Il nuovo capitolo del racconto di Victoria.

Nuova presentazione a cura dell’autrice: “Quella che era partito come un breve racconto, si è trasformato in qualcosa di più solido e concreto, grazie alle lettrici a cui ho presentato il mio scritto e che lo hanno apprezzato spronandomi a fare ogni giorno meglio. Questo è il coronamento di un grande sogno che ho sempre avuto nel cassetto, ma che non avevo avuto mai, almeno fino adesso, il coraggio di realizzare non considerandomi all’altezza. Vi presento l’amore sotto tutti i punti vista, vi presento le due persone che ormai fanno parte della mia vita e vi racconterò la storia di come il loro amore è nato in una città magica come lo è Firenze. A&O”.

27° CAPITOLO

27.

Dopo aver trascorso la domenica più bella di tutta la mia vita, il lunedì, al solo pensiero di lasciare il letto caldo su cui Achille mi stava tenendo stretta a sé, mi sentivo depressa. Avrei voluto restare di nuovo tutto il giorno insieme a lui. Guardai la sveglia sul comodino e segnava le sette e mezzo di mattina, mi dovevo proprio alzare. Mi mossi e la presa di Achille sul mio corpo aumentò. Mugolò di disapprovazione quando provai ad alzarmi scostando le sue braccia che sembravano macigni e mi ributtò sdraiata sul letto strusciandosi a me sensualmente. Risi piano per cercare di non svegliarlo e mi voltai a guardarlo. Stava dormendo pacificamente, il volto disteso e perfetto. I capelli arruffati sparsi sul cuscino. Le braccia attorno al mio corpo poggiato su un lato. Nessuna preoccupazione, nessun pensiero, soltanto tanta felicità ci leggevo sopra. Dormendo sembrava molto più giovane ed innocuo. Era un ragazzo spensierato, bello e sexy. Il lenzuolo gli avvolgeva le cosce, lasciando esposto il busto e le braccia scolpite.

Gli accarezzai la guancia e lui sorrise dolcemente nel sonno. Riuscii a sgattaiolare via dalle sue braccia. Lo guardai ancora avvolto tra le lenzuola bianche illuminato dal sole che penetrava dalle finestre. Non seppi quanto mi costò alzarmi, ci fu un minuto in cui vacillai ed ebbi la voglia di rituffarmi nel letto con lui, ma poi guardai l’ora tarda e mi diressi in bagno con un sospiro sconsolato.

Accesi la doccia e mi lavai accuratamente. Mi sentivo rilassata e riposata, ma soprattutto mi sentivo nuova. Una sensazione che non sapevo descrivere a parole. Mi sentivo viva, una persona rinnovata e forte.

Uscii dal bagno e mi avvolsi nell’accappatoio. Entrai in camera pensando che Achille si fosse svegliato, invece lo trovai a dormire ancora, a pancia giù, abbracciato al mio cuscino, il lenzuolo che scopriva la curva possente del suo magnifico sedere. Era l’incarnazione della fantasia erotica di ogni donna, ma solo una lo poteva avere e quella ero io. Avrei potuto fare anche un ballettino di vittoria, ma mi trattenni.

Era troppo bello per vestirmi semplicemente ed andare a lavoro. Non avrei potuto resistergli, perciò mi svestii e salii nuovamente sul letto sopra di lui. Mi avvicinai premendogli le labbra sul fondoschiena e risalendo lentamente.

Si mosse e affondò la testa nel mio cuscino.

Olimpia!≥ disse con la voce roca contro la stoffa del cuscino, stirandosi leggermente sotto di me.

Biondo, io devo andare≥ gli dissi pizzicandogli una scapola, mordendogli delicatamente una spalla, poi arrivai al lobo dell’orecchio leccandoglielo dolcemente.

Mi stesi sopra di lui godendomi il calore bruciante del suo corpo magnifico.

No, dai!≥ piagnucolò strofinando il viso sul cuscino ed esponendo l’incavo del suo collo alle mie labbra ≤ Restiamo qui a fare l’amore per tutto il giorno≥.

Magari Achille≥ gli risposi leccandogli il collo liscio.

Allora porterò il tuo cuscino con me per tutto il giorno, profuma di te≥ disse borbottando.

Gli spostai i capelli e gli baciai la guancia. Gli sfiorai il braccio, con le dita che accarezzavano il bicipite sodo. Gemette ed io sorrisi di soddisfazione. Sapere che quella divinità greca si stava eccitando per me e per le mie carezze m’infondeva sicurezza e determinazione.

Gli baciai la spalla e poi gli dissi ≤ Biondo, ieri mi hai fatto vedere il tuo personale buongiorno, adesso ti farò vedere il mio≥.

Rise e si stirò sotto di me. Capii che si stava per girare e mi scostai, guardando i suoi muscoli che si tendevano. Achille si voltò tra le lenzuola e io gli salii in grembo, divaricando le gambe tenendo stretta la sua erezione tra le mie cosce. Alzò le mani e le mise sotto la testa alzando un sopracciglio. Anche quando era tranquillo emanava un’aria pericolosa e indomita. L’aria assonata lo rendeva ancora più sexy con la barba bionda che gli ombreggiava le guance.

Sono tutto tuo, cosa ne farai di me?≥.

Gli scostai i capelli dal viso e abbassandomi tracciai il contorno del labbro inferiore con la punta della lingua. Le sue mani, calde e forti, mi afferrarono i fianchi. Aprì la bocca e le nostre lingue si incontrarono. Inclinò la testa e rispose al bacio con ardore, premendo le sue labbra, carnose e morbide contro le mie. La barba mi graffiava la pelle e mi accendeva di piacere. La sua lingua affondò nella mia bocca leccandomi e assaporandomi con un tocco dolcemente ruvido che mi causò un brivido lungo la schiena. La sua enorme e potente erezione iniziò a premere senza vergogna contro il mio inguine. Mi strusciai contro di lui e gli strappai un gemito roco. Il mio corpo si svegliò ed iniziò a fondersi con il suo. Mi afferrò la nuca con una mano e mi tenne ferma contro di sé mentre mi baciava con passione, la sua bocca affamata che esplorava la mia succhiando le labbra e la lingua. Il mio corpo gemette e s’inarcò in risposta. Lo volevo da impazzire, ma adesso volevo essere io a dargli piacere e dimostrargli quanto lo amavo, quanto era dannatamente perfetto e quanto lo desiderassi sopra tutto e sopra tutti. Aveva bisogno di me quanto io avevo bisogno di lui e glielo volevo ribadire in ogni modo che conoscevo.

Mi ecciti fino all’inverosimile. Cosa mi fai Olimpia, cosa mi fai!≥ mi disse ansimando senza controllo.

Mi staccai dalla sua bocca e scesi giù baciandogli il collo, il petto che si muoveva veloce, gli addominali scolpiti che accarezzai dolcemente. Gli feci capire bene le mie intenzioni e lui non si tirò indietro. Arrivando al basso ventre, iniziai a fargli scivolare le lenzuola giù lungo le cosce scoprendo il suo pene. Achille si protese verso di me e capii che voleva sentire la mia bocca su di sé tanto quanto io avevo voglia di assaggiarlo. Presi il suo pene tra le mani e feci scorrere le labbra sulla punta. Gemendo, afferrò il cuscino sotto di sé con una mano e l’altra mano s’immerse tra i miei capelli guidando la mia bocca.

Il mio sguardo incontrò il suo e lo succhiai più a fondo.

Cristo!≥ sibilò, affondando ancor di più le dita della mano destra nei miei capelli.

Inspirai il suo profumo, sentendo la sua pelle calda e liscia come seta sulla mia lingua, poi incavando le guance, me lo feci arrivare più in fondo possibile, poi lo tirai fuori fino alla punta. Ripetutamente. Desideravo il suo orgasmo tanto quanto lui, spronata dai gemiti che emetteva e dalla vista delle sue dita che artigliavano inquiete il cuscino. I suoi fianchi ondeggiavano, la sua mano tra i miei capelli.

Porca troia, stella≥ mi osservò con i suoi occhi scuri e caldi. Succhiai più forte compiaciuta e felice dell’effetto che avevo su di lui, affondò la testa nel cuscino e strinse gli occhi contraendo i muscoli dell’addome per lo sforzo ≤ Olimpia, cazzo, Olimpia. Sei mia, soltanto mia. La tua bocca… continua così piccola, sei bravissima≥ ringhiò.

Adoravo il modo in cui m’infondeva sicurezza, il modo in cui mi elogiava, perché ne avevo bisogno. Pensava sempre a me anche quando era in preda al piacere più travolgente e poi era proprio così. Ero sua. Non ne avrei mai avuto abbastanza di sentirglielo dire. Il suo piacere significava così tanto per me, perché era reale e selvaggio. Lui mi voleva fino a star male, lo sentivo vibrare di un fuoco che gli ardeva dentro ogni volta che il mio sguardo incontrava il suo. Quest’uomo bramava me e mi voleva possedere. Non mi poteva immaginare in nessun altro posto se non con lui e io non potevo fare a meno di vederlo con lo stesso bisogno selvaggio con cui lui mi voleva.

Adoravo il suo sapore, amavo tenerlo in bocca, perché eccitava anche me. Lo pompai con la mano chiusa a pugno, sentendo le grosse vene pulsare sotto la pelle liscia. Dalla sua gola uscì un suono discontinuo e un rivolo salato e caldo mi si riversò sulla lingua. Aveva il volto arrossato, le labbra schiuse e il respiro affannoso. Il sudore gli imperlava la fronte. Il bianco delle lenzuola faceva risaltare la sua carnagione abbronzata e il biondo dei suoi capelli. Dio, se non era bellissimo. La mia eccitazione crebbe, insieme alla sua.

Vicino alla follia per il bisogno di arrivare all’orgasmo alternava parole sporche e sexy a parole dolci e struggenti.

Mi staccai per un istante da lui, pompandolo con la mano ≤ Sei solo mio!≥ gli sussurrai riabbassandomi e prendendolo fino in fondo.

Dio, solo sa quanto sono tuo stella, sono solo tuo. Non sono mai stato succhiato così bene, sei perfetta≥ inarcò la testa, il respiro che gli esplodeva nei polmoni ≤ Oh, mio dio!≥.

Venne con brutalità. Il seme schizzò in un fiotto denso e caldo, che ingoiai a fatica. Lui gemette il mio nome, i fianchi che spingevano avanti, nella mia bocca, prendendo da me ciò di cui aveva bisogno e dandomi tutto quello che aveva finché non si fu svuotato completamente.

Prima che potessi ritirarmi per scappare via, mi attirò in un abbraccio mozzafiato, che mi immobilizzò contro il suo petto ansante. Per un lungo istante si limitò a stringermi forte. Sentii il battito del suo cuore impazzito rallentare e il suo respiro tornare regolare.

I nostri occhi si incontrarono ed io sorrisi strofinandomi contro di lui.

Buongiorno!≥ gli dissi baciandogli teneramente la bocca.

Cazzo, buongiorno!≥ rispose guardandomi con una sorta di venerazione negli occhi. Prese un profondo respiro chiudendo gli occhi e immergendo una mano nei capelli arruffati ≤ Ma che sei bischera? Ora pretendi anche che vada anche a lavoro? Dimmi solo come? Strisciando?≥.

Scoppiai a ridere e cercai di alzarmi, ma lui mi trattenne rotolando su di me finché non si trovò sopra di me inchiodandomi al materasso.

Achille, dai, sono in ritardo≥ cercai di spostarlo senza alcuno sforzo e senza alcuna forza, perché quest’uomo era una forza della natura capace d’inchiodarmi a sé come e quando voleva.

Te non ti muovi da qui fino a che non riesco a battere il tuo buongiorno≥.

È una gara?≥ gli chiesi alzando un sopracciglio.

Ci puoi scommettere stella≥ mi rispose iniziando a scendere lungo il mio corpo.

Prese un capezzolo tra le labbra e lo succhiò forte strappandomi un gemito profondo ≤ Oddio Achille, allora hai già vinto!≥ gli dissi ansimando.

No, non credo. Fidati!≥ esclamò ridendo.

Mi lasciai andare all’idea di arrivare in ritardo a lavoro, la paura della furia di mio padre non era niente in confronto al bisogno che avevo di Achille, perciò mi abbandonai alle sue braccia e alle sue carezze.

Sgommai davanti all’ufficio e parcheggiai nel primo posto che trovai libero. Volai su per le scale facendo gli scalini a due a due. Entrai in ufficio timbrando il cartellino di volata alle 9.28, poi pregando che mio padre non fosse ancora arrivato o fosse rinchiuso nel suo ufficio. Corsi per il corridoio, salutai i miei colleghi con un “Ciao” generale a cui tutti risposero quasi ridendo dal mio panico. Sapevano bene perché stavo correndo e sapevano quale sarebbero state le conseguenze se mio padre mi avesse beccato. Passai davanti al suo ufficio e rallentai. Lui non c’era. Tirai un sospiro di sollievo e m’infilai nel mio ufficio senza guardarmi attorno. Lanciai la borsa sulla scrivania e mi fiondai sulla sedia recuperando fiato per la corsa fatta.

La porta sbatté ed io sobbalzai. Avevo tentato di sfuggirgli, invece mio padre era proprio lì davanti a me con le mani incrociate al petto ed il piede che tamburellava a terra.

Merda!”.

Mi rannicchiai nella poltrona preparandomi ad essere divorata. Mio padre mi guardò truce e poi mi sorprese: tirò un sospiro e lasciò andare tutta l’irritazione. Cadde a sedere nella sedia davanti alla mia, mi sorrise e mi lanciò un sacchettino. Alzai un sopracciglio sorpresa e lo aprii. All’interno c’era la mia brioche preferita, il mio stomaco brontolò ricordandomi che per sfuggire all’ennesimo assalto di Achille ero scappata via di casa senza mangiare niente.

La presi, ma prima di addentarla guardai mio padre con sospetto.

Non è che è avvelenata, vero?≥.

Sono in pace, ti concedo questo lunedì≥ mi disse facendomi l’occhiolino ≤ Ti chiederei com’è questo nuovo inizio, ma fidati, si vede dai tuoi occhi≥.

Sorrisi divorando la pasta e arrossii.

Mio padre si sistemò sulla poltrona e tutto felice mi chiese ≤ Dettagli. Sarò nonno a breve?≥.

Scoppiai a ridere e mi coprii gli occhi con una mano.

No, perché se sarò nonno a breve devo prepararmi mentalmente all’arrivo dei primi capelli bianchi e l’abbassamento dell’udito≥.

Almeno gli occhiali ce l’hai già≥ dissi ridendo.

Scoppiò a ridere e si rilassò sulla sedia ≤ Allora dettagli!≥.

Era imbarazzante, ma mio padre non era uno come tanti ≤ È perfetto babbo, giuro. Sia dentro che fuori. Sono schifosamente innamorata di lui. Mi sono trasformata in una di quelle fidanzatine che sbavano senza sosta e che ripetono fino all’esaurimento “Ti amo”≥.

Mio padre esultò e poi mi chiese ≤ Ma dimmi, dimmi un po’: a letto?≥.

A volte era peggio di Cleo ≤ Una bomba atomica. È eccezionale. Lui non fa sesso, fa arte≥.

Batté le mani entusiasta ≤ Gli voglio già bene!≥.

Ridemmo assieme fino a farci dolere la pancia. Eravamo molto simili. Mia madre ed Elena erano quelle emotive della famiglia, quelle che amavano fino alla nausea e lo dicevano senza alcuna vergogna. Mio padre ed io siamo sempre stati molto più rustici.

Spartaco tornò serio e mi guardò sereno in volto ≤ Sai Olimpia, un padre desidera sempre il meglio per le proprie figlie e il meglio per me era un buon lavoro, una buona posizione sociale e, se rimaneva il posto, anche per la famiglia. Era importante, ma non fondamentale. Sono sempre stato scettico nel pensare che l’amore di questi tempi potesse “salvare il mondo” o “salvare una persona”. Anche se tua madre per me rappresenta tutto ciò che abbia mai voluto nel mondo, c’è da dire che erano già altri tempi. Ho sempre pensato che la carriera doveva essere al primo posto per una personale soddisfazione, per sentirsi soddisfatti nella vita, ma ora ti guardo e capisco che l’amore che lui prova per te e che tu provi per lui potrebbe davvero cambiare qualcosa. Non credo di aver mai visto un amore così crudo, così viscerale. Lui ti guarda come se tu fossi la sua fonte di vita, come se rubandoti portasse via con te anche la sua anima. Allora questo mi fa dire che al mondo non ho messo semplicemente una persona responsabile, ma una bella persona con l’anima capace di amare e di ricevere altrettanto. Sono così orgoglioso di te Olimpia che nemmeno t’immagini e sono contento di Achille, se non l’avessi preso te, me lo sarei tenuto per me≥ concluse un discorso toccante con quella nota d’ironia che lo contraddistingueva sempre.

Non eravamo fatti per lacrime e abbracci, ma le lacrime che mi artigliavano la gola mi fecero tremare la voce quando risposi ≤ Grazie babbo!≥.

Lui si alzò ≤ Oh ti prego, non farmi piangere. Odio i momenti sdolcinati e questo mi fa ricordare che hai del lavoro da fare e che sei già in ritardo≥ disse cercando di fare un tono minaccioso. Risi e mi preparai mentalmente alla sua sgridata mattiniera ≤ Muoviti Olimpia, voglio i resoconti dell’ultimo trasporto tra cinque minuti sulla mia scrivania≥ urlò.

Sorrisi e mi misi subito a lavoro lanciandogli uno sguardo pieno di gratitudine mentre usciva dal mio ufficio.

Non ebbi il tempo di mangiare, perciò Bruno mi portò un’insalata in ufficio e pranzò velocemente insieme a me. Achille mi aveva detto che aveva da fare la mattina, perciò non mi aveva ancora telefonato. Mi mancava, e la sua mancanza iniziò ad essere insopportabile alle cinque di pomeriggio. Sentivo la sua mancanza come se mi mancasse l’ossigeno, ma mentre stavo per chiamarlo vidi comparire un signore con un enorme mazzo di rose rosse. Veniva dritto verso di me. Arrivò nell’ufficio e posò il mazzo sulla mia scrivania dandomi un pacchetto e un bigliettino. Firmai la ricevuta e se ne andò. Le rose rosse erano bellissime e rappresentavano l’animo ruvido, ma dolce di Achille e di conseguenza anche il mio. Erano ventisei bellissime rose e una bianca al centro. Aprii il pacchettino e ne tirai fuori una cornice in vetro che si adattava perfettamente con l’arredo del mio ufficio. All’interno c’era una foto mia e di Achille, la mia preferita, stesi a letto dopo la prima volta che avevamo fatto l’amore mentre ci baciavamo. Me la portai al petto e la baciai prima di metterla sulla scrivania, dove non mi sarei mai stancata di guardarla. Poi lessi il biglietto scritto con la sua calligrafia perfetta.

Per la mia piccola grande Stella, la donna della mia vita, la proprietaria della mia anima. La donna che amo sopra ogni altra cosa al mondo!

Squittii di pura felicità, in estasi completa. Presi il portafoglio e ci infilai il biglietto così che lo potessi vedere quando ne avevo voglia. Mi mancava, l’avrei voluto baciare, abbracciare, ma solo il fatto che mi pensasse mi rendeva su di giri. Non vedevo l’ora di tornare casa.

Mio padre entrò nel mio ufficio con un sopracciglio alzato.

Ma che gli hai fatto? Ce l’hai d’oro, eh?≥.

Il mio telefono squillò e prima di rispondere scacciai mio padre facendogli una linguaccia. Afferrai la cornetta e risposi.

Ufficio di Ol…≥ non riuscii nemmeno a finire che fui subito interrotta ancor prima di finire la frase.

Cosa mi hai fatto?≥ la voce profonda e vellutata di Achille fluì dentro di me con un tale effetto di sollievo che mi resi conto davvero di aver sperato di sentirlo dal momento in cui avevo chiuso la porta di casa nostra. Mi sentivo un adolescente alla sua prima cotta. Iniziai a rigirarmi una ciocca di capelli tra le dita. Dio mio. Il desiderio di lui era così acuto che sapevo che sarebbe diventato una droga per il mio corpo ogni giorno.

Perché questa domanda me la ripetono tutti oggi?≥ chiesi trattenendo una risatina.

Mi sento la tua bocca ovunque, il tuo profumo sulla pelle. Non riesco a smettere di pensare alla tua testa tra le mie gambe. I tuo gemiti mi rimbombano ancora in testa. Mi stai perseguitando da tutto il giorno. Ho cercato di concentrarmi su tutto il lavoro che avevo da fare, ma cazzo, sento ancora il tuo sapore sulle labbra. Ce l’ho duro da quando te ne sei andata. Ti voglio. Dio, quanto ti voglio in questo momento≥ mi confessò tutto d’un fiato.

Dio solo sapeva quanto lo volessi anch’io e di come non mi bastava mai. Avremmo potuto fare sesso telefonico, aveva la voce perfetta. Risi all’idea ≤ Biondo, sarà per sempre così, perciò abituati. Non vedo l’ora di tornare a casa per farti conoscere anche la buonanotte≥.

La buonanotte??≥ esclamò con una risata sbalordita ≤ Dio santo, ti voglio far conoscere anche il buon pomeriggio, allora!≥.

Anche la pausa pranzo?≥ dissi ridendo.

La pausa pranzo, la pausa caffè, la pausa merenda. Tutto, per tutto il giorno≥.

Ti salterò addosso ancor prima di varcare la soglia di casa stasera≥.

Sbuffò dall’altra parte del telefono ≤ Magari!≥.

Il suo tono mi sembrò afflitto e deluso ≤ Mi sono persa qualcosa?≥ chiesi confusa.

Ettore e Leo mi hanno informato che stanno andando a casa mia per accendere il braciere. Faremo una grigliata per festeggiare noi e il mio futuro nipote o nipotina, perciò fino a stasera quando saranno andati tutti via non potremo saltarci addosso≥.

Peccato!≥, poi pensai ≤ Tra poco sono le cinque, casomai stacco tra dieci minuti e vengo in ufficio per un momento di privacy≥.

Sì, cazzo, sì!≥ esultò Achille dall’altra parte della cornetta, sentii lo scricchiolio della poltrona e me lo immaginai già in fibrillazione ≤ Non vedo l’ora di stenderti sulla mia scrivania e leccarti≥ disse in tono profondo che mi colpì nel punto perfetto.

Risi già pregustando il momento in cui ci saremo visti, ma avvertii uno strano presentimento. Alzai gli occhi e capii cosa c’era che non andava.

Merda!≥ esclamai ad alta voce.

Che succede stella?≥ mi chiese con noncuranza Achille dall’altra parte della cornetta.

Alla reception dell’ufficio vidi sbucare una figura a me ben nota. Nicole in tutta la sua sfacciata bellezza era ferma vicino all’entrata a parlare con una delle segretarie con indosso dei grandi occhiali scuri che m’impedivano di decifrare la sua espressione. La ragazza alla reception, intimorita dalla presenza di quell’amazzone e dalla determinazione che emanava attorno a sé, indicò il mio ufficio deglutendo a fatica. Nicole guardò nella direzione in cui la ragazza puntava il dito ed io ebbi la voglia di sprofondare nella poltrona o saltare dalla finestra. Si tolse gli occhiali e pregai perché se li rimettesse subito. I suoi occhi neri, erano diventati color pece e lanciavano lampi di rabbia. I tratti induriti e severi. Era davvero furiosa e l’oggetto della sua furia ero proprio io. Iniziò a camminare nella mia direzione come un toro che stava caricando. Indossava un morbido vestito estivo color rosso fuoco che risaltava meravigliosamente sulla sua pelle abbronzata. Delle zeppe vertiginose color panna con il laccino alla caviglia slanciavano la sua figura già prorompente. Fortunatamente avevo indossato delle zeppe marroni chiuse in cima abbinate ad un vestitino a pieghe con maniche corte e scollo a V sul davanti e sul retro color panna. I tacchi mi slanciavano, almeno avrei avuto soltanto un paio di centimetri per separarci.

Aria di guai≥ sospirai nella cornetta senza staccare l’occhio dal predatore inferocito.

Tutti gli uomini all’interno dell’ufficio si voltavano per guardare lei e per poi guardare me. Mio padre uscì dall’ufficio e soffocò uno dei suoi soliti urli quando l’amazzone sfilò davanti alla sua porta. Spartaco la squadrò dalla testa ai piedi e poi guardò me. Non ci fu bisogno di parole per fargli capire che doveva stare nei paraggi, perché avrei avuto bisogno di una mano se avesse deciso di tirarmi per i capelli per tutto l’ufficio.

Che succede Olimpia?≥ la voce preoccupata di Achille rimbombò nella cornetta riportandomi alla realtà.

Achille devo andare≥ gli dissi cercando di riattaccare.

Parlami o vengo lì nel giro di cinque minuti≥ mi minacciò.

Nulla nulla, problemi di lavoro≥ mentii spudoratamente sentendomi in tremenda colpa per la promessa che gli avevo fatto. Non potevo permettere che i due si scontrassero per colpa mia. Sarei riuscita ad affrontare Nicole da sola.

Perché ho la netta sensazione che mi stai mentendo?≥ disse sbuffando esasperato.

Non è così. Devo, devo andare!≥ dissi balbettando cercando di sembrare il più convincente possibile.

Olimpia ti conosco troppo bene. Ricordati la nostra promessa. Ho fiducia in te, perciò se mi dici che non c’è niente è perché è così≥.

Sospirai e decisi che aveva il diritto di sapere, non gli avrei più nascosto niente ≤ Nicole è qui e sta venendo da me come una furia!≥.

Cosa? Che cazzo vuole Nicole da te?≥ urlò dall’altra parte.

Non lo so, ma lo scoprirò tra cinque secondi≥.

Arrivo!≥ la voce determinata e furiosa di Achille urlò alla cornetta.

Sobbalzai sulla sedia togliendo l’attenzione da Nicole e concentrandomi su Achille ≤ Cosa? No, no Achille, non venire. È già abbastanza incazzata di suo. Abbiamo bisogno di parlare, ma soprattutto lei ha bisogno di sfogare la sua rabbia con qualcuno. Ci confronteremo, ci farà bene≥, avrebbe fatto bene a lei, un po’ meno a me.

Non volevo in alcun modo che il loro rapporto s’incrinasse, avevano un figlio assieme che aveva bisogno di serenità e non di due genitori che si odiavano. Questo avrebbe portato Alessandro ad odiare anche me e questo non lo potevo permettere, gli volevo troppo bene.

Non ha senso che sia incazzata con te. Non voglio che ti urli contro, cazzo. Nessuno si deve permettere di mancarti di rispetto≥.

Achille…≥ stavo per aggiungere alla cornetta, ma Achille dall’altra parte riattaccò, e mentre lo immaginavo che afferrava le chiavi della macchina con furia per venire qui, Nicole entrò nell’ufficio, senza dire una parola chiuse la parola sbattendola energicamente facendo tremare le penne sul tavolo. Poi andò verso la vetrata e abbassò gli scurini così da renderci invisibili agli occhi curiosi dei miei colleghi. Lanciò la borsa su una delle due sedie davanti a me e si mise a sedere sull’altra incrociando le lunghe gambe. Si appoggiò allo schienale ed unì le mani davanti a sé. Le tremavano e m’immaginai che le costava molto sforzo trattenersi. Il suo sguardo vagò nell’ufficio analizzandolo nel dettaglio. Senza dire una parola, afferrò la cornice sulla mia scrivania e quando vide i soggetti sobbalzò. Osservò la foto mia e di Achille con un disgusto palpabile. Senza dire una parola si alzò afferrando la cornice con entrambe le mani studiandola a fondo, improvvisamente la sollevò sopra la testa e la fece schiantare a terra così che il vetro andò in frantumi. Non potei fare altro che osservare la scena ammutolita e appoggiarmi alla scrivania chiudendo gli occhi e sentendo i vetri andare in frantumi. Avrei potuto fermarla, ma temetti che potesse girarsi e lanciarla addosso a me.

Nicole osservò la cornice a terra con un’espressione soddisfatta e poi come se niente fosse tornò a sedere sulla sedia. Le mani non tremavano più, ma la rabbia non era svanita.

A cosa devo questa piacevole visita?≥ mi sentii dire.

Tenni lo sguardo saldo sulla sua figura e non mi feci intimorire dal suo sguardo di fuoco, tutta la sicurezza che avevo me l’aveva infusa Achille.

Si sistemò sulla sedia e prese un lungo respiro ≤ Sai, pensavo che saresti stata più furba e avresti lasciato perdere≥.

Perché avresti dovuto pensarlo? Cosa ti ha fatto pensare che avrei rinunciato all’uomo che amo?≥ le confessai appoggiandomi con i gomiti sulla scrivania e accavallando le gambe per tracciare i confini. Capivo che era arrabbiata, lo sarei stata anch’io, poteva urlare e sfogarsi, ma non doveva superare un certo tipo di confine.

Ami? Tu ami Achille?≥ mi chiese facendo una risata incredula senza alcuna gioia, amara e piena di disgusto ≤ Lo ami come lo amano tutte le altre che sono passate dal suo letto. Te non sai chi è lui. Non lo conosci e non lo conoscerai mai. Sei una delle tante, tra poco lui si stancherà di te e tornerà da me≥.

Sollevai le sopracciglia sorpresa ≤ Da te? Perché mai dovrebbe tornare da te se è da anni che non avete più nessun rapporto? Spiegami≥.

Fece un sorriso compiaciuto ≤ Questo dimostra che te non sai niente di noi, perché sennò sapresti che una volta a settimana lui dorme da noi. Con me. Nel mio letto≥.

Avevo capito dal primo istante che l’avevo vista entrare che Nicole avrebbe dato il meglio di sé per farmi allontanare da Achille. La vecchia Olimpia con questa notizia si sarebbe sentita offesa e stupida. Avrebbe subito fatto dei passi indietro pentendosi della scelta che aveva fatto e si sarebbe fatta invadere dalle insicurezze e dai sensi di colpa. Ma quella nuova?

Quella che aveva lottato tanto per questo amore. Per il mio amore. Avevo fatto la brava ragazza per troppo tempo, avevo messo limiti a molte cose per paura, per vergogna. Mi ero sempre mostrata gentile con tutti, avevo ignorato molte provocazioni e avevo sempre sorriso e abbassato la testa. Molte volte non avevo detto ciò che pensavo per far piacere agli altri. Avevo nascosto sentimenti, ero scappata quando le cose si facevano più serie. Ma era arrivato il momento di voltare pagina. Era arrivato il momento di crescere, così avrei iniziato a fare cose che prima non mi sognavo nemmeno di fare. Se mi avessero provocato avrei risposto, se mi fosse piaciuto qualcuno e lui avesse ricambiato non sarei più scappata, non l’avrei più fatto. Da adesso io avrei affrontato la vita, non sarei fuggita. Non c’era niente da cui scappare. E poi ero arrivata ad un punto in cui Achille non era più il ragazzo bello con cui condividevo la notte, adesso era diventato parte di me, lui mi apparteneva. Avevamo fatto tanta strada e non mi sarei mai immaginata un futuro senza di lui. Mai. Avevo troppa fiducia in lui per ascoltare le parole di lei.

Tenni lo sguardo fisso nel suo e non battei ciglio e capii dalla sua espressione che l’avevo sorpresa ≤ No, non lo sapevo. Non me lo aveva detto, ma sai cosa Nicole? Non m’importa. Abbiamo lottato tanto per arrivare a questo punto. Te sei solo un altro ostacolo che insieme riusciremo a superare. Abbiamo sofferto, ci siamo sentiti persi senza l’altro e credimi non c’è niente che tu mi possa dire che mi faccia allontanare da lui. Lo amo, più di quanto immagini. Non è solo sesso e non è solo una cotta. È qualcosa di molto più profondo che nessuno potrà mai capire≥.

Sbatté un pugno sulla scrivania e si protese verso di me ≤ Sta zitta!≥ m’intimò ≤ Ma cosa credi, che resterò con le mani in mano mentre rubi la mia famiglia? Fatti da parte. Non c’entri niente con noi≥.

Allontanai la sedia dalla scrivania e mi alzai in piedi decisa incombendo su di lei per farla indietreggiare ≤ So che sei e sarei sempre una presenza fondamentale nella vita di Achille. Sei la madre di suo figlio e lui ti vuole bene perché condividete la cosa più bella della sua vita. Ci sarà sempre qualcosa di te in Alessandro che gli ricorderà la passione che avete condiviso ed i bei momenti che ci sono stati. Lo accetto e lo capisco. Accetterò anche i momenti di famiglia che vorrete condividere voi tre da soli. Accetterò tutto per Achille. Adesso tocca a te accettare me e se non riuscirai a farlo ti chiedo di metterti da parte senza interferire tra noi, perché fidati, è qualcosa più grande di te e della tua insensata rabbia≥ le dissi tutt’un fiato cercando di tenere un tono calmo, ma deciso.

Battendo i piedi a terra si alzò puntandomi un dito contro ≤ Fatti da parte Olimpia, te lo dico per l’ultima volta. Mi rifiuto di lasciare mio figlio con te e fidati che porrò Achille davanti ad una scelta se è necessario, e lui sceglierà Alessandro. Tu non sei nessuno se non un’altra bambola gonfiabile che lui si scopa ogni tanto. Sei stata una sfida, perché non sei caduta ai suoi piedi subito come tutte le altre. Sei stata un giochetto un po’ più interessante≥.

Con una spinta le abbassai il dito da davanti la mia faccia, mi alterai e lasciai cadere i buoni propositi per una conversazione pacifica e civile ≤ E questo per te vuol dire amare? Tu dici che ami Achille e poi gli fai sporchi ricatti? È ovvio che se dovesse scegliere tra me ed Alessandro sceglierebbe suo figlio. Ma in questo caso la scelta non dovrebbe sussistere. Non lo puoi minacciare, non puoi metterlo alle strette perché anche se lui lasciasse me per Alessandro questo non cambierebbe i suoi sentimenti verso di te, anzi, questo lo porterebbe ad odiarti e non è questo che voglio. Voglio che voi due vi vogliate bene, perché Alessandro ha bisogno di serenità. T’impedirò con tutte le mie forze di portargli via suo figlio e di portarlo via da me. Lo voglio vedere felice ogni fottuto giorno. Ha sofferto tanto e adesso che ha trovato la pace tu gliela vuoi spezzare, ma non ci riuscirai≥ dissi alzando di molte ottave la voce.

Aggirò la scrivania per venirmi più vicina ed io le andai incontro così che ci ritrovammo una di fronte all’altra ≤ E allora togliti di mezzo. Se lo ami come dici lascialo e lui avrà suo figlio≥ sibilò digrignando i denti e afferrandomi per un braccio.

Cercando di divincolarmi dalla sua presa persi tutta la pazienza che potevo avere ≤ Mi dispiace Nicole, ma siamo ben oltre i giochini dei ricatti. Tu non sai le pene dell’inferno che abbiamo passato per arrivare fino a qui. Non mi farò da parte perché lo amo≥.

La presenza di lui si manifestò nel mio corpo come un fulmine a ciel sereno.

≤ …e io amo lei!≥ sentimmo la voce profonda e piena di rabbia di Achille quando era già dentro l’ufficio e stava venendo verso di noi con mio padre al seguito.

Seguì un momento di silenzio in cui l’attenzione sia mia che di Nicole si catalizzò su Achille. Aveva le mani incrociate al petto con un’aria decisamente furiosa che lo rendeva ancor più sexy del solito, se era possibile. Indossava dei jeans a vita bassa, larghi sui fianchi e sulle cosce e stretti al livello delle caviglie che portava con delle risvolte. Calzava delle Air-Force grigie con abbinato una maglia a 3/4 del solito colore con un taschino con stampa floreale. Nonostante la maglia fosse larga i muscoli risaltavano sotto la stoffa perfettamente. Si vestiva sempre con abiti più larghi come se volesse nascondere la sua perfezione, peccato che l’accentuava inconsapevolmente. Il volto perfetto ci dette il colpo di grazia: i capelli sciolti e spettinati che gli ricadevano sulle spalle gli conferivano un’aria selvaggia e gli occhi color cioccolato lanciavano lampi di rabbia.

Prima d’iniziare a sbavare, alzai gli occhi al cielo e spostai l’attenzione su Nicole che lo stava fissando come se gli volesse saltare addosso. Anche lei tornò a fissare me con una cattiveria inaudita.

Mio padre si schiarì la gola e appoggiò la mano sulla spalla di Achille ≤ Ragazzi, tenete un tono civile, ma parlate. Non ci sono solo i vostri sentimenti in ballo, ma anche quelli di un bambino indifeso che si merita il meglio≥ i due si scambiarono uno sguardo d’intesa e poi mio padre uscì dall’ufficio richiudendo la porta alle sue spalle.

Achille occupava tutto lo spazio così che il mio ufficio sembrava davvero minuscolo e l’aria sembrava molto più opprimente. Spostava l’attenzione da me a Nicole, poi la sua attenzione fu catturata dalla cornice in pezzi a terra. Raccolse la foto e la posò sulla scrivania, tornò a fissare in cagnesco Nicole e la sentii rafforzare la presa sul mio braccio, come se si stesse aggrappando a me per non cedere alle mille emozioni che la stavano divorando

Lasciala≥ le disse in tono minaccioso e la presa sul mio braccio se ne andò.

Mi allontanai da Nicole, senza staccarle gli occhi di dosso, mentre vedevo che lei si lasciava andare ai forti sentimenti che provava per il mio fidanzato. Non ero mai stata gelosa di nessuno, fino adesso. Non avevo mai desiderato così fortemente di tirare per i capelli qualcuno come in quel momento. Quella donna tirava fuori il peggio di me.

Achille, ma che diavolo ti è successo?≥ le chiese Nicole trattenendo a stento la furia di urlare.

Achille guardò me e mi fece cenno di avvicinarmi a lui, ma non lo feci. Ero arrabbiata, ma non sarei stata cattiva. Nicole non avrebbe sopportato la vista di vederci insieme in quel momento.

Distolsi lo sguardo dal suo ed andai dalla parte opposta dell’ufficio vicino alla finestra dove appoggiai la fronte per sbollentare la rabbia e calmarmi. Achille si mosse e anche se non lo stavo guardando lo sentii avvicinarsi a me e non mi scansai quando lo sentii mettermi una mano sul collo e accarezzarmi dolcemente. Una scarica di brividi mi percorse senza sosta la schiena mentre le sue dita si muovevano senza fretta sulla mia pelle.

Quando finirai di voler affrontare tutto da sola?≥ mi sussurrò all’orecchio baciandomi dolcemente sulla guancia. Mi voltai ed i nostri sguardi s’incontrarono e fu come se fossimo soli. Il suo sguardo s’incupì quando vide riflesso nei miei occhi la preoccupazione e l’esasperazione che provavo.

Parlami!≥ me lo chiedeva sempre quando vedeva che qualcosa non andava, perciò non potei fare a meno di sorridergli.

Mi dispiace≥ gli dissi semplicemente.

Il suo volto si distese e capii che si aspettava un altro tipo di reazione da parte mia e il fatto che mi stessi scusando per aver tentato di nuovo di escluderlo lo rasserenò.

Mi baciò sulla fronte ed io chiusi gli occhi al contatto con la sua bocca.

Poi voltandosi rivolse tutta la sua attenzione a Nicole che era rimasta immobile a guardarci con disgusto ≤ Possiamo per favore parlare in modo civile e risolvere una volta per tutte questa situazione?≥ chiese Achille cauto.

Ma davvero non vedi come ti stai riducendo per questa donna? Ti sta cambiando, stai perdendo te stesso per stare dietro ai suoi capricci. Pensi davvero che lei ti amerà per sempre? È come tutte le altre, ma non la vedi? Finge di preoccuparsi per Alessandro, ma appena creerete la vostra famiglia lei ti chiederà di scegliere. È un’arpia che si sta semplicemente divertendo a conquistare il bello per poi scartarti quando sarà stufa del giocattolino nuovo. Lei non appartiene al nostro mondo. Ti sta solo usando≥ urlò.

Achille digrignò i denti per la rabbia, ma la mia reazione fu fulminea. Mi voltai e ci fu un momento in cui il mio cervello si spense ed i miei occhi videro soltanto rosso. In un attimo ero su di lei e le avevo stampato un bel ceffone sulla guancia immacolata. Le braccia forti di Achille mi cinsero i fianchi e mi allontanarono prima che la potessi prendere per i capelli.

Stella calmati≥ mi sussurrò Achille in un orecchio.

La ragione tornò in un lampo ed io smisi di divincolarmi tra le sue braccia mentre Nicole avanzava verso di me. Achille si frappose tra noi, afferrandole le braccia prima che si scaraventasse su di me.

Ma come fai a proteggerla?≥ urlò Nicole colpendo il petto di Achille.

Nicole cazzo, ma lo senti quello che dici? Vuoi anche che Olimpia mantenga la calma? Vuoi che io mantenga la calma? Sai quanto mi costa ascoltare quello che dici e non urlarti contro? Non ti devi azzardare mai più a parlare così di lei, sennò quello che ti chiuderà fuori dalla mia vita sarò io≥ le rispose con un tono tagliente.

Nicole indietreggiò piccata nel profondo, ma capii dalla sua espressione che avrebbe tentato il tutto per tutto, perciò trattenendo le lacrime tirò fuori la sua vera cattiveria ≤ Parlate entrambi di amore, sincerità e felicità l’uno verso l’altro. Dite che vi amate più di qualsiasi altra cosa al mondo, come se il vostro amore fosse segnato dal destino e altre cazzate varie. Eppure la realtà non è così rosea come fate credere. Ci sono dei segreti fra voi, perché la realtà è che non vi fidate l’uno dell’altro≥.

Lo sguardo di Achille si affilò ≤ Ma di che cazzo stai parlando? Se stai cercando di metterci l’uno contro l’altra risparmiatelo, siamo ben oltre queste cazzate≥.

Nicole avanzò guardando me e poi Achille con uno sguardo compiaciuto sul volto. Affilò le unghie pregustando una vittoria imminente ≤ Perché non le hai mai detto che dormi da noi una volta a settimana?≥.

Perché non ha mai significato nulla, non è che succedeva chissà che, ecco perché dormivamo nel solito letto, perché era solo dormire. Ma che discorsi fai? Lo facevamo per arrotondare i giorni e permettermi di stare un giorno in più con Alessandro senza farlo spostare da una casa all’altra. E poi è da due mesi che non metto più piede in casa tua≥ rispose fulmineo.

Per te non può significare nulla, ma vediamo Olimpia come la pensa≥.

A quel punto l’attenzione si spostò su di me, e Achille si rese conto di ciò che voleva insinuare Nicole: se non era mai successo niente, perché Achille non me ne aveva mia parlato in tutte le volte che avevamo affrontato quest’argomento? Era una domanda a cui non volevo rispondere, perciò cercai di rivolgergli uno sguardo rassicurante, ma lui capì al volo che nutrivo qualche sospetto e che la notizia m’irritava.

Distolsi lo sguardo da lui ed indietreggiai, ma Achille fu fulmineo ad agguantarmi per un braccio e voltandomi per cercare il mio sguardo ≤ Cazzo Olimpia, guardami. Non ti ho mai mentito. Non c’è mai stato nulla, credimi… non ha mai significato nulla, ecco perché non te ne ho parlato≥.

Prima che potessi intervenire, sentimmo la risata di Nicole soddisfatta ed entrambi ci girammo a guardarla. Ci stava riuscendo. Ci stava mettendo uno contro l’altro.

La strega scoccò la sua ultima freccia che centrò il bersaglio selezionato ≤ Sai Olimpia, mio padre non sarà ricco come il tuo, ma era un poliziotto. Anche mio fratello lo è, lo stesso che circa una settimana fa ha risposto alla chiamata d’emergenza da parte di un ragazzo che denunciava il tentato stupro della sua migliore amica. Sai per caso di chi sto parlando? Quando i poliziotti sono entrati nell’appartamento hanno trovato lui con i pantaloni calati e con le mani sulla gola della ragazza. Stava cercando di ucciderla. Dev’essere stato orribile, vero Olimpia?≥ mi pietrificai all’instante e lei vedendo la mia reazione rivolse la sua attenzione all’uomo che in quel momento mi stava dando le spalle e che era diventato una statua di marmo ≤ Ne eri a conoscenza tesoro?≥ chiese ad Achille con arroganza. Continuò quando nessuno accennava a rispondere ≤ Evidentemente no. Olimpia non ha sporto nemmeno denuncia. Lo ha perdonato perché è una persona troppo importante nella sua vita, ma soprattutto perché una parte di lei lo amerà sempre. Così almeno dice il resoconto della polizia≥.

Sia Achille che io rimanemmo immobili senza pronunciare una parola. Aveva colto nel segno. La fiducia era il punto più debole nella nostra relazione al momento, ma soprattutto era un argomento caro ad Achille. Nascondergli un segreto del genere avrebbe potuto segnare anche la nostra fine. Non avevo calcolato che lo potesse scoprire così.

I miei occhi fissarono la schiena di Achille, mentre impercettibilmente si stava muovendo abbassando la testa e girandosi lentamente verso di me per cercare conferma. I nostri sguardi s’incontrarono e lui lesse nei miei la colpevolezza. Aprii bocca per dire qualcosa, ma la richiusi quando Achille raddrizzandosi distolse gli occhi dai miei e si avvicinò alla vetrata. Il suo sguardo vagò lontano e divenne impenetrabile. Solitamente riuscivo a capire che direzione prendevano i suoi pensieri, ma in quel momento si era creato un baratro tra noi. Non ebbi nemmeno il coraggio di guardare Nicole. Ero immobile a guardare l’uomo che amavo allontanarsi inesorabilmente da me.

Sai Olimpia tu non riuscirai mai a renderlo felice…≥.

Zitta!≥ sibilò Achille contro la vetrata.

La sua espressione dura ed imperscrutabile si scontrò con la mia piena di colpa e devastata per averlo ferito ancora. Ogni istante che passavamo a guardarci negli occhi in una conversazione silenziosa, però, il suo sguardo si ammorbidiva e poi ci fu un cambiamento repentino nel suo atteggiamento. Mi stava perdonando. Il mio cuore si riempì d’amore e le lacrime iniziarono a sgorgarmi. In quel momento Nicole non c’era più.

Non l’ho denunciato perché non volevo rovinargli la vita come lui stava cercando di fare con noi≥ dissi singhiozzando.

Lo so≥ rispose Achille scostandosi dalla vetrata e facendo un passo verso di me.

E non lo amo. Non sapevo cosa voleva dire amare prima d’incontrare te. Non è quello che ho detto alla polizia≥ gli dissi pregando che mi credesse.

Lo so≥ facendo un altro passo verso di me.

Non te l’ho detto perché temevo che la tua reazione ti si ritorcesse contro. Non voglio che tu vada da lui. Voglio stare con te per sempre senza più problemi e lasciarmi questa storia alle spalle. Voglio ricominciare da te≥.

Lo so≥ disse arrivando davanti a me e mettendosi le mani sui fianchi e guardandomi negli occhi. Gli occhi non mentono mai ed i miei erano suoi.

Aspettai la sua autorizzazione prima di toccarlo ≤ Io… io continuo a sbagliare pensando sempre che sia la cosa giusta, invece… voglio smettere di chiederti scusa, voglio smettere di ferirti≥ dissi singhiozzando sostenendo il suo sguardo.

Lo so≥ mi disse immergendo una mano tra i miei capelli e attirandomi piano a sé ≤ Lo leggo nei tuoi occhi≥.

Ci lanciammo uno tra le braccia dell’altro e ci abbracciamo più forte che potevamo. Achille mi sollevò da terra e mi strinse a sé immergendo la testa nel mio collo tempestandolo di baci. Scoppiai a piangere e tirai mentalmente un sospiro di sollievo. Adesso avremmo potuto affrontare qualsiasi cosa insieme. Il fatto di essere abbracciati e amati allontanava gli spettri rinchiudendoli per sempre. Non c’era più niente che non potevamo affrontare.

Mi dispiace≥ gli dissi.

Anche a me≥ mi rispose contro il mio collo, prima di posarmi a terra e scostarsi da me per rivolgere l’attenzione alla figura immobile e allibita di Nicole ≤ Tra l’innamorarsi e l’amare c’è molta differenza, sai Nicole? Quando una persona si innamora non lo fa apposta: succede. Ma per amarsi bisogna sudare, soffrire, ridere e donarsi senza riserve all’altro. L’amore non succede. L’amore si fa a tutti gli effetti ed Olimpia ed io abbiamo fatto il nostro amore, perciò chiarito il fatto che qualsiasi cosa dirai niente e nessuno ci dividerà più, che cosa vogliamo fare adesso? Vuoi togliermi mio figlio e farlo passare attraverso un tribunale e degli avvocati, oppure troviamo un accordo, tu ed io, come abbiamo sempre fatto, e lasci da parte quest’insensata guerra nei nostri confronti?≥.

Nicole afferrò la borsa e una lacrima le sfuggì dai grandi occhi neri ≤ Ti chiamerà il mio avvocato. Fino ad allora sta lontano da mio figlio≥, si avviò alla porta e prima di andarsene guardò Achille ≤ Ti amo, forse non te l’ho mai detto abbastanza per paura che tu ti allontanassi da me. Avrei potuto renderti davvero felice≥ e se ne andò.

Guardai la porta sbattere e rimasi senza fiato.

Achille ti prego va da lei!≥ gli dissi senza guardarlo.

Achille mi guardò fulmineo ≤ Perché? Con tutto quello che ti ha detto, che mi ha detto! Non hai paura che ti porti via da me in qualche modo?≥.

Ho il terrore≥ confessai ≤ Ma adesso non si tratta di noi!≥.

I nostri sguardi s’incontrarono ≤ Sei tutta la mia vita!≥.

Gli sorrisi e prima di lasciarlo andare lo afferrai per i capelli e lo baciai ardentemente. Feci quello che avevo voluto fare fin da quando lo avevo visto entrare nel mio ufficio. M’infilò le mani nei capelli e contraccambiò il bacio immergendo la lingua nella mia bocca e reclamandomi centimetro per centimetro. Adoravo il modo in cui mi baciava, come se dovesse farlo, altrimenti sarebbe impazzito e avesse già aspettato troppo a lungo.

Aspettami!≥ mi sussurrò contro le labbra.

Sempre≥.

Mi allontanai da lui e lo lasciai andare. Quando fu fuori crollai a sedere sulla sedia con uno strano peso sul cuore.

 

CONTINUA…

Cliccate QUI per il capitolo 26.

Vietata la riproduzione di questi contenuti.

 

Se vuoi inviarci la tua Fan Fiction a puntate leggi il regolamento cliccando QUI. Tutti i lavori dovranno essere in esclusiva, non saranno accettati lavori scritti da minorenni.

Fan Fiction in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

27 commenti

  1. Gess

    Complimenti ci fai vivere sempre un emozione continua!! :)) Brava Victoria!!

  2. VeloNero

    Ah, dimenticavo: “Lui non fa sesso, fa arte”… vale il libro.

  3. Romina

    Oddio quante emozioni e quanta rabbia in questo capitolo!!!!!!!
    Partiamo dai buongiorno tra questi due che sono sensazionali 😉 !!!!!!!!! Wowwwww !!!!!
    Detto questo poi la giornata è iniziata bene con uno Spartaco a dir poco incredibile, oddio sono morta dalle risate a sentirli parlare di sesso e poi quando gli ha detto ma che ce l’hai d’oro….quando ha visto i fuori….hahahhahahah …che padre!!!!!!!! E’ un uomo fortissimo ed il discorso che gli ha fatto è stato emozionante e bellissimo, burbero ma quando ci vuole tenerissimo ed innamoratissimo della figlia!
    Poi è arrivata la strega cattiva, come in tutte le favole che si rispettino, cavolo quanto la odio….mamma mia odiosa a dir poco, cattiva e brutta stronza (scusate il francesismo) ma come si permette, primo di entrare in quel modo, ma che è casa tua? poi di rompere la foto, io gli avrei strappato capello x capello, e poi dirgli tutte quelle cattiverie, dirgli che lui dormiva da lei come se facessero chissà cosa ed invece comunque dormivano solo e poi non scordiamoci che accadeva comunque nel periodo che Olimpia stava con quel demente di Lapo. Comunque sempre cattiva è stata. ….. e poi dulcis in fundo (quello che avevo temuto al precedente capitolo) gli ha rivelato quello che Olimpia non gli ha voluto dire di come è finita con Lapo, ma anche in questo caso, nonostante il veleno sparso non è riuscita nell’intento di separarli, perché come dice Achille l’amore è sopra ogni cosa e supera tutto, poi minacciarlo di togliergli il figlio è qualcosa di più squallido che possa fare una mamma primo ad un figlio, perché chi danneggi è tuo figlio e lo usi per vendicarti di un uomo che comunque non ti ama, non ha nessuna colpa se non quella di non amarti, nn ha fatto nulla, è un buon padre, sei una persona di una cattiveria inaudita, e qui Olimpia è stata una GRANDE perché nonostante tutto ha invitato Achille a seguirla per risolvere la questione, anche se non credo sia possibile risolverla con certa gente, io non so se avrei fatto altrettanto dopo aver subito l’attacco di quella vipera cattiva. Sono sicura che Achille non possa cadere nella sua rete, come sono sicura che Achille ami profondamente Olimpia, ma ora lei si trova lì sapendo che lui è corso dietro a quella e non deve essere facile….mi fa tenerezza, mi fanno tenerezza questi due che dopo tutto quello che hanno fatto per stare insieme ancora devono combattere! Come sempre capitolo eccellente, grazie Victoria!

    • Alexa82

      concordo per filo e per segno con tutto ciò che hai detto te Romina e non voglio aggiungere altro su ciò che penso di Nicole perchè sennò esagererei e sarei molto offensiva. ACHILLE, io non ho più parole per descrivere questo personaggio che tu hai creato Victoria. è la perfezione nell’imperfezione. è sublime, uno di quei personaggi che ti rimangono incisi nel cuore. non è solo una bella faccia, ma soprattutto è bello dentro! Olimpia io le voglio tanto bene, mi è sempre piaciuta e continuerà a conquistare il mio cuore! GRAZIE E GRANDE VICTORIA, ci stai regalando un sogno, il tuo!

  4. Ava Ward

    bello stupendo!! grazie per questi capitoli..diciamo aggiuntivi… completa bene la storia!!

  5. Rosy

    O mio dio… Che capitolo sconvolgente!!! E io che credevo che tutto fosse risolto… Ancora prove di sopravvivenza per i nostri eroi, che continuano a lottare per il loro amore 🙂 sono sempre forti e combattivi Olimpia e Achille e sono straordinari <3
    Quella stronza di Nicole ci ha provato a dividerli ma nulla scalfisce il Vero Amore 🙂
    Stronza stronza e ancora stronza… Nicole dice di amare Achille ma secondo me non sa nemmeno come si scrive la parola amore!!! E adesso vuole anche togliere Alessandro al padre, bel modo di amare…
    Victoria sei la regina della suspance 🙂 come farò a resistere fino al prossimo lunedì???
    Ti prego fa che il piccolo Alessandro non vada di mezzo ai gesti folli di sua madre!!!
    Immagino che il prossimo capitolo sarà un POV Achille nella resa dei conti con Nicole per lo scricciolo…
    Ancora tanti complimenti Vicky 🙂 sai sempre come tenerci incollate allo schermo 🙂
    Un bacio :*

    • Rosy

      Ah dimenticavo: SPARTACO FOR PRESIDENT 🙂
      Io amo quell`uomo 🙂

  6. silvietta

    Inizio con bellissimo capitolo!! Achille è OH ACHILLE! a tutti gli effetti qui. Per quanto riguarda Nicole dirle che è una persona meschina oltre che odiosa è farle un complimento. Lo sai che quando ci sono di mezzo i bambini divento una iena e il fatto che lei voglia usare Alessandro per allontanare Achille da Olimpia mi fa girare parecchio le scatole. Per il resto Olimpia è stata fantastica, quando le ha dato lo schiaffo ho esultato. Era ora!!! Senza alcun dubbio Olimpia in questo capitolo mi è piaciuta e in alcuni punti l’ho amata anche più di Achille. Brava la mia Vicky, sei stata bravissima come sempre.

  7. lolly74

    Come sempre Vicky favolosa e dire poco ECCELLENTEEEEE Olimpia e Achille sono innamoratissimi …ora nn vedo l’ora di leggere il prox capitolo a presto ciaoooooooooooooooo…… 😉

  8. katiag

    Mi aspettavo,infelice, il capitolo finale ma stai allungando la storia e mi piace, il sesso al mattino…non ci sono parole, perchè le hai usate tutte tu. Sono d’accordo con Velonero, che tra parentesi adoro, la frase “lui non fa sesso ma arte” potrebbe essere il sottotitolo al racconto. Continua così e se posso permettermi pensa ad un altro racconto io sicuramente lo leggerò.

  9. Romina

    Ci tenevo a farti i complimenti Victoria, dopo che Olimpia si era dichiarata e che Achille e la sorella erano venuti a conoscenza che Azzurra era la zia ed in un certo senso avessero saputo del loro passato, chi più chi meno, pensavo che la storia fosse giunta alla fine ed invece tu hai saputo renderla ancora più avvincente e piena di suspense, pensavo che avresti giusto definito qualche cosina e poi ci avresti regalato il lieto fine ed invece ci hai stupito con effetti speciali, facendoci ancora battere il cuore e provare emozioni, anche contrastanti! Beh sei brava davvero e come le altre ti invito anche io a pensare a mettere in cantiere una nuova storia, le lettrici non ti mancheranno di certo, con questa storia ci hai conquistato e con le prossime, se vorrai esaudire il ns. desiderio, non farai altro che renderci felici!

    • Rosy ♥

      Concordo in tutto 🙂 sono sicura che noi lettrici non mancheremo 🙂 <3

  10. Maria Gargano

    Oh questo è stato un capitolo davvero intenso partendo dal Buongiorno sensazionale scambiato tra Achille e Olimpia di prima mattina. Quest’uomo è sesso che cammina e con lei sono fuochi d’artificio.
    Spartaco è un padre molto particolare,addirittura a chiederle com’è Achille a letto ahahahahha mi fa fatto morire. Sono contenta che mio padre nn mi chiede queste cose sarebbe davvero imbarazzante.
    La dolcezza di Achile è infinita mi sono sciolta davanti al biglietto che accompagnava la foto.
    Superato Lapo e i segreti familiari ecco che fa il suo ingresso Nicole. A me questa donna nn è mai piaciuta. Io capisco che ami Achille e che avendo avuto un figlio insieme speri che lui potrà un giorno contraccambiare ma usare Alessandro x ricattarlo è qualcosa di spregevole,i figli nn devono mai essere coinvolti negli scontri tra i genitori.
    E poi il modo infido di mettere Achille e Olimpia l’uno contro l’altra usando le serate da lei o lo stupro subito aggiungendoci anke particolari inesistenti è stata pessima,,Da donna usare una cosa del genere è veramente orribile.
    Ma nn ha capito che questi due ormai si conoscono e ne hanno passate troppe x fa collare su queste bugie detto sul serio in buona fede. Quella dello stupro evitato soprattutto x nn vedere Achille in galera e Lapo morto,
    Ora Achille andrà a parlare con Nicole. Io di lui mi fido, le ha resistito quando aveva litigato con Olimpia quindi immagino che ora il problema proprio nn si pone ma ho paura di Nicole. Sembra parecchio instabile e pronta a tutto.
    Povero Alessandro che ha una mamma così nevrotica che se nn si calma sta x scaraventarlo in un casino di proporzioni bibliche.
    Confido in te e nn vedo l’ora che arrivi lunedì.
    Un bacione

  11. Papera

    Che uomo il nostro Achille… Oh Achille!
    E brava la nostra Olimpia finalmente si è fatta valere. Io a Nicole avrei strappato tutti i capelli e poi gli occhi!
    E’ una donna meschina… non sa cosa vuole dire amare perchè altrimenti non minaccerebbe Achille e farebbe soffrire suo figlio.
    Capitolo bellissimo, spero che quando Achille raggiungerà Nicole non succederà niente di grave!
    Grande Victoria

  12. La Ale

    Le Nicole della situazione mi fanno vergognare essere donna e purtroppo ce ne sono di donne così.
    Lo so per certo che esistono sfruttando questi poveri bimbi e mi fanno una rabbia tale che non si meritano proprio nulla, già il fatto stesso di voler far soffrire (in fatto di sentimenti) una persona è diabolico.
    Ammiro Olimpia per come si è comportata…mi piace!
    Brava come sempre Vichy

  13. applenie

    wowwww fantasticooooo ci stupisci sempre Victoria sembrava andare tutto bene invece ecco la stronza Nicole , chissa cosa si diranno Achille e lei ? e la storia con Lapo sarà realmente finita o lo vedremo presto ? e Alessandro ? povero piccolo 🙁 …. nn sto nella pelle per sapere quello che succederà nel prossimo capitolo . Come sempre ti chiedo un anticipuccio tanto per calmare la nostra ansia 😉

  14. rosyg

    Ciao ragazze io sono una nuova lettrice complimenti victoria romanzo fantastico da perdere ìl fiato, aspetto con ansia lunedì ciao a tutte

  15. Eliana

    Mi commuovo sempre davanti al loro amore, complimenti victoria 🙂

  16. Maria

    Che dire…capitolo fantastico!!!!!
    E che buongiorno direi….avere un buongiorno così tutti i giorni, ti fa iniziare bene la giornata….e poi è il sogno di ogni uomo essere risvegliati in quel modo…ahahahahah!!!! 😉
    Spartaco è un grande!!! mi ha fatto morire dal ridere…e con molta tranquillità chiede delle prestazioni di Achille….mitico….non penso che tutti lo farebbero…..
    Nicole rasenta il ridicolo ormai…cercare di minacciare Achille di tornare con lei facendo scenate di gelosia inutili e mettendolo alle strette minacciandolo di non fargli vedere più Alessandro è davvero squallido..non si dovrebbe fare una cosa del genere!!! Non sa proprio cosa vuol dire amare…pensa di saperlo ma in realtà non lo sa…..
    Adesso aspettare la settimana prossima sarà dura…..cosa succederà??????mmmmmmmm…..
    Grandissima Vicky!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 😉

  17. Tatina70

    In attesa degli ultimi capitoli di questa bellissima ff,mi permetto di richiedere a quando i nuovi capitoli di “Ricomincio da te”che mi piaceva tanto.

  18. rosyg

    Ma il nuovo capitolo…. vi siete dimenticati, victoria facci sapere qualcosa.