Esclusiva! Intervista a Laura Mars autrice de “Le Notti non Muoiono all’Alba”

La nostra intervista in esclusiva con Laura Mars, autrice del romanzo “Le Notti non Muoiono all’Alba”, primo episodio di una trilogia.

Le Notti non Muoiono all'Alba

Il romanzo fa parte di quel genere “New Adult”  che, in breve tempo, ha riscosso un gran successo tra le lettrici, e frutto del self-publishing che ultimamente riserva sempre più spesso delle belle sorprese.

Una storia d’amore, di amicizia e legami familiari. Tante le tematiche serie affrontate, ma con quella vena di ironia che non mancherà di farvi sorridere.
Se siete tra quelle che avete apprezato “Uno Splendido Disastro” non potete perdervi questo romanzo e vedrete che finirete per amare alla follia i ragazzi Clifford.

Laura mi ha gentilmente dedicato qualche ora del suo tempo per raccontarmi qualcosa di lei e del suo libro.

 

I RAGAZZI CLIFFORD

 

Ciao Laura benvenuta e grazie di aver accettato di fare due chiacchiere con me.

Grazie a te per questa occasione! Ho sempre desiderato essere intervistata per parlare del mio libro!

Direi di iniziare invece raccontandoci qualcosa di te, vuoi?

Mi chiamo Laura Mars, ho ventotto anni e abito a Villa Adriana, in provincia di Roma. Adoro alla follia il cinema, come la protagonista del mio romanzo, e scrivo da quando ho dodici anni

 

Le notti non muoiono all’alba è il primo romanzo che pubblichi?

Sì, il primo in assoluto.

Prima di iniziare la nostra chiacchierata e parlare del tuo libro la nostra domanda di rito. Hai letto la trilogia 50 sfumature? Cosa ne pensi?

Ho letto solamente il primo romanzo della saga, e devo ammettere che non mi ha fatto impazzire. Il film però mi incuriosisce, seguo l’attore che interpreterà Christian Grey da qualche anno.

Quindi approvi Charlie come scelta per vestire i panni di Grey?

A mio parere fisicamente è abbastanza fedele al personaggio descritto dall’autrice. Poi avendo un debole per l’attore probabilmente sarò di parte, comunque sì, approvo.

NIKKIMi pare di capire che scrivi da tantissimo tempo, ma solo ora hai pubblicato il tuo primo romanzo. Qual è stata la causa scatenante che ti ha fatto decidere di metterti in gioco?

In realtà ho conosciuto Amazon solo lo scorso anno. Dapprincipio non ero molto convinta, non sono molto tecnologica, per me non c’è niente di meglio di un libro autentico, fatto di carta, dove devi sfogliare le pagine. Però, quando ho capito che il self publishing era la sola opportunità per un’esordiente, ho deciso di lanciarmi.

Prima di buttarti nel self-publishing hai provato i normali canali dell’editoria?

Certo, anche con case editrici importanti. Ma non ho mai ottenuto risposta, nemmeno un cortese rifiuto.

Per curiosità hai pubblicato solo su amazon o anche con kobo?

Solo su Amazon. Volevo tentare anche con Kobo in realtà. Prima o poi può darsi che lo faccia. Il fatto è che mi sembra un po’ complicato. Pubblicarmi su Amazon è stata quasi un’odissea, tutti lo descrivevano come facile mentre io non riuscivo quasi a raccapezzarmi!  L’ho detto, non sono molto tecnologica. Ho sentito parlare di self publishing per la prima volta in televisione, un servizio al telegiornale che parlava proprio di scrittori esordienti. Così ho deciso di tentare. Ho fatto alcune ricerche sul web, chiesto aiuto ad altri autori.

Hai curato da sola l’editing o ti sei rivolta ad una professionista?

No, ho fatto tutto da sola. Ed è stata una faticaccia, perché gli errori di distrazioni continuavano a sbucare anche sei mesi dopo la pubblicazione.

Se non sbaglio sono previsti tre romanzi.

Esatto, il romanzo avrà due seguiti. Attualmente sto lavorando al primo.

Perchè non una serie? Con questi fantastici ragazzi il materiale non ti manca.

Tre mi sembra il numero giusto, non vorrei correre il rischio di diventare troppo ripetitiva.

Come è nata l’idea dei ragazzi Clifford?

Guardando un film, sei anni e mezzo fa. Il personaggio di Ryan fu il primo che concepii, e che diede inizio alla storia. All’inizio i ragazzi erano tre o quattro, non ricordo bene, poi li feci diventare sette. E’ sempre stato uno dei miei numeri preferiti.

GLI AMICIGuardando sulla tua pagina facebook ho trovato chiari riferimenti per quanto riguarda i personaggi maschili, ma nessuno per quelli femminili. A chi ti sei ispirata per il personaggio di Nikki?

Nikki per me sarà sempre Keira Knightely. E’ sempre stata lei, ho preso spunto dal suo personaggio nel film Sognando Beckham, sebbene lì sia bionda e invece nel romanzo abbia i capelli scuri.

I luoghi dove è ambientata la storia sono veramente ben descritti e particolareggiati, li hai visitati veramente?

No, ma spero di poterli visitare un giorno o l’altro. Camminare per Astoria sarebbe fantastico, mi sembra già di conoscerla.

Quindi Santo Google.

Assolutamente sì! Google Maps in particolar modo!

Perchè senti più vicino a te il genere New Adult?

Non saprei… i personaggi e le ambientazioni fantastiche mi piacciono molto, in realtà. Per anni sono stata una grande fan dell’urban fantasy, ne stavo addirittura scrivendo uno. Poi però ho come sentito “nostalgia” nella normalità, di personaggi senza poteri magici, comuni essere umani. Sapevo di andare un po’ controcorrente, pero’ non mi importava, così sono andata avanti. Non mi sono mai pentita di questa scelta

Non voglio assolutamente spoilerare troppo, ma con il primo romanzo tre dei ragazzi Clifford hanno trovato l’amore, farai capitolare anche gli altri quattro?

Per uno di loro sono in arrivo dei grandissimi cambiamenti. Li troverete già nelle primissime pagine del seguito. Per quanto riguarda gli altri tre… non prevedo legami per adesso, ma può anche darsi cambi idea.

Micheal è uno dei miei preferiti, che progetti hai per lui? Come evolverà il suo personaggio?

Michael avrà il compito di fare da “spalla”, se così si può dire, a un’altra persona, anche se non posso rivelare chi.

Cattiva! Io muoio di curiosità!

Lo so, ma non posso sbilanciarmi troppo.

I LUOGHI

So che un’autrice ama incondizionatamente tutti i personaggi che crea, ma qual è il tuo preferito?

Ovviamente li amo tutti, dal primo all’ultimo. Ryan, Joss, Tony e Bailey sono probabilmente i personaggi maschili che prediligo. Forse perché ognuno di loro ha qualcosa di me più degli altri.

Mi dicevi che Micheal è stato il più divertente da scrivere, invece quello che ti ha dato diciamo “più problemi” chi è stato?

Credo Tony, per via del suo carattere tormentato. Ma spesso, e sempre per lo stesso motivo, anche Ryan stesso. Devo dire che comunque descrivere sette personaggi, ciascuno diverso, non è stato affatto semplice, soprattutto perché volevo che ciascuno fosse davvero unico.

E ci sei riuscita benissimo credimi.

Grazie! E’ stata un’impresa ma ne è valsa la pena.

Ho semplicemente adorato l’ironia e lo scambio di battute tra i ragazzi, è stato difficile immedesimarsi nel loro pensiero? Hai per caso sette cugini chiusi in un armadio?

In realtà di cugini ne ho più di venti, ma ho rapporti molto superficiali con tutti loro. E’ anche la mia famiglia che mi ha fornito lo spunto di questa romanzo… comunque, tornando alla domanda, a volte è stato un po’ difficile cercare di pensare come un ragazzo, ma anche immensamente divertente. I maschi non sembrano avere filtri, come noi femmine, quindi dicono tutto ciò che gli passa per la testa. E poi mi piaceva anche l’idea di far ridere le persone. Spesso leggevo le battute a mia sorella, facendola piegare dalle risate!

Confermo mi sono fatta tante risate anche io.

Meno male! Mi piacciono i romanzi che alternano i momenti tristi a delle sane risate, forse perché adoro ridere. Sono contenta! Uno dei complimenti che più ho apprezzato è stato “Mi hai fatto divertire”.

Altro personaggio che mi sta molto a cuore: Flash. Farà la sua comparsata anche nei prossimi romanzi? Cosa puoi svelarmi di lui?

Flash sarà una presenza molto importante nel seguito, forse anche più degli stessi cugini, ovviamente escludendo Ryan. Il suo personaggio avrà un ruolo decisamente importante.

L’atmosfera del tuo romanzo mi ha ricordato molto “Uno Splendido Disastro” di Jamie Mcguire, l’hai letto?

No, non ho ancora avuto l’occasione. Appena posso provvederò sicuramente.

LAURA MARSC’è una scena che mi ha ricordato molto Nikki il giorno di Natale con i ragazzi, ma per Abby è il giorno del ringraziamento.

Mi è piaciuto molto descrivere il giorno di Natale, è una festa che adoro. Nel prossimo cercherò di descrivere anche il Ringraziameno, qui l’ho solo menzionato.

 

Qual è stata la parte più complicata da scrivere? Quella che ti ha fatto dire: non ci riuscirò mai, mollo tutto.

Non ho mai pensato di mollare, in realtà. Però quando si è trattato di parlare del padre di Nikki, di informarmi sulla sua professione, un po’ sono andata nel panico. Molti siti che trattavano l’argomento erano in inglese, le traduzioni spesso imperfette. E non capendo io un’acca di motori, anche parlare di moto a volte non è stato semplice.

 

Lo so, sono un tormento, ma ci provo lo stesso. Cosa ci puoi anticipare sul secondo romanzo? Chi sarà la coppia protagonista?

I protagonisti sono e saranno ancora loro, Nikki e Ryan. Per il secondo romanzo posso dirvi che sarà denso di sorprese e movimento.
E ciò sin dalle primissime pagine.

Ok! Io non dormo stanotte lo sai vero?

Oddio, adesso mi fai sentire in colpa! Ah, e aggiungo anche che entreranno a far parte della storia svariati personaggi nuovi.

Sono troppo curiosa!

Ti capisco, sono una lettrice anche io!

Hai già in mente una data per la pubblicazione del secondo romanzo?  Puoi anticiparci il titolo?

Purtroppo sulla data non posso proprio sbilanciarmi. Il romanzo sta procedendo poco alla volta, sono rallentata da svariati problemi, e poiché la trama è abbastanza intricata devo procedere con calma. Per quanto riguarda il titolo, salvo cambiamenti, sarà “Qualcuno con cui lanciarsi nel vuoto“. Come nel titolo precedente, ne scoprirete il senso leggendo la storia.

Seguo i tuoi stati su facebook e ho letto che ti sei documentata sulle bande di quartiere. Hanno qualcosa a che fare? Io ti tengo d’occhio!

Ahahahahah!
Assolutamente sì,  eccome.
Ve l’ho detto, aspettatevi molto movimento.

Va bene, faccio la brava e smetto di tormentarti. Dimmi una scrittrice a cui ti ispiri.

A dire il vero nessuna in particolare. Non posso dire di avere una scrittrice o una scrittore favorito. Però ammiro profondamente Stephen King, pur avevndo letto solo alcuni dei suoi libri. Non solo come scrittore, ma come persona. Non so cosa darei per prendere un caffé in sua compagnia.

Il tuo libro preferito e libro che stai leggendo.

Romanzo preferito? Difficilissimo… Devo nominarne almeno tre: It di Stephen King, Lolita di Nabokov e Il Padrino di Puzo. Al momento non sto leggendo alcun libro, devo proprio rimediare.

Vuoi dare un consiglio a chi sta intraprendendo la tua stessa strada in questo momento.

Leggete tantissimo, e curate l’ortografia. E’ la cosa più importante. Un romanzo può essere splendido, ma gli errori ortografici sono imperdonabili. (Spero di aver cancellato tutti i miei) Non badate troppo alle recensioni negative, dopotutto il giudizio è personale.

Per concludere, c’è qualcosa che vuoi dire alle tue lettrici.

Che dire alle mie amatissime lettrici? Grazie. GRAZIE. Spesso i vostri complimenti mi hanno entusiasmato tanto da farmi commuovere. Mi dispiace di dovervi fare attendere per il seguito, ma prometto di regalarvi un romanzo ancora più emozionante del precedente. Per cui armatevi di pazienza e continuate a seguirmi, perché non ve ne pentirete.

Spero che avremo modo di risentirci in occasione dell’uscita del secondo romanzo.

Certo!!

Laura grazie mille della disponibilità e del tempo che mi hai dedicato è stato un vero piacere.

Altrettanto! Grazie di nuovo a te, mi sono divertita moltissimo!

 

I RAGAZZI CLIFFORDTRAMA “LE NOTTI NON MUOIONO ALL’ALBA”:

Sono sette cugini, figli di quattro fratelli dal passato turbolento. Hanno ereditato la passione per le due ruote dai genitori. Sono carismatici e affascinanti, talmente uniti fra loro da decidere di vivere insieme: sono i sette ragazzi Clifford.

Siamo nel quartiere di Astoria, Queens. Ryan, il penultimo dei ragazzi in ordine di età, è appena tornato a casa dopo un lungo periodo trascorso in California, dove si era rifugiato in seguito ad un violento litigio che lo ha diviso da Noah, il suo migliore amico.

Dall’età di sedici anni, Ryan e Noah sono stati inseparabili. Simili nel carattere quanto nell’aspetto, le loro analogie sono tali da renderli persino fratelli agli occhi degli estranei.

Tuttavia, sei anni più tardi, Noah commette un torto che Ryan non può perdonargli, e che decreta la fine della loro viscerale amicizia.

Deluso, tradito, arrabbiato, nonché fermamente intenzionato a riprendere il corso della sua vita, Ryan è deciso a lasciarsi alle spalle quel rapporto ormai irrecuperabile, benché spesso la nostalgia e il ricordo dei bei momenti passati con Noah siano tanto intensi da impedirglielo. A turbare ulteriormente la sua esistenza c’è Nikki, l’esuberante e maliziosa vicina, che non si preoccupa di celargli il suo sfacciato interesse, suscitando in lui un sentimento feroce in bilico fra insofferenza e attrazione. Perché a Nikki, allegra e scapestrata, alla continua ricerca di una figura maschile stabile nella propria vita, Ryan evoca il suo primo grande amore, il solo ragazzo che abbia mai avuto, con la quale è ancora in buoni rapporti, e che altri non è che Noah…

 

 

“LE NOTTI NON MUOIONO ALL’ALBA” ESTRATTO

Sogghignando, diede il gomito alla sua amica. -Ti ricordi quella volta, al compleanno di Sarah..?

-Mi sto sforzando di non farlo.- borbottò Leslie, imbarazzata.

Nikki scoppiò a ridere.  -Che evento memorabile. Il tuo unico momento di follia.

-Sta’ zitta, Nikki.-le intimò a mezza bocca.

Derek le avvolse un braccio attorno al collo. –Quale oscuro segreto mi stai nascondendo, Leslie?

Lei espirò con forza. –Possiamo parlare d’altro? Chi ha visto un bel film, ultimamente?

-No, cara Leslie. –si intromise Michael. -Non puoi lasciarci così, a sbavare dalla curiosità.

-Lasciala in pace. –gli ordinò Derek.

-Ma adesso sono curioso!- piagnucolò lui. –Che è successo al compleanno di quella Sarah?

Leslie ricambiò il suo sfacciato interesse con sguardo perplesso. -Perché vuoi saperlo?

Ridacchiai. -Mi sa che ancora non conosci Michael come si deve.

-Se scopre che hai un segreto e ti rifiuti di confessarglielo, rischi di mandarlo al manicomio. -le rivelò Derek.

-Ha la fastidiosa mania di voler sapere i cazzi di tutti.

-E’ per caso Sarah Halter quella che avete nominato? Leslie fece un sorrisino. -No, non si chiama Sarah Halter.

-Sarah Mason? Sarah Newton? Sarah Driscoll?

-Nessuna di queste, Michael.

-Ma  quante  Sarah  ti  sei  fatto?- chiese ammirato Patrick.

-Boh, qualcuna. E’ un nome abbastanza comune. –si concentrò per un istante, quindi schioccò le dita.

-Sarah Geller?

-Ti avverto che continuerà così finché non cederai.-l ’avvisai, riprendendomi la canna.

-Sarah Roberts?

Derek si accigliò.-Se non la smetti giuro che ti lancio di sotto, per cui falla finita.

-Aiutami, Nikki.-supplicò lui.

-Spiacente. Senza il consenso di Leslie ho le labbra sigillate.

Michael corrugò la fronte. Potevo quasi vedere le rotelle del suo cervello andare più rapide.

-Va bene. Presumo che sia un ricordo che ti mette a disagio, per cui facciamo così: ciascuno dei presenti dovrà raccontare la cosa più imbarazzante che gli sia mai capitata. Ti sembra una proposta accettabile?

Per un momento Leslie sembrò esterrefatta, poi sorrise divertita. -Complimenti per la tenacia.

-Allora, ci stai?

-E sia. -acconsentì.- Ma non voglio essere la prima.

-Si può fare. A chi tocca? -ci guardò uno ad uno.

-Che sarebbe, una variante di obbligo o verità? – volle sapere Patrick.

-Più o meno. Sono il maestro di obbligo o verità, nessuno batte le mie domande.-si vantò Michael.

-Non ho mai giocato a obbligo o verità.- ammise Nikki.

-Sul serio?- Flash era meravigliato.- E’ una tappa fondamentale dell’adolescenza. Non sai quello che ti sei persa.

-Dovremo proprio giocarci, una sera o l’altra.- -disse Michael. Mi indicò col dito.-Ryan, inizia tu.

-Dove sta scritto che sono obbligato a giocare?- mi opposi. – Non posso semplicemente assistere?

-E ascoltare i nostri più imbarazzanti segreti senza darci la possibilità di sapere i tuoi? Non se ne parla.

-Posso cominciare io? –propose Patrick, tutto eccitato.

-Non dovresti essere di sotto ad accordare la chitarra, o qualcosa del genere?-chiesi.

-Nah, c’è ancora tempo. –mi assicurò, agitando una mano. Fece una pausa a effetto. -Allora, inizio col

dire che questa non la sa nemmeno Joss, e che avevo giurato di portarmela nella tomba. Ero a una festa, la scorsa estate, e c’era una figa pazzesca, Marcie, a cui correvo dietro da mesi. A quanto pare alla festa partecipava anche il suo ex, con cui sperava di rimettersi insieme, così, quando mi sono avvicinato per cercare di combinare qualcosa, c’è mancato poco che quella fottuta stronza mi mandasse a quel paese.

Ovviamente ci sono rimasto di merda, per cui ho deciso di prendermi una bella sbronza, e mi sono scolato davvero di tutto. Ma ad un certo punto ho capito di aver esagerato. Avevo una nausea tremenda, sentivo le fitte allo stomaco e la testa mi girava come una trottola impazzita.

-Credo di aver intuito come finisce la storia.-disse Flash.

-Zitto, fammi sentire. -lo riprese Michael, interessato.-E poi?

-Poi, da un momento all ’altro, Marcie ha cominciato a strusciarsi contro di me, con il proposito di far ingelosire il suo ex che continuava a ignorarla. Alla fine mi ha trascinato in una camera per scopare, si è spogliata e si è messa carponi sul letto.

-Vi avverto che mi sto eccitando.-dichiarò Michael con voce stridula.

-Beh, evita. -gli consigliai.

-Non posso. E’ la mia posizione preferita.-si scusò.-Continua, Pat.

-Okay. Come vi dicevo, eravamo arrivati al dunque. Ho fatto quello che dovevo fare, anche se non so davvero come ci sono riuscito. Cristo, ero così ubriaco che ho quasi sbagliato buco.

Michael gemette al mio fianco. Gli pestai un piede per farlo tacere. -E quindi?

Patrick deglutì. –Tutto quel movimento ha peggiorato le cose. Per cui, dopo che sono venuto, le ho vomitato addosso. La mia esperienza più imbarazzante.

Flash si piegò in due, ridendo come un pazzo.-Oddio!-ululò fra le risate.-Questa si che è forte!

-E dopo che è successo?-chiese Nikki.

-Marcie ha cominciato a urlare.-rispose Patrick, rosso di vergogna.

Leslie era disgustata. -Lo credo bene.

Anche io sogghignavo. –Che grandissima figura di merda.

-Basta infierire, per pietà. Chi è il prossimo?

-Tocca a te scegliere.

-Ah, giusto.-si volse verso Derek.- Fatti sotto, Mr Greenpeace.

-Che palle.-borbottò Derek.-Ma non vi aspettate che mi dilunghi nei particolari, sia ben chiaro. Il fatto di per sé è già abbastanza imbarazzante senza l ’aggiunta dei dettagli.-deglutì e mormorò qualcosa a voce così bassa che nessuno riuscì a distinguere anche solo una sillaba.

-Alza quella voce, porca miseria! Mica siamo in un confessionale!- protestò Michael.

Derek gli spedì un’occhiataccia.- Ho detto che ho beccato i miei a fare sesso. -sillabò, parola per parola.

Calò un istante di gelido silenzio, prima che Michael urlasse:-No! -ad occhi sbarrati.-Che figata!

-Come no, il massimo dello spasso.-il tono di Derek strillava sarcasmo.-Se avessi avuto una pistola mi sarei sparato.

-Per cui zio Garrett e zia Emily ci danno ancora dentro? Quando è successo?

-L’ho già specificato prima, Mickey: niente particolari.

-Guastafeste.-lo apostrofò, offeso e deluso.

Terminai ciò che restava dello spinello con due rapide boccate.- Ho il sospetto che anche le altre  esperienze imbarazzanti avranno a che vedere con il sesso.

-E’ il tuo turno, Mickey.-lo avvisò Derek.

Patrick controllò l ’ora e sussultò.- Possiamo affrettare i tempi, gente? Fra poco mi toccherà scendere.

-Va bene, sarò rapido.-promise Michael. Notai che il ghigno sul suo viso era scomparso.

-Una volta mi è capitato di rimorchiare una quarantacinquenne. Non fate quelle facce.-ci ammonì.

-Perché si portava a meraviglia i suoi anni. Aveva un corpo da urlo, capelli neri, lisci e lunghissimi, occhi verdi come giada. Insomma, era un gran pezzo di sorca. Ci incontravamo in un albergo ogni sabato, e a letto si lasciava fare tutto quello che mi passava per la mente. Ce la siamo spassata per un bel po’, ma poi ha cominciato a tenermi il fiato sul collo, così ho preferito troncare.

Qualche tempo più tardi ho iniziato a frequentare una ragazza, Grace. Un giorno sono passato a prenderla, ma siccome lei non era ancora pronta mi ha invitato a salire a casa sua. Disse che nel frattempo sua madre mi avrebbe offerto qualcosa da bere, ma indovinate un po’ chi era sua madre? -sospirò.

-E’ stata l ’esperienza più imbarazzante della mia vita, anche perché Grace mi piaceva un casino. Ma credetemi, proprio non ce l ’ho fatta a vederla ancora. Non dopo essermi scopato sua madre in tutti i modi.

-Fa molto Il laureato.-considerò Nikki.-Peccato solo per il finale differente.

-Vai,  Nikki.-la  incitò  Michael.- Tocca a te.

-Ah. Okay.-esclamò lei, esitante.- Ma dovete promettermi che non riderete. E’ una ferita che mi brucia un po’.

Flash fece un ghigno. -Mi spiace, ma io non posso promettertelo.

-Chissà perché non avevo dubbi, cretino.-lo redarguì, acida. Prese un respiro.-A tredici anni ero già alta un metro e settantacinque, e anche se avevo già avuto…  insomma, le mie cose, ero rimasta una spilungona senza né culo né tette. Dio, che fastidio parlarne.-si scostò i capelli dalla faccia con entrambe le mani, mostrando tutto l ’imbarazzo che le traspariva in viso. -Per camuffare la mia magrezza indossavo sempre indumenti larghissimi, jeans e felpe oversize, e portavo i capelli corti come adesso. Un giorno mi trovavo ad Astoria Park, e c’era un gruppo di ragazzi, più o meno della mia età, che giocava a pallone. Ad un tratto la palla è rotolata verso di me. All ’epoca frequentavo già una scuola calcio, così, anziché restituirgli il pallone con le mani, l ’ho fatto con i piedi, ed anche piuttosto bene. A quel punto uno di loro mi si è avvicinato. “Abbiamo un giocatore in meno, ti va di unirti a noi? Sei davvero bravo.”-storse la bocca, indignata. -Ecco, adesso potete anche scompisciarvi dalle risate.

-Ehm, mi sa che non ho capito.- ammise Patrick.

-Questo dimostra quanto sei tardo.-lo criticò Derek.-L’hanno scambiata per un maschio, che c’è da capire?

-Ah.-Patrick si fece riflessivo, quindi dubbioso. -E che c’è di così imbarazzante?

-Scherzi?-si oppose Nikki, inorridita.-E’ stato tremendo. C’è mancato poco che scoppiassi a piangere dall ‘umiliazione. Anche se un po’ è stata anche colpa mia, lo ammetto, perché quell ’abbigliamento non faceva altro che peggiorare le cose, piuttosto che migliorarle. Però ero convintissima che portare abiti larghi aggiustasse tutto quanto. -si strinse nelle spalle.-Ovviamente mi sbagliavo. Ma avevo tredici anni, porco boia. Chi ne azzecca una a quell ’età?

-E’ comunque assurdo.-esordii.-  Perché, nonostante l ’abbigliamento maschile, l ’altezza e tutto il resto, hai un viso troppo delicato per passare per un ragazzo. -con quelle labbra, poi. E quel nasino perfetto.

-Non ti avrei mai scambiata per un maschio, se questo può consolarti.

Grazie a quella specie di complimento ottenni quello che cercavo, la sua attenzione. Per la prima volta in assoluto da quando ero uscito su quel terrazzo i suoi occhi incontrarono i miei, e quasi sussultai dalla stupore.

Dov ’erano finite quelle sfolgoranti pupille color nocciola, ardenti, avide di vita, che mi contemplavano come se stessero rimirando la cosa più bella su cui si fossero mai posate?

Adesso erano gelide, imperscrutabili e straripanti di biasimo.-Sì, un po’. -ammise con indifferenza, volgendosi altrove.

Non si era lasciata scoraggiare dalla mia ostilità, dalla freddezza con cui ricambiavo i suoi calorosi

approcci, ma era bastata la presenza di Astrid per tramutarla in una statua insensibile, come se vedermi insieme ad un’altra fosse per lei inaccettabile, il peggiore dei mali. Non riuscivo ad abituarmi a quella nuova Nikki, impenetrabile proprio com’ero stato io con lei in un passato nemmeno troppo distante. Malgrado il suo silenzio sembrava volermi urlare: come ci si sente a essere ignorati, Ryan?

-Ehi?-Derek mi scosse una spalla. -Non hai sentito quello che ha detto Nikki? E’ il tuo turno.

Ero in procinto di esplodere come un candelotto di dinamite. Fremendo di rabbia e avvilimento, mi attaccai a una sigaretta.-Premetto che farò come Derek. Quindi niente dettagli.-volevo farla più breve possibile. Quel gioco mi aveva già stancato.

-Che noia che siete, però.-si lamentò Michael.

-Non rompere.-gli ingiunsi.-Per farla breve, ho ricevuto delle avance piuttosto insistenti da un uomo, quando mi trovavo a Los Angeles. E se volete che svuoti il sacco, dovrete farmi sbronzare. E parecchio.

-Un uomo ti si voleva fottere?- strillò Michael, eccitatissimo.

Annuii.-L’intenzione era quella.

-E tu che hai fatto?-volle sapere Patrick.

-Secondo te? L’ho mandato a fanculo.

Flash scoppiò a ridere.-Beh, mi sa che è quello che voleva.

-Raccontaci la tua esperienza, visto che te la godi così tanto.

Lui si pietrificò.-No, ragazzi. Questa non posso proprio dirvela.

-Che?-protestò Derek.-Ti sei sbellicato dalle risate ad ascoltarci. Adesso è il nostro turno di ridere.

-Giuro che se questa storia va oltre le porte dell ’ascensore, vi ammazzo.-ci minacciò Flash, guardandoci con severità uno ad uno.-Sul serio, non sto scherzando.Ne va della nostra amicizia.

-Ricevuto.-dissi.-Dai, spara.

-Posso mantenermi anch’io sul generico? Per piacere, non fatemi raccontare anche i dettagli.

Michael alzò gli occhi al cielo,esasperato.-Cristo, che palle! Col cazzo che rifaccio questo gioco con voi !

-Sei tu che hai cominciato, per cui accetta le condizioni altrui e taci.- gli ordinò Derek.-Vai, Flash.

-Okay.-acconsentì a malincuore.- Una sera mi sono ritrovato con un paio di amici in questo locale.

Merda, non ci credo che sto per raccontarvelo davvero. Vabbè…

Dopo un po’ ho notato una tipa che non mi toglieva gli occhi di dosso, una di quelle da copertina di Playboy, con due tette giganti che le sbucavano dalla scollatura e un culo da favola. Mi sono avvicinato e le ho offerto da bere. Abbiamo chiacchierato per una mezz’ora, prima di uscire fuori e appartarci in un vicolo.-si interruppe e riprese con sforzo:-Insomma, le ho infilato una mano sotto al vestito.

Ma invece di una fica, ho trovato tutto l’opposto, e me la sono data a gambe.-si infilò una sigaretta in bocca.-E adesso ridete pure, stronzi.

Il suo incoraggiamento fu superfluo. Risi così tanto da procurarmi spasmi acuti all ’addome.

Derek si teneva lo stomaco, Michael si era curvato sul cornicione e vi batteva sopra dei cazzotti,

Patrick emetteva degli strani guaiti striduli, e persino le ragazze si sganasciavano apertamente.

-Questa è fenomenale! -strillò Michael, rosso in faccia, faticando quasi ad esprimersi.

-Cioè, non ho ancora sentito quella di Leslie, ma la tua le batte davvero tutte! Stavi per farti un travestito!

Oddio, sto per morire!-si piegò di nuovo sul cornicione, crollando sotto il peso delle sue stesse risate.

Riuscii a riprendere fiato.-Flash, non ti dispiace se non mi faccio più la doccia con te, dopo la palestra?

Sai com’è, non vorrei correre il rischio di eccitarti.-abbassai la testa per schivare la sberla che stava per

mollarmi.

-Andate a fanculo tutti e due, bastardi.-sbraitò lui.- Neanche voi vi sareste accorti della differenza.

-Sì, come no.-ridacchiai.-Ho visto tanti di quei travestiti a Los Angeles che saprei riconoscerne uno a un miglio di distanza. Ma non c’è nulla di male a voler spezzare la monotonia.-gli strizzai un occhio.

-Okay.-sentenziò Flash, lanciando nel vuoto la sigaretta ancora a metà.-Adesso ti ammazzo.

Michael batté le mani.-Fermi, fermi. Prima voglio ascoltare la storia di Leslie, poi potrai fargli tutto quello che

ti pare.-sfoggiò un sorrisino.-Cioè, non proprio tutto. Ryan è etero al cento per cento.

Flash gonfiò i muscoli.-Che c’è, vuoi essere il prossimo a crepare?

-Per carità. Leslie, a te la parola.

-Va bene.-mormorò, sconfitta.- Avevo sedici anni, ed ero appena stata mollata dal mio primo ragazzo.

-Quello stronzo.-commentò sprezzante Nikki.

-Il principale motivo della rottura è stato che lui voleva…-si  fermò per schiarirsi la gola.-fare sesso, mentre io non mi sentivo ancora pronta. Mi incolpò di essere una frigida bacchettona incapace di lasciarsi andare e godersela.- cercava di apparire disinvolta, ma era evidente che quelle accuse avevano la capacità di ferirla ancora. A quel punto, nessuno rideva più. Notai che la linea della mascella di Derek si era fatta tesa.

-Ci sono stata male per un bel po’,anche se adesso non riesco a capire come ho potuto andare in depressione per un verme come quello. Poi, qualche giorno più tardi, c’è stato il compleanno di una compagna di classe mia e di Nikki, Sarah, per l ’appunto, una di quelle feste che di solito si vedono nei film, con un sacco di gente, alcol a fiumi e via dicendo. Anche lui sarebbe stato presente, così quella sera ho deciso che gliel ’avrei fatto vedere io chi era la bacchettona. In poche parole ho fatto tutto ciò che non avevo osato fare prima di allora: mi sono sbronzata, ho fumato marijuana, e ho…-rise e si coprì gli occhi con una mano.- Nikki, continua tu. E’ troppo imbarazzante.

Nikki proseguì:-Mi trovavo in un’altra stanza, a chiacchierare con un tipo che mi piaceva, quando ad un tratto ho sentito una specie di boato provenire dal salotto, così siamo andati a vedere cosa stava succedendo. Beh, c’è mancato poco che ci rimanessi secca dalla sorpresa.-parlava guardando la sua amica, che teneva ancora gli occhi nascosti sotto la mano.-Leslie era salita su un tavolo, e ballava come una pazza Yeah ! di Usher. Senza reggiseno.

-Oddio.-gemette Leslie, piegandosi in avanti.

Michael si fece una gran risata.- Beh, alla faccia della bacchettona!

-All ’improvviso, tutti volevano uscire con lei.-aggiunse Nikki.-Dai, non fare quella faccia!-le diede una scrollata.-Ti sei presa una bella rivincita, no?

-Sì, ma avrei preferito ottenerla in maniera differente.

-Ehm, mi sa che ho avuto un leggero choc.-ammise Derek.-Ho quasi paura di chiedertelo, ma… che altro mi hai nascosto?

-E’ tutto qui.-gli assicurò Leslie.- Il mio unico momento di pazzia.

-Ah.-sospirò lui, sollevato.

Intanto che svelavamo le nostre esperienze più imbarazzanti, il terrazzo si era lentamente svuotato.

Michael controllò l ’ora.-Ehi, rockstar, sbaglio o fra breve ti tocca salire sul palco?

-Cristo.-sobbalzò Patrick. Il suo colorito divenne verdastro.-Mi sento un po’ male.

-Adesso non fare il cacasotto.-lo rimbrottò Michael.-Mica mi sono fatto tutta questa strada per vederti vomitare. Forza, muovi quel culo.- schioccò le dita per farlo alzare dal cornicione.

Pallido e nervoso, Patrick ubbidì. Ci infilammo all ’interno dell ’ascensore, appiccicandoci l ’uno all ’altro per entrare tutti in quel quadrato d’acciaio, un po’ troppo angusto per contenere sette persone. Nikki, che non mi era più distante di una spanna, si teneva schiacciata alla parete. Guardava verso l ’alto come se alla sua destra ci fosse uno spazio vuoto, o qualcuno non abbastanza degno della sua attenzione.

Non riuscivo a capacitarmi di averle riservato il medesimo atteggiamento. La mia indifferenza si era protratta per quasi due mesi, la sua non durava che da alcune ore, ma già mi pareva di impazzire.

Come era riuscita a resistere, a sopportarlo per tutto quel tempo?

Le porte si spalancarono sul secondo piano. Venimmo travolti dal chiassoso vociare del pubblico, mischiato alla musica di sottofondo.-A dopo.-ci salutò Derek, prima di uscire.

Leslie si trattenne sulla soglia.- Che fai, non vieni?-domandò a Nikki.

Lei agitò il capo.-Vado di sotto a prendermi qualcosa da bere.

-Ah, okay. Allora ci vediamo più tardi.

L’ascensore tornò a chiudersi, riprese la sua discesa e qualche momento più tardi si arrestò di nuovo. Michael fu il primo a uscire, tirandosi dietro Patrick che non accennava a spostarsi dal suo angolino, poi venne il turno di Flash. A quel punto agii d’istinto.

Prima che Nikki potesse oltrepassare l ’uscio, allungai di scatto la mano alla mia destra e schiacciai a caso uno dei tre pulsanti cromati che vi erano incastonati. L’attimo dopo le porte avanzarono l ’una verso l ’altra e si unirono in modo da formarne una sola.

Nikki indietreggiò, meravigliata.- Che caspita stai facendo?

Finsi un’espressione di esagerato stupore.-Ah, finalmente ti degni di rivolgermi la parola.

-Apri subito quella porta!

-Dobbiamo parlare.

 

CONTINUA…………….

PER GENTILE CONCESSIONE DELL’AUTRICE.

 

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1 commento

  1. emma

    Ho appena finito di leggere questo romanzone che posso dire : BELLO BELLO BELLO
    Spero che si sia capito quanto mi è piaciuto e voglio inoltre fare i miei più sinceri complimenti alla autrice perché se questo è il suo esordio ,tanto di cappello non sono una professionista nel recensire ma leggo veramente tanto e per lo più romanzi di ogni genere ultimamente ho letto cose recensite anche con ottimi voti che mi hanno deluso mentre questo romanzo che non è stato molto risaltato dai blog merita veramente