Il decimo capitolo della fan fiction ambientata nel dorato mondo di Hollywood.

Uno spaccato del dietro le quinte del film più atteso dalle fan della trilogia “50 Sfumature” scritto da Alice Steward.

Trovate QUI il nono capitolo di questa storia che vede protagonisti assoluti la coppia di attori che interpreteranno Christian e Ana secondo la mente della sua autrice: Matt Bomer e Lindsay Lohan.

 

[warning]Lettura destinata ad un pubblico di soli adulti. Questo sito non si assume la responsabilità di lettura da parte di minori[/warning]

10° CAPITOLO

– Che significa che “devi” partire per New York? – esclamò Lind con tono spazientito, calcando la voce sul verbo, guardando lo schermo del cellulare.

– Significa quello che ho detto – rispose Matt con il tono paziente che la faceva uscire fuori dai gangheri perché sembrava stesse parlando con una adolescente. – devo tornare a casa perché i ragazzi hanno bisogno di me – spiegò – la fine dell’anno scolastico è un momento delicato e devo stare loro vicino il più possibile, Simon purtroppo è fuori per un convegno e non voglio delegare tutto alla tata – sospirò tristemente – tesoro… lunedì sarò sul set e staremo insieme – aggiunse con tono incoraggiante che però non ammetteva repliche.

Lind fissò il display con espressione mesta, al sentire la frase “tornare a casa” si era sentita accapponarsi la pelle”, non voleva che lui fosse costretto a scegliere tra lei e la sua famiglia, ma sentiva che presto questo sarebbe dovuto accadere. E si sentì d’un tratto triste. Guardò per qualche istante i suoi occhi, le sue iridi chiare, sincere e affettuose.

– Ok! – biascicò infine controvoglia chiudendo la conversazione.

Non pensare..non pensare…non pensare… continuava a ripetersi la litania in mente accendendosi una sigaretta.

Ma la sua mente sembrava vivesse di vita propria e le faceva affiorare immagini e sensazioni che voleva tenere lontani. Chiuse gli occhi ricordando il momento in cui lui le aveva confidato di essere innamorato di lei. Sospirò sentendo il fumo bruciarle i polmoni, proprio come quella frase le aveva bruciato l’anima. Era rimasto a scrutarlo sorpresa per qualche istante e poi l’aveva abbracciato e stretto a sé sentendo un groppo che le chiudeva la gola. Lui dispiaciuto dal suo silenzio aveva risposto esitante all’abbraccio,  prima di essere interrotti da voci che dal basso invocavano a gran voce la loro presenza. Con imbarazzo si erano separati e si erano avviati verso la combriccola al ponte sottostante. Non era riuscita a spiccicare parola. E da quel momento l’aveva sentito più silenzioso accanto a sé, sempre gentile e premuroso, ma silenzioso.

Spense la sigaretta nel posacenere di cristallo e si alzò dal divano bianco della sua suite. I ciak erano proseguiti nei giorni successivi, loro avevano avuto poco tempo per stare insieme e si erano visti poco fuori dal set. E poi quella telefonata nella quale la informava che partiva e tornava a casa per il week end. Si morse il labbro inferiore pensierosa. Chissà come avrebbe reagito se si fosse presentata a casa sua, per conoscere i suoi ragazzi. Aveva un gran desiderio di conoscerli, lui ne parlava sempre con un tale affetto e gli occhi gli luccicavano quando parlava con loro al telefono. Se era vero che era innamorato non poteva che fargli piacere condividere la sua vita privata con lei, era stanca di vederlo nei ritagli di tempo e di vivere ai margini della sua vita – pensò sbuffando – avrebbe preso il primo volo e l’avrebbe raggiunto – decise improvvisamente chiamando il suo manager per annullarle gli appuntamenti per il week end.

Nel suo attico, Quentin sospirò sedendo sulla poltroncina posizionata ad arte sull’enorme spazio esterno disseminato di alte piante tropicali e punteggiato qua e là da piccole ed eleganti lampade che diffondevano tutto intorno una luce calda e soffusa. Quella notte non era dell’umore giusto per contemplare il panorama mozzafiato di Hollywood di notte. La telefonata di qualche ora prima l’aveva reso inquieto e irritabile. La produzione lo aveva informato che avevano deciso di dare una svolta alle notizie messe in giro ad arte, incrementando i gossip in giro, e creando una storia fasulla, in questo caso un menage a trois tra i tre protagonisti principali, sicuri che avrebbero aumentato il parossismo per l’uscita del film nelle sale cinematografiche. A lui non piacevano quelle manfrine, perché non si poteva semplicemente girare le scene e partire con il tam tam degli spot e delle uscite sui rotocalchi? Perché si dovevano inventare queste storie assurde che serviva solo ad attirare frotte di persone morbose e ossessive interessate più al gossip che al film stesso? Continuò a sorseggiare il bellini lentamente,  riflettendo mestamente, poi si alzò, e non avendo trovato risposte alle sue domande, decise di andarsene a letto, chiudendo fuori dalla porta a vetri i profumi e i colori della notte.

*****

 

Era arrivata a New York. Erano le prime ore della giornata. Il cielo cominciava a colorarsi di un azzurro tenue e tutto intorno cominciavano a brulicare persone. La città riprendeva lentamente vita. C’era chi indaffarato si apprestava a raggiungere i luoghi di lavoro, chi si apprestava a percorrere i consueti chilometri nel traffico cittadino per l’abituale allenamento quotidiano, mentre, altri ancora, rientravano dai bagordi o dai lavori notturni.

Lind scese dall’auto ed entrò nell’albergo dove era stato prenotata, a suo nome, una suite dalla sua fedele e insostituibile segretaria. Era euforica per la decisione presa e non vedeva l’ora di rivedere Matt.

Mentre attendeva che sbrigassero velocemente le formalità alla reception l’occhio le cadde su alcune riviste in bella mostra per la clientela. Sorrise dietro i suoi occhiali scuri riconoscendo i volti: lei e Matt sorridevano sulla copertina di una nota rivista di spettacolo. Cominciò a sfogliare oziosamente le altre riviste finchè la vista di un noto quotidiano locale di gossip le fece gelare il sangue nelle vene: Matt e Nicole erano stati fotografati abbracciati insieme. Scorse freneticamente l’articolo che preannunciava un pettegolezzo dell’ultima ora, ricco di particolari succulenti parlava di un probabile flirt tra l’attore Matt Bomer (ma non era stato visto in compagnia della bellissima Lindsay Lohan?) e la bella Nicole Kidman entrambi impegnati nelle riprese del film 50 sfumature di grigio.

Lind non era una novellina, bazzicava le scene da troppo tempo per non conoscere i meccanismi e i retroscena nel mondo del cinema. Sapeva che certe notizie uscivano perché “dovevano” uscire e che l’ufficio pubbliche relazioni lavorava alacremente per creare la giusta e considerevole aspettativa per riempire i botteghini all’uscita della pellicola. Tuttavia un formicolio le pizzicò la nuca quando vide la data riportata sotto la foto, era stata scattata la sera prima, durante l’inaugurazione di un noto locale sulla 5th Ave a Manhattan gestito da Jack Nicholson. Non riusciva a staccare gli occhi dalle loro braccia intrecciate e dai loro visi che il flash aveva immortalato mentre si guardavano con espressioni amorevoli e affettuose. Gettò, con stizza, il rotocalco sul bancone della reception. Cosa avevano in mente quella della Produzione? Buttarli in pasto ai giornali con un menage? E Matt cosa aveva in mente? Perché non l’aveva informata dell’evento al quale aveva partecipato la sera precedente? Una moltitudine di domande le affollavano la mente lasciandola confusa ed infelice. Si allontanò accendendosi una sigaretta. Quella foto le balenava continuamente davanti agli occhi come una lama a lacerarle l’anima.. Non poteva farne a meno si sentiva tradita, leggeva nei loro sguardi la confidenza di due persone che si erano conosciute intimamente, e non avevano paura di dimostrarlo al mondo intero, sfacciatamente. Almeno così le sembrava. Decise in fretta. Si fece avere una carta da lettera da far recapitare immediatamente ed informò lo staff della sua decisione di tornare a casa.

– Papà facciamo un altro giro in bici? – chiese Kit alzando lo sguardo speranzoso verso Matt.

– Ora dobbiamo rientrare, ma se ti comporti bene dopo pranzo facciamo un altro giro ok? – rispose lui scompigliandoli i capelli scherzosamente mentre rientravano in casa.

– Ora doccia e poi merenda! Di corsa! – lo esortò mentre si avviava in camera sua, e lo sentì ridacchiare felice e parlottare in modo affettuoso con i fratelli più piccoli che gli erano andati incontro. Nonostante fosse contento di stare con i suoi ragazzi si sentiva insoddisfatto. Sentiva terribilmente la mancanza di Lind. L’aveva vista la sera prima in una lunga videochiamata e non vedeva l’ora di rivederla quella mattina. Una strana inquietudine l’aveva assalito quando prima, nel tentativo di chiamarla, aveva trovato il suo cellulare spento. Ma decise di non farsi assalire da tristi ed inutili pensieri molesti, sicuramente lei era impegnata e aveva dovuto spegnerlo. Uscendo dalla doccia si ritrovò a canticchiare una canzone che a Lind piaceva molto di George Michael, il cui titolo gli sfuggiva pensò corrugando la fronte. Scese verso il salone e trovò i ragazzi intenti a una delle loto attività preferite colorare le riviste con le foto del loro padre.  Sorrise affettuoso avvicinandosi a loro e facendo scivolare Henry sulle sue gambe.

– Papà chi è questa donna? – gli chiese Walker strattonandogli la manica della camicia più per attirare la sua attenzione che per la curiosità di sapere.

– Un’amica tesoro! – rispose lui distrattamente occhieggiando le notizie dal megaschermo di fronte al divano.

– Non è bella come l’altra – insistette il piccolo deciso a non mollare ed ottenere la sua dose di attenzioni paterne.

Matt si voltò a guardarlo sorpreso e si accorse della foto che campeggiava sul quotidiano famoso per gli scandali della mecca dorata del Cinema. La foto raffigurava lui e Nicole al party della sera precedente.

Lesse stupito e amareggiato l’articolo. Prese il cellulare e cercò di contattare il suo manager e Quentin senza riuscirci. L’inquietudine aumentò: e se anche Lind avesse letto l’articolo? Avrebbe capito che si trattava della solita merdaccia creata ad arte? Provò il suo numero, ma il cellulare di Lind risultava ancora spento. Il campanello di casa squillò. Matt chiuse gli occhi alla follia del suo compagno megalomane che aveva scelto come suoneria di casa l’aria di Nessun dorma di Puccini. La sua domestica lo informò di un corriere alla porta con una missiva per lui. Matt prese la lettera mentre l’inquietudine aveva ormai preso il sopravvento facendogli tremare le mani per l’apprensione. – Nell’era della tecnologia chi mandava ancora lettere con corrieri? – Si chiese sorpreso.

La busta conteneva una foto, quella apparsa sul New York Post e una lettera bianca, al centro una frase in corsivo con scrittura minuta ed elegante “divertito?”.

Non c’era bisogno di chiedersi chi fosse. Ora aveva la risposta alla sua domanda, sapeva chi utilizzava corrieri e lettere per comunicare con lui: chi voleva tagliare i ponti, inesorabilmente e per sempre.

Fu preso da un moto di rabbia. – Se pensava di liquidarlo così velocemente si sbagliava di grosso, l’avrebbe raggiunta e posta di fronte alla realtà. Sentiva la necessità di guardarla negli occhi per capire una volta per tutte quali erano i suoi sentimenti verso di lui, perché era piena di contraddizioni, perchè un momento si comportava come se non fosse interessato a lui ed un momento dopo si comportava come una moglie tradita e afflitta! – al diavolo i gossip, la stampa, la Produzione e il film in lavorazione, sentiva il bisogno di mettere un po’ di ordine nella sua vita e voleva partire proprio dal rapporto con lei – pensò gettando un paio di camicie nella valigia e preparandosi mentalmente ad affrontare l’ira del compagno ed i lacrimoni dei suoi ragazzi alla notizia della sua partenza.

Stanca per il viaggio si buttò sul letto dove piombò in un sonno profondo. Fu svegliata da uno squillo insistente e fastidioso, il suo telefono di casa suonava incessantemente. Chiuse gli occhi gemendo sperando che smettesse. Si trascinò sotto la doccia e vi rimase a lungo beandosi dello scroscio dell’acqua fresca sulla pelle. Si asciugò nervosamente e accese il cellulare che nelle ultime ore era rimato spento, immaginando conseguenze apocalittiche al suo gesto, appuntamenti saltati e quant’altro perché né il suo manager né la sua segretaria avevano potuto mettersi in contatto con lei nelle ultime ore. Trovò una miriade di notifiche, telefonate, videochiamate e messaggi. Il cuore prese a batterle furiosamente quando scorse diversi sms e mms da parte di Matt. L’ultimo risaliva a qualche ora prima.

– Lind sto arrivando, ti spiego tutto di persona… vedi di farti trovare! Matt –

– Bene! – pensò stringendo il cellulare fra le mani per la rabbia – ti aspetti che io scappi invece ti aspetto con trepidazione! – urlò scagliando il telefono sul divano e avviandosi in camera per rivestirsi.

 

 

FINE 10° CAPITOLO

 

Questo racconto pubblicato a puntate è opera di fantasia di una fan della trilogia ’50 Sfumature di Grigio’ in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice  Alice Steward. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

 

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5 commenti

  1. monica

    mi piace tanto ma… é troppo corto!! di più di più

  2. Benedetta

    BELLO BELLO ma è troppo corto uffi un altra settimana? Nooooooo comunque brava davvero tanto….

  3. Matteppa

    ero rimasta al IX capitolo….continua continuaaaaa