Fan Fiction! Christian Grey e Anastasia Steele il film – VIII° Capitolo

I’ottavo capitolo della fan fiction ambientata nel dorato mondo di Hollywood.

 

Uno spaccato del dietro le quinte del film più atteso dalle fan della trilogia “50 Sfumature” scritto da Alice Steward.

Trovate QUI il settimo capitolo di questa storia che vede protagonisti assoluti la coppia di attori che interpreteranno Christian e Ana secondo la mente della sua autrice: Matt Bomer e Lindsay Lohan.

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8° CAPITOLO

Era il giorno di Natale. Lind parcheggiò la Saab davanti all’entrata della maestosa villa nella quale il padre era andato a vivere dopo la separazione. Salì gli scalini e il vecchio maggiordomo, di cui non ricordava mai il nome, la fece accomodare informandola che suo padre era ancora a letto. All’interno l’aria era piacevolmente fresca in confronto alle temperature desertiche che imperversavano fuori. Attraversò l’ampio patio ammirando come sempre la cupola di vetri colorati che adornava l’alto soffitto e si avviò su per le scale verso le camere da letto. Canticchiava tre sé una canzone che aveva ascoltato allo stereo. Giunse alla porta della camera paterna e si fermò: cigolii e gemiti si udivano provenire soffocati e attutiti dall’interno. Bussò. I rumori smisero magicamente. Dopo qualche istante la porta si aprì e apparve Gwen, la nuova giovanissima fidanzata di papà, che richiuse la porta dietro di sè. Aveva le labbra rosse e leggermente gonfie, era spettinata e vestiva solo una camicia maschile e appariva enormemente a disagio. Tuttavia si illuminò quando la vide e la salutò con affetto abbracciandola.

– Buon Natale tesoro!- le sussurrò piano sciogliendosi dall’abbraccio

– anche a te Gwen – rispose lei un po’ goffa e rigida – mio padre è ancora a letto? – chiese cercando di non pensare ai rumori uditi prima

– ehm..si… sai ieri siamo rientrati molto tardi e stamane ha deciso di dormire un po’ di più – rispose lei mentre le gote le si arrossavano leggermente –

Lind cercò di non guardarle le labbra e alzò lo sguardo verso gli occhi – gli ho portato un regalo – disse sorridendo tristemente mentre pensava tra sé che le sarebbe piaciuto semplicemente volare via e non trovarsi in quella situazione assurda – pazienza glielo darai tu – aggiunse alzando le spalle e porgendole un pacchetto 

– oh Lind! Tuo padre ne sarà felicissimo!.. sicuramente quando sarà sveglio ti chiamerà per ringraziarti, tesoro! –

Lind si limitò nuovamente a scrollare le spalle

– vado ora …ancora auguri e a presto – salutò Lind avviandosi verso le scale

– a presto Lind! – salutò la ragazza con tono vagamente sollevato

Scese al piano terra. Il maggiordomo sembrava essersi volatilizzato. Aprì la porta e una ventata di aria calda e umida la investì. Salì sull’auto e accese lo stereo soffiandosi una ciocca di capelli dagli occhi. Si accese una sigaretta aspettando che le lacrime, che minacciavano di spuntare, si ritirassero in buon ordine. Soffiò il fumo fuori dal finestrino e mise in moto, uscendo dal viale.

Fu l’ultima volta che vide quella casa.

Il Viper Room era pieno zeppo di giornalisti accorsi alla notizia del rientro di Lind dopo quello che eufemisticamente tutti chiamavano “incidente”. L’attenzione dei media verso il film era ormai altissimo e l’ufficio stampa della Produzione aveva fatto un ottimo lavoro organizzando un party la sera prima che riprendessero i ciak. Il cast era quasi al completo c’erano James Franco e Scarlett Johansson rispettivamente interpreti di Josè Rodriguez e Kate Kavanaugh amici di Anastasia Steele, Ryan Reynolds e Liam Neeson rispettivamente Elliott Grey e il Dr. Flynn. Perfino la Kidman si era tirata a lucido per la serata. Un lungo applauso scrosciò all’entrata di Lind sul palco, che, per l’occasione, era stato allestito come una enorme stanza rossa con tanto di catene di cristallo che pendevano dal soffitto alle quali erano sospese delle ragazze in completi di pelle nera e bende sugli occhi. Quentin appariva rilassato. L’aveva stretta forte quando l’aveva vista, quasi emozionato

– tesoro! Sono felice di vedere che stai bene! – le aveva sussurrato all’orecchio.

Lei aveva risposto all’abbraccio con slancio.

– grazie! Ne sono felice anche io – aveva risposto riprendendo il tono ironico di sempre

Quella sera indossava un abito rosso corallo senza spalline della Dior Couture, con corpetto attillato e gonna lunga e ampia, ai piedi un paio di altissime Manolo Blahnik e i capelli pettinati in un morbido chignon basso. Ai lobi e al collo una semplice e preziosa parure di perle e diamanti.

Sentì il cellulare vibrare nella pochette Chanel dello stesso colore del vestito.

– dove sei? – la voce tesa e ansiosa.

– Matt! – esclamò lei – sono al Bar – tu dove sei?..qui stasera c’è una tale bolgia! –

– arrivo! – sussurrò lui chiudendo la comunicazione.

Dopo qualche istante sentì che lui era lì prima ancora di sentire la sua mano sfiorarle la spalla nuda. Avvertì il suo profumo muschiato e sentì un brivido correrle dietro la schiena.

Alzò lo sguardo sullo specchio del Bar davanti a lei e lo vide, bello come il sole: vestito con un abito scuro e una camicia di un azzurro pallido tutto di Armani e la cravatta rigorosamente grigia, sembrava che tutto fosse stato scelto per far risaltare l’azzurro intenso dei suoi occhi. I loro sguardi si incontrarono e rimasero agganciati come magneti. Gli sorrise.

– leviamo le tende bellezza – sussurrò piegandosi all’orecchio con uno scintillio negli occhi.

In collina l’aria era talmente umida che sembrava stillassero lacrime dal cielo nero come la pece. Lind fermò l’auto lungo il limitare di un precipizio, senza spegnere il motore. E la città fu ai loro piedi distesa come un enorme tappeto di velluto nero sul quale un mago distratto aveva fatto cadere centinaia di gemme preziose dai mille colori che scintillavano nella notte.

Lind si sentì mozzare il respiro a quella vista. Si voltò verso Matt e si accorse che la stava guardando con occhi splendenti.

Lind sorrise mordendosi il labbro inferiore. Quando Matt stette per parlare. Lei gli posò delicatamente un dito sulle labbra. Premette un tasto e dalle casse dello stereo uscirono le note di una canzone. Scese e andò a posizionarsi di fronte all’auto in modo da trovarsi illuminata dai fari. Le note di Makin’ Whoopee cantata da Michelle Pfeiffer si diffusero tutto intorno creando un’atmosfera irreale. Matt si sollevò e sedette sulla spalliera del sedile con sguardo interrogativo.

Another bride, another June, another sunny – honeymoon….another season, another reason, for makin’ whoopee

le mani di Lind si muovevano lente e sensuali sul corpo, a mimare un sensuale striptease, mentre si voltava di spalle e lentamente abbassava la cerniera del vestito che indossava. Si fermò a metà e si voltò a guardarlo da sopra la spalla sorridendo maliziosa, poi si rivoltò e proseguì lentamente.

A lot o’ shoes, a lot o’ rice…. the groom is nervous ….he answer twice, it’s really killin’, that he’s so willin’, to make whoopee

Il vestito lentamente scendeva scivolando lungo i fianchi e lungo le gambe inguainate da calze autoreggenti di pizzo bianco.

Picture a little love nest, down where the roses ciling. Picture the same sweet love nest, see what a year can bring

He’s washin’ dishes and baby clo-othes he’so ambitious he even sews but don’t forget folks, that’s what you get folks, for makin’ whopee

L’abito finì la sua corsa per terra raccogliendosi intorno alle caviglie scoprendo la finissima biancheria che Lind indossava: un trasparente e aderente babydoll bianco ricamato da piccole semplici margherite, le sottili spalline che mettevano in evidenza le spalle vigorose ma femminili di Lind e il sottilissimo perizoma bianco che si intravvedeva in controluce.

He’s washin’ disse and baby clo-othes he’so ambitious he even sews but don’t forget folks that’s what you get folks, for makin’ whoopee

Lind si voltò lentamente e uscendo dall’abito sulle altissime scarpe che indossava, dello stesso colore rosso corallo dell’abito e decorate con delle enormi e stilizzate margherite, sorridendo, fece cenno, con l’indice a Matt di avvicinarsi. La canzone era terminata.

Matt spense il motore. Di colpo il silenzio rimbalzò tutto intorno come una detonazione. Scivolò fuori dall’auto e si avvicinò a lei con gli occhi che brillavano.

Lind si sedette sul cofano lucido dell’auto e gli porse la mano mentre allargava le gambe per avvicinarlo a sé. Le luci della città sembravano risplendere sulla sua pelle.

– Lind sei bellissima! – esclamò lui con voce roca.

Lei sorrise in risposta. Si guardarono per un lungo istante. Poi Matt lentamente abbassò il viso e cominciò a baciarle un angolo della bocca ansante e umida, poi passò all’altro angolo della bocca, lentamente. Senza fretta passò la lingua sulle labbra e cominciò a leccarle e a succhiarle come fossero gustosi frutti maturi. Lind gemette. Lui continuò la lenta e sensuale danza della lingua sulle sue labbra: leccava e succhiava e assaporava con gli occhi chiusi. Lind presa dalla smania afferrò il bavero della sua giacca e tuffò la bocca nella sua, in un bacio profondo e appassionante, scendendo all’indietro e stendendosi completamente sul cofano trascinandosi Matt sopra. Anche Matt gemette: vederla così vestita con quella biancheria raffinata, bellissima, vogliosa e provocante sul cofano dell’auto, solo per lui fu una visione che gli provocò una incredibile eccitazione. Lei l’aveva baciato! – riuscì a realizzare – Era esultante e questa consapevolezza gli diede ancora più carica e si abbandonò completamente al bacio mentre con le mani accarezzava le sue gambe lisce e profumate. Affondò la lingua nella sua bocca e continuò a baciarla… e ancora…. e ancora… e sentiva che lei rispondeva con ardore come se fosse assetata dopo un lungo viaggio nel deserto e solo lui potesse dissetarla. Si staccarono con le labbra, ansanti, mentre si frugavano addosso per la smania che avevano di accarezzarsi. Lind abbassò la cerniera del pantalone e sfiorò l’uccello già duro mentre Matt si inginocchiava e lentamente le sfilava il perizoma bagnato del suo umore e cominciò a sfiorarle il clitoride prima delicatamente e poi con decisione sempre maggiore sentendo in lei montare l’eccitazione.

– Matt prendimi ..ti prego! – esclamò lei socchiudendo le gambe e inarcando la schiena

– dimmi cosa vuoi?! …dimmelo Lind! – sussurrò lui mentre muovendo i fianchi la accarezzava col suo uccello.

– voglio che mi scopi! Ora ti prego! Ho tanta voglia che mi scopi! – esclamò lei ansante mentre abbassava la mano e bagnatosi un dito del suo umore lo passava sulle sue labbra e poi alzatosi leggermente gli afferrava la testa e lo baciava leccandone via tutto. Questo gesto gli fece perdere la testa del tutto, le afferrò i fianchi e cominciò a penetrarla prima lentamente e poi con piccoli colpi fino a che arrivò a penetrarla completamente. Lei piegò le ginocchia puntando i tacchi contro il cofano e lo circondò con le gambe. Lui cominciò a martellarla di colpi via via sempre più energici e violenti. Mentre lei avvinghiata con le mani ai suoi glutei sodi accoglieva i colpi gemendo eccitatissima. Nel buio e nel silenzio della notte loro sembravano brillare per l’eccitazione e il calore che sprigionavano. Nell’aria si udivano i toni sommessi uscire dalle loro gole. Finchè con un urlo primitivo Lind venne ripetutamente seguita da lui che venne articolando frasi incomprensibili e che si accasciò stremato su di lei. Dopo qualche istante ancora ansante si rialzò preoccupato di farle male con il peso del suo corpo e vide il suo sorriso sornione

– tutto bene? – chiese Matt sorridendo ancora trafelato.

– certo! – esclamò lei con occhi scintillanti.

– tesoro credo che abbiamo rovinato la tua auto – fece lui ridendo allegramente occhieggiando distrattamente i profondi graffi solcare il cofano lucido.

– sai una cosa? – disse lei avvicinando il suo viso – non me ne importa un accidente! – fece scoppiando a ridere anche lei.

E stesa sull’auto, nuda, in mezzo al deserto, nel cuore della notte, Lind pensò che si sentiva felice e appagata come non si era mai sentita e si stupì di questo. Si chiese perché quella scopata l’aveva colpita così tanto. Guardò il viso bellissimo e sorridente di Matt steso ancora dentro di lei e che non sembrava avere nessuna voglia di uscirne e realizzò che era la prima volta, da tantissimo tempo, che faceva sesso con una persona pur essendo assolutamente  e completamente sobria.

Poi d’un tratto sentì un brivido: merda! Si era innamorata!

 

FINE 8° CAPITOLO

 

Questo racconto pubblicato a puntate è opera di fantasia di una fan della trilogia ’50 Sfumature di Grigio’ in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice  Alice Steward. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

 

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15 commenti

  1. Desi

    Ammiro davvero la tua “audacia” nel proporre una cosa così originale. FOTTITENE delle critiche e proponi il tuo lavoro. Solo il tuo. Chi critica la fantasia altrui non ne ha mai avuto una sua.

    • Lory

      Buon pomeriggio…..vi dico solo che…”vorrei essere Lind” 🙂 🙂

    • Ana x

      Brava Desi! Concordo con te! Se hai questa fantasia è giusto che tu la metta nero su bianco!

  2. Benedetta

    Bravissima. Non vedo l ora di leggere l altro capito e fantastico….

  3. Lory

    Buon pomeriggio…..vi dico solo che…”vorrei essere Lind” 🙂 🙂

  4. Stefania

    Ho sempre letto ma non ho mai commentato, oggi mi sono decisa e ti dico brava,brava,brava!!!!

  5. Peppa Pig

    Bè che dire sei sempre piu’ brava complimenti non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo 😉

  6. cris

    Bella storia. Anche io mi innamorerei di Matt, sai che sforzo!!!!l!

  7. Elisa

    E alloraaaaaaaaaa…..brava brava non vedo l’ora di vedere come procede!!!
    Cmq per la cronaca pure io vorrei essere Lind! 😉
    Spero arrivi presto il seguito…………….. 😀