Il nuovo capitolo del racconto di Victoria.

Nuova presentazione a cura dell’autrice: “Quella che era partito come un breve racconto, si è trasformato in qualcosa di più solido e concreto, grazie alle lettrici a cui ho presentato il mio scritto e che lo hanno apprezzato spronandomi a fare ogni giorno meglio. Questo è il coronamento di un grande sogno che ho sempre avuto nel cassetto, ma che non avevo avuto mai, almeno fino adesso, il coraggio di realizzare non considerandomi all’altezza. Vi presento l’amore sotto tutti i punti vista, vi presento le due persone che ormai fanno parte della mia vita e vi racconterò la storia di come il loro amore è nato in una città magica come lo è Firenze. A&O”.

24° CAPITOLO

 

 

24.

Che figura di merda, ma che soddisfazione.

Dire che ero orgogliosa di me era poco. Ce l’avevo fatta. Non ero svenuta, non mi ero fatta prendere dal panico e dalle incertezze. Ce l’avevo fatta e adesso ero di nuovo tra le braccia dell’uomo più fantastico che si trovava sulla faccia della terra. Il mio uomo, e lo potevo urlare a tutto il mondo, ma evitai, dato che mezza città era ricoperta delle nostre foto più intime.

Tu sai cosa hai appena fatto?≥ mi sussurrò sensuale all’orecchio baciandomi dolcemente.

Capii nello stesso istante in cui mi sfiorò che la belva in Achille si era più che risvegliata e adesso mi voleva.

Una grandissima figura di merda?≥ scherzai.

Rise dolcemente tenendomi salda tra le sue braccia ≤ Beh, a parte quello≥ si scostò da me ed io scivolai a terra ancora racchiusa nella sua morsa d’acciaio≤ Hai firmato la tua condanna per un’eternità in mia compagnia. Cioè, mi viene anche da ridere pensando che non potrai mai e ripeto mai più allontanarmi. Sei preparata psicologicamente?≥.

Era la minaccia più bella che avessi potuto ricevere. Lo guardai facendo finta di pensare davvero alle conseguenze della mia struggente dichiarazione d’amore: avevo dichiarato che lo amavo e adesso lui mi voleva solo per sé, giustamente. Ma a me cosa si prospettava per il resto della vita? Avrei condiviso la mia vita con un uomo bellissimo, re del sesso, simpatico, divertente e sexy sopra ogni cosa al mondo. Sì, ero proprio andata a cascare male, pensai sarcasticamente.

Sì, mi sono preparata. Non è stato semplice, devo ammettere, ma credo di essere pronta ad averti attaccato ai coglioni per il resto della vita≥.

Achille strabuzzò gli occhi e scoppiò a ridere.

Dio mio, ti amo!≥ disse ridendo e baciandomi dolcemente sulle labbra stringendomi forte a sé.

Achille inspirò il mio profumo e mi dette un bacio dolce sulla testa. Mi lasciò un nano secondo, ma fu sufficiente perché la gente ancora attorno a noi ci si fiondasse addosso facendoci i complimenti. Eravamo sommersi da una marea di persone. Ci separarono ed io cercai la mano rassicurante di Achille, ma era già stato invaso. Fu immediatamente circondato da suoi amici che lo abbracciarono in gruppo saltandogli addosso e facendo quei versi che solo i ragazzi facevano tra loro, tra pacche sulla spalla e toccate scherzose nelle parti intime. Lo guardai e mi rilassai. Era felice e lo volevo vedere con quel sorriso per sempre. Eravamo circondati dalle persone più vicine a noi, quelli che ci avevano visto soffrire e ridere, quelli che avevano assistito alla nascita del nostro amore. Bruno saltava a destra e a sinistra entusiasta, raccontando a tutti che lui c’era la prima volta che Achille ed io c’eravamo conosciuti. Lo ascoltavano tutti con attenzione con i dettagli più nascosti di quel giorno, dettagli anche inventati o ingigantiti oltre misura. Lo lasciai fare e scoppiammo a ridere mentre avvolgevo il mio migliore amico in un caloroso abbraccio. Cosa avrei fatto senza di lui?

Ero circondata dalla mia piccola gang e da altri amici, ma il mio sguardo cercò soltanto una persona, anzi una minuscola persona, e approfittai di quel momento per andare diretta verso lui. Alessandro mi venne incontro correndo tendendomi le piccole braccia. Lo presi in collo al volo, gli feci fare una giravolta e lui scoppiò a ridere. Lo strinsi forte a me mentre con una mano accarezzavo la mano che mi porgeva Gina accanto a lui.

≤ Mi sei mancata Olimpia≥ disse imbronciato il bambino poggiato sulla mia spalla.

≤ Adesso sono qui piccolo, anche tu mi sei mancato≥ e gli diedi un bacio sulla guancia paffutella.

Si sollevò e mi guardò con un’aria buffa e capii subito che stava pensando a qualcosa, perciò risi mentre lui mi domandava ≤ Allora adesso me la fai una sorellina?≥.

Gina mi affiancò con gli occhi stracolmi di lacrime non versate. Mi prese il viso tra le sue mani e mi baciò prima su una guancia e poi sull’altra. La guardai in quei suoi grandi occhioni marroni e non ci fu bisogno di parole, era sufficiente il suo sguardo.

Grazie≥ mi sussurrò con la voce rotta dall’emozione.

L’abbracciai velocemente prima che Achille prendesse Alessandro dalle mie braccia per posarlo in grembo al cognato che fortunatamente non mi guardava più con quello sguardo d’odio con cui mi aveva accolto fin dalle prime volte. Ci scambiammo uno sguardo d’intesa e con un cenno sugellammo la tregua. Forse non mi credeva ancora Ettore, forse non gli piacevo e non si fidava di me, ma non era cieco: aveva visto ciò che avevo fatto ad Achille, ma soprattutto aveva visto la reazione del suo migliore amico e ciò bastava a cancellare il resto delle nostre inutili schermaglie.

Volevo salutare tutti, ma fui distratta da Achille che prendendomi per mano iniziò a strattonarmi verso l’uscita della piazza su via Roma, ma eravamo circondati da così tante persone che ci facevano i complimenti come se ci fossimo sposati, che non riuscivamo a fare un passo senza fermarci. Volevano parlare tutti con noi, e nonostante io avessi voglia di stare sola con lui, cercai di essere il più carina e il concisa possibile per scollarmi tutta quella gente di dosso. Parlavano all’unisono a più non posso facendoci mille domande contemporaneamente sul nostro futuro che non avevamo ancora programmato, ma soprattutto che non avevamo voglia di programmare. L’unica cosa importante adesso era iniziare finalmente la nostra relazione e viverla.

Achille mi teneva per la mano e mi strattonava ogni tanto per farmi avvicinare a lui.

Mentre stavo parlando con Lucrezia, una delle sue amiche, Achille avvicinò la bocca al mio orecchio e mi sussurrò in tono quasi disperato ≤ Olimpia andiamo…≥, ma fu subito distratto da qualcuno.

≤ Achille tutta questa gente è venuta qui per noi, dobbiamo considerarli un minimo≥ gli risposi guardandolo di sottecchi.

Era imbarazzante la sua altezza, gli arrivavo a malapena ad una spalla senza tacchi.

≤ Capiranno. Ora andiamo Olimpia, ti prego!≥ disse scocciato iniziando a spingermi via, ma fummo bloccati da mio padre che andò ad abbracciarlo.

≤ Achille tua nonna è venuta fino a qui per…≥ iniziai a dire, ma m’interruppe bruscamente salutando qualcun altro, mentre le sue amiche davanti a me avevano formato un cerchio e mi facevano domande a più non posso.

≤ Te lo ridico un’altra volta e, se non fai come dico io, ti carico in spalla. È una promessa. Adesso andiamo Olimpia, subito≥ mi sussurrò minaccioso.

Lo guardai ed i suoi occhi emanavano un’intensità tale che quasi mi sciolsi tra le sue dita.

≤ Achille c’è tempo!≥ cercai di calmarlo, di persuaderlo.

≤ No≥ rispose decisamente più alterato.

≤ Sì≥ controbattei.

≤ No≥ insistette.

≤ Sì≥ stava iniziando ad infastidirmi, si stava comportando come un cane in calore.

≤ Ti scopo qui, se non andiamo subito via≥ disse le parole magiche.

≤ Eh?!≥ chiesi scioccata.

Non ebbi nemmeno il tempo di girarmi a guardarlo che con una mossa rapida mi ritrovai sulla sua spalla. Non stava scherzando. Achille non mi dette nemmeno il tempo di salutare o almeno spiegare. La gente intorno a noi si fece largo sorridendo. Mi trascinò via oltrepassando velocemente qualsiasi ostacolo si frapponesse fra noi. Protestai un istante, prima che lui mi caricasse in braccio e attraversasse con me in spalla stile uomo delle caverne, atteggiamento che adorava usare con me, tutto il centro di Firenze di corsa.

Arrivammo alla macchina e pensai che mi stesse per caricare sopra per andare a casa sua, invece afferrò le chiavi ed aprì un portone.

≤ Ehi, ma dove mi stai portando? Non andiamo a casa tua?≥.

≤ Nostra≥ mi corresse velocemente ≤ Prima ho bisogno di un momento di privacy con te, dato che è tre settimane che non ti tocco e poi andremo a casa. Non riuscirei a guidare in questo stato: ce l’ho così duro che mi fa male la pancia≥.

Il mio cuore mancò un battito e iniziò ad accelerare velocemente.

≤ Di chi è questa casa, allora?≥ domandai da dietro la sua spalla.

≤ È della Viola!≥ mi rispose velocemente.

Aprì con un forte strattone il portone in legno massiccio e senza alcuna fatica fece a corsa tutte le scale fino all’ultimo piano.

Arrivammo in cima e non aveva nemmeno il fiatone. Era così ansioso di stare da solo con me che era quasi disperato.

≤ Dio mio, ti sono mancata, eh?≥ dissi ridendo da dietro le sue spalle.

≤ Non immagini quanto≥ rispose dandomi una manata potente sul sedere che mi fece sussultare, ma che contemporaneamente mi accese ancor più di piacere. Sarei esplosa, dovevo tranquillizzarmi, avevamo tutta una vita davanti e ogni giorno ci sarebbero stati questi momenti, ma ogni volta non potevamo andare in combustione spontanea.

Achille voltò leggermente la testa e sentii i suoi denti infilzarmi sulla coscia. Urlai per il dolore, ma contemporaneamente scoppiai a ridere e lo sentii sghignazzare mentre era impegnato e concentrato ad aprire la porta dell’appartamento.

Mi fece scivolare giù dalla sua spalla e appoggiare alla porta mentre apriva le due serrature. Lo guardai tutto impegnato ed il mio cuore si riempì di felicità. La serratura scattò ed io afferrai il volto di Achille tra le mani. Lo guardai intensamente negli occhi e dissi ≤ Mi sei mancato≥.

Mi guardò e vidi riflesso nei suoi occhi tutta la sofferenza che aveva passato. Era stanco di lottare, di stare senza di me. Appoggiò la fronte contro la mia restando serio ≤ Anche tu≥ disse in un sospiro mentre la sua mano s’immergeva sotto il mio vestito andando a tastare il sedere.

Sussultai e subito il mio respiro accelerò ≤ Quanto?≥ dissi con voce affannata mentre quella sua mano s’immergeva dentro gli slip.

Sorrise abbassando lo sguardo sulla mia bocca e poi sul mio seno ≤ Tanto, fidati≥.

≤ Dimostramelo≥ lo provocai mentre apriva la porta e mi lasciava andare.

Indietreggiai entrando nell’appartamento. Mi ritrovai davanti ad Achille che chiudeva la porta a chiave con un movimento rapido e deciso con gli occhi piantati nei miei. Mentre avanzava pericolosamente verso di me, sembrava quasi una tigre che si preparava a balzare sulla sua preda, preda che in questo caso sarebbe stata più che felicissima di farsi prendere ovunque avesse deciso, senza opporre minimamente resistenza, facendosi divorare tutta.

Avanzò verso di me e rimasi immobile a guardarlo mentre plasmava il suo corpo al mio.

Quanto mi era mancato tutto questo. Quanto mi erano mancati lui e la sua passione, i nostri corpi che si sfioravano dolcemente per poi diventare selvaggi.

Si chinò e sfregò dolcemente le labbra sulla mia guancia senza mai distogliere lo sguardo dal mio. Mi vennero quasi le vertigini a vedere i suoi occhi fiammeggianti scandagliarmi tutta e quel sorriso ammezzato e provocante. Dalla mia guancia proseguì e scese giù fino a divorarmi il collo e la spalla soffermandosi rapidamente vicino al mio orecchio per sussurrarmi sensualmente ≤ Dillo, stella!≥ e il suo caldo respiro mi scivolò addosso come olio bollente.

Chiusi gli occhi in pura estasi. Non riuscivo a connettere il cervello se faceva così.

≤ Dire? Dire cosa?≥ dissi ansimando.

Una sua mano si soffermò sul mio seno ed iniziò a massaggiare il capezzolo già turgido attraverso il sottile tessuto del mio vestito.

≤ Lo sai che cosa. È una cosa che ho sempre avuto il bisogno di sentirti dire, ma che per una cosa o per un’altra non hai mai potuto dire: prima perché non era vero e secondo perché non te le sentivi di ammetterlo né a me né a te stessa. Io sono possessivo, geloso e autoritario, avrò tutti i difetti che realmente ho, ma ho solo una certezza che una cosa non cambierà mai…≥ lasciò la frase in sospesa e seppi subito cosa voleva dire.

≤ Tua≥ dissi in un sussurro disperato mentre mi torceva tra le dita i capezzoliSono tua Achille. Puoi fare di me tutto ciò che vuoi, ma sappi che farò lo stesso con te. Sono noiosa, insicura e gelosa e non accetterò nessuna interferenza tra noi, non più. Adesso ci siamo solo io, te e la famiglia che andremo a comporre con il tempo, quindi il playboy che tutti conoscevano, mi dispiace, ma ha chiuso i battenti. Sei mio, solo e soltanto!≥ terminai la frase afferrandogli saldamente la mandibola e avvicinandolo a me.

≤ Non chiedo altro Olimpia≥ al suono del mio nome non resistetti più.

Bastò l’attimo in cui i nostri sguardi s’incrociarono qualche secondo in più perché le parole lasciassero il posto alla nostra passione che non aveva bisogno di essere commentata. I nostri sguardi e i nostri corpi parlavano da soli ed entrambi perdemmo la testa.

Non mi ero accorta di quanto mi fosse mancata la nostra intimità finchè non mi trovai spinta contro una parete con la calda bocca di Achille che si muoveva sulla mia sussurrando il mio nome all’infinito. Mi prese il viso tra le mani e mi spinse contro il muro, poi con fermezza mi baciò sulle labbra. Non c’era niente di delicato nel modo in cui mi baciava. Era un bacio intenso e disperato di una persona distrutta che finalmente aveva ritrovato la sua pace.

Mi sentivo pervasa da un forte senso di sollievo perciò chiusi semplicemente gli occhi, aprii la bocca e lasciai che la sua lingua scivolasse sulla mia. In quel momento non sentii altro che la sua bocca sulla mia, i suoi capelli fra le mie dita, la sua lingua che si muoveva sulla mia, le sue labbra che mormoravano sulla mia pelle. Sentivo ogni suo respiro, ogni suono che emetteva. Improvvisamente la sua bocca divenne più avida e impaziente mentre mi baciava la mandibola e lungo il collo.

Mi afferrò le spalle e velocemente scese afferrando il tessuto del mio vestito sfilandomelo dalla testa così che rimasi in biancheria intima.

A quel punto le sue labbra divennero più rudi e insistenti ma non mi ritrassi, anzi, mi spinsi contro di lui e mi sentii persa in lui. Urtammo nuovamente contro il muro, poi ci spostammo urtando il ripiano della cucina, le sedie, la poltrona, il tavolo spingendoci e tirandoci l’un l’altro come disperati. Sentivo il suo sapore, il suo odore, la sua pelle, ma non era abbastanza. E poi eccoli qua i suoi occhi, le sue mani e il suo sorriso. Mi guardava con gli occhi socchiusi come se fosse ubriaco di me e poi con quei suoi occhi mi diceva così tante cose: mi guardava e mi diceva che mi amava, che gli mancavo, che ero sua.

I nostri baci si fecero più intensi, le nostre mani più frenetiche. Achille mi afferrò il sedere, le cosce, mi accarezzò i seni strappandomi con un movimento deciso il reggiseno. Gli sfilai la maglietta e ammirai il suo petto perfetto, toccai l’addome, i bicipiti, le spalle larghe desiderando sentire tutto il suo corpo tra le mani in una volta sola.

Mi accarezzò il ventre per poi salire e afferrare i capezzoli induriti. Ansimai senza controllo e appoggiai una mano sopra la sua guidando i suoi movimenti. Mi mancava il respiro. Mi stava divorando come mai prima.

Sei perfetta!≥ disse estasiato guardando le nostre mani intrecciate sul mio seno.

Un brivido mi corse lungo il corpo, mi sporsi verso di lui e gli risucchiai il labbro superiore per poi tempestargli timidamente il volto di baci, mentre le mie mani si muovevano sulla sua pancia scolpita. Dalla gola gli salì un gemito profondo e persi ogni volontà di rallentare e di godermi la nostra unione. Ero arrivata al limite della sopportazione, lo volevo dentro di me e basta.

Mi spinsi contro di lui premendo ancora di più il mio corpo contro il suo. Mi prese il viso tra le mani e mi baciò intensamente, la sua lingua che scivolava sulla mia mentre con una mano lacerava la stoffa degli slip. I miei fianchi oscillarono contro i suoi e Achille mi spinse verso un’altra stanza aggrappato a me. Sembrava quasi che non riuscisse a smettere di toccare la mia pelle, sentivo le sue mani ovunque.

Non smettemmo di baciarci nemmeno mentre varcammo la soglia della stanza adiacente al minuscolo soggiorno incespicando togliendoci in modo disperato gli ultimi vestiti rimasti. Non vidi dov’eravamo, ma m’immaginai che fosse la camera da letto. Lanciai via le scarpe e con l’aiuto di Achille gli sfilai in fretta le scarpe, i jeans ed i boxer mentre mi faceva indietreggiare finché non colpii il letto con il retro delle ginocchia e cascammo entrambi sul letto. Achille disteso sopra di me mi ansimò in bocca quando premetti i miei capezzoli turgidi sul suo petto. La sua bocca si allontanò ed io protestai finché non la sentii continuare la nostra corsa disperata sul collo fino ad arrivare al seno. Succhiò un capezzolo guardandomi da sotto le lunghe ciglia bionde e sorrise quando m’inarcai sul letto gemendo rumorosamente. Fece lo stesso con l’altro e scese ancor più giù. Mi allargò le gambe e accarezzò le cosce, i polpacci e le gambe lasciando una scia di baci umidi e vogliosi sulla mia pelle. Si alzò per raggiungermi ricoprendo il mio corpo con il suo. Mi sembrava d’impazzire, ero incapace di muovermi. C’era soltanto lui e quello che mi stava dando.

I nostri respiri ed i nostri gemiti riempirono l’ambiente. Lo volevo come non ricordavo di aver mai voluto niente al mondo. Raggiunse la mia bocca, lo tirai a me ed i nostri corpi si trovarono ad aderire perfettamente tra di loro.

Immersi le mani nei suoi capelli e lui fece la stessa cosa con i miei capelli. Ci baciammo ancora con ardore con le mani che afferravano i reciproci capelli disperatamente. I nostri fianchi iniziarono a muoversi, i nostri sessi si strusciavano trovando l’attrito giusto per stimolarci ancor di più e le nostre gambe s’intrecciarono, mentre Achille divaricava le mie con le sue. Ogni movimento lungo il clitoride mi strappava un gemito.

Con un solo piccolo gesto scivolò dentro di me e dovetti interrompere il bacio per lanciare un urlo. Lo sentivo più rigido che mai, più grosso che mai e mi riempiva tutta.

Lo volevo con tutto me stesso da troppo tempo, stella. Mi sei mancata da morire≥ mi sussurrò contro le labbra con quei suoi occhi che traboccavano d’amore, di passione.

I tuoi occhi≥ dissi semplicemente incapace di parlare.

Allungai una mano e accarezzai il contorno dei suoi occhi e quando li chiuse gli baciai le palpebre.

Vorrei che tu sapessi che non sarei mai riuscita a vivere senza questo, senza te. Sarei tornata, in un modo o nell’altro≥ gli dissi in un sussurro veloce, quasi in tono disperato, mentre sollevavo i fianchi in cerca di lui.

Ti sarei venuto a riprendere Olimpia. Avrei lottato per te, perché ti appartengo. Lo so dalla prima volta che ti ho visto. Mi hai rubato l’anima e questo è il mio posto nel mondo: tra le tue braccia≥ mi sussurrò mentre con la punta delle dita mi accarezzava le labbra gonfie.

I miei talloni scorrevano avanti e indietro lungo le sue gambe. Ruotò il bacino una volta ed io urlai in pura estasi. Achille serrò gli occhi e ruotò una seconda volta e poi si bloccò assorbendo le sensazioni. I nostri respiri erano pesanti ed i nostri petti si muovevano velocemente.

≤ Achille!≥ lo implorai.

≤ Stella aspetta… Fammi godere questo momento dentro di te≥ si mosse impercettibilmente strappandomi un gemito profondo ≤ è così bello, è così perfetto…!≥ sussurrò contro il mio orecchio.

≤ Ti prego!≥ lo supplicai.

Appoggiò la fronte sulla mia e finalmente spinse a fondo dentro di me.

Oddio sì, ti prego, così. Ancora!≥ dissi senza più controllo e lucidità.

Lo sentii sorridere e chinarsi per baciarmi il collo, poi si sollevò. Si appoggiò sulle ginocchia e si mise a spingere con più forza. Staccai le mani dai suoi capelli e le intrecciai con le mani di Achille.

Tu non sai da quanto sogno questo momento. Da quanto sogno te!≥ disse ansimando, mantenendo a stento il controllo abbassandosi di nuovo su di me affondando la testa sul mio collo. Non resistetti all’idea di avere la sua bocca a così pochi centimetri dalla mia, perciò mi voltai e lo baciai.

Ci muovevamo insieme senza alcuno sforzo, senza alcun controllo guidati soltanto dalla nostra passione. I nostri corpi sudati scivolavano l’uno contro l’altro. A ogni spinta di Achille sollevavo i fianchi andandogli incontro. Le nostre mani si sciolsero e ci riafferrammo quasi contemporaneamente i capelli mentre sentivo un potente orgasmo arrivare con una potenza tale da farmi perdere i sensi. Achille lo avvertì ed iniziò a martellarmi sempre più forte, sempre più energicamente, portandomi sempre più in alto. Tutto il suo corpo si indurì e i muscoli del suo petto e delle sue braccia si tesero, mentre lui si sfilava fino alla punta. La forte contrazione dei suoi addominali fu l’unico avvertimento che colsi prima che lui si abbattesse di nuovo dentro di me, con forza, facendomi mancare il fiato e strappandomi un urlo di puro piacere. Era questa la cosa che amavo di più in Achille: sapeva quando avevo bisogno della dolcezza e sapeva quando volevo semplicemente essere scopata fino a perdere la testa. Conosceva ogni necessità del mio corpo.

Achille imprecò infilando una mano sotto i miei fianchi sollevandomi verso le sue spinte, in modo che la punta del suo pene sfregasse senza tregua sul punto che fremeva per lui. Aveva la fronte corrugata per lo sforzo ed i suoi gemiti profondi e rochi mi investivano. Non era mai stato così selvaggio. Non era mai stato così perfetto. E così venni, con forza impetuosa e singhiozzando il suo nome lasciando che calde lacrime mi scorressero lungo le guance.

Achille affondò il volto nell’incavo del mio collo e lo morse rabbrividendo.

Olimpia, cazzo…≥.

Mi strinse forte a sé ed io mi rannicchiai tra le sue braccia, i suoi fianchi davano le ultime spinte mentre veniva, a lungo e con impeto.

Ero esausta, sfinita, l’unica cosa che avrei voluto fare sarebbe stato addormentarmi tra le sue braccia. Sentivo le membra pesanti e le gambe tremare. Sentii Achille muoversi ed il suo viso venne vicino al mio, i nostri nasi si toccarono, mentre il respiro ci usciva ancora affannato. Mi accarezzò delicatamente una guancia ed il collo.

Ma ci credi che sarà così per tutta la vita?≥ disse facendo una faccia impressionata.

Non riuscii a trattenere la gioia che m’invase tutta da capo a piedi. Risi come una matta e lo abbracciai forte a me. La sua espressione era dolce, il suo sorriso pieno di calore e tenerezza.

Grazie≥ disse infine tornando serio.

Lo guardai. Era bellissimo. I capelli gli ricadevano su un lato e mi solleticavano la guancia. Lo ammirai e poi confusa e gli chiesi ≤ Per cosa?≥.

Fece spallucce ≤ Per tutto. Per oggi, per avermi scelto, per amarmi, per aver riempito la nostra Firenze delle nostre foto, per aver urlato a pieni polmoni il tuo amore per me, per Alessandro, per mia nonna… Per essere entrata nella mia vita. Per tutto, non so come ringraziarti davvero≥ disse tutto d’un fiato guardandomi negli occhi.

Grazie anche a te!≥.

Si accigliò ≤ Per cosa?≥.

Per avermi salvato≥.

Beh, figurati Olimpia≥.

Adoravo quando diceva il mio nome, perché detto da lui otteneva davvero il significato che aveva e lui lo sapeva perfettamente. Arrossii e mi strinsi a lui. Non mi aveva mai nascosto niente, mi aveva sempre dato tutto di lui mostrando i suoi sentimenti senza aver paura di sembrare debole.

Con un bacio dolce e leggero, si staccò da me e si sedette sul bordo del letto. Mi spostò i capelli dalla fronte, i miei occhi cascarono inevitabilmente sul suo sesso di nuovo eretto e mi sfuggì un sorriso che Achille colse al volo.

Stella ti voglio ancora, ma non qui. Ti porto a casa≥ disse risoluto.

Annuii e stiracchiandomi mi alzai insieme a lui.

L’impresa quasi insostenibile di rivestirci senza sfiorarci e senza ricominciare tutto da capo fu davvero estenuante, tanto che dovetti rinchiudermi in bagno lasciando fuori Achille e la sua potente erezione. Quando riemersi dalla stanza e andai in cucina finalmente mi godetti l’arredamento di quell’appartamento così minuscolo. Era semplice, ma al contempo ultra moderno. Achille era appoggiato al ripiano della cucina con un bicchiere d’acqua in mano che appena mi avvicinai mi porse. Eravamo entrambi vestiti, anche se a me mancava qualcosa.

Ehi, ma dove sono le mie mutandine?≥ gli chiesi prendendo un sorso d’acqua.

Achille alzò un sopracciglio e accucciandosi raccolse qualcosa da sotto il tavolo. Mi penzolò davanti un brandello di stoffa squarciato. Ecco dov’erano!

Dai, ma sei scemo? Questo vestito è anche un po’ trasparente!≥.

Vuoi le mia?≥ disse ridendo.

Sì!≥ gli dissi decisa mentre mi guardava con gli occhi sbarrati.

Scoppiò a ridere ed iniziò ad avvicinarsi a me con passo felpato rigirandosi il brandello di stoffa tra le dita.

Prendile!≥.

Non me lo sarei fatto ripetere una seconda volta. Avevamo evitato accuratamente di proseguire, ma adesso ne avevo abbastanza. Ero pronta per lui di nuovo e lo volevo disperatamente. Mi avvicinai, ma in quel preciso istante qualcuno bussò timidamente alla porta dell’appartamento riportandoci alla realtà. In quel momento Achille ed io ci guardammo intorno e vedemmo che c’erano alcuni ciottoli a terra e un piatto rotto che molto probabilmente avevamo urtato nel delirio di prima.

Bene, se fosse stata Viola ci avrebbe ucciso.

La porta si aprì piano e una testa bionda fece capolino con un occhio chiuso e l’altro semi aperto. Quando vide che entrambi eravamo rivestiti, forse un po’ trafelati, ma presentabili entrò, e senza dire una parola mi si fiondò addosso. Viola mi tenne stretta a sé ed io l’abbracciai a mia volta e riconobbi la stessa sensazione di sempre: abbracciare lei, era come abbracciare una piccola parte di lui.

Viola si scostò per dire qualcosa, ma il suo occhio vigile cascò immediatamente sul tessuto squarciato dei miei slip penzoloni dalle dita di Achille.

Ecco, quando ti ho visto prenderla in spalla e correre via come uno che non scopava da anni, ho pensato tu fossi un vero cavernicolo… Adesso ne ho la conferma≥ disse Viola disgustata nei confronti del fratello che non accennava a smettere di sorridere sotto i baffi ≤ Vieni con me cognatina mia adorata≥ disse Viola trascinandomi in camera sua.

Viola mi condusse in camera, e una volta lì si diresse verso l’armadio, afferrò un paio di slip nuovi e me li porse. Non potei fare altro che sorriderle e ringraziarla. Andai nel bagno e mi sistemai prima di tornare da lei.

Grazie Viola, diciamo che questo è un vero segno d’amicizia≥ le dissi trattenendo una risata.

Ci dovremo abituare a condividere tutto per tre semplici motivi: il primo è che condividiamo l’uomo più importante della mia vita; il secondo è perché diventeremo vicine di casa; terzo perché stai per diventare zia≥.

L’ultima frase mi fece rimanere di sasso. Guardai il minuscolo corpo di Viola e poi mi soffermai sulla sua mano sul ventre e capii immediatamente.

Oddio mio, davvero? Congratulazioni, che bello!!≥ le dissi abbracciandola forte.

Non seppi come mai, ma quella confidenza fece nascere qualcosa dentro di me che non seppi bene riconoscere. Achille e sua sorella erano cresciuti senza una famiglia, senza nessuno su cui appoggiarsi, ma adesso eccoli qua entrambi a costruire la loro, senza più preoccupazione, e io ero entrata a far parte di quella famiglia che si sarebbe allargata presto. Era emozionante pensare di far parte di una cosa totalmente nuova e così importante.

Quando pensavo davvero che non potesse essere più perfetto di così, come un razzo il mio cervello mi ricordò una cosa molto importante, una cosa di cui dovevo assolutamente parlare, e mi decisi a farlo proprio adesso che eravamo tutti insieme.

M’irrigidii e Viola lo avvertì. Prima che potesse chiedermi qualcosa le dissi ≤ È stata una bellissima giornata e questa notizia è fantastica. Sono davvero onorata di far parte della vostra vita e di essere un membro a tutti gli effetti di questa famiglia, ormai la nostra famiglia. Amo Achille e di conseguenza voglio bene a te, perché tutte le volte che ti guardo mi sembra di avere un pezzo di lui vicino a me. Mi sono affezionata a te e alla tua bellezza in tutti i sensi. Però non posso far finta che le cose siano così semplici per tutti noi. Ho bisogno di parlarvi di una cosa seria e vorrei che voi mi ascoltaste. Tutto ciò che faccio lo faccio pensando al vostro bene, a voi che siete la mia famiglia≥.

Viola mi guardò confusa, ma al contrario di come poteva reagire suo fratello a quelle parole, cercò di rimanere tranquilla nonostante avesse capito che c’era qualcosa da cui si doveva proteggere, qualcosa che l’avrebbe ferita.

Hai ragione. Adesso siamo una famiglia e come io proteggerò te, tu lo farai con me e di questo non ho dubbi, perciò non ho niente di cui preoccuparmi e ascolterò tutto quello che avrai da dirci≥, prima che potessi dirle il mio timore per come avrebbe potuto reagire Achille, aggiunse velocemente ≤ E non ti preoccupare, anche lui ti ascolterà, ti aiuterò io!≥.

Annuii e ritornammo nell’altra stanza dove ci aspettavano Achille con un sorriso che avrebbe potuto far esplodere il mondo ed Ettore che roteava gli occhi davanti alla felicità immensa del suo amico. Si voltò, ma quando incontrò il mio sguardo, il suo sorriso si spense. Aveva già capito che stava arrivando l’ennesima mazzata tra capo e collo. Non volevo angustiarlo, lo era già stato per tanto, ma la mia mania di mettere ordine mi aveva spinto a farmi coraggio e a parlare di Azzurra. Nel nostro orizzonte si prospettava tanta felicità, ma c’erano ancora nuvole che dovevo eliminare per iniziare il tutto a cuor leggero.

Achille sorpassò la sorella che andò a stringersi tra le braccia di Ettore e venne diretto da me. Mi sollevò e si sedette con me sulle sue ginocchia su una poltrona.

Che c’è stella?≥ mi chiese scostandomi accuratamente una ciocca dal volto.

Guardai Viola e le feci cenno di sederci sul divano vicino a noi e così fece, accompagnata da un Ettore confuso e visibilmente preoccupato per le due persone più importanti nel suo mondo.

Sospirai e guardai prima Viola e poi Achille, le due matasse di capelli biondi incolti ≤ Vi devo parlare di una cosa abbastanza seria. Avrei bisogno che prima ascoltaste la mia richiesta e che mi prometteste di fidarvi di me e di fare quello che sto per chiedervi. Solo dopo capirete perché!≥.

Achille mi afferrò il viso tra le sue mani e mi guardò negli occhi ≤ Tutto stella. Tutto quello che vuoi, basta che sputi il rospo e ti togli quell’espressione preoccupata dalla faccia. Odio vederti così!≥.

Lo baciai sulle labbra, era così bello farlo così liberamente che non trattenni un sorriso. Mi alzai e mi allontanai dalle sue braccia dirigendomi verso la finestra che si affacciava nel soggiorno e dava sul Duomo.

Io… Io, ecco… io vorrei, anzi voglio che voi due veniate con me a parlare con Azzurra Gilli, o meglio Azzurra Falconieri≥.

Viola corrugò la fronte e capii che non sapeva. Spostai lo sguardo su Achille che mi guardava con aria truce. Non sarebbe stato semplice, lo sapevo, avrei dovuto lottare contro la sua testa dura e non mi sarei fatta abbattere dal muro che lui avrebbe eretto per proteggere sia lui che la sorella.

Si alzò di scatto in piedi e scosse la testa.

Mai!≥ disse risoluto.

Perfetto, peggio di così? Era passato dal tutto al mai in una frazione di secondo.

Mi scrutò a fondo ≤ Tu lo sai!≥ quella frase arrivò quasi come fosse un’accusa.

Lo so, me lo ha raccontato lei stessa≥.

Perciò lei sa!≥ il suo tono di voce si alzò e divenne più duro e traboccava d’odio.

Anche tu, e da quanto mi ha detto sei andata a cercarla. Perché, se adesso reagisci così?≥ gli domandai cercando di non cedere al gettarmi tra le sue braccia per avere la certezza che lui non mi odiasse.

L’ho cercata perché volevo vedere con i miei occhi la sua faccia di merda per capire se non sapeva o se sapeva e lo ignorava volontariamente su chi fossimo e cosa rappresentassimo, ma soprattutto chi rappresentiamo≥ rispose Achille strofinandosi la faccia e guardando le iniziali dei suoi genitori incisi sul polso, poi aggiunse ≤ Adesso non conta più, me l’hai confermato tu stessa che lei ha sempre saputo, non ho bisogno di sapere altro. Non voglio niente, né da lei né dalla sua famiglia≥ concluse voltandosi e dirigendosi verso la porta.

Lo dovevo fermare, non poteva chiudermi fuori ≤ Tu le devi molto, non lo sai, ma è così, dalle la possibilità di spiegare. Io l’ho fatto e credimi, ciò che mi ha detto non me lo sarei mai aspettato≥.

Achille colpì con un potente pugno la porta e si voltò fulmineo a guardarmi. Era scuro in volto, non mi aveva mai guardato così, ma non cedetti ≤ Cosa cazzo le devo io?≥ mi sbraitò contro avanzando verso di me mentre Viola si alzava per andargli incontro ed Ettore si alzava e veniva verso di me ≤ Come hai il coraggio di dirmi una cosa del genere Olimpia? Qualsiasi cosa ti abbia raccontato è merda. Tutto quello che riguarda quella famiglia è merda. Cazzo, lo sai meglio di me. Come cazzo hai il coraggio di dirmi una cosa del genere, eh?≥ mi disse urlandomi contro.

Gli volevo lanciare le braccia al collo e chiedergli di perdonarmi, ma non potevo. Sapevo che non sarebbe stato semplice, ma avevo fatto una promessa, lui doveva ascoltare Azzurra.

Lei c’era. C’è sempre stata. Sa cose su di voi che nemmeno t’immagini. Achille, ti prego, ascoltala. Dalle almeno questa possibilità!≥.

Achille avanzò e fu davanti a me con gli occhi iniettati d’ira ≤ C’era? C’era quando ho seppellito i miei genitori? C’era quando gli ho dato l’ultimo addio? C’era quando stavamo crescendo? C’era quando avevamo bisogno di protezione e sicurezza? Ma che cazzo dici Olimpia? Ti ha fatto un fottuto lavaggio del cervello? Quella donna mi fa schifo, non ha mai mostrato rispetto per sua sorella, per i suoi nipoti, per noi!≥ urlò tutto insieme non pensando alle parole che aveva appena detto.

Si bloccò quando Viola ed Ettore di fianco a noi si pietrificarono. Achille si ritrasse e guardò Viola che era diventata pallida in volto, cercò di toccarla, ma lei si ritrasse velocemente.

Che cos’hai detto?≥ disse Viola in un sussurro.

Achille restò pietrificato a guardare la sorella come se si stesse per sgretolare da un momento all’altro. Ci furono degli attimi di silenzio in cui nessuno accennava a rispondere alla domanda di Viola. Lei spostava lo sguardo da me al fratello, lo stesso facevo io, sperando che Achille mi guardasse almeno un secondo. L’unico modo per incontrare i suoi occhi era parlare per prima.

Viola…≥ iniziai.

Achille si voltò rapidamente e mi puntò un dito contro ≤ Zitta!≥ m’intimò.

No, Achille, deve sapere, non è una bambina. È molto più matura di te!≥ gli dissi afferrando il dito che mi puntava contro e cercando la sua mano per stringerla alla mia. Non volevo fosse arrabbiato con me, doveva capire e accettare che ciò che stavo cercando di fare era per il suo bene.

Lo guardai negli occhi e un groppo mi si formò in gola ≤ Achille, amore mio, tu devi capire che quello che ti sto dicendo non è per il vostro male. Dio mio, come puoi pensare una cosa del genere? Io ti amo, tu lo sai. Perché non ti fidi di me?≥ gli dissi accarezzandogli le nocche, cercando di avvicinarlo a me.

Si rilassò tutto d’un colpo e sbatté velocemente le palpebre scacciando la nebbia d’ira che gli aveva offuscato la vista, mi strinse la mano a sua volta e mi avvicinò a se. Mi avvolse tra le sue braccia e mi baciò sulla fronte ≤ Certo che mi fido di te, è di loro che non mi fido. Voglio solo proteggervi, non voglio che vi feriscano come hanno già fatto in passato. Quella famiglia quando entra in contatto con la nostra porta soltanto guai e dolore. Non volevo arrabbiarmi con te, ma capiscimi, sono cose che non posso sopportare: vedere le due donne più importanti della mia vita soffrire, è fuori discussione. Vi amo e basta. Vi proteggerò sempre≥.

Viola si avvicinò a lui e glielo lessi negli occhi che le costava uno sforzo immane resistere all’impulso di afferrare il fratello e supplicarlo di raccontarle tutto. Achille l’afferrò e ci avvolse entrambe abbracciandoci dolcemente.

Non abbiamo bisogno di lei. Non abbiamo bisogno di aprire quel capitolo doloroso della nostra vita. Dobbiamo andare avanti. Per favore chiudiamo Azzurra Gilli e tutta quella merda di famiglia fuori dalle nostre vite. C’è un motivo se nostra madre l’ha fatto. Ascoltatemi, vi prego≥ ci sussurrò.

Il fatto era che Achille aveva la sfortuna di aver a che fare con due donne tenaci che non si sarebbero fermate a quella supplica: io, perché avevo fatto una promessa ed ero convinta di ciò che stavo facendo, e Viola perché aveva il diritto di sapere tutto. Ci considerava delle bambine da proteggere, in realtà aveva paura principalmente di perderci.

Ancora stretta nell’abbraccio di Achille aprii gli occhi ed incontrai lo sguardo di Viola e non ci fu bisogno di parlare, c’eravamo già capite. Sciogliemmo contemporaneamente l’abbraccio e ci allontanammo da Achille prendendoci per mano. Dovevamo far fronte comune per contrastare la testa dura che il mio uomo si era ritrovato.

Fui la prima a parlare ≤ Achille tu devi fidarti di me. Tu devi ascoltarla e solo dopo averlo fatto, chiuderemo questo capitolo e andremo avanti≥ vidi la rabbia ribollirgli nel petto, ma prima che aprisse bocca intervenne Viola.

Noi siamo tue. Questa è una cosa che non devi mai mettere in discussione. Non ci perderai mai, ma se continui a proteggerci come se fossimo di porcellana alla fine sarai tu stesso a romperci. Hai delle sicurezze nella vita: il fatto che sei mio fratello e che per me significhi tutto e il fatto che Olimpia ti ama e che non si allontanerà mai da te…≥.

≤… Lo vuoi capire che adesso non c’è più niente ad ostacolare il nostro rapporto? Parla con Azzurra, racconta a Viola la verità e niente cambierà≥ conclusi.

La rabbia negli occhi di Achille era più palpabile che mai. Spostò rapidamente lo sguardo su Ettore che era rimasto in silenzio a braccia conserte per cercare appoggio. Pensai che il suo amico lo stesse per appoggiare immediatamente, invece lo guardò e poi guardò noi. Si spostò e venne in mezzo a me e a Viola. Ci strinse le spalle e fu chiaro che lui appoggiava noi.

Lille, lo sai che hanno ragione loro. Smettila di essere così testone, non hai nulla da perdere se parli con Azzurra, noi siamo qui, chi si muove!≥ disse Ettore.

Achille incredulo sbottò tutto insieme e iniziò ad aggirarsi per la stanza come un leone in gabbia ≤ Mi state sul cazzo tutti e tre!≥ sbottò.

Nessuno dei tre trattenne un sorriso e aspettammo che la belva si calmasse da sola, finchè vedendo che non avremmo cambiato idea crollò sulla poltrona e si prese il viso tra le mani. Gli andai vicino e mi accucciai davanti a lui.

Non puoi chiudere questo capitolo, non ancora. Fidati di me Achille!≥.

Dimmi che non cambierà niente≥ mi disse guardandomi dritto negli occhi.

Aveva paura di sapere la verità, gli si leggeva in faccia.

Non succederà≥.

Si sporse, mi attirò a sé e mi baciò dolcemente sulle labbra, poi sollevò lo sguardo su Viola che era rimasta in piedi dietro di me affiancata da Ettore.

Azzurra è sorella di mamma. È nostra zia. È tutto ciò che so e che ho voluto sapere≥ disse deciso.

Aspettammo tutti la reazione di Viola e alla fine arrivò.

Io voglio sapere di più!≥ disse risoluta.

 

CONTINUA…

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20 commenti

  1. Alice

    Bellissimo capitolo!!! Molto intenso e mi è piaciuto veramente, sopratutto molto ricco di emozioni, dettagli e situazioni!!!

  2. Papera

    Victoria sei fantastica!!!! Sono in crisi al pensiero che questa ff sta per finire… non abbandonarci continua a scrivere (magari di Viola ed Ettore) o della sorella di Olimpia.
    Detto ciò, questo capitolo è stato bellissimo: passionale, dolce, tenero, forte e ricco di emozioni. Finalmente conosciamo la vera Olimpia combattiva e forte. Achille è un amore, mostra sempre tutte le sue emozioni senza alcun problema.
    Bellissima la parte in cui Olimpia abbraccia il piccolo Alessandro che è di una tenerezza incredibile.
    Ora non vedo l’ora di leggere dell’incontro tra Azzurra e i suoi nipoti.

  3. Maria

    Uauuuuuuuuuuuuuuuuuu!!!! capitolo fantastico!!!!!
    E poi….era da prendere fuoco a vederli quei due!!! Passione allo stato puro!!!!!
    Finalmente insieme…che meraviglia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Adesso aspetto di leggere cosa succederà nel prossimo capitolo sull’incontro con Azzurra………

    • GiusiG

      solo una cosa mi tormenta… Achille OH Achille….. perchè non sei vero???
      Victoria il tassista?? l’hai trovato? hai news per noi

  4. Valentina

    Victoria…che capitolo!!! Sono, come GiusiG, ammutolita!

  5. Maria Gargano

    Che bel capitolo! Achille e Olimpia mi hanno fatto morire all’inizio del capitolo..quella passione ke gli stava divorando,la voglia di Achille di averla tutta per se..di voler fare l’amore x la prima volta con la consapevolezza di amarsi,di appartenersi senza timori e alla luce del sole..È stato passionale ma anke molto dolce.
    E mi sono sinceramente commossa quando Olimpia e Alessandro si sono abbracciati. Quel bambino è una dolcezza..e x nn parlare di Gina,lacrime a go go.
    Mi piace molto anke il rapporto tra Viola e Olimpia. È un legame ke è scattato quasi subito se nn ricordo male in modo così naturale come se si conoscessero da sempre e si comprendessero con uno sguardo. Cosa effettivamente vera ke ci hai mostrato in questo capitolo.
    Mi è piaciuta anke molto la discussione. Certo Achille quando si infuma o vuole proteggere le persone ke ama diventa rabbia so xò le discussioni sono salutari se sincere. La situazione è difficile e nn sarà semplice risolvere o almeno chiarire la situazione con Azzurra Gilli ma se quello ke ha raccontato ad Olimpia è vero,e io credo di si, c’è una possibilità. Sicuramente nn avranno mai dei rapporti di nessun genere con Lapo ma con la zia ke di nascosto ha fatto molto x loro penso qualcosa si possa creare.
    È stato troppo troppo bello vederli finalmente insieme. Ti prego dacci altri capitoli della loro vita di coppia!
    Complimentoni Vittoria,questa storia è fantastica!
    Alla prox.
    Un bacione

  6. silvietta

    Vicky sei stata… WOW!!! Capitolo stupendo, mi hai lasciata senza parole.Achille in stile uomo delle caverne mi ha fatto morire dal ridere, sopratutto perchè i suoi propositi venivano interrotti ogni due secondi da tutti i loro amici e la loro famiglia…povero Achille, OH ACHILLE!!!, la gente doveva capire che anche lui ha le sue esigenze con tanto di arrettrati!!!! Alessandro cucciolotto, che tenero che è! Ha richiesto una sorellina ad Olimpia e quando ha fatto il broncio per dirle che le è mancata mi è venuta una tenerezza indescrivibile ( strega che non sei altro lo sai che i bambini sono il mio punto debole, sopratutto quando fanno le smorfie tenere!). Quando sono entrati in casa di Viola ho temuto seriamente che gliela distruggessero, per fortuna i danni si sono limitati al piatto e sono stati interrotti prima di iniziare il secondo round. Viola è di una ironia e di una tenerezza disarmante, il modo in cui ha parlato di Achille, del bambino in arrivo, del fatto che ormai Olimpia fa parte della famiglia e che si devono proteggere a vicenda e il modo in cui ha affrontato Achille mi fanno capire che personaggio stupendo tu abbia inventato. Ettore ormai ha deposto l’ascia di guerra, comunque mi fa sempre sorridere il modo in cui si comporta, come se fosse spaventato, quando ci sono degli scontri tra Achille e Viola… in fondo Lille è il suo migliore amico/fratello e sa quando può essere spaventoso quando si arrabbia, Viola d’altra parte è la sua fidanzata e anche lei da un certo punto di vista è spaventosa perchè non perde mai la calma…tipo il detto can che abbaia non morde, Viola non abbaia mai quindi morde e la porta a vincere sempre usando cervello e modi gentili. E ora aspettiamo con ansia il prossimo capitolo per vedere cosa succederà con Azzurra Gilli, sono troppo curiosa!! Bravissima come sempre la mia Vicky.A lunedì prossimo con Achille, OH ACHILLE!! (so che ci sono altri personaggi ma io preferisco lui, che volete farci!?!?!?).

    • Alexa82

      dal tuo commento m’immagino come siete te e la Victoria mentre vi parlate, schiette e senza peli sulla lingua. m’immagino che morite dalle risate insieme, insomma è bello vedere che l’amicizia non è del tutto sopravvalutata, soprattutto di questi tempi. nel vostro caso internet non è servito per infamarvi a vicenda, anzi, ha fatto nascere una cosa bella, siete proprio un bell’esempio 😀 comunque Silvietta adoro il tuo commento, soprattutto quando parli di Ettore, è la stessa cosa che ho pensato anch’io.. non so come fai a parlare con la Victoria e non supplicarla ogni giorno di farti leggere i capitolo. personalmente l’avrei già strozzata e poi le avrei rubato il computer!!

      • silvietta

        Ci diciamo tutto senza giri di parole senza filtri e senza censure… siamo due pazze che spesso assomigliano a due scaricatrici di porto però ci divertiamo un mondo e infatti passiamo la maggior parte del tempo a ridere e a temere che qualcuno legga le nostre conversazioni e ci faccia davvero chiudere in un manicomio (pensavate che stessi scherzando quando, la settimana scorsa, ho detto che io e lei avevamo due stanze prenotate!??!),andiamo d’accordo quasi su tutto e spesso pensiamo le stesse cose anche se non stiamo comunicando da qualche ora e quando ce lo diciamo ci mettiamo a ridere da quanto la cosa è inquietante… ogni tanto discutiamo ma rimaniamo sempre molto civili e riusciamo a fare le stupide anche durante la discussione (quindi renditi conto di che razza di elementi siamo!!). Come ho detto due pazze da manicomio, che in questo sito hanno trovato buona compagnia 😀 Putroppo non posso supplicarla ne rubarle il computer perchè stà scrivendo i capitoli di settimana in settimana e spesso finisce all’ultimo minuto… comunque sappi che la strega qui presente molto spesso mi tortura dicendomi ” non hai idea di quello che succederà in questo capitolo!” non dicendomi nient’altro ed infatti la mia risposta è “che stronza che sei!” e ridiamo come sceme 🙂

  7. Romina

    Oddio questo capitolo è di un’intensità incredibile. Pieno di fuochi d’artificio….l’inizio fatto di tanta passione, l’impazienza di Achille che è stata a dir poco esilarante….me lo immagino impaziente di portarla lontana da tutto e tutti ed averla solo per lui, la loro passione una volta restati soli, dopo tutto quello che hanno passato … e che passione…wowwwww…e poi la fine, meno travolgente dell’inizio perché mi hanno fatto arrabbiare Achille dopo che era tanto felice ma alla fine era giusto che Viola venisse a conoscenza del loro passato…..però quanto si è arrabbiato Achille io fossi stata Olimpia sinceramente avrei aspettato qualche giorno 😉 non ve lo nascondo, insomma dopo tutta quella passione e tutta la sofferenza passata aspettare qualche giorno non cadeva mica il mondo, no? Ora vediamo cosa accadrà…complimenti sempre capitoli bellissimi, questi ultimi sono eccezionali!

  8. Rosy ♡

    Wow 😀 Adoro Achille in versione “Uomo delle caverne” 😀 è così forte, virile, passionale ma anche dolce, tenero e amorevole 😀 ACHILLE OH ACHILLE 😀
    Anche da arrabbiato è sexy ♥
    Bellissimo il rapporti tra Olimpia e Viola 😀 sono stupende 😀 spero che Ettore cambi il suo atteggiamento nei confronti di Olimpia, magari diventano anche ottimi amici 😀
    Alessandro sembra fatto con lo zucchero 😀 meno male che non ha preso l’acidità della madre, ma d’altronde con un padre così 😀 voglio anche io una sorellina per il cucciolo, anzi, con la carica di Achille non mi sorprenderebbe una gravidanza gemellare 😀
    Aspetto il prossimo capitolo per leggere del confronto con Azzurra e, perchè no, anche di un’altra scarica di sesso bollente 😀
    Victoria sei sempre più fantastica ♥ ti prego scrivi ancora, non smettere mai mai mai maiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii ♥

  9. chiara

    Oddio che bello, solo oggi ho potuto leggere questo capitolo e quello precedente! E che dire? Veramente bellissimi, emozionanti, sono felice per loro! Non vedo l ora di scoprire cosa ti inventi viky! bravissima!!! <3

  10. cri

    Mi viene da piangere solo a pensare che tutto sta per finire! :'( è stato un capitolo bellissimo 🙂 achille è l’uomo ideale!forte,virile,passionale,dolce e che sa trattarti come una vera principessa 🙂 mi sono proprio innamorata di lui *.* ahahahah..lui e olimpia sono proprio una bomba..quando stanno insieme fanno proprio i fuochi d’artificio..non badano a cosa c’è intorno,basta che ci sono loro e tutto va come deve andare 🙂 ora voglio proprio vedere cosa succederà con azzurra!sono curiosa..bravissima victoria e mi unisco alle altre!non può durare per sempre questa fan fiction?? 🙂

  11. Alexa82

    WOW, mi hai lasciato senza parole, con la gola secca e gli occhi attaccati allo schermo del pc, ma cercherò di recuperare le mie facoltà mentali per commentare a dovere, aspetto ogni lunedì anche per parlare con le mie compagne di manicomio.. comunque capitolo impossibile da definire a parole, avrei usato strepitoso, ma non mi piace molto, è riduttivo. potrei usare bello, ma dovresti sentire il mio tono di voce per capire a che livello di bello è. inizio dicendo che Alessandro è favoloso assomiglia più di tutti a Viola. Gina è la tipica nonna toscana, irresistibile, lo so bene. l’intesa che Olimpia ha con Viola è comprensibile, lo dice anche lei, lo stesso collegamento che ha con Achille lo avverte nella sorella perchè è come se Viola fosse una piccola parte di Achille e vice versa. arriviamo ai tasti dolenti: Olimpia e Achille. sono due carri armati ed insieme sono davvero incontenibili. io ho sempre quest’immagine di questi due ragazzi scapestrati e selvaggi, SEXY da svenire che quando si uniscono rendono tutto più bello, più giusto. insomma, la scena di sesso è qualcosa di spettacolare, ho sbavato dall’inizio alla fine e mi sono ritrovata a sventolarmi freneticamente con delle pratiche.. l’unico nodo che c’è ancora da sciogliere è il problema Nicole e sinceramente non vedo l’ora di vedere l’arpia finalmente zittita!
    TI ADORO VICTORIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA, hai creato una storia realistica con sempre mille colpi di scena, insomma non annoia MAIIIII (CONTINUA, mi sa che ti dovremo davvero supplicare) 😀

  12. lolly74

    Victoria io sono concisa nn faccio capitoli per dirti che sei FANTASTICA FAVOLOSA un capitolo stellare come sempre nn mi deludi MAI brava nn vedo l’ora di leggere il prox ….a presto un abbraccio 😉

  13. Luana

    Voglio anche io fare “pace” con Achille!!!! 😉
    Cavolo è stato proprio bello! VICTORIA ma tu non puoi far finire questa FF!!! Ti prego!
    Facci godere un po’ A&O finalmente insieme. Cmq rinnovo nuovamente i complimenti a te xché la trama di questa FF è molto bella, i personaggi sono fantastici, tutti descritti benissimo con ognuno delle caratteristiche ben studiate. Niente è lasciato al caso! COMPLIMENTI .. davvero! Un bacio … nella speranza di ancora tanti altri capitoli…. !!

  14. alessandra

    che capitolo tenero e hot allo stesso tempo, tu non deludi mai sei strepitosa, non vedo l’ora dell’incontro con la zia e chissa’ cosa succedera’, spero che Achille torni sui suoi passi del resto non si e’ dimostrata essere una grandissima stronza come il figlio XD a lunedi prossimo, dio mio che impazienza, baci a tutte

  15. Victoria

    comincio confessando che sono state due settimane d’inferno per scrivere questo capitolo e questa scena, perchè chi dice che per scrivere scene di sesso bisogna fare pratica dice una vera stronzata. sono così concentrata sui prossimi capitolo e l’epilogo che non ho tempo di pensare o fare altro se non stare inchiodata alla scrivania davanti al pc. è davvero difficile descrivere determinate cose e molto molto imbarazzante. se voi stavate sbavando, io sto viaggiando con un ventilatore portatile e degli asciugamani per asciugare il sudore e la bava. come sapete bene ho creato Achille ad immagine e somiglianza del mio prototipo di uomo, perciò… si, lo amo profondamente, molto profondamente e quando scrivo di lui e delle scene di sesso ho la foto stampata di Dustin Clare sulla scrivania. non mi sono mai sbilanciata sui capitolo e non lo farò nemmeno stavolta, vi dico solo che ci sarà da sudare, nel senso buono della parola, da qui alla fine. non ho news per voi sul tassista, ma devo ammettere che non ho fatto neanche tanto per cercarlo, sto aspettando e studiando la situazione!
    GRAZIE a tutte voi come sempre, non ci sono parole per descrivervi ;D