Il nuovo capitolo del racconto di Victoria.

Nuova presentazione a cura dell’autrice: “Quella che era partito come un breve racconto, si è trasformato in qualcosa di più solido e concreto, grazie alle lettrici a cui ho presentato il mio scritto e che lo hanno apprezzato spronandomi a fare ogni giorno meglio. Questo è il coronamento di un grande sogno che ho sempre avuto nel cassetto, ma che non avevo avuto mai, almeno fino adesso, il coraggio di realizzare non considerandomi all’altezza. Vi presento l’amore sotto tutti i punti vista, vi presento le due persone che ormai fanno parte della mia vita e vi racconterò la storia di come il loro amore è nato in una città magica come lo è Firenze. A&O”.

26° CAPITOLO

 

 

26.

Stavo ancora dormendo quando sentii un calore che mi percorreva in dense ondate di piacere. Pensai che stessi semplicemente sognando, ma il piacere era più vivido che mai. Gemetti e sentii la mia voce riecheggiare attorno a me. Qualcuno mi allargò le gambe e risentii quel calore dolorosamente piacevole tra le cosce. Gemetti di nuovo e capii che non stavo più dormendo. Mi svegliai con un sussulto. Mentre la mia mente risaliva faticosamente verso la piena coscienza, un’altra ondata mi sommerse e mi strappò un gemito roco facendomi inarcare tra le lenzuola. D’istinto, cercai di chiudere le gambe, ma non ci riuscii. Due mani forti le stavano tenendo aperte. La lingua di Achille s’immerse nuovamente tra le mie cosce e mi leccò di nuovo. Non riuscii nemmeno ad aprire gli occhi tanto era l’intensità di quel piacere così primordiale. Spinsi una mano verso il basso per cercare d’interromperlo, ma le mie dita affondarono tra rigogliose ciocche di folti capelli biondi, arrivando ad accarezzare la testa di Achille.

Un verso virile di approvazione mi scivolò sulla pelle come una carezza.

Sentii la lingua di Achille che affondava nella mia fessura bagnata e mi svegliai del tutto, inarcando ancora la schiena e lasciandomi sfuggire un urlo strozzato. La mia mente si stava riattivando, ma il mio corpo era già presente, con i capezzoli inturgiditi e il sesso che si contraeva dolorosamente richiedendo di più, molto di più.

Achille si staccò un istante e baciandomi l’interno coscia ed il basso ventre mi disse con voce profonda e rauca ≤ Buongiorno stella, ti volevo dare il primo buongiorno di una lunga, lunga serie≥.

Avvertii il fiato caldo sulla pelle umida e mi convinsi ad aprire gli occhi. Non stavo sognando, Achille era proprio lì in mezzo alle mie gambe ed era magnifico.

≤ Oddio Achille, ma così mi uccidi!≥.

Senza esitare mi prese una gamba e se la posò sulla spalla robusta, poi spinse l’altra verso l’alto e di lato aprendomi completamente ≤ Il primo orgasmo della tua nuova vita. Benvenuta nel nostro mondo Stella≥.

Avrei voluto ridere, aprii la bocca per rispondere, ma Achille mi tolse il fiato leccandomi lentamente il clitoride. Con un gemito protesi i fianchi verso la sua bocca cercando ancora quel piacere sublime.

Gemette strofinandomi le labbra sulla pelle e disse ≤ Amo tutto di te, ma questa piccola… questa è la parte che mi piace di più. Sei così morbida e succosa, la miglior cosa del mondo≥.

Affondai la testa nel cuscino, incapace di aggiungere altro, mentre lui tracciava i contorni delle grandi labbra con la punta della lingua. Mi sentivo sempre più bagnata non solo per la lingua di Achille, ma per l’emozione di averlo così intimamente tutto per me.

Lui continuò a leccare, stuzzicando l’apertura stretta del mio sesso con eccitanti colpetti di lingua. Mi sentii stringere il ventre fin quasi a sentir dolore.

≤ Achille…≥ ansimai senza controllo.

≤ Stella!≥ rispose lui con voce roca affondando leggero per poi girare attorno al clitoride ≤ Ti scoperò fino a farti perdere i sensi≥.

Non poteva parlarmi così, non doveva parlarmi così. Il carico di eccitazione era troppo alto: la sua voce, la sua testa tra le mie cosce e quelle parole così crude. Ogni centimetro di quel corpo mi eccitava e mi reclamava a sé. Sotto le sferzate della sua lingua esperta, dalla mia gola uscì un grido lungo e disperato. Mi leccava tutta senza trascurare neppure una piega e si prendeva cura della parte intorno al clitoride facendomi urlare di piacere. I suoi denti mordicchiavano delicatamente, causandomi un pizzico di dolore che mi portò sempre più vicina all’orgasmo. Mi sfiorò con le dita ancora una volta la punta turgida del clitoride. Affondò due dita nella vulva gocciolante che bramava di più. Mi strinsi intorno a lui, si ritrasse per poi penetrarmi stavolta con tre dita, andando a toccare nel punto che aveva più bisogno con colpi forti e decisi. Nello stesso momento chiuse le labbra intorno al clitoride e ne sfregò la punta con la lingua. Non riuscii più a trattenermi ed esplosi attorno a lui. Mentre il piacere mi devastava ad ondate, gridai e gridai ancora il nome del mio amante. Il mio corpo tremò violentemente, ma Achille non smise mai di leccarmi provocandomi una serie di piccole convulsioni che mi travolsero per un tempo che mi sembrò infinito.

Riaffondai nel materasso, sazia e languida. Tremavo e avevo la vista che non si era ancora adattata alla luce del sole splendente che si alzava davanti a noi dalla grandi vetrate della finestra. Senza alcun pensiero riaprii gli occhi e mi ritrovai Achille che mi fissava dall’alto con un sorriso soddisfatto.

La fronte alta, gli zigomi ben definiti, la curva sensuale della labbra e la mascella forte ed il calore di quel marrone caldo dei suoi occhi. Incombeva su di me fermo sulla soglia.

≤ Mi sveglierai ogni mattina così?≥ gli chiesi cercando di prendere fiato.

≤ Certo, ma questo era solo un assaggio≥.

E si rituffò su di me. Mi baciò profondamente, giocando con la mia lingua. Il suo pene premette un po’ più forte. Bagnata e aperta ero decisamente pronta a prendere tutto di Achille.

Prima che potessi pensare a qualcosa, Achille abbassò la testa, prese un capezzolo in bocca e cominciò a succhiare con forza. La sensazione era deliziosa e gemetti piano. Ma lo volevo e lo sentivo premere contro la vulva. Il piccolo morso improvviso mi strappò un grido e mi sentii ancor più eccitata di prima.

Non resistetti più. Afferrai la sua erezione facendolo trasalire per il piacere. I nostri sguardi rimasero avvinghiati mentre lo guidavo verso di me facendo scivolare il glande sul clitoride bagnato.

≤ Oh gesù Olimpia… Si, così! Vai stella, portami dentro di te≥.

Si spinse e lo spinsi dentro di me. Mentre affondava, Achille emise un sofferto gemito di piacere. Lo sentivo duro e più teso che mai.

Singhiozzando, mi contorsi sotto di lui ≤ Achille…≥ pronunciai il suo nome con voce affannosa e strozzata.

Achille gemette e mi penetrò senza alcun controllo. Inarcai la schiena, schiacciandogli i seni sul petto.

Achille avvicinò la bocca al mio collo e lo leccò e lo mordicchiò fino ad arrivare all’orecchio per sussurrarmi ≤ Ti sento tutta intorno a me, me lo stai massaggiando, mi sento grosso all’inverosimile e mi neghi ogni possibilità di essere delicato≥.

≤ Non voglio che tu sia delicato!≥ dissi affondandogli i denti nella spalla aggrappandomi ai suoi fianchi con le gambe.

Passandomi un braccio sotto la schiena, Achille mi tirò a se, premendomi contro il proprio corpo dalle spalle alle anche. Con il bacino proteso in avanti pronta ad accoglierlo fino in fondo e il corpo immobilizzato tra le sue braccia robuste, mi sentivo completamente posseduta da lui. Diede una prima spinta, uscendo per metà e poi spingendomelo tutto dentro.

≤ Ancora Achille, ancora!≥ mugolai.

≤ Per tutta la vita≥ promise Achille minaccioso, prendendomi con un’altra spinta vigorosa.

Mi strinsi attorno a lui che sciolse ogni indugio. Si tirò indietro e poi mi affondò dentro, duro e profondo. Poi aumentò il ritmo, sempre più veloce, finché non cominciò a montarmi con accanimento. A martellarmi. A inchiodarmi al letto con violenti colpi di bacino. Ed era proprio questo che volevo. Fare l’amore con Achille era bellissimo, ma il sesso era qualcosa di sublime.

≤ Più forte≥ gemetti avvinghiandomi a lui ≤ Più in fondo. Oddio… ce l’hai enorme. È così bello, ancora Achille≥.

Con le unghie gli graffiai la schiena e con le caviglie attorno alle cosce lo spronavo a spingere più forte.

≤ Mi stai facendo impazzire≥ ringhiò Achille incapace di smettere di scoparmi.

Andava a fondo ad ogni spinta, riempiendomi completamente, con gli occhi stretti per quanto era intenso il piacere.

≤ Sto per venire≥ gli dissi ansimando.

≤ Vieni, stella, vieni per me!≥ mi disse con voce roca e sexy mordendomi una spalla.

Raggiunsi l’orgasmo con un grido. Achille premendomi le spalle contro il letto mi tenne ferma e continuò a martellarmi sempre più forte, mentre il suo orgasmo cominciava a percorrergli come metallo fuso la spina dorsale. Achille affondò con la testa nell’incavo del mio collo con un gemito roco e venne con forza dentro di me inondandomi completamente di lui.

Non c’erano parole per descrivere quel momento. Avevamo trovato la nostra sintonia perfetta, sia a letto che fuori, e non mi sarei mai stancata del corpo perfetto di Achille. Lui mi sfidava a tirar fuori tutte le cose nascoste di me, non riuscivo a trattenermi, e gli avrei dato tutto senza alcuna riserva, come lui faceva con me. Adesso tra noi non c’erano più ostacoli, nessun segreto e c’era solo una consapevolezza: io ero sua e lui era mio.

Sentii la tensione del suo corpo svanire e pian piano si rilassò su di me. Mi aggrappai a lui, allacciandogli le braccia al collo per impedirgli d’interrompere quel contatto fantastico tra noi. Achille sorrise contro il mio collo e mi baciò ripetutamente.

≤ Avevo immaginato come sarebbe stato averti qua, tutta mia. Dentro la mia testa era bellissimo, ma mai mi sarei immaginato di sentirmi così … completo≥.

Gli mordicchiai la mascella e mi mossi piano. Lo volevo ancora e questa voglia non sarebbe scemata con il tempo. I suoi baci erano i miei, i suoi sorrisi erano il mio sole nelle giornate nuvolose.

≤ Ancora?≥ disse ridendo.

≤ Fammi vedere di che sei capace!≥.

Quando riuscimmo ad uscire dalla camera da letto erano ormai le una passate ed io stavo morendo di fame. Scesi in cucina ed iniziai ad ambientarmi con la moderna cucina in granito nero e legno. In realtà non fu difficile: l’idea di preparare da mangiare per Achille, non sapevo come mai, mi stimolava e mi eccitava allo stesso tempo. Afferrai alcune pentole e optai per fare una pasta veloce con il pesto che trovai nel frigo super assortito. I fusilli iniziarono a bollire nella pentola ed io finii di apparecchiare mentre Achille con la sua camminata virile ed il suo fascino sfacciato faceva il suo ingresso trionfale in cucina.

Entrambi avevamo l’aria di chi aveva fatto una grandiosa scopata ed infatti era così, ma a lui l’aria del post-sesso gli calzava a pennello, dandogli quell’aria mistica che avrebbe fatto cascare ai suoi piedi chiunque lo avesse incontrato. Era bello da svenire, di una bellezza selvaggia, rude e graffiante. Achille Ferri non era una bellezza convenzionale e non aveva di certo il viso d’angelo. Era quel che c’era di più simile ad un demonio estremamente pericoloso. Con la barba un po’ più accennata, i capelli tutti arruffati portati lunghi, le guance rosee, le labbra gonfie e lo sguardo languido e profondo era davvero irresistibile. Era un fascio di muscoli, non aveva nemmeno un filo di grasso. paragonandolo ad un animale sarebbe stato sicuramente un leone. Ancora non mi capacitavo che un uomo così avesse scelto proprio me, ma rinunciai a rimuginarci tanto sopra.

Indossava i pantaloni della tuta e delle converse alte rosse. Dalla vita in su era perfettamente nudo e mostrava senza vergogna il suo petto meravigliosamente scolpito. Avevo imparato che per lui la comodità era proprio quella mise da ragazzo bello e dannato. Non era proprio una buona cosa per me che al momento stavo indossando semplicemente una lunga vestaglia di seta con motivi floreali. Vederlo ogni giorno non sarebbe stato facile, non mi volevo trasformare in una ninfomane, ma con Achille con quei capelli scompigliati, la sigaretta in bocca, il torso scultoreo che andava a finire in quella “V” sexy che s’immergeva all’interno dei pantaloni che lasciavano ad intendere che sotto non c’era altro, gli sarei sicuramente saltata addosso nel giro di pochi minuti.

Achille aprì le porte finestre che si affacciavano nel giardino. Con noncuranza della reazione che stava avendo su di me, si accese la sigaretta e si appoggiò su un fianco alla porta, infine il suo sguardo si sollevò su di me e un sorriso magnifico colorò il suo splendido volto.

In quel momento mi accorsi che lo stavo fissando mordendomi il labbro inferiore, mi sentivo le guance in fiamme ed i capezzoli turgidi che facevano sfoggio di sé da sotto la seta.

Mi ricomposi e mi voltai distogliendo l’attenzione dal mio perfetto uomo per riprendere aria.

Non feci in tempo a scolare la pasta che sentii il suo fiato caldo mischiato al tabacco sul collo. Mi tremarono le mani, ma ce la feci a scolare la pasta e a riporre la pentola sui fornelli, ma non ce la feci a prendere lo scolino con la pasta e metterlo nella ciotola con il sugo, perché sentivo la presenza di Achille alle spalle che pian piano premeva contro di me.

Mi aggrappai al ripiano e chiusi gli occhi mentre le sue labbra si abbassavano sul mio collo e la sua lingua lo percorreva fino ad arrivare al lobo dell’orecchio che morse sensualmente provocandomi un gemito roco.

≤ Adoro il modo in cui mi guardi, hai uno sguardo rovente, pieno di passione. Mi guardi come se mi volessi mangiare≥ mi sussurrò schiacciandomi contro il ripiano e mettendo una mano sul fianco accarezzandomi dolcemente.

Si allontanò un attimo ed io mi appoggiai al suo petto guardandolo da sopra la spalla. Portò la sigaretta alla bocca per aspirare il fumo, lo trattene per un po’ e poi lo rilasciò. Inclinò la testa dalla parte opposta in cui era inclinata la mia e mi guardò con quel sorrisetto ammezzato che mi piaceva tanto. Non potei non sorridergli anch’io. Era solo un assaggio di tutto quello che avremmo fatto insieme e già mi sentivo su di giri.

Mi porse la sigaretta e aspirai velocemente per poi rilasciare il fumo in direzione del suo volto.

≤ Girerai per casa sempre così? Il bello e dannato che mi fa impazzire? A torso nudo?≥ gli domandai alzando un sopracciglio divertita nella sua direzione, accarezzandogli il petto con un dito facendolo rabbrividire.

≤ E tu? Girerai sempre per casa mezza nuda? Sai che potrei rinchiuderti qui e non farti più uscire approfittandomi giorno e notte del tuo bellissimo corpo≥ disse con tono roco e provocante. Si sporse per afferrare un porta cenere e spense la sigaretta.

≤ Proposta allettante≥, non resistetti più all’idea di averlo così vicino, mi voltai tra le sue braccia ≤ Ti direi di scoparmi qui sui fornelli, ma la pasta è pronta≥.

≤ Oh cristo Olimpia, ti prego, non parlarmi così che mi fai morire≥ e così dicendo iniziò a leccarmi le labbra e poi mi baciò sempre più avidamente lasciandomi senza fiato.

La pasta non scappava, sarebbe rimasta lì, perciò mi allontanai da lui ed aprii la vestaglia. Achille fissò il mio corpo nudo ed i suoi splendidi occhi divennero delle larghe pozze d’inchiostro che m’inchiodarono e mi analizzarono con attenzione. Senza un’altra parola mi sollevò da terra afferrandomi per le cosce nude sotto la seta. Gli allacciai le gambe ai fianchi e le braccia al collo. Sentii la pelle rovente di Achille in contatto con il mio corpo e le sue mani forti che mi stringevano le cosce premendomi di più a lui. Le sue labbra si schiantarono sulle mie, la sua lingua scavò ripetutamente nella mia bocca. Aggirò l’isola della cucina incespicando sulla mia vestaglia. Me la strappò e la gettò a terra.

Lo sguardo di Achille si spostò dal tavolo, alle scale, al divano, a me. Stava valutando il posto più veloce su cui fare l’amore, infine optò per il tappeto del salone e riuscii a ridere un istante prima che lui si rituffasse su di me.

Nella foga si era calato quanto era necessario i pantaloni, mi fece spalancare le gambe per immergersi tra loro.

La sua prima spinta dentro di me mi fece inarcare la schiena sul tappeto. Mi tenne stretta a sé ed immerse le mani nei miei capelli per guardarmi negli occhi. I nostri sguardi si allacciarono e vidi riflesso nei suoi qualcosa di unico e perfetto. Lui voleva me e con quei occhi ebbi la sensazione di poter essere davvero l’unica donna al mondo che lo potesse rendere veramente felice. Questo mi faceva sentire preziosa come non mai.

Lo strinsi intorno a me e lo sentii tendersi, duro, spesso e nel profondo.

≤ Oddio, perché sei così perfetto?≥ ansimai guardandolo dritto negli occhi.

Achille sorrise e spinse più in profondità ≤ Sei te≥ disse con voce roca.

Rallentò dolcemente esercitando una dolce pressione nella zona del clitoride, così che tornassi un minimo alla ragione. Gli sussurrai contro le labbra ≤ C’è qualcosa che ti manca?≥.

Rallentò fino a fermarsi e mi guardò con attenzione scrutandomi fino in fondo. Mi sembrò quasi che mi stesse leggendo l’anima e rispose ≤ c’era, adesso non più. E te?≥.

Mossi i fianchi per accoglierlo meglio e per stimolarlo a muoversi e dissi ≤ No, adesso ho tutto ciò che voglio. E tutto ciò che voglio sei tu, così, sempre≥.

Mi guardò con intensità, i suoi che brillavano d’emozione e poi chiudendo gli occhi premette forte le labbra contro le mie. Si fece indietro, scivolando fuori da me, poi spinse ancora.

≤ Porca puttana Olimpia. Ti sento ovunque≥ gemette contro la mia bocca.

Con le mani strette nei miei capelli e le mie unghie sulla sua schiena roteò i fianchi e si spinse profondamente in me. Sollevando le anche, allacciai le gambe intorno a lui avvolgendolo così che i nostri corpi si fondessero. Non capivo più dove iniziavo io e dove finiva lui. Spinse e si strusciò contro il mio clitoride facendomi avvicinare sempre di più all’orgasmo. Senza preavviso raggiungi il piacere ed il mio sesso si strinse in spasmi disperati intorno al suo.

≤ Cazzo!≥ esclamò rabbrividendo e spingendo sempre più in fondo e rapidamente.

Aumentò il ritmo, poi si tese, gettando la testa tra i miei seni mentre l’orgasmo lo prendeva. Immersi le mani nei suoi capelli setosi e lo strinsi contro il mio petto mentre gli spasmi scuotevano il suo corpo possente. Gemette pronunciando il mio nome.

Lo tenni stretto finchè non riprendemmo finalmente fiato e ci tranquillizzammo. Achille si sollevò e mi baciò al livello del cuore. Gli accarezzai la guancia leggermente barbuta, mi afferrò il polso e lo baciò dov’era tatuato il suo nome.

≤ Se continuiamo così ci ammazzeremo≥ mi sussurrò ribaciando il punto di prima.

≤ Non ne avrò mai abbastanza di te, Achille, ma sto morendo di fame≥.

Rise di gusto sollevandosi sui piedi instabili, poi tese la mano verso di me. Mi fece alzare e mi avvolse tra le sue forti braccia. Ci spostammo sempre stretti l’uno all’altro e accovacciandosi raccolse la vestaglia e me la porse. Mi avvolse accuratamente nella seta, gesto che mi fece sorridere rispetto alla crudezza con cui poco prima me l’aveva strappata.

Mi riavvicinai ai fornelli dove una pasta non più così perfetta come poco prima ci attendeva.

≤ Cosa mi ha preparato di buono?≥ mi chiese un po’ incerto.

≤ Di buono? Nulla, ma cercherò di recuperare la pasta il meglio che posso≥ gli risposi facendogli la linguaccia.

≤ Scusami≥ disse Achille piegando la testa di lato per niente dispiaciuto.

Gli detti un pugnetto affettuoso su una spalla e lo scacciai dalla cucina.

Recuperai la pasta e dovetti ammettere che non era male come pensavo. Mangiammo allegramente, io sulle gambe di Achille imboccandoci a vicenda. Eravamo consapevoli di essere esageratamente sdolcinati e pensandoci bene io non ero quel tipo di persona, ma con Achille molte cose che non sapevo di me stessa uscivano fuori. Con lui era tutto più semplice, senza alcuna vergogna.

Sparecchiammo e ci accoccolammo sul divano.

Eravamo stesi, la mia testa era sul suo petto, il mio braccio sul suo addome e le gambe intrecciate con le sue. Achille mi guardava e mi sistemava dolcemente i capelli. Chiusi gli occhi, ma prima che mi potessi appisolare, sentii un certo nervosismo da parte sua.

Sollevai la testa e lo guardai.

≤ Che c’è?≥ chiesi.

≤ Ti va di parlare?≥ mi domandò cauto.

Mi sistemai meglio, così da guardarlo dritto negli occhi ≤ Parliamo≥ risposi preoccupata.

Prese un respiro profondo e guardò il soffitto ≤ C’è una cosa che davvero non mi esce di testa e te la devo proprio chiedere. Mi è sembrato strano il comportamento di Lapo. Ti guardava come se temesse il tuo sguardo. Mi sarei aspettato un altro tipo di comportamento nei nostri confronti. Mi sarei aspettato che entrasse da quella porta e partisse con offese ed imprecazioni, invece non l’ha fatto, anzi…≥ mi guardò negli occhi cercando di capire la verità ≤ Perché?≥.

Molto spesso l’aspetto da uomo mozzafiato e selvaggio che aveva distoglieva le persone da ciò che quell’involucro perfetto racchiudeva, perché Achille aveva un cervello e lo usava costantemente. Era estremamente intelligente, ma soprattutto non gli sfuggiva niente. Coglieva anche le sfumature che altri non avrebbero nemmeno preso in considerazione. Scrutava il mondo intorno a sé in silenzio, e poi tirava le sue conclusioni.

≤ Non lo so≥ mi accorsi nel momento stesso che pronunciai la frase che il mio tono non era per niente convincente, perciò mi schiarii la gola e aggiunsi ≤ Cioè, forse si è rassegnato all’idea che è finita o forse si è accorto che non ci teneva a me così tanto come pensava≥ soppesai le mie parole e mi ritenni abbastanza soddisfatta, soddisfazione che andò in fumo quando incontrai l’espressione dura e piena di rimprovero di Achille.

≤ Perché mi nascondi la verità?≥ mi chiese fissandomi.

≤ Perché t’interessa? Sono qui, siamo qui. Lapo è passato, qualunque cosa sia successa≥.

≤ Se fosse uno come tanti ti darei ragione, nonostante rimanessi inquieto nel sapere che forse ha tentato di farti del male. Ma qui è un’altra situazione, perciò se ha fatto qualcosa, lo voglio sapere. È successo qualcosa? Devi dirmelo, prima o poi lo scoprirò e sarà peggio≥.

Sospirai e mi sollevai per mettermi a sedere valutando bene le sue parole ≤ Prima o poi lo scoprirai, ma non adesso e non da me≥.

Si alzò assieme a me e venne a pochi centimetri dal mio volto ≤ Non mi arrendo così facilmente. Odio quando mi nascondi le cose, mi fa sentire lontano da te ed in questo momento ho bisogno di sentirti vicina≥.

il suo sguardo preoccupato mi riempì di colpevolezza, ma non gli avrei detto di Lapo. Non perché volessi proteggerlo, ma perché volevo proteggere Achille e non volevo nessun altro problema ≤ Piccolo, non ti nasconderò più niente, te lo prometto!≥ gli risposi guardandolo sinceramente negli occhi.

Mi afferrò il volto e mi portò ad un soffio dalla sua bocca. Il suo sguardo diventò determinato e mi scandagliò tutta ≤ Promettimi che mi dirai sempre la verità, che non mi nasconderai mai più niente. Io sono con te qualsiasi cosa succeda. I tuoi problemi sono i miei≥.

Adoravo il tono struggente in cui mi dichiarava il suo bisogno di me ≤ Te lo prometto amore≥ gli risposi baciandolo dolcemente sulle labbra.

Ci alzammo dal divano, ma prima che il bacio diventasse più profondo, mi ricordai di una cosa che non avevamo fatto, una cosa da cui Achille stava sfuggendo da tutta la mattina. Mi scostai da lui e lo guardai immergersi nell’incavo del mio collo per leccarmi e succhiarmi la pelle ≤ Amore, sbaglio o ci sono due macchine di roba da scaricare?≥ gli sussurrai all’orecchio mentre il piacere m’invadeva.

Achille si scostò, s’immerse le mani nei capelli e trasalì spalancando gli occhi ≤ Maremma gatta!≥.

≤ Già!≥ con una pacca sulla spalla e una risata iniziammo a sistemare gli scatoloni e con essi la nostra vita insieme.

Indossai la prima tuta che trovai da un valigia ed iniziammo a scaricare la roba. Portammo i vestiti in camera e Achille mi aiutò a sistemarli accanto ai suoi. La cabina armadio era molto spaziosa e con i miei vestiti al loro interno la riempivamo del tutto. In bagno c’erano due lavandini e sistemai la mia roba in quello di destra, mentre lasciai tutto libero quello di sinistra. Achille era felice e compiaciuto di dividere il suo rifugio con me. Mi sorrideva e anche se si lamentava di tutta la roba che avevo non lo diceva mai seriamente.

Quando arrivammo per sistemare i libri ed il computer andammo nell’ultimo piano sottoterra. C’ero stata poche volte ed in quelle poche volte non ebbi la possibilità di ammirare l’intero spazio. Scendendo le scale a chiocciola ci ritrovammo in un lungo corridoio le cui pareti erano fatte a mo’ di libreria in mogano, dove sistemai i miei libri in un ripiano apposta per me.

A fine corridoio si apriva una sala grande: entrando a destra vi era il mini bar con tante bottiglie di alcolici e degli sgabelli che pensai che Achille usasse quando venivano tutti i suoi amici. Accanto vi era un largo tavolo da biliardo e le stecche erano riposte perfettamente in ordine attaccate al muro. In fondo al grande stanzone c’era un grande divano fatto a U su cui immaginai potevano stare almeno dieci persone, e di fronte c’era un camino in pietra dall’aspetto antico con sopra un grande schermo piatto. La parete principale era una grande porta finestra, come al piano superiore, che si apriva sulla vallata ornata di vigneti. I colori principali dell’ambiente erano il marrone scuro ed il bianco. Era la classica stanza del maschio scapolo e padrone della propria casa. Si affacciavano soltanto una porta che portava alla zona lavanderia e che conteneva un piccolo bagno privo di doccia. La cosa che non avevo mai notato erano le mensole sulla parete in cui si apriva il grande camino: c’erano tante coppe.

Mi avvicinai, mentre Achille era al piano superiore a prendere un’altra scatola di libri, e lessi il nome di Achille in ognuna di essi. Erano coppe vinte nel calcio. Non sapevo che avesse giocato. In un angolo della stanza c’erano una chitarra classica e un grande Jambè dai colori sgargianti riposti come fossero pezzi da musei.

Sentii i passi di Achille alle mie spalle e senza voltarmi gli domandai.

≤ Giocavi a calcio?≥.

≤ Si≥ rispose in modo freddo e distaccato.

Mi voltai per osservarlo e notai la sua espressione afflitta e triste.

≤ Ti va di parlarne?≥ gli domandai cauta.

≤ Credo che ormai sia acqua passata, perciò è inutile rimuginarci sopra≥ rispose appoggiandosi al camino su un fianco e osservando le numerose coppe.

≤ Cos’è successo?≥.

Mi guardò per un breve istante e poi ritornò con l’attenzione sulle coppe ≤ Avevo diciotto anni e giocavo nella primavera della Fiorentina. Me la cavavo abbastanza bene, forse avrei potuto avere un futuro, chissà…≥.

≤ Ma qualcosa è andato storto?≥ gli chiesi capendo il suo tono di voce.

≤ Io sono andato storto≥ rispose facendo una risata amara e continuò ≤ Sono stato cacciato dalla squadra perché bevevo troppo. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata quando mi sono presentato in campo senza aver dormito e con un tasso alcolico spaventoso, ero appena tornato da un after. Ero il miglior centrocampista, ma in quello stato non sarei riuscito nemmeno a vedere il pallone e mi hanno cacciato. Forse era quello che volevo, mi volevo sentire rifiutato≥.

In quel momento mi resi conto che tutto ciò che sapevo di Achille, le cose più private come le sue emozioni, non me le aveva mai confessate lui direttamente, perciò lo volevo sentir parlare di sé. Volevo sapere come si sentiva veramente in quel periodo e cosa aveva combinato, ma soprattutto le motivazioni che lo avevano spinto a tanto.

≤ Ma tu non sei mai stato rifiutato≥ lo corressi.

≤ Lo so, ma non sentendomi a posto con me stesso, tendevo a distruggere tutte le cose belle che mi capitavano. Non sono come mio padre, lui ha perso il suo quando era molto giovane, ma non si è mai arreso: ha iniziato a lavorare fin da giovanissimo, rinunciando all’opportunità di studiare per aiutare mia nonna e suo fratello minore. Mio zio, grazie a mio padre, ha studiato ed ora viaggia per il mondo. Mio padre ha rinunciato a tutto per la propria famiglia. È stato un uomo forte, io no… quando mi sono ritrovato solo ho cercato di distruggermi non accorgendomi di far soffrire tutte le persone attorno a me≥.

≤ Eri un bambino Achille≥ gli feci osservare, avvicinandomi a lui e accarezzandogli una guancia scostandogli alcune ciocche dalla fronte.

≤ Anche mio padre lo era, ma guarda che differenza abissale c’è tra noi. Ho fatto errori su errori. Lui non sarebbe stato d’accordo≥.

≤ Poi ti sei ripreso, guarda cosa sei diventato≥ gli feci osservare. Lo ammiravo così tanto che non potevo pensare che lui non facesse la stessa cosa con se stesso. Chiesi ≤ Cosa hai fatto dopo l’abbandono del calcio?≥.

≤ Ho sempre lavorato fin da quando avevo quindici anni in un piccolo bar in centro, il proprietario era amico di famiglia ed io sono cresciuto con suo figlio che adesso è diventato il proprietario. Siamo rimasti in buoni rapporti e quando ha bisogno di aiuto gli vado a dare una mano. Con quei soldi sono riuscito a pagare l’università a me e a Viola. Mi sono buttato a capofitto nello studio e mi sono laureato in tempi brevi. Non mi piaceva la scuola, ma ero veloce nell’apprendimento≥.

Deglutii e gli feci una domanda a cui non seppi se mi avrebbe risposto ≤ Quando hai iniziato a bere ed a fumare?≥.

Si spostò vicino alle vetrata pensieroso ≤ Credo quattordici anni entrambi. Il bere è diventato una dipendenza a sedici anni≥.

≤ Hai mai fatto uso di droghe?≥.

≤ Fumavo canne, molto spesso, ma non mi sono mai azzardato ad andare oltre. Stavo male, ma non così male. Non avrei mai potuto farmi questo≥.

Tirai mentalmente un sospiro di sollievo e poi lui mi guardò e chiese ≤ E te?≥.

Mi ritrassi a quella domanda così personale su un passato che odiavo ricordare e per un attimo mi chiusi in me stessa stringendomi forte, ma poi guardai Achille che aveva notato il mio cambiamento, ma non si era scomposto. Stava aspettando una risposta e mi stava dando la libertà di prendere la decisione giusta, perciò confessai ≤ Io ci sono andata giù pesante per un breve periodo. Le persone iniziano con la droga con la scusa del periodo difficile, in realtà il periodo difficile arriva subito dopo la prima pasticca o il primo tiro di coca. Lì ti accorgi che qualsiasi periodo buio tu stia affrontando non vale la pena di rovinare la tua vita ed il tuo corpo. Guardandomi allo specchio non riuscivo a riconoscermi, mi facevo orrore da sola, ma ero allo stesso tempo impossibilitata a smettere. Quando sono entrata in comunità mi sono salvata ed ho iniziato a collaborare con loro per la riabilitazione dei ragazzi. Un giorno vorrei renderti partecipe delle riunioni che facciamo, sono delle brave persone che aiutano veramente senza speculare su dei ragazzi indifesi≥.

≤ Lo amerei davvero!≥ rispose entusiasta.

Si avvicinò a me sollevandomi tra le sue braccia e andandosi a sedere sul divano in pelle scura. Si sedette con me sulle sue gambe ed io appoggiai la testa sulla sua spalla inspirando il suo profumo.

≤ Sai Achille, io credo che tu sia più forte di quanto tu pensi, perché sei uscito da tutto questo con le tue sole forze. Non è da tutti. Io non ci sono riuscita e per tanto tempo ho vissuto sotto una campana di vetro escludendomi del mondo per paura di me stessa. Tu hai saputo reagire. Avresti potuto essere tutta un’altra persona. Sei troppo critico con te stesso≥.

≤ Forse, ma ci sono cose che davvero non mi perdonerò mai. Sono stato un fratello scostante, anche sapendo che Viola aveva bisogno di me, perché soltanto io potevo capire il dolore che lei provava. Invece non c’ero, Ettore è stata la sua ancora di salvezza e nonostante questo io non li ho accettati quando si sono innamorati≥.

≤ Ettore si è trovato in mezzo fra te e lei. Non credo sia stato semplice neanche per lui≥.

≤ Lo so. Lui è cresciuto tra noi. Da una parte il suo migliore amico e dall’altra la ragazza di cui è sempre stato innamorato≥.

≤ Ha un carattere forte, ma con voi è un’altra persona≥.

Achille rise pensando all’amico ≤ Ha il terrore di noi, ma allo stesso tempo siamo le persone più importanti che ha≥.

≤ I suoi genitori?≥.

≤ La madre è venuta a mancare un paio di anni dopo la mia, ha avuto una brutta malattia con cui ha sempre lottato. Il padre è una brava persona, ma non sono mai riusciti a comunicare. Nessuno dei due ha avuto mai il coraggio di confessare all’altro il dolore per la perdita di quella figura centrale all’interno della loro famiglia, perciò con il tempo si sono allontanati≥.

≤ È per questo che è sempre arrabbiato?≥ gli domandai ripensando al comportamento che ho sempre visto da parte sua nei miei confronti.

≤ Se ti riferisci al modo in cui ti trattava le motivazioni sono più semplici di quanto pensi: odia le novità che possano interferire con la sua routine. La prima volta che ti ho visto e mi sono innamorato di te, glielo avevo confessato dicendo che dovevo togliermi lo sfizio, ma forse aveva capito prima di me che qualcosa stava cambiando. Nonostante sia fidanzato da anni, noi avevamo delle abitudine ben specifiche, e quando ho iniziato a interromperle per inseguirti il lato protettivo in lui si è scatenato. Poi sapeva chi eri e sapeva chi era Lapo, pensava che non avresti mai rinunciato ad una vita perfetta per una bella scopata. La cosa che non sapeva era che tra noi c’era qualcosa di ben più profondo e che te non sei affatto la ragazza viziata e piena di preconcetti che sembri. Era solo una facciata che nascondeva al suo interno una ben altra natura. Io l’ho capito subito≥.

≤ Perché mai adesso ha cambiato la sua opinione su di me?≥.

≤ Perché ha visto me con te≥.

≤ Inizialmente lui appoggiava Nicole≥ gli feci osservare.

≤ Nicole ha dato del filo da torcere a mia sorella≥.

Spalancai gli occhi e lo guardai, perciò proseguì ≤ Nicole era la migliore amica di Ettore. Andavano all’università insieme a Pisa, perciò io non la conoscevo. Quello per lui era il periodo delle nuove compagnie, delle nuove conoscenze. Devi capire che per Viola una nuova conoscenza significava dei nuovi amici, non certo una ragazza prosperosa e sexy che Ettore portava a casa sua per studiare. Era palese per tutti che Nicole provasse più che una sola amicizia per Ettore, che al contrario pensava solo a mia sorella. Questo non convinceva Viola nel modo più assoluto e per farla smettere con i sospetti, indovina a chi Ettore ha appioppato l’amica sexy?≥.

≤ All’amico sexy≥ risposi con una smorfia di disapprovazione.

Achille rise capendo il mio fastidio e mi baciò rassicurandomi ≤ Le cose sono andate per un po’. Uscivamo sempre noi quattro insieme, anche se mia sorella lo odiava. Eravamo diventati una squadra, ovvero io, Ettore e Nicole, e dall’altra parte Viola che metteva sempre il muso quando c’era lei. Poi le cose si sono prolungate ed eravamo arrivati a quel punto in cui le relazioni o si evolvono oppure finiscono. Non sono riuscito a legarmi più profondamente a lei. Ci ho provato, ma poi il mio cervello vagava e non poteva pensare di legarsi per sempre ad una persona sapendo che là fuori sarebbe arrivata quella fatta per me. Un giorno m’immaginavo finalmente felice a condividere la mia vita con qualcuno, ma quella non era Nicole e tutte le altre donne che insieme a lei mi facevo nel loro letto o nel bagno più vicino≥.

≤ Non hai mai portato qualcuna di loro qua?≥.

≤ No. Questa era la mia fortezza. La prima che ci sarebbe entrata, poi non sarebbe più uscita. Beh, non per volontà mia almeno≥ mi disse dandomi una dolorosa frecciatina.

≤ Io… io, dovevo seguire il mio istinto≥ dissi afflitta.

≤ È tutto passato. Se non fossi andata via, non avrei capito quanto ti amo e tu lo stesso. È stata la cosa migliore che tu potessi fare, anche se è stato orribile e credimi non succederà mai più≥.

Annuii e il mio sguardo vagò per la stanza e guardai la chitarra riposta sul piedistallo. Achille seguì il mio sguardo e sorrise.

≤ Suoni?≥ gli domandai cambiando argomento.

≤ Si!≥.

Mi voltai meravigliata per guardarlo ≤ Davvero??≥.

Mi mise a sedere sul divano e si alzò per prendere la chitarra ≤ Mio padre mi ha insegnato a suonare. Questa era sua≥ disse sorridendo.

Era la prima volta che lo vedevo parlare dei suoi genitori con spensieratezza. Questi erano i bei ricordi che aveva e li stava condividendo con me.

Si sedette vicino a me con la chitarra in grembo e pizzicò le corde.

Ero così affascinata che non resistetti dal sentirlo suonare qualcosa per me.

≤ Suona qualcosa per me≥ gli dissi inclinando la testa d’un lato.

Mi guardò con uno sguardo intenso come se stesse valutando di farmi vedere davvero questa parte di sé. Sostenni il suo sguardo, ma dovetti ammettere con me stessa che ero nervosa all’idea che lui non riuscisse ad aprirsi così pienamente con me. Mi studiò occhi e bocca e poi sospirò guardando la chitarra e pizzicando un’altra corda.

≤ Suono per Alessandro. Lui lo adora prima che si addormenti, è il nostro piccolo segreto. Suono solo per lui, non l’ho più fatto con nessun altro≥ mi rabbuiai, ma lo capii, poi mi guardò con uno strano bagliore negli occhi ≤ Ma tu sei o non sei tutte le mie eccezioni?≥.

Prese il plettro e lo passò sulle corde dolcemente. La chitarra mormorò un suono perfetto e pulito. Si sistemò e accordò le corde. Poi iniziò a suonare un ritornello dolce e melodioso. Amavo la musica, ma non m’intendevo di strumenti, nonostante ciò Achille mi sembrava

bravissimo. Quando iniziò a cantare, però persi ogni cognizione del tempo e ne rimasi scioccata. Aveva una voce profonda e un po’ rauca, sexy da morire e perfettamente intonata. Che fosse un sogno? Spalancai gli occhi per guardarlo meglio: seduto sul divano con le gambe leggermente divaricate le mani sulla chitarra, i capelli che gli ricadevano sul volto disordinati. Teneva lo sguardo fisso sulle sue dita che si muovevano con disinvoltura sulle corde ed iniziò a cantare Wonderwall degli Oasis. Le note che produceva lo strumento si amalgamavano perfettamente con la voce struggente di Achille.

≤ …Because maybe, you’re gonna be the one who saves me? And after all, you’re my wonderwall!≥ concluse allungando l’ultima nota e finalmente alzò lo sguardo verso di me.

Ero a bocca spalancata che lo guardavo fisso come se non credessi che quella cosa bellissima l’avesse fatta veramente. Posò la chitarra sul divano ed io mi lanciai tra le sue braccia tempestando il suo magnifico volto di baci.

≤ Oddio, sono la prima persona oltre ad Alessandro e tuo padre che ti ha sentito suonare e cantare?≥ gli chiesi soffocandolo di baci.

≤ Sì, e resterete gli unici≥.

≤ Biondo, hai una voce perfetta. Voglio che un giorno tu canti anche a nostra figlia così≥ mi resi conto delle parole che avevo pronunciato decisamente troppo tardi.

Mi bloccai istintivamente e m’irrigidii, guardai Achille aprirsi in un sorriso mozzafiato e senza aggiungere altro mi afferrò il volto ed iniziò a baciarmi sempre più profondamente.

≤ Sarà bellissimo≥ mi disse staccando le labbra dalle mie e recuperando fiato.

Arrossii violentemente e nascosi il volto nell’incavo del suo collo.

Si scostò da me e mi osservò intensamente ≤ Ehi stella, perché ti nascondi adesso? Mi hai detto una cosa bellissima, forse la più bella che avessi mai sentito, dopo ovviamente il momento in cui mi hai detto che mi amavi≥.

Ero in super imbarazzo e decisi di confessarmi ≤ Perché non l’ho mai detto, né pensato prima d’ora≥.

Mi guardò confuso ≤ Spiegati meglio≥.

Presi un profondo respiro ≤ Non ho mai pensato al mio futuro con un figlio prima d’ora≥.

Sollevò le sopracciglia sbalordito ≤ Come mai? Insomma di solito le ragazze non pensano ad altro≥.

≤ Io no. Non mi sono mai sentita adeguata nel ruolo di madre≥.

≤ Ma con Alessandro sei perfetta≥.

≤ È diverso, io non sono sua madre. Essere madre comporta tutto un altro tipo di attenzione e comportamento. Ale è un bambino d’oro, perfetto, ma soprattutto con lui è tutto più semplice. Mi viene tutto molto più spontaneo, invece il solo fatto di diventare madre mi mette agitazione, ansia e una paura cieca≥ confessai velocemente tappandomi il volto con le mani.

≤ Ehi ehi, Olly≥ mi chiamò, togliendomi le mani dal volto per guardarmi ≤ Ti capisco, anch’io prima di Alessandro non potevo minimamente pensare di riuscire a fare il padre≥ e mi fece un sorriso rassicurante e comprensivo.

≤ Non mi sento all’altezza≥ gli confessai guardandolo negli occhi.

Achille mi guardò e rise di gusto, mentre io gli stavo confessando uno dei miei segreti. M’irritai e mi sentii stupida. Mi pentii istintivamente di averglielo confessato, perciò cercai di alzarmi, ma lui mi trattenne.

≤ Achille lasciami! Ti ho detto uno dei miei segreti e tu mi prendi in giro? È una cosa che non ho mai detto a nessuno≥ dissi arrabbiata cercando in tutti i modi di staccarmi da lui.

≤ Stella aspetta, non è come pensi. Non sto ridendo per quello che mi hai detto, ma per una cosa che mi ha detto tua madre≥.

Mi bloccai istintivamente e lo guardai confusa ≤ Mia madre?≥.

≤ Vedendo il panico sul tuo volto adesso mi è tutto chiaro e credimi ti capisco. Rido, perché quando sono andato a parlare con Regina abbiamo litigato e lei per allontanarmi da te mi ha detto che le avevi confessato che stavi cercando di rimanere incinta≥.

≤ Stai scherzando, vero?≥.

≤ Giuro. Dopo avermi dato un bel ceffone mi ha detto che lui era tornato e stavate cercando di fare un figlio≥.

Scoppiai a ridere ≤ Che strega, mio dio! Mia madre è pessima quando si fissa su qualcosa≥.

≤ Lo so credimi, l’ho sperimentato sulla mia pelle, stella!≥ disse finendo di ridere, poi mi guardò serio ≤ Comunque sono lusingato davvero. È bellissimo quando ti lasci andare e mi dai tutto di te. In questo momento mi sento davvero sotto la tua pelle, mi stai facendo entrare, non so che cosa dirti se non grazie≥.

≤ Achille, ma io sono così. Il nostro amore è diverso da ogni cosa. Noi ci amiamo, ma ci amiamo in un modo che nessuno può capire e sei l’unico che può avermi completamente. Su questo non devi nutrire nessun dubbio mai. Quando mi sono allontanata da te, l’ho fatto non perché avessi il dubbio che non ti amassi. Ti amavo, l’ho capito subito, ma avevo paura di tutto ciò che questo poteva comportare sia per me che per te≥.

Mi baciò profondamente come se fosse in debito di ossigeno. Colsi l’occasione al volo per afferrargli i capelli e contraccambiando il suo bacio gli infilai la lingua in bocca. Lui ispirò bruscamente e si staccò, gli occhi velati dal desiderio, ma ancora curiosi di sapere di più.

≤ Sai, forse te non ci riesci ancora, ma io sì. T’immagino come la bellissima mamma di nostra figlia≥.

≤ Come mai proprio una bambina? Tu e Alessandro siete fissati≥ gli risposi pizzicandogli una guancia.

Achille rise e mi spiegò ≤ Perché forse siamo entrambi innamorati della mamma. Sarà bellissima proprio come te con dei bellissimi capelli castani e dei grandi occhi verdi≥.

≤ E io che me la immaginavo bionda e con gli occhi marroni scuri!≥.

≤ Ci piacciamo, questo è un bene. Adoro questi momenti di confessione≥.

Scoppiai a ridere e mi appoggiai a lui. Osservai l’ultimo oggetto che aveva colto la mia attenzione.

≤ E quello?≥ lo indicai.

≤ Il mio primo Jambè! Quando me l’ha regalato mio padre era più alto di me. Mi faceva sedere in piedi su una sedia per riuscire a suonarlo≥.

≤ È bellissimo. È difficile da suonare?≥.

≤ Assolutamente no. Appena finiamo di sistemare ti darò una lezione privata. Adoro il suono che fa, forse più della chitarra. Ci sono nato con mio padre ed i suoi amici che si ritrovavano ogni domenica a suonare. Ho questi ricordi dentro la mia testa di questi suoni profondi e ritmici≥.

≤ Si, lo voglio decisamente imparare a suonare. Quindi questi sono i tuoi cimeli di famiglia?≥.

≤ Due dei tre che mi hanno lasciato. Il terzo è il più bello≥.

Lo guardai curiosa e lui sapeva di avermi stimolata. Si alzò dal divano e mi condusse davanti alla libreria. Tra i tanti libri di scuola e ad altri molto più vecchi c’era una cassetta di legno marrone, ricamata con filature di color oro. Lo prese ed alcuni libri caddero. All’interno c’era un cofanetto, lo prese e ripose la scatola a posto. Ritornammo sul divano e notai che Achille in quel momento si era innervosito inaspettatamente. Era molto lunatico, cambiava umore in un nano secondo sommerso dai pensieri o dai ricordi e pian piano riuscivo a stargli dietro.

Ci sedemmo uno davanti all’altro ed Achille si rigirò pensieroso la scatolina tra le mani.

≤ Biondo?≥ lo chiamai.

Mi guardò e mi sorrise debolmente, a quell’oggetto erano legati palesemente ricordi molto importanti ≤ Sai, mia madre l’ha dato a me e non a Viola, perché voleva che lo donassi ad una persona davvero speciale. L’ho trovata, perciò vorrei che aprissi te il cofanetto e tu vedessi cosa c’è≥.

Me lo passò e lo aprii: all’interno vi era un anello, la fascia era in legno massiccio rotondo con un piccolo diamante incastonato in mezzo. Non avevo mai visto niente di così delicato e semplice, ma al contempo elegante e sofisticato.

≤ Non ho mai visto una cosa così bella. È particolare, è…≥ poi realizzai e mi raggelai ≤ Oddio Achille, è l’anello di fidanzamento di tua madre≥ gli dissi tappandomi la bocca.

≤ Respira Olimpia, respira, non ti sto chiedendo niente, non siamo ancora pronti… Vorrei semplicemente che lo indossassi≥.

≤ Non so cosa dire…≥.

≤ Di’ che lo indosserai!≥.

Lo prese e mi prese la mano. Me lo fece indossare ed io lo ammirai sul mio dito. Mi sentivo davvero nuova e quell’anello completava una sorta di percorso che sentivo di aver iniziato dal momento in cui avevo visto Achille quella mattina di ormai più di un mese fa. Lo avrei indossato senza alcun dubbio.

≤ Lo indosserò!≥ esclamai lanciandogli le bracci al collo e perdendomi tra le sue forti braccia.

Poi aggiunsi ≤ Sai biondo, è davvero bellissimo e dice tanto di com’era tua madre e della sua visione del mondo. È nata in un ambiente opposto a quello che ha scelto, più semplice, più dolce, più pulito. E tuo padre con questo anello ha colto la sua vera essenza. L’avrei voluta conoscere≥.

≤ Ti avrebbero adorato≥.

Risi ≤ Tua madre mi avrebbe perseguitata facendomi aprire gli occhi e facendomi vedere la cazzata enorme che avevo fatto allontanandomi da te≥.

Anche Achille si lasciò andare a pensieri positivi ≤ Già, molto probabilmente ti sarebbe venuta a prendere per un orecchio≥.

Mi voltai e lo guardai negli occhi, sarebbe stato uno di quei nostri gesti che non mi sarei mai stancata di fare. Il suo sguardo era disteso e felice, come se si fosse tolto un peso che aveva da ormai molti anni. Ero stata io a renderlo felice, una cosa su cui avrei lavorato perché ogni giorno fosse così.

Avvicinai le labbra alle sue e lo baciai dolcemente. In poco la natura di quel bacio così grato e affettuoso cambiò diventando colmo di venerazione carnale, profondo e vorace. La sua lingua iniziò a esplorare la mia bocca, prendendo e dandomi tutto l’amore che ci attirava l’uno all’altro. Achille respirò bruscamente e gemette. Si mosse velocemente sdraiandomi sul divano e venendomi sopra. Una mano mi sorresse il mento mentre con l’altra percosse il corpo, i seni, la vita ed i fianchi. Mi baciò ancora, spingendo le gambe tra le mie e premendosi contro di me. Ansimai e gemetti contro le sue labbra abbandonandomi alla sua passione. Gli passai le dita tra i capelli e lo avvolsi a me. C’eravamo fatti la doccia e Achille profumava del suo inconfondibile bellissimo profumo, ma soprattutto profumava di me. Sentivo il mio odore sulla sua pelle. Quello era il mio Achille.

Dolcemente ci togliemmo i vestiti, con amore e nessuna fretta. Avevamo una vita davanti.

Ti ho fatto dei regali

Dio mio Achille, me lo vuoi proprio sentir dire? Un buongiorno così ogni mattina e dei regali, ti dovrò proprio sposare biondo?

Ci arriviamo anche a quello stella

CONTINUA…

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26 commenti

  1. Victoria

    Ragazze prima che qualcuno lo noti la parte dal “Ti ho fatto dei regali” fino alla fine non ci dovrebbe essere. vedrai mentre copiavo e incollavo nel file mi si è incollata anche quella parte, non so. poi vabbè alcuni spazi che non ci sono, spero che comunque sia la lettura sia comprensibile!

  2. silvietta

    Credo che un bagno nel ghiaccio sia l’unica soluzione dopo questo capitolo!!! Victoria tu ci vuoi uccidere… questo capitolo ci ha fatte aspettare e penare ma ne è valsa assolutamente la pena!!! E CHE CAVOLO!!! Achille, OH ACHILLE!!, è assolutamente e inequivocabilmente WOW. Quando lo hai fatto suonare e cantare mi hai dato il colpo di grazia, mi sono immaginata la scena e la sua voce!! Oddio la voce che mi sono immaginata è ….. non lo so cosa è ma mi fa pensare a un libro in cui la protagonista diceva che solo con la voce di lui le mutandine cercavano di scappare per lasciare libero accesso. Pensa te come mi hai ridotta, non mi ricordo nemmeno i libri che ho letto!! In questo momento sembro un invasata ma chi se ne frega, ormai al manicomio ho già una stanza prenotata 😛 Victoria come sempre sei stata bravissima, capitolo stupendo… in questo momento non so che altro scrivere perchè sono in tilt, ho bisogno di raffreddarmi… Magari mi viene in mente qualcos’altro con gli altri commenti. Che dire a parte che non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo!!!!

  3. Irma

    Un capitolo bellissimo e romantico, dolce e bollente! Bravissima Victoria! Non importa se le ultime righe non sono quelle che volevi, le aggiusterai nel prossimo capitolo. A presto.

  4. chiara

    Mamma mia che meraviglia questo capitolo! mi sono emozionata! mi hai fatto sognare! però una domanda mi sorge legittima, ma come facciamo ,ora, noi donne comuni a far l’amore con qualcuno dopo il tuo racconto? credo sia il desiderio di tutte farsi “sbattere” così da un uomo, meglio ancora sia ACHILLE! credo che dopo questo capitolo tu abbia fatto separare molte coppie ahahahah spero vivamente Victoria che il tuo fidanzato sia Rocco se no va in depressione dopo questo capitolo che hai scritto!

    • Rosy ♡

      Ah ah ah 😀 Chiara mi hai fatto morire dal ridere con il tuo commento 😀

    • Maria

      ahahahahahahhahahahah!!!!!! grandissima!!!!! mi sa che dovremo istruirli a dovere 😉 …… ahahahah!!!

    • Romina

      ahhahahhahahahah …. in effetti è un po’ dura eh 😉 !!!!!
      Già mi immagino tutte noi stasera che guardiamo i nostri “uomini” in modo strano paragonandoli a Achille …. Oh Achille !!!!!!!! ahahhahhahahha porca paletta con uno così e chi uscirebbe da casa e soprattutto che bei risvegli 😉

  5. Rosy ♡

    Victoria credo che questo sia il capitolo più bello che tu abbia mai scritto 😀 credo di averlo già detto altre volte ma tu sei bravissima e ogni volta mi regali emozioni fortissime 😀 ♥
    Questo capitolo è bollente, passionale, dolce, zuccheroso, malinconico, triste, doloroso… Si capiscono molte cose dei nostri protagonisti e soprattutto raccontano episodi del loro passato… Sono bellissimi Achille e Olimpia ♥ li adoro ♥
    Aspettare ne è valsa proprio la pena 😀 non ci posso credere, ormai siamo arrivati alla fine :'( me piange :'(
    Evviva, forse arriverà davvero la sorellina per Alessandro 😀 mi piacerebbe vederli tutti e tre insieme come una famiglia felice 😀
    Grazie Victoria ♥ sei sempre magnifica 😀

  6. Alexa82

    FANTASTICO, mi hai lasciato senza parole giuro. le scene di sesso tra loro due sono fantastiche e tutte le nuove rivelazioni. io adoro Olimpia ed il modo in cui vede Achille e lui è fantasticamente arrapante, fico, sexy da svenire. il modo in cui lo descrivi Victoria mi fa venir voglia di saltare dentro il computer e prenderlo per me! MI SONO INNAMORATA DEL NOSTRO “OOOHHH ACHILLE”. Victoria non c’è altro da dire su di te, sei fantastica, A N C O R A 😀

  7. Maria

    Victoriaaaaa!!! capitolo fantastico!!!!
    Come ha detto Silvietta, ci serve un bagno nel ghiaccio….no, ma parliamone: sono una forza loro due insieme…e poi hanno un’intesa mega galattica!!!! e come hanno detto nei commenti precedenti, è davvero il desiderio di tutte farsi “sbattere” in quella maniera…vogliamo parlare del loro pranzo??? metterei la firma per un pranzo così!!! direi che cibo + sesso = uau!!!
    Ovviamente, non è mancata la tenerezza….sono bellissimi insieme e il loro rapporto è davvero qualcosa di unico….
    Victoria, ho sospirato per tutto il capitolo!!!! non so davvero cosa aggiungere, se non che sei stata super mega bravissima!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  8. Romina

    Mamma mia che capitolo!!!!!! Stupendo a dir poco! A parte la passione che è esplosa ovviamente, che c’era già da prima ma ora normale la vivono da coppia stabile e finalmente senza più cappi al piede e liberi da vincoli. Il sesso tra loro è sfavillante a dir poco, fatto di tanta tenerezza anche perché è un amore profondo che li lega e non solo, un passato sofferto e duro che li ha resi deboli prima e poi rafforzati ed ora sono uno la roccia dell’altro. Unica nota negativa, a mio parere: io avrei detto ad Achille quello che Lapo gli aveva fatto, per il semplice motivo che prima o poi questa verità uscirà fuori, vero che in questo momento stanno vivendo il loro primo giorno insieme spensierato e felice, forse ecco il giorno dopo comunque glielo direi, perché in quel contesto lontano dalla realtà fargli digerire quello che è accaduto secondo me è più facile di farglielo scoprire il un altro contesto dove potrebbe uscire fuori di testa e fare qualche cavolata. Posso capire Olimpia e le sue remore avendo paura prima di rovinare il momento idilliaco e secondo di far reagire male Achille ma dovrebbe considerare, come lei stessa comunque suppone, che comunque prima o poi lo venga a sapere.
    Mi piace questa vita che hanno iniziato insieme, parlano di avere una figlia, Olimpia l’ha detto quasi inconsapevolmente poi confessando le sue mille paure a proposito e lui invece che desidera solo quello. Poi lui che suona solo per lei, anzi solo per lei e suo figlio…..se questo non è amore….che gli dona l’anello di sua madre….insomma questi sono amore allo stato puro, grezzo ma un amore profondo ed immenso e sono bellissimi insieme!
    Grazie Victoria ci hai regalato una storia bellissima e non vedo l’ora di leggere ancora le emozioni che ci regalerai al prossimo capitolo ed ogni capitolo, che so già che siamo agli sgoccioli, ci vorrai regalare <3

  9. applenie

    Capitolo fantastico, complimenti victoria … Non vedo l’ora di vedere cs succederà quando achille saprà cosa gli ha fatto lapo ad olimpia….è poi lapo non credo che sia finita con lui veroooo 😉 …. Quanti capitoli mancano alla fine ?:-(:-(:-(:-(:'(:'(

  10. Papera

    WOOOOOOOOOOW! Achille… Oh Achille!
    Se andiamo avanti così i nostri mariti/fidanzati ci faranno rinchiudere in un centro di recupero per ninfomani altro che manicomio!!!!!!!!!
    Capitolo fantastico e loro sono di una dolcezza e tenerezza incredibile, ah l’amore.
    Condivido il commento di Romina. Anche io avrei raccontato ad Achille quello che era successo con Lapo.
    E’ vero che stanno recuperando il tempo ed è il loro primo giorno di recuperata felicità, ma come dicono stanno iniziando una nuova vita insieme e secondo me non è un bel modo iniziare già con un segreto (per esperienza personale i segreti non portano mai a niente di buono).
    Detto questo spero tanto che arrivi la sorellina e mi piacerebbe leggere un capitolo in cui passano la giornata anche con il piccolo Alessandro, sarebbe il top della dolcezza.
    Grande Victoria ci fai sempre sognare!

    • Victoria

      ora intervengo io perchè mi state facendo scoppiare dalle risate…
      voi lo leggete, ma immaginate io che lo scrivo. sono state ultime settimane che l’ho passate come fossi ai Caribi dal caldo afoso che sentivo, ve lo può confermare Silvietta dalle foto che le mandavo, ahahahahah! e per rispondere a Chiara diciamo che il mio fidanzato non sarà biondo e con il fisico statuario, ma nell’ambito sessuale non ha niente in meno di Achille. diciamo che è riuscito ad alleviare la tensione di scrivere gli ultimi capitoli che sono molto “intensi”i!

      • Papera

        Qui tra Achille…Ooooh Achille, Mark…Ooooh BigFireBird e Christian…Ooooh Mr. Grey stiamo andando a fuoco. Mi sa che i pompieri in questo periodo avranno un bel da fare, perchè siamo talmente accaldate che ovunque passiamo noi scoppia un incendio! Speriamo almeno che i vigili del fuoco siano all’altezza ; )

        Sei fortunata allora Victoria, non hai avuto problemi a smaltire la calura!!!!!
        Penso che tutti i nostri mariti/fidanzati siano all’altezza altrimenti con donne come noi non so se avrebbero vita facile! E posso dire fortunate noi ma anche fortunati loro.

        • Maria

          bè se i pompieri sono capitanati da Achille, BigFireBird e Christian, che almeno si portino appresso rispettivamente camicia di forza per tenerci buone in manicomio, una bella doccia fredda e un frustino/flagellatore????
          ahahahahahahahahahahahah!!! 😉

      • Romina

        Beata te Victoria 😉 diciamo che hai messo in pratica va…hihihiihihi !!!!! Ora a parte gli scherzi immagino cosa significhi comunque scrivere certe scene, leggerle è una faticaccia, soprattutto se sei in ufficio ed hai gente intorno e quindi manco puoi esternare più di tanto o far trapelare con mimica facciale, quindi imperturbabile come una statua! Però che fatica porca miseria! Certo che i bollori ti vengono, del resto siamo umani e certe descrizioni particolareggiate diciamo che non lasciano indifferente e come dice Papera ci vorrebbero i pompieri per far calmare i bollenti spiriti 😉

      • silvietta

        Stava prendendo fuoco e ora capisco il perchè!!!
        Non per dire ma noto che hai detto gli ultimi ovvero plurale… stai per caso cercando di dirci che dobbiamo che dobbiamo tenere la vasca piena di ghiaccio e il numero dei pompieri a portata di mano?!?!? Perchè se è così io non mi lamento, anzi…

      • Maria

        Ragazze, ormai i pompieri si sono accampati di fronte a casa mia….con a portata di mano il ghiaccio…..
        Bè Victoria, hai fatto bene ad alleviare la tensione….fortunato il tuo fidanzato!!!
        e fortunati i nostri uomini, che ignari di tutto (almeno qualcuno) in questo periodo ci vedono bollenti e loro gioiscono…..gli sembrerà Natale, visto che improvvisamente i mal di testa sono passati 😉

  11. Alice

    Oh ragazze non so voi ma io alla fine di sto capitolo ho i calori, anzi che callori i bollori porcavacca. C’è questo capitolo fa veramente venire molti anzi moltissimi calori!!!

    • Alexa82

      IO SONO CON TE CON I CALORI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
      sono stata tutta la sera a rileggere le scene più hot ed a sospirare sventolandomi con una mano, ha detto bene Papera: recupero per ninfomani, faremo un nuovo film, ahahahahahahahahahahahahah!!!!!!

    • La Ale

      una bomba infuocata altro che calori 😀 (peccato averlo letto in ufficio)

  12. Luana

    PORCA VACCA!!! VICTORIA a momenti mi uccidi con questo capitolo!!! Bello, bellissimo, strepitoso, rovente, dolce, romantico, tenero… Mamma mia! A&O sono fantastici insieme…. e tu sei bravissima a descrivere le situazioni facendoci vivere emozioni fortissime!!! Grande

  13. GiusiG

    Ciao belle ragazzuoleeeeeeeeee.. Comincio con il ringraziare Victoria per le splendide scene descritte… grazie!!!.. grazie per avermi fatto infuocare e aver scatenato la gatta che c’è in me.. sta sera il mio uomo non la passerà liscia lo spremerò fino all’ultima goccia (ihihihihihi 😉 ). come ha già detto qualcuna di voi serviranno i pompieri e spero proprio che siano capitanati da Achille Mark e Christian… Splendido capitolo e scopate eccezionali!!! Ogni donna dovrebbe avere questi risvegli!!! ahahahahahhahah