Fan Fiction ispirata alla trilogia di E L James!

ANTHEA

Presentazione dell’autrice Anthea:

Fanfiction basata sulla trilogia “50 Sfumature  di Grigio” di E.L. James.

Ad un certo punto la storia di Anastasia e Christian prende una strada diversa da quella destinata dall’autrice E.L. James.

Per una comprensione corretta della trama si consiglia di leggere prima la trilogia completa.

Vietata la lettura ai minori.

Si ringrazia GraficViol@ per le immagini.

“Di  più” proprietà intellettuale di  Anthea autrice – Vietata la riproduzione anche parziale.

****Chi sogna di giorno conosce molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte****     Edgar Allan Poe.

[warning]Lettura destinata ad un pubblico di soli adulti. Questo sito non si assume la responsabilità di lettura da parte di minori[/warning]

Musiche inserite nel racconto consigliate durante la lettura.

11° CAPITOLO

Il mucchio di vestiti  sul letto aumenta man mano che li ispeziono e nell’armadio sono rimaste solo le grucce vuote e dondolanti.

Tutti comodi e sportivi.  Adatti per il lavoro, per fare la mamma,  per la passeggiata al parco.

Anche lo specchio riflette  il mio aspetto sempliciotto, quasi  dimesso. Questo ammasso indisciplinato di capelli avrebbe bisogno delle cure di un bravo parrucchiere.

non puoi davvero pensare di presentarti in queste condizioni” rimbrotta la mia vocina.

Credo sia indispensabile un passaggio dall’estetista e anche un rinnovo energico di   guardaroba  per me e per Max.

Faceva parte delle regole, anche se non ho mai firmato.

indosserà esclusivamente abiti  approvati…… accompagnerà ad acquistare i vestiti….”

si recherà in un salone di bellezza…. Si terrà pulita e depilata….”

So comunque che lui ci tiene ed è chiaramente quello che  si aspetta da chi gli sta vicino.

Ed io condivido.  Una donna deve rispettare il proprio corpo e la propria dignità.

E poi mi servirà anche per tirarmi su il morale, anche se non è tra i miei passatempi preferiti, bisogna ammettere che togliersi qualche capriccio resta sembra una buona terapia.

Ho la possibilità  di lasciare Max al doposcuola, nel pomeriggio.

Sviluppo rapidamente una lista degli spostamenti necessari, quindi avviso Steve che domani, dopo il lavoro, andremo a fare shopping. Fisso anche l’appuntamento al centro estetico  che è vicino alla scuola per mercoledì  pomeriggio.

Libera dalle debite incombenze, metto da parte anche il pensiero dell’imminente viaggio, che, anche se non voglio ammetterlo, mi preoccupa parecchio. Prendo Max tra le braccia e me lo stringo forte al petto. Ho bisogno di coccolarlo, di annusarlo, tutti questi cambiamenti mi hanno scombussolato.

Ceniamo tra le chiacchiere di  Emma che ci riporta  le ultime novità dei vicini di casa e  mi annuncia che tra quindici giorni inizierà la nuova campagna di raccolta fondi, e partirà in tour per le varie conferenze.Tutto molto normale.

Max , a sua volta, ci racconta  che oggi ha giocato  con Giulia, la sua amica del cuore, una simpatica biondina con i codini e  il nasino all’insù, tutta compita

Lei faceva da mangiare per tutti i bambolotti e lui doveva aiutarla a lavare i piatti.

Mi sembra di vederli.  Lei tutta  concentrata e indaffarata tra pentoline  e piattini colorati.

Lui che pur di starle vicino accetta tutti i compiti che gli comanda. E’ l’unica persona che riesce a farlo stare calmo e zitto senza fatica.

E Max la cerca sempre, soprattutto quando è stanco e vuole stare tranquillo. Si siede vicino a lei e non fiata.

Mark, con il suo cipiglio torvo,  è sistemato in salotto  per passare la notte davanti ai monitor di controllo.

Accompagno a letto Max, e gli leggo per l’ennesima volta  gli Aristogatti, una delle sue fiabe preferite. Le prodezze di quei micetti simpatici lo divertono da morire, e lui si immedesima tanto in Romeo. Beh! Un tocco di romanticismo non guasta.

Poi mi ritiro in camera mia, lasciando Emma che guarda alla televisione “Il silenzio degli innocenti”.

Non sono dell’umore giusto per quel genere, stasera. Il tasso di malinconia è ai livelli di guardia.

MARTEDI

Il mattino dopo  viene Steve a correre con me.

E’ più loquace di Mark e  ci scambiamo qualche parere su   alcuni tipi di allenamento che posso integrare alla mia solita corsa.

Il resto della giornata prosegue come da programma. Quando finisco il mio turno di lavoro, Steve mi accompagna anche  per gli acquisti.

Il negozio  nella galleria in centro che raccoglie tutti i grandi marchi della moda internazionale è la mia meta. Conosco  Maria,  una delle commesse, perché suo figlio  frequenta  la stessa scuola e la stessa classe di Max.

Non sono una fanatica della moda.  Quando devo scegliere per me finisco per dare priorità  a  vestiti  pratici  da indossare.

Il mio look  preferito sono pantaloni, T-shirt o camicia e immancabile una giacca. In lana, cotone,  ecopelle, jeans, di qualsiasi natura purché ci sia. Non mi sento  in ordine senza. Sulle scarpe invece…. mi diletto di più. Oltre alle immancabili sneakers e ballerine,  mi piacciono sandali e scarpe con il tacco… ,  slanciano la figura,no?

Ma stiamo per ritornare a Seattle. Nell’ambiente ricco e sofisticato che gira intorno a Christian e  non credo proprio  che  mi sentirei sempre a mio agio in jeans.

Con la supervisione e i consigli di Maria scelgo alcuni  abiti per le diverse occasioni.

Prendo anche un completo giacca-pantalone che fa tanto da “donna in carriera” e mi sta molto bene.

Giro intorno ad una giacca scamosciata  color ghiaccio corta, infiancata, con delle impunture grigio antracite che disegnano i bordi. Uhu.. proprio un modellino giusto.

La provo. E’ leggerissima e mi sta proprio d’incanto, sembra ci sia scritto Anastasia sopra.

La consegno a Maria convinta. La prendo.

Aggiungo alcuni accessori abbinati,  scarpe, borsette, lingerie…. hemm… di pizzo e seta (della serie “anche una dona può sognare”) un nuovo set di valigie.

Poi mi dedico alla scelta di alcuni capi per Max. Maria mi fa vedere anche  un paio di jeans  e una camicia bianca. Wow.. mi ricordano tanto qualcuno…  sono molto tentata di prenderli. E infatti metto tutto nel mucchio e pago il conto con la carta senza guardare il totale.

Ieri non mi sarei potuta permettere queste spese. Oggi invece…. al diavolo!

Ho considerato quello che mi ha detto Christian. Intanto  userò  una piccola parte di quel denaro per queste necessità senza arrovellarmi in dilemmi esistenziali.

Per il resto troverò una soluzione.  Poi ci saranno, spero, anche le entrate per la pubblicazione dei libri.

Ma non ho voglia di pensarci adesso.

Tanto so già che sarà una battaglia persa mettermi contro i suoi ordini dispotici.

Passiamo a prendere Max a scuola e rientriamo direttamente a casa.

Steve e Max  mi aiutano  a scaricare i nuovi acquisti. Portiamo tutto  in camera mia. Prima di scartare i pacchi e mettere in ordine  accendo il nuovo laptop per controllare le e-mail.

C’è un messaggio, lo apro.

Data :  17 maggio 2016  ore 13.15

Da Thomas  Harris

A:   Anastasia Steele

Oggetto: vorrei rivederti….

Gentile Rose,

oggi sono a Nashville per una barbosa presentazione di una biografia di un artista locale.

Vorrei concludere piacevolmente questa lunga giornata  in tua compagnia.

Posso avere l’onore di invitarti a cena questa sera?

Thomas

Thomas Harris  direttore  editoriale  W. & G. Publisher

Ooohhh…. Non è  di Christian!!!

Thomas è qui a Nashville. E mi invita a cena per stasera.

Io non ho ancora deciso  per la pubblicazione dei libri. Ma in effetti lui non accenna ai libri.

E allora cosa vuole? 

Ti ha invitata a cena” trilla  la vocina “è un appuntamento”

Guardo l’ora,  manca poco alle sei. Lui ha scritto il messaggio all’una, sono passate diverse ore.

Penserà che non voglia rispondergli. Già e cosa gli rispondo.

Beh, è il direttore editoriale della W.& G.,  posso accettare il suo invito.

E poi sono stata bene con lui. Sì, insomma, perché no?

Accidenti, devo imparare a controllare i messaggi dall’iPAD, ma non mi viene in mente, non ci sono  abituata.

Anzi, per dire la verità, quell’ aggeggio è freddo, impersonale, ci sono solo  i programmi e le app di serie.

L’ho scandagliato tutto…. Niente. Bastava… una canzone…. un libro…. Niente.

Ah… Mr. Grey lo hai fatto apposta, me lo sento. Immagino che ti sia anche costato   trattenerti, o  vorresti   darmi ad intendere che  non occupo più un posto nei tuoi pensieri? “

Vado a informare Steve del cambio programma, prima di confermare l’appuntamento.

<Steve, dovrei uscire a cena questa sera,  verso le venti. Posso prevedere il mio rientro entro le ventitré.>

Detto questo mi giro per ritornare in camera, dando  per scontato che non avrà nulla in contrario.

E invece sento che mi chiama.

<Mi dispiace Mrs. Steele, non è possibile. Non è stato programmato per tempo, non abbiamo fatto i sopralluoghi  e non possiamo garantire la sicurezza>, gli esce tutto di un fiato e poi distoglie lo sguardo.

Resto paralizzata, giro solo la testa  e lo guardo in cagnesco. Come non è possibile! Quanto tempo prima lo dovrei avvisare?

E poi  che tono fermo e sicuro che  ha usato. Sembrava quasi che avesse già la risposta scritta sulla lingua.

Mi entra nel cervello un sospetto e continuo a guardare  torva Steve. 

Noto che si sente a disagio e allora  sparo la mia domanda.

<Hai avuto disposizioni da Mr. Grey? E’ stato lui a dirti di non lasciarmi uscire?>  Oso chiedergli,  fulminandolo con lo sguardo.

E mentre lo dico, mi rendo conto che è così, che lui ha letto la mia posta prima di me. Arrrghh…… sono  inc…  rabbiosa.

<Mi dispiace Mrs. Steele. Queste sono le disposizioni>, allarga le mani in segno d’impotenza.

<Ma è  importante. E’ un appuntamento di lavoro, devo trovare il modo di andarci>, obbietto cercando  di capire se mi da una possibilità.

Ormai è diventata una questione di principio.

<Fuori non posso scortarla, ho avuto ordini precisi> sentenzia cupo  <se è proprio tanto importante …. lo incontri qui> mi suggerisce alla fine, dopo avermi osservato per qualche istante.

Scuoto la testa. No,  non  voglio che Thomas venga qui a casa.

Non ho una confidenza con lui da permettermi di invitarlo qui. Che opinione si farebbe.

E poi c’è Max, non voglio assolutamente che mi veda  con un altro uomo.

Un altro uomo….  mmm….  Forse ho una possibilità.

Ritorno in camera e scrivo un messaggio a Christian.

Data :  17 maggio 2016  ore 17.55 ora  di Nashville

Da Anastasia Steele

A:   Christian Grey

Oggetto: qual è il problema?

Buongiorno Christian,

mi è appena stato negato il permesso di uscire questa sera per una cena di lavoro.

Posso conoscerne le ragioni?

Ana

Premo invio  e aspetto impaziente, tamburellando le dita sulla scrivania.

Adesso vediamo subito se ha letto la mail di Thomas.

La risposta  arriva immediata.

Data :  17 maggio 2016  ore 15.57  ora  di Seattle

Da Christian Grey

A:   Anastasia Steele

Oggetto: appuntamento di lavoro?

Buongiorno Anastasia

I motivi sono:

Il personale addetto alla sicurezza non è stato informato in tempo.

Non è stato possibile fare un sopralluogo  del posto dove dovrebbe avvenire la cena.

Con questi presupposti  non è possibile  garantire la sicurezza.

Credo che Steve sia stato in grado di darti le stesse spiegazioni.

Christian

P.S.    Far “concludere piacevolmente la giornata” è il tuo nuovo lavoro? Rose?

Christian Grey Amministratore delegato GEHI

OK, il  P.S. non lascia dubbi, è come pensavo.

Vedo l’icona di skipe che lampeggia furiosamente.

Non intendo parlare con lui, gli rispondo con un’ e-mail

Data :  17 maggio 2016  ore 18.01 ora  di Nashville

Da Anastasia Steele

A:   Christian Grey

Oggetto: alternativa

Certo, ora mi  è chiaro, è una questione di sicurezza.

Chiederò a Thomas di venire a cena qui a casa.

Il posto  è sicuro e controllato.

Buona serata.

Ana

*****

Adesso voglio proprio vedere che decisione prendi Mr. Grey.

Data :  17 maggio 2016  ore 16.03  ora  di Seattle

Da Christian Grey

A:   Anastasia Steele

Oggetto: alternativa

Sulla barra in fondo al monitor  lampeggia l’icona di skipe, perché non rispondi???

Christian Grey Amministratore delegato GEHI

Data :  17 maggio 2016  ore 18.05 ora  di Nashville

Da Anastasia Steele

A:   Christian Grey

Oggetto: alternativa

Perché mi sto cambiando e non sono presentabile.

E’ una questione di privacy.

Devo chiudere, vado a preparare la cena

Ana

Lo squillo del cellulare mi fa sobbalzare.

L’ho fatto incazzare (in questo caso non ci sono sinonimi che tengano) e adesso? Rispondo prima che esploda  anche il telefono.

Appena sente  che ho aperto la telefonata  mi dice con tono glaciale, scandendo le parole una ad una.

<Hai un’ora di tempo, per   un aperitivo “di lavoro”  dalle venti alle ventuno.

Avviso io Steve e scegliete insieme il posto> non aspetta la mia risposta.

A quanto pare questa è l’unica scelta che mi lascia.

Piuttosto che far venire Thomas qui a casa dove c’è suo figlio, acconsente che accetti l’appuntamento fuori.

Ma per non darmi una totale soddisfazione  (o vincita) mette i paletti “solo un’ora”

Grrrr…. È il solito tiranno.

L’appuntamento di Thomas mi è servito per capire se gli intesso ancora, se è geloso.

Si è ritirato dietro la sua maschera  fredda e distaccata, non riesco a capire quali siano le sue vere reazioni. L’unico modo per farlo uscire allo scoperto è provocarlo su argomenti  di cui lui non ha delle certezze, dove non ha completamente il  controllo.

Anche se sono passati  quasi cinque anni, non è cambiato, è sempre prepotente.

Però c’è qualcosa che non mi convince, sembra quasi  che reciti una parte che conosce bene, ma di cui non ne è più completamente padrone.

Non lo percepisco  più come un “ dominatore”.

Mi accordo con Steve per proporre come posto per l’incontro il bar dell’hotel dove alloggia Thomas.

Cerco il suo biglietto da visita che ho in borsetta  e trovo il suo numero di cellulare privato. Preferisco parlare con lui al telefono,  perchè evidentemente  le mail sono sotto controllo.          Sperando che non lo sia anche il telefono.

<Pronto. Ciao Thomas sono Ana…. Ehm…  Rose>, mi schiarisco  la voce roca, sono un po’ nervosa.

<Rose…. Che piacere.  Hai  trovato  il mio messaggio?> mi chiede impaziente.

<L’ho appena letto. Sono rientrata  tardi dal lavoro>, adesso sono anche imbarazzata.

Se ha preso un altro impegno?

<L’invito è ancora valido, sei libera? Puoi venire?>,  si informa premuroso, contraddicendo il mio pensiero.

<Io… riesco a liberarmi per un’ora, verso le venti. Purtroppo avevo già in programma degli altri impegni  che  non posso più spostare. Abbiamo il tempo per un aperitivo, se ti fa piacere>.

Uff…. perché devo trovarmi nell’imbarazzo di mentire?”

<E’ l’unica condizione  che mi dai per rivederti?>  si lamenta deluso.

<Thomas,   ho avuto poco tempo per organizzarmi. Non  posso fermarmi per la durata  di una cena, mi dispiace>,   sbuffo, comincia a essere esigente anche lui.

<Va bene alle venti  allora. Dove ci troviamo?> accetta,  riprendendo il suo tono di voce allegro.

<Ti raggiungo  io al bar del tuo hotel.>

Mi da l’indirizzo dell’Hotel Ambassador di Nashville e ci salutiamo.

Cucino veloce la cena per Max ed Emma, questa sera avevo promesso che me ne sarei occupata io,  e li avviso  di questo imprevisto  di… lavoro e che rientrerò per leventuno.

Loro hanno già deciso che dopo cena guarderanno  insieme “Il pirata dei caraibi”.

Caspita, mi dispiace un po’ perdermi  qualche risata insieme a Johnny Depp, ma a questo punto niente può distrarmi, non posso darla  vinta  a Mr. Furioso  su tutto il fronte.

Vado in camera mia a prepararmi.

Spazzolo bene i capelli e li raccolgo in  un chignon lasciando sfuggire qualche ciocca. Indosso uno dei nuovi abiti acquistati. Un  tubino verde acqua, con degli inserti in  pizzo,   i sandali alti avorio con dei piccoli strass .

Per il trucco, solo il mascara, fard nelle guance e penna colorata sulle labbra.

Faccio capolino in cucina per chiedere a Emma se posso entrare in camera sua. Ha uno specchio grande a figura intera.

<Beh, come mi sta?> la interrogo  davanti allo specchio,  lisciandomi il vestito di profilo.

Dato che mi ha seguita guardandomi perplessa, provo ad estorcerle un giudizio.

Dopo numerose smorfie teatrali che solo lei riesce a fare restando seria, sentenzia: <Vuoi metterlo al tappeto al primo sguardo?>

<Ma dai, non esagerare. Non mi sembra eccessivo> ribatto guardandomi dall’alto.  Alla fine la trasparenza del pizzo è nella scollatura, neanche tanto profonda, e nel triangolo sul fianco. Magari questo è un pochino più audace. Ma ci avevo già pensato. Sventolo lo spolverino di maglina verde, di due toni più scuro del vestito.

Anche questo è trasparente, però copre abbastanza il vestito.

<Meglio così?> le chiedo indossando lo spolverino.

Sorride divertita <Va al tappeto entro il primo round lo stesso>.

<Ok, O.K.! mi cambio. Metto i jeans con la camicia in seta> sbotto seccata  e ilare, allo stesso tempo, prima che mi accusi di qualche assurda malversazione.

<Non è il vestito>, puntualizza sghignazzando,

<puoi metterti anche un sacco della spazzatura, Ana, la luce che hai in quegli occhioni azzurri non cambierà. L’ho notata da quando sei ritornata, non c’è più quel velo grigio e triste che li oscurava. Persino i lineamenti del tuo viso si sono smussati. Sono rimaste solo delle piccole rughette dettate dall’ansia. E non credo  dipenda da questo Thomas… vero?>

Arrossisco. <No!> mi stringo le spalle.

Davvero è  così facile    leggere il mio stato d’animo.

Una stretta al cuore e le lacrime salgono agli occhi.

Alt! Scaccio via questa stupida e inopportuna nostalgia.

Sono arrabbiata con lui,  sono arrabbiata continuo a ripetermi. Sono arrabbiata…

Emma mi  guarda  sorniona, con aria malandrina di chi è riuscito nel proprio intento.

L’ha fatto apposta per insinuarmi l’ombra di Christian sottopelle.

Ce ne fosse stato bisogno.

<Quindi, calcolando che starai solo un’ora, il tempo per un aperitivo, e tanti danni in un’ora non si possono fare, decreto che il vestito verde va benissimo.  Evita solo di guardarlo troppo negli occhi> conclude canzonandomi.

Dieci minuti prima delle venti  sono pronta e prima di uscire  prometto a Max di rientrare per accompagnarlo a letto.

Mi scorta  Steve all’Ambassador e mi informa che ha ricevuto ordini tassativi.  Deve restarmi vicino  e non perdermi di vista. 

Penso a  Christian, sarà sulle spine fino a quando non rientro a casa. E non per la mia sicurezza.

E’ geloso, è tiranno e geloso, è inc.., tiranno e geloso” suggerisce la mia vocina.

Ma non voglio mettere in imbarazzo Steve quindi lo rassicuro, non ho obiezioni.

Quando entro Thomas sta  parlando  con il barman e appena si accorge del mio arrivo mi viene incontro. Lo guardo camminare verso di me.

Decisamente è un uomo affascinante. Ha un  portamento sicuro,  slanciato  ed elegante. Indossa un completo scuro di buon taglio: la giacca aperta morbida, la camicia azzurro chiaro  a piccoli quadretti  e la cravatta  con il fermacravatte.

Mi bacia il dorso della mano guardandomi con un sorriso compiaciuto.

<Rose… sei una visione stupenda. Sono felice di rivederti>. 

Poi si accorge della presenza di Steve e alza un sopracciglio  allarmato.

<Va tutto bene?>  mi chiede  segnandomi con lo sguardo Steve.

<Non ti preoccupare di lui, ti spiego dopo> rispondo in modo noncurante.

Mi sorride scrutandomi con intrigo  e  mi accompagna a un tavolo appartato.

<Che cosa posso offrirti,  Rose?  Io prendo un bicchiere di Riesling della Mosella, ha un profumo molto accattivante.> Mi chiede sedendosi accanto.

<Va bene anche per me, grazie!>  rispondo preoccupandomi di non guardarlo diritto negli occhi. Il consiglio di Emma mi tormenta.

Fa un cenno al barman con cui stava parlando prima. Forse si erano già messi d’accordo, perchè  viene a servirci subito.

Insieme a due ampi calici di vino bianco ci porta anche  un vassoio di tartine  assortite  molto invitanti.

<Allora?> mi dice ammiccando  a Steve <Chi è quel tipo? Non dirmi che giri con la scorta?>

Piega le labbra da un lato, curioso.

<Indovinato. Ma non dipende da me.  Spero sia solo temporaneo, i problemi li ha il mio ex> impongo un tono seccato,  sperando di evitare che si dilunghi in questo argomento.

Ma a quanto pare non funziona perché mi  studia  invadente annuendo.

Accidenti, non riesco a parlare senza guardarlo in faccia. Come si fa?

<Il tuo ex?  Beh non parliamo di un tipo qualunque, vero? Mr. Grey lascia il segno. Ti rivedi con lui?>

Wow… è informato bene, ma cosa sa di preciso?

<Già, proprio Mr. Grey. Come fai a saperlo?> gli chiedo interessata, ed evito  di rispondere all’ultima domanda.

<Dopo che mi hai dato il tuo nome esatto mi sono incuriosito. Mi sembrava di averlo già sentito e ho fatto delle ricerche in internet. Digitando il tuo nome per intero, in un motore di ricerca ho trovato un articolo di qualche anno fa,  che parlava del tuo divorzio con Mr. Grey> alza la mano in segno di scuse <non volevo ficcare il naso nella tua vita privata, non pensavo di trovare quel genere di notizie>.

<Non preoccuparti,  è passato molto tempo. Non è un segreto> cerco di chiudere di nuovo il discorso.

<L’altra casa editrice interessata ai  tuoi libri è la Grey Publishing, vero? C’è di mezzo sempre il tuo ex> mi lancia un’occhiata critica, con i suoi occhi scuri.

<La Grey Publishing è una delle altre  che mi hanno proposto un contratto> rispondo secca. Guardo l’orologio impaziente.

<Dobbiamo passare anche la prossima mezz’ora a parlare del mio ex o hai qualche argomento migliore?> lo fulmino con lo sguardo.

Storco la bocca in una smorfia, non nascondo  il mio disappunto. Manca poco che mi alzi e me ne vada.

Cos’è oggi? Il Christian-Day?

Thomas cerca di recuperare, alza la mano per fermarmi e mi  porge il calice di vino. Avvicina il suo per brindare <Alla prossima mezz’ora insieme, allora> dice con una punta d’ironia.

Mmmm… va un po’ meglio”.

Sorseggio il vino, è veramente delizioso. Ha un profumo deciso con  un aroma di affumicato. Il sapore è secco e intenso. Lo apprezzo ancora di più accompagnandolo con  i crostini al salmone. Che sia una scelta di Thomas o che si sia  fatto consigliare dal barman?

<Ottima scelta Thomas, ti intendi di vini?> gli chiedo nel tentativo di allontanare il discorso da territori critici.

<Mi piace il “mondo del vino”, ma non posso dire che me ne intendo. Un’amica di  Savannah  ha una enoteca ben fornita e mi ha  fatto conoscere  i vini di tutto il mondo. Questo lo avevo assaggiato da lei e mi era piaciuto. Anche quando sono  in Europa mi diletto a degustare i vini di quelle zone…..>, lo lascio continuare e ascoltoil resoconto delle  produzioni internazionali di vino, anche se in mezzo a tutti quei nomi mi sono già persa.

Annuisco fingendomi interessata e approfitto  per mangiare ancora alcuni di quei bocconcini stuzzicanti .

Si è ristabilito un clima più disteso  e mi guardo intorno rilassata. Steve è a qualche metro da noi, impassibile.

Quando riporto la mia attenzione su Thomas, trovo il suo sguardo luminoso, ardente. Per la miseria, se lo vedesse Christian direbbe che vuole entrarmi nelle mutandine.

lascia perdere Christian!” rimbrotta acida la mia vocina.

<Rose… > tiene i suoi occhi infuocati sui miei, provo a distogliere lo sguardo senza riuscirci. Sono come una calamita.

<mi piace la tua compagnia. Mi piaci tu>.

E’ diretto, va alla questione con sicurezza. La sua dichiarazione mi mette in imbarazzo, non so come e cosa rispondergli.  Sono disorientata, il suo corteggiamento così esplicito è imprevisto.

Ma lui ti piace?”  chiede la mia vocina. “sei venuta qui per vederti con lui o per far ingelosire Christian?”

Thomas percepisce il mio disagio e sorride cercando di rassicurarmi.

<Ehi, non ho intenzione di saltarti addosso qui. Volevo  solo che sapessi che sto bene con te.

Vorrei….   Vorrei rivederti.  Più spesso. A prescindere dalla questione libri e senza la presenza degli ex>

Mi accarezza le nocche della mano con tocco garbato, guardandomi ancora intensamente con gli occhi che brillano.

Forse, se non avessi conosciuto Christian, mi sarei perdutamente innamorata di quest’uomo.  

Christian…. ancora!”

Mi ha conquistata con  i suoi modi signorili, la sua  padronanza che non prevarica  in  superiorità.

Un uomo attraente e “normale”, senza sfumature.

La mia mente  ne è affascinata  ma il mio corpo si ribella. Non lo riconosce.

Non reagisce alla vicinanza, al contatto. Non sente nessun trasporto per lui.

e poi hai già tanti casini, non aggiungerne altri” 

Scuoto la testa <Non posso prometterti niente Thomas, devo prima risolvere  delle questioni  molto importanti. Questo non è un buon momento per me, non me la sento di prendere impegni. Non voglio crearti illusioni> mi affretto a replicare determinata.

Cerco di fargli capire che non ha speranze, ma non voglio offenderlo.

Insomma, tutto sommato è gentile e rispettoso, non merita di essere maltrattato.

La sua espressione, però,  mi dice che non saranno queste parole a fargli abbandonare il  suo obiettivo.

<Sono una persona paziente e tenace>, mi dice accarezzandomi  con l’indice la guancia <so aspettare. Rispetterò i tuoi tempi, non ti metterò fretta. L’attesa sarà una dolce tortura>.

Aggrotto la fronte e cerco di controbattere, non può parlare sul serio. Ci conosciamo appena. Ma non ho altre parole pronte da aggiungere.

Vedo Steve con la coda dell’occhio che si avvicina.  Il tempo è scaduto.

Uff… faccio un sospiro di sollievo.

Un po’ troppo invadente, cominciava a darmi sui nervi.

<Purtroppo devo andare> gli dico alzandomi, fingendomi dispiaciuta.

Si alza anche lui e appoggiandomi una mano sulla spalla  mi accompagna verso l’uscita.

Fuori dalla porta mi fermo per l’ultimo saluto.  Lo guardo con un sorriso un po’ forzato.

<Grazie per l’aperitivo, arrivederci  Thomas>

Lui si  avvicina per darmi un bacio sulla guancia.

<Arrivederci stupenda creatura>, mormora, sfiorandomi i capelli. 

Poi si sposta verso  l’orecchio <ti aspetto. Dovrai essere solo mia> la sua voce è roca e profonda. Un brivido freddo mi percorre la schiena.

Mi allontano turbata, va bene flirtare, va bene corteggiare, ma è andato un po’ sopra le righe.

Vorrei evitare di incontrare ancora il suo sguardo, ma per educazione mi giro a salutarlo con la mano prima di salire in macchina.

Direzione casa, si ho proprio voglia di tornare a casa. Forse è stato un errore accettare questo incontro.

Sapevo che non era un incontro di lavoro, ma mai avrei pensato che Thomas avesse questo atteggiamento  predatore con me. E poi così esplicito.

Forse è così determinato perché ha saputo di chi sono l’ex moglie? Mah!

Alla fine, se non altro, sono  consapevole che non sarò mai sua. Non è lui il mio uomo. In nessun momento ho provato attrazione fisica per lui. Insomma, malgrado le sue lusinghe, non mi è mai venuto il desiderio  di baciarlo, neanche di toccarlo….

Christian…, il  richiamo  al suo prezioso nome è incessabile.

Chiudo gli occhi e gli accarezzo le braccia muscolose e vellutate, avvicino le mie labbra alle sue, turgide, carnose e sento la sua lingua che invade la mia bocca in una danza sensuale. Dio……  che  voglia di baciarlo……

Ho un fremito  che mi percorre da testa a piedi e  lo  stomaco si ingarbuglia. Stringo forte le cosce, ancora più forte. Sento pulsare proprio li, dove un suo tocco mi farebbe andare in estasi.

Lui è il mio uomo ed io sono sua, solo sua.

Max mi sta aspettando sul divano, pronto con il pigiama per andare a letto. Questa sera è il turno della favola di Peter Pan, gli piacciono le scene con Trilly. A chi non piace Trilly con  i suoi gelosi scampanellii.

Quando si addormenta gli rimbocco le coperte e spengo la luce.

Mark è al suo posto di guardia.

Emma segue alla televisione David Letterman che intervista la  coppia di attori principali della fiction che  guarda tutti i giorni. 

Vado a sedermi  vicino, sul divano.

<Che cos’è successo, Ana? Sembri stordita> mi chiede senza distogliere lo sguardo dallo schermo.

E’ bello avere degli amici che capiscono al volo il tuo umore e lei è molto acuta.

Mi dispiace farle perdere l’intervista, ma ho troppo urgenza di raccontarle l’incontro di stasera, per avere una sua opinione e anche perché parlandone mi si schiariscono le idee e vedo dei particolari che altrimenti mi sfuggono.

<Ma ti ha detto proprio “dovrai essere solo mia”? Cavolo  che pretenzioso. Sembra molto sicuro di se. Oppure ha frainteso un tuo messaggio. Non mi è molto simpatico Ana, stai attenta a lui, non mi convince>

Mi mette in guardia Emma alla fine del resoconto.

Se il  comportamento di Thomas non la convince, cosa direbbe se le raccontassi di Christian.

Un sorriso  malizioso mi si stampa in viso mentre  vago con il pensiero.

Il pacchetto degli incentivi, verghe e flagellatori, premi e punizioni”

Oh, no! Riaffiorano particolari che in questi anni  ho cercato con tutte le mie forze di cancellare. Tutti i miei sforzi vanificati.

<Anastasia!> mi richiama Emma <dove sei con quell’espressione imbambolata?>

Nella Stanza dei Giochi”

Davvero, vorrei esserci… chissà se esiste ancora?

<Un tenero ricordo…..> rispondo cercando di controllare  sorriso e lacrime che si fanno strada inesorabili.

Prima di andare a letto telefono  a mia madre.  Sentire la sua voce, anche se solo  al telefono, mi calma. Le racconto di questi giorni e la informo della mia decisione di  andare a Seattle questo fine settimana.

Quando chiudo la comunicazione mi viene in mente che dovrei avvisare anche Christian che accetto la sua richiesta di raggiungerlo  a Seattle con Max.

Dopo le sue maniere sgarbate di oggi pomeriggio, però,  l’idea di parlare con lui non mi lusinga molto. E poi non vorrei che si accorgesse che sono turbata.

Perché è così che mi sento dopo l’incontro con Thomas.

e anche dopo aver ripensato alla sua stanza dei giochi”

Dargli solo il sospetto che la serata non è stata  di mio gradimento? Una soddisfazione del genere. Mai!

Ad ogni modo accendo lo stesso il computer, non trovo nuove e-mail.

Prima di  collegarmi con skype, mi schiaffeggio le guance, massaggio gli occhi e le tempie, stampo un sorriso smagliante a prova di sguardo indiscreto di Mr. Grey.

Ma anche dopo dieci minuti non ottengo risposta.  Dove sarà?

Spengo tutto  e mi infilo a letto.

MERCOLEDI

Durante la notte Max si agita un paio di volte e mi alzo per portargli un bicchiere d’acqua.

Dormo poco e male anch’io.  Continua a tornarmi in mente quel tono roco della voce di Thomas e quell’inquietudine da pelle d’oca che mi ha lasciato.

Alle sei mi alzo stanca, non ho molta voglia di andare a correre.

Quando vado in cucina e trovo Steve pronto che mi aspetta, metto da parte la pigrizia e mi vesto in fretta.

Provo il nuovo allenamento che mi aveva consigliato, dieci minuti di corsa tranquilla,  tre minuti di scatto veloce. Quando rientriamo a casa sono stanca, ma rinfrancata e carica di nuova energia, pronta per affrontare la giornata.

Dopo il lavoro, come d’accordo, Max si ferma al doposcuola ed io vado al salone di bellezza, accompagnata da Mark.

Due esperte estetiste si occupano del  manicure-pedicure-depilazione.

Mi faccio dare anche qualche consiglio per un trucco leggero. Finalmente imparo a fare bene l’eye-liner. Era ora!

Acquisto anche una crema profumata per il corpo e nuovi cosmetici per il trucco.

Con il parrucchiere mi accordo per un taglio scalato e una maschera ristrutturante.

Alle cinque sono pronta. Pago il conto senza guardare di proposito il totale e ringrazio mentalmente Mr. Grey per la sua generosità.

Mark mi sta aspettando  all’ingresso e va avanti e indietro impaziente. Lo guardo sospettosa,  siamo entro l’orario programmato, perché sembra così sulle spine.

Quando esco dal salone  mette maggior attenzione nel controllare la strada e mi fa salire in fretta nel SUV.

<Che cosa  succede? Max sta bene?> gli chiedo appena entrati in macchina,  mi ha messo ansia.

<C’è Steve  insieme a  suo figlio, ora passiamo a prenderli Mrs. Steele> mi  risponde freddamente.

<Posso sapere qualcosa di più specifico, per favore?> la mia voce è stridula adesso,  ho urgenza di sapere.

<Abbiamo avuto ordini  di alzare il livello di sicurezza . Non ho altre informazioni da darle> sentenzia secco guardando dritto davanti a se e immettendosi nel traffico.

 

Continua…

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24 commenti

  1. lolly74

    ANTHEA e stato bellissimo e anche molto intrigante….. brava continua cosi,nn vedo l’ora che arrivi sabato prossimo ciao a presto.. 😉

  2. alisa69

    Grrr. ?..troppo corto, troppo Corto! !
    ma Bellissimo! Sabato è un bel giorno…
    sei molto brava Complimenti!

  3. Benedetta

    Stupendo veramente stupendo ma non posso aspettare fino a sabato e una tortura bravissima mi piace e mi prende sempre di più questo racconto….

  4. Habanera

    Rinnovo i complimenti e aggiungo che sara’ una tortura apettare una settimana per conoscere il seguito.

  5. magala

    nooooo non posso aspettare fino a sabato ……. ti prego …..adesso che si fa interessante

  6. monica

    nooo nn puoi fermarti così!!! ke ansia e cm si fa ad aspettare fino a sabato prossimo! cmq sei bravissima e qst storia é stupenda

  7. Danielle

    Ma questa è una tortura, abbi pietà almeno 2 capitoli alla settimana.

  8. sessuologo comportamentale

    Un libro per l’estate 2013 che si possa poi mettere anche in pratica, favorendo la “crescita personale” è un completo manuale di auto-aiuto a 360 gradi, edito dall’editore veronese Ipertesto. Un manuale con test psicodiagnostici che ha aiutato tanti cittadini a migliorare il proprio stile di vita, vivendo decisamente meglio e riducendo (spesso annullando) tanti disturbi. Si tratta del manuale di auto aiuto “Il manuale pratico del benessere” ( Ipertesto editore), già alla sua seconda edizione. Oggi tra i più venduti tramite il web…

  9. cris

    Ti sei interrotta sul più bello. L’atmosfera si sta facendo rovente. Sono molto curiosa di sapere come prosegue.

  10. Neemia Fortu

    wow!!!mmhhhhhhh!!questo thomas mi da’ da pensare!!!caspita che ansia!!!e se questi racconti fossero tutti racchiusi in un bel libro??sarebbe bellissimo!!!complimenti continua cosi’!!!

  11. Adry

    Bravissima ci aspetta un’altra luuuuuunga settimana!!!!!!!

  12. lisa

    Anthea possiamo chiederti di pubblicare un capitolo intorno al mercoledi’? Non farci aspettare di più…la tua storia è la più bella perchè totalmente originale…facci contente! Brava!

  13. Anthea

    Che piacere leggervi. Rinnovo i miei ringraziamenti a tutte.
    Capisco che una settimana sia lunga, aspettando il prossimo capitolo, ma questi sono i tempi dettati dal blog e veramente in questo periodo mi fa comodo che siano così.

    Se proprio vi mancano tanto ricominciate a leggerli dall’inizio 🙂 🙂 🙂

  14. Sfumina93

    Come è bello leggere qualcosa di autentico…sono una grandissima fan della trilogia e mi capita spesso di trovarmi a leggere altri fan fiction ma più vado avanti più mi accorgo che quello che è scritto è una grandissima cavolata! la stupidità su carta…fino ad ora sei l’unica che in pochi capitoli ha scritto ciò che volevo leggere..cogli in pieno l’essenza frustrata di Grey e l’innocenza di Anastasia..mi piace un casino tutto quello che hai descritto e come lo hai fatto…NON VEDO L’ORA DI LEGGERE IL PROSSIMO CAPITOLO!! Non lasciarci sulle spine per molto…SCRIVI SCRIVI SCRIVI perchè è qualcosa che ti riesce in modo magnifico!Un caloroso abbraccio dalla Sicilia :

  15. ROSANERA

    Ogni capitolo che leggo…. sono sempre più intrigata!!!
    Cosa sta per succedere ora??

    Soffffferenza………

  16. serenity

    vorrei avere la metà del dono che avete voi 🙁

  17. kinzia

    bravissima ti ho scoperto solo mercoledi’ e gia’ mi sono appassionata. Quindi i capitoli se non ho capito male,vengono pubblicati ogni Sabato? grazie per la bella lettura!!!!!!!!!!!! baci

  18. magala

    LI HO GIA RILETTI VARIE VOLTE …. MI MANCA IL CAPITOLO NUOVO TI PREGO NON FARCI ASPETTARE ……

  19. Cassieblue333

    Complimenti! Personaggi credibili e verosimili….Sto contando le ore che mi separano a domani!!!

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