Fan Fiction! 50 Sfumature di.. ‘Di più’! 10° capitolo

Fan Fiction ispirata alla trilogia di E L James!

ANTHEA

Presentazione dell’autrice Anthea:

Fanfiction basata sulla trilogia “50 Sfumature  di Grigio” di E.L. James.

Ad un certo punto la storia di Anastasia e Christian prende una strada diversa da quella destinata dall’autrice E.L. James.

Per una comprensione corretta della trama si consiglia di leggere prima la trilogia completa.

Vietata la lettura ai minori.

Si ringrazia GraficViol@ per le immagini.

“Di  più” proprietà intellettuale di  Anthea autrice – Vietata la riproduzione anche parziale.

****Chi sogna di giorno conosce molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte****     Edgar Allan Poe.

[warning]Lettura destinata ad un pubblico di soli adulti. Questo sito non si assume la responsabilità di lettura da parte di minori[/warning]

Musiche inserite nel racconto consigliate durante la lettura.

10° CAPITOLO

Alloggiamo   dall’altra parte della città, è una zona immersa nel verde, con cottage,  villette e  condomini . Fanno da contorno all’abitato, due parchi pubblici tenuti molto curati.  Uno con tanti giochi per i bambini e l’altro con lo spazio per i cani,  lo stagno, cigni,  ochette e  anatroccoli che io e Max frequentiamo tutti i giorni.

L’appartamento di Emma  è al secondo piano di un piccolo condominio.

Appena atterrati,  le  ho telefonato  avvisandola del nostro arrivo e ci sta aspettando sul pianerottolo.

Max   le corre  subito incontro per   salutarla.

L’abbraccia con riguardo e affetto  <ciao nonna Emma , siamo tornati> la bacia sulla guancia.

<Ciao Max, tesoro mio, hai fatto buon viaggio?>

Lui, al ricordo del viaggio in aereo, si agita <siamo saliti sul suo aereo> le dice   guardando  Christian, che nel frattempo è rimasto indietro,  fermo vicino a me.

Emma  guarda Christian, lo squadra prima con un cipiglio serio.  Poi quando  vede bene i suoi lineamenti   delicati e riconosce la somiglianza con Max  ne resta affascinata e gli fa un sorriso malizioso.

<Mi presenti il tuo amico, che ha un aereo>  si rivolge a Max accarezzandogli una guancia.

Max segna Christian con l’indice, non è il massimo del bon ton ma i bambini non vanno tanto per il sottile.

<Lui è Christian, un amico speciale della mamma e  mio…> – <ehmmm…. amico speciale anche mio> si corregge.

Christian trattiene un sorriso compiaciuto per la presentazione di Max.

<E’ un piacere conoscerla Mrs. Smith>, dice a Emma  stringendole  vigorosamente la mano.

< Ana mi ha parlato molto  di lei. Non le sarò mai riconoscente abbastanza per l’aiuto che le ha dato, anche con Max. E ci  scusi per il disagio di questi giorni. I miei uomini  le hanno messo a soqquadro la casa per  installare i sistemi di sicurezza. Si tratta di un’emergenza.  Ana le spiegherà tutto>

Il suo tono è caldo e le lancia il suo sguardo ammaliatore.

Il viso di Emma si addolcisce automaticamente.

<Non si preoccupi per questo, non mi hanno dato disturbo. Per quanto riguarda Ana e Max ci siamo presi  cura reciprocamente. Sono i miei due angeli.>

Cerca la sua completa attenzione scrutandolo  sostenuta.

<Guai a chi pensa  di far loro del male> lo dice con molta calma, è una minaccia gentile. Ma coglie impreparato Christian che resta  interdetto.

Ci invita a entrare e appena apre la porta uno squisito aroma  di arrosto ci da il benvenuto in casa di Emma Smith, cuoca raffinata.

I suoi nonni materni erano di origine italiana e dalla nonna ha appreso l’arte della cucina mediterranea. Qualsiasi cosa abbia a che fare con il cibo per lei è un rito sacro, dalla mondatura delle verdure alla cottura di carni pregiate.

Max  prende per mano Christian che ha alzato il naso rapito dal profumo,  e lo trascina  dentro.  Ho il sospetto che gli farà vedere tutti i disegni che ci sono in giro per casa. Ne avranno per un bel po’.

Io approfitto per stringermi in un abbraccio la mia cara amica Emma   che mi battendomi  dei colpetti  sulla schiena,  mi sussurra in un  orecchio  <Per forza non ti piace  nessun uomo,  un esemplare del genere  fa terra bruciata e non lascia speranze per nessuno. E’ un sogno di ragazzo Ana. Se avessi  vent’anni in meno farei pazzie per un tipetto  così…>  strizza l’occhio in segno di intesa e passa il pollice dritto sulla guancia.

E’ sempre simpatica e ironica, non mi sono mai annoiata con lei.

<Cerca di tenertelo stretto, è..  è … accecante!> aggiunge alzando le sopracciglia intrigante.

Ora la guardo stupita. Va bene incoraggiarmi al riavvicinamento al  padre di mio figlio ma qui credo che centri l’incantesimo che Christian fa a tutte le donne. Le cattura così.

Alzo gli occhi al cielo.

Oh mio Dio!  Ritorno a fare quel gesto. Mi viene da pensare che sia Christian a favorirlo, solo quando c’è qualcosa che mi fa spazientire  con lui, alzo gli occhi al cielo.

Dove sono finiti?

Il chiacchiericcio entusiasta di Max proviene  dalla sua cameretta.

Forse è meglio che vada a salvare Christian, è tardi e deve ripartire.

Mi appoggio alla porta. Sono seduti a terra e guardano nella cornice digitale le fotografie di Max.

Un  album che ho tenuto aggiornato da quando è nato.

Max le conosce a memoria, gli piace rivederle in continuazione e spiegare tutte le situazioni in cui sono state scattate. Christian guarda le foto imbambolato in silenzio. Riesce solo ad annuire per far capire a Max che lo sta seguendo.

Sono  indecisa, non so se intervenire o lasciarli soli.

Opto per la seconda scelta e mi viene in mente che potrei dare subito i file dei miei manoscritti a Christian, avrà sicuramente con se qualche diavoleria tecnologica dove copiarli.

Accendo il  vecchio portatile  che ho in camera mia, dove conservo tutti i documenti e  preparo  il materiale da copiare.

Un fruscio leggero sulla porta mi fa girare. E’ appoggiato allo stipite con un braccio alzato e la testa inclinata.

<Devo andare, l’aereo è  pronto per il decollo>  un ombra di tristezza nella sua voce.

Anche a me dispiace che se ne vada. So già che avrò un attacco di solitudine stasera.

Vorrei dirglielo per condividere questo momento di malinconia, ma a che scopo?

 

“Nessun coinvolgimento sentimentale” le sue parole continuano a rimbombarmi dentro.

<Christian vorrei  darti la copia dei miei libri, hai  con te una memoria dove li posso copiare,  ho già  tutto pronto>.

Mi passa un aggeggio  piccolo e compatto, che trasuda tecnologia  di  ultima generazione naturalmente, che aveva nella tasca interna della giacca. Non serve neanche la presa,  connettiamo con  il bluetooth   e li scarica subito.

<Domani li porterò alla Grey Publisher,   Mrs. Roach  li sta già aspettando> mi dice rimettendo  il gingillo  in tasca.

Lo accompagno alla porta.

Arriva  Max  che lo saluta amichevolmente   battendo cinque.

<Ciao Max, ci rivediamo presto> lo saluta Christian.

Anche Emma  si avvicina,  gli stringe la mano risoluta,   poi prende Max e ritornano in cucina.  Restiamo  un ultimo momento da soli.

<Steve e Mark resteranno  con voi.  Prenderai  accordi con loro per tutti i tuoi spostamenti. Cercheranno di essere elastici e di agevolarti  più  possibile. Durante la giornata saranno entrambi in servizio e  potranno  dividersi.  Uno resterà con te e uno con Max. La sera invece resterà uno solo in servizio, a turno> snocciola  tutto d’un fiato.

“Agli ordini Mr. Grey!”

Prende entrambi le mie  mani tra le sue e io stringo automaticamente  un istante le palpebre. La scossa mi parte dalla  testa, scende lungo  la schiena  e le gambe, rimbalza in su  e si ferma sul cuore che accelera di colpo  i suoi battiti.

<Sono terribilmente in ansia per la vostra sicurezza. Sarò lontano e vorrei assicurarmi che stiate bene.>

Il tono  della sua voce cala, diventa cupo e concreto.

Annuisco guardandolo negli occhi. Ho il cuore in gola.

<Bene> sussurra.

 

Posa  delicato le sue mani sulle mie  braccia e tiene il suo sguardo fisso sul mio.

<A presto, allora>.

La nostra reciproca attrazione  è sempre in agguato, appena accorciamo le distanze ci avvolge come un turbine.

Sento il corpo di Christian che si irrigidisce per contrastare  questa forte emozione. Anch’io cerco di non farmi travolgere, resto impassibile con lo sguardo incollato ai suoi occhi,  cercando di decifrare il messaggio silenzioso che li attraversa.

Non mi accorgo di mordermi il labbro  finché lui non me lo libera con il suo pollice,  scuotendo piano la testa.

Non so cosa mi trattiene dal  saltargli addosso,  devo liberarmi da questo contatto che mi sta annientando.

Siamo come una bomba innescata che sta per esplodere.

Mi muovo io per prima, sposto la testa sul suo collo,  nell’incavo tra il  mento e la spalla. Mi rifugio in quell’angolo rassicurante, dove posso riempire i miei polmoni dell’aroma della sua pelle. Faccio il pieno anche per i giorni che non potrò averlo vicino. I miei respiri sono talmente forti e lunghi che mi fanno girare la testa.

Lui mi accarezza i capelli respirando  affannosamente vicino al mio orecchio.

Nessuno dei due è in grado di parlare, ma  il nostro legame è talmente profondo che  comprendiamo  di più i nostri turbamenti  stando vicini che non con  mille parole.

Vorrei restare per sempre sospesa in questo momento senza tempo, con la  dolce sensazione di protezione che le sue braccia mi trasmettono.

Ma,  come in tutti i bei sogni, arriva il momento di separarci.

Fuori c’è Taylor che lo aspetta impaziente, sono in ritardo, l’aereo deve rispettare  il piano di volo.

<Ciao> mi dice con la voce roca.

<Ciao>

Lo guardo uscire e   scendere le scale con Taylor, poi rientro insieme a Steve e Mark che avevano aspettato  fuori dall’appartamento.

Vorrei affacciarmi per vederlo partire, un ultimo sguardo. Sicuramente lui si girerà verso la finestra.

Ma non cedo e mi trattengo, sono già sotto attacco di nostalgia. Basta.

Raggiungo  Max in cucina,  era affamato ed Emma  ha provveduto alla sua cena. Lo guardo con tenerezza mentre mangia  con appetito.

<Grazie per avergli preparato la cena> dico a Emma e, rivolgendomi a Max:

<Quando hai finito ti preparo per andare a letto. Per domani mattina dovrai essere in forma, si ritorna a scuola>

<Uh… uh!  posso guardare un po’ di televisione prima di andare a letto?> mi risponde  sbadigliando. Ma  non vuole arrendersi  mai alla stanchezza?

Lo accontenterò, tanto prenderà sonno  subito sul divano.

Dopo che Max si è addormentato, ceno con Emma  e lei approfitta  per farmi il terzo grado. E’ curiosissima di sapere come sono andate le cose in questi giorni.

Inizio  dal mio arrivo a Savannah  e le racconto tutto, confidandole anche le forti e contrastanti emozioni che ho provato.

Lei conosceva  già in parte la mia storia con Christian. Oltre a Josè era l’unica a sapere che Max era suo figlio. Però le avevo fatto credere che stavamo fuggendo da lui per paura che ci facesse del male e non  le avevo  detto in realtà  CHI era Christian.

Non gli avevo mai rivelato il suo cognome, quindi per lei è stata una sorpresa saperlo ricco, con l’aereo e tutto il capitale annesso e connesso.

<Grey… Mr. Grey…. Ho ospitato per tutto questo tempo il figlio del ricco magnate Christian Grey> continua a ripetere allibita.

Non se ne fa una ragione.

<Devo controllare negli archivi, se non ricordo male, il suo nome compare nell’elenco dei più generosi donatori dell’ ONLUS>

Mette le mani sulla testa <potevamo scatenare un conflitto di interessi> esclama atterrita e divertita allo stesso tempo.

Non mi sfugge l’ironia della situazione e abbasso la testa impacciata.

<Ana, tesoro> mi richiama seria <non recriminare sulle tue decisioni. Percepivi una minaccia per te e tuo figlio e ti sei allontanata da lui. Hai seguito il tuo istinto senza scendere a compromessi. Sei stata coraggiosa> afferma sorprendendomi per la forza  delle sue parole.

<E ora cosa pensi di fare?> mi chiede determinata.

<E’ una brava persona, Emma. Non ci farà mai del male, non consapevolmente almeno>

<E… inconsapevolmente?> ribatte secca.

<Non lo so>  concludo esitante.

Devo purtroppo ammettere con me stessa che questo è un infido dubbio che continua a strisciarmi sotto la pelle.

Il suo atteggiamento è stato  criptico e indecifrabile, impossibile  da valutare.

Con quanti demoni e sfumature combatte ancora?

Dopo aver soddisfatto i numerosi  interrogativi di Emma che si rivela peggio della Santa Inquisizione,  mi congedo e vado in camera mia.

Steve è  in salotto davanti al monitor, è rimasto in disparte tutta la sera, non ci siamo neanche accorti della sua presenza. Mark dev’essere andato a riposare.

Le spalle sono pesanti come se stessero trasportando un macigno. Sono stanca, ho sonno, l’alzataccia di stamattina, l’apprensione in aereo.

Ma ho ancora una cosa importante da fare. Prendo il cellulare e cerco il numero di Ray nella rubrica.

Ancora una confessione, ancora amarezza e recriminazioni. Oggi va così.

<Pronto… papà, sono io, Ana>

Silenzio.  “Ho sbagliato numero?”

Guardo il display, c’è scritto Ray….

<Pronto, papà, mi senti?>

Un sospiro. <Sono qui Annie, ho parlato con tua madre un’ora fa mi ha detto tutto. Aspettavo la tua chiamata> ha un tono calmo e allo stesso tempo agghiacciante.

Mi aspetto una sfuriata.

<Sono  troppo arrabbiato con te per parlarti e vorrei evitare di dirti cose di cui mi posso pentire. E’ meglio che ci risentiamo tra qualche giorno>, tuona secco.

<Papà, per favore, ho bisogno di sentire la tua voce>,  supplico.

Sono state le ultime parole che sono riuscita a dirgli.

E’ stato come aprire una cateratta, mi ha rovesciato addosso tutta la frustrazione repressa in questi anni. Conoscendolo,  l’ho lasciato sfogare ascoltando tutti i rimproveri e le imprecazioni  che doveva rivolgermi.

<Quattro anni senza sapere dove cercarti, ti rendi conto. Poteva accaderti qualsiasi cosa e nessuno della tua famiglia sapeva dove trovarti>.

<Papà, ti prego. Ricevevi sempre le mie lettere>,   ormai dovrebbe aver esaurito la rabbia e cominciare a ragionare.

<Annie, Annie.. per l’amor del cielo,  non permetterti mai più di farmi una cosa del genere, mai più! Hai capito>,  strepita ancora.

Ma il tremolio della sua voce tradisce l’intensità delle emozioni che lo sommergono.

E questo mi fa pensare che la mia lontananza lo abbia oltremodo indignato. Di solito non si lascia trasportare dall’emotività.

<Per favore….. Cerca di capirmi non avevo scelta…. Papà ti voglio bene>.

Il rumore del suo respiro  mi arriva amplificato nel telefono, come il sibilo del vento tra i rami spogli d’ inverno.

<Anch’io ti voglio bene Annie…. >, si schiarisce la voce con un colpo di tosse.

<Meglio  risentirci domani, però…>, aggiunge roco.

<Va bene, ti richiamo io. Buonanotte papà>.

Guardo mortificata il display del cellulare che si spegne.

Credo che questo sia stato  il confronto  più penoso  che io abbia avuto in questi giorni. Vorrei averlo vicino per abbracciarlo.

 

Il  ritratto di Max che mi fa l’occhiolino dal salvaschermo mi ricorda che il computer è ancora acceso, dovrei scaricare la posta e riportare degli appunti. Invece lo spengo e mi infilo a letto.

Crollo  subito in un sonno agitato.

Lunedi

Sono distesa a letto sotto la coperta, e allungo la mano verso un  infinito di luce bianca. Cerco di prendere qualcosa, forse un’altra mano, in fondo alla luce. Il mio braccio si allunga, si allunga, si allunga ancora finché mi sento cadere nel baratro della luce che diventa scura, nera e profonda e mi prendono le vertigini.

Mi sveglio sudata,  il senso di vertigine mi fa girare la testa e il cuore mi batte forte.

Cerco di riprendermi.  E’  un incubo che si ripete di frequente in questi ultimi anni, non mi  spaventa tanto, piuttosto mi lascia stordita.

Guardo l’ora sulla mia sveglia, sono le cinque  e dieci, è presto.

Mi rigiro più volte sul letto, ma non riesco più a riprendere il sonno.

Decido di alzarmi per bere qualcosa di caldo e accendo il computer per fare il lavoro che non sono riuscita a finire ieri sera.

Steve è sveglio, ancora al suo posto.  Gli chiedo se vuole del tè  e lui accetta.

<Steve, vorrei andare a correre nel parco qui vicino per un’ora circa, pensi che sia possibile, hai avuto disposizioni a riguardo?>

Sfrutto quest’ora insolita e la probabile stanchezza di Steve,  per sondare  la libertà di  cui ancora posso disporre.

<Certo Mrs. Steele, abbiamo già avuto il benestare e controllato la zona. Alle sei arriverà  Mark e potrà uscire con lui. Io mi fermerò qui fino a quanto rientrerete.

Volevo anche chiederle i suoi impegni di oggi per poter  organizzare gli spostamenti.>

 

Ohh… che efficienza, Christian  li ha avvisati delle mie abitudini, o forse è stato Taylor.  Ad ogni modo,  mi fa piacere che non ci sia niente in contrario.

Oggi è lunedì e riprende la nostra vita normale di tutti i giorni, quindi è abbastanza facile prevedere gli impegni della giornata.

<Usciamo alle otto e andiamo a piedi alla scuola. E’ a soli dieci minuti. Ci restiamo  fino alle tre del pomeriggio circa, poi rientriamo passando per il parco dove ci fermiamo  da mezz’ora ad un ora. Oggi, forse, dovrò uscire nuovamente per portare Emma  a fare la spesa. Ma di questo potrò essere più precisa dopo averle parlato. Per stasera al momento non ho impegni> guardo Steve che prende appunti su quello ho detto.

Fa qualche obiezione riguardo al tragitto da e verso la scuola , ma dopo qualche mia insistenza accetta di lasciarcelo fare a piedi.

Ritorno in camera e vedo che l’icona della posta lampeggia. Scorro le e-mail.

Solo una comunicazione della banca  e le ricette on-line  della settimana di un magazine di cucina  per Emma. Le altre   le cancello direttamente sono tutte SPAM.

Speravo di trovare un messaggio da Christian, ma  a Seattle è notte fonda, sarà a dormire. Spero. Da solo? Con una donna? L’idea mi mette in  allerta.

Non ha fatto alcun accenno alla sua vita privata  in questi giorni, e io  ho evitato con tutte le mie forze di  fargli delle domande dirette.

Il pensiero di saperlo accanto a un’altra donna  che lo guarda, che lo tocca, che..

Mi uccide.

Da quando lo ho rivisto non posso più catalogarlo tra i miei incubi, ora fronteggio di nuovo la realtà. E nella realtà pensarlo tra le braccia di un’altra donna mi toglie il respiro.

Scaccio il sospetto che  entra nella mia mente. Non voglio riflettere su questo argomento, diventerebbe un’ossessione  senza via di uscita, almeno finché non saprò come stanno le cose, con la conseguenza  di mettermi  nello sconforto.

Esco  per la corsa del mattino  con la guardia del corpo, sono a disagio non sono abituata ad avere qualcuno vicino  che mi segue.   Spero di riuscire ad abituarmi alla loro presenza.  Uff…

A scuola informo le  insegnanti che  la presenza di  Mark , o di Steve, sarà necessaria  per la sicurezza di Max. Non ho fornito molte spiegazioni e loro mi hanno facilitato accettando senza farmi domande.

Alle tre Max si è svegliato dal riposino ed io ho finito il mio lavoro.

Ci incamminiamo verso il parco, con un sacchetto di pane per gli anatroccoli.

Abbiamo la scorta di entrambi gli uomini della sicurezza, Max  è preso nel dar da mangiare ai piccoli.

Sono sei anatroccoli,  nati un paio di settimane fa. Quando Max getta loro il pane, quattro sono veloci e si  spartiscono il boccone, due restano sempre a secco. Allora lui s’impegna ad allontanare i quattro più voraci, per dare il pane agli altri due. Ma sembra una missione impossibile, i quattro hanno uno scatto rapido e divorano tutto.

<Mammaaaaaa,  aiutami ad allontanarli, hanno mangiato tutto loro. Gli altri due moriranno di fame. Li portiamo a casa così li possiamo sfamare?>

Trattengo una risata, non voglio che si senta preso in giro. Ha preso la cosa molto seriamente.

Che faccia parte del DNA questa  fissazione sulla fame.

Le urla disperate di Max fanno avvicinare anche Steve, che mi aiuta. Prendiamo uno per ciascuno i due anatroccoli e li mettiamo  con il cibo sopra la panchina perché possano mangiare senza l’invasione degli altri quattro che pigolano correndo a destra e sinistra.

Nella confusione riesco a sentire la suoneria del cellulare. Mi siedo sulla panchina e rispondo senza guardare il numero.

<Ciao>  un tuffo al cuore mi dice che è Christian, la sua voce mi fa sempre questo effetto, riuscirò mai ad abituarmi?

<Ciao> mi esce una nota stridula che naturalmente nota subito.

<Va tutto bene Ana, sembri affannata?>

Gli racconto divertita  la scena di Max paladino dei due anatroccoli, tenendo la voce bassa per non farmi sentire.

<Beh, mi sembra una buona cosa che abbia già l’istinto di prendersi cura dei più deboli. Non prenderti gioco di lui> mi ammonisce, ma non riesce a restare serio  come vorrebbe.

C’è Max che mi continua a chiamare perché vuole che ritorni allo stagno e Christian lo sente strillare.

<Ti  chiamo più tardi, quando pensi di rientrare a casa?>

<Dopo accompagnerò  Emma  a fare la spesa, sarò di ritorno tra un due ore, se non è troppo tardi>

<Ok, a dopo>  chiude la comunicazione.

In auto,  mentre andiamo al supermercato sempre ben scortati da Steve e Mark,   Emma  mi informa che è arrivato un pacco per me. Mi sembra strano perché non ricordo di aver ordinato merce  su internet, poi non ci penso più.

Passo anche alla cassa del bancomat per ritirare del denaro in contanti, ho speso forse più del dovuto durante il viaggio e controllo  il saldo del conto.

Riguardo più volte la ricevuta uscita dalla macchinetta  del bancomat. C’è scritto un saldo con  tre zeri in più di quello che avevo. Non capisco, forse c’è un errore nella stampa. Controllerò dopo da casa sul conto on-line

Sembra che oggi Emma  debba comprare tutto il negozio. Ci impiega più tempo del solito ed io ho fretta di rientrare a casa. La telefonata  di Christian mi ha resa impaziente.

Finalmente  ritorniamo a casa.  Max  si offre di aiutare Emma a   mettere in ordine la spesa nella dispensa. Lui è tutto precisino e gli piace mettere ogni cosa al suo posto.

Steve mi ricorda del pacco, vuole aprirlo lui  e controllarne il contenuto.

Mi porge il biglietto che c’è all’interno, scritto a macchina:

**Sono  in…    prestito.  Christian**

Sorrido, era il mio tormentone. Non volevo mai accettare i suoi regali e li consideravo sempre in prestito.

Questa volta mi ha anticipato la battuta, va bene vediamo cosa mi ha mandato.

<Steve dovrebbe essere tutto a posto, li ha mandati Mr. Grey>  gli annuncio per semplificargli il compito.

<Sì, ero stato avvisato, ma è sempre meglio controllare> risponde serio.

Mi porge uno scintillante MAC ultima generazione, e un   iPAD mini piccolo e maneggevole.

<Se le serve qualche informazione sul funzionamento non esiti a chiedermelo.

Sono dotati  di programma aggiornati. Troverà anche il suo nuovo account per la posta elettronica protetto  e collegato al nostro server,  i messaggi in arrivo all’altro indirizzo verranno trasferiti filtrando le SPAM naturalmente> mi spiega  con competenza.

Wow, sempre premuroso Mr. Grey, chissà perché me lo aspettavo.  Sembra un suo modo di darti il benvenuto, fa parte del pacchetto “Christian Grey,  tutto incluso”.

E avrà sicuramente notato che la mia attrezzatura  informatica è antiquata.

 

“E’ per la sicurezza…  e intanto ti tiene sotto controllo” mi suggerisce velenosa la vocina.

Mi dirigo in camera mia  con il nuovo computer e lo  accendo  per  capire come usarlo, tra poco mi chiamerà e vorrà sapere se riesco a farlo funzionare.

Mi viene in mente che dovevo controllare il mio conto on-line e accedo alla pagina della banca.

Anche qui risulta un saldo con una cifra spropositata. Controllo allora i movimenti ed ho la risposta ai miei sospetti.  L’esorbitante versamento arriva dal conto personale di Mr. Grey. Non viene indicata nessuna causale.

Pazzesco, è una cifra enorme, cosa  diavolo pensa di fare dandomi tutti questi soldi?

E come ha fatto a trovare il conto. E’ a nome di Emma Smith, io sono solo cointestataria e il mio nome non risulta,  anche se abbiamo un accordo privato che del conto dispongo solo io.

“Mr. Stalker ha colpito ancora”

Mi fanno  paura i suoi modi di invadere la privacy.

Stringo i pugni nervosa, non ho bisogno dei suoi soldi.  Quando abbiamo divorziato non gli ho chiesto né risarcimento, né alimenti. Gli ho restituito anche i soldi  che aveva messo  sul mio conto.

Non m’interessa il suo denaro, anzi  la sua ricchezza mi ha sempre messo a disagio.

Talvolta gliel’ho anche manifestato apertamente che disapprovavo il suo modo di usare  il denaro, ma a sua  discolpa  diceva “perché io posso” e così chiudeva il discorso.

Faccio un respiro profondo, non sono  obbligata a prendere una decisione adesso.

Apro la posta.

Affrontiamo Mr. Stalker  Milionario.

Data :  16 maggio 2016  ore 11.14  ora di Seattle

Da. Christian Grey

A:   Anastasia Steele

Oggetto:  Computer  e tablet in prestito

Ciao Anastasia,

prima  che mi rimproveri tengo a precisare che quanto in oggetto è un prestito.

Il tablet è dotato di una App che ti permette di prendere  appunti con la penna

(da usare al posto  del tuo insostituibile notes tutto stropicciato che hai in borsa)

e   scaricarli  direttamente nel computer.

Così non dovrai scrivere le tue note due volte.

Quindi serve per il tuo lavoro, per favore accettali.

A proposito dei tuoi libri  ti informo che li  ho già consegnati  a Mr. Cassidy, direttore editoriale della Grey Publisher e per fine settimana riceverai una loro offerta.

Ho letto  il primo libro durante il viaggio di ritorno.

Sono rimasto piacevolmente sorpreso. Sei brava, mi è piaciuto.

Il prossimo  fine settimana non ho impegni. Se sei d’accordo vorrei   rivedervi, mi mancate…

Preferirei  che  veniste voi qui a Seattle, vi ospiterò all’Escala, vorrei che tu prendessi  in considerazione la mia proposta.

Ti chiamerò più tardi.

Christian.

Christian Grey  Amministratore Delegato GEHI

°°°°°°°

Uhu..  il suo stile commerciale……

Sorrido al video del laptop e gli faccio la linguaccia.

Si è accorto  anche che prendo appunti nel notes. Ma quando? Forse l’altra mattina in spiaggia, mentre pensavo che fosse impegnato a giocare con Max. Io non mi separo mai dal mio blocco, quando mi passa nella mente un pensiero, o una parola, anche una canzone, qualsiasi cosa mi possa servire per scrivere me lo appunto.

Però è un pensiero carino. E poi il mio libro gli è piaciuto.

Rispondo subito.

Data :  16 maggio 2016  ore 17.48 ora  di Nashville

Da. Anastasia Steele

A:   Christian Grey

Oggetto:  Computer  e tablet in prestito <<<<<<< grazie

Ciao Christian,

gli oggetti, (in oggetto) sono stati graditi. Grazie.

Ti rimprovero solo  perché mi hai rubato la battuta sul “prestito” ma consideralo un peccato veniale.

Il mio stropicciato e insostituibile notes non è molto d’accordo per essere messo da parte,  cercherò di convincerlo.

Grazie per i complimenti al mio libro. Spero non cambierai idea leggendo gli altri ……

Anch’io sono libera questo fine settimana.

Sono ancora incerta se venire a Seattle.  Dovrei affrontare …. il passato. Forse non sono ancora pronta.

Comunque, come mi hai chiesto, ci penserò.

Prima ho controllato il mio conto corrente è ho trovato il tuo GENEROSO versamento.

Non sono d’accordo con quello che hai fatto, non ho bisogno dei tuoi soldi.

Mi sono  sempre arrangiata  con il mio stipendio senza mai far mancare niente ne a Max ne a me.

Ti prego di prendere in considerazione di  annullare l’operazione.

Grazie.

Ana

Schiaccio il tasto INVIO  e aspetto la sua risposta.

Andremo sicuramente a discutere per i soldi, ma non voglio accettare che non mi interpelli prima di mandarmi del denaro, quell’importo  enorme poi. Non so neanche come gestirlo.

Un conto era ricevere una piccola somma, con la scusa del mantenimento di Max ci poteva stare.

Ma sobbarcarmi una simile cifra.

Persa  nella  preparazione alla mia battaglia, non mi accorgo che un’icona azzurra continua a lampeggiare sul monitor.

Steve bussa alla porta  <Mr. Grey chiede se può rispondere su skype, deve schiacciare  l’icona che lampeggia> e richiude la porta.

Eehh… Skype? Questo proprio non l’ho mai usato. La mia esistenza, fino a cinque giorni fa, era doverosamente celata. Niente social network, niente blog, niente skype, niente di quelle diavolerie  facilmente rintracciabili; anche con un nikname, i cibernauti di Christian avrebbero potuto individuarmi.

Sistemo  la chioma ribelle e riempio d’aria i polmoni.  Forza, affrontiamo  Mr. Grey.

Schiaccio l’icona azzurra  e  appare subito sullo schermo.

La sua  aria impaziente non è molto invitante, ma  lui è sempre impaziente.  Mi guarda  stringendo le labbra.

<Qualche problema con la connessione?> ha un’espressione  fredda  e  controllata.

<Veramente pensavo che mi rispondessi con un messaggio e quindi ero in ascolto  della notifica della e-mail. Non stavo guardando il monitor>,  alzo solo… le sopracciglia, ma  la mia voce patetica tradisce il momento di difficoltà.

Non mi aspettavo di trovarmelo davanti, non per ricevere la risposta al mio messaggio sul suo denaro.

Chiudo un momento gli occhi per prepararmi a una discussione faccia a faccia.

Lui indugia fino a quando intercetta di nuovo il mio sguardo.

<Il denaro che hai nel conto non sono soldi miei> si ferma per vedere la mia reazione ma io resto impassibile, lo lascio continuare.

<è denaro tuo. Quando abbiamo divorziato hai lasciato quello che ti spettava per il tuo lavoro e  i soldi che erano nel tuo conto,  era denaro tuo>.

Cerco di concentrarmi su quello che mi sta dicendo.  Scuoto la testa infastidita, i conti non mi tornano.

<Non può essere una cifra così, è…. troppo>

 

<Quello corrisponde a una parte  dell’intero importo. Il resto è un anticipo su quello che ti devo per gli alimenti  a cui tu hai rinunciato e per il mantenimento di  Max. Se avessi saputo che eri incinta di mio figlio non ti avrei permesso di rifiutare  il mio sostentamento>.

E’ impassibile, come se fosse l’ultimatum su un prezzo  di vendita.

<Ho sempre provveduto a tutto il necessario  per entrambi. Non mi servono alimenti o altri risarcimenti>,  inghiotto amaro e sposto lo sguardo sulla scrivania.

Ho la voce incrinata dall’umiliazione.

Ma tu guarda! Arriva lui sventolando i suoi milioni per risolvere cosa? Non  voglio aver niente a che fare con i suoi soldi.

“Non ti avrei permesso di rifiutare..”

Ma chi crede di essere, ho deciso IO di rinunciare, non avevo bisogno del suo permesso.

<Ana, per favore, guardami.  Non volevo intromettermi  nella tua  gestione economica, anche se il tuo conto non aveva  larghe i disponibilità. Ti ho solo restituito il TUO denaro e nulla di più. Perché ti offendi?> Sbotta seccato.

Sono troppo sconvolta per  articolare una risposta sulla mia gestione economica, riesco solo a dire:

<Perché?    Perché  non mi hai interpellata prima. Perché è una cifra enorme che non  riesco a giustificare. Perché  ancora una volta…..  mi sento “usata” dai tuoi soldi>.

Mi lancia uno sguardo severo e io mi allontano di nuovo  dal monitor.

Sono frastornata.  Se guardo dal suo punto di vista la piazzata che gli ho appena fatto è assurda.

Insiste che quei soldi sono miei, perché dovrei rifiutarli?

E allora perché sono così arrabbiata e depressa.

Mi sento impotente,  devo prendere una decisione e vorrei avere qualcuno vicino per  un parere, un consiglio.

Ritorno al monitor. E’ lì  che mi aspetta  con la mano sotto il mento.

<Posso chiederti di riflettere su quello che ti ho detto e ritorniamo sull’argomento  un altro giorno? Tieni comunque a mente che non era mia intenzione né di mortificarti, né di offenderti>,  è tornato paziente e gentile.

Annuisco.

Lo scontro mi ha lasciata  stordita, senza forze. Dovevo chiedergli qualcosa?

Ho la testa vuota, non ho altri argomenti per ribattere.

<Vuoi  salutare Max? E’ in cucina lo vado a chiamare> spero che accetti così mi tolgo dall’imbarazzo.

<Mi farebbe piacere, grazie. Gli chiederò  di   raccontarmi   la storia degli anatroccoli>.

Vado a prendere Max e gli spiego che  vedrà Christian dentro al monitor .

<Ciao ragazzo> lo saluta Christian

Max guarda incuriosito lo schermo, poi si gira verso di me come per chiedermi “devo rispondergli?”

Lo incoraggio massaggiandogli leggermente la schiena

<Puoi salutarlo, ti sta ascoltando>.

<Ciao……  ma sei ancora sull’aereo?>  gli chiede curioso.

Christian gli sorride <No. Mi piacerebbe…  invece sono  nel mio ufficio. L’aereo è parcheggiato al sicuro>.

Rassicurato,  Max  risponde al suo sorriso  e Christian approfitta per chiedergli degli anatroccoli. Li lascio chiacchierare per qualche minuto di anatre, oche, stagni fino a quando si  danno la buonanotte.

Christian mi chiama e mi avvicino di nuovo al monitor per salutarlo.

<Ana, venerdì pomeriggio  Ros  rientra in aereo  a Seattle  da Savannah.  Potreste salire anche voi….. >

Si passa una mano tra i capelli nervoso.

<Vorrei ….  Vorrei tanto avervi qui il fine settimana. Stasera  sarò a cena dai miei genitori . Dovrò  informarli che ci siamo rivisti e anche di Max. Li conosco, soprattutto mia madre lo vorrà incontrare immediatamente>

Il suo atteggiamento ora è completamente cambiato.  Me lo chiede con il suo sorriso timido, è quasi una supplica.

Dovrei dirgli che uno dei motivi che mi  preoccupa   è proprio  affrontare il giudizio di Grace.

Mi era riconoscente perché diceva che Christian con me era finalmente felice. Aveva riposto su di me delle aspettative che ho disatteso miseramente. Mi sento male al pensiero di incontrarla.

<Non lo so, Christian, forse non sono ancora pronta.  Dammi ancora del tempo>  sussurro.

“cerca di capirmi, ti prego… non mettermi  fretta”

Mi saluta sbrigativo, è seccato.

Chiudo la connessione  e anche il computer stizzita.

Per la miseria,  è sempre pronto ad arrabbiarsi se non cedo subito alle sue richieste.

Ma anch’io  sono testarda,  mi ostino a temporeggiare   per sfuggire alle mie colpe.

Non posso certo spostare la data all’infinito.

Dovrò  incontrare Grace  in ogni caso, non posso sottrarmi.

Non voglio sottrarmi.

Va bene, ho deciso, andremo noi a Seattle questo fine settimana.

Ma a Christian lo dirò domani, non ho voglia di parlare di nuovo con lui.

Mi sento  sollevata, rinvigorita. E’ la decisione giusta.

Rivedrò Grace e Carrich, accetterò le loro ingiurie, perché  da loro posso aspettarmi solo che mi insultino dopo quello che ho fatto al loro figlio.

 

 

Continua…

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22 commenti

  1. Benedetta

    Una sola parola FANTASTICO continua così e non vedo l ora che sia sabato per leggere il continuo…..BRAVA…. 🙂

  2. monica

    ormai aspetto il sabato cn ansia x leggere la tua storia… é meravigliosa e tu sei bravissima!! continua così

  3. lolly74

    bravissimaaaaa sono molto felice per questo racconto spero ke continuerai e ke nn lo abbandoni…sei FAVOLOSAAAAAAAAAAA….nn vedo l’ora ke arrivi sabato…un abbraccio ciaoooo…………. <3

  4. concetta

    idem, anche io ormai aspetto il sabato, ma ti prego, fai ricominciare al più presto la loro storia, sto in pena

  5. Danielle

    Sei bravissima, non vedo l’ora che arrivi sabato.
    Secondo me scrivi meglio della James

  6. magala

    peccato che solo fra una settimana potremo leggere il seguito……
    bellissimo

  7. Neemia Fortu

    uffa!!!!adesso mi tocca aspettare dinuovo mamma che ansia!!!!sto soffrendo con loro!!COMPLIMENTI E’ SCONVOLGENTE IL MODO IN CUI TUTTO SI RICOLLEGA ALL’ORIGINALE,NON PENSAVO CHE FOSSE COSI’ STUPEFACENTE.

  8. cris

    Brava, ma che sofferenza è un tira e molla infinito. Ci fai stare sulle spine.

  9. irma

    si è proprio una sofferenza! spero che presto si ritrovino come un tempo e ritrovino l’amore di un tempo!

  10. serenity

    UN’ALTRA SETTIMANA NO..TI PREGO…MI FAI SOFFRIRE TROPPO..AHAHHAHAAH

  11. Anthea

    Grazie! Grazie! 🙂 🙂
    Devo dire che all’inizio è stato molto difficile per me accettare di far leggere a terze persone quello che scrivo.

    Ammetto sinceramente che è una “prima volta” (mmmmm….. mi sembra un eufemismo abbastanza azzeccato)

    Si tratta di una parte di me molto intima e difficile da lasciar libera. Però il vostro entusiasmo mi ripaga.

    Mi piacerebbe sapere quali situazioni in specifico preferite. O che non preferite.

    • monica

      è l’intera storia ad essere accattivante perché è nuova e originale… il fatto di non sapere qll ke succede ti tiene sulle spine ogni settimana. Tu scrivi molto bene e sei capace di trasmettere tt le emozioni ke vivono i protagonisti con le parole. La situazione più bella è sicuramente (x me) vedere christian e ana affrontare questa situazione così difficile ed emozionante in un contrasto tra la razionalità ( che per ora vince) e le emozioni forti ke tra loro sono sempre vive. Per me l’intera storia è davvero bellissima e di capitolo in capitolo mi appassiona sempre di più!

      • Anthea

        La storia per quanto sia ancorata all’originale su tutto quello che concerne l’ambientazione e i personaggi chiave, vivrà di una sua evoluzione. E comunque si basa molto sulla relazione e sui sentimenti coppia/famiglia. Sulla loro trasformazione a contatto con lontananza-dolore-passare del tempo.
        Buon proseguimento 🙂

    • serenity

      tutto quello che scrivi..se ti dicessi cosa preferisco e non podvresti seguire un idea di come immagino io la storia..e preferisco che vada così con la tua d’immagionazione piuttosto che la mia..sei molto brava,e poi a dirla tutta questa è l’unica fanfiction che seguo + volentieri di tutte le altre e non ci sono stati capitoli in cui qualcosa non mi è piaciuto..credimi..va benissimo qualsiasi cosa hai scritto fin’ora,ovvio mi piacerebbe essere nella tua testa per sapere il continuo di ogni capitolo in modo che non mi tocca aspettare =D sono curiosa di sapere come sarà il continuo 🙂 cmq continua così sei davvero bravissima

  12. Kiki

    Sebbene sia una sofferenza leggerla, ammiro la tua originalità e creatività nell’inventare una storia dal nulla. Molto bella comunque.

  13. cris

    La tua storia mi ha intrigata fin dall’inizio, più vada avanti a leggerli e più mi piace. Brava.

  14. Kia

    Il tuo racconto è senz’altro scritto molto bene…tuttavia è molto, ma molto simile (anche se comunque hai cambiato qualche particolare inerente l’ambientazione) a Fity shades meander, scritto da Monique Lain, che si può leggere, essendo tradotto settimanalmente in italiano, sul sito http://www.fityshadesofgreyandmore.wordpress.com…Perdonami, la tua storia mi piace essendo ormai appassionata a tutte le fanfiction – e debbo dire che sono curiosa di come svilupperai il seguito – però, per il momento, non si può proprio parlare di “originalità”…

    • Anthea

      Grazie per la tua puntualizzazione Kia,
      Forse mi sono spiegata male, non intendevo far passare questa FF per una storia con la trama nuova e originale. Anche perché una FF, a mio parere, non potrà mai considerarsi un originale, ed è quasi impossibile non trovare analogie tra le FF ispirate al medesimo racconto.
      FF di questa trilogia ne sono state scritte a bizzeffe. Con quella a cui fai riferimento ci sono delle situazione riprese volutamente anche se modificate e altre invece che si sono intersecate a prescindere, perché alcuni aspetti erano inevitabili.
      Il mio impegno si esprime nell’esposizione della narrazione e nell’interpretazione dei personaggi. 🙂 🙂

  15. Niky71

    Sono diventata un’appassionata lettrice di tutte le fan fiction e devo dire che sei tu quella che preferisco per originalità , per la bellezza e l’amore di questi personaggi, per i sentimenti che trasmetti … Molto di più della scrittrice originale.
    Ti mi hai fatto commuovere… E questo te l’ho assicuro… Non e’ facile !!!
    Non so se sei una scrittrice…. Ma hai tutte le carte in regola x esserlo !!!!! Complimenti !!!!!!!!!!!!