Il nuovo capitolo del racconto di Victoria.

Nuova presentazione a cura dell’autrice: “Quella che era partito come un breve racconto, si è trasformato in qualcosa di più solido e concreto, grazie alle lettrici a cui ho presentato il mio scritto e che lo hanno apprezzato spronandomi a fare ogni giorno meglio. Questo è il coronamento di un grande sogno che ho sempre avuto nel cassetto, ma che non avevo avuto mai, almeno fino adesso, il coraggio di realizzare non considerandomi all’altezza. Vi presento l’amore sotto tutti i punti vista, vi presento le due persone che ormai fanno parte della mia vita e vi racconterò la storia di come il loro amore è nato in una città magica come lo è Firenze. A&O”.

22° CAPITOLO

 

22.

 

≤ Piccola?!≥.

Aprii gli occhi lentamente. Tutto intorno a me era buio facendo eccezione per i lampioni che gettavano luce nel veicolo ad intervalli. Ero seduta in grembo a Bruno con la testa poggiata sulla sua spalla nei sedili posteriori dell’auto di Bernardo che si voltò velocemente per guardarmi e scoccarmi un rassicurante sorriso che risplendette anche nel buio che ci avvolgeva. Tornò a prestare attenzione alla strada, mi tese una mano che afferrai volentieri e la strinsi dolcemente. Mi accarezzò e poi mi tirò dolcemente a sé depositandomi un piccolo bacio sul palmo della mano che lasciò andare. Tornai tra le braccia di Bruno che mi cullava come fossi una bambina. Dopo che i poliziotti avevano portato via Lapo, altri erano rimasti per raccogliere la mia testimonianza nel mio appartamento. Mi sentivo distrutta, perciò ebbero la clemenza di non trascinarmi in caserma per un vero interrogatorio. La denuncia fu d’obbligo da parte dei poliziotti che avevano assistito al fatto nell’esercizio della loro funzione. Non potei nemmeno oppormi. Mi lasciarono dopo qualche domanda e appena se ne furono andati, Bruno mi aiutò a prendere lo stretto necessario per trascorrere la notte da lui. Non volevo rimanere da sola, non quella notte, non dopo quello che era successo, e nonostante avessi insistito per andare dai miei genitori, Bruno si era opposto e mi aveva obbligata ad andare da lui. Era palesemente preoccupato e mi voleva tenere d’occhio nel caso in cui avessi deciso di compiere qualche altra cavolata, ma non c’era niente di cui preoccuparsi, non più. Adesso era davvero finita. Nonostante fossi devastata e l’unica cosa che avrei voluto fare sarebbe stato dormire, non resistetti all’idea di sbarazzarmi di tutto ciò che rappresentava Lapo e la mia vecchia vita, la ragazza che ero stata. Bruno tentò di fermarmi, ma l’ansia scatenò l’adrenalina che s’impossessò del mio corpo. Ormai ero partita: raccolsi tutta la sua roba, vestiti, scarpe, libri, e la misi nelle valigie e per quelle che non mi entravano aprii degli scatoloni. Le nostre foto le spazzai via in un sol colpo. Impacchettai anche tutti i regali che mi aveva fatto e con l’aiuto di Bruno portai tutto sul pianerottolo. Chiamai a tempo record un fabbro, amico di famiglia, che senza esitazione ed in poche mosse cambiò la serratura di casa mia, così che non potesse più rientrare.

Perché feci tutto così velocemente? Perché non riuscii ad aspettare?

Perché avevo la necessità che tutto si sistemasse il più velocemente possibile, allontanando quella storia da me, dal mio presente e dal mio futuro. Avevo il bisogno viscerale di mettere ordine in ciò che poteva essere sistemato. Ero sempre stata una maniaca dell’ordine e dato che la mia vita si era capovolta, almeno adesso avevo il potere di sistemare qualcosa. Bruno capì questo mio bisogno e senza fiatare mi aiutò. Non parlammo, impacchettavamo roba senza tregua con una furia e una rabbia fuori dal controllo. Ero concentrata su quello che facevo e mi muovevo con rapidità spazzando via qualsiasi ricordo della mia vecchia vita e del mio ex-fidanzato. Mi sentivo gli occhi di Bruno addosso che mi osservavano con cura, come se da un momento all’altro potessi crollare, ma non succedette. Finii un lavoro che normalmente avrebbe richiesto giorni in appena un’ora. Chiusi l’ultimo scatolone e sentii un peso nel mio cuore svanire. Chiamammo Bernardo che venne a prenderci senza esitazione. Fu l’unico a sapere cos’era successo e preferivo che rimanesse così. Non volevo coinvolgere nessuno, nemmeno i miei genitori. Recuperai una borsa e mi portai il necessario per trascorrere una notte dai miei amici. Uscii da casa mia con la strana sensazione che ormai quel luogo non mi apparteneva più. Chiudere quella porta, fu come chiudere con una parte di me, con una parte della mia vita. Era successo tutto così in fretta, ma non ebbi la sensazione di aver sbagliato qualcosa. Il timore c’era, era inevitabile, ma dubbi non ce n’erano più. Appena salita in macchina ero crollata addormentandomi tra le braccia del mio migliore amico, la voglia di correre tra quelle di Achille era tanta, troppa, insopportabilmente troppa, ma riuscii a fermarmi. Volevo riconquistarlo e non tornare da lui con una storia orribile suscitando semplicemente la sua compassione e la sua rabbia. L’avrei riconquistato, ma prima mi dovevo rimettere in forza, e quale posto migliore se non tra le braccia di una delle persone che mi amava di più?

L’auto si fermò nella piccola villetta in periferia e scendemmo. Entrammo in casa stravolti e ci fiondammo a sedere sul divano, collassando piano piano. L’unico che reagì fu Bernardo che andò in cucina a prepararci un thè caldo. Vidi Bruno squadrarlo con quella luce speciale negli occhi. Erano davvero perfetti insieme e tutto quest’amore si percepiva non solo dalla loro vicinanza, ma in ogni singolo angolo della casa. Sospirai e mi rilassai sul divano facendomi invadere dai pensieri, mi ritrovai a fantasticare su ciò che sarebbe successo adesso. Chissà come sarebbe stato vivere la mia relazione con Achille alla luce del sole. Proprio quando i pensieri iniziarono a diventare più belli fui interrotta dal campanello che suonò facendomi trasalire. Il suono rimbombò per tutta la casa ed io mi agitai sul divano stringendomi forte le ginocchia al petto. Ormai si era fatto tardi, erano le 10.30 di notte e non riuscii ad immaginarmi chi poteva essere a quell’ora dato che, dalle loro facce, i miei amici non aspettavano nessuno. Ci guardammo sorpresi e perplessi, ma nessuno si mosse, finché il campanello non risuonò nuovamente nella casa. Allora Bruno si alzò guardando dalla finestra chi potesse essere.

Scoppiò in un’assordante risata ≤ Mio dio! Amore metti un boccione di thè, questa sarà una lunga notte!≥.

Aggrottai le sopracciglia e Bruno spalancò la porta facendo entrare un battaglione di gente: mio padre in prima linea con le scarpe da ginnastica e il pigiama sotto una leggera giacchetta, mia madre tutta trafelata con un morbido pigiama di lino e la vestaglia, mia sorella, Alice e Cleo. I miei occhi si posarono inevitabilmente sulla mia migliore amica che scoppiò a piangere e mi si lanciò addosso. Ebbi il tempo di alzarmi e prenderla al volo prima di ricadere sul divano con lei addosso.

≤ Scusami Olly, scusami per come ti ho trattata, ma tu sei una testarda. Mi sei mancata così tanto!≥ mi disse tra un singhiozzo e l’altro.

Questa era la mia migliore amica, un’esplosione di sentimenti irrefrenabili che esternava sempre con forza. Un insieme di contraddizioni che avrebbe fatto impazzire chiunque, ma l’amicizia non era questo? Accettare i difetti dell’altro? Ero nata in un’epoca in cui le cose rotte non si buttavano, ma si aggiustavano. Cleo era solo istinto, ma poi tornava sempre indietro sui suoi passi e aveva sempre l’umiltà di chiedere scusa. Enrico se l’era andata proprio a cercare. L’abbracciai più forte che potevo e la lasciai sfogare. Non aveva bisogno di scusarsi, aveva avuto ragione fin dal principio.

Dopo altri abbracci soffocanti ci rialzammo e ci asciugammo le lacrime. Guardai mia madre che aveva l’espressione di chi stava meditando un omicidio di massa. Sapeva. Mi guardai intorno e piombò un silenzio opprimente attorno a noi. Tutti dentro quella stanza sapevano cos’era successo ed io inevitabilmente mi vergognai. Avevano un’espressione grave e l’unica che riuscì a superare l’imbarazzo del momento fu Alice che come sempre mi abbracciò e mi chiese dolcemente come stavo, mentre gli altri fremevano per la rabbia.

≤ Preparati, non so chi scoppierà per primo≥ mi sussurrò Alice all’orecchio, ed era vero.

Lei, della mia piccola famiglia acquisita e non, era sempre stata quella più tranquilla e razionale, al contrario dei miei genitori, di mia sorella e dei miei amici. La strinsi di più, ma non trovai le parole per dirle quanto le ero grata che fosse lì con me sempre, forse non esistevano nemmeno parole per esprimere tali sentimenti.

Mi lasciò andare ed aspettammo entrambe mentalmente il primo che toccasse l’argomento. Guardai mia madre e avrei scommesso che sarebbe stata lei la prima a scoppiare ed invece contro ogni pronostico mio padre fu il primo ad iniziare ad urlare.

≤ Allora Olimpia?! Quando cazzo avevi intenzione di chiamarci? Mi vuoi far venire un infarto? Perché se vuoi farmi morire, ti dico che sei sulla giusta strada, però sappi che non ti lascerò nemmeno un centesimo, quindi non so quanto ti conviene≥.

Tutti guardarono mio padre trattenendo una grassa risata, nonostante avesse usato il tono più minaccioso che aveva nel suo repertorio: fuori dall’ufficio, il suo campo di battaglia, non aveva lo stesso risultato che aveva sui suoi dipendenti, anche lui se ne accorse.

Proseguì ≤ Mi ha chiamato il Cantini. Lo sai che è un mio grande amico, nonché il rappresentante legale della famiglia Gilli. Quando ha saputo cos’era successo prima di andare in commissariato ha chiamato me. Ha esordito dicendomi soltanto “è accusato di tentate molestie sessuali”, non ha dovuto nemmeno finire la frase perché capissi. Mi ha impedito di andare là con lui e ucciderlo con lei mie mani, perché giuro che se lo avessi tra le mani…≥.

Prima che potesse finire di parlare mi lanciai tra le sue braccia e lo abbracciai più forte che potevo. Fu così che scatenai una reazione a catena che ci portò in breve ad un abbraccio di gruppo con me stritolata al centro. Mi stringevano così forte che mi mancò il fiato e guardando tutte quelle persone che mi amavano e che mi racchiudevano come fossi un bruco nel bozzolo, fu inevitabile pensare che a quel dolcissimo quadretto familiare, mancava qualcosa, per l’esattezza qualcuno che lo rendesse perfetto. Fu allora che un’immagine così vivida da sembrare reale di Achille mi balenò in testa lasciandomi senza fiato. Mi strinsi ancor di più a loro che mi avvolsero completamente e mi lasciai andare. Le lacrime scivolarono giù, prima silenziosamente e poi iniziai ad essere scossa da singhiozzi che mi facevano tremare come una foglia rimbombando nella cassa toracica.

≤ Bisù è finita. Adesso sei con noi, sei al sicuro≥ mi sussurrò mia madre donandomi un piccolo bacio sulla testa.

Annuii e cercai di tranquillizzarmi facendo un lungo respiro. L’abbraccio si sciolse e subito tornai a sedere sul divano e tutti si sedettero attorno a me.

Mia madre sospirò, la vidi raccogliere tutta la sua pazienza per non cedere alla rabbia e fece la domanda più dura ≤ Ti ha toccata?≥.

Nonostante provassi vergogna, mi convinsi che non ce n’era motivo: quella era la mia famiglia. ≤ No, Bruno è intervenuto in tempo. Ha tentato, ma non mi ha sfiorato≥.

Mia madre si voltò verso Bruno e lo strattonò verso di se abbracciandolo e quasi soffocandolo. ≤ Preparati ad andare all’anagrafe e cambiare il cognome in Medici, figlio mio≥.

Nonostante Bruno fosse schiacciato sul petto prorompente di mia madre incapace di respirare e di muoversi, vidi gli occhi lucidi e l’emozione che lo invase completamente. Anche Bernardo lo notò e si strofinò gli occhi per non piangere davanti a quel momento di tenerezza tra i due. Sapevamo entrambi che quello per lui contava davvero tanto, ma più che altro, sapevamo che si meritava una famiglia che lo amasse, come noi lo amavamo.

≤ Ma come ha potuto? Cioè che non fosse nella normalità dei sensi quello tutti lo avevamo notato, ma come ha potuto spingersi fino a tanto?≥ esordì mia sorella seduta a terra.

≤ È stato un crescendo: Lapo è partito da uno e piano piano ha iniziato a diventare ogni anno sempre peggio. Mi ha fatto vedere i lati peggiori di sé a piccole dosi ed io non mi sono mai accorta a che cosa stavo andando incontro. Nemmeno quando ho conosciuto Achille. Lapo era arrivato a cinque e quando l’ho lasciato è scoppiato tutto insieme andando direttamente a dieci. Non l’ho mai visto cattivo, ma adesso vedo le cose sotto un’altra luce≥ risposi sospirando rendendomi davvero conto a quale destino sarei potuta andare incontro se le cose fossero rimaste così. Notai anche che pronunciare il nome di Achille, non so come, mi emozionava ogni volta.

≤ Questa cosa deve rimanere solo tra noi e la polizia. Se questa notizia dovesse trapelare scoppierebbe un caos, soprattutto pensando a qualcuno di nostra conoscenza che ultimamente gli ha sfasciato la testa≥ disse Bruno annaspando per liberarsi dall’abbraccio soffocante di mia madre che non lo mollò.

≤ Chi ha spaccato la testa a chi?≥ chiesero Alice e Cleo quasi contemporaneamente entrambe confuse.

≤ Questa è proprio dell’ultima ora…≥ disse Bernardo ridendo.

≤ Achille ha sfasciato la testa a Lapo oggi. Era in delle condizioni pietose≥ disse Bruno.

Tutti si voltarono verso di me pretendendo una spiegazione, perciò con un lungo respiro raccontai loro in breve tutta la baraonda che era successo nemmeno poche ore fa in ufficio ≤ …Se non lo avessimo fermato, Achille avrebbe ucciso Lapo. Lo colpiva con una rabbia accecante. Mi faceva quasi paura≥ conclusi.

Mia madre e mio padre si scambiarono un’occhiata veloce che ovviamente non passò inosservata.

≤ Che succede mamma? Perché hai guardato babbo così?≥ chiese sorridendo Bruno a mia madre che però rimase seria e lo lasciò andare.

In quel momento capii che c’era qualcosa che davvero non andava, ma cosa? Lo volevo sapere subito.

≤ Mamma? Ma che succede?≥ domandai sfinita.

Se c’erano altri segreti da sapere, li volevo sapere tutti insieme

Mia madre stava per aprire bocca quando il campanello suonò. Ci guardammo tutti perplessi domandandoci chi poteva essere a quell’ora, ma di tutte le persone che mi potevo immaginare, nemmeno lontanamente avrei mai pensato a quello che mi si parò davanti quando Bruno aprì la porta. Sulla soglia della porta apparve come per magia Azzurra Gilli. Ebbi un tuffo al cuore e non mi sentii pronta ad affrontare quella donna, ma poi la guardai meglio: aveva gli occhi arrossati e delle rughe che le solcavano gli zigomi normalmente perfetti. I capelli biondi erano racchiusi in uno chignon disordinato, cosa molto rara per i suoi standard. Si vedeva dalla sua espressione provata che fortunatamente non era venuta lì per litigare, magari per patteggiare.

Mio padre s’alzò e si frappose tra noi e lei come se ci stesse proteggendo tutti.

≤ Se sei venuta qui per proteggere quel tuo figlio degenere fermati subito, perché non potrei rispondere di me stesso≥.

Lei alzò una mano interrompendolo e poi puntò gli occhi su di me.

≤ Non ho giustificazioni per quello che ha fatto mio figlio e l’unica cosa che posso fare è chiedervi scusa, ma non chiedetemi di mandarlo alla gogna, perché non lo farò. Lo difenderò con le unghie e con i denti cercando di limitare i danni per lui, almeno per garantirgli un futuro. Sono sua madre, è inevitabile che lo voglia proteggere, nonostante sappia che quello che ha fatto è orribile. Si prenderà le sue responsabilità cercando di limitare i danni. Ma non sono qui per questo: ho bisogno di parlare in privato con Olimpia≥.

Mia madre affiancò mio padre con le mani tremanti di rabbia per l’arroganza di quella donna. ≤ Che vuoi da lei? Non credi che le abbia già prese abbastanza, sei venuta ad infierire? Non te lo permetterò Azzurra≥.

Per un istante pensai che le stesse per rifilare un ceffone, ma poi i loro occhi s’incontrarono e ci fu una conversazione silenziosa tra loro che non capii, ma dalla reazione che ebbe mia madre per lei tutto fu chiaro.

≤ Sono qui per Achille≥.

Forse sbiancai tutta d’un colpo all’udire di quel nome pronunciato dalla sua bocca. Scattai in piedi e la guardai.

≤ Se ti riferisci a quello che è successo oggi nel suo ufficio, lo stesso discorso che hai fatto per Lapo lo farò per Achille: mi ha difesa, ha sbagliato nel comportamento, ma l’intenzione era buona e nobile, perciò…≥ mi bloccai quando la vidi sorridere senza coinvolgere lo sguardo e sistemarsi una ciocca di capelli.

≤ Non sono qui nemmeno per questo. Non pensare, ma ascolta la spiegazione da me. Dammi questa possibilità e poi trarrai le tue conclusioni≥ mi rispose con uno sguardo gelido.

Guardai le persone intorno a me che erano confuse quanto me. Bruno mi fece cenno di andare nella stanza degli ospiti ed io senza esitazioni condussi Azzurra là. Chiusi la porta alla mie spalle e rimasi in piedi appoggiata su di essa mentre Azzurra si sedeva sul bordo del letto.

≤ Parla≥ le ordinai in tono arrogante.

≤ È una lunga storia e vorrei che non mi interrompessi≥.

≤ Ho tempo, vai!≥.

Prese un lungo respiro ed iniziò.

≤ Allora Olimpia, ti avverto che non mi sono preparata un discorso, ma ti assicuro che sarò sincera, ma soprattutto ti dirò tutta la verità, forse anche dettagli che nessuno conosce. Inizio raccontandoti che, come tu sai bene, ho tre fratelli maggiori, ma non è sempre stato così. Io non sono l’unica figlia del signor Falconieri e forse questo in pochi lo sanno o almeno in pochi si ricordano. Avevo una sorella di due anni minore di me, che ti avverto già, amavo fino alla nausea. Era bellissima e nonostante la sua bellezza non ero mai stata invidiosa di lei, almeno fino a quando raggiunti i diciotto anni ed io venti non ci innamorammo dello stesso ragazzo. L’uomo più bello che abbia mai conosciuto, escludendo Achille ovviamente≥.

A quella frase non seppi come reagire, ma la lasciai continuare diventando sempre più confusa e curiosa.

≤ Questo ragazzo lo conoscemmo, quando mio padre si fissò di ristrutturare la villa di famiglia. Ricordo ancora che eravamo in giardino quella mattina ed era luglio≥ sorrise a quel ricordo e mi ritrovai a sorridere insieme a lei ≤ Stavamo studiando, ero sempre stata molto più portata per lo studio rispetto a mia sorella, ma lei era adorabile qualsiasi cosa facesse. Tutto le veniva bene. Arrivarono i muratori e uno di loro era molto giovane. Aveva ventidue anni ed era bellissimo. Era alto e muscoloso con dei capelli lunghi fino alle spalle marroni e dei grandi occhi color cioccolato, non so come altro descriverli da tanto erano belli. Era gentile ed educato, ma di famiglia modesta. Facemmo amicizia in fretta ed entrambe ci innamorammo di lui perdutamente, ma nessuno delle due aveva il coraggio di ammetterlo all’altra. Il fatto è che era davvero facile amarlo, la cosa difficile era farlo innamorare, impresa alla quale mia sorella riuscì molto bene≥ sospirò e si aggiustò una ciocca di capelli dietro un orecchio, ancora non riuscivo a capire.

≤ Mi spezzò il cuore vederli insieme e odiai mia sorella. Diventai gelosa soprattutto perché mio padre l’amava più di quanto amasse me e non faceva niente per nascondermelo. Perciò quando li vidi insieme corsi da lui e glielo raccontai. Ero una bambina gelosa e mi resi conto dell’errore compiuto quando vidi la reazione di mio padre. Si fiondò in camera sua e la picchiò così forte e violentemente che mi fece venire il voltastomaco. Mia sorella non mi odiò, ma avrei preferito lo facesse. Pensavo che la sua relazione fosse finita, ma dopo due anni una mattina mi svegliai e non la trovammo più. Era scappata con lui. La rabbia, l’odio, il disprezzo che provava mio padre per lei era smisurato ed io divenni la principessa di famiglia, perciò non mi dispiacque più di tanto. Dopo poco tempo seppi che era rimasta incinta, di due gemelli, una bambina e un bambino≥ a quella frase alzò gli occhi che teneva dritti davanti a se e mi guardò negli occhi.

La verità mi colpì così forte da lasciarmi senza fiato. Mi coprii la bocca e spalancai gli occhi aggirandomi per la stanza. Sua sorella era rimasta incinta di due gemelli ed era scappata di casa, poteva significare soltanto una cosa.

≤ Oh mio dio Azzurra!≥ la guardai e una lacrima silenziosa le rigò il volto gelido.

Mi avvicinai a lei, ma la storia non era finita.

≤ La sera dell’incidente Ermione ed Alessandro erano venuti a casa mia per una cena di “riconciliazione”, o almeno era così che mio padre riuscii a vendergliela. C’eravamo tutti quella sera e quando i miei occhi si posarono su Alessandro, nonostante gli anni fossero passati per entrambi e anch’io fossi già sposata e avessi un figlio, sentii il cuore farmi una capriola nel petto. Non era cambiato nulla, né il mio amore per lui né il suo affetto per me. Mia sorella mi avvolse in un caloroso abbraccio ed io non ebbi più dubbi: le cose non erano andate come avrei voluto, ma li rivolevo nella mia vita, mi mancavano entrambi e volevo conoscere i miei nipoti. Volevo far parte della loro vita e volevo che loro ritornassero a far parte della mia. Durante la cena fu chiaro a tutti l’intento di mio padre di trovare un modo per spezzare la loro relazione. Fino all’ultimo mio padre supplicò Ermione di rimanere con noi, almeno quella notte, ignorando il fatto che avesse dei figli d’accudire. I figli bastardi li chiamava mio padre. Lei si convinse a trascorrere una notte a casa con noi ed Alessandro si infuriò, come mio padre aveva programmato. Ma mentre stava andando via, Ermione senza avvertire nessuno cambiò idea tornando a casa con lui, dalla loro famiglia. Ermione non era mai appartenuta al nostro mondo, era sempre stata uno spirito libero. Nessuno sapeva, però, quello che la mente malata di mio padre aveva architettato per liberarsi di Alessandro; lo capimmo soltanto quando, scoprendo che Ermione era salita in macchina con lui, al signor Falconieri venne un infarto. Aveva pagato per far manomettere i freni della macchina di mio cognato, del mio migliore amico, dell’uomo che abbia mai amato, uccidendo anche sua figlia, mia sorella, la mia migliore amica…≥ le si spezzò la voce e finì in un sussurro ed io cascai a sedere accanto a lei sul letto completamente sconvolta.

≤ Da quel momento la mia famiglia si spezzò. Nessuno sospettò di un sabotaggio, ma tutti noi lo sapevamo. Quando perse la causa per la custodia dei bambini che erano rimasti orfani, i miei fratelli lo abbandonarono, trasferendosi all’estero. Mia madre chiese il divorzio e scappò il più lontano possibile dal mostro che le aveva strappato via la sua bambina. Mio padre si ammalò di cancro ed ebbe una morte orribile e lenta, io rimasi al suo capezzale fino a quando non espirò il suo ultimo respiro. La prima volta che vidi i miei nipoti fu in tribunale e fu come un salto nel tempo: invece di Achille e Viola, mi ritrovai davanti Alessandro ed Ermione. Feci una promessa ai miei migliori amici: li avrei protetti restando nell’oscuro. Viola era una dolcissima bambina con dei lunghissimi capelli biondi. È sempre stata un angelo e aveva il dono di vedere il bene sempre in tutto, un po’ come Ermione. Con lei mi limitai ad osservarla da lontano e vederla crescere e diventare una donna bellissima e responsabile. Ma Achille, OH ACHILLE!≥ disse sospirando cercando di sdrammatizzare sorridendo.

≤ Lui era un disastro. Un disastro bellissimo. Qualsiasi cosa facesse o toccasse scatenava un pandemonio attorno a se che terminava sempre per avere la peggio, anche quando non c’entrava assolutamente nulla. Mi sono trovata più volte ad operare per vie secondarie togliendolo dai guai. È stato davvero complicato crescere un ragazzo così turbolento senza intervenire in prima persona dandogli uno schiaffo quando ci voleva. È diventato un uomo responsabile da solo, senza che nessuno gli desse l’esempio, togliendosi dai brutti giri di sua spontanea volontà. È stato molto precoce con il fumo, l’alcool e le donne, ma si è saputo gestire. Mi sono sorpresa quando riuscì ad aprire lo studio ed a laurearsi con le sue proprie mani. Indirizzai tutti i miei contatti al suo studio rischiando, devo essere sincera, ma lui ha un talento naturale per quello che fa. Quando si impegna riesce sempre in quello che vuole, è molto simile ad Ermione sotto questo aspetto≥ poi mi guardò con un sorriso divertito che non capii subito ≤ Beh, per tutto il resto è la fotocopia di suo padre. Ogni anno che lo vedevo crescere mi domandavo quando avrebbe smesso di diventare ogni anno sempre più bello. A quindici anni era un ragazzo distrutto e ferito, ma forte. Lo è sempre stato. Nessuno lo ha mai visto piangere. Era a disagio con se stesso. A diciott’anni si era fatto crescere i capelli e si era messo in testa che voleva i rasta, perciò si era fatto crescere quei cosi orribili e poco igienici che gli arrivavano fino al fondoschiena che raccoglieva in cima alla testa, stile chignon. Poi a ventidue anni si era rapato ed era diventato ancor più bello. Qualsiasi cosa combinasse con il suo aspetto non riusciva a nascondere la sua bellezza, nonostante si volesse sciupare in qualsiasi maniera. Odiava quando le persone gli facevano dei complimenti sul suo aspetto, non voleva essere bello, perché lui non si sentiva bello né dentro e di conseguenza nemmeno fuori. Non so se lo sai, ma lui aveva vari piercing che adesso si è tolto, grazie al cielo. Ne aveva sulla lingua, su un sopracciglio, sul mento e dietro il collo. Ogni volta ne aveva qualcuna nuova≥ rise ripensando a quei momenti passati ≤ Tutto cambiò quando scoprii che la sua bellezza attirava le donne, molte donne e tutte bellissime. Perciò si ripulì completamente, riuscendo a trovare il modo di sfruttare una cosa che era innata in lui, come lo è il fascino e la bellezza, che lui odiava profondamente per uno scopo molto gratificante per se stesso. Quindi era passato da sciuparsi per sembrare brutto a lavorare sulla propria bellezza, anche se non avrebbe dovuto lavorarci così bene. Ci sono donne che davvero sono impazzite per Achille. Non era lo stesso giusto quello che faceva, ma almeno aveva trovato la sua via, era innocuo. E poi quale uomo non vuole l’attenzione del gentil sesso. Questo lo ha stabilizzato, diciamo…≥.

M’immaginai l’Achille diciottenne che mi aveva descritto Azzurra e mi rividi perfettamente nella descrizione: anch’io cercavo di sciuparmi per non apparire uguale al resto della massa. Entrambi ci volevamo rovinare, entrambi volevamo essere qualcun altro. La differenza era che lui aveva trovato la forza di reagire con le sue proprie mani, invece, io mi ero affidata ad altri. Questo era stato il mio sbaglio. Immaginai come sarebbe stato se ci fossimo conosciuti a diciott’anni, forse ci saremo salvati a vicenda. Achille con i rasta e i piercing era davvero uno spettacolo imperdibile.

≤ Finalmente la sua vita stava procedendo a gonfie vele, ovviamente la svolta fu inevitabilmente la nascita di Alessandro, ma nonostante ciò qualcosa mancava nella sua vita. Ormai ho imparato a conoscerlo così bene, nonostante non sia in contatto diretto con lui, che sono riuscita a capire ogni singola sfumatura di mio nipote. Mancava qualcosa. Sai, penso che ognuno di noi accettiamo l’amore che pensiamo di meritare, perciò Achille si è sempre adattato ad amare persone il cui unico interesse era la sua popolarità e il suo corpo≥ mi disse guardandomi dolcemente.

≤ Ma poi sei arrivata tu e ciò che era giusto o sbagliato non era più importante. Non era più importante chi era, ma chi voleva essere. Tutto è stato chiaro anche per me. Mi è venuto un tuffo al cuore, quando vi ho visti ballare alla festa di beneficienza. Una parte di me voleva interrompere quel contatto, per mio figlio, ma l’altra era così felice di vedere Achille completo che non seppi come comportarmi, perciò ho lasciato correre e ho deciso di non intromettermi in questa storia, anche se quando vi ho visti, già sapevo come sarebbe andata a finire. Insieme emanavate una luce accecante e Achille non era mai stato così bello, insieme a te. Il modo in cui ti guarda, in cui ti tocca… è come se tu fossi la sua unica ragione di vita ed è disarmante. Quando ama, è per sempre. Era praticamente impossibile che tu non diventassi sua, Lapo era spacciato. Certo, sono rimasta sorpresa che tu gli abbia dato tutto questo filo da torcere. Ti ho sottovalutata, lo ammetto≥ sospirò e poi fece una cosa che non aveva mai fatto, nonostante tutti gli anni che ci conoscevamo: mi guardò e mi prese una mano tra le sue facendomi un sorriso sincero. Mi sorprese il fatto che lei sapesse così tante cose, era stata davvero una presenza costante e silenziosa.

≤ Vedi, a te è sempre sembrato che io non avessi un cuore, ma ho sofferto così tanto nella mia vita che ho imparato a nascondere i miei sentimenti così bene da rendermi impenetrabile. Perciò ti svelo un segreto: io amo Achille e Viola come se fossero figli miei, ma non sono pronta a confrontarmi con loro, perché mi odierebbero e non è una cosa che sopporterei. Sognavo che un giorno loro e Lapo potessero instaurare un rapporto, che forse avrebbero potuto diventare amici, ma crescendo erano diventati così diversi che mi arresi all’idea che non sarebbe cambiato nulla. Ho provato a presentarli, ma quando li ho visti insieme era come vedere il giorno e la notte. Lapo capirà, forse Viola capirebbe, ma Achille non mi perdonerebbe mai!≥.

Guardai le nostre mani unite, come non lo eravamo mai state e mi decisi a sciogliere il nodo che mi era formato in gola. Sbattei velocemente le palpebre cercando di mettere a fuoco le immagini.

≤ Achille è cambiato e sono convinta che ti ascolterà, che capirà. È stato per troppo tempo senza una famiglia, credo che adesso abbia il bisogno della tua presenza≥, presi un lungo respiro e continuai ≤ Sai Azzurra, non avrei mai voluto innamorarmi di lui, perché mi ha sconvolto. Quest’amore mi sconvolge e mi accende di una passione che non sapevo di avere. Ogni giorno che passa sono sempre più convinta che noi siamo nati per stare insieme, per amarci, che ci apparteniamo davvero. Quindi se anche la situazione fosse stata differente l’unica cosa che non sarebbe cambiata sarebbe stato il mio amore per lui e il suo amore per me. Lapo non ha colpa, si è semplicemente trovato in mezzo ad una situazione rara che incredibilmente ha svelato ben altri misteri. Per quanto mi riguarda mi ha ferito troppo, un giorno forse riuscirò a perdonarlo, ma nonostante le ultime vicende non ho più dubbi su chi voglio essere e su chi voglio. Achille e Lapo non saranno mai amici, anche se scopriranno di essere cugini. Non si sono mai piaciuti fin dal primo giorno che si sono incontrati. Achille è tutta la mia vita e lotterò per lui, come non ho mai fatto per nessuno. Credo però che lui debba sapere la verità≥.

Azzurra mi guardò e mi sistemò una ciocca di capelli dietro l’orecchio ≤ Lo so che te lo dovrebbe dire lui, ma ultimamente è venuto a sapere parte della storia: sa di essere mio nipote≥.

Con quella frase, tutto mi fu più chiaro. Avevo capito qual era il tormento interiore che avevo visto riflesso nei suoi occhi. Attribuii parte della rabbia con cui aveva colpito Lapo anche alla conoscenza di questo grande segreto.

≤ Gli hai parlato? Come ha fatto a scoprirlo?≥ domandai confusa.

≤ Tua madre≥ rispose.

≤ Mia madre?≥ le feci eco io allibita.

Se questa storia era strana, adesso stava diventando assurda.

≤ Se vuoi davvero sapere tutte le coincidenze del caso, ti svelerò anche questa. Tua madre era la migliore amica di Ermione. Erano come sorelle, inseparabili. Dopo un po’ Regina si è accorta dell’inevitabile e quando Achille è andato da lei per cercare di farle cambiare idea su di lui e sulla vostra ipotetica relazione, Regina ha aperto gli occhi e poi ha chiamato me. Ovviamente io non ho fatto niente nemmeno quando Achille è venuto a cercarmi. Non ero pronta, non sono pronta≥.

Rimasi scioccata da quell’ultimo tassello che andava a completare un puzzle distorto.

≤ Eh già che ci sono ti dirò di più, forse una cosa che Regina neanche si ricorda. Lei era l’unica che con Alessandro non aveva un buon rapporto, avevano dei caratteri troppo diversi ed erano davvero lontani anni luce l’uno dall’altro. Non so come non si sia accorta immediatamente che Achille era figlio loro, soltanto per i diverbi che hanno avuto, gli stessi che Regina aveva all’epoca con Alessandro. Credo che sia stata l’unica donna di mia conoscenza a non farsi abbindolare dalle loro bellezze sfacciate≥ ridemmo insieme ≤ Tua madre è sempre stato un peperino e quando Alessandro faceva discorsi hippy sull’unità del mondo e sul “peace&love”, tua madre non se ne restava zitta ed iniziavano dei diverbi che facevano ridere tutti noi, ma in fondo si volevano bene≥.

≤ Oh dio e chi l’avrebbe mai detto che nonostante tutto, l’unica cosa che non cambierà in tutto questo macello siamo noi due. Non mi libererò di te tanto facilmente e io che non speravo altro≥ scoppiamo a ridere

≤ Siamo serie, non è perché adesso le cose si sono chiarite che diventeremo amiche, ma ti dico che ti preferisco come nipote acquisita che come nuora, perché quando vi guardo insieme tutto sembra più giusto≥ disse con una nota tra l’arrogante ed il divertito.

Fui sollevata nel vedere che era sempre lei, l’Azzurra che avevo sempre conosciuto, arrogante e altezzosa, ma aveva ragione: non saremmo mai diventate amiche, perché eravamo troppo diverse, ma adesso ci saremmo guardate con rispetto.

Ci guardammo, ci emozionammo e ci abbracciammo, cosa che non avevamo mai fatto.

Dopo quel breve momento d’affetto ci alzammo e ci risistemammo. Questa era una riconciliazione, ma questo non toglieva che il fatto che abbracciare Azzurra Gilli fosse stranissimo.

Ci prendemmo le mani e ci guardammo. Incredibilmente mi sentivo così vicino a questa donna.

Quasi contemporaneamente ci domandammo ≤ E adesso che farai?≥ sorridemmo e risposi per prima.

≤ Io mi vado a riprendere il mio uomo adesso e per sempre. Mi attaccherò come una cozza a lui e non lo lascerò mai più andare. E tu?≥.

≤ Mi occuperò di mio figlio, avrà bisogno di me e lo aiuterò a diventare un uomo migliore≥.

≤ E Achille?≥.

≤ Olimpia, sono sincera, ho paura di affrontarlo≥.

≤ Ti aiuterò, questa è una promessa≥.

Ci abbracciamo un’ultima volta. Almeno con Azzurra avevamo chiarito pacificamente e chi l’avrebbe mai detto. Una parte di me era tremendamente sollevata di essere riuscita in almeno una cosa, anche se tutti i pronostici che mi ero fatta erano completamente errati. Questa donna mi aveva smentita rivelandosi una persona che mai mi sarei aspettata di conoscere. Nutrivo un forte rispetto nei suoi confronti e adesso ero sicura che la volevo aiutare a riallacciare almeno un rapporto decente con Achille. Anche se non lo sa, lui le deve tanto. All’improvviso scattò nella mia testa un campanello d’allarme. Me ne stavo qui con la mia famiglia a fare progetti per il futuro con un uomo che adesso si trovava dall’altra parte della città deluso e ferito da me. Ero sicura che mi amasse, ma una parte di me temeva che molto probabilmente quest’amore non bastava più, adesso stava a me e dovevo solo sperare e pregare che non fosse troppo tardi.

Fui scossa da un brivido e Azzurra mi lasciò andare guardandomi intensamente negli occhi.

≤ Che succede?≥ mi chiese preoccupata accigliandosi.

≤ Achille≥ dissi semplicemente e le fu subito chiaro.

Tornai in salotto, dove mi accolsero le facce sbigottite dei miei amici, evidentemente i miei genitori avevano raccontato loro delle ultime frizzanti news. Azzurra salutò tutti e la accompagnai alla porta ribadendole la mia promessa. Non sembrava molto convinta, ma mi diede fiducia e questo per me fu una grande dimostrazione da parte sua.

Appena se ne fu andata, tornai in salotto dove mi stava aspettando la mia gang. Rimasi sulla soglia, mi appoggiai allo stipite con lungo sospiro e li osservai: Alice, Cleo e Bernardo erano seduti sul divano che parlavano animatamente di ciò che erano venuti a conoscenza. Elena guardava mia madre con la bocca e gli occhi spalancati seduta a terra poggiata alle gambe di Alice. Mio padre e mia madre erano seduti sul tavolino del salotto. Bruno era a sedere sulla poltrona sbigottito e stava chiedendo chiarimenti a mio padre.

Dopo alcuni istanti incontrai lo sguardo di mia madre che alzandosi venne ad abbracciarmi. L’attenzione si spostò su di me e tutte le altre conversazioni cessarono. Adesso c’erano questioni più impellenti da risolvere.

≤ Ermione ed io sognavamo sempre che un giorno i nostri figli diventassero amici. È il caso di dire che adesso la realtà ha superato di gran lunga la fantasia≥ mi disse abbracciandomi calorosamente e mettendosi al mio fianco.

≤ Era destino≥ disse Elena con i lucciconi agli occhi ≤ È una cosa così romantica, certo che la figlia prescelta potevo essere io!≥.

≤ OHHH ACHILLE, mi viene caldo solo a pronunciare il nome!≥ le fece eco Cleo dandole un colpetto d’intesa e scoppiarono a ridere.

Guardammo le due ridere come matte.

Le ignorai e dissi.

≤ Già, speriamo che il destino adesso non faccia scherzi, però!≥.

≤ Che intendi dire?≥ mi chiese Alice perplessa.

≤ Intendo dire che ho ferito per la seconda volta Achille e l’ho lasciato, di nuovo. Spero soltanto che non sia troppo tardi≥.

≤ Corri da lui≥ mi esortò Cleo battagliera come sempre, ma questo non era il mio modo di agire.

≤ No, non posso. Gli devo dimostrare il mio amore e adesso è il momento di fare una pazzia!≥. Si levò un boato attorno a me e tutti iniziarono ad applaudire entusiasti.

Incrociai lo sguardo di Bruno che subito seppe qual era la cosa più giusta da fare. Si alzò in piedi e batte le mani per attirare l’attenzione di tutti ≤ Allora gente, vi avverto, soprattutto i più vecchi che non ci sono abituati, ritorneremo bambini per un giorno e ci sarà lavoro per tutti voi. Opereremo alla vecchia maniera≥ disse facendoci sorridere.

≤ Mi fate paura. Cos’hai in mente figliolo?≥ chiese mio padre scuotendo la testa esasperato.

≤ La pazzia riguarderà un tatuatore, un aereo, mille foto, un cartellone, un megafono e tanto tanto coraggio. Ovviamente il coraggio lo dovrà tirare fuori soltanto Olimpia≥ si avvicinò a me e tutti mi guardarono in attesa ≤ Sei davvero disposta a commettere una pazzia per Achille?≥.

≤ Farei tutto per lui, è arrivata l’ora di dimostrarlo, ma ti avverto già che ho bisogno di tempo≥ gli dissi subito mettendo le mani avanti.

≤ È così che ti voglio, sorella!≥ disse con un sorriso a trentadue denti.

≤ Dove e quando?≥ domandò Cleo sfregandosi le mani per l’entusiasmo. Non stava più nella pelle ed avevo già la nausea per la pessima figura che stavo per compiere davanti a tutta Firenze.

≤ Quando: sabato pomeriggio quando la città brulica di gente. Dove: piazza della Repubblica quella più affollata di tutte≥ rispose prontamente Bruno. Potevo addirittura sentire le rotelline nel suo cervello che giravano e giravano senza sosta.

≤ E noi cosa facciamo?≥ chiese mia madre divertita da tutta quella situazione.

La sua domanda scatenò la leadership che si annidava in Bruno e non riuscii a trattenere una risata isterica, mentre mio padre lo guardava scuotendo la testa e grattandosi la testa stempiata.

Iniziò a dettare ordini a destra e a sinistra ≤ Allora Alice tua madre fa la sarta, perciò le devi far cucine due lenzuoli da letto matrimoniale insieme. Elena procurati alcune amiche e tante bombolette spray. Cleo, con Enrico scova le foto più belle che trovi di Achille e di Olimpia e stampale. Spartaco procurati un aereo che lanci le foto dall’alto. Bernardo tu continua ad essere così adorabile. Io mi occuperò del tatuatore. Regina tu rinchiuderai Olimpia in casa aiutandola a tirare fuori la parte battagliera di se. Dobbiamo impedire qualsiasi contatto tra i due. Chiamerò Viola e le spiegherò le cose, troveremo un modo di portare Achille in quel preciso istante a quella precisa ora≥, poi mi guardò ≤ Olimpia noi faremo tutto, ma la parte più difficile tocca a te: tirare fuori i coglioni, piccola!≥.

≤ Tu sei pazzo≥ esordì mia sorella ridendo come una matta.

La zittì Cleo che appoggiò senza esitazioni le idee di Bruno ≤ Zitta bambina, quel cervello è arte…≥.

≤ Malata!≥ controbatté Elena.

≤ Malata, ma pur sempre arte!≥ concluse senza diritto di replica Cleo massaggiando la testa riccioluta di Bruno come fosse una palla magica.

Alice scoppiò in un’assordante risata che coinvolse anche Elena che evidentemente aveva capito a cosa stava pensando ≤ Ma t’immagini facciamo tutta questa cosa e lui ti dice “No, guarda, non sono più interessato!”≥.

≤ Che figura di merda≥ disse Elena quasi soffocando dalle risate.

≤ Grazie, non siete affatto d’aiuto≥ dissi cercando di non ridere e di tenere un tono grave e terrorizzato come lo ero.

Mio padre ancora incredulo per quella conversazione senza senso, chiese ≤ Non so Bruno, già che ci sei gli vogliamo dare anche un nome a quest’operazione?≥.

≤ Ma certo babbo. Operazione Stella Cometa≥ lo disse aprendo le braccia come se stesse annunciando una scoperta epocale. Era davvero ridicolo, ma lui era estremamente serio.

Non sapevo da dove diavolo le sfornasse tutte quelle idee contorte, ma lo lasciai fare ed inizia a prepararmi mentalmente.

Quella notte restai a dormire da Bruno nella stanza degli ospiti assieme a Cleo. Parlammo a lungo confrontandoci, raccontandoci cosa pensavamo di tutta quella vicenda e di come mi potevo comportare. Cleo mi raccontò la sofferenza di Achille in quelle due settimane di separazione, lo andava a visitare qualche volta insieme ad Enrico e ogni volta rimaneva senza parole, già questo mi faceva capire l’enormità della sofferenza di Achille, perché lasciare la mia migliore amica senza parole era davvero impresa per pochi. Mi raccontò dei tentati approcci di Nicole e dell’escort che gli amici gli avevano mandato. Riuscii a sorridere e fui contenta che Achille non avesse pensato soltanto che a me.

Ora toccava a me!

Il giorno dopo andai a casa dei miei genitori, mentre Cleo andò a casa mia a recuperare parte della mia roba. Decisi di non tornare più nel mio appartamento. Lapo fu rilasciato quella stessa mattina sotto cauzione, fino al processo che ci sarebbe stato. Azzurra mi chiamò e mi lasciò di sasso, ancor più di quanto non avesse già fatto. Aveva impedito al figlio di sporgere denuncia nei confronti di Achille e non aveva preteso niente in cambio. M’informai sulle sue condizioni e Azzurra mi disse che era devastato e arrabbiato con tutti, ma soprattutto con me. Fu sincera e non potei fare altro che apprezzarlo. I problemi erano finiti, almeno per ora, perciò concentrai quei giorni nella casa dei miei genitori lontana dal lavoro e dalla vita di tutti i giorni per restare con me stessa. Fu rigenerante, fu come rinascere. Riscoprii me stessa nella casa in cui ero cresciuta, in quei vigneti secolari che mi avevano visto nascere, crescere ed infine correre. Riflettei su tutto, rianalizzai ciò che era successo ed i miei comportamenti.

Il giovedì mentre stavo passeggiando tra le colline, il mio cellulare suonò, ma quando vidi chi era il mio cuore smise completamente di battere. Il nome di Achille e la sua faccia buffa rimbalzarono sul display e risplendettero accecando i raggi del sole. Guardai il cellulare e lo dovetti gettare sull’erba come se improvvisamente scottasse per impedire alle mie mani che non rispondevano più ai comandi del mio cervello di pigiare sul tasto “rispondi”. Volevo rispondere con tutta me stessa, ma avevo promesso che non l’avrei fatto. M’inginocchiai accanto al cellulare che squillò a lungo, fino a che dall’altra parte non scattò la segreteria telefonica. Aspettai con mani tremanti e poi sentii il messaggio.

Olimpia…≥ ci fu una pausa, lacrime iniziarono a scendere e chiusi gli occhi intensamente al suono della sua voce che mi causò mille brividi ≤ …avevo bisogno di sentire la tua voce…≥ fece un’altra pausa sbuffando ≤ …non so cosa sta succedendo, mi sembra d’impazzire. Volevo semplicemente ricordarti che ti amo e che ti sto aspettando. Adesso e per sempre!≥ la sua voce svanì.

La voce s’interruppe ed il mio sguardo cascò sulla benda che tenevo attorno al polso, scostai delicatamente la fasciatura e guardai il nome di Achille impresso sulla mia pelle, indelebile per sempre. Un carattere forte, squadrato, preciso, senza linee curve. Ascoltai e riascoltai il messaggio per tutto il giorno sorridendo come una scema e non vidi l’ora che finalmente arrivasse sabato.

 

CONTINUA…

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62 commenti

  1. valemia

    Wow Victoria che capitolo! Finalmente le cose si stanno sistemando, devo dire che non vedo l’ora del prossimo capitolo x leggere della sorpresa ad Achille! Bellì e bravi gli amici! Mi hai commosso! 🙂
    Ps: buoma Pasqua a tutte!

  2. Romina

    Che bella sorpresa stamani, grazieeeeeee!!!!! Wowwwwww che capitolo e quante sorprese. E meno male che qualcosa inizia a girare x il verso giusto, unica nota dolente di tutto il capitolo è’ che Olimpia ed Achille non si siano visti, ma credo che era necessario che si facesse chiarezza in tutta la situazione ed ora direi che è’ chiarissima. Azzurra mi ha stupito, diciamo che ha acquistato punti non la pensavo così umano ed ho apprezzato il fatto che abbia raccontato tutto ad Olimpia! Che dire del messaggio telefonico di Achille……. O.mio.Dio!!!!!!!!! Come fa Olimpia a non correre da lui come una freccia? Beh del resto lo ha detto lei stessa dopo averlo fatto soffrire deve dargli dimostrazione ed il piano ordito da Bruno (a proposito ribadisco che è’ un grande, unico!!!!!!) e’ magnifico!!!!!! Almeno da quello che ho capito, mi ha fatto morire dal ridere quando spiegava a tutti i compiti assegnati, il povero Spartaco era basito…hihihihihi!!!!! Finalmente Olimpia ha vicino le persone che la amano, la supportano e capiscono! Di Lapo manco parlo perché nn merita neanche ulteriori parole sprecate! E’ solo un’inetto! Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo che suppongo essere quelli fatidico della sorpresa di Olimpia ad Achille e finalmente il loro ritorno insieme !!!!!!! Ma sarà l’ultimo capitolo?

  3. Chiara

    Oddio che bello!! Non vedo l ora sia lunedì prossimo! Wow wow wow sono troppo contenta!!!!! ♥

  4. Adry

    Ancora una volta spettacolare!!!!!!!!! Nn fai altro che sorprendermi ogni volta……tutto mi sarei aspettata da Azzurra ma mai avrei pensato che potesse avere un cuore!!!!!!bravissima l’unica cosa che mi dispiace è che siamo al capolinea di questa fantastica avventura grazie per tutte le emozioni che ci hai regalato……

  5. Luana

    Bello bello bello bello! Mamma mia quante cose sono successe, finalmente le cose si stanno sistemando! VICTORIA ti prego non mi dire che sta x finire??? Non si può stare senza Achille e Olimpia!!! Questa storia è fantastica davvero! Grazie cara. Ma come ha fatto Olimpia a trattenersi dal rispondere alla chiamata di Achille????!!! OH ACHILLE !!! Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo!!!

  6. Rosy ♡

    Che storia 😀 immaginavo una situazione del genere tra Azzurra e Ermione 😀
    Wow 😀 sono senza parole 😀 aspetterò con ansia il prossimo capitolo per leggere dell’operazione Stella Cometa 😀 non vedo l’ora 😀 finalmente staranno insieme per sempre 😀
    Sei sensazionale Victoria 😀 davvero bravissima ♥ un bacione e buona Pasquetta 😀

  7. lolly74

    Victoria un capitolo stravolgente piena di verita’ e sogni il puzle si stà formando e prende forma nn vedo l’ora di leggere il prox capitolo bravissimaaaaaaaaaa sei FAVOLOSA BRAVISSIMAAAAAAAA E STREPITOSA …E GRAZIE CHE CI FAI PARTECIPE DI QUESTO RACCONTO BELLISSIMO… A PRESTO… 🙂

  8. silvietta

    Vicky sei incredibile!!! Mai e dico mai mi sarei aspettata una cosa del genere da Azzurra. In un capitolo precedente avevo ipotizzato che Azzurra avesse indirizzato volutamente Lapo e Olimpia da Viola e Achille (e a quanto pare avevo ragione) ma non mi sarei mai immaginata che avesse mandato da loro tutte le sue conoscenze e sopratutto che avesse vegliato su di loro in maniera indiretta tirandoli fuori dai guai, sopratutto Achille, ogni volta che era necessario. Quando ha raccontato la loro storia ti giuro che volevo entrare nel racconto, e già che ci siamo con una macchina del tempo (tanto per rimanere in tema stranezze), e strozzare con le mie mani il padre di Ermione e Azzurra. Quando Azzurra ha detto la frase che la preferisce come nipote che come nuora ti giuro che l’ho amata tantissimo! E poi quando ha scherzato con lei e l’ha abbracciata è stato stupendo. L’ho ammetto mi sono sbagliata su Azzurra, in fondo lei è buona e non è stata colpa sua se si titrova un figlio, a questo punto uguale al nonno, del genere. Sò che ha sbagliato a rivelare tutto al padre per gelosia ma di certo non pensava che sarebbe successo tutto quel che è successo, era solo una ragazzina gelosa e viziata che poi ha capito di aver fatto una cavolata e che ha cercato di rimediare ai propri errori vegliando sui nipoti da lontano. Il piano di Bruno è da folli! Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo per sapere cosa tutto succederà, sopratutto perchè sono coinvolti tutti quanti. Ti ho detto ultimamente che Bruno is the BEST! No perchè nel caso te lo ripeto… Bruno is the BEST!! Lo voglio anche io un Bruno!!! La scena con tutta la famiglia allargata è stata bellissima e tenerissima, tutti si sono presentati a casa di Bruno e Bernardo con indosso quello che avevano per stare vicino a Olimpia,proprio come si fa in una vera famiglia in cui ci si vuole bene.Quando Regina ha detto a Bruno che gli avrebbe fatto cambiare il cognome in Medici mi è venuto il magone, è stato WOW…. non ho parole per descrivere ciò che ho provato. E ora arriviamo alla parte più importante. Io.Ti.Adoro! Hai messo la frase che ho inventato nel tuo racconto…. non ci posso credere!! Sono strafelice 😀 . Mi avevi accennato che mi avevi messo una sorpresa ma non immaginavo certo una cosa del genere. La scena finale del messaggio di Achille, e questa volta è proprio il caso di dirlo OH ACHILLE!!!, è stata dolcissima. Voglio anche un Achille oltre ad un Bruno!!
    Riassumendo: capitolo stupendo, tu sei bravissima, io ti adoro e ovviamente…… OH ACHILLE!!! A lunedì prossimo ( e sono già in ansia per quando non potrò più dirlo…spero solo che scriverai altro, nel frattempo io faccio opera di convincimento per fartelo fare, sei avvisata! )

    • silvietta

      Dimenticavo Cleo!! Finalmente si sono chiarite e hanno fatto pace….. Per fortuna che è rinsavita anche se aveva ragione ad essere arrabbiata però con il suo comportamento era passata dalla ragione al torto.

    • Minù

      Silvietta… Oh Silvietta !!! Sei fantastica 🙂 I tuoi commenti sono approfonditissimi,ogni volta mi fai morire ,sei troppo forte 😀
      Che dire invece del capitolo ?!?!?!! FANTASTICOOOO
      Mi sono pure commossa,davvero troppe emozioni …ora aspettiamo il botto dei fuochi d artificio con la riconquista di Achille !!!
      Victoria sei diventata sempre più brava in ogni capitolo,e questi ultimi sono veramente eccezionali.
      Complimenti ,complimenti e ancora complimenti !!!

      • silvietta

        Grazie Minù, sono contenta che ti piacciano… mi impegno a scriverli in modo da non tralasciare nulla, infatti ci metto un ora ogni volta!! Se vuoi saperlo mi diverto tantissimo a farli perchè mi piace da matti immedesimarmi in tutto ciò che leggo (è da psicopatici lo so), entrare nella storia e viverla con i personaggi come se ci fossi anche io, ed infatti ogni volta che finisco un buon libro mi sembra di perdere un buon amico.

        • Minù

          Sai che ti dico ?! Siamo sulla stessa lunghezza d onda !! Anche io ogni volta che finisco un libro mi sento spaesata è quasi come uscire da un sogno vivido ad occhi aperti …come se improvvisamente fossi strappata da una realtà parallela. Non so chi sia più psicopatica tra le due 😉

          • Papera

            Allora siamo in tre perchè anche x me è la stessa cosa!
            Ogni volta che finisco un libro mi chiedo se il prossimo riuscirà a coinvolgermi così ma poi ogni volta mi immergo ed è come se vivessi le emozioni dei personaggi.

  9. alessandra

    e che amore eterno sia..non vedo l’ora della super sorpresa, ma quanto e’ forte Bruno, e’ proprio l’ amico con la ”a” maiuscola, go Bruno go…grazie infinite Vicky per questa bellissima storia, oggi l’ho letta a singhiozzo per colpa del mio maledetto pc che si impalla, evidentemente anche lui era su di giri per gli ultimi rush finali XD baci a lunedi’ prossimo ps buona Pasquetta a tutte le socie lettrici-drogate di ff

  10. Papera

    Wow! Capitolo bellissimo… Peccato che stia per finire.
    Non mi sarei mai immaginata che i genitori di Achille fossero morti x colpa del padre di lei.
    Azzurra in questo capitolo è stata una bella sorpresa.
    Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo… E’ ora che Olimpia gridi il suo amore x Achille. Oh ACHILLE!

  11. Tresy

    Ciaoooo vicky…e ciao ragazze e la prima volta che commento,ma leggo questa storia dall primo capitolo. E vicky che dirti sei bravissima strepitosa questa storia e bellissima mi è entrata dentro,mi sono commossa, arrabbiata, divertita, tante emozioni che sei riuscita a regalarmi.complimenti… E sinceramente mi piacerebbe tantissimo che questo racconto diventasse in un libro,!!PERCHÉ NO!! Anche in un FILMMMmmmmm!!!!! Sarebbe bellissimo Achille Olimpia la nostra Italia e la bellissima Firenze che bello… E bellissimo sognare ed è bellissimo leggere entrare in questo mondo parallelo dove la fantasia non a limiti.. Vabbe ora sto uscendo dai binari del mio cervello dato che è notte fonda e sono ancora sveglia.. E domani devo lavorareeeee…. Ancora complimenti vicky sei bravissima.. Scusate le scemenze nn sono pazza lo giuro.. Un bacione a tutte..

    • silvietta

      Ciao Tresy, benvenuta nel club non solo delle commentatrici ma, per quanto mi riguarda (e da come puoi notare credo di non essere da sola), anche in quella della pazzia!! Quindi non ti scusare per le scemenze che scrivi perchè ti trovi tra tue simili e lo puoi notare anche da questo commento 😛 . Il tuo commento,oltre ad essere bellissimo, mi ha fatto morire dal ridere e sappi che a quest’ora del mattino è impossibile per me….Baci baci

      • Minù

        Benvenuta tresy 🙂 come puoi ben notare qui siamo tutte un po’ svitate 😀 😀
        Più siamo meglio è !!! Questo è il posto giusto x esprimere le proprie sensazioni 🙂

    • Maria

      Ciao Tresy,
      non preoccuparti, come ti hanno detto le altre qui siamo tutte un pò fuori di testa!!!! Tu scrivi e non ti preoccupare!!!!! 😉

    • La Ale

      ciaoooooo tresy!!!!!!!!!! tu non sarai passa ma noi si!!!!!!!!!!!!
      ben arrivata tra noi nel “club della follia” dove ammettiamo tutto ciò che la condizione umana ci offre in termini di commedia, tragedia, profondità di pensiero e irriverenza, e quindi reca con sé intuizioni delle quali non vorremmo fare a meno (adoro wikipedia)

  12. Maria

    Cosa dire….Meraviglioso!!!! Victoria sei stata bravissima…sono rimasta col fiato sospeso fino all’ultimo, commossa per l’affetto che tutti hanno dimostrato nei confronti di Olimpia, commossa del ritorno di Cleo e semplicemente curiosa di sapere come l’Operazione Stella cometa si svilupperà…Bruno n. 1!!!!!!
    La confessione di Azzurra mi ha proprio lasciata senza parole…è stato un momento molto carico di tensione e allo stesso tempo di liberazione di un “peso” portato da troppo tempo…
    Il messaggio di Achille è stato di una tenerezza disarmante..mi sono sciolta a leggerlo, figuriamoci se l’avessi sentito nella segreteria…non so come abbia fatto Olimpia a non catapultarsi da lui subito!!!!!
    Mi sa che qui siamo quasi alla fine…uffa!!!! come faremo senza Achille e Olimpia e senza di te Victoria!!!!!!
    Comunque…..Achielle, oh Achille <3

  13. GiusiG

    che emozioneeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee grazie Victoria per questo bellissimo capitolo ho il cuore pieno di felicità… Che dire Bruno ti amo!!! è semplicemente un grande… oh tutta la famiglia che la sostiene, l’abbraccio di gruppo e poi Azzurra… ci mancava poco che mi venisse un infarto… Il momento in cui ho pianto è stato quando Cleo e Olly si sono riunite… OH ACHILLE… nonostante sia stato ferito un sacco di volte le chiama per dirle che la amerà ora e per sempre.. ma quant’è dolce, sensazionale, mitico, unico questo ragazzo? Un uomo così ti toglie il fiato e la facoltà di ragionare. OH ACHILLE…

  14. Alexa82

    la parte che ho amato di più, ma giuro che ho amato di più, da lacrime da sbavo, è stato quando Azzurra ha raccontato dell’infanzia di Achille. credo di aver sbavato per tutto l’ufficio e oltre. sarà perchè io amo, e ripeto amo, i ragazzi trasandati con i rasti, ecc.. comunque quella parte mi ha fatto venire la voglia di entrare dentro il computer prendere Achille e portamelo a casa. prima lo amavo, adesso lo venero! non può finire, non può finire, TI PREGO NON SMETTERE, facciamo una votazione, non ci abbandonare 🙁 se non con Achille e Olimpia con altre storie (sappi che di Due Anime Che Si Appartengono voglio sapere ogni dettaglio, ogni pulce, TUTTO, dal matrimonio, alla vecchiaia). SI, SONO PAZZA ANCH’IO e si voglio anch’io un film!!!
    Victoria, oggi è proprio il caso di dire, OOOOOHHHHH VICTORIA, ti sposerei 😀

    • Maria

      Mi associo!! sono d’accordo con te!!! Non può finire così presto!!!!!

    • silvietta

      Io la stò già assillando da un mesetto affinchè continui, dicendoglielo in tante dovremmo riuscire a convincerla!! Vicky hai letto!?!?!? Ormai non hai più scuse, devi continuare con i dettagli di Due anime che si appartengono e con altre storie!! Evviva il club delle pazze!!!

      • GiusiG

        Ragazze anche a me piacerebbe che Victoria continui a scrivere di Achille e Olimpia o magari di altri personaggi.. però dobbiamo capire qualora decidesse di prendersi una pausa dallo scrivere… per creare una bella storia c’è bisogno di tempo, di ispirazione e tanta ma tanta pazzia… quest’ultima penso che sia la dote naturale di Victoria 🙂 ihhihihihihih cmq davvero Vicky non importa se decidi di continuare o no ricordati però che avrai sempre le tue fan che ti sosterranno e che sarebbero stra felici di leggere le tue creazioni ma soprattutto noi tutte crediamo in te… 😉

        • silvietta

          Ho l’autorizzazione di Victoria per rivelarlo!! Lei è tanto ma davvero tanto tentata di scrivere un’altra storia su altri personaggi che fanno sempre parte del mondo di Achille e Olimpia. In questo modo sapremmo in maniera indiretta come continua la loro storia!! Tentatela ragazze, manca davvero poco per convincerla anche perchè ha già in mente la storia ed ha un idea ben precisa di cosa scrivere.

          • Papera

            Io sono una delle tue sostenitrici e sicuramente Victoria se scriverai un’altra storia sarò felicissima di leggerla ed emozionarmi come per “Due anime che si appartengono”

          • Maria

            Sìììììì, Victoria scrivi scrivi scrivi!!!!! anch’io leggerò qualsiasi cosa tu abbia in mente di scrivere!!!!!!! Ti pregoooooooooooooooooooooooooooo!!!!

            • La Ale

              sempre pronta a leggere nuovi racconti, anch’io come voi mentre leggo entro nel libro o nei capitoli! mi arrabbio pure se non fanno che quello che vorrei io! mi rallegra e rincuora il fatto che ho amiche simili!
              Victoria scrivi scrivi scrivi noi staremo qui fiduciose ad aspettarTi

  15. katiag

    Per riprendere l’ultima frase del capitolo… non vedo l’ora che arrivi lunedì…sei stata strepitosa in questo capitolo.

  16. La Ale

    bella adrenalina di colpi di scena.
    E’ sempre più difficile staccarsi dal racconto!
    No ma cioè così pensavo…visto che i ns eroi si incontreranno sabato non è che verrà pubblicato prima?? 😉 io ci provo! cius a tutte

  17. Victoria

    prima di tutto GRAZIE a tutte per le bellissime parole, cercherò di allungare il più possibile il racconto.
    scusate se non rispondo ad i vostri commenti, ma vi devo raccontare una cosa ben più importante 🙂
    HO RITROVATO IL TASSISTA, e bene si!
    PS: per chi non sa a cosa mi sto riferendo o chi non si ricorda, l’ho spiegato nel capitolo 15.

    vi racconto: sono andata a ballare allo Yab (il locale in cui O&A si sono lasciati). stavo ballando e ad un certo punto mi volto per tornare al tavolo e da lontano vedo un ragazzo davvero bello, alto, con i capelli lunghi e castani chiari (ho una vera ossessione per l’omini con i capelli lunghi e biondi). lì per lì non c’ho fatto molto caso, ma più che lo guardavo e più che assomigliava a qualcuno. quando ho capito m’è venuto quasi un’infarto, ma ovviamente io, essendo stupida, a parte sbavare spudoratamente sulle sue scarpe e guardarlo molto indecentemente non ho fatto altro. dopo un po’ è andato via!
    pensavo che non l’avrei mai più rivisto, invece il destino mi ha portato di nuovo dal nostro ACHILLE…
    il giorno dopo sono andata ai Gigli (l’unico centro commerciale decente in tutta la Toscana), mi dovevo incontrare con mia cugina, ma era in ritardo, perciò mi son messa a gironzolare un po’ da sola. ero al telefono quando mi son vista arrivare davanti a me questo robo alto minimo minimo 1.90, bello da svenire, con questi capelloni tutti scompigliati. da vicino era ancora più bello, molto più bello, di come l’avevo visto nelle volte precedenti. ho inchiodato, tanto che della gente m’è venuta addosso, m’è passato accanto ed io sono rimasta a fissarlo come un’imbecille. mi sono riscossa e per un po’ gli sono andata dietro stile stalker, gli ho fatto delle foto, ma siccome io oltre ad essere stupida sono proprio stronza, dopo un po’ ho smesso di seguirlo, anche perchè aveva iniziato a fissarmi anche lui (DIO MIO QUANTO CAZZO ERA BELLO) e sono andata via.
    credo nella filosofia del “non c’è due senza tre ed il quarto vien da se”. sto pregando di rivederlo e se lo rivedo GIURO che stavolta lo fermo e gli dico qualcosa, qualsiasi cosa!
    in tutto ciò ho chiamato la nostra cara Silvietta che, essendo davvero una psicopatica, mi ha consigliato di fermarlo e dirgli “Ciao Achille!” e poi scusarmi dicendo di averlo scambiato per qualcun altro.. questa è la mia triste storia, però vi dico che è davvero bellissimo!!!
    VI TENGO COSTANTEMENTE INFORMATE 😀

    • Romina

      E dai non ci posso credere….allora è destino!!!!!!! La prossima volta io direi proprio che adotti la tecnica che hai detto, lo avvicini e gli dici Ciao Achille! e poi da li parte tutto, al limite ti dirà che lui appunto non è Achille, tu gli dirai che assomiglia tanto ad un tuo ex che si chiamava appunto Achille (che ne so gli puoi dire che c’hai avuto con lui una storia di un’estate se no ti prende per pazza che non riconosci manco uno con cui sei stata insieme) e speriamo bene dai….no incrociamo tutte le dita, dei piedi e delle mani…e chissà che poi non scrivi una storia autobiografica per noi <3 che bello …wowwwwww……

    • Maria

      Mamma mia!!!! Fantastico!!! Io sono d’accordo con Silvietta…appena lo vedi gli dici “Ciao Achille” e poi scatta tutto quanto…chissà che questa quarta volta arrivi presto!!!!!
      Noi siamo qui a fare il tifo per te!!!!! Tienici aggiornata sugli sviluppi…. 😉

    • La Ale

      Un grande in bocca al lupo!
      x me non dire che achille era un tuo ex piuttosto digli che assomiglia al tuo angelo custode 😉

    • GiusiG

      Victoriaaaaaaaaaaaaaaa vuoi vedere che ti sei scritta il tuo destino???? scusa ma lui come ha reagito quando ti ha vista che lo spiavi???? SONO TROPPO CURIOSA vai cosìììì BELLAAAAAAAAAA

      • Alexa82

        ahahahah, se così fosse però i ruoli sarebbero invertiti perchè come Achille ha visto per prima Olimpia, adesso Victoria ha visto per prima il tassista. CHE COSA ROMANTICAAAA, sei la migliore Victoria giuro!!!!!

    • Rosy ♡

      No non ci posso credere 😀 sei grande Victoria 😀
      Se riesci fagli una foto e faccelo vedere questo bel tassista 😀
      Voglio costanti aggiornamenti 😀 un bacione ♥

    • Victoria

      Beh ragazze, sicuramente se lo ritrovo lo fermo e gli dirò la verità: che sto scrivendo il libro e che il protagonista è la sua fotocopia e vediamo che dice. secondo me mi fanno rinchiudere, ma ci proverò! comunque quando lui mi ha visto che lo fissavo, m’ha guardato stile “ma questa che la vole?”, ahahahahah!! Le foto ce l’ho, ma non so se le posso pubblicare sul sito!

      • Maria

        Hai le foto?????????????!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! la curiosità sta salendo a mille!!!!!
        Silvietta tranquilla, noi non pensiamo male 😉
        La Ale “è crudo”: grandissima!!!!!!!

      • Minù

        Vicky sembra proprio che il destino stia giocando con te 🙂 sicuramente avrai modo di rivederlo …stai quasi vivendo quello che hai scritto,è una cosa molto emozionante,ho le farfalle nello stomaco ad immaginarmi la scena 😉 hihihjhi

      • Papera

        Scusate arrivo solo ora!
        Cavolo Victoria è proprio destino! La prossima volta fermalo, parlagli, raccontagli del racconto, fai qualsiasi cosa… ma se il destino te l’ha fatto reincontrare vuol dire qualcosa!!!!
        Noi tifiamo tutte x te ; )
        Se riesci a farci vedere la foto noi siamo anche più contente!

    • silvietta

      Psicopatica arrivata anche se in ritardo!! In due settimane ho attraversato diversi stadi: scema, deficiente, cogliona, pazza e ora psicopatica… avvisami quando passo allo stadio successivo 😛 …. Comunque tanto per la cronaca io ti ho consigliato di saltargli addosso e urlare Ciao Achille! ,in questo modo ti saresti fatta abbracciare da lui, approfittando del fatto che magari lui non ti avrebbe fatto schiantare con la faccia al suolo, e avresti anche scoperto il suo nome! E ora aggiungo (in questo momento sono anche stronza e lo so) Io Ho Le Foto! E’ enorme!!! Intendo di statura non pensate subito male, e sembra che abbia anche un bel sedere. Vicky, tesoro mio moglie mia (anche se il tuo ragazzo ancora non sa di questa nostra follia 😀 ), ora sai in che locale potresti trovarlo e che centro commerciale frequenta quindi lo incontrerai di sicuro!! Se ti rinchiudono avvisami, metterò una buona parola con i miei dottori per farti trasferire così ci teniamo compagnia 🙂

      • Rosy ♡

        Voglio le foto 😀 voglio vederlo 😀 sono disposta a passarvi la mia mail 😀 Victoria hai mai provato a cercarlo su Facebook tra foto varie 😀 ???
        Silvietta mi hai incuriosita: è enorme quanto 😀 ???

        • silvietta

          comunque ti avviso già che sul sito non è possibile scambiarsi la mail, io e Vicky ci siamo scambiate i contatti Facebook dopo tre inutili tentativi (ebbene si, ci abbiamo provato ben 3 volte prima di capire che è impossibile) di scambiare gli indirizzi

  18. Maria Gargano

    Un capitolo meraviglioso!
    Finalmente sappiamo per bene tutta la storia di Achille e dei suoi genitori e dopo il racconto di Azzurra la prima cosa ke ho pensato è stata ke Lapo è tale e quale a suo nonno,una merda!
    Ho apprezzato Azzurra e mi anke un po’ commosso il suo stare vicino ai nipoti sempre da lontano e il nn voler giustificare Lapo. Vuole aiutarlo ma è sempre suo figlio,povera!
    Ora sono curiosa di vedere come andrà tutta questa storia del gesto clamoroso e sentire Achille chiamare Olimpia in modo un po’ disperato e anke spaesato direi mi ha fatto stringere il cuore quindi PUBBLICA PRESTO!!!
    Stiamo giungendo alla fine e volevo dirti ke la tua storia è fantastica!
    Alla prox..un bacione

  19. Rosy ♡

    Voglio le foto 😀 voglio vederlo 😀 sono disposta a passarvi la mia mail 😀 Victoria hai mai provato a cercarlo su Facebook tra foto varie 😀 ???
    Silvietta mi hai incuriosita: è enorme quanto 😀 ???

    • Victoria

      Ragazze ho fatto di tutto, ma su FB nemmeno l’ombra. Son stata a setacciare tutto il web, ma nada de nada. È bellissimo, altissimo e non di quelli alti aggobbiti, alto e fiero di esserlo, insomma un gran bel mezzo di manzo. Io sono alta 1.65 e non credo che gli arrivavo nemmeno alla spalla, forse con i tacchi 😀

        • Victoria

          lo so, cavolo! penserò ad un modo di farvelo vedere a tutte.. mi scervello!

          • Chiara

            Sorry sono in ritardo! Io avrei un idea: perché non mettere la foto come immagine del tuo racconto, quella che appare ad ogni capitolo, tanto siamo in tema lui è Achille 😉

          • Maria

            Uauuuuuuuuuuuu!!!!!!! caspitina, è davvero enorme!!! Tacco 12 e via!! La nostra curiosità sta salendo a soglie altissime adesso!!!!!!!!

  20. Luana

    Victoriaaaaa certo che è un segno del destino!! Mi dispiace x il tuo ragazzo ma io sono dell’idea che la prossima volta che lo rivedi fai come ha fatto Achille con Olimpia, prendi il tuo numero di telefono e gli metti nella tasca dietro dei pantaloni!!! 😉 Guarda te se non dobbiamo venire tutte a Firenze x conoscere te e il tassista.. Un bacio non vedo l’ora che arrivi lunedì e io nel frattempo mi sono riletta tutti i capitoli. VICTORIA questa storia è fantastica!!!

  21. Mini

    …aspettando Achille e olimpia mi rileggo qualche passaggio di Christian e Ana…
    Buonanotte colleghe di ff ci leggiamo domani 😉
    P.s. Speriamo d avere anche novità del bel tassista 😉 😉