Il nono capitolo della fan fiction ambientata nel dorato mondo di Hollywood.

Uno spaccato del dietro le quinte del film più atteso dalle fan della trilogia “50 Sfumature” scritto da Alice Steward.

Trovate QUI l’ottavo capitolo di questa storia che vede protagonisti assoluti la coppia di attori che interpreteranno Christian e Ana secondo la mente della sua autrice: Matt Bomer e Lindsay Lohan.

[warning]Lettura destinata ad un pubblico di soli adulti. Questo sito non si assume la responsabilità di lettura da parte di minori[/warning]

9° CAPITOLO

– Stooop!…buona! – urlò Quentin al termine della scena girata, l’ultima, decise, per quel giorno. Giravano ormai da tre ore ed erano tutti sfiniti. Il regista guardò soddisfatto i due protagonisti sciogliersi esausti dall’abbraccio nel quale erano allacciati per una delle tante scene bollenti di cui il copione era pieno. Finalmente i due attori sembravano avere trovato il giusto feeling e di conseguenza l’intero film sembrava aver preso la giusta direzione. Si soffermò a guardare pensieroso Lind e Matt che nel frattempo si erano avviati insieme verso i camerini, li vide chiacchierare scherzare e scambiarsi sguardi complici. Era felice di vedere che Lind sembrava aver superato il periodaccio, anzi pareva rinata, raggiante e felice come non la vedeva da anni e sembrava che quel ragazzo fosse il motivo di tale rinascita. Sospirò passandosi una mano fra i capelli mentre si avviava verso il suo camerino. Era preoccupato per lei. Lind si era lanciata, come sempre faceva, in quel nuovo amore con slancio e gioia e temeva che quella potesse poi rivelarsi, per lei un’altra brutta delusione. Rifletteva su Matt e le conclusioni non erano rosee, riteneva che lui fosse troppo impegnato per poter dare il giusto spazio a Lind e temeva che lei fosse ormai troppo coinvolta per non uscirne con le ossa rotte… lo squillo del cellulare interruppe i suoi pensieri nefasti. Sospirò irritato occhieggiando il display: era un noto produttore d Hollywood che lo stava inseguendo per inserire la sua protetta nel cast del film, gli aveva spiegato pazientemente che il cast era chiuso da tempo e che il film era ormai in dirittura d’arrivo, ma senza ottenere nulla. Si allontanò borbottando verso il camerino dimenticandosi del tutto dell’amica..

– ma perchè tutti sembrate preoccupati di me? – esclamò Lind tra i denti – scrutando il viso dell’amica in videochiamata.

– già chissà perché? – fece lei scimmiottandola – mentre si sistemava i capelli, presumibilmente davanti ad uno specchio,  – forse perchè ti precipiti da un casino ad un altro? O forse perchè lui è impelagato in una situazione complessa e delicata con compagno e figli?

– A che ora ci vediamo domani mattina? – fece Lind cambiando repentinamente discorso, con la mente già alla escursione in barca organizzata dal padre  dell’amica alla quale era stato invitato anche Matt.

– una macchina verrà a prelevarti per le 9,00 tieniti pronta – rispose l’amica sospirando –

– bene tesoro sarà divertente staccare per un giorno da tutto – disse Lind – un giorno di questi faccio fuori il mio agente, non fa che riempirmi all’inverosimile l’agenda di impegni – esclamò irritata – e …Blair – una pausa – lo sai che ti voglio bene vero? – fece con un sorriso smagliante.

– lo so – sbuffò l’amica distogliendo per un momento l’attenzione dallo specchio e dai suoi capelli per guardarla attraverso il display – avvisa anche il tuo amico – aggiunse prima di togliere la comunicazione.

Il cielo era terso. Il sole splendeva inesorabile e maestoso come lo sguardo attento di una mamma ansiosa che scruta il proprio figlio dall’alto. Una lieve brezza muoveva le bandiere poste sugli alberi del lussuoso yacht ancorato in porto, di proprietà del padre di Blair. Lind indossava un costume intero secondo il trendy di quel momento (ringraziava mentalmente la sua fedele e sempre informata segretaria) bianco con enormi spacchi laterali sui fianchi e sulla spalla che davvero lasciavano poco spazio alla fantasia, portava i capelli raccolti in una semplice coda di cavallo e ai piedi un paio di infradito di colore bianco ornate da due enormi cavallucci marini impreziositi da cristalli Swarovski. Era semplice eppure raffinata. Quella mattina era luminosa e gioviale, pensò Matt sorridendo involontariamente, guardandola. Era stesa su uno dei lettini nella prua della barca e con gli occhi chiusi canticchiava muovendo il piede al ritmo della canzone che usciva a palla da casse chissà dove sistemate.

D’un tratto si voltò a guardarlo strizzando gli occhi per il sole, lo sguardo sereno e un sorriso malizioso sulle labbra, non si erano più visti da quella sera in cui avevano fatto sesso sul cofano dell’auto, troppo presi dalle riprese e dai party della Produzione.

Si alzò lentamente e sinuosa si avvicinò. Si sedette sulle ginocchia e gli avvolse le braccia intorno al collo. Si piegò in avanti – tutto bene? – gli sussurrò all’orecchio.

– Certo! – sussurrò lui di rimando circondandola con le braccia e tirando indietro la testa per guardarla in viso.

– Oggi sono felice! Sai che non sento più nessun bisogno di farmi? – esclamò lei con un sorriso luminoso – forse sei tu la mia droga!.. – aggiunse guardandolo fra le ciglia.

– Sono felice di essere la tua droga tesoro! – rispose lui scoppiando a ridere – sai non me lo aveva mai detto nessuno prima d’ora! – aggiunse ancora ridendo.

Sentiva il suo respiro profumato alitargli deliziosamente il lobo dell’orecchio e subito avvertì una sensazione familiare prendergli il basso ventre che velocemente si diffondeva in tutto il corpo fino a raggiungere le mani che presero ad accarezzarle inconsciamente la schiena.

– Facciamo un tuffo? – chiese lei guardandolo maliziosamente e senza attendere risposta si alzò e si avvicinò al bordo della barca, stava per seguirla quando gli si avvicinò Blair con un cocktail in mano.

– Matt – fece cercando di nascondere il disagio – hai voglia di un drink? O di qualcosa altro? – chiese da perfetta padrona di casa.

– No grazie evito di bere spesso ultimamente perché non riesco a correre e quindi a smaltire – rispose lui sorridendo amichevolmente.

– Mi sembra che tu non abbia grossi problemi – fece lei occhieggiandolo con ammirazione suo malgrado – ti vedo in piena forma – aggiunse affabilmente.

Sembravano due tigri che si scrutavano e si valutavano a vicenda. Matt sapeva che Blair lo stava studiando e la cosa lo metteva un pò in agitazione.

– Lind sembra felice – disse volgendo lo sguardo verso l’amica che nel frattempo si preparava a lanciarsi in mare – ha un culo fantastico… l’ha sempre avuto più bello del mio – aggiunse sospirando mentre l’amica scompariva dalla loro vista con un tuffo spettacolare – mi ha detto che vi frequentate – chiese volgendosi a guardarlo con occhi indagatori. Matt si limitò a sorridere educatamente, anche se Blair era la migliore amica di Lind e le voleva bene non permetteva ingerenze da parte di nessuno.

– So che stai pensando che sono una ficcanaso ma è di Lind che stiamo parlando, lei è più di un’amica per me, quindi mettiti il cuore in pace che quello che riguarda la sua vita riguarda anche me – esclamò lei stringendo gli occhi come due fessure.

– Ma guarda un po’!… non mi ero accorto che tra voi ci fosse un legame forte – esclamò sarcastico Matt – ma non intendo discutere con te del mio rapporto con lei – terminò lui furiosamente.

– Lind ha sofferto molto nella sua vita e non permetterò ad un altro figlio di puttana di farla soffrire ancora – gridò lei puntandogli l’indice contro il petto – soprattutto ad un figlio di puttana ambiguo e impegnato – aggiunse diventando paonazza per la rabbia.

– Se proprio vuoi saperlo io e Simon stiamo per lasciarci – gridò lui perdendo le staffe – ormai è solo questione di mesi devo trovare il modo di parlare con i ragazzi… e non è facile – aggiunse distogliendo lo sguardo e fissandolo sull’orizzonte lontano come preso da mesti pensieri. Blair gemette sorpresa.

– Bene.. lei lo sa? – disse indicando col mento l’amica che sguazzava gioiosa in mare.

– Non ancora – fece lui sospirando – non abbiamo avuto molto tempo per parlare di noi – aggiunse seguendo la direzione del suo sguardo e guardando Lind con affetto.

Rimasero qualche istante in silenzio entrambi a fissare Lind che aveva cominciato a nuotare pigramente ma con eleganza nel mare limpido che, sciabordava intorno alla barca.

– Mi spiace se sono stata dura con te – esordì volgendosi verso di lui – mi comporto come una vecchia chioccia quando si parla di lei – una piccola pausa – le voglio bene e non sopporto l’idea di lei sola e triste – aggiunse sussurrando con tono più dolce.

– Lo so – disse lui  – credimi non è mia intenzione farle del male….. non dimenticare che gli sono stato vicino quando è stata male –

Blair si mordeva il labbro inferiore nervosamente lasciando vagare, pensierosa, lo sguardo lontano. D’un tratto si mosse e allungando la mano gli strinse il braccio in un moto d’affetto. – grazie – sussurrò un momento prima di allontanarsi verso l’interno delle cabine.

La voce sensuale di George Michael che cantava Flawless impazzava nell’aria.

‘Cause you’re beautiful (Like no other)
‘Cause you’re beautiful (maybe tonight, they’ll see you tonight)
Beautiful …. beautiful

Mentre conversava amabilmente con il padre di Blair ed alcuni suoi amici avvertì la presenza di Lind prima ancora di vederla. Lo abbracciò da dietro completamente bagnata facendolo sussultare per il freddo. Lei rise con una risata argentina, e tutti si voltarono a guardarla.- ti stai divertendo tesoro? – chiese lei guardandolo intensamente negli occhi, una cosa questa che lo faceva impazzire.

And it’s no good . . . Waiting, waiting
And it’s no good . . . Waiting

You’ve got to go to the city

Always the same
Always the same dreams yeah yeah
Always the same (yes you’re movin’ up)

– Tanto!…ci voleva proprio staccare un po’… – rispose lui sorridendo e prendendola fra le braccia – Lind dobbiamo parlare… – aggiunse facendosi improvvisamente serio.

– Shhhhh! Non ora… Su all’ultimo piano si gode di una vista mozzafiato – sussurrò lei, interrompendolo, alzandosi sulla punta dei piedi per arrivargli a parlare nell’orecchio.

– Davvero? – rispose lui sorpreso – mostramelo! – aggiunse con trepidazione ignorando quello che aveva in mente ma già eccitato all’idea che fosse qualcosa di molto erotico.

Well you’ve got to think of something
‘Cause your job pays you nothing
But you’ve got the things God gave you
So the music may yet be your saviour

L’orizzonte si stagliava nitido. Il mare si muoveva placido sotto il sole che spadroneggiava diffondendo tutto intorno il suo calore e facendo sentire il suo potere. La barca, attraccata in una zona tranquilla, si muoveva con un dolce rollio. Mentre voci e risate giungevano dal ponte sottostante, all’ultimo ponte non c’era nessuno. Al centro di esso una piccola jacuzzi in funzione faceva bella mostra di sé. Lind vi entrò e con la mano lo invitò a seguirlo. Matt entrò nella piccola vasca rotonda piena di bollicine andandole vicino. Lo sguardo ardente. La sollevò dai fianchi e la fece sedere sul bordo con le gambe aperte penzoloni nella vasca. Si fermò un momento a guardarla: aveva gli occhi splendenti e le labbra turgide per l’eccitazione.

Got to be a way, some way
Got to be some way to make your way to the light (All the girls say)
Got to be some way, today, today, maybe tonight, maybe tonight

Lind lo guardava tra le ciglia, eccitata, e si lasciava guidare. La fece sdraiare sulla schiena e presole una mano la portò vicino al suo clitoride turgido e rosso. Lei si lasciò sfuggire un gemito mentre intuiva quello che lui le chiedeva.

– Toccati Lind!…Fammi vedere come ti tocchi quando io sono lontano e pensi a me – sussurrò lui.

And it’s always the same . . .
Always the same dreams yeah yeah
Always the same (yes you’re movin’ up)

E lei lo fece. Cominciò a toccarsi. Lentamente con movimenti circolari strofinò il dito sul clitoride gonfio per l’eccitazione. Sempre più voluttuosamente il dito girava e si infilava nella figa ormai bagnata. Chiudendo gli occhi e inarcando la schiena per il piacere. Aprì gli occhi e guardandolo dritto negli occhi si sollevò sul bordo.

– Va bene ma voglio che lo faccia anche tu ..voglio che ti tocchi anche tu – sussurrò un po’ ansante.

Matt non ci pensò due volte, si liberò del costume, sedette sul bordo opposto della vasca e bagnandosi la mano nell’acqua oleosa che spumeggiava nella jacuzzi si afferrò l’uccello eretto per l’eccitazione fissando lo sguardo sulla sua figa aperta e bagnata.

You’re beautiful, you are, and you know it
You’re wasted here, you’re a star
In this small town of hand-me-downs who don’t even know it

Seguiva la sua mano che si muoveva sensualmente sul clitoride e si massaggiava l’uccello gemendo, finchè lei esclamò suoni incomprensibili per il piacere e capì che stava per raggiungere l’orgasmo, allora scese nell’acqua si sedette nella vasca e la tirò a sedersi sulle sue gambe. Voltata verso il piccolo parapetto di vetro la penetrò da dietro e mentre sentiva mille scariche attraversargli tutto il corpo la afferrò per i fianchi e cominciò a tempestarla di colpi, mentre lei si afferrava ai bordi della vasca e cercava di aprire le gambe più che poteva.

Sometimes it brings you down
Sometimes it eats you up
Sometimes you think that your head’s going to blow
It doesn’t get better . . .

Si muovevano con passione animalesca, mentre giù a pochi passi da loro persone ridevano, chiacchieravano e sorseggiavano champagne ascoltando musica. Matt le morse la spalla. Sentì che stava per venire e la strinse più forte a sè. Prese a penetrarla con più forza e più in fondo: voleva entrarle dentro l’anima e non solo nel corpo. D’un tratto Lind venne di un lungo e brutale orgasmo, gemendo con la bocca aperta e la testa inclinata all’indietro e allora lui si lasciò andare e venne anche lui, violentemente. Rimasero qualche istante allacciati l’uno dentro l’altro ansanti, mentre lei si lasciava andare all’indietro e poggiava la schiena sul suo petto.

You’ve got to go to the city
You’ve got to go to the city,
They’re going to find you there

‘Cause you’re beautiful
‘Cause you’re beautiful

Intanto che le era ancora dentro la abbracciò da dietro e la strinse forte. La baciò dolcemente sulla spalla dove prima l’aveva morsa preso dall’eccitazione. Lei sgusciò fuori  e si voltò a guardarlo. Gli occhi luminosi.

– Cosa dovevi dirmi? – gli chiese con un sorriso.

Sid you’ve got to think of something
‘Cause your job pays you nothing
But you’ve got the things God gave you
So the music may yet be your saviour

– Che ti amo – rispose lui guardandola con affetto.

Lind lo guardò stupefatta mentre sentì un brivido attraversarle la schiena.

 

FINE 9° CAPITOLO

 

Questo racconto pubblicato a puntate è opera di fantasia di una fan della trilogia ’50 Sfumature di Grigio’ in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice  Alice Steward. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

 

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10 commenti

  1. Adry

    Ohhhhhhhh!!!!!! Che meraviglia!!!!!!!!!!!! Bravisssimaaaaaaaaa

  2. Benedetta

    Bellissimo davvero e sempre un emozione leggere questo racconto non vedo l ora che sia mercoledì prossimo per vedere cosa risponde lei….continua così sei davvero bravissima….

  3. Elisa

    “ti amooooooooooooooo?” e ci lasci così????? Voglio sapere cosa gli rispondeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!
    ahaahahhahahahaha aspetto con ansia il prossimo capitolo!!!! cmq bravissimissima!!! davvero!!! 😉

  4. Lory

    che ti devo dire…..vorrei essere la jacuzzi!! 🙂

  5. Antonella

    Urca, la ama??? :O
    E ora quanto ci tocca aspettare per la risposta??
    Brava Alice 🙂

  6. Peppa Pig

    Uh madunnina mia sto con gli occhi a cuoricino xrò Alice non ci puoi lasciare così…._/

  7. Peppina la seria

    Bello bello bello e poi la jacuzzi mmmm che te lo dico a fa vorrei essere LIND 😛

  8. cris

    È adesso cosa succederà? Potranno amarsi tranquillamente oppure qualcuno metterà i bastoni tra le ruote? Prevedo che la happy family (Simon and figli) non siano contenti di ció. Racconta sono curiosa. Brava……..