Il settimo capitolo della fan fiction ambientata nel dorato mondo di Hollywood.

Uno spaccato del dietro le quinte del film più atteso dalle fan della trilogia “50 Sfumature” scritto da Alice Steward.

Trovate QUI il sesto capitolo di questa storia che vede protagonisti assoluti la coppia di attori che interpreteranno Christian e Ana secondo la mente della sua autrice: Matt Bomer e Lindsay Lohan.

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7° CAPITOLO

– Quindi ti ha mollata a casa sua e se n’è andato dai suoi? – la voce di Blair, resa roca dalle smisurate quantità di sigarette fumate, usciva fastidiosamente dal cellulare che Lind aveva in mano, alimentando paure e dubbi che già facevano capolino nella sua mente e le laceravano l’anima.

– Non essere sciocca! – rispose lei nervosamente spostando una ciocca di capelli che non voleva saperne di stare dietro l’orecchio

– ti ho già spiegato che suo figlio ha avuto un brutto incidente… – continuò lei con tono poco convinto, mentre fu interrotta dal rumore di uno schiocco e capì che l’amica stava masticando rumorosamente una gomma e aveva appena esploso una bolla fra le labbra.

– già…già…la sua famiglia – fece con tono pesantemente ironico.

Lind sospirò rumorosamente – Blair non cominciare!…solo perchè tu sei etero convinta non significa che…

– alt!..stop!… – la interruppe precipitosamente l’amica – prima di tutto qua non si discute di me e della MIA sessualità, tesoro, ma del tuo Boom Boom Bomer, e della SUA sessualità – esclamò inalberandosi calcando la voce sui possessivi – non mi dirai che non è piuttosto ambiguo un uomo che si definisce omosessuale, decide di avere dei figli col proprio compagno, e che non disdegna la compagnia femminile! –

Lind chiuse gli occhi, le sembrava di vederla: Blair aveva lunghi capelli biondissimi, occhi azzurri e sguardo acuto. Sapeva sempre come muoversi e cosa fosse giusto e cosa no. Blair era determinata e se voleva qualcosa semplicemente se la prendeva,senza farsi troppe seghe mentali. Suo padre era un potente produttore Hollywoodiano e sua madre gestiva una collaudata agenzia di moda. Era vissuta sempre nel lusso più sfrenato e nonostante questo aveva sempre avuto una dose massiccia di realismo a scorrerle nelle vene che le permetteva di vivere in modo sereno senza bisogno di grossi artifici. Si conoscevano dai tempi del College, quando semplicemente Blair aveva deciso di prenderla sotto la sua ala protettrice durante le lunghe serate passate a bere birra da un party all’altro del vasto campus del Columbia University, oppure durante le interminabili lezioni mattutine ad ascoltare professori troppo sbronzi persino per ricordare l’argomento di discussione della giornata.

– il bastardo aveva promesso che non ti avrebbe lasciato!, che si sarebbe occupato di te!, ed invece appena la famiglia lo chiama lui corre… E TI ABBANDONA! – terminò con voce perentoria lasciando trasparire tutta la sua rabbia verso Matt e la sua preoccupazione verso Lind.

– ora prendo il primo volo e arrivo! – disse con decisione – e tu vai a casa tua e aspettami li – terminò con enfasi

– Blair finiscila di parlare di lui in questi termini! E smetti di trattarmi come una bambina deficiente! – si infuriò lei – lo so che non ho dato prova di elevata intelligenza ultimamente …..ma non esagerare ok? – concluse tristemente. Ne ebbe in risposta solo il suono di un altro schiocco, un’altra bolla,

– arrivo! – rispose dopo qualche istante l’amica – nel frattempo, fammi un piacere – una pausa – tieniti fuori dai guai… – senza attendere risposta mise giù.

Blair sospirò posando il cellulare nella enorme birkin di vernice rossa. Indossava un top in jersey blu a pois bianchi e jeans aderenti Dolce e Gabbana, ai piedi calzava ballerine Chanel nere con grandi fiori bianchi sul davanti. I lunghi capelli scendevano lisci e ordinati sulle spalle. La sua vita era impostata alla regolarità e alla sicurezza. Pensò a Lindsay e si ritrovò a sospirare di nuovo con irritazione, non riusciva a comprendere i motivi che la portavano a condurre una vita del genere. Ripensava con nostalgia ai tempi spensierati del College, quando passavano il tempo libero a fare shopping nei negozi più “in” della città per poi rifugiarsi al Cupping Room Cafè a Broadway dove grazie alle conoscenze di suo padre avevano sempre un tavolo prenotato, e dove potevano gustare il miglior grilled New York strip steak della città accompagnato da un ottimo vegetarian sautè.

Dal suo elegante loft sito all’ultimo piano guardò giù la lunga fila di auto incolonnate nel tardo pomeriggio di una New York caotica e vitale. L’Upper East Side si estendeva con i suoi palazzi signorili mentre il cielo si colorava leggermente dei colori più scuri ad indicare che l’imbrunire stava ormai sopraggiungendo. La sua mente volò con affetto ad Ethan, il suo eterno fidanzato, ripensò ai suoi luminosi e caldi occhi verdi con striature di pagliuzza dorata, ai suoi morbidi capelli castani che portava sempre, rigorosamente, tagliati corti, e al piccolo tatoo che, in suo onore, tempo fa si era fatto fare sul petto all’altezza del cuore, una piccola e stilizzata B di colore rosso circondato da fiori e cuori. Si riscosse – Ethan! – pensò – doveva chiamarlo e informarlo della partenza per Hollywood – riflettè mentre infilava un paio di abiti nella elegante valigia Louis Vuitton.

 

 

Matt si agitò nervosamente nella grande poltrona nella quale era sprofondato. Le prime luci del giorno l’avevano colto nella camera dei ragazzi. Non era riuscito ad allontanarsi da loro. Kit aveva il busto completamente fasciato da un bendaggio che serviva a tenerlo il più fermo possibile. Non aveva potuto nemmeno abbracciarlo e stringerlo forte a sé quando, arrivato di corsa in Ospedale, l’avevo visto pallido e impaurito nel letto d’ottone. Si era dovuto limitare a stringergli la mano e ad accarezzargli teneramente la fronte sussurrando parole dolci e incoraggianti all’orecchio.

– Lind avrebbe saputo come tranquillizzarlo come solo una donna sa fare  – si sorprese a riflettere. Era preoccupato per lei, si chiedeva cosa stesse facendo, non la vedeva solo da qualche ora eppure una strana inquietudine lo pervadeva. Quentin l’aveva cercato e l’aveva informato che la Produzione aveva accettato di sospendere la lavorazione del film per qualche giorno ma che avrebbero dovuto riprendere il lunedì successivo, cioè fra cinque giorni.

Sapeva che un altro motivo l’aveva spinto a preferire di sonnecchiare nella camera de ragazzi, evitando così la camera che condivideva ormai da qualche anno con il compagno Simon e cioè che non aveva voglia di rispondere alle sue domande inespresse, alle sue occhiate curiose, erano mesi ormai che non facevano sesso e sapeva che il suo compagno voleva delle risposte. Matt strinse gli occhi. Sapeva che il loro rapporto era al capolinea e che stava solo tergiversando prendendosela con calma ma era ben deciso a non ripetere l’errore che i suoi genitori avevano fatto, rimanendo  insieme, quando l’amore era finito, e infliggendo a lui e suo fratello anni di silenzi angoscianti in una casa priva, ormai, di allegria e di calore. Sentì il bisogno di una doccia rilassante – e presto sarebbe stato tempo di telefonare a Lind – pensò sentendosi sollevato all’idea di risentire la sua voce.

– cosa significa che stasera esci? – esplose Matt con voce carica di tensione –

– Matt…. Non conosci Blair… lei ritiene che il modo migliore per uscire da una brutta esperienza sia uscire per locali e bere qualche drink con le amiche – sospirò Lind tralasciando di dire che Blair aveva parlato anche di notevoli scopate in giro con “maschioni convinti della propria sessualità” .

Ricordava poco della filippica che l’amica le aveva propinato appena piombata a casa sua. Ma aveva capito due cose: uno che Matt non le piaceva, e la cosa era incredibile visto che un quarto della popolazione mondiale lo adorava e due che Blair le era profondamente affezionata e questo l’aveva commossa. Quando l’aveva vista era impallidita e con il suo modo di fare burbero l’aveva stretta a sé e le aveva accarezzato dolcemente la schiena; poi subito dopo aveva telefonato al centro per prenotare una giornata di trattamenti affermando che una donna non può trascurarsi e deve essere sempre perfetta.

Matt era ancora in attesa al telefono poteva sentire il suo respiro e d’un tratto sentì il bisogno di lui, del suo abbraccio, dei suoi occhi, del suo profumo.

– come sta Kit? Povero piccolo ha avuto una brutta esperienza! – si ritrovò a dire per smorzare la tensione che avvertiva tra loro

– ora è a casa, gli hanno applicato un bendaggio intorno al busto e deve stare a riposo, ha avuto un’esperienza dolorosa ma ora sta meglio – aggiunse addolcendosi – sai avevo pensato di chiederti se volevi accompagnarmi qui a casa….poi ho riflettuto che ti saresti sentito a disagio… terminò esitante –

Lind trattenne il fiato stupita – l’avrei fatto volentieri invece!… e in quanto a situazioni strane …beh! Credimi se ti dico che ci sono abituata! – aggiunse con un sorriso – Matt….mi manchi! – sussurrò improvvisamente – e non vedo l’ora di rivederti –

– davvero? Bene cerca di stare fuori dai guai fino a quando non torno – disse lui contraendo la mascella – più tardi ti chiamo….vedi di rispondermi… – aggiunse minaccioso – e…. Lind…. Mi manchi anche tu – sussurrò prima di chiudere la comunicazione.

L’House of Blues era pieno zeppo. Le luci sfavillavano tutto intorno dando a Lind la sgradevole sensazione di trovarsi su un pianeta percorso da continue scosse di terremoto che le procuravano continui capogiri. Erano giunti con una limo che il papà di Blair aveva prenotato per loro per l’intera serata e avevano trovato, sulla balconata, un tavolo riservato a loro nome.

Ordinarono due Ceasar Salad e due Karamel Martini (incredibile li fanno anche qui!) per dissetarsi.

Dopo una giornata al centro estetico dove si era sottoposta a diversi trattamenti il viso sembrava aver preso la consueta luminosità e i capelli cadevano dolcemente sulle spalle in morbide ciocche, indossava un corto abito in pailettes argentate di Fendi e ai piedi calzava una paio di ballerine in paillettes dello stesso colore – Si sentiva in forma come non le capitava da molto tempo – pensò Lind guardandosi intorno. L’aria era elettrica: quella sera tutti attendevano l’esibizione live di un gruppo che Lind non conosceva. Nonostante l’aria condizionata sparata a palla molti erano sudati per aver ballato e bevuto. Ne riconobbe molti con i quali aveva lavorato e molti altri con i quali era andata a letto – pensò tristemente –

D’un tratto il cellulare squillò. Era Steve. – Lind! – chiamò la voce leggermente ansiosa del suo manager – come stai tesoro!? –

– Steve! – rispose con tono annoiato lei – meglio grazie – Matt mi ha detto che hai chiamato spesso nei giorni scorsi per chiedere di me, scusa se non ti ho richiamato, avevo bisogno di stare un po’ da sola – Un paio di ragazzi, amici di Blair, si avvicinarono con i drink in mano, con l’intento di chiacchierare,

– tesoro lo so che hai avuto un periodaccio non voglio importunarti, voglio solo informarti che Quentin ha convinto quelli della Produzione a fermare tutto per qualche giorno ma solo fino a lunedì ….ok? – chiese con tono mellifluo – lunedì si ricomincia a girare –

Uno dei due ragazzi la occhieggiava interessato e le sorrideva di continuo mentre sorseggiava il drink aspettando che terminasse la conversazione al telefono – non si sarebbe stupita se fosse stata Blair stessa a invitarli – pensò chiudendo gli occhi con un gemito.

– Steve devo lasciarti ora – disse riaprendo gli occhi e fissandoli nel ragazzo di fronte.

– Certo cara se hai bisogno di qualcosa chiamami.. a qualsiasi ora …ok? – aggiunse con tono deciso prima di chiudere la conversazione.

– Bene ce la fai a stare lontana dal cellulare per qualche istante? – esclamò Blair a voce alta per farsi sentire nella confusione del locale – devo presentarti due ragazzi simpaticissimi – disse indicando con la mano verso i due ospiti. Ma fu interrotta da un altro squillo di cellulare. Lind rispose.

– Lind – la sua voce sembrava accarezzarle l’orecchio

– Matt – sussurrò quasi, mentre l’amica alzava gli occhi al cielo sbuffando e lei rispondeva facendole una linguaccia.

– dove siete? – chiese lui

– All’House e c’è parecchio movimento stasera – aggiunse premendo il cellulare all’orecchio per sentirlo in mezzo al frastuono

– si lo sento – disse lui – Lind hai bevuto? – aggiunse con tono preoccupato.

– solo qualche drink – rispose mentre l’amica la fulminava con gli occhi prendendo a battere ritmicamente due dita sul tavolino

– Blair mi sta presentando un paio di amici – aggiunse con un risolino soffocato mentre abbassava il tono della voce – sai lei ritiene che una donna libera debba scopare in media un giorno si e uno no per raggiungere un buon equilibrio psico-fisico – terminò ridendo apertamente.

– spero le abbia detto che tu NON sei una donna libera… tesoro – aggiunse tagliente Matt calcando la voce sull’avverbio di negazione

Lind rise mentre un brivido le scorreva dietro la schiena – cacchio! Non l’aveva mai sentito così!….sembrava quasi che fosse geloso – pensò sorpresa

– vorrei che fossi qui…ora… – esclamò con un sospiro languido

Lo sentì sospirare a sua volta – anche io….lo sai…- rispose – lo faccio continuamente… mi tocco le labbra di continuo pensando a te… – aggiunse sussurrando –

Lind sentì i capezzoli inturgidirsi contro il tessuto ruvido dell’abito e il piacevole calore fra le gambe, sentì il respiro di lui farsi affannoso e seppe che anche lui era eccitato.

– senti dì alla tua amica che sei impegnata e che non appena il tuo uomo torna penserà lui alla tua soddisfazione sessuale ….ok? – riuscì a dire con tono strozzato – ora bevi e divertiti ma torna a casa da sola…ricorda che hai promesso che mi avresti aspettato – disse con quasi solennità.

Lind sorrise – promesso! – sussurrò sensuale prima di chiudere la conversazione.

 

FINE 7° CAPITOLO

 

Questo racconto pubblicato a puntate è opera di fantasia di una fan della trilogia ’50 Sfumature di Grigio’ in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice  Alice Steward. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

 

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11 commenti

  1. monica

    qst storia sta diventando intrigante.. mi piace continua

  2. Benedetta

    Ti adoro sei bravissima non vedo l ora di leggerlo e non vedo l ora di leggere. Altro capitolo bravissima….

  3. cris

    Non mi dire, come CG anche il bel Matt capitola? Non c’è che dire la storia si fa interessante.

  4. elisa

    ok ok ok……..ora quanto ci metterà Matt a tornare? No perchè….adesso sono proprio curiosa!!!
    Bravissima davvero!!! 😀

  5. Antonella

    Beh vabbè sono curiosa di leggere il prossimo capitolo!!!

  6. Dieghita

    Oddio ma capitolasse davvero il bel Matt!!! 😉

  7. Lory

    e dopo la promessa di Lind……….aspetto con ansia il seguito 🙂

  8. Matteppa

    emmò son rimasta così in sospeso..quando devo aspettare x la fine???