Una nuova Fan Fiction ispirata alla trilogia di E L James!

Presentazione dell’autrice Anthea:

Fanfiction basata sulla trilogia “50 Sfumature  di Grigio” di E.L. James.

Ad un certo punto la storia di Anastasia e Christian prende una strada diversa da quella destinata dall’autrice E.L. James.

Per una comprensione corretta della trama si consiglia di leggere prima la trilogia completa.

Vietata la lettura ai minori.

Si ringrazia GraficViol@ per le immagini.

“Di  più” proprietà intellettuale di  Anthea autrice – Vietata la riproduzione anche parziale.

****Chi sogna di giorno conosce molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte****      Edgar Allan Poe

[warning]Lettura destinata ad un pubblico di soli adulti. Questo sito non si assume la responsabilità di lettura da parte di minor[/warning]

 

Prologo – Di Più

 

Esce dall’accogliente  e  funzionale stanza del centro di riabilitazione del Northwest Hospital molto più tranquilla e ottimista. Suo padre si sta riprendendo ed è in buone mani. Non ha dubbi su questo, sa che anche Grace darà un apporto importante  intervenendo con lo staff medico che conosce personalmente. Inoltre, visto che è stato trasferito  qui a Seattle, lo può raggiungere in pochi minuti per qualsiasi evenienza, senza trascurare ulteriormente  lavoro e impegni.

Segue il flusso di gente  che guadagna l’uscita riflettendo se sia il caso di rientrare a casa prima di farsi portare in ufficio.

<Mrs. Grey! Mrs.Grey!>

Sente chiamare il suo nome e si gira per intercettare da dove proviene. La voce così stridula non le fa venire in mente una persona particolare.

Si accorge che una signora bionda ha accelerato il passo  e si fa largo verso di lei. Si ferma ad aspettarla, ha riconosciuto la dott. Greene, la sua ginecologa.

<Mrs. Grey, ho cercato di mettermi in contatto con lei in questi ultimi giorni> le dice trafelata <ha disdetto anche l’ultimo appuntamento di venerdi scorso > si ferma per avvicinarsi ulteriormente <per l’iniezione dell’anticoncezionale, credo sia stato  superato il tempo limite> le dice  sottovoce.

Un brivido freddo  percorre la schiena  di Anastasia, sintomo di un cattivo presagio.

La sensazione di aver fatto una cosa sbagliata, qualcosa di cui dovrà pentirsi, una mancanza grave, le prende la gola lasciandola qualche istante senza respiro.

<Mi … mi dispiace>  farfuglia scusandosi.

<Venga, è meglio che ne parliamo nel mio ambulatorio> la invita la dottoressa Greene vedendola  smarrita e spaventata.

Anastasia segue frastornata la dottoressa, cercando di capacitarsi di come può essersi dimenticata di una cosa così essenziale. Un flash di Hannah, la sua segretaria, che la informava di aver spostato la data, poi nulla. Assurdo, come ha fatto a sfuggirle questo appuntamento basilare.

Guarda in preda ad un ansia crescente la dottoressa che controlla nel computer la sua scheda personale e poi scorre veloce un dischetto rosa che ha preso dal taschino del camice.

<Siamo proprio al limite, sono passate tredici settimane> le conferma dondolando la testa dubbiosa <devo per forza chiederle di fare il test prima dell’iniezione, siamo a rischio>

Toglie da un cassetto un piccolo contenitore e lo porge ad Anastasia.

<A rischio?> chiede  quest’ultima  confusa  <Oh, mio Dio, dottoressa, mio padre  ha avuto un grave incidente e si è da poco ripreso. E’ stato spostato in questo ospedale

stamattina da Portland, dove era ricoverato> farfuglia cercando di dare una parvenza  di spiegazione  alla sua disattenzione.

<Sta meglio…. Suo padre intendo?> chiede la dottoressa.

<Si, sì grazie, è in convalescenza> risponde in fretta

<ci sono probabilità che… si insomma, posso essere…. incinta?> le parole le  grattano in gola come carta vetrata.

<Facciamo il test, mi serve un po’ di pipì in questa provetta il bagno è qui di fronte, così lo sapremo subito> risponde premurosa la dottoressa.

Capitolo   Uno   –  Di  Più

Fisso sgomenta quel bastoncino che si è colorato di azzurro, come fosse il feticcio di uno stregone pronto per gettarmi addosso un maleficio.

Può un piccolo e insignificante bastoncino azzurro cambiare il corso della tua vita?

Guardo la dottoressa  Greene trattenendo il respiro.

<Mrs. Grey,  a quanto pare abbiamo la conferma. Lei aspetta un bambino> me lo dice con la dolcezza che conviene quando si comunica una bella notizia.

Penso a tutte le coppie a cui l’ha detto, che anelavano questo momento  e la loro gioia nell’apprenderlo.

Gioia, dovrei provare gioia. Invece è un casino, altro che gioia.

Le mie mani sono chiuse davanti alla bocca per contenere un urlo di sgomento

che mi esplode in testa “sono incinta…. Un bambino….  Un bambino…”.

Mi accarezzo con dolcezza il ventre piatto, liscio, è sempre uguale. Non sento niente, forse non è vero.

Forse si è sbagliata.

Chiudo un istante gli occhi e penso  a Christian,  come farò a dirglielo. Si arrabbierà, mi urlerà addosso tutta la sua collera. Rabbrividisco,  ho  il terrore per la sua reazione.

<Mrs. Grey  in questi giorni ha avvertito nausee o cambiamenti d’appetito> cerca di distrarmi e farmi uscire dal  blocco isterico in cui sono caduta.

“Respira Ana… respira”  cerco di trovare la forza di parlare.

<No dottoressa, non mi sembra. Sono stati giorni caotici> la voce si incrina uscendomi stridula

<Mi scusi posso avere un bicchiere d’acqua, sono sconvolta. Non capisco quando è successo? L’iniezione….>

Ho un groppo in gola che non riesco a mandare giù,  mi manca l’aria.

La  dottoressa mi porge il bicchiere  e bevo un sorso d’acqua.  <Grazie, ne avevo proprio bisogno>

<Mrs Grey si accomodi nel lettino. Le faccio un’ecografia  vediamo di trovare qualche risposta>.

Ce la posso fare anche se il mio cervello comincia ad impazzire al pensiero di Christian. Come glielo dico? Lo tengo abbracciato e glielo sussurro all’orecchio, glielo dico tenendogli le mani e guardandolo negli occhi.

Forse  meglio che lo faccia tenendolo a una certa distanza.  Mi viene la pelle d’oca. Non posso prevedere  la sua reazione. Non vuole avere dei figli ora,  questo me lo ha detto e fatto capire in molti modi, non si sente ancora in grado di affrontare una terza persona nel nostro rapporto.

“non sono pronto a condividerti” le sue parole l’ultima volta che abbiamo parlato di bambini.

Ecco,  gli faccio un SMS quando è lontano  per dargli modo di sbollire la rabbia prima di vedermi.  “No, non posso, non ce la faccio….”

<Mrs. Grey> la dottoressa Greene mi riporta alla realtà  <la gravidanza è proprio all’inizio, quattro, cinque settimane circa, dovremo ripeterla tra un mese per essere più precisi sulla settimana di gravidanza e sulla data presunta del parto> mi spiega compita  mentre mi segna sul monitor un piccolo segno scuro che risalta sull’immagine piena di macchioline che non riesco a decifrare.

<L’iniezione è un sistema anticoncezionale sicuro se viene rinnovato puntualmente, in questo caso è possibile che abbia terminato l’effetto qualche giorno prima permettendo l’ovulazione. Non ha nessuna conseguenza sul feto>

Prendo l’asciugamano di carta che mi porge e mi pulisco dal gel che ha usato con la sonda e poi mi rivesto.

La conseguenza l’avrò io,  penso, mentre mi siedo davanti alla scrivania della dottoressa.

Digita sulla tastiera del computer, poi stampa delle ricette.

Ho bisogno di tempo per riflettere, sono atterrita al pensiero di affrontare l’ira di Christian, come reagirà, si tratta di suo figlio. Un figlio…. indesiderato.

Cazzo, cazzo, cazzo…. Perché è così maledettamente difficile. Lo considererà un affronto, un sopruso, una trascuratezza.

Dovevo solo ricordarmi di fare un’iniezione.

Stupida, stupida. Dovrà scegliere tra la mia stupidità e la sua buona educazione.

Accetterà  perché il suo senso di responsabilità  avrà il sopravvento. Ma come mi guarderà dopo che si sentirà costretto senza appello.

Mi disprezzerà, mi odiera, cambierà tutto. Mi emarginerà  dalla sua vita, mi terrà nell’oblio lontano da lui.

Leggerò il biasimo nei suoi occhi, come quello che aveva quel giorno guardando Leila. “No! Non posso sopportarlo”

Sono pallida e sento tanto freddo dentro.

< Si sente bene mrs. Grey, la vedo preoccupata? Andrà tutto bene vedrà,resto a sua disposizione> piega leggermente le labbra in un tenue sorriso materno.

Oh, quanto vorrei avere qui mia madre e piangere sulle sue spalle tutta la disperazione.  Stare tra le sue braccia,  e farmi consolare  e coccolare.

Mamma…. Mamma. Che parola dolce. Anch’io sarò madre.

C’è una piccola creatura che cresce in me. Che mi chiamerà mamma e che avrà bisogno della mia protezione.

<le lascio una guida alla gravidanza e la ricetta per l’acido folico. Per il momento credo sia sufficiente, lei gode di ottima salute. Al prossimo appuntamento mi porti le analisi del sangue che le ho prescritto.

Qui c’è il mio numero di cellulare privato, mi chiami per qualsiasi dubbio>

Spiega  gentilmente  passandomi una busta con i documenti e alzandosi.

“E ora? quando esco da qui sarò sola. Voglio restare qui dentro,  le chiedo di nascondermi dentro il suo ambulatorio. Ho paura”

Mi allunga la mano per  stringerla e mi sorride per farmi coraggio. Accolgo la sua mano, ma gliela tengo stretta e cerco un dialogo anche con i suoi occhi .

<Dott.ssa Greene, lei è tenuta al segreto professionale vero? > Abbassa le palpebre per conferma.

<Posso chiederle, per favore,  di non parlare con nessuno della mia gravidanza.>

Continuo a tenerle la mano per far risultare più vitali le  mie parole, lei stringe leggermente gli occhi in segno di attenzione e curiosità.

<Certo che sono tenuta al segreto professionale, posso conferire solo con i congiunti> sottolinea congiunti per farmi capire che  se mio marito fa delle domande lei dovrà rispondergli.

Le stringo leggermente di più la mano <Vorrei  chiederle di non parlarne proprio con nessuno, neanche con Mr. Grey. Vorrei che nessuno sapesse di questo bambino>

Il suo sguardo adesso è sospettoso, cerca di lasciarmi le mani , tentenna leggermente il capo.

Stringe le labbra.

<Per quanto riguarda il segreto mi atterrò alle sue disposizioni, se è quello che mi chiede di fare>  distoglie anche lo sguardo e prosegue

<Per  quello che ha in mente però non la posso aiutare, sono un medico obbiettore di coscienza. Però le posso dare il nome di una collega fidata, che continuerà a mantenere il suo segreto> non riesce a velare il tono di disprezzo.

Cosa? Perché un altro medico? Di che cosa parla. “O no,  ho capito! ” Il mio sguardo interrogativo la raggiunge. Scuoto la testa per negare con tutto il mio corpo

<Credo abbia frainteso, dottoressa, non ho nessuna intenzione di fare del male al mio bambino,  non mi è neanche passato per la mente mi creda. Vorrei solo che mantenesse questo segreto con me.>

Massaggio rapidamente le tempie con le punte delle dita. Ho la testa che mi scoppia.

Vedo che si rilassa e si avvicina <Va bene, questa visita resterà riservata e confidenziale >

La ringrazio stringendole di nuovo entrambe le mani

<Grazie…  mmmh…se Mr. Grey le chiede informazioni di questa visita, per favore,  gli dica solo che godo di ottima salute. E’ la verità no?>

La  stringo in un abbraccio per suggellare il nostro accordo e ringraziarla di nuovo.

Sawyer mi sta aspettando vicino alla macchina, mi vede sconvolta ma il suo senso del dovere non gli fa fare domande. Penserà che sono preoccupata per mio padre, non mi ha vista entrare nello studio della dottoressa.

Cerco di riprendere il controllo del mio corpo. Metto gli occhiali da sole per mimetizzare meglio le espressioni del mio viso.

<Sawyer, possiamo passare all’Escala prima di andare alla SIP. Devo prendere dei documenti importanti  che mi servono nel pomeriggio. Mi bastano dieci minuti>

Sbotto infastidita, come se mi seccasse fare questo cambio di programma.

In realtà vorrei solo che non lo comunicasse a Taylor, perché quello è subito pronto ad insospettirsi.

<Va bene Mrs Grey > dice tranquillo immettendosi nel traffico per portarmi a destinazione. Non lo vedo armeggiare con telefono o auricolare, forse sono riuscita ad ingannarlo.

Ho poco tempo per agire e non so da dove cominciare.

Devo andarmene, su questo non si discute. Ho una paura nera della sua reazione.

Christian non accetterà mai questo mio errore e io  non sarò mai in grado di  assecondare le sue aspettative. Non sono riuscita ad essere puntuale neanche per una  semplice iniezione programmata. Lui voleva aspettare qualche anno prima di avere figli, ha tanti progetti da soddisfare prima. Era una richiesta motivata e  sensata. L’ho deluso anche in questo.

Non c’è modo per rimediare a questo… imprevisto…. Mi accarezzo il ventre con reverenza. No non imprevisto, questo è il mio bambino, un figlio da crescere, proteggere, amare. Il mio ruolo di madre è già iniziato. Niente e nessuno dovrà fargli del male.

Sì ho deciso, me ne vado.

Amo troppo Christian per condannarlo a subire questo destino  che non ha cercato

Si  incazzerà a morte al momento, poi gli passerà e mi dimenticherà.

Sarà libero di trovarsi una donna che esaudisce le sue esigenze e lo  renderà  felice senza far domande, una nuova sottomessa, con cui potrà riprendere lo stile di vita che ha abbandonato per assecondarmi.

Il pensiero di lui con un’altra donna  stringe il mio cuore in una morsa di dolore, mi blocca il respiro.

“No! Non voglio!!” il mio Christian, il mio uomo con un’altra donna.

Mi piego in avanti sul sedile per il dolore, come aver preso un pugno nello stomaco.

“Forza Ana, concentrati! Ce la puoi fare”

La mia dea interiore va a nascondersi dietro il divano con le braccia davanti agli occhi e una coperta sulle ginocchia. L’aspetta una lunga attesa.

Sawyer entra in ascensore con me e saliamo in casa insieme.

Ha ordini di non perdermi di vista. Dovrò trovare un sistema per liberarmi di lui.

Per fortuna si ferma ad aspettarmi nell’atrio così ora  posso muovermi liberamente.

Controllo le mail nel BlackBerry. Trovo  un messaggio di Christian

Da Christian Grey

A  Anastasia Grey

13 settembre 2011  13.10

Oggetto: a stasera….

Mrs Grey,

ho  notizie di Ray molto  rassicuranti. Mia madre passerà nel pomeriggio a trovarlo e ci terrà aggiornati.

Ho un programmino per questa sera.

Passo a prenderti  al lavoro alle 18, andiamo  in ospedale  da Ray e poi rientriamo a casa…. Per cenare.

Ti penso ogni istante

Tuo XX

Christian Grey

Amministratore delegato Grey G.E.H.I.

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Gli rispondo frettolosamente, forse anche troppo.

Da Anastasia Grey

A Christian Grey

13 settembre 2011  13.32

Oggetto: a stasera……

Sono d’accordo, il programma sembra interessante.

Anch’io ti penso

Ana

Anastasia Grey Direttore editoriale SIP

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Da Christian Grey

A  Anastasia Grey

13 settembre 2011  13.34

Oggetto: a stasera….

Cosa c’è Anastasia? Va tutto bene?

Christian Grey

Amministratore delegato Grey G.E.H.I.

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Porca miseria, devo stare attenta. Come fa ad accorgersi da una mail che c’è qualcosa che non va. Non devo insospettirlo.

Ho bisogno di prendere tempo, non vorrei vedermelo comparire davanti  all’istante,

e neanche  sentirlo al telefono, meglio che lo rassicuri.

Da Anastasia Grey

A Christian Grey

13 settembre 2011  13.36

Oggetto: a stasera……

Si si  tutto OK. Devo preparare dei documenti per il prossimo appuntamento e sono in GRAVE ritardo.

Ribadisco che apprezzo il tuo programma

Ciao

Ana

PS non vedo l’ora….

Anastasia Grey Direttore editoriale SIP

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Uff…   mi prendo un momento per respirare.

E’ molto gentile e accondiscendente in questi giorni. Rispetta la mia apprensione per Ray ed è stato splendido nell’ospitarlo  qui a Seattle per le cure.

Ma non devo farmi distrarre da questi pensieri.

Passo nello studio di Christian e stampo la lista dei contatti  che ho sul BlackBerry, intendo lasciare  qui il telefono, si rintraccia facilmente. Prenderò un usa e getta lungo la strada.

Vado in camera per prendere degli abiti e  chiamo Josè è l’unico a cui mi posso rivolgere.

Quando ci siamo rivisti a Portland, all’ospedale,  me lo ha ripetuto più volte che se avevo bisogno dovevo chiamarlo. Vediamo se la sua disponibilità era vera. Prego mentalmente perché accetti la mia proposta.

<ciao Josè sono Ana> non riesco a nascondere l’ansia

<che piacere  niña, ma… è successo qualcosa? Ray sta bene?> anche lui subito perspicace, forse ha sentito il tono agitato della mia  voce.

<Josè è importante ascoltami. Ho bisogno del tuo aiuto. E’ successo un grosso guaio con Christian>  tiro il fiato un momento anche per fargli prendere coscienza  che la situazione è grave

<In questo momento ho paura di restare  qui con lui, non sono certa delle sue reazioni, del suo comportamento. Vorrei venire da te a Portland mi puoi ospitare per qualche giorno? Sei il solo di cui mi possa fidare> faccio leva  sui suoi sentimenti, mi rendo conto che non è giusto ma ho bisogno assoluto del suo appoggio.

<Ana io  ti ospito volentieri, ma sei sicura di non incasinare di più la situazione, sai che il tuo “ricco” marito  mi vede come fumo negli occhi….>

<Grazie!!>  intervengo subito.

Non lo lascio continuare, prima che ci ripensi lo blocco

<Oh Josè  grazie,  ti spiegherò tutto appena arrivo.  Ti chiedo ancora di  non parlare con Christian, se ti chiama non rispondere alle sue telefonate.  Fidati ti prego, ti spiegherò tutto. >

Sento il suo sospiro disponibile <Ok Ana, ti aspetto>

 

“grazie Josè” lui è il mio unico e vero amico, sono  sicura che mi aiuterà.

Ora arriva il momento più duro.

Scrivo un biglietto a Christian e  lo lascio sopra il comodino.

Tolgo  i meravigliosi gioielli che mi ha regalato, il braccialetto charme, gli orecchini, l’anello  e la fede nuziale e li metto nel portagioie in velluto blu insieme agli altri.

Metto tutto  con cura vicino al biglietto. Accarezzo il delicato velluto con la morte nel cuore. Non posso portarli con me, non è giusto, non me li merito.

Ahhh…. mi sento male.

“Nessun ripensamento Ana, vai avanti!!”

Lascio anche il BlackBerry e il laptop, tecnologia troppo  facilmente rintracciabile. Non devono sapere dove sono diretta, non subito almeno.

Devo assolutamente evitare di vederlo o sentirlo al telefono.

Non riuscirei a resistere se lui volesse farmi cambiare idea.

Mi convincerebbe a tornare con lui. Non posso rischiare.

Strizzo dentro la borsa un paio di cambi, controllo di avere del denaro contante e   do un’ultima occhiata intorno.

Mi sento come una pazza.

Fotografo con la mente questa meravigliosa stanza dove ho vissuto tante emozioni.

Mi rivedo impacciata, trepidante  e vogliosa la prima volta che ci sono entrata, mentre mi stringe al suo corpo eccitato e mi carezza lungo la schiena. Il suo bacio esigente e caldo, pieno di desiderio. Le sue mani esperte che mi hanno portato nei lidi più estremi del piacere.

Christian, amore mio come farò senza di te. Perdonami, perdonami.

Ti amo da morire e sto facendo una follia. Voglio liberarti dalla mia ingombrante presenza. Sono maldestra, inaffidabile, ribelle, non sono la donna giusta per stare al tuo fianco. Ti disubbidisco di continuo facendoti arrabbiare.

Il mio cuore si stringe sempre di più, ancora, ancora fino a farmi mancare il respiro.

Non voglio svenire proprio adesso, cerco di riprendermi.

Mi incammino a grande velocità verso l’ascensore e  sollecito Sawyer per andare via al più presto.

In macchina mi chiede <Destinazione Mrs Grey? Andiamo alla SIP?>

Guardo l’orologio sono le quasi le due del pomeriggio, valuto un momento guardando un  in alto  e riguardando l’orologio   e poi rispondo

< Andiamo alla SIP, prima però vorrei fermarmi al negozio Twala che troviamo lungo la strada. Mi fermerò  al massimo trenta minuti. Puoi  anche aspettarmi nel parcheggio>

Altro cambio programma con poco preavviso. Spero non lo comunichi subito a Taylor,  spero che abbocchi, che non mi segua nel negozio.

Ho già valutato di scappare quando arrivo alla SIP, ma è macchinoso, troppe persone da coinvolgere.

Vorrei provare  a imbrogliare Sawyer prima, dentro al negozio. So già che mi maledirà  e che avrà grane con Taylor e Christian e mi dispiace. Ma devo pensare a portare in salvo me e il mio bambino, lontano da tutto e da tutti.

Comincio ad agitarmi, cerco di guardare fuori dal finestrino per non far scorgere dei segnali  che lo allertino.

Troviamo il posto per l’auto a  venti metri di distanza dal negozio,  Sawyer scende, si controlla in giro e poi mi apre la porta e, come presumevo  mi segue fino al negozio.

 

FINE 1° CAPITOLO

 

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15 commenti

  1. elena

    no no no ti prego, non distruggere questo amore!!! falla finire bene. Lascia che vivano un amore da sogno!!1

  2. ALISA

    uhmm inizio interessante…anch’io nella mia mente avevo pensato ad un diverso evolversi dei fatti,,,,brava!!
    ogni quanto pensi di pubblicare?

  3. cris

    Ok un po’ di suspense ci sta però non separarli per sempre. La loro storia deve continuare, il loro amore e’ troppo profondo.

  4. Ana x

    Bene, sono felice di leggere evoluzioni diverse della storia e non distruggi una storia d’amore, proponi solo un’altrenativa. Avanti così!

  5. Desi

    Curiosa. Non aggiungo altro x ora. Mi spiacerebbe se finisse male tra loro, ma potrebbe essere interessante.

  6. iole

    io non voglio nemmeno immaginare come impazzira’ Cristian nn trovandola,,,,poverooooooo………cmq interessante brava

  7. baby

    per ora mi sembra simile a un altro che ho letto …

  8. Lory80

    Voglio proprio vedere come lo prosegui, fin’ora incuriosisce, anche se mette ansia. Non male cmq…

  9. web designer freelance

    Beh, che dire, ho appena lasciato un commento sul mio Blog con link a questo post… anche per ringranziare pubblicamente i visitatori del blog… grazie ragazzi!

  10. Habanera

    Bravissima, non vedo l’ora di leggere il resto.

  11. Cinzia

    Brava…. Evvai….Io spettacolo del “loro rapporto” intrigante continua.
    Grazie di farci sognare…..