima!!! Aspetto il prossimo!! 😉