La nostra intervista in esclusiva con un talento tutto italiano, frutto di quel self-publishing che, a mio avviso, vale la pena tenere d’occhio.

50sfumatureitalia.it

Vi avevo anticipato tempo fa che avrei avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con Alice Vezzani, autrice indipendente, con all’attivo due romanzi in pochi mesi e tanti altri che aspettano di vedere la luce in quel famoso cassetto.

Una piacevole sorpresa, e scoperta, in cui mi sono imbattuta mesi fa leggendo il suo primo romanzo – “Sei Tu la Mia Stella“- e confermata con l’uscita del suo secondo libro: “Viola.”

 

Ciao Alice, benvenuta tra noi. Sei pronta per la nostra chiacchierata?

Si , ti devo avvisare che sono una di poche parole però….

Bene! Vedrò ti farti sciogliere la lingua allora!

So che ne sarai capace.

Per iniziare a rompere il ghiaccio, vuoi raccontarci qualcosa di te?

Sì, ciao a tutti ho 37 anni, vivo a Vimercate una cittadina nella verde Brianza, sono diplomata in ragioneria. Mi piace la musica italiana e adoro leggere. Sono sposata e ho due figli piccoli, lavoro come impiegata part-time e mi dedico alla scrittura appena riesco a ritagliare un po’ di tempo dai miei impegni. Anche se quando sono in pubblicazione succede il contrario.

Ora una domanda di rito che non possiamo evitare. Hai letto la trilogia 50 sfumature? Cosa ne pensi?

Naturalmente e tre volte, ogni volta ho scoperto un nuovo particolare che mi era sfuggito. Penso che la James abbia scritto un libro sicuramente innovativo che ha fatto scuola a molti autori. Me compresa.

Quindi sei anche tu una fan? La coppia scelta come Ana e Christian ti soddisfa?

Mi ha lasciato un pò perplessa soprattutto dopo che si era molto pubblicizzata la partecipazione di altri attori, ma sono curiosa di vederla sul grande schermo e mi riserbo di giudicarli dopo aver visto il film.

SEI TU LA MIA STELLA Una novella e due romanzi pubblicati in pochi mesi: “Sei Tu la Mia Stella” e “Viola.” Da quanto tempo erano nascosti in un cassetto?

Più o meno da un anno, ma ne ho altri che aspettano di essere conclusi.

Questa è una bella notizia per noi lettrici. Cosa ti ha spinto poi a pubblicarli?

Ho dato le bozze da leggere a qualche amico, i loro commenti erano positivi, così ho pensato… perché non provarci.

Se posso colgo l’occasione per ringraziare soprattutto Antonio Fanelli per avermi dato la spinta giusta per quanto riguarda l’auto-pubblicazione.

Come ti sei documentata con il self-publishing e come è stata la tua esperienza? Come ti sei trovata?

Ho letto qua e là su internet, poi Antonio mi ha dato qualche dritta su siti e pagine facebook per gli autori emergenti. Vorrei anche ringraziare il gruppo di scrittori italiani indipendenti di cui faccio parte. Per semplicità ho preferito pubblicare solo su Amazon, non credo che sperimenterò altre piattaforme perchè per ora mi trovo abbastanza bene.

Che consigli puoi dare a chi, come te, vuole provare a intraprendere questa strada?

Consiglio di informarsi bene sulle piattaforme che ci sono e soprattutto di diffidare degli editori a pagamento.

Deduco quindi che non hai mai provato i normali canali dell’editoria?

Ho spedito “Sei tu la mia stella” a diverse case editrici minori e una mi aveva contattato per la pubblicazione, ma poi ho preferito riprovare da sola e anche se l’impresa non è stata facile, ne ho tratto molta soddisfazione.

So che ti sei affidata nelle mani di un editor professionista per l’editing dei tuoi libri, come mai questa scelta?

Dunque, trovare un editor non è stato facile e devo dire che per i primi due libri ho sbagliato persona, anche se era molto brava e professionale nel suo lavoro, penso che abbia preso troppo alla leggera il suo compito. Per “Viola” mi sono affidata a Moira Vailati, una mia amica dai tempi delle superiori e di lei mi fido ciecamente.

Come ti sei avvicinata al genere erotico?

Dopo Cinquanta Sfumature ho cominciato a leggere questo genere e poi mi è venuto spontaneo scriverlo seguendo le mie ispirazioni.

Quindi anche tu devi molto a questa trilogia?

Assolutamente sì e anche a molte altre che sono seguite, ma la James è stata la mia prima lettura erotica.

ViolaParliamo delle protagoniste dei tuoi romanzi, Talia e Viola: due donne all’apparenza così diverse, ma in realtà così simili nelle loro insicurezze e fragilità. Ti sei ispirata a qualche personaggio in particolare?

Dunque Taila e Kyle sono stati ispirati dalla trilogia di Sylvia Day (Crossfire), mentre Viola è nata dall’esasperazione di leggere sempre di dominatori maschi. Ero curiosa di sapere cosa sarebbe successo se fosse stata una donna a dominare.

A proposito di “Viola”, come ti sei addentrata nel mondo BDSM, quali ricerche hai fatto? Sono molto curiosa.

Ho letto diversi libri naturalmente e poi ho fatto ricerche mirate in rete.

Quindi anche per te, come per tante altre autrici, il web è fondamentale per la riuscita dei tuoi libri?

Sì, ci sono fonti di ispirazione, ma per alcuni libri faccio ricerche anche in biblioteca, soprattutto quando si tratta di ricerche storiche o geografiche.

Non voglio rivelare troppo, ma le coppie protagoniste dei tuoi romanzi devono penare veramente tanto prima di trovare la felicità. Sei una fan degli amori tormentati?

Mi piacciono le storie che fanno soffrire ma che poi finiscono con un lieto fine. Non penso che riuscirei mai a scrivere una storia d’amore che finisce male…

Cosa hai provato quando hai letto i primi commenti positivi sui tuoi romanzi.

Non riesco neanche a spiegare l’emozione che ho provato nel leggere che quello che ho scritto è bello da leggere e che ha fatto sognare altri a parte me. Era quello lo scopo di pubblicare le mie fantasie. Qualche lettrice mi ha scritto che i miei libri creano dipendenza…

Progetti per il futuro? Quale altro altro romanzo pensi di tirare fuori dal cassetto? Puoi anticiparci qualcosa?

Il prossimo romanzo si intitola “Appena nata“, è la storia di Dafne e Yuri una coppia ricca e senza scrupoli. Lei però muore e Yuri creerà un clone per riaverla, lui si ritroverà a gestire un’adolescente che poi diventerà una donna diversa dalla moglie. Naturalmente si separeranno ma poi…. non vi dico altro.

Bè intrigante ed insolito.

Si me lo dicono tutti, spero di non deludere le aspettative.

Quando pensi di pubblicarlo?

Speravo prima di Natale, ma non voglio avere fretta come per gli altri due, quindi magari per fine gennaio. Alcune parti sono molto impegnative e voglio scriverle al meglio.

Hai tempo per leggere o la scrittura ti impegna troppo?

Per uno scrittore è importantissimo leggere, la scrittura e la lettura vanno di pari passo. Certi giorni leggo di più rispetto allo scrivere, soprattutto se il libro mi prende molto.

Quale libro stai leggendo in questo momento?

“Il giardino delle spezie segrete” della Betts, ma sono a metà quindi non dirmi come finisce!!!

Non l’ho ancora letto quindi puoi stare tranquilla.
Per concludere, vuoi dire qualcosa alle tue lettrici.

Spero di riuscire a farvi sempre sognare e che i miei libri vi lascino qualcosa di positivo nel cuore. Grazie a tutti quelli che hanno letto e leggeranno i libri di scrittori italiani indipendenti, siamo sempre di più e sono tanti gli scrittori validi e soprattutto onesti. Visto che sei così gentile, ne approfitto per ringraziare anche Lucia che mi aiuta criticando sempre, nel giusto, le mie bozze! Grazie a tutti.

Grazie a te per la bella chiacchierata e per l’opportunità che mi hai dato.

Alice sono io che ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato, è stato un vero piacere averti tra noi. Aspetto tue notizie.

Grazie e buon lavoro!

 50sfumatureitalia.it

 

ESTRATTO DA “VIOLA”

Avanzando nell’atrio Viola vide Kevin nel corridoio, era appoggiato al muro accanto ad una ragazza con cui stava parlando ed erano molto vicino.

–Kevin, lo sai che mi piaci, perché non ci mettiamo insieme? – Stava dicendo lei mentre gli teneva la mano.

–Mi dispiace Paola, ma sono innamorato di un’altra.

–Chi? Quella vecchia? – disse lei scocciata.

Viola affrettò il passo cercando di non fare rumore sui suoi tacchi dodici. Era il momento peggiore per rientrare… era rossa in viso, le parole innamorato e vecchia non riusciva a concepirle nello stesso discorso, soprattutto se sapeva che erano rivolte a lei. Purtroppo Kevin la vide e la chiamò, lei alzò la mano per salutarlo e si allontanò velocemente verso le scale.

Kevin la seguì e la fermò sul pianerottolo tra il secondo e il terzo piano.

–Viola? Non mi hai sentito?

–Certo che ti ho sentito, sono vecchia, non sorda! – gli disse a bassa voce guardandolo duramente negli occhi.

Lui rimase un po’ perplesso. – Non volevo che ascoltassi quella conversazione.

–Neanche io… pensavo che fossi un po’ più discreto. Forse avresti fatto meglio a tenere segreta questa tua infatuazione, non credi?

–Nessuno sa che sei tu – si giustificò amareggiato.

–Fino a che una ragazzina cotta di te non ti ha visto corrermi dietro sulle scale… – si passò una mano tra i capelli – Kevin, sei un disastro…

–Non dirà nulla, non ti ha neanche vista era girata di spalle, le dirò che sei l’altra vicina, quella sposata… mi inventerò qualcosa.

Viola sembrò rassegnata. – Passa dopo a prendere il tuo regalo di compleanno – gli disse.

–Okay! – rispose Kevin con un sorriso raggiante.

Arrivata a casa, Viola si mise un paio di pantaloni della tuta e una maglietta e accese il suo ultrabook per controllare la posta elettronica. Kevin era proprio immaturo, non era riuscito a cedere alla tentazione di vantarsi con gli amici di essere innamorato di una donna più vecchia di lui. Se lei gli avesse ceduto cosa avrebbe raccontato? Come poteva fidarsi di lui?

Arrivò un messaggio di Massimo “Grazie per la stasera, sono stato bene insieme a te.”

Massimo l’aveva invitata a cena fuori per parlare della proposta di lavoro di Parigi e lei aveva accettato, sapendo che per lui era qualcosa di più di una cena tra colleghi, ma era curiosa di discutere del posto che si era liberato a Parigi. Lui era stato il più discreto possibile, ma si era lasciato sfuggire che non era poi questa grande opportunità, come era stata presentata a Viola, e voleva sapere se lei aveva già deciso se accettare il lavoro. Lei gli aveva risposto sinceramente: non aveva ancora deciso e voleva prendersi ancora qualche giorno. Nonostante Massimo non avesse provato a toccarla, neanche per un abbraccio, Viola sapeva che lui sarebbe stato interessato ad uscire insieme a lei anche per motivi diversi dal lavoro. Lui era un bell’uomo, piacevole e colto, con un bel fisico, ma a lei non interessava approfondire il loro rapporto.

Kevin entrò senza bussare, sorridendole senza ritegno, mezz’ora dopo che si erano lasciati sul pianerottolo.

–Il tuo regalo è sul tavolino – gli disse senza alzarsi dalla scrivania.

Lui lo prese e quando lo aprì emise un urlo di gioia. –Cavolo, grazie mille! È lo smartphone nuovo della Samsung!

–Così potrai usare What’s app con i tuoi amici. Dicono che si risparmia molto.

–Alla grande, direi!

–Ho già messo la scheda dentro ed è già carico, puoi usarlo da subito.

–Non so cosa dire… non sai come te ne sono grato! – disse avvicinandosi alla scrivania.

Viola si alzò per educazione e gli pose la guancia per un bacio. Kevin si chinò, le prese il mento e la fece voltare. Le loro bocche si unirono mentre lui le cingeva le spalle con un braccio, attirandola verso di lui ed eliminando ogni distanza tra di loro. Kevin era rozzo nei suoi baci, ma era deciso e lei si ritrovò la sua lingua in bocca senza che riuscisse ad evitarlo. Viola non riuscì a resistergli, forse per la stanchezza, forse perché gli piaceva il suo sapore, le loro lingue si incontrarono e tutte le sue barriere cedettero in un attimo. La bocca di Kevin era calda e dolce, come sempre, quella sera sapeva di vodka al lampone e Viola si sentì attratta e lo assaporò con lentezza costringendolo a frenare i suoi impulsi. Il bacio divenne sensuale e lui si adeguò a lei inseguendo il dolce movimento della sua lingua. Viola gli mise le mani sul petto, ma quello che sentì attraverso la maglietta era il corpo acerbo di un ragazzino, non di un uomo e lo spinse lontano con decisione.

–Cavolo Kevin, cosa hai intenzione di fare?

–Niente che non vuoi anche tu. – Disse deciso.

–Non è vero, io non lo volevo.

–E allora perché hai ricambiato?

–No Kevin, è sbagliato. Ho bevuto troppo stasera a cena e anche tu non ti sei risparmiato con l’alcool.

–Pensi di dare ancora la colpa all’alcool? Bella strategia, ma non funziona, non alla quarta volta. Sarò anche giovane ma non sono stupido. Non sei abbastanza ubriaca per poterti giustificare così.

–Vattene Kevin.

–Perché? Perché non vuoi parlarmi? Perché la verità ti fa male?

–Ma che cavolo dici? Che verità? Cosa pensi di sapere? – chiese alzando la voce ad ogni domanda.

–So molto più di quello che sai tu di te stessa – rispose lui ugualmente arrabbiato.

–Vattene! – disse Viola esasperata e ormai priva di scudi.

–No… – le disse Kevin dolcemente mentre si avvicinava.

–Kevin stammi lontano.

Ormai era talmente vicino che si sarebbero toccati se lui avesse allungato la mano, Viola chiuse gli occhi. La sua testa gli arrivava giusto alla spalla e la tentazione di appoggiarsi era troppo forte, ma rimase immobile. Avrebbe voluto allontanarlo, era lei l’adulta.

Kevin non la stava toccando. Era fermo davanti a lei quando all’improvviso si mise in ginocchio. – Ti prego, non mi mandare via – le disse abbracciandola per la vita, – fammi stare con te stanotte. Farò tutto quello che vuoi, ti prego.

–Non posso e non mi farai cambiare idea. Torna a casa.– Rispose Viola cercando di tenere un tono gentile ma risoluto. Lui come se non avesse sentito la strinse ancora di più affondandole il viso nel ventre. Lei allungò la mano e gli accarezzò i capelli morbidi e invitanti. Poi li afferrò e li tirò costringendolo ad alzare il viso e a guardarla. Cosa stava facendo? Era tutto sbagliato.

–Kevin, vattene e questa volta non transigo. – Le disse con voce spietata.

–Ti prego, fammi quello che vuoi, picchiami, frustami se ti fa eccitare, eccita anche me, non ho mai goduto così tanto in vita mia. Non sono riuscito a provare più emozioni simili. Sono il tuo schiavo. Ti prego.– I suoi occhi erano sinceri e imploranti. Viola fu presa da un’ondata di desiderio, come non le succedeva da tanto. Ma dovette riprendersi cercando di regolare il respiro affannoso. Lo fece alzare e lo accompagnò per mano alla porta. – Kevin, tu non sai neanche quello che stai dicendo. Adesso vai a casa e vai a dormire. Buonanotte.– Concluse, cercando di tenere la voce normale, prima di sbattergli la porta in faccia.

 

Per gentile concessione dell’autrice.

 

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