Il nuovo capitolo del racconto di Victoria.

Nuova presentazione a cura dell’autrice: “Quella che era partito come un breve racconto, si è trasformato in qualcosa di più solido e concreto, grazie alle lettrici a cui ho presentato il mio scritto e che lo hanno apprezzato spronandomi a fare ogni giorno meglio. Questo è il coronamento di un grande sogno che ho sempre avuto nel cassetto, ma che non avevo avuto mai, almeno fino adesso, il coraggio di realizzare non considerandomi all’altezza. Vi presento l’amore sotto tutti i punti vista, vi presento le due persone che ormai fanno parte della mia vita e vi racconterò la storia di come il loro amore è nato in una città magica come lo è Firenze. A&O”.

25° CAPITOLO

 

 

25.

Dopo meno di un’ora di urli e suppliche, eravamo riusciti a convincere Achille ad andare la sera stessa nella residenza Gilli non poco distante dalla casa dei miei genitori. In realtà quando intendevo affrontare l’argomento non mi sarei mai immaginata che le cose si potessero svolgere così velocemente, ma Viola era impaziente e Achille voleva lasciarsi tutta quella merda alle spalle. Capivo uno e capivo l’altro, non feci altro che assecondarli, anche perché vederli insieme faceva davvero paura: l’uno finiva la frase dell’altro e si muovevano quasi in sincronia tra frecciatine, insulti e scleri assordanti. Ettore ed io ci guardammo per un breve istante scioccati, e poi la nostra attenzione ricadde sui due gemelli che non riuscivano nemmeno a finire una frase che già stavano capendo cosa voleva dire l’altro. La conversazione a cui assistetti fu un preludio di frasi lasciate a metà, e l’unica cosa a cui mi potevo aggrappare per capire cosa esattamente si stavano dicendo fu l’immaginazione.

Vedere Achille così mi faceva sorridere, perché insieme a sua sorella non era più l’uomo dannatamente affascinante, sexy e consapevole di esserlo, il fascino che sapeva di esercitare solitamente era attutito, ovviamente non spariva, perché Achille emanava sensualità anche stando fermo, ma semplicemente la sua attenzione e tutti i suoi sforzi venivano catalizzati dalla mina vagante che era sua sorella. Viola era calma e decisa, schietta e razionale e non mollava mai. Andava dritta come un treno finché non otteneva ciò che voleva, anche se con Achille faceva molta più fatica che con qualsiasi altro. Entrambi si conoscevano alla perfezione e usare le loro armi migliori diventava molto più difficile del previsto. Achille non era meticoloso come la sorella: lui alzava la voce, sbuffava, tirava frecciatine e perdeva la pazienza molto velocemente.

Non azzardai ad aprire bocca per interromperli e Ettore con me. Ad un certo punto della loro sfuriata mi sussurrò.

E te non hai visto le discussioni più accese. Mi fanno paura alle volte, e averli entrambi contro, fidati, è un’esperienza che non vorresti mai provare. Diventano una sorta di macchina da guerra che schiaccia qualsiasi cosa si trova davanti≥ annotai mentalmente quella frase, non si sapeva mai.

Finalmente riuscimmo ad uscire di casa e adesso Achille stava guidando nella direzione della grande dimora. Da quando eravamo usciti dall’appartamento non avevamo avuto il tempo per il nostro solito momento d’intimità e ne avevamo bisogno. Mi resi conto, come non mai, che Achille ed io non eravamo mai stati a lungo da soli. Avevamo bisogno del nostro momento per guardarci e per accertarci che tutto andava bene. Avrei voluto dirglielo, lo guardai seduto al volante, ma non mi parlava, non mi guardava, non mi toccava. Aveva la mascella serrata e tesa. Aveva agguantato il volante con entrambe le mani e non lo mollava, tenendo sempre lo sguardo fisso davanti a sé. Era immobile, facendo eccezione per le gambe che schiacciavano di tanto in tanto i pedali. Era distante mille chilometri da me e sentivo una freddezza irradiarsi dal suo corpo solitamente caldo e accogliente, soltanto per me. Eravamo soltanto noi due, ma era come se non ci fossi. Aveva insistito per andare con due macchine separate: nel caso in cui la tensione si fosse fatta troppo alta, non gliene sarebbe importato più niente, lui sarebbe andato via da lì con o senza di noi prima di commettere l’ennesima sciocchezza. Questa era stata la sua ultima decisione, dopo averci supplicato di desistere. La cosa che lo aveva fatto vacillare erano stati i miei occhi e quelli di Viola pieni di domande inespresse. Sapeva quanto me che aveva bisogno di chiarimenti.

Non chiamai Azzurra per avvertirla del nostro arrivo, mi aveva detto che per qualsiasi cosa non mi dovevo fare scrupoli ad andare a cercarla e così avevo fatto. Se non ci fosse stata sarebbe stato meglio per Achille. Varcammo l’enorme cancello seguiti dalla macchina di Ettore e Viola. La villa era enorme ed era rivestita di lusso, ma all’interno era triste e cupa. Non ne sapevo niente di quella casa, ma Lapo mi aveva sempre detto che era di sua madre, non di suo padre, perciò significava che un tempo la famiglia Falconieri abitava lì e di conseguenza era proprio su quei prati infiniti e in quelle stanze immacolate che Ermione, la madre di Achille, era cresciuta.

Ho la nausea≥ sentii la voce profonda e piena di disgusto del mio uomo seduto accanto a me.

Parcheggiò davanti alla grande entrata e rimase immobile. Lo guardai e non accennava a muoversi. Aveva tutta l’aria di chi stava per sgommare via.

Biondo!≥ lo chiamai, ma non si voltò a guardarmi.

Olimpia se qualcosa va storto, qualsiasi cosa dovesse succedere lì dentro e valutassi che la situazione sta diventando insostenibile, non mi faccio scrupoli: io me ne vado. Ma non vado senza te a costo di trascinarti per i capelli, io non ti lascio. Tu non mi lascerai. Tu devi stare vicino a me. Ho bisogno di te!≥ la sua voce era dolce, incerta, ma ferma e decisa. Non pronunciò quelle parole con arroganza, ma fu come se si fosse arreso all’idea che era una cosa che prima o poi dovevamo fare.

Guardami!≥ sussurrai rompendo il silenzio che si era creato nella macchina, ma non lo fece.

Mi sganciai la cintura e misi a cavalcioni su di lui afferrandogli la testa fra le mani e sollevando la sua testa per incontrare i suoi occhi.

Dopo qualche momento di esitazione, mi guardò e io mi sciolsi tra le sue braccia.

Non privarmi dei tuoi occhi mai, è la cosa peggiore che tu mi possa fare≥ gli dissi.

Senza esitare, appoggiò la testa contro il sedile e piantò i suoi occhi di cioccolato nei miei rispondendo chiaramente alla mia richiesta.

Ti ho portato fino a qui perché ho fatto una promessa e la voglio mantenere. Se dovesse succedere qualcosa, io scelgo e sceglierò sempre te. Ma tu devi darle una possibilità. È tua zia, ha sbagliato, lo so, ma questo non cambia il fatto che non siete mai stati messi da parte≥ gli spiegai.

Annuì e con una mano mi accarezzò la guancia. I suoi polpastrelli accarezzarono dolcemente la pelle liscia della mia guancia che andò letteralmente in fiamme.

Baciami≥ sussurrò.

Mi chinai lentamente su di lui e gli sfiorai le labbra con le mie. Il suo respiro si spezzò ed il mio accelerò. Premetti dolcemente le mie labbra sulle sue ed iniziai a succhiargliele. Passavo dall’inferiore al superiore tempestando di baci e teneri succhiotti tutta la sua bocca. Achille da primo rimase immobile con gli occhi serrati godendosi la sensazione di quel contatto, poi iniziò a rispondere al bacio con passione. Aprì leggermente la bocca per permettermi di entrare. Inclinai la testa e immersi la lingua nella sua bocca finchè non incontrai la sua che succhiò, assaggiò e amò la mia. Mi aggrappai alle sue spalle e mi appoggiai a lui premendo il petto sul suo, mentre le sue mani mi avvolgevano i glutei e spingevano contro la sua erezione già dura. Rabbrividii mentre lui mi afferrava e si strusciava sensualmente a me. Quest’uomo mi avrebbe fatto impazzire, perché ogni volta che mi toccava era come se accendesse qualcosa in me che mi faceva letteralmente bruciare di eccitazione per lui. Erano la sua sicurezza, i suoi tocchi decisi, le sue mani esperte o eravamo noi due. Sapevo soltanto che per lui sarei anche potuta impazzire. Continuammo a baciarci e a strusciarci dolcemente per qualche altro minuto, finché non ci separammo ansimanti bisognosi di qualcosa di più profondo.

Avevo bisogno di un pieno di te≥ mi disse baciandomi a stampo sulle labbra.

Ora andiamo. Via il dente, via il dolore!≥.

Mi sorrise debolmente e mi aiutò a scendere dalla macchina. Ci riassestammo sulle nostre gambe e ci abbracciammo dolcemente.

Pensavo che avreste davvero trombato qui fuori dalla casa del suo ex-compagno≥ disse sghignazzando Ettore in piedi sui gradini della grande casa.

Sarebbe stata proprio una bella soddisfazione≥ gli rispose Achille prendendomi per mano e conducendomi fino all’entrata della casa.

Suonai il campanello e dopo pochi istanti aprì il portone il solito maggiordomo, il signor Gianmarco, che danni lavorava per Azzurra. Ero convinta di non aver mai visto quell’uomo sorridere. Bruno lo chiamava Lurch, come il maggiordomo della famiglia Addams, anche davanti a lui. Mia madre a volte si faceva sfuggire questo nomignolo e nonostante tutti ridessimo per smorzare la tensione, lui non lo aveva mai fatto. L’avevo sempre visto lì nella sua posizione, giorno e notte, notte e giorno. Era alto con i capelli corti e grigi, ero sicura che avesse sui sessant’anni se non di più. Mi chiedevo come un uomo così anziano riuscisse ancora a lavorare, ma a quanto avevo capito era sempre stato con la famiglia Falconieri e Azzurra gli era molto legata.

Signorina Medici, quale onore riceverla. Vuole parlare con il signorino Lapo?≥.

Achille accanto a me s’irrigidì. Nemmeno io avevo pensato minimamente all’ipotesi di scontrarmi con lui ed anch’io ne rimasi pietrificata.

No, dovrei parlare con Azzurra. È in casa?≥ dissi esitante. Adesso non mi sembrava più una splendida idea piombare in casa sua senza prima avvertire.

Ma certo. Sarà felice di vederla. Venga la faccio accomodare nel salotto dei ricevimenti≥ poi spostò l’attenzione su Achille e sulle due figure alle nostre spalle un po’ dubbioso.

Sono miei amici. Loro devono parlare con Azzurra, sto solo facendo da intermediario≥ gli spiegai.

Annuì e si fece da parte per farci entrare uno ad uno. Quando fummo entrati tutti, richiuse la porta alle nostre spalle e si voltò per condurci nel luogo in cui avremmo incontrato Azzurra, ma improvvisamente s’immobilizzò ed i suoi occhi si spalancarono e la sua mascella cascò giù. Rimase proprio di stucco e fissò uno in particolare di noi: Viola.

Istantaneamente ci girammo verso di lei che era più confusa di noi.

Allungai una mano per scuotere il braccio dell’uomo ≤ Signor Gianmarco, si sente bene?≥ non mi sarei sorpresa se avesse avuto qualcosa alla sua età lavorando come lavorava.

Cercò di schiodare gli occhi da Viola e cercare di riprendere il suo tono deciso e distaccato, ma la sorpresa era tanta che non ci riuscì molto ≤ Si, scusatemi. Non vorrei sembrare inopportuno, ma lei assomiglia tantissimo ad una persona molto importante per me scomparsa ormai molti anni fa. Scusate la mia reazione, ma la somiglianza è davvero impressionante≥ disse scusandosi.

Viola si aprì in un sorriso smagliante. Al contrario di Achille, lei voleva sapere il passato della madre per sentirsi più vicina a lei. L’idea di scoprire tutti i retroscena, anche quelli più dolorosi, non la terrorizzavano. Era pronta a tutto pur di sentirsi ancor più vicina a lei.

Forse lei si sta riferendo a mia madre: Ermione!≥ disse sperando che l’uomo la conoscesse.

Il maggiordomo spalancò ulteriormente gli occhi e si avvicinò a Viola. Era la prima volta che vedevo quell’uomo fare un’espressione diversa dalla solita faccia da zombie ≤ Lei è la figlia della signorina Ermione Falconieri?≥ le chiese speranzoso.

Viola esultò e afferrò la mano di Achille che era rimasto in disparte pietrificato, come se tutto in quella casa emanasse ostilità nei suoi confronti.

Sì, è mia madre. Mi chiamo Viola e lui è mio fratello gemello Achille≥ disse trattenendo a stento la gioia che le traboccava da ogni singolo poro.

Gianmarco spostò subito l’attenzione su Achille e lo studiò con più attenzione ≤ Ti chiami Achille?≥ gli chiese l’uomo trattenendo un singhiozzo.

Achille annuì ancora sulla difensiva.

Sapete, vostra madre è sempre stata un urgano fin da bambina, amava troppo. Era convinta che l’amore verso il prossimo potesse salvare il mondo. Quando ho iniziato a lavorare per la famiglia Falconieri la bambina aveva poco più di nove anni. Era un angelo all’inferno. Lei stava bene tra la gente semplice. Io le devo tanto, davvero. Avevo un figlio che si chiamava Achille, che è scomparso prematuramente a causa di una malattia dopo solo due anni di vita quando Ermione aveva poco più di sedici anni. Mia moglie se ne andò, perché non sopportò la perdita di nostro figlio e vostra madre mi aiutò a seppellirlo ed andare avanti con la mia vita. Quando pensavo che non ce l’avrei fatta, lei c’era. C’è sempre stata e mi promise che non avrebbe mai dimenticato mio figlio!≥ disse singhiozzando.

Più vado avanti e più scopro che mia madre era troppo speciale per vivere in questo mondo corrotto e con lei l’amore della sua vita, mio padre≥ esclamò Achille trattenendo tutte le sue emozioni.

Alessandro. Tu gli assomigli molto. Gli facevo usare le stanze in cui dormivo per stare insieme a lei. Era un vero testardo quel ragazzo, arrogante, presuntuoso, ma con un cuore davvero grande. Credo di non averlo mai visto triste, nemmeno una volta. Era la parte mancante di lei. Abbiamo diviso l’appartamento per due anni e poi li ho aiutati ad allontanarsi da qui. Per quanto volessi bene ai vostri genitori come fossero figli miei, avrei preferito che non fossero mai più tornati qua dentro. Non sarebbero dovuti tornare≥.

Io sapevo a cosa si stava riferendo, ma Achille e Viola no.

Mi avvicinai a Gianmarco e gli sussurrai ≤ Loro non sanno!≥.

Mi guardò sbarrando gli occhi capendo di aver commesso un errore e serrò velocemente la mandibola, ma i due gemelli, che per natura non si facevano scappare nessun dettaglio, subito avvertirono che c’era qualcosa sotto quella frase, ma prima che uno dei due sommergesse di domande quell’uomo anziano sentimmo dei passi alle nostre spalle e poi una voce.

Olimpia!≥ la voce decisa, ferma e gelida di Azzurra irruppe nell’ambiente e tutti si voltarono per guardarla. Era in cima all’enorme scalinata della dimora con dei pantaloni leggeri di seta, delle ballerine e un morbido maglioncino color panna. Nonostante l’aspetto impeccabile percepii qualcosa di diverso in lei, sembrava quasi che le sue barriere si fossero infrante e la figura così imponente di quella donna di ghiaccio che avevo sempre conosciuto ormai era diventata soltanto una pallida ombra, lasciando il posto ad una donna esausta e fragile.

Scese cautamente le scale senza staccare gli occhi dai miei.

Ho visto le macchine, non ci potevo credere. Sono molto contenta di vedervi, avete fatto bene a venire≥.

Ti avevo fatto una promessa e avevo intenzione di mantenerla. Mi dispiace soltanto di non averti avvertito, ma abbiamo fatto tutto all’ultimo≥ le risposi.

Scese l’ultimo scalino e si avvicinò a me. Da vicino era ancora più diversa: grandi occhiaie le solcavano gli zigomi perfetti e lo sguardo era spento.

No, avete fatto bene. Come stai cara?≥ mi chiese abbracciandoci rapidamente.

Benissimo. Te?≥.

Diciamo che la mia famiglia non sta trascorrendo un periodo felice, ma supereremo anche questa come abbiamo sempre fatto≥.

Esitai facendo quella domanda, soprattutto perché avvertivo la presenza di Achille alle mie spalle fremente di rabbia, ma presi coraggio ≤ Lapo?≥.

Sta seguendo un trattamento per il controllo della rabbia e sta andando da uno psicologo. Non è stato semplice all’inizio, ma adesso sta iniziando a controllarsi≥ disse in tono gelido e distante. Non lo faceva neanche apposta di parlare così, era proprio il suo modo di fare.

Poi la sua attenzione si spostò sulle figure alle mie spalle e tutto il suo atteggiamento cambiò.

Ettore, Viola…≥ li salutò sorridendo soffermando lo sguardo carico d’emozione sulla nipote, poi facendo una pausa spostò l’attenzione sull’ultima persona ≤ Achille!≥.

Lo guardò ed i suoi occhi si accesero di uno strano scintillio, che non riconobbi. Se non l’avessi conosciuta abbastanza bene da essere convinta che Azzurra non esternava i propri sentimenti, avrei scommesso qualsiasi cosa che lei avesse una voglia irrefrenabile di abbracciarlo, mentre lui al contrario la guardava dalla testa ad i piedi come se fosse un insetto da schiacciare. Achille si spostò impercettibilmente caricando l’aria intorno a sé di una forza invisibile in cui mi sentivo inclusa anch’io, come se mi volesse proteggere. A quel gesto guardai Azzurra e non la riconobbi più: non c’era più la donna gelida e arrogante, davanti a me adesso c’era una donna priva di ogni difesa. Adesso sembrava quasi umana. Guardava Achille quasi con venerazione, con un amore incondizionato, e vidi gli occhi riempirsi di lacrime. Se non fosse che la stavo guardando dritta in faccia, non avrei creduto possibile una cosa del genere.

Dopo qualche istante di silenzio, Azzurra si voltò verso Gianmarco e con voce rotta disse ≤ Credo che forse dovresti venire anche tu con noi. Che ne dici?≥ gli propose.

Il maggiordomo rimase scioccato quasi quanto me, e capii che nemmeno lui l’aveva mai vista così ≤ Come vuole lei, signora≥.

Azzurra lo prese come un sì e poi si voltò senza più guardare negli occhi Achille ≤ Prego ragazzi, seguitemi≥ ci disse da dietro la spalla.

Gianmarco, Ettore e Viola la seguirono. Lo stavo per fare anch’io se non avessi visto Achille esitare e passare il peso da un piede all’altro fissando il pavimento.

Biondo!≥ lo chiamai.

Mi guardò e lessi nei suoi occhi l’indecisione. Spostò il peso da un piede all’altro e guardò la porta. Gli porsi una mano e con un sospiro me l’afferrò, ma invece di seguirmi mi trascinò a sé e senza aggiungere una parola mi baciò un’ultima volta. Ci staccammo riprendendo fiato e capii che adesso era pronto, perciò gli rivolsi un sorriso d’incoraggiamento.

Seguimmo gli altri nel salotto privato della residenza ed entrammo nella stanza per ultimi. All’interno c’erano due grandi divani uno davanti all’altro con al centro un tavolino. Ci accomodammo su un sofà io, Viola al centro ed Ettore che le stringeva una mano preoccupato; nell’altro dalla parte opposta Azzurra ed il signor Gianmarco. L’unico che rimase in piedi dietro il divano su cui ero seduta fu Achille.

Vi posso offrire qualcosa?≥ chiese gentilmente Azzurra.

Falla finita con questa cazzo di pagliacciata. Apri quella bocca e racconta, così ce ne possiamo andare in fretta e dimenticarci della tua esistenza≥ sbottò Achille alle nostre spalle.

Mi stavo giusto domandando quando sarebbe scoppiato e quando le parole gli sarebbero scappate di bocca. Viola ed io ci voltammo fulminee verso di lui per rimproverarlo, ma Azzurra c’interruppe.

No, va bene. Ha tutto il diritto di essere arrabbiato≥.

Tu dici?≥ disse in tono arrogante Achille.

Achille smettila≥ lo supplicò Viola.

Lui non la guardò nemmeno, concentrandosi sulla zia ≤ Su Azzurra, di cos’hai paura adesso, di raccontarci la verità? Cos’hai da dire in tua difesa? Non sei venuta al funerale di tua sorella perché te ne sei dimenticata? Non ti sei mai messa in contatto con noi perché avevi troppo da fare?≥ le chiese con una risata amara.

Non era così che avevo immaginato la conversazione ed adesso stava iniziando davvero ad infastidirmi. Lo guardai dritto negli occhi per supplicarlo di smettere, ma in quel momento la porta della stanza si aprì e Lapo fece capolino. Il mio cuore mancò un battito ed i miei occhi si sgranarono involontariamente. La mia attenzione si spostò rapidamente da Achille, che dopo averlo visto aveva puntato gli occhi su di me studiando la mia reazione all’uomo sulla soglia della porta, una pallida ombra dell’uomo che stavo per sposare. Guardai di nuovo Lapo e la tensione nella stanza crebbe. Lui era lì ma non sembrava più la stessa persona. Aveva una tuta grigia e delle scarpe da ginnastica semplici. Lo sguardo spento, la testa china e i riccioli setosi che una volta ornavano il suo splendido viso erano spariti. Ebbi una stretta al cuore quando mi guardò e lessi nei suoi occhi la vergogna che provava per se stesso.

Lapo, tu non devi…≥ cercò di farlo indietreggiare Azzurra.

Lapo avanzò deciso e tranquillo ≤ No, mamma, sto bene. Credo che ho anch’io il diritto di conoscere questa storia dato che mi è stata tenuta nascosta per troppo tempo. So solo che siete miei cugini, non so altro, e credo che adesso sia il momento di chiudere questo cerchio≥.

Si sedette nella poltrona vicino al divano in cui era seduta sua madre e mi guardò. Mi sentii terribilmente a disagio, ma allo stesso tempo avrei voluto semplicemente stringergli la mano.

Ciao principessa≥ mi disse.

Non seppi cosa accadde dentro di me, ma qualcosa nel petto si sciolse e quel rancore che sentivo avere per lui si vaporizzò ≤ Ciao≥ dissi incerta.

Finiamola con le stronzate. Azzurra?!≥ sbottò Achille alle nostre spalle appoggiandomi una mano sulla spalla come avvertimento per Lapo. Non lo guardai, ma m’immaginai i suoi occhi e al solo pensiero rabbrividii.

Azzurra guardò prima il figlio per assicurarsi che stava davvero bene, poi me, che ricambiai lo sguardo per rassicurarla, guardò Achille palesemente preoccupata e infine il suo sguardo solitamente gelido si posò con dolcezza su Viola.

Come sapete già io sono vostra zia, ma ci sono tante altre cose che voi non sapete. La prima è che io ed Ermione eravamo delle sorelle molto unite. Era la persona più importante della mia vita, l’unica su cui contavo veramente. La seconda è che anch’io ero innamorata di vostro padre, devo ammettere l’unico uomo che abbia mai amato in vita mia≥.

Viola accanto a me si coprì la bocca con una mano, completamente allibita. Achille rimase pietrificato.

Azzurra continuò ≤ Ma non credo che rivangare il passato sia una cosa che adesso importa davvero tanto, ovviamente se avete delle domande io risponderò senza riserve ad ognuna. La cosa su cui mi vorrei soffermare e che per me al momento è più importante siete voi. Non so se mi potete credere, ma adesso vi parlerò con il cuore. Io non vi ho mai abbandonato, non vi ho mai messo da parte, ma non sono stata in grado di inserirmi nella vostra vita come avrei dovuto, perché non mi sentivo degna del vostro affetto. Con questo non vi sto dicendo che voi mi dovete qualcosa, anzi. Ma vorrei che voi mi perdonaste, perché per me siete come figli. Vi ho amato dalla prima volta che vi ho visti in tribunale e tutti i giorni successivi sempre di più. Il primo giorno delle scuole superiori in cui Viola si rifiutava di andare con quel maglione rosa che aveva fatto Gina con tanto amore. La prima volta che avete bigiato la scuola e Achille era andato a rifinire a Viareggio. Il vostro primo tatuaggio. I vostri diplomi, le vostre lauree. L’apertura dello studio. Ogni anno mi facevate vedere tutto quello che mi stavo perdendo, ma allo stesso tempo non riuscivo ad affrontarvi. Più le vostre vite andavano avanti più mi sentivo lontana da voi. Ogni anno che passava era un passo lontano da voi, fino ad arrivare al momento in cui non mi avreste davvero più accettato, in cui mi avreste odiato. Non lo avrei sopportato. Non avrei sopportato i vostri sguardi d’odio nei miei confronti≥ le si spezzò la voce e le emozioni che tanto aveva tenuto per sé esplosero. Calde lacrime iniziarono a rigarle il viso ≤ Ho sbagliato tutto, ma l’amore che provo per voi è incondizionato. Viola, tu sei sempre stata un angelo così simile a mia sorella che a volte vi confondevo. La tua lealtà, la tua sincerità, la tua maturità, la tua dolcezza. Di tuo padre hai gli occhi color cioccolato e la determinazione che non ti ha mai portato a vacillare davanti al carattere ingestibile di tuo fratello. Ogni anno che passava avevo bisogno di sentirti più vicina a me. Avrei voluto abbracciarti e confessarti tutto, ma non ci riuscivo≥ poi la sua attenzione si spostò alla figura immobile alle mie spalle e la tensione crebbe ≤ Achille, io… io sapevo che mi avresti guardato come mi stai guardando adesso e proprio perché lo sapevo non ti avrei mai voluto confessare tutto. Io non sopporterei l’idea di perderti. Vi conosco ormai, Viola potrebbe anche capire, ma tu, tu non lo avresti mai fatto… tu rappresenti tutte le mie insicurezze, i tuoi occhi mi ricordano tuo padre e tutta l’immensa felicità che abbiamo trascorso insieme, ma allo stesso tempo mi ricordi i miei errori. Io…≥ disse singhiozzando ≤ Vorrei solo avervi nella mia vita≥.

Passarono vari minuti di silenzio in cui nessuno riusciva a dire niente. Guardai Viola che aveva tutta l’aria di una a cui era appena crollato il mondo addosso. Il signor Gianmarco consolava Azzurra come poteva. Lapo aveva lo sguardo fisso davanti a sé ed ogni tanto guardava prima me e poi Achille. Non ebbi il coraggio di voltarmi a guardarlo, perciò rimasi ferma aspettando che qualcuno parlasse.

Com’era lei? È passato così tanto tempo che a volte non me la ricordo più≥ sentii la voce uscire dalla bocca di Viola come in un sussurro appena accennato.

Speciale≥ rispose prontamente Azzurra, per poi aggiungere ≤ Avete avuto poco tempo a disposizione≥.

Il primo ricordo che ho di lei, sono i suoi bellissimi capelli biondi, lunghissimi ed il suo sorriso. Babbo l’ho sempre visto come una forza della natura, ci prendeva in collo tutti senza alcun problema. Non credo di averli mai visti tristi o preoccupati, tranne la notte in cui ci hanno lasciato per sempre≥ confessò Viola con la voce tremante.

Azzurra trasalì e lo sguardo si spostò fulmineo da me a Gianmarco, gli unici che sapevamo.

C’è qualcosa di brutto che dobbiamo sapere, non è vero?≥ chiese Viola.

Sì, purtroppo sì≥ rispose Azzurra.

Viola tirò su con il naso e la guardò ≤ Venendo qui ero convinta di voler sapere tutto, ma adesso non credo davvero che abbia più importanza. Tu c’eri. Ci sei sempre stata e nonostante penso che la cosa migliore che tu potessi fare sarebbe stata quella di venire da noi e partecipare alle nostre vite, adesso voglio ricominciare da qui. Stiamo crescendo una famiglia e voglio che tu ne faccia parte. Anche tu mi ricordi lei, è l’unica cosa che conta!≥.

Viola si alzò dal divano e facendo il giro del tavolino abbracciò Azzurra e scoppiarono entrambe in lacrime. Era una scena bellissima, ma non potetti godermela, perché Achille uscì dalla stanza di volata ed io balzai in piedi e lo inseguii quasi correndo.

Fui fermata sulla soglia da Lapo che mi afferrò per un braccio.

Tu non lo devi seguire per forza. Tu non devi essere costretta a subire i suoi demoni ed i suoi sbalzi d’umore. Ti amo Olimpia, e questo non cambierà mai. Lui ti farà soffrire≥.

Capii a stento quello che mi diceva, avevo bisogno di abbracciare Achille e basta.

Lapo, io gli appartengo. Io lo amo troppo. Lo amo così tanto che potrei morire per lui. Mi dispiace, ma andrai avanti con la tua vita come hai sempre fatto quando stavamo insieme≥ e con uno strattone mi liberai e corsi via.

Uscii fuori dal portone sperando che Achille non fosse andato via, invece lo trovai a sedere sulle scalinate con le mani nei capelli. Il panico che mi aveva invaso poco prima si affievolì. Scesi le scale e mi sedetti dietro di lui e lo abbracciai da dietro. Si lasciò andare tra le mie braccia chiudendo forte gli occhi.

Io non ci capisco niente≥ disse infine.

Cosa c’è da capire?≥ gli chiesi baciandogli dolcemente i capelli.

Non capisco cosa provo. Ho la testa in subbuglio. Forse preferivo restare con la convinzione che la mia famiglia iniziasse dai miei genitori. Non ce la faccio a guardarla. Lei c’era, ma non c’era, e tutto quello che c’è sotto è troppo doloroso da affrontare, soprattutto perché mi fa sentire impotente: non c’è niente che possa fare per cambiare ciò che è stato, perciò sapere o no, non cambia nulla. I miei genitori non ci sono più e noi siamo cresciuti senza di loro, queste sono le due uniche cose che voglio sapere≥.

Amore, allora basta così. Ho mantenuto la promessa, ti ho portato da lei, almeno ci ho provato, ci hai provato. Non sei costretto ad accettarla se non vuoi, se non te la senti. Il passato è passato. Azzurra non ti potrà ridare i tuoi genitori e le cose che potresti scoprire non cambieranno i fatti. L’unica cosa che possiamo fare è andare avanti e lasciare il passato tale≥.

Si appoggiò con la schiena al mio petto ed io mi chinai per coprirgli il volto con i miei capelli, come se lo stessi proteggendo dal dolore che sentivo traboccare dalle sue parole ≤ Lei mi ricorda la sofferenza. Mi ricorda i miei sbagli e la persona che ero. Voglio andare avanti e non credo che lei possa far parte della mia vita≥ mi afferrò la testa e appoggiò la fronte alla mia.

Lo capisco. Non pretendevo un lieto fine e nemmeno lei. Andiamo a casa, biondo≥ mi alzai e lui con me.

Salimmo in macchina senza più voltarci e ci avviammo verso casa.

Ho bisogno di mettere ordine adesso≥ mi confessò e capii immediatamente cosa voleva dire, perché era la stessa cosa che avevo fatto io quando avevo chiuso con Lapo. Avevamo bisogno di ordine e l’ordine iniziò quando si diresse senza che ci fosse bisogno di altre parole nel mio appartamento. In silenzio salimmo le scale e notai che le cose di Lapo non c’erano più, aveva lasciato soltanto uno scatolone, quello con tutti i regali. Lo lasciai dov’era e con l’aiuto di Achille raccolsi le ultime cose che rimanevano, perché il resto era già a casa dei miei genitori. Svuotammo l’appartamento impacchettando roba senza sosta e caricando la macchina. Achille ad ogni scatolone che caricavamo sembrava sempre più sollevato. Ricevetti un messaggio di Viola in cui mi chiedeva di farlo ragionare, ma ormai il mio compito era finito. Ora toccava soltanto a lui decidere se accettare o no Azzurra.

La prossima tappa fu casa dei miei genitori. Entrammo e li trovammo spaparanzati sul divano insieme ad Elena che stava cercando di studiare, anche se era molto più concentrata sul film che c’era alla televisione. Appena ci vide balzò in piedi e andò ad abbracciare Achille come se io non esistessi. Anche mia madre e mio padre vennero da noi.

Sono venuta a prendere la mia roba. Vado a convivere!≥ dissi cercando di sorridere e smorzando la tensione.

Elena iniziò a saltare ed applaudire tempestandomi di baci ≤ Sono così orgogliosa di te. Vado subito ad impacchettare la tua roba. Non sono mai stata così felice di vederti andar via da me≥ mi disse tutta d’un fiato schizzando verso il piano superiore dove si trovava camera mia.

Mia madre spalancò gli occhi e disse ≤ Ma di già? Non ti ho avuto a casa nemmeno per cinque giorni dopo cinque anni di assenza e già sei pronta a tornare via? E poi voi due non dovreste prendere aria?≥ ci chiese.

Contemporaneamente sia io che Achille rispondemmo ≤ No!≥ stava quasi iniziando a farmi paura la nostra affinità su qualsiasi cosa.

Regina non aggiunse altro su quest’argomento, ma l’espressione di Achille non le sfuggì ≤ Hai parlato con Azzurra?≥.

Sì≥ rispose seccamente Achille.

Non riesci a perdonarla≥ gli disse mia madre più come un’affermazione che come domanda.

No. Non ce la faccio≥ gli confesso.

Lo capisco≥ rispose mia madre, e tutti ci girammo verso di lei sorpresi che senza esitazione andò ad abbracciare Achille lasciando tutti noi esterrefatti ≤ Nessun bambino merita di crescere senza i genitori. Sei stato forte Achille, ma adesso puoi smettere di esserlo. Adesso hai una famiglia che non ti lascerà più≥.

Quelle parole dette dalla bocca di mia madre mi fecero crollare e dalla faccia che vidi fare Achille mentre abbracciava mia madre capii che anche lui era rimasto completamente spiazzato. Mandò giù il groppo che gli si era formato in gola e poi mi guardò. Lo rassicurai con lo sguardo. Lo vedevo così forte e protettivo quando doveva proteggere le persone a lui care, ma al contempo fragile quando si trattava della sua vita personale. Era intelligente ed estremamente acuto, aveva già capito che qualsiasi cosa gli avesse raccontato Azzurra sul passato dei suoi genitori lo avrebbe sconvolto a tal punto da commettere una pazzia. Riuscivo a vedere le cose dal suo punto di vista e capivo.

Recuperammo i miei vestiti e quando finimmo di caricare tutto in macchina di Achille e quello che non entrava nella mia, finalmente andammo a casa. Arrivammo sulla collina solitaria, adesso casa mia, casa nostra. Il luogo dove avremmo creato la nostra famiglia, lontano da tutti e tutto. Non ebbi il tempo di scendere dalla macchina che mi ritrovai schiacciata su di essa con Achille addosso che mi divorava il collo. Ogni attimo che passavamo insieme capivo sempre una cosa nuova su di lui, in quel momento capii che voleva spengere semplicemente il cervello e dimenticare e lo voleva fare con me. Io gli avrei dato tutto ciò di cui avesse avuto bisogno senza mai ostacolarlo, mi fidavo troppo. Mi abbandonai alle sue carezze e ben presto fui invasa dalla sensazione di averlo ovunque dentro e fuori me per sempre.

Scarichiamo domani≥ disse affannato.

Mi limitai ad annuire e lanciargli le braccia al collo. La nostra dose di problematiche quel giorno le avevamo già affrontate, adesso avremmo lasciato il posto soltanto al nostro amore.

Lo sentivo ancor un po’ teso, nonostante io fossi lì e con me tutta la mia vita impacchettata in tante valige e scatole, perciò cercai di distrarlo.

Dovevamo recuperare tutto il tempo che avevamo perso, ma soprattutto…

Achille!≥ mi staccai bruscamente da lui e lo chiamai con un tono allarmato.

Oh dio, che c’è adesso?≥ disse disperato.

Ma te ne rendi conto che dobbiamo recuperare tre settimane di sesso?≥.

Cazzo, allora ci dobbiamo mettere davvero d’impegno!≥ disse ridendo.

Senza aggiungere altro, cominciammo a recuperare il tempo perso, impegnandoci al massimo.

CONTINUA…

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19 commenti

  1. Maria

    Uau!!! che capitolo intenso!!!!
    Sono contenta che almeno Achille abbia fatto lo sforzo di parlare con Azzurra, anche se manca ancora un tassello mi è parso di capire….mentre Viola ha deciso di inserire nella sua vita sua zia….
    sono stati dei momenti molto toccanti e carichi di tensione/aspettativa….
    Adesso sono curiosa di leggere come procederà questa situazione……magari Achille decide di ripensarci??? mmmmmmm…..

  2. Romina

    E siamo arrivati alla resa dei conti!!!!! Beh Viola è molto diversa dal fratello, mi aspettavo quel comportamento da lei, come mi aspettavo la reazione di Achille, anzi pensavo proprio che Achille non avrebbe proprio accettato di andare da Azzurra, poi sapendo che li c’era anche Lapo (mi sa che non gli hanno ancora detto cosa ha fatto Lapo quando Olimpia l’ha lasciato se no mi sa che non lo avrebbe lasciato tanto illeso) comunque credo che abbia fatto bene ad andarsene, sapere tutto lo avrebbe devastato ed avrebbe davvero fatto qualche pazzia.
    Lapo che dire..per la prima volta di tutta questa storia mi ha fatto tenerezza, poca però eh 😉 nel senso che l’ho visto debole e triste……e poi sinceramente non ho mai pensato che amasse realmente Olimpia quindi quando glielo ha detto, quando lei ha seguito Achille….beh sinceramente non me lo aspettavo, certo si poteva risparmiare il salutarla chiamandola Principessa, ma vabbè!!!!!!
    Poi è bello che il capitolo sia terminato con l’inizio della loro nuova vita insieme….beh inizia con i fuochi d’artificio, devono recuperare 😉 sono dolcissimi insieme e sono legati da un grandissimo amore…e. finalmente sono insieme…..che bello….!!!!!! Grazie Victoria!

  3. GiusiG

    Siamo sempre più vicini alla fine vero Victoria??? che malinconia che sento… uffa non mi va proprio giù dovermi separare da Olimpia e Achille 🙁

  4. Alice

    Diooooooooooooooooo!!! Che bellissimo capitolo!!! Troppo forte!!! Achille comunque fa bene, forse non è così facile perdonare, dipende dalle circostanze!!!

  5. Rosy ♡

    Si percepisce la fine purtroppo 🙁 tutti i tasselli al proprio posto, le riconciliazioni, l’inizio della convivenza di Olimpia e Achille… Sono felice perché i protagonisti sono felici e contenti ma triste perché vorrei che non finisse mai…
    Achille è sempre Achille 😀 OH ACHILLE 😀 da stupro 😀 immaginavo che non avrebbe perdonato Azzurra e ancora non sa del coinvolgimento del nonno, cioè del padre di Azzurra e Ermione, nell’incidente di quest’ultima perse la vita insieme a suo marito Alessandro… Chissà come reagirà!!! È stato molto dolce l’abbraccio con Regina 😀 gli ha dato il suo benvenuto in famiglia 😀 ♥
    C’è da complimentarsi con Achille per aver resistito dal massacrare Lapo quando l’ha visto entrare in sala… Io non credo che mi sarei trattenuta ma forse, Achille non è a conoscenza di tutto ciò che è successo altrimenti lo avrebbe ucciso…
    Devo direche Olimpia mi stupisce sempre, questa volta però in negativo… Come puoi smettere di provare rancore e rabbia verso un viscido essere che ti ha picchiata e ha cercato di strangolarti??? Altro che cambiato: Lapo è sempre lo stesso e lo ha dimostrato nel suo tentativo di fermare Olimpia… Non è stato delicato con le parole verso Achille…
    Meno male però che adesso stanno insieme, felici e intenti a recuperare il tempo perso 😀
    Victoria ormai ti sarai anche rotta delle nostre suppliche ma ti prego non farla finire mai ♥

  6. Papera

    WOW! Mi hai fatta piangere per la tenerezza che mi fa Achille. Io avrei fatto come lui… anche io avrei avuto bisogno di elaborare tutta la situazione e rifletterci, magari poi io sarei riuscita a perdonare la zia e chissà che magari non lo farà anche Achille.
    Lapo mi fa veramente pena, nonostante tutto quello che ha combinato ha avuto ancora il coraggio di dire ad Olimpia che sarà Achille a farla soffrire… ma con che coraggio glielo dice!?!?! Per il suo bene spero che nessuno dica ad Achille quello che ha fatto.
    Alice è fantastica, vorrei avere almeno metà della forza che ha lei.
    Mi piacerebbe tanto ritrovare anche il piccolo Alessandro nei prossimi capitoli.
    Grande Victoria con i tuoi capitoli mi fai sempre provare mille emozioni : )

  7. lolly74

    Stiamo arrivando alla frutta che peccato sta finendo….ma un capitolo bellissimo mi ha fatta morire dalle risate Ettore fuori dalla casa di Azzurra comunque un capitolo favoloso bravaaaaaao
    a 😉

  8. silvietta

    Vicky mi hai fatto scendere una lacrimuccia con la tenerezza che mi ha scatenato Achille! Povero cucciolo, quell’incontro tra Azzurra e Lapo è stato un vero inferno. Per fortuna non conosce tutta la storia della morte dei genitori e di quello che ha fatto Lapo ad Olimpia altrimenti non credo che sarebbe finito tutto così “pacificamente”. La parte in cui Viola e Achille parlano come se avessero una sola mente mi ha fatto solo ridere, sopratutto per il comportamento di Ettore in quel momento. Regina abbracciando Achille e dicendogli che ora ha una famiglia si è riscattata (e aggiungo anche un Era Ora). La parte finale di loro due finalmente a casa ci fa presagire che il prossimo capitolo sarà particolarmente caldo!!! E non vediamo l’ora… A lunedì prossimo e bravissima la mia Vicky, bellissimo capitolo

  9. silvietta

    L’ho scrivo anche qua (l’ho già scritto nel capitolo di Lorenza), stiamo creando un gruppo su facebook in modo da poterci parlare anche fuori di qui.. se mi volete cercare (con alcune delle altre ci siamo già trovate) io sono Silvia Ruvioli e ho un collage di foto con i miei nipotini come immagine.
    P.S. Spero solo che chi gestisce il sito non inizi ad odiarmi 😀

  10. Maria Gargano

    Una splendido capitolo.
    Bello il confronto con azzurra..capisco viola e capisco Achille.
    Bello anke il rapporto ke ora si è creato tra Achille e la famiglia di Olimpia,
    Lapo lo odio ancora..ancora a cercare di riprendersela ma si rende conto ke l’ha picchiata e tentato di vuole farla??!mah..
    Achille e Olimpia sono fantastici..spero ci sarà qualche altro capitolo sulla loro vita insieme.
    Vittoria Complimentoni!
    Un bacione

  11. Alexa82

    che dire che non ho già detto sul tuo racconto Victoria? è fantastico, ogni volta che leggo qualcosa e mi piace così tanto da ridere, piangere ed emozionarmi il mio cuore perde un pezzo e si lega inevitabilmente a quel libro. con la tua storia mi è successo proprio così e credimi che sono una persona molto difficile in fatto di gusti, ma di tutte sono rimasta colpita solo da te. il tuo è uno di quel libri che riprenderei ogni volta dallo scaffale per rileggere un pezzetto e un pezzetto ancora fino a rileggere l’intero libro per vedere i sorrisi di Olimpia, lo sguardo rovente di Achille e l’amore di tutti gli altri personaggi che contornano il loro amore rendendolo speciale. ti consiglio di pubblicarlo, perchè lo vorrei tanto qui con me ogni volta che ho bisogno. oggi non voglio commentare il capitolo, perchè più che si avvicina la dolorosa fine più che dai il meglio di te stessa, perciò inevitabilmente mi piace da morire. vorrei parlare della scrittrice dato che nessuno lo fa mai. sei giovane e non credo che alla tua età sarei riuscita ad iniziare, figuriamoci concludere in bellezza un percorso così importante. non ti sei fatta abbattere dagli ostacoli che ti si sono presentati e questo è da lodare, perchè non è scontato. sei una ragazza sensibile e meticolosa, si percepisce dalle parole che scrivi. costruisci la tua carriera pensando a te stessa e alla tua passione, non aver paura di scrivere e delle delusioni che incontrerai, sappi che avrai sempre una lettrice fedele 😉

  12. Luana

    VICTORIA sei fantastica!!!! …non aggiungo altro! Purtroppo si sente già la fine imminente!! Mi dispiace tantissimo!

    • Victoria

      e tu non potevi dire cosa più bella per rendere la mia giornata perfetta
      mi hai fatto emozionare!
      ps: l’ho inviato, ma per ora nulla!

  13. lolly74

    Victoria e il capitolo???? come si fa’ sto’ morendo di curiosita’…… triste io… 🙁

    • applenie

      Victoria innanzitutto mi complimento con te per questa favolosa storia ….ma ti pregooooo ti puoi informare quando la mettono . pleaseeee !!!!