Il nuovo capitolo del racconto di Victoria.

Nuova presentazione a cura dell’autrice: “Quella che era partito come un breve racconto, si è trasformato in qualcosa di più solido e concreto, grazie alle lettrici a cui ho presentato il mio scritto e che lo hanno apprezzato spronandomi a fare ogni giorno meglio. Questo è il coronamento di un grande sogno che ho sempre avuto nel cassetto, ma che non avevo avuto mai, almeno fino adesso, il coraggio di realizzare non considerandomi all’altezza. Vi presento l’amore sotto tutti i punti vista, vi presento le due persone che ormai fanno parte della mia vita e vi racconterò la storia di come il loro amore è nato in una città magica come lo è Firenze. A&O”.

28° CAPITOLO

 

28.

PENULTIMO CAPITOLO PRIMA DELL’EPILOGO

Aspettai il ritorno di Achille nel mio ufficio cercando di distrarmi lavorando incessantemente. Mio padre senza proferire parola entrò e lavorò in silenzio al mio fianco mentre i singhiozzi mi rimbombavano nella gabbia toracica e l’ansia saliva a dismisura per l’assenza così prolungata di Achille. Era uscito da più di due ore ed io non riuscivo a spiegarmi come mai non fosse ancora tornato. Una parte del mio cervello ipotizzava che forse Nicole era riuscita in qualche modo a metterlo con le spalle al muro, forse si rendeva conto che non poteva rischiare di perdere il figlio per me. L’altra parte invece mi riportava alla realtà ricordandomi l’Achille che amavo e che non avrebbe mai rinunciato a noi senza lottare.

Le tempie mi pulsavano come impazzite. Lacrime cadevano giù e le asciugavo senza nemmeno accorgermene come fosse un gesto automatico. Mio padre stette in silenzio davanti a me picchiettando sul suo portatile, rispondendo alle chiamate al posto mio e passandomi, quando ne avevo bisogno, fazzoletti rivolgendomi ogni volta sguardi rassicuranti. Amavo quell’uomo. Mi capiva senza nemmeno che gli parlassi. Tutte le volte che squillava il telefono il mio cuore mancava un battito, ma non era mai lui.

Guardai il cellulare per l’ennesima volta, ma non c’era nessun messaggio da parte sua. Iniziai a martoriarmi le unghie e a strapparmi le pellicine. Mio padre cercava di levarmi le mani di bocca come fossi una bambina, ma l’agitazione era più grande. Un dito iniziò a sanguinare e presi al volo un cerotto per fermare l’emorragia. I capelli erano diventati un disastro da quanto avevo iniziato a tirarli, a rigirarli e ad arruffarli. Alla fine mi feci una coda di cavallo.

Stavo impazzendo. La mia mente proiettava gli scenari più catastrofici.

Ero arrivata al massimo della sopportazione quando vidi comparire Achille. Il suo sguardo era indecifrabile ed il suo sorriso era perfetto, ma non rispecchiava realmente il suo stato d’animo. Chi non lo conosceva bene avrebbe detto che era la persona più felice del mondo, ma non poteva ingannare me. Il mio cuore iniziò a battere sempre più velocemente. Notai che stava guardando qualcosa in basso davanti a sé. Quando la sua risata vigorosa riecheggiò nell’ufficio e tutte le mie colleghe si alzarono dalle sedie con lo sguardo languido capii che non era solo.

Vidi soltanto le braccine di Alessandro sventolare in aria con un foglio in mano. Poi iniziò a saltare cercando di vedere oltre le alte scrivanie. Vedevo i suoi riccioli rimbalzare ed i suoi occhietti vispi apparire e scomparire. Infine con due rimbalzi mi vide.

Olimpia!≥ gridò salterellando.

Ci fu un sospiro generale dei miei colleghi affascinati dalla bellezza di quel piccolo bambino che non avevo mai visto e non avrei mai voluto vedere triste. In quel momento come non mai capii che la priorità non eravamo Achille ed io: ci amavamo, ma non bastava davanti al futuro di Alessandro. Lui meritava il meglio ed io volevo contribuire a renderlo un bambino felice. Una consapevolezza m’invase e mi arresi all’ipotesi di vivere una vita senza l’uomo che amavo.

Avrei voluto urlare e lasciarmi andare alla disperazione, invece senza pensarci una seconda volta mi alzai dalla sedia e asciugandomi le ultime lacrime, che non la smettevano di fuoriuscire dai miei occhi copiosamente, gli andai incontro.

Alessandro iniziò a corrermi incontro e con un balzo fu tra le mie braccia. Mi abbracciò stretta ed io lo strinsi forte a me. Scostai i riccioli indomabili del bambino e guardai Achille venire verso di noi e abbracciarci entrambi. Mi baciò dolcemente sulle labbra, ma poi i nostri occhi si incontrarono ed in quel momento non li avrei voluti guardare. Erano impenetrabili e un velo nero era calato sui suoi fantastici occhi solitamente pieni d’amore per me. Non riuscivo a leggerci niente: nessun sentimento, nessun pensiero, nessun cambiamento. Erano privi di qualsiasi emozione, come se qualcuno avesse prosciugato tutta la loro bellezza. Achille era lì davanti a me immobile a guardarmi, ma in realtà lui non c’era.

Ma dov’era?

Distolsi lo sguardo dal suo e con ancora Alessandro stretto a me mi diressi verso il mio ufficio dove mio padre ci stava aspettando. Mi sedetti sulla mia poltrona e Achille si accomodò nella sedia accanto a mio padre. I due si scambiarono una possente pacca sulla spalla e poi guardarono me ed il piccolo.

Alessandro si scostò mostrandomi il foglio che teneva in mano e con la testolina si appoggiò contro la mia spalla. Era un disegno che chiaramente aveva fatto a scuola: c’erano raffigurati tre adulti e due bambini, uno di questi riconobbi come Alessandro a causa dei folti riccioli che si era fatto e una bambina un po’ più piccola con dei lunghi capelli marroni come i miei. In basso a destra del foglio c’era anche un cane. Tutti avevano dei larghi sorrisi dipinti sul volto. Era un quadretto familiare insolito per il prototipo di famiglia che la società normalmente ci propone, ma una cosa non mancava: la felicità. Quelle persone fatte a matite e colori si volevano bene. Ma la realtà non era così rosea e presto o tardi Alessandro lo avrebbe scoperto.

Guardai Achille che stava osservando il disegno quasi sgomento. Alzò gli occhi su di me e i miei si riempirono di lacrime.

Cosa stava cercando di dirmi?

Allora ti spiego…≥ disse Alessandro sistemandosi sulle mie gambe e riportandomi alla realtà ≤ Allora questo è i’ babbo, accanto ci sei te e vi state tenendo per mano. Poi qui ci sono io insieme alla mia sorellina. Poi c’è mamma e qui in basso c’è il nostro cane!≥ concluse soddisfatto della raffigurazione della sua famiglia.

Quale cane?≥ gli domandai arricciandogli i capelli e cercando di assumere un tono spensierato.

Achille si accorse subito del tremolio della mia voce e si mosse in avanti come se mi volesse toccare. Stavo smaniando il suo tocco. Avevo il braccio poggiato sulla scrivania, sarebbe bastato che allungasse la mano per sfiorare la mia, ma non lo fece tornando indietro e sistemandosi nuovamente sulla sedia.

La mamma e i’ babbo un vogliono, ma io vorrei tanto un cane. Oggi alla scuola è venuto a parlarci un signore del canile e ci ha detto che tanti cuccioli aspettano di essere salvati. Te Olimpia lo vuoi un cucciolino che ora è tutto solo in una gabbia?≥ mi disse facendo gli occhioni e mostrando il labbro tremolante.

Sospirai e non potetti resistergli ≤ Io amo i cani, certo che voglio un cucciolo, ma prima lo devi chiedere al babbo e se lui dice di no, allora è no!≥ gli risposi facendogli l’occhiolino.

Il capino di Alessandro si spostò rapidamente al padre ed io feci lo stesso. Fui rapida così che colsi una strana luce nei suoi occhi. Fu un istante fulmineo prima che il velo tornasse a coprire gli occhi di Achille, ma lo riconobbi: amore e desiderio. La speranza si risvegliò in me come se un fiammifero fosse entrato in contatto con una tanica di benzina.

Forse non era tutto perduto.

Dai babbo, mi compri un cane? Dai, dai, dai!≥ insistette Alessandro dimenandosi sulle mie gambe.

Mi ci fai pensare peste?≥ rispose con voce rauca Achille guardando dubbioso il figlio.

Alessandro si imbronciò e guardò me mentre il labbrino iniziava a tremare violentemente, le guance diventavano rosee e gli occhi si inumidivano. Prima che il mio cuore scoppiasse di tenerezza, iniziassi a soffocarlo di baci e iniziassi a supplicare Achille di comprare un cane, mio padre mi salvò ≤ Dai Ale, fai pensare i’ babbo, forse Olimpia riuscirà a convincerlo. Vieni con me a fare un giro dell’ufficio?≥ gli chiese alzandosi e porgendogli una mano.

Il bambino saltò giù dal mio grembo, non prima di avermi sussurrato ≤ Convincilo Olimpia≥ e avermi dato un bacio dolcissimo sulla guancia, prese al volo la mano che gli porgeva mio padre, poi inclinando tutta la testa indietro per poter guardare mio padre dal basso verso l’alto gli chiese ≤ Ma te sei il mio nonno?≥.

Sobbalzai sulla sedia a quella domanda e fissai mio padre squagliarsi al sole come avrebbe fatto un vero nonno ≤ Ma certo che sono il tuo nonno!≥ gli rispose con voce tremante.

Alessandro soddisfatto della risposta guardò il padre e gli fece una linguaccia che Achille contraccambiò. Poi salterellò via e condusse mio padre fuori dall’ufficio per iniziare il tour. Lo sentii parlottare animatamente e senza sosta coinvolgendo l’attenzione di tutti all’interno dell’ufficio.

Achille si alzò e chiuse la porta. Improvvisamente l’atmosfera diventò insostenibile. Sospirò e si voltò a guardarmi con una strana espressione dipinta sul volto. Non seppi distinguere la preoccupazione, dall’agitazione e dall’ansia. Non riuscivo a capire cosa dovevo aspettarmi. Ero sempre più confusa.

Come stai?≥ mi chiese voltandosi a scrutarmi il volto a fondo.

Odiavo quella distanza che aveva messo fra noi, perciò mi alzai e gli andai incontro rimanendo a qualche passo di distanza e aspettando che fosse lui ad interrompere anche quei pochi passi che ci separavano e che detestavo.

Non lo so, dipende da te≥ gli risposi incrociando le dita dietro la schiena e martoriandomi il labbro inferiore che non riuscivo a smettere di mordere incessantemente.

Achille con un movimento fluido e sensuale si avvicinò a me mettendomi una mano sotto il mento e liberandomi il labbro con un dito dai denti. Al contatto con la sua pelle sospirai e senza pensarci andai incontro alla sua carezza che si protrasse sulla mia guancia scendendo sul collo. Chiusi gli occhi e mentre il silenzio ci circondava sentivo il mio cuore esplodere.

Ti avrei risposto alla stessa maniera. Vorrei sapere cosa ti passa per la testa≥ mi rispose guardandomi intensamente le labbra.

Riaprii gli occhi e interruppi la distanza che ci separava cingendogli la vita con le braccia.

Anch’io lo vorrei sapere. Chi inizia?≥ gli dissi sperando di non sembrare così agitata come mi sentivo.

Perché sei così nervosa?≥ mi chiese facendo un passo indietro, così le mie braccia ricaddero lungo i miei fianchi.

E perché te vuoi mettere distanza tra noi?≥ gli chiesi a mia volta facendo due passi indietro per paura che qualsiasi cosa mi potesse dire mi avrebbe ferito irrimediabilmente.

Forse la mia intuizione era giusta e lui si era reso conto che per stare con me avrebbe dovuto rinunciare a troppe cose e che forse un giorno se ne sarebbe pentito. L’esasperazione m’invase e un freddo improvviso mi si propagò per lo stomaco. Mi sciolsi i capelli per tapparmi le braccia nude e per scacciare questo freddo improvviso. Non dovevo farmi prendere dal panico.

Possiamo per favore smetterla di fare domande ed iniziare a rispondere?≥ mi chiese Achille esasperato e decisamente alterato immergendo una mano fra i capelli e sbuffando sonoramente ≤ Parti tu!≥ mi incitò.

Presi un lungo sospiro e mi avvicinai alla finestra senza distogliere gli occhi da Achille che era in piedi dalla parte opposta dell’ufficio appoggiato contro la porta. Non eravamo mai stati così distanti ≤ Achille mi stai facendo paura. Se hai cambiato idea su qualcosa dimmelo subito e mi risparmio tutta quest’ansia che detesto≥.

I suoi occhi diventarono di un rosso acceso e si allargarono impercettibilmente. Mi analizzò da capo a piedi come se fossi diventata un extraterrestre ≤ Ma di cosa stai parlando?≥ mi chiese mettendosi sulla difensiva.

Avrei voluto arrabbiarmi, ma la luce che filtrava dalla finestra lo illuminava in un modo quasi divino facendo un gioco di luce ed ombra sui suoi capelli e facendo risaltare i suoi occhi. Avrebbe potuto sembrare un angelo se non fosse stato per i tratti netti e forti del suo splendido viso. Distolsi lo sguardo da lui ed iniziai a vagare su e giù nell’ufficio con le mani tra i capelli cercando di rallentare il battito cardiaco.

Decisi di buttare fuori tutto ciò che pensavo ≤ Achille mi stai facendo paura con il tuo cazzo di atteggiamento. Ti stai nascondendo. Non lo avevi mai fatto, non con me. Non riesco a decifrare niente nei tuoi occhi, mi hai tagliato fuori, mentre mi avevi promesso che qualsiasi cosa l’avremmo affrontata insieme. Mi tratti come se mi volessi dire che è finito tutto e mi chiedi anche se sono agitata. Come faccio a non esserlo quando vedo che stai cercando di allontanarmi da te…≥ non feci in tempo a pronunciare quell’ultima frase che fui afferrata al volo da un macigno che corrispondeva alla stretta a pugno della mano di Achille sul mio polso e poi fui attirata contro una parete di rocce che corrispondeva al suo petto. In un attimo la sua bocca era sulla mia e la sua lingua cercava la mia. Mi disse quello che i suoi occhi cercavano di nascondermi. Mi amava, ma era combattuto. Non potei fare altro che aprire la bocca e farmi divorare dal suo bacio appassionato. Gli presi il volto fra le mani e lo attirai ancor più a me. Le sue mani mi avvolsero il corpo ed una andò a palparmi senza vergogna il sedere da sotto il vestito. Il mio corpo si accese di desiderio e premetti il seno e l’inguine contro di lui strappandogli un gemito roco e sensuale. In quel momento non seppi cosa stava succedendo o cosa con quel bacio ci stavamo dicendo. Non capii se era tutto a posto o se stava andando tutto a rotoli, ma non glielo domandai e continuai a baciarlo con lo stesso ardore e trasporto con cui Achille mi voleva. Andammo a sbattere contro la scrivania su cui Achille mi premette senza vergogna facendomi sentire la sua erezione dura come l’acciaio contro l’addome. Le mie mani volarono sotto la sua maglia e inizia a toccargli i fianchi ed il petto scolpito. Senza vederlo, accarezzai il tatuaggio causandogli un brivido.

Stava usando la nostra attrazione sessuale per dirmi qualcosa, ma cosa? E perché non riuscivo a capirlo?

Achille interruppe il bacio, ma non si allontanò da me. Eravamo entrambi ansanti aggrappati l’uno all’altro.

E questo cosa significa?≥ gli domandai senza fiato ancora avvolta nel suo abbraccio.

Achille sorrise sfregando il naso contro il mio, il velo che m’impediva di vederlo realmente svanì e tornò il mio Achille ≤ Che ti amo e che sei mia. Come puoi pensare dopo tutto quello che abbiamo passato che mi lasciassi abbattere così alla prima difficoltà? Stai scherzando? Poi ti voglio troppo, non sai quanto ti desidero adesso≥ mi disse sensualmente chinandosi e baciandomi il collo. Poi tornando serio aggiunse ≤ Mi comportavo così, perché avevo paura che con tutto quello che era successo avessi deciso tu di allontanarti da me. Ero guardingo≥.

Lo allontanai con un strattone e inizia ad urlare così che l’ansia e il terrore che avevo provato scemassero ≤ Non ti entra in quella zucca bacata che adesso nemmeno il Signore mi potrebbe allontanare da te? Ma sei scemo? Mi hai fatto morire di spavento!≥ dissi coprendomi il viso con entrambe le mani cercando di bloccare le lacrime.

Fui sollevata da terra e mi sentii leggera come una piuma. Mi aggrappai con le gambe ai suoi fianchi e gli gettai le braccia al collo avvinghiandomi a lui. Iniziai a piangere. Achille stringendomi a sé scivolò a sedere sulla mia sedia così che fui a cavalcioni su di lui ed iniziò a cullarmi amorevolmente attendendo che il battito furioso del mio cuore rallentasse. Era una posizione troppo intima al momento, considerando soprattutto il luogo in cui eravamo. Ma dio, se Achille mi avesse baciato di nuovo davvero avrei perso la ragione scaraventando il computer a terra e pregandolo di prendermi sulla mia scrivania. Mi mossi impercettibilmente sopra di lui sfregando il mio inguine al suo, involontariamente.

Achille sussultò aggrappandosi alle mie cosce e mi sussurrò con voce rauca accarezzandomi dolcemente il collo con le labbra ≤ Olimpia ti prego, non fare così≥ mi sussurrò cercando di calmare sia lui che me toccandomi con dei gesti dolci e premurosi che nascondevano però un ben altro desiderio: quello di strapparci i vestiti a vicenda nel mio ufficio davanti ad una cinquantina, se non di più, di persone.

Mi rannicchiai sul suo petto e improvvisamente mi sentii come una bambola tra le sue braccia, mi faceva tutto ciò che voleva sollevandomi, strattonandomi e abbracciandomi come fossi un pupazzino. Mi sentivo così piccola con lui che era come se mi risucchiasse dentro di sé ed io non volevo stare in nessun altro posto.

Avevo il viso nascosto nell’incavo del suo collo. Mi scostò una ciocca di capelli e mi sussurrò all’orecchio ≤ Mi dispiace per quello che è successo e non posso nascondere che mi ha sorpreso la tua reazione. Mi sarei aspettato fuoco e fiamme da te e me lo sarei meritato, ma giuro Olimpia non è mai successo niente. Non ti ho mai mentito, mai nemmeno una volta. Avevo paura che tu ti fossi pentita di avermi dato una possibilità≥ mi confessò.

Mi sollevai e gli tappai la bocca con una mano prima che proseguisse ≤ Lo so biondo. Ho sempre avuto fiducia in te e lei stava facendo di tutto pur di allontanarci. E poi tu non mi conoscevi ancora, è normale che tra voi ci sia sempre stato un rapporto intimo, perché era l’unica donna a cui ti eri affezionato autenticamente. È la madre di tuo figlio. Ho vacillato per un secondo, lo so, me lo hai letto negli occhi, ma è stato solo un’istante. Sono cambiata, ma non così tanto≥ gli dissi togliendogli la mano dalla bocca.

Achille si rilassò e mi baciò una tempia ≤ Avrei dovuto parlare con Nicole subito. Avrebbe dovuto saperlo da me e non dalla prima voce di corridoio. Sarebbe stata dura lo stesso, ma almeno avrebbe evitato di fare questa sceneggiata≥.

Sbuffai in disaccordo con la sua affermazione ≤ No Achille, questo confronto ci sarebbe stato in qualsiasi modo. Ma non la vedevi? Era fuori di sé e lo sarebbe stata in qualsiasi maniera≥ gli dissi ripensando al modo in cui mi guardava, poi riflettei su un particolare e glielo feci notare ≤ Sono sorpresa che Alessandro sia qui. Cos’è successo?≥ gli chiesi guardandolo corrucciata.

Achille iniziò a tamburellare un pollice sulla mia coscia mentre con l’altra mano disegnava i contorni della mia bocca guardandola avidamente ≤ Sono uscito e lei non c’era più, perciò le sono andato dietro sapendo che stava andando a prendere Ale e poi ha fatto tutto lui≥.

In che senso?≥ domandai confusa.

Le ha mostrato il disegno e le ha detto che voleva venire da te e che ti voleva bene. Le ha detto che il disegno è stato premiato come il più bello della classe e che è felice della sua famiglia. Credo che sia stato in quel momento che si è resa davvero conto di chi sarebbe stata la persona più colpita se avesse deciso di farci guerra. Non avrei rinunciato mai ad Alessandro, ma contemporaneamente avrei dovuto pensare alla mia felicità e dato che sei te, non avrei mai rinunciato alla seconda cosa più bella della mia vita. Non credo che Nicole ti accetterà mai, ma ama troppo nostro figlio≥.

E ama te!≥ aggiunsi inclinando la testa per osservarlo meglio.

Achille alzò lo sguardo verso il mio e fece un sorriso che non coinvolse lo sguardo ≤ Non credo che Nicole sappia esattamente cosa sia amare una persona. Credo che la sua sia semplicemente una fissazione. È sempre stata descritta come l’unica donna della mia vita. La donna speciale e forse a lei piaceva questo ruolo. Non siamo mai stati uniti davvero, non c’è mai stata l’occasione d’innamorarsi, neanche lei di me. La nostra relazione è sempre stata fatta di delusioni reciproche e la prima volta che l’ho veramente guardata in maniera differente con autentico affetto è stato quando ho visto Alessandro per la prima volta. Quando ho saputo della gravidanza provavo soltanto rabbia, perché pensavo che mi volesse incastrare e prima era solo una bella ragazza che frequentavo più delle altre. Sinceramente? Non so come mai l’ha presa così male. Sono sempre stato molto chiaro con lei≥.

Achille, ma si vede dal modo in cui ti guarda. Forse lei si è innamorata di te senza nemmeno volerlo. Sai, è davvero facile amarti!≥ dissi ripensando a tutte le altre volte che avevo visto Nicole guardare Achille come se lo stesse spogliando con lo sguardo.

Devi vedere il modo in cui te mi guardi Olimpia≥ mi disse piantando i suoi grandi occhi suoi miei, poi aggiunse avvicinandosi di più a me, sentii il suo fiato caldo sulla bocca e d’istinto chiusi gli occhi per assorbire quella sensazione magica ≤ Nessuno mi ha mai guardato come se fossi una fonte di vita. L’unica ragione di respirare. Nessuno prima di te. È una delle cose che amo di più di te. Fin dalla prima volta non mi hai mai guardato con desiderio, ma con amore. È stato il nostro primo impatto, ricordi? Ti stavi scuotendo la polvere di dosso e poi hai sollevato lo sguardo e quando mi hai guardato è stata come l’esplosione di una bomba: sono rimasto stordito, perché non me lo sarei mai aspettato. Sono sempre stato abituato a donne che si scioglievano davanti al mio aspetto, ma mai davanti alla mia anima. Mi sono innamorato di te anche perché ho capito di aver trovato l’avversaria giusta. Tu rappresenti tutte le mie eccezioni e le mie paure≥.

Lo baciai dolcemente sulle labbra

Quindi ha cambiato idea?≥ gli domandai.

Achille storse il naso ≤ Non me lo ha detto esplicitamente. Mi ha chiesto se mi aveva perso per sempre ed io le ho risposto che se mi avesse tolto Alessandro e te, sì che mi avrebbe perso irrimediabilmente. Perciò ci siamo abbracciati e mi ha fatto capire che rinunciava a quest’insensata guerra≥.

Lo abbracciai forte riappoggiandomi con il petto sul suo e gli chiesi ≤ Riusciremo mai a stare in pace tu ed io?≥.

Ho paura di no≥ mi rispose accarezzandomi dolcemente la schiena.

Ho avuto il terrore di perderti≥ gli confessai.

Io no. Olimpia non c’è niente che mi può separare da te. Niente!≥ ribadì con enfasi.

Mi strinsi a lui. Nel momento in cui le nostre labbra si toccarono, Achille emise un gemito profondo e le sue mani affondarono nelle mie natiche e mi attirò a sé per strofinarsi contro il mio bacino. La sua lingua si spinse in me lenta e calda, accarezzò la mia e sfiorò senza fretta e con una sensualità e con un desiderio sempre più ardente i morbidi recessi della mia bocca. Fremetti e gemetti infilandogli le mani nei capelli e accarezzandogli dolcemente la nuca per poi scendere sul collo scolpito. Un colpo tra le cosce mi fece riemerge dal tepore del desiderio, la sua lunga erezione premeva senza sosta contro il tessuto dei jeans quasi volesse strapparli. Che cosa avevo pensato poco prima? Se mi avesse baciato di nuovo così lo avrei supplicato di scoparmi nel mio ufficio a pochi passi da gente ignara? Si, lo avrei supplicato.

Achille ti voglio adesso. Ti prego, prendimi qui≥ gli sussurrai contro le labbra in una dolce supplica.

Sentii un impercettibile freno improvviso da parte sua.

Amore aspetta…≥ disse ansimante scostandosi da me.

Mi allontanai con lo sguardo ancora velato di desiderio per quest’uomo incredibile e lo fissai sul suo che tornò cupo e torvo. Per un momento non riuscii a capire come mai si stesse comportando così, ma la consapevolezza mi raggiunse in un volo, anche se cercai di contrastarla con tutte le forze. Capii che adesso avremmo affrontato l’altra parte della conversazione che stavo cercando ancora di dimenticare.

Mi pietrificai e Achille con me: quasi contemporaneamente distogliemmo lo sguardo l’uno dall’altra abbassandolo sulle mie mani sul suo petto.

Dimmi te come mi devo comportare≥ mi disse Achille con lo sguardo perso nel vuoto.

Dimenticare, come sto cercando di fare io!≥ gli risposi sperando che gli potesse bastare.

Tu ci riusciresti? Mettiti nei miei panni Olimpia≥ lo disse con una calma glaciale come se stesse per scoppiare ad urlare da un momento all’altro, mettendo un minimo di distanza fra noi mentre un brivido glaciale di puro terrore mi scorreva giù per la schiena.

Achille si appoggiò allo schienale che si reclinò indietro sotto il suo petto. Una mano sul bracciolo che tamburellava senza sosta e l’altra mano stretta a pugno. Appoggiò la caviglia della gamba destra sul ginocchio sinistro ed attese una mia parola guardandomi dritta in faccia. Non avevo nulla da dirgli se non quello che gli avevo appena chiesto. Dimenticare.

Sarebbe stato semplice? No. Avrei fatto lo stesso al suo posto? Non lo so. Ma cos’altro avrebbe potuto fare? Niente.

Me lo avresti detto?≥ mi chiese infine vedendo che non accennavo a parlare.

Sinceramente Achille? Non lo so. Molto probabilmente no, perché ero sicura che non l’avresti mai scoperto, che le persone che sanno non avrebbero mai aperto bocca≥.

A quella affermazione scattò in piedi e d’istinto abbassai la testa per non incontrare il suo sguardo irato. Alzandosi i jeans gli erano ricaduti sui fianchi in una maniera deliziosa scoprendogli leggermente la fasciatura dei boxer. Si era conficcato le mani sui fianchi sotto la maglietta così che essa si era sollevata mostrando leggermente gli addominali scolpiti. Se non fosse stato così arrabbiato mi sarei goduta quella splendida visione.

Mi avresti davvero nascosto una cosa del genere?≥ urlò perdendo la pazienza.

Achille cosa cambia se ora lo sai? Non puoi cambiare ciò che è stato. È successo e non doveva succedere. Ora mi puoi proteggere≥.

Sentivo il possente corpo ergersi su di me come se volesse esercitare tutta la sua autorità su di me con quella posizione ≤ Mi stai chiedendo di lasciar perdere?≥ urlò così che il suono prorompente della sua voce rimbombò nelle pareti trafiggendo il mio corpo.

Avevo la testa china ed ero piccola seduta contro il bordo della scrivania, Achille era in piedi davanti a me con le mani incrociate al petto e sentivo il suo respiro ansante sopra la nuca.

Mi alzai di scatto facendolo indietreggiare per fronteggiarlo anche se dovevo piegare la testa per guardarlo dritto in faccia e alzarmi sulle punte delle zeppe ≤ Cos’altro potrei chiederti? Cosa vorresti fare?≥.

Ucciderlo!≥ disse con risolutezza Achille come se non fosse nulla.

Oddio, ti prego non lo dire neanche per scherzo, non è un mostro≥ esclamai senza pensare.

Lo stai proteggendo?≥ tuonò con gli occhi sgranati.

Certo che no. Sto solo cercando di dirti che vendicandoti su di lui perderesti me e non risolveresti niente≥gli feci notare.

Olimpia devo fare qualcosa≥ lo disse come se fosse l’unica opzione contemplabile.

Achille lui non mi ha toccata. C’è stato uno scontro, ma non mi ha nemmeno sfiorata. C’era Bruno con me, lo avevo portato apposta, per proteggermi≥.

Dovevo essere io quello che ti stava proteggendo, invece non c’ero. Di nuovo. Sai questo quanto mi fa sentire impotente? Non posso lasciar perdere, lui merita di pagare ed imparare che con te non si scherza. Voglio che sappia che tu sei mia e che sono disposto ad ucciderlo se prova ancora anche solo a guardarti≥.

Presi un profondo respiro e cercai di calmarmi ≤ Ho fatto tanti errori nel corso della nostra storia, lo so. Ho fatto il “mea culpa” più volte e ci siamo anche promessi di dimenticare ciò che è stato e di riiniziare una nuova vita≥, poi lo guardai dritto negli occhi e gli afferrai i bicipiti ≤ Scegli me, ti prego. La rabbia è tanta, ma non c’è altro che possiamo fare se non dimenticare per il nostro amore. L’unica cosa che tu possa fare è aiutarmi a dimenticare amandomi e proteggendomi da qualsiasi ostacolo si frapponga fra noi in futuro. Io mi lascerò proteggere. Sono tua. Lascia perdere, ti prego!≥ lo supplicai.

Non posso≥ rispose asciutto e senza esitazione come se le mie parole non avessero nemmeno un minimo scalfito la sua corazza di ferro. Avevo mancato completamente il bersaglio.

Quindi?≥ strillai cercando di mantenere un volto duro e pieno di rabbia ≤ Cosa stai aspettando? Hai scelto la vendetta, quindi vai. Fai ciò che serve per sentirti meglio. Ma ricordati Achille, non esistono vendette giuste. Lapo si aspetta una reazione del genere da te ed è già pronto a fare di tutto per vendicarsi e portarti via da me. Vuoi fare davvero qualcosa? Impediscigli di spezzarmi ancora, perché se tu fossi arrestato io non sopravvivrei senza te. Se gli spacchi la faccia sarai soltanto pari a lui. Non ti chiedo di perdonarlo, questo mai. Ma cristo Achille, rifletti razionalmente. Non so cosa avrei fatto al tuo posto, ma la prima cosa a cui avrei pensato saresti stato tu. Sempre≥ gli dissi con risolutezza voltandomi per andare via.

Uscii dall’ufficio e mi diressi in bagno. Fortunatamente i miei colleghi, se avevano sentito le nostra urla, non fecero una piega quando mi videro, continuando a lavorare serenamente. Sentii la dolce vocina di Alessandro provenire dall’ufficio di mio padre e da quanto capii dalle poche parole stavano guardando un cartone animato sul computer.

Il bagno si trovava in fondo ad un lungo corridoio che percorsi a grandi falcate. Oltrepassai la caffetteria e con un calcio aprii la porta. Stavo per chiuderla quando si spalancò nuovamente e Achille invase l’ambiente con la sua figura imponente. Feci qualche passo indietro e senza una parola si voltò verso la porta la chiuse e girò la chiave nella serratura. Poi appoggiò la fronte contro il legno e tacque per un tempo che mi sembrò un’eternità.

Le spalle fremevano di rabbia e la postura era rigida e solida, ma se era qui, era perché le mie parole lo avevano finalmente raggiunto scavando nella nebbia di rabbia che lo aveva invaso.

Mi avvicinai a lui e gli misi entrambe le mani sotto la maglia e gli accarezzai la schiena per cercare in qualche modo di placare il suo animo come se stessi applicando una crema magica ≤ Lasciar perdere non ti rende debole. Lo so che l’idea che qualcuno abbia solo pensato di farmi del male ti uccide, ma pensa che non succederà mai più. Che tu puoi lenire la ferita, che tu sei l’unico che può fare di me la donna più felice al mondo e farmi dimenticare chi ero≥ sospirai alzandogli la maglia e baciandogli la pelle nuda ≤ Lascia andare tutta questa rabbia. Ci sono io che ti amo, che ti voglio per sempre accanto a me. Ascoltami ti prego≥ gli sussurrai tentando di esercitare su di lui lo stesso balsamo che la sua voce e le sue parole esercitavano ogni volta su di me.

Aveva la fronte contro la porta e le spalle ricurve. Assorbì le mie parole e pian piano tentò di rilassarsi, ma invano. Come in un sogno seppi quale era la cosa giusta da fare, ciò che c’era di più prezioso ed importare fra noi. Gli sollevai la maglietta da dietro e quando capì che volevo sfilargliela lui mi aiutò senza dire una parola e senza opporre resistenza. Gliela tolsi e l’appoggiai accuratamente al portaborse che si trovava appeso al muro. Iniziai a baciarlo centimetro per centimetro. Partii dal fondo schiena ed iniziai a salire dolcemente baciando, poi leccando sensualmente la pelle che iniziò a diventare sempre più calda. Achille era immobile, ma iniziò ad ansimare dolcemente. Fremiti gli percorrevano la spina dorsale, la pelle iniziava ad imperlarsi di sudore. Continuai a mordicchiarlo ed a leccarlo finché non arrivai all’ultimo punto accessibile alla mia bocca. Passai ai bicipiti e con occhi serrati sentii Achille voltarsi piano verso di me. Baciai finché non mi ritrovai davanti alla bocca il suo petto, perciò aprii gli occhi e li sollevai sullo sguardo ancora combattuto di Achille.

Sai come mi fai sentire?≥ gli domandai afferrandogli il volto tra le mani e accarezzandolo dolcemente scostandogli ciocche di capelli ribelli.

Lui mi guardò come se fossi l’incarnazione di tutti i suoi sogni e scosse la testa in senso di negazione. La bocca una linea dura che non accennava ad aprirsi.

Continuai ≤ Protetta. Amata. Invincibile. Forte. Coraggiosa. Felice. Affascinante. Sensuale. Spensierata. Preziosa. Stupenda. Meravigliosa. Speciale. Unica. Perfetta. Completa. Non spezzare tutto questo per rabbia. Stai con me per sempre, questa è la più grande vendetta che potresti infliggergli≥.

Si appoggiò pesantemente contro la porta ed appoggiò la testa. Immerse le mani nei capelli e sbuffò sonoramente. Cercai di guardarlo, ma era una scena così erotica che dovetti mordermi per cercare di frenare gli ormoni. Senza esitare sollevai il vestito e me lo sfilai appoggiandolo sopra la maglia di Achille. Poi mi appoggiai a lui e lo cinsi con le braccia cercando di circondarlo tutto e tenerlo stretto a me. I capelli mi ricaddero sulla schiena quando sollevai lo sguardo per guardarlo. Non aveva riaperto gli occhi, stava continuando a sbuffare, anche se lo sentii trasalire al contatto con il mio pizzo e con la mia pelle nuda.

Achille?!≥ lo chiamai come se lo stessi risvegliando da un incubo.

Aprì gli occhi e quando mi vide non ci fu più niente fra noi. Eravamo finalmente soli, uniti e felici. Non sapevo più dove iniziavo io e finiva lui. Eravamo un’unica cosa. Mi avvolse in un abbraccio e mi baciò con passione. Le nostre collane si scontrarono e si intrecciarono tra loro impedendoci di allontanarci l’una dall’altro.

Mi rendi una persona migliore≥ mi sussurrò contro le labbra ≤ Più nessuno ti ferirà. Io sarò il tuo scudo. Sarò tutto ciò che vuoi e ti proteggerò da qualsiasi cosa. Per sempre Olimpia. Per sempre≥.

Il desiderio prese il sopravvento e invase qualsiasi angolo del piccolo spazio in cui ci trovavamo. L’aria divenne calda e carica di passione. Ci guardammo intensamente e senza pensare ci lanciammo l’uno verso l’altro. Achille premette la bocca sulla mia. Prima di sollevarmi da terra afferrò la fascia degli slip e me li strappò. Mi sollevò allargandomi bruscamente le gambe. Gli allacciai le gambe ai fianchi e le mie mani s’immersero nei suoi splendidi capelli setosi. Mi appoggiò contro la parete e sentii le piastrelle gelide a contatto con la pelle surriscaldata, ma non furono abbastanza da ridestarmi da quella sensazione magnifica di averlo finalmente così intimamente. Achille mi divorava la bocca e senza esitare reggendomi con un mano si sganciò frettolosamente i pantaloni e se lo prese in mano. Gemetti quando mi schiuse le pieghe con la grossa punta del suo membro massaggiando delicatamente il clitoride.

Cristo≥ gemette ≤ Voglio ciò che solo con te mi sembra possibile: quella connessione, quella sensazione magnifica di essere una cosa sola e di non potersi mai separare≥.

Il sudore m’imperlò la pelle. Le labbra di Achille scivolarono lungo il mio mento fino all’orecchio, dove la lingua ne tracciò il contorno. Il suo respiro affannato e brusco mi eccitò con la passione di quel ritmo accelerato. Strofinò la punta del pene sulla mia fessura stretta e mi penetrò appena, ringhiando alla sensazione della mia morsa fremente che accoglieva quella parte così sensibile di lui. Poi si ritrasse e tornò a strofinarsi sul mio clitoride.

Stava deliberatamente cercando di farmi perdere anche quel minimo di controllo che avevo serbato per non iniziare ad urlare.

Sei così bagnata stella!≥ ringraziai il cielo per avermi finalmente riportato il mio dolce biondo calmo e appassionato di sempre.

Perché “Stella”?≥ gli chiesi ansimando convulsamente. Non sapevo come mai fin dalla prima volta che mi aveva visto aveva iniziato a chiamarmi con quell’adorabile soprannome, ma lo adoravo e volevo saper perché.

Achille continuò a leccarmi senza sosta il collo e rispose vagamente senza neanche aver ascoltato perfettamente ciò che gli avevo chiesto ≤ Cosa?≥ chiese ansante.

Gli presi il volto fra le mani depositandogli baci su ogni angolo del volto ≤ Perché mi hai chiamato fin dalla prima volta che ci siamo conosciuti “Stella”?≥.

Baciandomi a sua volta senza sosta e con le palpebre ammezzate mi guardò travolto dalla passione ≤ Lo vuoi sapere proprio adesso? Smettila di parlare e goditelo≥ mi disse sorridendo leggermente per poi avanzare di qualche altro centimetro dentro di me.

Mi strinsi attorno a lui ≤ Dimmelo!≥ gli ordinai risucchiata dal piacere.

O dammelo? Non ho capito≥ rispose ironicamente strofinandosi a me.

Achille!≥ lo rimproverai.

Achille sbuffò trattenendo a stento il sorriso e fermandosi leggermente mi guardò dritto negli occhi ≤ Sai, è di notte guardando il cielo stellato che ti accorgi di quanto la vita sia sublime, pronta a regalarti così tante gioie. La notte fa paura, ma con le stelle alte in cielo ti senti avvolto da un senso di affetto e felicità. Le stelle ti ricordano che anche nei momenti più bui c’è sempre un fascio di luce a cui aggrapparsi. Le stelle ti conducono sempre dove devi essere. Sei la mia stella, hai illuminato la mia vita buia e incolore. Mi hai fatto vedere che c’è qualcosa di davvero bello al mondo, come lo è il nostro amore. E poi vabbè, tu non sei certo un angelo≥ spinse qualche altro centimetro ed io gemetti rumorosamente ≤ Anzi sei ciò che c’è di più vicino ad un demonio bellissimo che mi stravolge la vita≥.

Sono in buona compagnia, allora!≥ gli dissi gemendo spingendomi contro di lui per accoglierlo tutto.

Infine si spinse dentro di me fino alla base con un sibilo di piacere e tappandomi la bocca in tempo prima che gridassi senza alcun controllo. Mi penetrò ancora con un colpo disperato contro la parete ed io lo accolsi con un bisogno disperato chiudendomi a pugno intorno a lui. Rimasi senza respiro, eccitata come mai prima di allora dalla ferocia di Achille.

Si≥ sibilò lui ≤ Tieniti a me, stella≥.

Mi aggrappai a lui. Afferrandomi forte i fianchi, mi spinse furiosamente su e giù lungo il suo membro pulsante. Gemetti graffiandogli la schiena. In quel momento non seppi dov’eravamo, ero con lui ed era tutto ciò che mi bastava sapere. Anche Achille perse qualsiasi cognizione del tempo e dello spazio attorno a noi. Era come se fossimo su un altro pianeta, il nostro. Ci lasciammo andare alle sensazioni gemendo come se fossimo completamente soli.

Achille colpì il punto perfetto e m’inarcai contro la parete stringendomi a lui.

Oddio Achille, cazzo… Lì è perfetto≥ la mia bocca aveva iniziato a produrre suoni e a pronunciare parole che nemmeno io capivo. Eravamo persi l’uno nell’altro.

Achille abbassò la testa e prese tra le labbra un capezzolo succhiandolo da sopra la stoffa del reggiseno. Gemetti gettando indietro la testa, mentre la sensazione di quel suo succhiare ferocemente si irradiava nella carne e si propagava in tutto il corpo.

Achille si lasciò sfuggire un gemito roco e affondò forte e deciso.

Gli occhi mi si riempirono di lacrime che scesero a rigarmi il viso per l’intensità di quel momento. Mi possedeva reclamandomi completamente a sé e quel sentirsi unita a lui come non lo ero mai stata con nessun altro fu troppa emozione tutta insieme.

Sentendo le mie lacrime bagnargli la spalle si sollevò e senza staccare lo sguardo dal mio premette le labbra sulle mie.

Tutto≥ sussurrò semplicemente e fu più bello di qualsiasi altra parola.

Tutto. Era quello che rappresentavamo l’uno per l’altra. Tutto.

Si ritrasse e poi affondò fino alla radice. Ruotò i fianchi per scoparmi a fondo. Era troppo bravo. Le mie gambe tremarono attorno ai suoi fianchi come avvertimento per l’arrivo dell’orgasmo e Achille iniziò a pompare forte con colpi esperti e perfetti.

Non fermarti!≥ lo implorai affamata di quello sfregamento.

Come potrei amore≥ mi sussurrò con le labbra sulle mie.

Quando Achille piegò le ginocchia e toccò un punto perfetto dentro di me, mi sciolsi con un urlo soffocato. Rabbrividii e mi costrinsi a respirare mentre il mio corpo era scosso dagli spasmi di un orgasmo travolgente. Achille venne insieme a me, ansimando, mentre il suo corpo si contraeva a ogni schizzo di seme. Si aggrappò a me appoggiandosi alla parete alle mie spalle e schiacciandomi contro per sorreggere i nostri corpi stremati.

Quest’uomo era un bulldozer. Non riuscivo a recuperare fiato e il mio petto si muoveva convulsamente per cercare di recuperare quanta più aria riuscivano a contenere i miei polmoni. Anche Achille tardò a recuperare la lucidità con il volto affondato nell’incavo del mio collo.

Passarono minuti e molto di più prima che si sollevasse per guardare me e poi guardarsi attorno.

Gesù santo, dove siamo?≥ disse recuperando a stento la lucidità come se fosse stato catapultato nuovamente sul pianeta terra, poi rispondendosi da solo esclamò ≤ Nel bagno del tuo fottuto ufficio. Merda!≥.

Appoggiai la fronte contro la sua e presi il suo labbro fra i denti. Lo morsi e lo succhiai dolcemente mettendo un piede dopo l’altro a terra sostenendomi a lui.

Avremo fatto tanto casino? Spero che non ci abbiano sentiti tutti≥.

Invece sì!≥ sentimmo la voce attutita di mio padre dall’altra parte della porta con un pizzico d’ilarità nella voce.

Mi divincolai dalle braccia di Achille sobbalzando. Recuperai il vestito infilandomelo velocemente. Divenni di un rosso acceso e mi coprii la bocca con entrambe le mani, mentre Achille scoppiò a ridere tenendosi forte la pancia.

Sei bravo, eh! Complimenti figliolo!≥ disse mio padre infierendo ulteriormente nella scena già imbarazzante di suo.

Grazie, è una dote naturale≥ rispose Achille tra una risata e l’altra.

Oh ti prego, babbo!≥ dissi cercando di trattenere l’imbarazzo.

Olly se fate questo spettacolino ogni lunedì potrei darti un extra≥ esclamò come se niente fosse sgranocchiando qualcosa come se stesse guardando un normalissimo film.

Ti prego, ti scongiuro risparmiami le battute che mi vorrei sotterrare da sola≥ dissi aprendo il rubinetto per rinfrescarmi il viso accaldato, mentre Achille rideva appoggiato contro la parete. Lo guardai storto schizzandolo con l’acqua.

Dio, ti ho già detto che adoro tuo padre?≥ mi disse Achille asciugandosi le lacrime.

Prima che potessi rispondere lo fece Spartaco per me ≤ E io adoro te. Fate con comodo qui ci stiamo godendo il filmino porno e non vi preoccupate per Ale: si è addormentato. Non sa ancora cos’è un orgasmo≥.

BABBO!≥ strillai tappandomi la faccia con entrambe le mani per la vergogna mentre i due uomini più importanti della mia vita ridevano a crepapelle scherzando come se niente fosse.

PENULTIMO CAPITOLO PRIMA DELL’EPILOGO

 

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14 commenti

  1. silvietta

    Sto morendo dal ridere!!!! Spartaco è geniale, le sue battute sulla vita sessuale della figlia sono da morire dal ridere 😀 e Achille, OH ACHILLE!!!, gli da pure corda come se Olimpia non desiderasse già sotterrarsi dalla vergogna.
    Questo capitolo è senza alcun dubbio uno dei miei preferiti e quel cucciolino di Alessandro è un bambino tutto da spupazzare che è riuscito, senza volerlo, a mettere in pace quella psicopatica della madre; il suo disegno poi mi ha fatto dire “Oh che tenero!” ,è stato davvero bellissimo e tenerissimo.
    Nel capitolo ti giuro che fino al punto in cui non hanno iniziato ad urlare ero preoccupata che fosse successo di nuovo qualcosa, se continuano così quei poveretti rischiano di fare concorrenza ai Promessi Sposi 😛
    La parte del bagno è stata stupenda e Achille in questo capitolo è senza alcun dubbio “OH ACHILLE!!!”, non si sono nemmeno resi conto di essere nel bagno dell’ufficio da quanto si desiderano. Non so cosa altro dire, sto solo ridendo per la scena con il padre e la battuta “….. non vi preoccupare per Ale: si è addormentato. Non sa ancora cos’è un orgasmo” è senza alcun dubbio la migliore di tutto il tuo racconto!
    Vicky come al solito sei bravissima e questo è stato un capitolo bellissimo. A lunedì prossimo con l’ultimo capitolo prima dell’epilogo

  2. Irma

    Bellissimo capitolo, coinvolgente, ironico! Che risate mi sono fatta alla fine! Spartaco è troppo simpatico. Sei bravissima a descrivere i vari sentimenti dei protagonisti. Non vedo l’ora di leggere i prossimi capitoli finali. Ancora brava e a presto. ciao.

  3. Rosy ♥

    Oddio oddio oddio 🙂
    Spartaco è il numero uno 🙂 sarà un nonno fantastico per il piccolo Alessandro e anche per la sorellina che arriverà 🙂
    Adoro le sue battute 🙂 ed è bellissima la complicità con Achille 🙂
    Alessandro sembra fatto di zucchero per quanto è dolce 🙂 Meno male che la stronza si è resa conto del male che avrebbe fatto al piccolo… Della serie: “Tutto è bene ciò che finisce bene” 🙂
    ACHILLE OH ACHILLE 🙂 perché non sei vero Achille 🙂 ???
    Lui e Olimpia sono spettacolari, bellissimi, stupendi, meravigliosi, LIBERI di essere se stessi 🙂
    Ormai stiamo arrivando alla fine, anche se vorrei che durasse per sempre 🙂
    Grazie Victoria per averci regalato questo sogno <3

  4. lolly74

    Ahahahahha che ridere un capitolo che sembrava tragico con un finale divertente Spartaco e un personaggio che è fuori dalla portata del reale ma sarebbe bello un papa’ o un suocero così….grazie Victoria un capitolo mozzafiato te l’ho dico per la penultima volta sei FAVOLOSAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA GRAZIE….ALLA PROX SETT… 😉

    • Victoria

      come avevo già detto, Spartaco è uno dei pochi personaggi realmente esistenti che io ho ripreso dalla mia quotidianità per inserirli nel libro. per questo personaggio mi sono basata sul rapporto e sui modi di fare di mio padre, hanno anche lo stesso nome. in poche parole Spartaco come lo leggete qui è com’è il mio babbo nella realtà. fidatevi, non sarei mai riuscita a creare un personaggio così eccentrico basandomi sulla mia fantasia, perciò si, io ho un babbo fantastico, anche se molto severo!

      • Romina

        Complimento per il tuo papà Victoria, è un mito decisamente 😉

  5. Papera

    Bellissimo capitolo Victoria.
    Spartaco é un grande, io non sarei uscita dal bagno finché non fossero andati via tutti dall’ufficio!
    Che dire di Achille, che uomo!!!!!
    Mi é piaciuto tantissimo che ci fosse anche Alessandro, é un bambino fantastico e per fortuna ha preso tutto dal papà e non ha preso la stronzaggine della mamma!

  6. Maria

    Ahahahahahahahah!!!! Fantastico questo capitolo e fantastico Spartaco!!!!
    Ha sempre la battuta pronta e non si fa problemi a parlare della vita sessuale di sua figlia…io mi sarei sotterrata oltre ad essere di un colore rosso acceso!!!! Grandissimo!!!
    e che dire Achille e Olimpia sono meravigliosi!!!! e Alessandro è di una tenerezza infinita…caro!!!!!!!!!!!

  7. Romina

    No…cioè….Spartaco è un mito decisamente!!!!!!!!!! Ahahhahahahhahah Oddio un padre così è da clonare, ti credo che Achille lo adora, e chi non lo adorerebbe!!!!!! Mamma mia che spasso. Mi fa morire dal ridere! Finale di capitolo a dir poco esilarante.
    Detto ciò ho iniziato il capitolo in fibrillazione, oddio tutte quelle sensazioni strane (l’unica cosa confortante era che Achille avesse portato Alessandro e che fosse come al solito delizioso e dolcissimo di una tenerezza infinita con il suo disegno e tutto il resto) ma fin tanto che dopo tanto patire non hanno iniziato a chiarire …. mamma mi ho temuto il peggio davvero! Anche qui un plauso a Spartaco, che da bravo nonno 😉 s’è portato via il nipotino e l’ha lasciati a parlare, e ne avevano bisogno, Achille aveva paura che Olly era rimasta shoccata dal comportamento di Nicole e lei aveva paura che lui avesse scelto Alessandro a lei e l’avrebbe pure compreso, del resto chi davvero ama fa questo ed altro. Fortuna che Alessandro, forse e spero, ha fatto capire a quella imbecille della madre che non serve e non può minacciare di togliergli il figlio, perché il piccolo ha già scelto con il cuore, e per quanto lei possa essere una stronza se vuole un minimo di bene al figlio, e come mamma credo che sia impossibile non volgergliene anche perché è un bimbo stupendo, non può fargli un torto del genere che farebbe soffrire solo Alessandro più di chiunque altro!
    Alla fine per quanto non condivida il fatto che Lapo non paghi per quello che ha fatto credo che Olimpia abbia ragione a non far mettere di mezzo Achille perché se lui va da Lapo ci scappa sicuramente che Achille passa dei guai e così facendo alla fine farebbe solo il gioco di Lapo allentandoli se Achille dovesse andare in galera per colpa di quell’essere infame. Avrebbe dovuto denunciarlo questo si perché la violenza non si tollera mai, anche se lei si è sentita in colpa per quello che gli aveva fatto ciò non giustifica quello che Lapo ha fatto a lei.
    Beh poi alla fine hanno concordato sul lasciar correre, diciamo… anche se spero che Achille e Lapo non debbano mai trovarsi da soli insieme perché se no son cavoli….per Lapo ovviamente!
    Ed hanno suggellato la decisione nel modo migliore possibile diciamo….facendo partecipi tutti i colleghi di ufficio, Spartaco compreso…..del loro amplesso…oddio io morirei di vergogna….ma chisse alla fine….li adoro questi due! Come faremo alla fine di questa storia? Vivremo di crisi di astinenza mi sa !

    • Alexa82

      Romina in questi due capitoli mi hai tolto davvero le parole di bocca. hai fatto la descrizione perfetta di questo capitolo che entra nella mia top ten di “Due anime che si appartengono” come uno dei capitoli più belli e coinvolgenti. Achille e Olimpia sono un fuoco che esplode all’improvviso, questi due sono FENOMENALI, una delle coppie più affiatate e belle che abbia mai letto. Loro si vogliono e si vogliono insieme, contemporaneamente, fanno tutto di pari passo. Quando si guardano non c’è bisogno di parole, sono i loro occhi a parlare per loro! IO MI SONO INNAMORATA E NON VOGLIO PENSARE AL DOPO, SENNò PIANGO.. TE LO DIRò PER LA MILIONESIMA VOLTA VICTORIA, MA CONTINUAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!! sei fantastica 😀

  8. VeloNero

    Descrivi sesso e passione meravigliosamente. Continua!!!!

  9. Luana

    Bello bello bello! Sono d’accordissimo con velonero sei una grande nelle descrizioni!!!

  10. Maria Gargano

    Fantastico. All’inizio dl capitolo ho temuto che Nicole avesse creato altri problemi invece poi si sono parlati ed è andato tutto bene.
    Questi due si amano in maniera viscerale,un qualcosa di incredibile. Bello il modo in cui lui vuole proteggerla e come lei riesce a farlo calmare quando serve.
    E poi la scena di sesso in bagno è stata sensazionale,l’hai descritta davvero bene e oddio Spartaco io adoro quest’uomo. Minha fatto morire ahahahahahahahah ancora sto ridendo.
    Alessandro è di una dolcezza infinita e nn credo debbe temere che una sorellina nn arrivi,con tutto il sesso che fanno prima o poi succederà.ahahahahah
    Comunque davvero un bel capitolo. Mi dispiace che la storia stia x finire ma si sa anke le cose nelle prima o poi finiscono.
    Alla prox
    Un bacione

  11. Alice

    Bellissimo!!! Troppo bello sto capitolo anzi lo amo!!! E poi Spartaco è troooppo forte!!!