Il nuovo capitolo del racconto di Victoria.

Nuova presentazione a cura dell’autrice: “Quella che era partito come un breve racconto, si è trasformato in qualcosa di più solido e concreto, grazie alle lettrici a cui ho presentato il mio scritto e che lo hanno apprezzato spronandomi a fare ogni giorno meglio. Questo è il coronamento di un grande sogno che ho sempre avuto nel cassetto, ma che non avevo avuto mai, almeno fino adesso, il coraggio di realizzare non considerandomi all’altezza. Vi presento l’amore sotto tutti i punti vista, vi presento le due persone che ormai fanno parte della mia vita e vi racconterò la storia di come il loro amore è nato in una città magica come lo è Firenze. A&O”.

23° CAPITOLO

23.

ACHILLE

 

 

C’era qualcosa di peggiore che sapere che la donna che amavi aveva scelto di stare con un altro, certo che c’era, prima non pensavo, ma adesso sapevo che c’era. Sapere che la donna che amavi aveva lasciato l’altro per te, ma nonostante questo non si faceva minimamente sentire, era irraggiungibile, questo era molto, ma molto peggio. Era un incubo da cui non riuscivo più a svegliarmi. Era scomparsa nel nulla. Né una telefonata, né un messaggio. A lavoro non c’era da quattro giorni, a casa non c’era e la cosa ancor peggiore era che nessuno mi parlava. I suoi amici, sua sorella, i suoi genitori erano delle tombe ed a volte mi sembrava addirittura che mi ridessero in faccia quando io disperato andavo a chiedere loro dove cazzo si fosse cacciata Olimpia. Ma cosa diavolo avevano da ridere? Cosa stava succedendo? Ma non lo vedevano che io stavo per impazzire? Cercavo conforto tra le braccia dei miei amici di cui adesso più che mai avevo bisogno, ma mi chiudevano le porte in faccia. Era come se mi fossi ritrovato completamente isolato. Era come se in una stanza affollata di persone, dei miei cari per l’esattezza, iniziassi ad urlare chiedendo loro di parlarmi, di aiutarmi a capire, a superare tutta questa sofferenza, di dirmi qualsiasi cosa, ma loro non mi sentivano. M’ignoravano completamente. La ciliegina sulla torta la mettevano due persone in particolare, quegli stronzi dei miei migliori amici, Ettore e mia sorella Viola. Dopo tutta la confusione del giorno precedente, il martedì entrando in ufficio dopo una notte da cani, mi avevano lasciato semplicemente un biglietto in cui mi comunicavano che sarebbero stati fuori città fino a sabato dicendo che era un viaggio che avevano programmato da tanto tempo, ma che erano sicuri che io non me ne fossi ricordato. In realtà era vero, non mi ricordavo di una loro imminente partenza, ma ero sicuro che non mi ricordavo di niente perché non avevano nessun fottutissimo viaggio in programma, ma non me ne fregava niente. Il fatto era che mi avevano lasciato da solo in ufficio con tutto il lavoro che c’era da fare e con tutto quello che avevo da risolvere. La prima cosa che feci fu bruciare, nel vero senso del termine, il progetto della casa nel mio caro adorato cuginetto appena scoperto. C’erano così tante cose a cui dovevo pensare, su cui dovevo riflettere per trovare una soluzione o almeno prendere una decisione sul da farsi: parlare con Azzurra Gilli per sapere se lei sapeva della nostra esistenza o la ignorava volontariamente; parlare con Viola e raccontarle quello che ero venuto a sapere; affrontare le conseguenze del pestaggio a Lapo; ed infine scoprire dove cazzo era finita Olimpia. Ogni mattina che entravo in ufficio mi aspettavo di trovare un qualche segnale, ma era come se il mondo si fosse dimenticato di me. Non ebbi il tempo di riflettere in nessun modo. In ufficio era un caos ed io mi ero ritrovato da solo a risolvere i problemi anche di Ettore e Viola che erano a spassarsela chissà dove. Ovviamente non mi avevano detto nemmeno dove si sarebbero recati. Il nulla nel nulla. Da martedì fino al venerdì sera mi ritrovai a lavorare fino alle 23.00 di sera e non potei nemmeno vedere Alessandro. Venne a trovarmi il venerdì e stette con me in ufficio, ma ero così indaffarato che non potei nemmeno parlargli come facevamo sempre. Tutto il mio tempo fu risucchiato dal lavoro, ma finalmente arrivò il sabato, il giorno in cui avrei agito affrontando tutta questa situazione per vedere di capirci un po’ meglio.

Mi alzai alle 8.00 e dopo essermi preparato per uscire scesi le scale e mi ritrovai in una casa devastata, come lo ero io. I piatti da lavare, sporchi di chissà quanti giorni, vestiti sparsi ovunque e barattoli di nutella vuoti disseminati sul pavimento. Si, mi ero dato alla pazza gioia. Non potevo uscire e lasciare tutto così, dato che avevo deciso di mettere a posto le cose, mi convinsi che la cosa migliore da cui partire era proprio casa mia. In realtà il mio primo pensiero fu: se Olimpia si fosse fatta viva e fosse piombata a casa mia avrebbe avuto uno shock. Cercai di essere il più veloce possibile, ma quando finii di sistemare tutto quel macello si erano già fatte le undici di mattina.

Quando stavo per uscire il mio cellulare squillò ed automaticamente il mio cuore mancò un battito. Lo presi e risposi senza guardare, perché mi volevo illudere, anche se per pochi istanti, che fosse lei.

≤ Pronto?!≥ risposi speranzoso.

≤ Ehi fratello, siamo tornati!≥ esordì Ettore entusiasta dall’altra parte della cornetta.

A quanto pareva dal suo tono di voce si era davvero divertito, ma evitai di pensarci tanto, il fatto che fosse fidanzato con mia sorella mi rendeva altamente irascibile. Nella mia testa lei era sempre vergine e nonostante sapessi perfettamente che era la cosa più stupida che potessi pensare non potevo fare altrimenti. La vedevo, e l’avrei vista sempre, come quella bambina mingherlina di dieci anni a cui tiravo le lunghe trecce.

≤ Capito≥ risposi seccamente.

In quei cinque giorni scoprii come si sentivano le donne durante il periodo mestruale. Mi sentivo sempre incazzato e irritato qualsiasi cosa mi succedesse attorno e rispondevo male a qualsiasi persona osasse rivolgermi la parola.

≤ Siamo stati benissimo≥ continuò Ettore dall’altra parte della cornetta sempre più felice.

Avrei voluto mettermi ad urlare che non me ne fregava un cazzo se loro erano stati bene o no, perché io ero stato e stavo malissimo, perciò non riuscivo ad essere contento per loro, ma mi limitai a rispondere seccamente ≤ Capito≥.

≤ Tutto a posto a lavoro?≥.

Non demordeva, mi voleva far parlare, quando sapeva perfettamente che non ne avevo affatto voglia.

≤ Si≥.

≤ Grazie per averci coperto, m’immagino che è stata dura. Ci faremo perdonare, vedrai≥, se lo avessi avuto a tiro gli avrei sputato in un occhio.

≤ Ok≥.

≤ Mio dio Achille, riesci a dire più di una parola?≥.

≤ No≥ e poi perché avrei dovuto dirla?

≤ Dove sei?≥.

≤ A casa≥.

≤ Ti scoccerebbe venire qua a casa nostra?≥.

≤ Si≥ risposi molto sinceramente, ma il mio migliore amico essendo tale conosceva ogni sfaccettatura del mio carattere e sapeva perfettamente come prendermi.

≤ Sapevo che avresti detto così, ma è una cosa seria. Viola ti deve parlare, ha bisogno di te≥ e con quest’ultima frase sapeva già quale sarebbe stata la mia risposta.

Tanti anni prima Viola ed io c’eravamo fatti una promessa: qualsiasi cosa fosse successa io e lei saremo stati insieme per sempre, potevamo sempre contare l’uno sull’altra. Viola era la mia certezza e nonostante mi avesse lasciato nel momento in cui più avevo bisogno di lei non potevo biasimarla. Fino alla settimana scorsa avevo escluso tutti ed in realtà non le avevo mai chiesto un aiuto esplicito, ma adesso lei lo stava facendo. Aveva bisogno di me e non aveva usato mezzi termini per dirmelo. Me lo aveva detto e basta, perciò sarei andato da lei all’istante.

≤ Arrivo!≥ risposi e riattaccai.

Presi le chiavi di casa e uscii. Attraversai il piccolo vialetto che si trovava davanti casa e il mio occhio si soffermò sulla siepe e mi si dipinse un sorriso sulle labbra. Non l’avevo nemmeno sentita corrermi incontro, ma me la immaginai mentre disperata scavalcava quella stessa siepe. Ma perché non l’avevo tenuta con me? Ero arrivato alla fase in cui la sua assenza era diventata così opprimente che non me ne sarebbe fregato nulla se fosse tornata senza aver risolto i suoi dubbi e le sue insicurezze. Nonostante sapessi che questo periodo di pausa che si era presa da tutto e da tutti le serviva come fosse ossigeno non riuscivo a farmene una ragione, era straziante non poterla toccare, guardare, sentire. Ripensai a quello che le avevo detto, a come l’avevo trattata, alla mia richiesta, ma non importava più. L’unica cosa che volevo era che tornasse per risolvere i problemi insieme. Lasciarla andare con tutta la confusione che si era scatenata non era stata una buona idea. Noi funzionavamo meglio insieme, separati eravamo persi. Se fossi andato via con lei, se la avessi accompagnata a risolvere tutto, a quest’ora avremmo potuto finalmente iniziare la nostra vita insieme.

Mi sembrava troppo poco il tempo a nostra disposizione.

Sospirai ed entrai in macchina. Mi diressi verso l’affollatissimo centro di Firenze e considerando che era anche sabato ci avrei messo un’ora e più per arrivare in via de’ Pucci. Era incredibile che Viola, di tutto il posto che c’era a Firenze e dintorni, fosse andata ad abitare proprio in un appartamento minuscolo nella via dietro il Duomo, posto irraggiungibile con la macchina se non si conosce a fondo la città. Appena me lo comunicò all’epoca come spiegazione mi aveva detto semplicemente che ne aveva bisogno. Inizialmente non capii, ma poi mi fece vedere l’appartamento, ma soprattutto la finestra del minuscolo soggiorno che includeva anche la cucina: affacciandosi alla finestra si poteva ammirare, in tutto il suo splendore, la cupola imponente del Duomo, tanto che sembrava quasi di essere a pochi metri da esso, sembrava quasi che allungando una mano si potessero sfiorare le piastrelle. Viola aveva bisogno di quella città, di uscire di casa e trovarsi subito in piazza tra i negozi. Non ebbi nemmeno il tempo di farla riflettere sulla scomodità di quel posto dato che Ettore si era già infuriato prima e più di me. Ognuno di noi ha un talento e quello di mio cognato era di riuscire ad arrabbiarsi più velocemente della luce. Lavorare con lui era per chiunque un’impresa, infatti gli unici che erano riusciti a stargli intorno eravamo noi che lo conoscevamo da quando portava ancora il pannolino. Ettore si era opposto fermamente alla scelta dell’appartamento iniziando ad urlare come un ossesso, ma aveva un punto debole: mia sorella. Lei non urlava mai, lei non si arrabbiava mai e questo era disarmante. Ti lasciava sfogare fin quando non ne avevi più e poi passava al contrattacco parlando in modo pacato e riuscendo a far riflettere chiunque. Quella volta erano andati molto vicini ad una rottura definitiva, tanto che entrambi ebbero un’altra relazione, ma dopo quel periodo di distanza si rituffarono uno tra le braccia dell’altro. Ecco, perché ormai da sei anni Ettore abita nel cuore della città senza mai lamentarsi.

Dopo un’ora divincolandomi nel traffico come un vero pilota di Formula Uno e dopo aver percorso tutte le minuscole stradine del centro con la Jeep (mi domandai perché non avevo preso la moto) riuscii ad arrivare a casa di mia sorella. Non ebbi nemmeno il tempo di parcheggiare davanti al portone che già sentii lo scatto dell’apertura. Salii fino all’ultimo piano di quella struttura seicentesca ed entrai nell’appartamento. M’invase un profumo di vaniglia e legno, l’inconfondibile profumo di Viola. Ettore venne ad accogliermi con una strana espressione dipinta sulla faccia, non potei far altro che preoccuparmi ed il mio sguardo cascò subito su mia sorella seduta sul divano con addosso una spessa coperta di pile. Pensai che stesse male, ma poi la guardai ed aveva dipinto sul volto il più smagliante dei sorrisi. Balzò in piedi seguita dallo sguardo apprensivo di Ettore e mi si lanciò tra le braccia.

≤ Fratello ti vedo un po’ meglio rispetto a lunedì!≥.

Dopo che mi avevano praticamente trascinato fuori dall’ufficio ero venuto proprio qui a smaltire la rabbia. Eravamo rimasti solo io e lei, come succedeva sempre quando accadeva qualcosa di brutto. Eravamo rimasti per un’ora stesi sul divano in silenzio mentre cercavo di ritornare lucido, mentre Viola mi accarezzava i capelli. In quel momento stavo bene, una speranza in me era rinata. Avevo rivisto Olimpia, l’avevo baciata, le sue labbra si erano finalmente ricongiunte alle mie e nonostante che dopo tutto era andato a rotoli non potevo sentirmi più vivo, dato che mai avrei pensato che sarebbe successo di nuovo.

≤ Sorella che hai?≥.

Si scostò leggermente da me e mi guardò con uno strano luccichio negli occhi. Mi accarezzò delicatamente una guancia e disse ≤ Sei bellissimo come sempre≥.

Odiavo quando me lo diceva e lei lo sapeva benissimo. Avevo incontrato la parte mancante di me stesso, adesso mi sentivo completo, ma questo non cambiava nulla: Olimpia era la parte più bella di me, invece io ero sempre io con i miei demoni e con tutto lo schifo che mi ero sempre portato dietro. Viola era bella, dentro e fuori.

M’irrigidii involontariamente accigliandomi, scostai la mano che mia sorella mi teneva su una guancia. Quando mi allontanavo da lei, la ferivo, lo sapevo bene ormai. Avevo trovato innumerevoli volte mia sorella a piangere in camera mia, perché non riuscivo a parlarle. L’unica cosa che avevo sempre saputo fare bene era chiudere le persone fuori, nonostante non se lo meritassero. Ma stavolta fu diverso, Viola non si fece intimorire dal mio passo indietro nei suoi confronti, anzi, e la cosa m’impaurì non poco. La tensione stava crescendo, perciò mi allontanai da lei e andai ad appoggiarmi contro il ripiano della cucina.

≤ Qual è l’emergenza?≥ le domandai cercando di cambiare discorso.

Ettore sbiancò tutto d’un colpo e venne ad appoggiarsi di fianco a me. Lo osservai meglio ed era visibilmente preoccupato, sembrava quasi stesse per avere un mancamento, quando fui vicino a chiedergli qualcosa fui distratto da Viola che, sempre più felice, salterellò via e sparì nell’altra stanza. Approfittai dell’occasione per rivolgermi direttamente a lui.

≤ Etty hai bisogno di un bicchiere d’acqua? Sei cadaverico≥ non riuscii a trattenere un sorriso. Occasione più unica che rara vedere il Signor So-Tutto-Io nel panico più totale, e dato che le due persone di cui aveva più paura erano attualmente dentro l’appartamento ero davvero curioso di sapere cos’era stato a renderlo così.

≤ No, grazie mille Lille≥ rispose con un sorriso nervoso riabbassando velocemente lo sguardo sulle scarpe.

Si, ci chiamavamo ancora con i soprannomi che ci avevano affibbiato le nostre mamme, madri che entrambi non avevamo più. Era forse questa la cosa che ci univa di più.

Stavo per spronarlo a parlare, ma Viola riemerse dall’altra stanza con due pacchettini in mano, uno giallo chiaro e l’altro verde acqua. Mi porse prima quello giallo. Alzai un sopracciglio e la guardai, ma lei insistette perché prima lo aprissi. All’interno vi era un portachiavi con raffigurato una casa con la targhetta “Family is everything”. Va bene che eravamo gemelli e che avevamo il potere di leggerci nella mente, ma adesso Viola stava leggermente esagerando.

≤ Ci trasferiamo≥ disse rispondendo alle mie domande inespresse. Molto probabilmente sbiancai anch’io, perché subito aggiunse ≤ Calma, rimaniamo a Firenze, anzi, ci trasferiremo nella casa accanto alla tua≥ concluse battendo le mani tutta eccitata.

≤ Sarei contento, se non fossi sicuro che accanto a casa mia non ci siano case, bensì solo campi. Non ho un vicino…≥, a meno che non mi fosse sfuggito qualcosa, se così fosse stato, questo mio vicino immaginario si sarebbe davvero divertito a sentire Olimpia venire e urlare come una matta in preda all’orgasmo. Cedetti al terzo sorriso della giornata ripensando ai suoi urli ed ai suoi gemiti. Dio, quanto cazzo mi mancava.

≤ Costruiremo una casa sul terreno adiacente al tuo, come abbiamo fatto per casa tua. Adesso avrai dei vicini: noi!≥.

≤ Che culo!≥ mi uscì così velocemente che non riuscii proprio a trattenerlo.

Ettore scoppiò a ridere, ma subito si trattenne quando vide lo sguardo trucido di mia sorella.

≤ Ehi piccola, sono contento davvero, solo che adoravo la mia privacy e adesso con voi vicino non starò mai un secondo da solo≥ mi spiegai meglio prima che Viola iniziasse a fare il gioco del silenzio.

≤ Beh, ti ci abituerai!≥ disse risoluta.

Non c’era modo di controbattere. Aveva preso una decisione e se così era stato deciso, così sarebbe stato.

≤ Ma come mai questa decisione? Tu adori il tuo minuscolo appartamento≥ dissi guardando di sottecchi Ettore che al contrario lo odiava.

Dopo l’attimo d’irritazione Viola si riprese e tornò al sorriso smagliante di poco prima. A quanto pareva dalla sua espressione, la sorpresa più grande e la risposta alla mia domanda si annidavano proprio dentro l’altra scatola, perciò con un sospiro l’afferrai.

≤ Aspetta, ti dico io quando aprirla!≥.

Andò a sedersi sul piccolo tavolo davanti al piano cottura su cui ero appoggiato. Ettore era così nervoso che gli tremavano le mani e ci guardava con uno sguardo terrorizzato, ma davvero non riuscivo a capire di chi avesse più paura, se di me o di Viola. Lo guardai dritto negli occhi per riuscire a capire qualcosa, ma lui si voltò rapidamente e mi offrì una birra che accettai molto volentieri distraendomi dall’analisi della sua espressione.

≤ Aprila≥ disse Viola con la voce rotta dall’emozione.

Con una mano appoggiai il pacchetto all’addome e con un’acrobazia lo aprii. All’interno c’erano un paio di calzini da neonato di color verde acqua e un biglietto, ma prima che potessi leggerlo, Viola mi esortò a farlo ad alta voce.

≤ “Ti voglio già bene, zio”≥ dissi con voce tremante.

Che diavolo significava?

Presi un sorso di birra proprio nel momento in cui Viola disse ≤ Achille, sono incinta!≥.

Istintivamente mi voltai verso Ettore e gli sputai tutta la birra in faccia. Lo vidi chiudere gli occhi e rimanere immobile mentre lo inzuppavo completamente di birra. Non reagì nemmeno. Un po’ per la sorpresa, un po’ per la rabbia e un po’ perché la birra mi era andata di traverso all’udire quelle tre parole non riuscii proprio a deglutire.

Mi voltai velocemente verso Viola, mentre il mio pugno si serrava e si avvicinava al volto di Ettore che già si stava coprendo la faccia con entrambe le braccia.

≤ Tu cosa?≥ le dissi quasi urlando.

≤ Aspetto tuo nipote≥ disse e le prime lacrime di emozione iniziarono a rigarle il volto angelico.

Non ci potevo credere. Il mio lato protettivo si scatenò. Viola era alta nella media, mingherlina, con quei bellissimi capelli biondi brillanti. Sembrava così piccola, ma sapevo che era ed era stata molto più forte di me.

Mi voltai verso Ettore e lo fissai con uno sguardo assassino. Appoggiai velocemente birra e pacchetto sul ripiano cottura e feci un passo indietro allontanandomi da lui per guardarlo meglio e per prendere l’angolazione più giusta per sfasciargli la testa. Adesso capivo il suo panico ed era più che giustificato. Nonostante mi fossi illuso che Viola fosse ancora la bambina con cui ero cresciuto, adesso avevo la prova evidente che non era così.

≤ Hai messo incinta mia sorella?≥ gli urlai contro.

Ettore si coprì la pancia piegandosi su se stesso preparandosi a ricevere un calcio, ma mentre stavo per preparami a stenderlo, Viola mi piombò addosso cingendomi e abbracciandomi i fianchi. Abbassai lo sguardo su di lei, era così piccola tra le mie braccia che quasi mi sembrava una formica. La guardai negli occhi da cui calde lacrime di pura gioia le fuoriuscivano e le rigavano le guance rosee. Era così felice che sarebbe potuta scoppiare.

Tutto d’un tratto mi resi davvero conto delle sue parole: stavo per diventare zio, mia sorella stava aspettando una bambina o un bambino che sia, avremo avuto il secondo cucciolo in famiglia. Il pensiero corse veloce in direzione dei miei genitori che ero sicuro avrebbero tanto voluto essere qui per vedere i nostri figli, la nostra vita, le persone che eravamo diventati ed i nostri successi. Ripensai alla gioia che avevo provato quando avevo preso per la prima volta tra le braccia Alessandro e la gioia che provavo ogni giorno che lo vedevo crescere. Un’emozione improvvisa mi avvolse completamente e lasciai cascare il pugno chiuso. Avvolsi mia sorella in un braccio che racchiudeva tutto il mio amore per lei e mi lasciai invadere dalla stessa euforia che aveva Viola.

≤ Achille, sono così contenta≥ mi disse singhiozzando.

≤ Sarai una splendida mamma, lo sei sempre stata, anche per me≥ le sussurrai ad un orecchio con la voce rotta dall’emozione e la strinsi ancora più a me.

≤ E tu sarai un fantastico zio, sperando solo che non sia donna≥ rispose tra un singhiozzo e l’altro abbozzando un sorriso appoggiata alla mia spalla.

Mi lasciò andare e si asciugò le lacrime. Contemporaneamente ci girammo verso Ettore che si stava ancora proteggendo la faccia. Presi un profondo respiro e gli andai incontro minaccioso, per un attimo pensai che si stesse per mettere a supplicare di non picchiarlo, ma poi lo raddrizzai e lo strinsi in un abbraccio.

≤ Congratulazioni papà!≥.

≤ Grazie!≥ rispose sorpreso contraccambiando l’abbraccio.

Gli detti due pacche abbastanza forti sulla schiena che lo fecero sussultare e tossire, almeno queste se le meritava tutte. Sciolsi l’abbraccio e lo feci riassestare sulle sue gambe. Era sempre sulla difensiva, ma il panico era svanito in parte.

≤ Giuro, pensavo che mi avresti ucciso!≥ esordì Ettore massaggiandosi il punto in cui lo avevo colpito un po’ più forte del normale.

≤ Beh, se fino a stamattina pensavo che mia sorella fosse ancora vergine adesso ho la conferma che non è così≥.

≤ Tu sei malato!≥ rispose mia sorella ridendo.

≤ Sono geloso e ti vedo ancora come una bambina, la mia bambina≥ dissi pizzicandole la guancia.

≤ Certo, te ti scopi tutta Firenze, perfino la mia professoressa di latino-americano, e sei tu il geloso? Io ho avuto solo Ettore. Sei scandaloso!≥ disse cercando di fare una faccia indignata.

≤ Beh, io sono un uomo, è diverso. Poi la maiala della tua professoressa di latino-americano mi s’è letteralmente buttata addosso e che dovevo passa da bischero? Ho fatto il mio lavoro come un bravo cittadino≥.

Scoppiamo a ridere tenendoci la pancia e asciugandoci le lacrime, poi mi rivolsi ad Ettore.

≤ Certo hai avuto un bel coraggio tu, eh! Eri pallido come un cencio e contando che le persone che temi di più al mondo erano in quest’appartamento ero proprio curioso di capire chi temessi di più. Ti sei cacato, eh?!≥ dissi rivolgendomi ad Ettore ancora sotto shock.

≤ Ho dovuto prendermi cinque giorni per riuscire a trovare il coraggio di affrontarti. Ero terrorizzato, si vedeva? Se dovesse essere femmina si salvi chi può, non avrei nemmeno il tempo di minacciare il primo fidanzatino che tu lo avresti già fatto scappare dalla paura!≥ disse riprendendosi dalla risata di poco prima.

≤ Ci puoi contare!≥.

Mi voltai a guardare Viola che aveva un sorriso a trentadue denti, mi chinai e le accarezzai dolcemente la pancia.

≤ Anche lo zio ti vuole già bene≥ dissi avvicinando le labbra al ventre piatto di Viola su cui stampai un bacio che la fece ridere.

Mi raddrizzai e mi riappoggiai al ripiano. Lottai con tutto me stesso contro i pensieri, ma cedetti velocemente. Fu inevitabile non pensare alla sera in cui Alessandro aveva chiesto ad Olimpia una sorellina, quella stessa sera pensai davvero che ci potesse essere un futuro tra noi. M’invase la malinconia. Quella sera ero sicuro che lei sarebbe stata mia per sempre. Non riuscivo nemmeno ad immaginare un suo eventuale ripensamento, ciò che avvenne nemmeno due giorni dopo. Non avevo mai desiderato costruire una famiglia, ma con Olimpia mi sembrava tutto possibile e mi faceva desiderare cose che mai lontanamente avrei pensato di volere. Ne avevo proprio bisogno. Avevo bisogno di lei, della nostra casa e della nostra famiglia.

≤ Ehi!≥ i pensieri furono interrotti dalla voce dolce di Viola ≤ Non ti fa bene pensare troppo. Oggi starai con noi, mangeremo e poi verso le cinque di pomeriggio andremo a fare un salto in centro, come ai vecchi tempi≥.

≤ Viola vado a casa, non ho voglia di vedere gente e di fingere di stare bene. Ho bisogno di stare da solo≥, mi raddrizzai per andare via, ma Viola mi bloccò l’uscita.

≤ No, adesso tu stai con noi e poi usciamo. Ho bisogno di entrambi da qui ai prossimi otto mesi. Siete le persone più importanti che ho e che mi sono rimaste≥ disse risoluta, incrociando le braccia al petto.

Se fossero stati altri tempi, se non fosse stata così felice e così determinata, sicuramente l’avrei aggirata e sarei uscito dall’appartamento fregandomene altamente della sua richiesta, ma non ero più quell’uomo.

Mi massaggiai le tempie e sospirai rumorosamente ≤ Va bene Viola!≥.

Fu in quel momento che mi balenò in testa quello che le dovevo dire, ma non avrei voluto darle un dispiacere proprio oggi che era una giornata così importante.

Il tempo trascorse velocemente in compagnia dei miei migliori amici. Viola aveva ragione, erano le persone più importanti della mia vita, le uniche che erano rimaste della mia famiglia insieme a mia nonna ed Alessandro. Mangiammo e poi parlammo a lungo della casa e del progetto.

Pensai che quel tempo in mia compagnia per Viola fosse più che sufficiente, invece, alle cinque come promesso mi trascinò in centro. Era impossibile nascondersi dalle persone, dato che in quella città tutti ci conoscevano.

I pensieri mi affollavano così tanto la testa che non riuscivo nemmeno a vedere le strade che stavamo percorrendo e le persone che di tanto in tanto ci salutavano. Viola teneva sia me che Ettore a braccetto, i due parlavano animatamente, ma non riuscivo a concentrarmi sulla conversazione. Ci condusse in piazza del Duomo che attraversammo. Guardai il Battistero e mi persi nei meandri della mia mente.

Una settimana fa ero andato a pranzo con Regina e Spartaco, con me avevo portato anche Alessandro. Mi avevano raccontato com’erano i miei genitori da ragazzi, gli avevo raccontato cosa avevo conosciuto di loro ed era davvero poco rispetto a quello che loro sapevano. Regina mi aveva chiesto scusa, anche se questo non cambiava i dubbi che nutriva su di me, quelli li avrebbe sempre avuti ed ero davvero intenzionato a farli sparire. Avevo cercato Azzurra, ma non si era fatta trovare. Non le volevo parlare, la volevo semplicemente guardare in faccia per capire se sapeva della nostra esistenza o no. Non avevo nessuna intenzione di aprire un qualsiasi rapporto con una famiglia da cui mia madre stessa era fuggita.

Qualcosa irruppe nella nebbia folta dei miei pensieri, ma inizialmente non prestai molta attenzione. Soltanto quando Viola mi strattonò e mi chiamò, alzai lo sguardò e mi voltai a guardarla.

≤ Che?≥ le chiesi.

Con un sorriso accecante indicò qualcosa davanti a me, perciò alzai la testa e notai che eravamo arrivati ai margini di Piazza della Repubblica. La piazza era affollata di persone che si erano tutte radunate intorno a qualcosa o qualcuno.

≤ Bah, ma tutta questa gente? Cosa c’è, una manifestazione?≥ domandai confuso.

La piazza era così affollata che le persone si erano accalcate anche in via Roma e in via Calimala. Alcuni erano in piedi sulle panchine in cemento che contornavano la piazza, altri si levavano in punta di piedi per vedere cosa si stava per svolgere nel piccolo riquadro lasciato libero al centro della piazza.

Qualcuno mi affiancò e quando mi voltai vidi tutti i miei amici che ridevano allegramente. Enrico fu il primo ad avvicinarsi, dandomi una pacca sulla spalla.

≤ Ma che cavolo ci fate qui?≥ chiesi a tutti loro.

Risero in coro e come aveva fatto mia sorella prima mi indicarono il centro della piazza. Guardai meglio e all’improvviso, legati a dei pali della luce che contornavano la piazza, si stese un lungo lenzuolo con raffigurato una foto.

“Oh porca. Ma che diavolo…?!” Pensai.

La foto rappresentava me ed Olimpia sulla soglia di casa sua mentre la baciavo dolcemente sulle labbra. Lei mi teneva le mani sulle guance avvicinandomi a sé con gli occhi serrati ed io la guardavo cingendole i fianchi con le braccia. Nell foto indossava la sua maglia oversize e le sue pantofole pelose rosa, e come dimenticarsi di quel giorno. Quella foto ce l’aveva scattata Bruno poche ore prima che mi lasciasse. Quel giorno avevamo fatto l’amore in ogni angolo di quella casa. L’avevo toccata da cima a fondo scoprendo i suoi punti più sensibili. Le avevo aperto il mio cuore, ma lei non era riuscita ad aprire il suo. Mi soffermai sulla sua bocca. Quella bocca. Mi sfregai velocemente il viso cercando di riacquistare lucidità.

All’improvviso rimbombò tra gli edifici il suono dell’accensione di un megafono. Guardai mia sorella che aveva iniziato a piangere.

≤ Ma che cazzo succede?≥, ma mentre stavo per aggiungere altro la sua voce mi penetrò le orecchie e mi invase un senso di pace.

≤ Buon pomeriggio a tutti!≥ disse una voce tremante davanti a me.

Alzai lo sguardo sulla figura di Olimpia. Era in piedi su una sedia al centro della piazza con un megafono in mano che reggeva con entrambe le mani. Tremava come una foglia ed in volto era più rossa di un peperone. Il primo impulso fu quello di oltrepassare tutte quelle persone che si frapponevano tra me e lei, prenderla e rapirla. Quando feci il primo passo fui bloccato da Viola, Ettore, Enrico, Leonardo e tutti gli altri che mi si pararono davanti impedendomi di proseguire. Se pensavano di bloccarmi con così poco, stavano sbagliando di grosso. Me li scrollai di dosso, ma poi vidi Regina dirigersi spedita verso di me e mi paralizzai.

≤ Aspetta qualche minuto e poi potrai fare tutto quello che ti pare≥ mi disse bloccandomi con una mano sul petto guardandomi con aria truce.

≤ Ma che cazzo succede?≥ domandai ancora, ma tutti in coro attorno a me mi zittirono.

La guardai e il mio sguardo si bloccò. Era in piedi su una sedia, da una parte aveva Elena e Alice che sghignazzavano senza tregua coprendosi leggermente la bocca con entrambe le mani. Bruno era dall’altra parte che la incoraggiava a proseguire. Cleo al fianco di Bruno scrutava la folla per individuare qualcuno, appena mi vide m’indicò e lo disse a Bruno che fece un gesto ad Olimpia come per dirle d’iniziare.

La guardai e nel suo sguardo per un breve istante si materializzò il panico che fu subito spazzato via dalla risolutezza. Olimpia indossava un vestito lungo fino a piedi color rosa pallido a mezzemaniche, calzava le nostre converse come me in quello stesso istante. Aveva i capelli lunghi, del suo solito marrone cioccolato, che le ricadevano un po’ disordinati fin sotto il seno. Notai con mio grande stupore che non portava nessun gioiello, ma solo morbidi braccialetti di tessuto colorato. Era diversa, ma così bella che avrei potuto impazzire proprio in quel momento se non l’avessi avuta. Era impacciata, nervosa, quasi terrorizzata e scrutava la folla persona per persona cercando di individuare qualcuno in particolare. Prese un lungo respiro e proseguì cercando di apparire il più possibile sicura di sé.

Mi rilassai e mi tappai la bocca per non scoppiare a ridere, qualsiasi cosa aveva in mente di fare oggi me la sarei portata a casa e avremmo fatto l’amore fino alla settimana dopo.

≤ Scusate se interrompo questo tranquillo sabato pomeriggio di shopping, ma vedrete, ne varrà la pena≥ raccolse tutte le forze e sospiro ≤ Come vedete sono terrorizzata, non è che non sia brava a parlare alle grandi folle, ma quest’occasione è ben diversa. Infatti vi vorrei parlare di una cosa che sicuramente, anzi al 100%, accomuna tutti noi: l’amore. Chi non è mai stato innamorato? Chi non sogna d’incontrare la persona della propria vita? In pochi hanno questa fortuna, ma chi ce l’ha la dovrebbe cogliere al volo fregandosene delle conseguenze. Cosa che io non ho fatto≥ un boato di disapprovazione si levò dalle prime file e notai che la maggior parte di quelle persone erano gli amici di Elena che ridevano cercando di sostenerla e di coinvolgere anche il resto del pubblico improvvisato.

≤ Lo so, lo so. Sono stata una cogliona, ma sono qui appunto per rimediare, sperando che non sia troppo tardi≥ a quell’ultima frase il suo sguardo incontrò il mio, ma subito distolse gli occhi dai miei barcollando leggermente sulla sedia ≤ Inizio raccontandovi il giorno in cui ci siamo incontrati per la prima volta. Avevo deciso di andare a fare una passeggiata quella mattina prima di entrare a lavoro. Stavo passando per via Tornabuoni e ho sentito una risata roca, profonda, bellissima rimbombare per tutti gli edifici. Mi sono voltata e l’ho visto appoggiato ad un camioncino mentre parlava allegramente. Era davvero l’uomo più bello che avessi mai visto. Non so come riuscii a distogliere lo sguardo dal suo fondoschiena, ma proseguii. Se fosse stato per me tutto sarebbe finito così e molto probabilmente adesso sarei stata in tutt’altro posto infelice e incompleta. Fortunatamente lui mi ha salvato da me stessa, certo, non in un modo così romantico, perché mi ha versato addosso, di proposito, un secchio di calcinacci per fermarmi. Aveva degli occhi talmente perfetti che quando mi guardò per la prima volta fu come se mi stesse leggendo l’anima. Capii nello stesso istante in cui mi sfiorò che ero sua e che tutto sarebbe cambiato. Non mi era mai capitato di guardare negli occhi una persona e non far altro che pensare a quell’istante fino a quando non li vidi di nuovo. Mi trattava come fossi un diamante prezioso, unico al mondo. Mi faceva vedere il mondo sotto un altro punto di vista. Ed io che ho fatto? Me ne sono andata per paura di vivere e ho scelto di sopravvivere. Non penso di meritarmelo, non penso che io sia la donna adatta a lui. Meriterebbe di meglio, molto di meglio≥ sospirò e chinò la testa arruffandosi ancora di più i capelli chilometrici ≤ Ma ormai non riesco più a vivere senza di lui≥ disse con un sospiro e mi guardò velocemente, per poi rivolgersi alla folla che la ascoltava con un silenzio sacro.

≤ Non so se vi è mai capitato di abbracciare una persona e sentirvi al riparo da qualsiasi cosa. Anche i problemi più grandi sono insignificanti, perché se c’è lui, tutto il resto non ha importanza. Sapete, ho una voglia matta di vederlo appena sveglio la mattina con i suoi capelli biondi e lunghi spettinati, con lo sguardo ancora assonnato, sentire la sua risata roca sulla mia pelle, sentirlo sbadigliare e sentirlo dire “ma che capelli ho?”. Voglio lui che sorride e l’alba come sfondo, così per tutto il resto della mia vita. Voglio che mi prenda in braccio dal nulla e mi porti in camera, perché è l’ora di fare l’amore. Voglio litigare, per poi fare la pace nei modi più dolci. Voglio fare tante foto con lui, tante da riempire una parete. Voglio tutto questo e altro, ma soprattutto voglio lui. Adesso lo so e non ho più dubbi. È lui che voglio, non avrei mai dovuto dubitarne≥.

Poi si rivolse direttamente a me ed i suoi occhi finalmente si fissarono sui miei ≤ Mi dispiace, non avrei mai dovuto andarmene, non avrei mai dovuto avere paura. Avrei dovuto crederti. Avrei dovuto lottare. Oddio mio, Achille ti amo da impazzire, sei tutto ciò che ho sempre voluto nella mia vita. Sei la parte mancante di me. Voglio ricominciare da te, con te, da qui…≥ Bruno al suo fianco le passò quello stesso secchio ricolmo di calcinacci che le avevo versato addosso la prima volta che lei mi aveva visto, lo prese ed attese guardando speranzosa nella mia direzione.

Dire che ero sotto shock, era poco. Se questa non era una dimostrazione di quanto mi amava, non so cosa poteva essere. Era lì, magnifica come sempre, in piedi su una sedia di sabato pomeriggio nella piazza più affollata di Firenze. Non avrei potuto amarla di più.

≤ Achille adesso ti puoi muovere≥ mi sussurrò Viola al mio fianco.

Annuii senza neanche guardarla ed avanzai. Mi feci strada tra la folla che si era creata intorno ad Olimpia. Ad ogni passo che facevo acceleravo e diventavo sempre più impaziente, avevo una voglia pazza di lei. Le persone si accorsero di me ed iniziarono a lasciarmi lo spazio per passare. Incontrai molti sguardi familiari, come quello di Alessandro che teneva la mano di mia nonna al fianco di Spartaco. Avrei voluto salutarli, ma ero concentrato solo su una persona, quella pazza della donna che amavo che adesso avrei avuto tanta voglia di sposare.

Mi fermai a pochi passi da Olimpia che scese dalla sedia e porse il megafono a Bruno. Si avvicinò e mi passò il secchio. Non riuscii a trattenere una risata. Voleva che glielo rovesciassi addosso, come avevo fatto la prima volta che ci eravamo conosciuti.

≤ Sai, quando te l’ho buttato addosso era una metafora per dirti che ti avevo scelto, una specie di battesimo. In questo caso tu stai scegliendo me. Sono sempre stato sicuro di ciò che provavo per te, perciò credo che questo compito stia a te…≥.

Le porsi nuovamente il secchio ed i suoi occhi si riempirono di lacrime. Si voltò e tornò verso la sedia. Bruno l’aiutò a salire e le porse di nuovo il megafono. Mi avvicinai di qualche passo.

≤ Vedete, dopo questa bellissima figura che ho fatto, lui è qui e sceglie me di nuovo. Vorrei consigliare a tutti di lottare fino alla fine per il vostro amore, perché ne vale la pena e di non avere paura. Adesso io scelgo te Achille Ferri, adesso e per sempre≥ disse con voce rotta dall’emozione spengendo il megafono e lanciandolo via.

Mi fece cenno di avvicinarmi ed io andai sotto il secchio che si voltò e mi macchiò completamente di bianco. Non feci in tempo a levarmi la polvere bianca dagli occhi e dalla bocca che vidi Olimpia saltarmi addosso. L’afferrai e lei mi si aggrappò come una scimmia stringendomi il più che poteva a sé. L’abbracciai a mia volta e fu la sensazione più magica del mondo. Finalmente lei era lì tra le mia braccia e non l’avrei più lasciata andare via. Il suo profumo inconfondibile m’invase e mi avvolse. Ero a casa.

Attorno a noi si scatenarono boati, applausi, fischi e tanta tanta emozione.

All’improvviso sentimmo il rombo di un aeroplano che attraversava il cielo sopra la piazza. Dopo pochi istanti cascarono mille e mille fogliettini. Ne afferrai uno e mi venne un tuffo al cuore vedendo che erano tutte foto mie e di Olimpia.

≤ Tu sei completamente pazza!≥ le dissi guardandola dritto negli occhi e tenendola saldamente tra le mie braccia.

Arrossì violentemente e capii subito che c’era qualcos’altro sotto, ma non immaginai nemmeno lontanamente una cosa del genere. Sollevò il braccio e mi fece vedere il polso su cui era inciso in maniera indelebile il mio nome con caratteri duri, netti e precisi. Nessuna curva, nessun cuore. Il mio nome nudo e crudo sulla sua pelle candida. Mi accese di passione in un solo sguardo.

≤ Forse è un po’ eccessivo, ma…≥ la interruppi.

≤ No, è perfetto. Ora è tutto perfetto≥ le dissi guardandole il polso estasiato.

≤ Beh, almeno così siamo sicuri che tutti sanno che sei solo mio, biondo!≥.

≤ Stella, ma lo sanno già da un pezzo. L’unica che non lo sapeva ancora eri te≥ le risposi facendo il tono più disperato che avevo.

Rise e si avvicinò alla mia bocca. Fremevo dalla voglia che avevo di baciarla.

≤ Ti amo Achille!≥ si avvicinò, ormai era ad un soffio.

≤ Ti amo Olimpia!>

 

 

CONTINUA…

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59 commenti

  1. Alice

    BELLISSIMOOOOOO!!! Mi è venuto troppo da piangere!!!

  2. Romina

    Wowwwwwww che capitoloooooo!!!!! Finalmente, quanto ho aspettato questo momento, che emozione.
    Beh partiamo dall’inizio…che tenerezza Achille che si è sentito abbandonato da tutti e non capiva perché tutti gli sfuggivano 🙁 piccolo lui…non sapeva cosa gli stavano riservando e cosa lo aspettasse!!!!!! Poi la bella notizia di diventare zio….e gelosone della sorella (che tenero lui) 😀 … e poi la sorpresa … e che sorpresa…..Olimpia è stata dolcissima una dichiarazione d’amore in piena regola, finalmente gli ha dimostrato quanto lo ama e soprattutto, anche se lui non avrebbe avuto bisogno di tutto quello, si è fatta perdonare delle sue insicurezze e dei suoi errori!!!!!!!!!! Che teneri che sono e finalmente sono insieme loro e hanno diviso questo bellissimo momento con tutti i loro amici e parenti, le persone che li amano e che gli vogliono bene! Che bello….grazie Victoria per questo bellissimo capitolo!!!!!!! <3 W l'amore….

  3. GiusiG

    siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii grande Olimpiaaaaaaa la cosa più bella..straordinaria….. sensazionale…. mitica…. megagalattica…. romanticissimissima… da manicomio che una persona possa fare!!!!! tutto per L’AMORE della sua vita…. sono pazza di loro.. Grande Victoriaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa sei un MITO il mio IDOLOOOOOOOOOOOOO

  4. GiusiG

    volevo ancora aggiungere SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII se non sono stata chiara per quanto sia stra contenta di questo capitolo… ( io=camicia di forza)

  5. Miriam

    Evvivaaaaaaaaa *.* ho sorriso per tutto il capitolo … Grazie Victoria <3 il prossimo capitolo sarà spettacolare

  6. Luana

    FINALMENTEEEEE !!
    Bellissimo, commovente. Finalmente Achille e Olimpia!!

  7. miki

    EVVAIIIIIII FINALMENTEEEEEEEE COMPLIMENTI VITTORIA STUPENDO UNA DICHIARAZIONE BELLA E ROMANTICA HO PIANTO DALL’INIZIO ALLA FINE A LUNEDI PROSSIMO NON VEDO L’ORA… BACIONI 🙂

  8. Papera

    Iniziamo col dire che l’AMORE vero trionfa su tutto!!!
    Achille è fantastico e Olimpia si è fatta perdonare (sia da Achille che da tutte noi… o almeno da me) per tutte le insicurezze, i ripensamenti e per aver fatto soffrire quest’uomo fantastico.
    Mi sono piegata dalle risate quando Ettore e Viola gli hanno detto che sarebbe diventato zio!
    Che tenerezza la dichiarazione d’amore di Olimpia ed è stato bellissimo che ci fosse presente anche il piccolo Alessandro, che forse ora potrà sperare di avere una sorellina… anche perchè prevedo che il prossimo capitolo sia bollente, visto che Achille ha già detto che l’avrebbe portata casa e avrebbero fatto l’amore fino alla settimana successiva.
    Victoria mi hai fatta emozionare tantissimo grazie!

  9. Gess

    Grazie Victoria per farmi vivere emozioni così grandi. Hai ragione in amore si deve lottare fino alla fine senza mollare maii!! :)) Aspettiamo un finale da favola e spettacolare.. Grazieee ancora per farmi pensare sempre positivo sull’amore!

  10. Maria

    Evvivaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!! che capitolo meraviglioso!!!! Achille mi ha fatto una tenerezza mentre spiegava tutto il suo dolore e anche quando ha scoperta che diventerà zio…che dolce!!!
    Bè, il gesto di Olimpia è stato fantastico!!! Davvero emozionante….finalmente sono tornati insieme….a rileggerlo mi commuovo!!!
    Bravissima Victoria!!!!!!!!!!

  11. silvietta

    E’ bellissimo!!!!!!!!!!!! Ho dovuto leggerlo in tre volte da quanto stavo ridendo. Che dire a parte ERA ORA!!! Achille, OH ACHILLE!!, finalmente tutto si stà sistemando, tutte noi non vedevamo l’ora…. Che tenerezza la parte in cui Viola rivela di essere incinta, e Ettore terrorizzato è stato divertentissimo sopratutto perchè aveva paura della reazione di Achille (ed in effetti aveva ragione),pensare che ci ha messo 5 giorni per prepararsi ad affrontarlo la dice lunga sul carattere di Achille ma per fortuna c’era Viola che ha sistemato tutto. La dichiarazione d’amore in piazza è stata davvero da pazzi (io mi sarei sotterrata dall’imbarazzo in entrambi i ruoli) però è stata di una tenerezza e di una sincerità disarmante che mi ha fatto sospirare di felicità. Il calcestruzzo in testa poi è stato il massimo, è stato come chiudere un cerchio, lui ha iniziato il tutto (anche se per Achille era iniziata molto prima) con un secchio di calcestruzzo e lei gli ha risposto positivamente allo stesso modo, dando il via alla loro vita insieme. Che dire a parte capitolo stupendo e meraviglioso. Bravissima come sempre Vicky!!

  12. Valentina

    Wow wow wow wow wow wow!
    Che capitolooooooooooooooooo!
    Victoria sei mitica! Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo!

  13. Rosy ♡

    Che altro posso aggiungere a ciò che hanno detto le altre 😀 ???
    In questo momento sono talmente felice che dall’euforia accetterei di provare il bunjee jumping 😀
    FINALMENTEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE 😀
    Dio che emozione durante la dichiarazione di Olimpia, la quale secondo me ha raggiunto un trilione di punti con questo gesto 😀 che romantico 😀
    E poi Viola è incinta 😀 wow 😀 ho riso come una pazza quando Achille ha sputato la birra in faccia a Ettore 😀 ah ah ah 😀
    Achille oh Achille ora è felice 😀 finalmente il nostro Biondo ha la sua Stella ♥ li amoooooooo ♥
    Grazie Victoria per questo sogno meraviglioso ♥ sei bravissima, sensazionale, meravigliosa, incredibile, stratosferica 😀
    Il prossimo capitolo deve essere bollente cara 😀 deve essere fuoco puro e vivo 😀 hanno un bel po’ di tempo da recuperare e poi devono darsi da fare, Alessandro vuole una sorellina dopotutto 😀
    Poi ci sarà tempo per Achille di parlare con Viola e con Azzurra, e per mettere al suo posto Nicole definitivamente, oppure se vuoi Victoria puoi anche fare un capitolo chilometrico 😀 io non mi lamento mica, anzi 😀
    Non vedo l’oraaaaaaaaaaaaaaa 😀 cazzo sto ridendo come una scema ma non posso farne a meno 😀
    W l’Amore ♥ W Achille e Olimpia ♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥♥

  14. alessandra

    evvaaaaaiiiiiiiiiiiiiiiiiii finalmente w l’amore, che tenerezza e batticuore, w anche il momento d’ilarita’ quando Ettore se la stava facendo addosso prima della rivelazione paternita’, bello bello davvero tutto dalla prima all’ultima riga, a settimana prox e non vedo l’ora

  15. Minù

    Solo una parola SPETTACOLO …. La parte di Achille è quella che mi è piaciuta più di tutto 🙂 povero Ettore 🙂 🙂 e viola ?!? Che tenerezza <3 <3
    Finalmente tutto torna al suo posto ,ora non ci puoi lasciare così devi per forza continuare con la storia di A&O è anche degli altri personaggi ,magari viola e Ettore e il cucciolo…
    Qualsiasi cosa a costo di sapere come vivranno il loro futuro il biondo e la stella 😉
    Quindi io mi unisco a Silvietta e alle altre che chiedono un seguito 😉 😉
    Sei molto brava e devi scrivere ancora !!!

  16. Ana Grey

    che belloooooo!!!!!wow super emozionante!!!!
    e anche viola e ettore…. mamma mamma che bello!!!
    ma quanto è bello l’amore!!???

  17. GiusiG

    lampo di genio… scommettiamo che la prox storia si baserà sulla vita del figlio/a di Viola e Ettore yeeeeeeeeeeeeeaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa Vicky ho mica scoperto il tuo segreto????

  18. La Ale

    aaahhhh l’amore questo folle sentimento che … più lo butto e più ritorna da me … questa volta ha il tuo volto perchè io mi sto innamorando di te!
    Così cantava Battisti e sembra quasi la colonna sonora del capitolo!
    Questa volta mi sono commossa anch’io…GRAZIE VICTORIA hai scritto un vero capolavoro!

  19. Luana

    BELLIIIII!! Sono proprio belli Achille e Olimpia. Ho letto questo capitolo in ufficio e sono diventata rossa come un peperone, poi ho dovuto aprire la finestra dal caldo, poi sono scoppiata a ridere!! Che figura! Carini Ettore e Viola che diventano genitori!! E Achille che gli ha sputato in faccia la birra? Povero Ettore. Cmq come dice il nostro amato Achille: NO È PERFETTO! ORA È TUTTO PERFETTO!! Un bacio VICTORIA non ti smentisci mai! Sei stata grande!!

  20. Alexa82

    CREDO DI ESSERMI INNAMORATA DI TE, VICTORIA!
    Perchè in questo momento giuro prenderei la macchina e farei una dichiarazione a te in piazza della Repubblica, ahahahah!
    CHE DIREEEEE?????? OLIMPIA, COME SEMPRE AVEVI DETTO TU STESSA, CI HA ZITTITE TUTTE DALLA PRIMA ALL’ULTIMA. ha tirato fuori le palle che ero sicura avesse! vorrei fare una riflessione, poi smentiscimi se sbaglio qualcosa, è da un po’ che ci penso. hai scritto una cosa molto importante un paio di capitoli fa: Olimpia ha represso se stessa dopo il suo incidente pensando lei fosse tutta sbagliata e invece non era così, ma lei come poteva saperlo? sono dell’opinione che l’Olimpia vera è la ragazza un po’ sopra le righe, pazza, passionale, divertente, sexy e con le palle che era durante l’adolescenza. credo che Achille quest’aspetto di lei, sotto tutta quella facciata da angelo che si era costruita attorno, avesse capito tutto di lei, ecco perchè la chiama Stella. non so, ma entrambi mi sembrano molto più legati alla notte, al mistero, alla sfera sessuale perciò credo che tu abbia fatto dei collegamenti molto ben studiati, più di quanto sembra. Olimpia completa Achille, perchè entrambi hanno un carattere prorompente. non so come mai, ma ho l’immagine di loro due come dei veri sex symbol pronti a spaccare il mondo per far vincere il loro amore. li vedo come Bruno li vede, belli da morire sia dentro che fuori con una passione travolgente che neanche loro riescono a gestire! ammetto che rileggendo devo dire che io adoro il modo in cui descrivi il loro abbigliamento perchè denota una certa sicurezza in se stessi ed una certa diversità dal resto della massa. sono diversi e nella loro diversità sono perfetti! insomma mi sono proprio innamorata di Achille e non vorrei nemmeno essere al posto di Olimpia, perchè mi sono innamorata anche di lei. loro due sono in un mondo a parte, hanno trovato la parte mancante del puzzle della loro vita (è un po’ contorto come discorso): LA PERFEZIONE.
    ok, sto sospirando da ore e sto sorridendo come una cretina e si, mi sono anche far rinchiudere con te GiusyG casomai, almeno ci facciamo compagnia..
    concludo dicendo che il rapporto che c’è tra Achille e Viola è qualcosa di meraviglioso, quello mi ha emozionato più di qualsiasi altra cosa. Ettore, ahahahahahahah, anch’io avrei avuto paura!!!!
    io VOGLIO lunedì subito, adesso, immediatamente.. VICTORIA TI ADOROOOOOOOOOOOOOO!!!!!!

    • silvietta

      Io e Vicky siamo già rinchiuse da quando è iniziata questa storia e lei ha la camicia di forza da quando ha incontrato Achille dal vivo 😛 . Possiamo farci mettere tutte nello stesso ospedale così ci teniamo compagnia mentre sbaviamo per Achille 🙂

      • Minù

        Silvietta ,tu che sei vicina a vicky dacci notizie della ricerca del destino della nostra cara scrittrice !! Il tassista è ricomparso ?

        • Rosy ♡

          Fate un po’ di spazio anche a me 😀 ??? Chissà magari troviamo un Achille in versione medico 😀

        • silvietta

          A meno che non ci sia stato un’incontro nell’ultima ora purtroppo non ci sono novità…. Dobbiamo attendere ad un altro segno del destino! GiusiG la tua idea di Achille/taxista come infermiere mi piace parecchio!! Con lui a curarmi credo che non mi guarirò tanto presto 😀

          • silvietta

            si vabbè che non mi guarirò è proprio bellissimo da scrivere!! questa è la pazzia che peggiora….

      • GiusiG

        Sono d’accordo… ottima compagnia e buoni motivi per stare tutte insieme rinchiuse al manicomio 🙂 ihihihihih… con Achille/taxista sconosciuto che ci fa da infermiere….

        • Papera

          Sarà meglio che ci facciamo dare uno stanzone grande!!!!

      • Maria

        Mi aggiungo anch’io!!! ma la camicia di forza ce la toglie Achille??? ops….volevo dire mette 😉 …….ihihihihihih 😉

        • Alexa82

          no no, cara Maria, volevi dire proprio togliere e io mi unisco a te, anzi a tutte voi
          ci sono amiche ed amiche, ecco voi siete quelle pazze con cui rido a crepapelle 😀

          • Maria

            ahahahahah!!!…… anch’io rido un sacco con voi!!! ma veramente tanto!!! 🙂

          • silvietta

            Io aspetto il lunedì non solo per il capitolo ma anche per i commenti! Stò morendo dal ridere, sembro una pazza e per giunta mi fa male tutta la faccia 😀

            • La Ale

              anch’io vorrei far parte del manicomio, posso? c’è posto? vi lascio anche achille mi basta stare in compagnia 🙂

            • Rosy ♡

              Non preoccuparti Ale 😀 Achille è talmente TANTA ROBA che ce n’è per tutte 😀

            • silvietta

              Al manicomio c’è posto per tutte, anzi più siamo e più ci divertiamo 😀

    • Victoria

      macchè bimbe, macchè.. guardate, non mi fate piangere!! sabato sono andata al Tenax (primo locale in cui s’incontrano Olimpia e Achille, nonchè mio rifugio personalissimo, perchè giuro amo quel posto, le illuminazioni migliori mi son venute tutte lì dentro), comunque sono stata ad aggirarmi per il locale da 00.30 quando sono entrata alle 5.30 di mattina quando sono uscita scrutando tipo maniaca ogni singola anima che entrava da lì, ma nulla.. non ho più rivisto “Achille”, perciò mi sa che farò lo sforzo pazzesco di mettermi un paio di tacchi e andare di nuovo allo Yab, anche se credo fermamente che la cosa migliore è aspettare, non pensarci e vedere se ricompare quest’uomo misterioso. sono stata in crisi tutto il fine settimana scervellandomi per trovare un modo per cercare sto benedetto tassista e credetemi se vi dico che le ho provate davvero tutte. le cose sono peggiorate anche perchè la vostra cara Silvia mi ha piantata in asso per un giorno e mezzo e un giorno mezzo senza sentirci interferisce molto sulla mia già precaria sanità mentale!
      (più tardi farò i ringraziamenti a tutte voi e risponderò alle vostre domande, sapete che occupate un posto davvero grande del mio cuore, siete tutte e ripeto tutte fantastiche e non ci sarebbero Olimpia e Achille senza di voi) 🙂

      • Maria

        Mannaggiaaaaaaaaaaa!!!!! Ma se vai direttamente alla fonte e “perquisisci” tutti i taxi finchè non lo trovi??? Magri hai fortuna….
        Sennò tacchi in spalla e vai di nuovo allo Yab come hai detto….bisogna trovarlo!!!
        Direi che la tua operazione “Achille il tassista” è cominciata…. 😉

      • silvietta

        Lo so che senza di me quel briciolo di sanità mentale che ti rimane va a rotoli (non è che io sia molto meglio!), ma come sai bene il mio computer si era preso un bel virus e ho passato le pene dell’inferno per risistemarlo (visto che ho dovuto formattare il sistema operativo e ho dovuto installarlo diverse volte perchè ad ogni installazione me ne succedeva una e dovevo ripartire da capo) e poi mi era saltato WattsApp quindi ero proprio isolata. Adesso ho sistemato tutto e insieme possiamo recuperare un pò di sanità mentale 😛

        • Papera

          E vai di tacchi e di Yab! Se il destino ha deciso che vi rincontrerete lo titroverai di sicuro e nel frattempo noi faremo il tifo per te!!!!

  21. Maria Gargano

    Capitolo meraviglioso! E dichiarazione meravigliosa..mi sono emozionata tantissimo!
    E poi il tutto visto dagli occhi di Achille è stato magnifico..sei stata bravissima Vittoria,davvero complimenti!
    Sono contentissima anke x Ettore e Viola,avevo immaginato una cosa del genere quando Achille è andato da loro!
    Ora voglio un paio di capitoli della loro vita,ti prego dopo tanto penare facci questo regalo..
    Sono troppo contenta..ancora mi escono le lacrime al pensiero. Brava Olimpia,ha cacciato le palle e si è presa quello ke voleva ke oltre a Achille credo sia proprio la sua stessa vita.
    Alla prox..un bacione grande

  22. Chiara2607

    Allora premetto che questo capitolo è stato bellissimo!! Mi sono venuti i lucciconi agli occhi per tutto il tempo mentre leggevo!! E’ stato tutto molto emozionante, e non vedo l’ora di sapere come prosegue! Ormai aspetto il lunedì solo per leggerti!! 😉
    Però volevo farti un appunto, che non è assolutamente una critica, te scrivi benissimo, sei bravissima davvero, io non sono assolutamente capace, solo, a mio parere hai un po troppo esagerato (cosa che non hai mai fatto in questi 23 capitoli).
    E’ stata esagerata a mio parere la reazione di Achille, va bene che è impulsivo e come ti pare, ma perchè voler picchiare Ettore? Sua sorella ha 26 anni (mi pare) non è una bambina, è fidanzata da tanto, Ettore è il suo migliore amico, perchè non essere subito felice per loro? L’ho trovato un po esagerato, avrei aspettato una reazione diversa da Achille, anche se ripeto, ho capito il suo carattere, agisce d’impulso, ed è super protettivo con la sorella.
    Inoltre la dichiarazione di Olimpia, è stata bellissima e molto emozionante, non c’è dubbio, ma un po troppo plateale e esagerata, lontana dalla realtà.
    Ok che io ho un carattere totalmente diverso sia da Olimpia che da Achille, e da Olimpia me la sarei anche potuta aspettare una cosa del genere, ma occhio a non allontanarti troppo dalla realtà!! Non so se sono riuscita a farmi capire..in questi capitoli sei sempre stata molto fedele alla realtà, sia per la città, per le vie, per i posti, ma anche per i fatti. Ma quest’ultima scena l’ho trovato un po esagerata, il tatuaggio ci sta assolutamente, anche la dichiarazione, ma il non l’avrei fatta in piazza, poi anche l’areo, non lo so via, c’è qualcosa di troppo.
    Anche se torno a dirti che mi ha emozionato tutto l’intero capitolo, e non vedevo l’ora che tornassero insieme, perchè lontani sono persi!! Hanno bisogno l’uno dell’altra.
    Ho voluto solo esprimerti il mio parere, perchè ripeto sei bravissima e sei riuscita davvero a farmi appassionare al racconto e a farmi affezionare a Olimpia e Achille, senza il mio lunedì non avrebbe senso ;P
    Spero di essermi spiegata, e che tu non ti sia in nessun modo offesa, è solo un consiglio e un parere da una fan!! 😉

    • Victoria

      CIAO CARISSIMA, allora senti non ti preoccupare non l’ho presa assolutamente come una critica, anzi ci mancherebbe, se tutte le critiche fossero come la tua, sarei davvero a cavallo. poi devo mettere che adoro gli scambi di opinione su qualcosa che non vi ha convinto, mi fanno riflettere e crescere, quindi ti assicuro che apprezzo tantissimo questo tuo commento. ti dico che io stessa mentre scrivevo il capitolo mi sono chiesta innumerevoli volte se era la cosa più giusta descrivere questa scena, c’ho pensato e ripensato. di natura io sono una persona che esagera e nel mio racconto è sempre stata una cosa che ho represso, è l’unico aspetto del mio carattere che non traspare dalle parole che scrivo. fino all’ultimo secondo, perciò fino a ieri, sono stata a chiedermi ed a richiedermi se la scena era giusta così e poi alla fine mi sono decisa che si, era perfetta così e ti spiego il perchè. Olimpia fondamentalmente non ha mai fatto niente per Achille, doveva riscattarsi, dimostrare a lui, ma soprattutto a se stessa che era pronta e questa non era una cosa che doveva essere fatta in piccolo. forse l’Olimpia di Lapo non avrebbe mai fatto una cosa del genere, ma l’Olimpia di Olimpia che appartiene ad Achille si. è una ragazza che ha le possibilità (anche economiche) per fare qualsiasi pazzia e perciò ho deciso di far esplodere tutto l’amore e la pazzia che si sono sempre annidati in lei, ma soprattuto mi son concessa di calcare la mano per una volta, ne avevo bisogno. questa scena l’ho anche scritta basandomi su una cosa che ho visto realmente proprio a Firenze, in piazza della Signoria, una proposta di matrimonio e mi è sembrata la cosa più dolce che ci fosse al mondo. l’istinto, l’imprevedibilità, la passione e tutto ciò che c’è di puramente primitivo vanno a formare le personalità di Olimpia e Achille e allora mi sono lasciata andare forse per la prima volta nel corso di tutta quest’esperienza, devo essere sincera con voi.. ai miei occhi la dichiarazione può essere e non ai limiti della realtà, per me non lo è perchè ho assistito e partecipato (non fate domande) a dichiarazioni pazzesche d’amore!
      per quanto riguarda Viola, lei è la sorella gemella di Achille, perciò a 28 anni come lui. il fatto che Achille se la prenda tanto con Ettore è solo perchè è geloso. quando ho descritto la scena che Achille serra il pugno per colpirlo in realtà non lo avrebbe mai fatto, intervento di Viola o no. magari avrebbero bisticciato per un po’, sarebbero voltai qualche scappellotto, ma non lo avrebbe mai colpito. era un modo divertente per farvi capire quando Viola rappresenti una sorta di “vergine madre” per lui, in realtà non è così, ma questo solo Ettore lo sa. Viola è buona, ma in fatto di passione e di sensualità è uguale al fratello, altro che se lo è, è proprio così che ha stregato Ettore che ha un vero caratteraccio! Achille sapeva che questo momento sarebbe arrivato, lo hanno semplicemente trovato impreparato ad un notizia del genere, ma era una scena tranquilla, molto tranquilla. Achille quando guarda Ettore vede una parte di se, il fratello che non ha mai avuto, il migliore amico di sempre, la sua famiglia. forse non ho smorzato abbastanza i toni!
      ti sei spiegata perfettamente spero di aver risposto altrettanto bene, dimmi te cara 😀

      • Victoria

        *ammettere, *ha, *volati, erroracci, mi correggo ancor prima che qualcuno dica qualcosa, ahahah!

    • Lalla

      il capitolo è molto al di fuori della realtà. lei che aspetta una settimana intera, mette insieme una pagliacciata mostruosa con tanto di striscione da stadio, bigliettini dall’aereo e megafono… bah bah bah. come rovinare un bel racconto sul finale.
      (e adesso mi raccomando dateci dentro con i “ma perché lo leggi se non ti piace?”)

      • Victoria

        CIAO LALLA, mi aspettavo questo commento, lo avevo detto anche a Silvia, incredibile, ma ho imparato a conoscere ognuna di voi. prima che arrivi qualcuno per risponderti, blocco io tutto sul nascere. pagliacciata o no, è la tua opinione, se lo avessi scritto tu sicuramente avresti fatto diversamente, ma in questo caso la scrittrice sono io e sono convinta di quello che ho fatto. io ho amato questa scena, perchè è follia allo stato puro e per me ci vuole nella vita. rovinare mi sembra un parolone, se ti è piaciuto il racconto non credo che per un momento di svago allora tutto l’intero racconto perda di credibilità. forse bisognerebbe essere un po’ più flessibili su determinare cose! comunque Lalla ho sempre letto molto attentamente i tuoi commenti, perchè ogni volta mi fanno riflettere tantissimo. tocchi sempre la parte più insicura di me, ma stavolta sono abbastanza sicura e rilassata che questa “pagliacciata” non ha rovinato la storia, anzi, l’ha resa completa.. adesso c’è davvero un po’ di tutto. i gusti son gusti e dai tuoi commenti io ho capito i tuoi!

        • Lalla

          è vero, hai ragione: i gusti son gusti. le mie opinioni rimangono quelle che ho scritto (sia qui sia in altri capitoli), ma il tuo intervento mi ha fatto sorridere e mi ha fatto piacere.
          non mi dispiace essere quella che “tocca la parte più insicura di te”, mi spiace se questo ti ha ferita in qualche modo. forse di persona si fa meglio, ma questo è quello che c’è
          🙂

          • Victoria

            no no, ci mancherebbe non mi hai ferito, figurati. soltanto che di tutte te sei quella più schietta e dura, quella che mi fa riflettere, da una parte è bello, ma dall’altra a volte vorrei prenderti e darti uno scappellotto (amichevole ovviamente), ahahahah! ho capito i tuoi gusti e mi piacciono e in alcuni casi sono anche vicini ai miei, hai un carattere forte e non hai peli sulla lingua.. insomma mi fai riflettere e questo è bene, fidati, non fa sempre bene sentirsi dire che va tutto bene ed è tutto meraviglioso, qualcuno che ti mette con i piedi per terre ci vuole e tu occupi questo ruolo. guarda che è un ruolo importante nella nostra piccola gang!

            • Chiara2607

              Sei stata chiarissima, avevo “bisogno” di queste tue spiegazioni, per capire a fondo se io veramente avevo capito tutta la storia (scusa il rigiro di parole), e mi fa piacere che hai avuto anche tu dei dubbi sul esagerare o meno, e quindi hai ragione, per una volta ci sta tutto senza problemi.
              Ho avuto piacere nel confrontarmi con te e capire se ciò che pensavo era in qualche modo giusto, o se avevo capito male io proprio la scena.
              Di solito commento poco perchè direi sempre le solite cose banali, ma a questo capitolo ho voluto veramente sapere come la pensassi e ora ho capito bene!!!
              Io non sono il tipo di fare gesti così plateali, ma se il mio fidanzato mi facesse una dichiarazione del genere mi scioglierei del tutto!!
              Aspetto, ora con molta più ansia, il continuo!!!! 😉

  23. Eliana

    Leggo questa storia dal primo capitolo, ma non ho mai commentato, i capitoli mi sono piaciuti tutti ma questo mi ha lasciata senza fiato! Mi ha ricordato tantissime sensazioni che ho provato e mi sono commossa, davvero complimenti! Spero che durerà ancora per molto questa fanfiction ormai è un appuntamento fisso 🙂

  24. Alessia

    che bello!!! Il prossimo capitolo scommetto che sarà sulla dichiarazione di matrimonio i preparativi e sbucherà un bimbo da qualche parte 🙂 sei stata bravissima…peccato che prima o poi finirà 🙁

  25. lolly74

    Victoriaaaa un super capitolo favolosooooo ogni tuo capitolo e favoloso mi sono emozionata nel leggerlo mi ha trasmesso varie sensazioni e emozioni….sono sicura che adesso nel prox capitolo si parlera’ di tanto sesso (amore) ma anche il riavvicinamento della famosa zia…. comunque sei stata fantastica nn vedo l’ora di leggere il seguito un abbraccio e a presto……P.S. sono fiera di te mi piaci quando rispondi a tono a quelle persone che leggono e disprezzano perche’ nn ti intimoriscono vai avanti cosi’ brava… 😉

    • Victoria

      sono cresciuta anche sotto quest’aspetto. Grazie mille cara 😀

  26. Chiara

    Ciao!!! È la prima volta che commento per “Due anime che si appartengono”…sei bravissima…anzi di più fenomenale!!!Complimenti davvero!!!

  27. Victoria

    I RINGRAZIAMENTI GENERALI SONO D’OBBLIGO, perciò grazie ragazze, alle mie commentatrici ormai divenute storiche e alle nuove ragazze che si stanno unendo al nostro piccolo gruppetto. Vorrei che non finisse, perchè questa è stata decisamente l’avventura più emozionante della mia vita che mi ha fatto crescere molto. Mi sono messa alla prova e ce credo di avercela fatta. GRAZIE E MANDO UN GRANDE BACIONE A TUTTE VOI, dalla prima all’ultima!! 😀

    • Minù

      Cit. ,è semplice tu continua con la storia !!! Puoi sempre approfondire altri personaggi (tipo viola ed Ettore con gravidanza etc ) così da poterci comunque raccontare come va tra A&O 😉 È stato un vero piacere conoscerti ed unirmi al gruppo di commento 🙂 quindi GRAZIE A TE 😉

      • Rosy ♡

        Potresti magari raccontare la storia di Ettore e Viola dagli inizi, come Achille gli ha beccati ad amoreggiare in cucina come da lui raccontato 😀 sarebbe forte 😀

    • Maria

      Victoria, continua con la storia!!!! non puoi lasciarci così!!!!!! come facciamo!!!!!!
      ci stiamo già strappando i capelli…….comunque è stato un piacere anche per me conoscerti e conoscere le mie colleghe di commenti!!!! 🙂 🙂 🙂

    • Alexa82

      ok.. la fase disperazione è ufficialmente iniziata!
      odio quando iniziano la fase dei saluti, perciò continua, ti prego o almeno cerca un modo di non sciogliere questo dolce gruppetto di tue fans che si è creato. DAIIIIIIIII, DAIIIIIII, DAIIIII VICTORIA, pensaci almeno, continua a scrivere 🙁