Il nuovo capitolo del racconto di Victoria.

Nuova presentazione a cura dell’autrice: “Quella che era partito come un breve racconto, si è trasformato in qualcosa di più solido e concreto, grazie alle lettrici a cui ho presentato il mio scritto e che lo hanno apprezzato spronandomi a fare ogni giorno meglio. Questo è il coronamento di un grande sogno che ho sempre avuto nel cassetto, ma che non avevo avuto mai, almeno fino adesso, il coraggio di realizzare non considerandomi all’altezza. Vi presento l’amore sotto tutti i punti vista, vi presento le due persone che ormai fanno parte della mia vita e vi racconterò la storia di come il loro amore è nato in una città magica come lo è Firenze. A&O”.

21° CAPITOLO

 

21.

 

Uscimmo dall’ufficio e chiamai un taxi che ci portò fino a Careggi.

In Pronto Soccorso ricucirono il sopracciglio a Lapo, gli ripulirono le ferite e lo medicarono a dovere. Rimasi tutto il tempo accanto a lui tenendolo per la mano preparandomi mentalmente il discorso che avrei recitato una volta arrivati a casa. Ero decisa ormai, anzi, finalmente. Lapo era stato un tassello fondamentale nella mia vita, senza in quale sarei stata incompleta, il primo uomo a cui ero riuscita ad aprire il mio cuore, il primo uomo che mi aveva fatto stare bene per un lungo periodo, ma adesso l’unico sentimento che riuscivo a provare per lui era semplicemente un grande affetto, non c’era altro nel mio cuore. L’amore era finito, non so bene da quanto, ma non c’era più. Inevitabilmente una pace interiore s’impadronì di me. Sentii tutti i muscoli tesi rilassarsi e distendersi, la schiena che s’incurvava come se stessi trasportando un macigno si raddrizzò spazzando via qualsiasi preoccupazione. Sentii tutti i miei sensi riprendere vita. Volevo smettere di essere quel tipo di donna indecisa, confusa e sottomessa, non lo ero mai stata. Ad un tratto mi resi perfettamente conto del mio comportamento degli ultimi tempi e con orrore constatai che la maggior parte delle azioni che avevo compiuto non era stata per volontà mia. Fin da giovane ero sempre stata intraprendente e decisa, anche nelle decisioni più sbagliate che avevo preso. Quella che segnava il proprio futuro ero io e semplicemente io, lo ero sempre stata. Allora dov’era andata a finire la vera Olimpia? Una consapevolezza mi colpì duramente: avevo represso così tanto me stessa dopo l’incidente, che avevo nascosto anche le parti migliori pensando che tutto ciò che ero stata era sbagliato. Mi sentii come se improvvisamente avessi capito tutto, alzai lo sguardo e mi scontrai con il mio riflesso. Mi guardai e rimasi scioccata: da quanto tempo era che non mi guardavo davvero? Ma che diavolo mi era successo in questi ultimi anni? Mi resi conto che non era assolutamente colpa di Lapo, ma la colpa era soltanto mia. Avevo voluto annullarmi e rifugiarmi dietro la sicurezza di un uomo per paura di deludere ancora le aspettative, soltanto per paura di me stessa. Ero troppo giovane per capire, ma adesso avevo un’opportunità e la volevo cogliere alla svelta. Volevo decidere la mia felicità, senza che qualcun altro lo facesse per me. Ero in grado di farlo adesso, avevo fatto degli errori e sapevo che strada intraprendere.

Guardai Lapo dolorante mentre imprecava a destra e a sinistra.

Adesso che sentivo di aver ritrovato me stessa, cercai di analizzare anche le due opzioni che mi si prospettavano. Non sapevo cosa mi stesse aspettando, se Achille sarebbero stato davvero disposto ad iniziare una vita con me per sempre, perché era questo che pretendevo da lui: il per sempre. Avevamo passato troppo tempo separati. Mi tremarono leggermente le gambe e mi vennero le vertigini pensando a cosa invece sarebbe potuto succedere, ma la paura era quella che adesso volevo tenere il più lontano possibile dalle mie decisioni. Non potevo spezzarmi di nuovo, dovevo essere forte. Nella vita ci sarebbero state sempre delle delusioni, ma ogni volta non potevo perdermi, anche se il dolore sarebbe stato massacrante, dovevo rialzare la testa e iniziare a camminare con le mie gambe essendo indipendente da altre persone. Ero stata debole e stupida, ma adesso sarebbe cambiato tutto, stava ritornando davvero l’Olimpia che non dovevo più scacciare via.

A Lapo, nel frattempo, dettero alcuni medicinali antidolorifici e curativi da prendere giornalmente per le prossime due settimane, arrivò il medico di turno che gli fece domande su come si era procurato quelle ferite. Per un istante temetti che avrebbe fatto il nome di Achille, invece gli bastò tirar fuori la sua carta d’identità perché il medico smettesse di fare domande. Tirai un sospiro di sollievo, nonostante il modo meschino in cui si era comportato.

Ritornammo all’appartamento com’eravamo venuti, e appena in casa dissi a Lapo di andarsi a fare una doccia calda e nel frattempo gli preparai una camomilla, bella forte, così che fossi sicura che non avrebbe fatto gesti di cui si sarebbe poi pentito.

Guardai velocemente il cellulare, ma non vi erano chiamate di Achille, neanche un messaggio. Non ero sorpresa. Era arrabbiato e nonostante fossi consapevole del perché, tutto dentro di me si contorse per il dolore: fu come se qualcuno mi avesse attaccato dei cavi elettrici addosso e ad ogni passo che Achille faceva per allontanarsi da me una scossa potentissima m’invadeva destabilizzandomi. Potevo sentire, addirittura vedere, chiaramente il baratro che si stava inevitabilmente creando tra noi. Ogni secondo che passava lo sentivo sempre più distante, come se stesse rinunciando al nostro amore per colpa mia. Lo stavo perdendo. Stavo perdendo la persona che mi aveva aiutato a riscoprire me stessa. La persona che indiscutibilmente amavo, amavo più di qualsiasi altra cosa al mondo. Se non mi fossi sbrigata sarebbe stato davvero troppo tardi.

Lapo riemerse dalla doccia indossando un morbido pigiama di lino e le sue pantofole firmate. Lo guardai, progressivamente si stava sgonfiando, anche se sapevamo che domani sarebbe stato molto peggio: l’occhio sinistro era gonfio e livido, non riusciva ad aprirsi completamente, il sopracciglio del solito lato chiuso con due graffette, il labbro era quasi maciullato.

Si mise a sedere sul divano e mi accomodai accanto a lui porgendogli la bevanda. Gli accarezzai i capelli cercando un modo d’iniziare la conversazione prendendo un respiro profondo.

≤ Ti devo dire una cosa≥ gli dissi balbettando.

≤ Dimmi principessa≥ rispose, assaggiando un goccio di camomilla.

≤ Non ti sei minimante insospettito del comportamento di Achille? Non ti sei chiesto se forse lui ha reagito in questa maniera così violenta, perché forse io gli ho dato la possibilità di farlo? Cioè, come hai giustificato questo suo attacco?≥.

Lo vidi aggrottare lievemente le sopracciglia come se stesse analizzando per la prima volta i fatti che non aveva ancora preso in considerazione. Dopo altri istanti di riflessione rispose ≤ No, non ci ho minimamente pensato. È uno psicopatico maniaco, che sistemerò il più in fretta possibile. Ho degli avvocati che gli toglieranno perfino quello che non ha. Poi non vedo il motivo per cui tu gli avresti dovuto dare la possibilità di starti vicino. Credo che abbia perso il controllo, perché tu non corrispondi il sentimento che lui ha per te ed ha attaccato me≥.

Mi allontanai e lo guardai rilassarsi. Mi domandai se era lui quello pazzo oppure stava semplicemente scherzando. Essere così ciechi, nonostante tutta la fiducia che puoi avere per una persona, non ha alcun senso. Aprii la bocca per iniziare il discorso, ma m’interruppe con un gesto veloce dalla mano.

Si alzò e sparì in camera, dopo pochi secondi riemerse con un altro pacchetto in mano e me lo posò in grembo.

≤ Questa era l’ultima sorpresa. Volevo dartela in un’altra occasione, forse stesi a letto dopo aver fatto l’amore, ma adesso mi sembra il momento migliore!≥.

≤ Lapo, davvero basta regali, non me li merito assolutamente…≥.

≤ Dai aprilo!≥ insistette guardandomi tutto emozionato.

Stavo per dirgli che tutto questo stava per finire. Non ne potevo più dei suoi regali e dei suoi sbalzi d’umore. Avevo amato per tanto Lapo, ma era il momento giusto per dare un taglio netto a tutta questa storia. Era inutile che continuassimo ad illuderci. Il nostro era un amore falso e lui non sapeva cos’era amare davvero, catalogava i suoi affetti in base ai regali più o meno costosi che faceva.

Quando stavo per alzarmi e ridargli il pacchetto lo guardai ed i sensi di colpa m’invasero. Se lo avessi lasciato adesso gli avrei dato la pugnalata finale. Aveva l’orgoglio ferito, per non parlare dei dolori fisici. Mi feci perciò una domanda: se fossi stata io al suo posto, se fossi stata picchiata selvaggiamente ed in seguito fossi stata lasciata, come mi sarei sentita? Persa. Lapo non era uno stinco di santo, anzi, tutt’altro. Sbagliava in continuazione soprattutto con me ed io sapevo il motivo: oltre a non saper gestire le situazioni, lui confondeva l’amore con il possesso. Non voleva una moglie, voleva una compagna di vita che lo seguisse e assentisse alle sue decisioni, perché era sempre stato questo che aveva visto attorno a lui. Lapo era cresciuto con questo tipo d’amore vivendolo attraverso gli occhi della madre, con un padre che la tradiva in continuazione e che aveva con lei un rapporto gelido. Avrà anche avuto, come me, tutto ciò che aveva sempre desiderato, ma c’era una differenza abissale tra me e lui: io avevo vissuto in un ambiente pulito sotto tutti gli aspetti.

Perciò decisi di rispettare quest’ultimo momento insieme.

Aprii il pacchetto silenziosamente. Scartai arrivando ad un cofanetto più piccolo, capii immediatamente che si trattava di un anello, ma quando lo aprii mi sentii morire: aprendo piano il coperchio ero stata accecata da una luce rossa che veniva riflessa dai raggi del sole che filtravano attraverso la finestra. All’interno vi era una pietra a forma di rombo incastonata in un anello in platino massiccio. La pietra era enorme e rossa: era un rubino bellissimo che ad occhio e croce valeva tanti, ma davvero tanti soldi. Sapevo che non potevo accettarlo, ma quando Lapo lo prese e me lo mise al dito lo trovai davvero perfetto. Era davvero troppo, anche per lui che di soldi da buttare letteralmente via ne aveva. Rimasi ammutolita guardando la grande pietra al mio dito. Nonostante fosse meravigliosa, il regalo che ogni donna sperava un giorno di ricevere, questa non ero io e fui tremendamente sollevata di non essermi lasciata abbindolare dall’ennesimo regalo. Ero tornata davvero.

≤ Grazie Lapo. È meraviglioso!≥ esclamai senza gioia, ma con un po’ di amarezza. In fondo le stranezze di Lapo mi sarebbero mancate, lui mi sarebbe mancato.

≤ Lo so, adatto a te≥ rispose pensieroso.

Ci guardammo per quella che sembrò un’eternità. Vidi nei suoi occhi il susseguirsi di mille emozioni discordanti: sollievo, sorpresa, confusione, rabbia, consapevolezza e un’infinita tristezza. Per un attimo pensai che avesse capito qualcosa, che avesse notato il mio cambiamento. Gli feci un debole sorriso e mi sporsi per baciarlo delicatamente sul labbro, evitando di appoggiarmi su quello ferito. Lapo si accasciò sul divano con un sospiro e gli concedetti un momento di riposo. La mia decisione era presa, quindi avrebbe anche potuto aspettare fino a domani. Ma c’era una cosa che davvero non poteva aspettare.

Andai in camera e riposi nella scatolina tutti gli anelli e i gioielli che Lapo mi aveva regalato. Se non li avesse accettati indietro, li avrei sicuramente dati in beneficienza. Adesso dovevo andare via. Una preoccupazione m’invase e mi fece tremare incessantemente. Sperai che non fosse troppo tardi. Mi tolsi il vestito sporco di sangue e indossai dei pantaloni di Jeans e un maglioncino morbido a maniche lunghe. Raccolsi la borsa e le mie cose e tornai da Lapo.

≤ Ce la fai a stare da solo qui fino a stasera? Devo andare a fare una cosa≥.

≤ Certo certo, vai pure!≥ mi scrutò con sguardo indagatore e mentre stava per domandarmi qualcosa mi disse semplicemente ≤ Sembri diversa!≥.

Mentre mi avviavo alla porta mi girai velocemente e risposi ≤ Ho ritrovato me stessa!≥.

Scesi di volata le scale e mi fiondai alla macchina.

Nel tragitto tentai disperatamente di chiamare Achille che non mi rispose al telefono, perciò chiamai Viola che mi disse che era a casa. Ripercorsi la strada dissestata e mi vennero le lacrime agli occhi ripensando che l’ultima volta che l’avevo fatta me ne stavo andando.

Arrivai alla casa in campagna, il nostro nido d’amore, e parcheggiai. Mi sganciai velocemente la cintura. Andai alla porta ed iniziai a bussare disperatamente, ma nessuno mi apriva. Non sentivo nessun rumore all’interno, ma non mi detti per vinta nemmeno per un attimo.

Era Achille che volevo e avrei lottato per riaverlo.

Per accedere alla casa si doveva varcare un cancello che era tenuto sempre aperto, eccetto la notte, quindi il primo passo l’avevo fatto. Per accedere al giardino, invece, bisognava scavalcare una siepe, questo era il problema. Guardai la siepe al lato della casa, l’unico ostacolo tra me e lui e di certo non mi sarei fatta abbattere da un po’ di foglie. Spostai la macchina al lato della siepe. Montai sul tettino e mi lasciai cadere dall’altra parte. Incredibilmente atterrai sulle mie gambe illesa, anche se notai che mi ero strappata la maglia su un fianco. Al momento non me ne fregava niente, l’importante era che ero nel giardino. Mi guardai intorno, finché non lo vidi. Achille era seduto a terra in mezzo al giardino, di spalle rispetto a dove mi trovavo io, stava dando le spalle alla casa e stava guardando la distesa di vigneti davanti a sé. Aveva la testa china, una mano immersa nei capelli con il gomito appoggiato ad uno dei ginocchi. Il vento faceva oscillare i suoi lunghi capelli biondi. Sembrava quasi un surfista che stesse aspettando l’onda perfetta per immergersi e perdersi tra le onde.

Non resistetti più. Mi mancava così tanto che sarei impazzita se non lo avessi avuto tra le mie braccia in quell’istante e per sempre. Ma quanto ci avevo messo a capire che gli appartengo? L’emozione m’invase, riuscii a trattenere le lacrime ed iniziai a correre verso di lui. L’erba attutiva i miei passi così che lui non mi sentì e non si voltò. Mi lanciai praticamente addosso a lui ed iniziammo a rotolare uno sopra all’altro nel giardino. Dopo il primo attimo di sorpresa, lo sentii stringermi così forte da farmi mancare il fiato. Gli allacciai le gambe attorno ai fianchi ed immersi il viso nell’incavo del suo collo sentendo il suo inconfondibile profumo.

Rotolammo altre due volte prima di fermarci ansimanti l’uno sopra all’altro, mi ritrovai sotto di lui. Achille rimase per tutto il tempo serio e quando ci fermammo lo vidi irrigidirsi ancor di più. Smisi di sorridergli e mi sporsi per baciarlo, ma si allontanò. Gli accarezzai una guancia e mi lasciò fare. I nostri occhi s’incontrarono e si fissarono l’uno sull’iride dell’altro. L’intensità del suo sguardo mi fece fremere di desiderio e di amore, ma Achille non era con me, almeno non in quel momento. Il mio cuore si spezzò e una lacrima silenziosa cadde lungo la guancia, ma fu subito asciugata da mani premurose che non resistettero all’impulso di toccarmi e di proteggermi. Achille immerse le mani nei miei capelli e mi allontanò delicatamente da sé guardandomi meglio, cercando di scovare in me qualche dubbio o incertezza di quello che stavo facendo.

Dopo un tempo che mi sembrò infinito, parlò.

≤ Perché sei qui?≥ disse in tono duro e turbato.

Aveva lo sguardo assente e le mani gli tremavano leggermente. Le guance erano ancora umide e arrossate delle lacrime versate. Era devastato.

Lo guardai con tutto l’amore che speravo di trasmettergli attraverso quello sguardo.

≤ Perché sono una cogliona, perdutamente innamorata, ma pur sempre una cogliona≥.

Lo vidi sorridere lievemente e rilassarsi. Ma dov’era il mio Achille?

Mi accarezzò dolcemente una guancia e poi si ritrasse velocemente.

≤ Mi dispiace per la scena a cui hai assistito, non avrei mai voluto che tu mi vedessi così. Ho reagito d’istinto attaccando Lapo, la cosa che sicuramente mi riesce meglio, non sono riuscito a fermarmi e nonostante sia orribile, non me ne pento: lo rifarei. Quando ti ho vista, quando ho capito…≥ scosse la testa e mi guardò accarezzandomi dolcemente i lividi, si rilassò un attimo e risentii quel calore che lo contraddistingueva da chiunque altro. Per un istante tornò il mio Achille ≤ Mi prenderò le conseguenze delle mie azioni senza discutere≥ e si ritrasse da me chiudendosi in se stesso, come non aveva mai fatto.

≤ Si, quello che hai fatto è stato orribile, ma non ti voglio giudicare, perché molto probabilmente avrei fatto la stessa cosa se fosse successo a te. Sono contenta che tu abbia riconosciuto i tuoi errori, Lapo ha fatto una cosa orribile, ma tu sei caduto al suo stesso livello. Con questo non ti sto dicendo che sono arrabbiata con te o che sono venuta fino a qui per rimproverarti, perché vederti così per difendere me, mi ha scaldato il cuore. La realtà, però, è che non sono qui per parlare di quello che è successo≥ presi un respiro e lo guardai ≤ Voglio te, scelgo per sempre te, dovevo dirtelo, dovevo assicurarmi che le cose tra noi fossero chiare≥.

≤ L’hai lasciato?≥ mi domandò a bruciapelo senza farsi toccare minimamente dalle mie parole.

≤ Tecnicamente, no. Era troppo mal concio, mi faceva troppa pena, ma…≥.

Si alzò bruscamente da sopra di me, dirigendosi verso casa. Rimasi un po’ sdraiata a terra guardando il suo fantastico culo allontanarsi.

Poi si bloccò e si voltò verso di me scuro in volto.

≤ Quando? Quando potremo dire “per sempre”? Te lo chiedo a te, perché sei l’unica con il potere di mettere un punto: un punto alla storia con Lapo o alla storia con me≥ sbottò.

Ma di che diavolo stava parlando? Ma non aveva capito che lo amavo?

≤ Te l’ho già detto che ti amo…≥.

≤ Ma?≥ intervenne lui urlandomi contro e interrompendomi bruscamente ≤ Quando cazzo ci sarà un punto a tutta questa storia del cazzo? Quando inizierai a dimostrarmi qualcosa di più concreto? A parole sei brava, ma i fatti? Ti dovrei davvero credere? Devo credere al tuo amore? Perché queste due parole le dici con una leggerezza che ha dell’inverosimile, come due settimane fa hai avuto il coraggio di dirlo a Lapo, dopo tutto quello che avevamo passato. Olimpia, te sei la prima e unica donna a cui ho aperto il mio cuore. Avevo tenuto tutti fuori, perfino mia sorella, tu sei riuscita a farmi vivere, finalmente, ma con la stessa potenza con cui mi fai tornare la speranza con altrettanta violenza mi ammazzi. Non mi vergogno ad ammettere che mi sento fragile, come non mi ero mai sentito. Sei l’unica che abbia mai amato e che sicuramente amerò. Non ho più toccato nessun’altra da quando ho visto te. C’ho provato, devo essere sincero, volevo togliermi quest’ossessione dalla testa, ma non posso e non voglio. Ti appartengono ormai. Sono tuo. E te? Sei mia? No, perché m’immagino che te c’hai anche scopato con quel coglione in questa settimana, vero? E io? Ero qui come un fesso a soffrire come un cane, mentre te riprendevi la tua vita come se niente fosse mai successo. Come se io non fossi mai esistito, mentre per me tu eri tutto ciò a cui mi potevo aggrappare per non impazzire. Sto mettendo da parte me stesso per te, i miei criteri e il mio orgoglio. Dopo tutto quello che è successo oggi, dopo averti dato l’ennesima dimostrazione che ti amo, porca troia, te torni da me, ma non l’hai ancora lasciato? Mi stai prendendo per il culo? Qui quello che ti deve far pena sono io, che mi faccio schifo da solo da quanto sono diventato ridicolo. Quello che non mangia e non dorme da due settimane, per te. Quello che non ti picchierebbe mai. Preferirei uccidermi che ferirti!≥.

Mi parlò con una rabbia tale che mi fece gelare il sangue, ma dovetti ammettere che ogni singola parola che aveva detto era vera..

Rimase a pochi passi da me a guardarmi in cagnesco, ansimante per lo sfogo. Mi alzai e cercai di andargli in contro, ma lui indietreggiò e alzò una mano impedendomi di proseguire.

≤ Non mi toccare, non farlo≥.

Era tutto così assurdo. Una cosa semplice come amare era diventata una frustrazione per entrambi, perciò sbottai anch’io ≤ Achille, che vuoi che ti dica? Sei entrato come un tornado nella mia vita, fino ad un mese fa non sapevo nemmeno chi eri e che esistevi. Adesso sei la ragione della mia esistenza. Devo raccogliere tutti i pezzi della mia vita ed incollarli di nuovo, perché hai distrutto tutte le mie certezze. Credi sia semplice? Avevo una vita prima di te e non ti sto dicendo che era felice, ma era normale, stabile e ordinata, all’improvviso mi sono ritrovata capovolta in giù. Sto facendo di tutto per aggiustare la situazione, ma non è facile. Ho capito cosa voglio: voglio essere tua per sempre. Ma le cose non sono così semplici da risolvere. Ma cerca di metterti anche nei miei panni!≥.

Rimanemmo per qualche istante in silenzio a fissarci da una parte all’altra del prato. Lo vidi riflettere sulle mie parole come io stavo facendo sulle sue. Fu il primo a parlare.

≤ Mi dispiace Olimpia, ma non ci sono abituato a tutta quest’altalena. Di solito sono io il giocoliere, adesso sono dall’altra parte in balia degli eventi e non mi piace. Scommetto che questa è la punizione per aver fatto soffrire così tante persone≥ disse, dandomi le spalle e dirigendosi verso casa lasciandomi così piantata sul prato.

Prima di entrare si voltò, mi avvicinai di qualche passo e lo guardai.

Lo vidi sbuffare e massaggiarsi una tempia esasperato. Stava combattendo una lotta interiore tra la parte di sé che avrebbe voluto prendermi e basta, lasciandomi i miei tempi e la mia confusione, e quella parte che avrebbe voluto davvero urlarmi contro tutta la sofferenza che provava per colpa mia. Dalle parole che seguirono, però, capii che le due parti concordarono su una cosa.

≤ Ti chiedo solo una cosa, se mi vuoi, se vuoi essere davvero mia come dici, dimostramelo. Dimostrami che mi vuoi, che hai bisogno di me, che vuoi vedermi sorridere, che hai voglia di me, che non smetti di pensarmi. Dammi certezze perché ho paura di perderti di nuovo. Dimostrami che sono importante, perché tu lo sei per me. Dimostrami che mi ami!≥ mi disse semplicemente.

Fu allora che seppi perfettamente cosa dovevo fare e stavolta l’avrei fatto.

Lo raggiunsi sul porticato della casa. Achille fece un passo indietro allontanandosi, non mi lasciai abbattere da quel gesto, nonostante mi uccidesse, perciò feci un passo verso di lui che rimase immobile. Ci guardammo negli occhi, come avevo fatto prima con Lapo, ma le sensazioni furono tutte diverse. Fu come aver trovato il pezzo mancate di un puzzle. Noi due ci completavamo e dentro i suoi occhi vedevo riflessa me stessa e la persona che volevo essere. Ero grata a quest’uomo per avermi salvato dal baratro, per avermi aiutata ad aprire gli occhi. Era lui la mia casa, quella che non avrei mai più lasciato. Fu un momento così intenso, romantico e passionale che mi paralizzai e annegai nei suoi grandi occhi castani che mi risucchiarono completamente intrappolandomi dentro di sé. Respiravamo entrambi a fatica e le barriere protettive che Achille aveva eretto per tenermi fuori, per non essere più ferito, si stavano sgretolando progressivamente. Allungai una mano per afferrare il suo polso, ma si scansò. Ci riprovai e stavolta si fece toccare, non trovando più le motivazioni e la forza per opporsi. Sospirai e mi spinsi verso di lui finché i nostri fianchi non arrivarono a sfiorarsi. Vidi la trasformazione nei suoi occhi: la delusione e la disperazione furono velocemente rimpiazzati da un fuoco che iniziò ad ardergli dentro e che incendiò anche me. M’intimorì, perché la passione con cui mi guardava mi faceva sentire preziosa. I suoi occhi cambiarono colore e diventarono rossastri. Occhi così avrebbero dovuto essere illegali. Lo sentii vibrare sotto il mio palmo e un desiderio incontenibile esplose tra noi. Nonostante tutte quest’emozioni, entrambi rimanemmo fermi, senza quasi respirare. Fu come se tutto attorno a noi e dentro di noi stesse prendendo fuoco, come per sancire la nostra unione, ma noi rimanemmo immobili. Intrecciai le dita alle sue e mi avvicinai ancora. Achille restò immobile a guardarmi avanzare. Lo vidi combattere con l’irresistibile voglia di stringermi forte a sé.

≤ Fidati di me Achille≥ sussurrai, quasi bisbigliai, mentre mi stavo alzando sulla punta dei piedi per avvicinarmi alla sua bocca.

≤ Hai il potere di uccidermi Olimpia≥ mi rispose ansimando, restando immobile guardandomi sporgere verso di lui.

Quando fui a pochi centimetri dalla sua bocca stavamo ansimando all’uniscono, Achille guardò le mie labbra e a quel punto cedettero tutti i freni. Con un suono roco esplose, mi mise entrambe le mani sul sedere e mi fece sollevare sbattendomi con forza verso una delle colonne del porticato. Mi aggrappai a lui, cingendogli i fianchi con le gambe e le mie mani volarono fra i suoi capelli. Inizialmente cercò di frenarsi, lo sentii tentare di ritrarsi o almeno di restare fermo e distante, ma non ci riuscì e perse subito la battaglia con se stesso mandando al diavolo l’autocontrollo. Mi strinse ancor di più il sedere e con l’altra mano si aggrappò ai miei capelli. Quando le nostre bocche si scontrarono e si unirono, il mondo divenne una minuscola particella nell’aria. Mi baciò con passione e foga, ansimando e gemendo nella mia bocca. Le nostre lingue si toccarono e si assaggiarono inizialmente delicatamente per poi diventare sempre più passionali. Ci amammo intensamente per degli istanti che sembrarono eterni. La mano che era sulla mia nuca scese velocemente fino ai fianchi per poi risalire sotto la maglietta andandomi a sfiorare un seno. Gemetti e spostai una mano sulla sua guancia, ma quando sentii delle calde lacrime rigargli il volto mi si spezzò il cuore. Gli afferrai con entrambe le mani il volto asciugando goccia dopo goccia e continuando a baciarlo intensamente.

Mi resi conto che lo stavo nuovamente ferendo, perciò interruppi il bacio e mi allontanai da lui. Barcollammo entrambi riassestandoci sulle nostre gambe e lui mi guardò con aria confusa.

Con un’ultima occhiata e con un ultimo bacio casto sulle sue fantastiche labbra, gli dissi ≤ Te lo dimostrerò e non tornerò finché non avrò messo a posto la mia vita. Ti amo Achille e ti prometto che tornerò da te per sempre≥ dissi, accarezzandogli la guancia e sistemandogli le ciocche di capelli. Mi avvicinai al suo orecchio e sussurrai ≤ Ti prego, fidati di me!≥.

Cercò di trattenermi e di dare un significato a quelle parole, ma lo interruppi posandogli una mano sulle labbra. Tentennai ancora un po’, desiderando ardentemente fare l’amore con lui, ma raccolsi tutta la forza che ormai sapevo di avere e andai via.

Corsi fuori da quella casa e mi fiondai in macchina come avevo fatto due settimane fa, ma adesso avevo intenzione di tornare e nonostante fosse straziante allontanarmi da Achille, mi sentii tranquilla: lo dovevo fare per noi, per il nostro futuro e non sarei tornata da lui finché tutto non sarebbe stato a posto.

Nel tragitto chiamai Bruno e gli spiegai la situazione. Ci demmo appuntamento alle 19.30 davanti casa mia, avevo paura di affrontare Lapo completamente da sola.

Intanto mi diressi sparata come un missile da mia madre.

Entrai nel negozio ed ignorai la nuova segretaria che balzò sulla sedia e tentò di fermarmi. La guardai velocemente ed il suo volto mi fu subito familiare, ma non m’interrogai a lungo su chi fosse. Mi diressi al piano superiore tallonata dalla ragazza che mi diceva che non avrei potuto entrare senza annunciarmi, non le prestai minimamente attenzione, tanto con i tacchi non mi stava dietro.

Entrai nell’ufficio di mia madre come una furia, senza bussare, e dopo pochi istanti arrivò anche la segretaria.

≤ Mi scusi signora Medici, ma questa ragazza non si è annunciata e non sono riuscita a fermarla!≥ disse con il fiatone per la corsa che aveva fatto per le scale.

Mia madre, prima di rivolgere l’attenzione a me, guardò la ricciola bionda e le disse.

≤ È mia figlia. Vai pure Marina!≥.

La guardai e lei mi lanciò un’occhiata di puro odio. Aggrottai le sopracciglia e la squadrai cercando di ricordarmi dove l’avevo già vista, ma non riuscii a ricollegare il suo viso ad un evento o ad un luogo in particolare. Un campanello d’allarme rimbombò nella mia testa e qualcosa mi disse che riguardava Achille e subito mi sentii sulla difensiva. La ragazza uscì con un’altra occhiata fulminea ed io mi voltai verso mia madre che subito si alzò dalla sedia e mi venne incontro.

≤ Olimpia che diavolo sono questi lividi?≥ non le risposi e prima che mi potesse toccare indietreggiai automaticamente. Vidi la triste verità dipingersi sul suo volto e non provò nemmeno ad avvicinarsi ancora, cascò a sedere sulla sedia e mi guardò sconvolta ≤ Lapo?!≥.

≤ Lapo≥ le feci eco io sedendomi davanti a lei.

Ci fu un minuto di silenzio catartico, poi la sentii singhiozzare e alzai lo sguardo rapidamente.

≤ Achille me lo aveva detto che la situazione tra voi non era delle migliori, ma non pensavo fino a questi punti≥.

Il mio cuore mancò un battito e la guardai aggrottando le sopracciglia ≤ Achille?≥.

≤ Non te ne ha parlato? È venuto qua martedì scorso e poi siamo andati a pranzo insieme, lui, tuo padre ed io il sabato. Ecco, perché ti volevo parlare. Sono stata tutta la settimana a pensare a come iniziare il discorso sperando di vederti domenica!≥.

≤ Mi stai prendendo per il culo?≥.

≤ No, è che ho visto le cose sotto un’altra prospettiva e da tutta questa storia ho capito che “Non si può giudicare un libro dalla copertina”. Lapo ti ha fatto del male e per questo dovrà fare i conti con me. Achille ti ama sinceramente. Ha avuto una vita davvero difficile, ma adesso sta cercando di dare una svolta. Ho conosciuto anche Alessandro. Sono stata cieca e ottusa. Cosa posso dirti piccina, se non che sono terribilmente desolata, a quanto pare anche le mamme sbagliano, siamo persone dopotutto, no?≥ disse con la voce rotta dall’emozione.

Mi stava dando carta bianca. Mi stava dando la benedizione di cui avevo un disperato bisogno per iniziare la mia vita con Achille. Ma perché? M’inginocchiai davanti a lei e mi feci avvolgere in un abbraccio da mamma orsa, super protettiva con i suoi cuccioli.

≤ Grazie mamma. Ma perché adesso?≥.

≤ Non voglio essere io a dirtelo. Lui ha bisogno di te, sta per affrontare un vero uragano≥.

Che c’era qualcosa che non andava lo avevo già intuito, ma non pensavo che addirittura stesse per passare un momento davvero orribile. Qualsiasi cosa stesse per succedere, io sarei stata al suo fianco.

Guardai mia madre e mi sentii sollevata nel fargli finalmente la mia confessione. Le presi una mano e mi feci invadere da così tanta beatitudine che ebbi paura di esplodere di felicità. Mia madre, tra una lacrima e l’altra, mi guardò e sorrise insieme a me. ≤ Mamma, io lo amo davvero≥.

Mi sorrise e mi sistemò una ciocca di capelli dietro l’orecchio ≤ Lo so. Forse credo di averlo sempre saputo e questo senso di colpa non andrà mai via≥.

La baciai velocemente ed andai via, promettendole di richiamarla appena mi fossi stabilizzata.

Scesi le scale correndo e sprizzando gioia da ogni poro. Incontrai Marina che abbracciai rapidamente colta da un momento di pura euforia. Volai alla macchina che avevo lasciato in divieto di sosta, ci trovai una bella multa, ma tanta era la mia felicità che appallottolai il pezzo di carta e sgommai via.

Facendo due calcoli veloci, lo scoglio più grande era superato, adesso mancava da affrontare Lapo che non consideravo, fino ad allora, la montagna più alta. Mi sbagliavo.

Parcheggiai davanti a casa e scesi velocemente. Bruno mi venne incontro un po’ pallido in volto.

≤ Olly, diavolo, ma mai una volta che si stesse un attimo in pace!≥.

Lo guardai un po’ confusa tentando di contenere un largo sorriso.

≤ Mi hai fatto ricordare perché non ti ho mai chiamato “Bruno Cuor di Leone” o perché guardavi “Leone il cane fifone”, ma rimandiamo a dopo questi aneddoti. Lascerò la porta di casa aperta, aspettami per le scale. Non mi fido di Lapo, se decidesse d’impazzire potrebbe anche uccidermi≥ dissi cercando di usare un tono scherzoso, ma in realtà avevo davvero paura. Lui era imprevedibile nel senso cattivo del termine, e nonostante fosse davvero mal concio avrebbe potuto spezzarmi senza problema. Dopotutto se aveva alzato le mani su di me per così poco, adesso che stava per esplodere la vera bomba dovevo sperare che non esplodesse prima lui. Da una parte però dovevo ammettere che non credevo che Lapo fosse capace di una cosa del genere, mi aveva smentito e ne ero più che consapevole, ma una persona che si conosce da così tanto tempo e che per un breve periodo era stato anche il mio “tutto” non avrebbe mai desiderato farmi male a tal punto. Si sarebbe vendicato sicuramente in qualche modo, ma non fisicamente.

Entrai in casa, lasciando la porta socchiusa. Lapo era lì steso sul divano con il computer sulle ginocchia, il pigiama e un calice di champagne in una mano. Lo guardai e mi feci forza. Avevo preparato un discorso, fatto di mille parole belle nei suoi confronti ringraziandolo di tutti questi anni passati insieme e concludendo con la separazione. Andai a sedermi sulla poltrona e mi misi le mani tra i capelli, presi una boccata d’aria e lo guardai.

≤ Lapo ho bisogno di parlarti ed ho bisogno che tu mi ascolti attentamente≥ dissi respirando a fatica.

Senza alzare gli occhi dal computer disse ≤ Dimmi principessa. Hai bisogno di qualcosa?≥.

≤ Non possiamo più sposarci≥ dissi tutto d’un fiato e al diavolo il bel discorso.

Lui alzò lo sguardo verso di me e sollevò le sopracciglia fini e chiese.

≤ Prego?≥.

≤ L’unica cosa che non volevo fare era ferire qualcuno, invece alla fine ho ferito tutti≥.

Posò il computer sul tavolino e mi guardò meglio, quasi mettendomi per la prima volta a fuoco ≤ Di cosa stiamo parlando esattamente?≥.

≤ Di me e di te≥ dissi semplicemente.

Delle semplici parole che furono più potenti di qualsiasi altro discorso preparato. Prima che potesse aggiungere qualcosa, continuai ≤ Abbiamo trascorso cinque anni della nostra vita insieme tra momenti belli e momenti brutti. La nostra storia era già da un po’ che non andava. Siamo arrivati al matrimonio, forse, per dare una svolta alla nostra relazione, pensando che avrebbe funzionato, che questo sarebbe stato il salto di qualità che entrambi aspettavamo. Ma non ha funzionato. Lapo non ti amo più. Credo di saperlo già da un po’, ma non ho mai avuto il coraggio di ammetterlo con me stessa. I miei sentimenti sono cambiati già da prima della proposta di matrimonio, ma solo adesso me ne rendo conto effettivamente. Devo capire chi sono veramente e chi voglio essere. Voglio diventare una donna. Voglio essere felice. Ci siamo voluti bene e siamo cresciuti insieme, ma adesso è il momento di percorrere ognuno le proprie strade≥.

Finii decisa, non mi feci intimorire da niente, nemmeno quando vidi Lapo alzarsi in piedi e guardarmi come se volesse uccidermi. Si allontanò di poco e si rimise a sedere sulla poltrona più lontana dalla mia. Si massaggiò le tempie e mi guardò.

≤ Cos’è che ti ha fatto aprire gli occhi?≥ mi chiese massaggiandosi il mento come se stesse riflettendo.

≤ Tutto. Il viaggio, i regali, le litigate, i momenti più intimi, te, me… Tutto, e credo tu lo sappia quanto me!≥.

≤ Olimpia possiamo risolvere questa situazione!≥ concluse come se non mi avesse realmente ascoltato.

≤ Non rendere le cose ancor più difficili. Non possiamo aggiustare una relazione che si è già rotta da tempo, che ha creato una voragine incolmabile fra noi≥.

Si alzò dalla poltrona e venne deciso da me. Si sedette sul tavolino davanti a me e mi afferrò il viso tra le sue mani inizialmente delicatamente. Mi aggrappai leggermente ai suoi polsi cercando di allontanarlo, ma non si mosse minimamente.

≤ Tu non puoi lasciarmi≥ esordì e mi strinse ancora di più nella sua presa facendomi mugolare per il fastidio. Non era più delicato.

≤ Lapo, io ho tutto il diritto di prendere una decisione simile. Non ti amo più, provo soltanto un grande affetto nei tuoi confronti, ma nulla più. Non c’è più niente che ci lega. Non mi voglio sposare, non con te≥ errore madornale.

Mi afferrò per i capelli e mi fece scuotere violentemente la testa. Mi aggrappai ai suoi polsi con più rabbia e cercai di allontanarlo. Non interruppi nemmeno un secondo il contatto con i suoi occhi gelidi e distanti e non mi feci prendere dalla paura. Ero forte e non mi sarei più fatta toccare in malo modo da nessuno.

≤ Non con me? E con chi, brutta stronza?≥.

Ci alzammo contemporaneamente e cercai di liberarmi dalla sua presa.

≤ Lapo cerca di controllarti. Tu non sei questo. Non sei un uomo violento e non vuoi ferirmi…≥.

M’interruppe con un altro violento strattone ≤ Invece si, quello che voglio fare è proprio ferirti. Chi cazzo è l’altro. Dimmelo, puttana!≥ urlò.

Ansimai dal dolore e per sfuggire alla sua presa premetti una mano sul labbro ferito. Con un gemito di dolore mi lasciò andare ed io cercai di allontanarmi, ma lui mi riafferrò per i capelli e mi tenne ferma per un polso.

≤ Dimmi chi cazzo è!≥.

≤ Sono io che ho deciso di separarmi da te. Smettila Lapo lasciami subito. Tu non hai il diritto di toccarmi!≥.

Mi guardò intensamente negli occhi cercando di capire freneticamente qualcosa, e poi vidi la nebbia di confusione che gli offuscava la vista dissolversi in aria e collegò i puntini che formavano il nome di… ≤ Achille!≥ esclamò con impeto di rabbia.

Fu così rapido che non mi resi conto effettivamente di quello che stava per fare. Mi voltò rapidamente facendomi inginocchiare e mi fece sbattere il petto e il volto sul tavolino della sala. Mi tenne una mano ferma tra i capelli e con l’altra mi bloccò entrambe le mani dietro la schiena tenendomi inchiodata sotto di lui che si era inginocchiato tra le mie gambe. Mi aveva completamente immobilizzato. Mi ribellai, ma fu quasi inutile, era troppo più forte di me. Facendomi sbattere nuovamente la tempia contro il tavolino mi urlò.

≤ Allora? È lui? Ti ha scopata?≥.

≤ Io amo Achille. Mi sono innamorata di lui, ma questo non ha niente a che fare con te. Mi ha fatto aprire gli occhi, ma io ho scelto te. La mia decisione l’ho presa per volontà mia…≥ cercai di dire prima che mi facesse sbattere nuovamente contro il tavolino. Urlai per il dolore e Lapo si piegò su di me e mi sussurrò minaccioso all’orecchio.

≤ Vuoi essere scopata? Hai bisogno di sentirlo? Sei una cagna in calore? Allora ti farò assaggiare il mio così ci penserai due volte la prossima volta che farai la troia. Tu sei mia≥.

Mi divincolai disperatamente e urlai ≤ Non sono tua Lapo, lasciami. Smettila, ti prego!≥.

Lo sentii sganciarmi i pantaloni e iniziai a tremare come una foglia. Mi divincolai senza successo e iniziai ad urlare d’orrore pregandolo di lasciarmi andare. Mentre mi stava per sganciare l’ultimo bottone, chiusi gli occhi disperata tentando di trovare qualcosa per liberarmi da quella situazione orribile. Ad un certo punto, non lo sentii più. Per un attimo rimasi immobile pensando di essermi estraniata da quello che mi stava succedendo, invece poi iniziai a sentire gli urli strazianti di Lapo e dei vetri che s’infrangevano alle mie spalle. Mi voltai e vidi Bruno che teneva a mezz’aria Lapo e lo scaraventava a terra con una rabbia che non apparteneva al mio migliore amico. Lapo si afflosciò immediatamente. Bruno si voltò verso di me e venne a risollevarmi da terra.

≤ Piccola, scusami se non sono intervenuto subito, ma ho chiamato la polizia. Come stai?≥ gli tremavano le mani e aveva dipinto nello sguardo il terrore. Lo abbracciai tremando come lui e senza versare una lacrima constatai che ero sconvolta, ma che stavo bene. Non capivo cosa provavo adesso, non sapevo cosa sentivo, mi sentii disgustata e violata, ma al contempo ero felice che tutto questo fosse finito. Mi sentivo protetta, non poteva farmi più del male.

≤ Sto bene Bruno, ma me ne voglio andare adesso≥.

I nostri occhi si incontrarono e Bruno non riuscì a trattenere le lacrime che fecero sgorgare anche le mie senza che nemmeno mi accorgessi che avevo iniziato a piangere. Mi abbracciò forte e mi sussurrò parole di conforto.

≤ È finita piccola. È finita!≥ mi disse tra un singhiozzo e l’altro stringendomi al suo petto più che poteva. Era finita nel modo peggiore in cui poteva finire ed il mio cuore si contorse dal dolore.

Passarono pochi secondi che mi sembrarono eterni tra le braccia del mio migliore amico, quando sentimmo un’imprecazione. Bruno mi aiutò a rialzarmi e a sistemarmi sulle mie gambe, barcollai e mi sedetti sul tavolino per riprendere fiato. Mi guardai le mani tremanti e le appoggiai sulle ginocchia cercando di cessare il tremore violento che mi aveva invaso. Bruno rimase davanti a me e si voltò verso Lapo che si era rialzato e mi stava puntando gli occhi addosso con tutto l’odio di cui poteva disporre. Non lo guardai, non si meritava nemmeno un mio sguardo dopo quello che aveva provato a fare. Bruno non si mosse e mi coprì la visuale, stringendo i pugni e preparandosi a colpirlo di nuovo se fosse stato necessario, le lacrime si erano seccate ed avevano lasciato il posto all’ira. Dopo altri istanti di silenzio rotto soltanto dai miei singhiozzi e i respiri affannosi e pieni di rabbia dei due uomini, Lapo parlò.

≤ Levati frocio, non è una cosa che riguarda te, ma soltanto me e quella puttana≥.

Bruno avanzò di un passo e gli puntò un dito contro senza sfiorarlo ≤ Ma come hai il coraggio di parlare? Stavi per stuprarla e ti senti ancora in diritto di parlare? Non meriti un cazzo, non meritavi nemmeno la sua onestà nei tuoi confronti. Sono pronto anche ad ucciderti se la tocchi di nuovo≥.

Lapo si fece ancora più scuro in volto ed avanzò, facendo indietreggiare di un passo Bruno che rimase a fissarlo disgustato, poi iniziò ad urlare ≤ Mi ha tradito e non è una cosa che le farò passare liscia≥, poi si rivolse direttamente a me puntandomi un dito contro ≤ Ti ho dato tutto, tutto quello di cui avevi bisogno. Ti ho amato come avevi bisogno di essere amata. Ti ho sommerso di regali per farti sentire speciale ed è così che mi ripaghi?≥ urlò esasperato.

Mi raggelai all’udire quelle parole e mi risvegliai dal torpore in cui ero caduta. Ero ancora scossa da piccoli brividi, ma ebbi la forza di analizzare la situazione. Eravamo nel salotto, Lapo si trovava dietro la poltrona, tra la sala e la porta d’ingresso che Bruno aveva lasciato spalancata, ed aveva tutta l’intenzione di proseguire quello che aveva quasi iniziato. Bruno mi stava davanti ed in parte mi stava tappando la visuale, respirava affannosamente e teneva gli occhi puntati su Lapo studiando ogni sua singola mossa. Io me ne stavo seduta sul tavolino, incapace di muovere un muscolo, dietro a Bruno, completamente ammutolita in balia degli eventi a guardare la scena. Cercai di guardare Lapo e non credetti alla situazione che stavamo vivendo. Non potevo credere che ci fossimo spinti così in là. Alzai finalmente gli occhi ed incontrai gli occhi fiammeggianti di Lapo. Una parte di me provava ancora un forte affetto nei suoi confronti che non sarebbe cambiato col tempo. Gli volevo bene, mi sentivo in colpa per tutto quello che era successo, ma tutto ciò non mi avrebbe più condotto a restare con lui solo per riconoscenza. Non mi avrebbe mai perdonata e non potevo certo condannarlo. Nonostante avessi sbagliato su tutta la linea, questo non giustificava quello che aveva cercato di farmi, non me lo meritavo e non so se a mia volta l’avrei perdonato. Già quando avevo preso la decisione di lasciarlo sapevo che questa situazione non si sarebbe risolta in modo pacifico, come solitamente termina ogni favola d’amore. Questa era la vita reale e adesso mi ero anche scontrata in prima persona con la violenza che tante altre donne come me ogni giorno si trovavano ad affrontare, ma adesso non sarei stata ferma, avrei sconfitto le mie paure, perciò decisi di agire e prendere in mano la situazione che noi avevamo creato, lasciando fuori Bruno. Mi guardai dentro e trovai la forza di alzarmi e di chiudere definitivamente questa storia nel bene o nel male. Mi spostai lentamente uscendo dal mio piccolo “nascondiglio” e tentai di avvicinarmi a Lapo cautamente. Facevo un passo dopo l’altro con estrema cautela mentre Bruno cercava di fermarmi. Lo guardai e gli rivolsi uno sguardo incoraggiante che lo immobilizzò. Sapevo cosa stavo facendo, non sapevo quale sarebbe stato il risultato, ma sapevo cosa stavo facendo e senza farmi prendere dal terrore pensando intensamente ad Achille mi fermai a tre passi da Lapo. Mi guardava con un odio che avrebbe raggelato chiunque, ma non me, non più. Non mi feci né cogliere dai sensi di colpa né dal terrore, non pensavo di meritarmelo, nonostante lo avessi tradito, cosa per cui mi sarei per sempre odiata. Avevo la consapevolezza che questa non poteva essere la fine del mondo, né per me né per lui. Mi ero innamorata, non avevo ucciso nessuno.

≤ Sei proprio una troia≥ mi disse quasi vomitando quelle parole su di me.

Il mio autocontrollo cedette e gli rifilai un ceffone potente che mi fece dolere il palmo della mano. Lapo si copri la guancia colpita con una mano e mi guardò scioccato. Anch’io rimasi sorpresa, ma almeno una soddisfazione me la ero tolta.

Quando cercai di aprire bocca per proferire parola, Lapo mi afferrò per la gola e mi strattonò stringendo molto lentamente. Sentii Bruno fare un passo verso di me e afferrare le mani di Lapo cercando di staccarle dal mio collo. La tensione nella stanza aumentava a dismisura e la temperatura calava. Posai una mano sul petto di Lapo cercando di allontanarlo e l’altra si serrò sul suo braccio teso.

≤ Lapo non sono una tua proprietà. Ho sbagliato, non merito il tuo perdono, ma adesso stai sbagliando te≥.

Vidi ancor più odio nei suoi occhi e capii che se non ci fosse stato Bruno mi avrebbe forse uccisa, senza pentirsene minimamente. Era completamente lucido, nonostante la rabbia.

≤ Se non ti posso avere io, non ti avrà nessuno≥ sussurrò e strinse un po’ di più.

No! Non sarei stata con le mani in mano, stava esagerando. Era il momento d’iniziare la mia vita con Achille, glielo avevo promesso, non l’avrei mai più lasciato e adesso Lapo era semplicemente un ostacolo, l’ultimo che avrei eliminato dalla mia vita senza esitazione. Perciò guardai Lapo dritto negli occhi con più odio di quanto potesse provare egli stesso. Sentii Bruno urlare di lasciarmi andare, ma fu come sentire una voce lontana. Le scene che si susseguirono furono troppo rapide, in forte contrasto con il momento di tensione che stavamo vivendo in cui soltanto i nostri occhi stavano battagliando, perciò il mio cervello non riuscì a catalogarle, ma soprattutto non riuscii a sentire alcun suono, soltanto rumori attutiti. Lapo fu strattonato così violentemente che io indietreggiai scontrandomi con Bruno e cademmo entrambi a terra. Due poliziotti invasero l’appartamento e senza esitazione si lanciarono addosso a Lapo che fu immobilizzato a terra e fu ammanettato. Un terzo poliziotto si precipitò da noi. Iniziò a parlare freneticamente chiedendoci se stavamo bene, ma io non riuscii a rispondergli. Rimasi a fissare Lapo che fu scortato fuori dall’appartamento divincolandosi come poteva. Appena tutto si fermò, fui invasa da uno strano sollievo e tutto il mio corpo si rilassò. Cedetti di colpo e scoppiai in un assordante pianto e desiderai ardentemente essere tra le braccia di Achille.

 

 

CONTINUA…

Cliccate QUI per il capitolo 29.

Vietata la riproduzione di questi contenuti.

 

Se vuoi inviarci la tua Fan Fiction a puntate leggi il regolamento cliccando QUI. Tutti i lavori dovranno essere in esclusiva, non saranno accettati lavori scritti da minorenni.

Fan Fiction in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

33 commenti

  1. Irma

    Accipicchia, che capitolo intenso, bellissimo! Vittoria sei molto brava a tenere alta la tensione in questo capitolo, non ce la facevo più, meno male che è arrivata la polizia. Scusa ma io mi immedesimo molto quando leggo qualcosa che mi piace. Adesso aspettiamo il prossimo capitolo, che lunga settimana sarà! Ancora brava, baci e buonanotte.

  2. silvietta

    OMG!!!! Finalmente lo ha lasciato anche se è finita nel peggiore dei modi!! Grazie al cielo è stato arrestato quell’essere……………… (mettici una sequela di parolacce e di insulti che non si possono scrivere), spero solo che la polizia abbia sentito anche la frase ” Se non ti posso avere io, non ti avrà nessuno” così siamo sicure di liberarcene!! Bruno is the best!! Non so come definirlo se non l’eroe (non solo in questo caso) che risolve la situazione, ti supporta e ti stà accanto in ogni situazione che essa sia bella o brutta. E’ da queste cose che si capiscono chi sono i veri amici! Per quanto riguarda Regina sono felice che finalmente abbia capito chi è veramente Achille ma mi fa girare le scatole il fatto che abbia deciso di dargli una possibilità solo dopo aver saputo di chi è figlio. Se non lo avesse saputo penso che col cavolo gli avrebbe dato una possibilità, per lo meno non di certo prima di aver visto i lividi sul viso di Olimpia. Per quanto riguarda Achille, OH ACHILLE!!, mi fà una gran tenerezza per tutto ciò che stà passando e per ciò che dovrà ancora passare per via della famiglia di sua madre, ma almeno avrà Olimpia al suo fianco (FINALMENTE!!! era ora che lei e tu mia cara Vicky, si proprio tu, vi decideste a far smettere di soffrire stò pover uomo che casualmente è anche un gran bel pezzo di figo!) e di questo sono molto felice. E ora veniamo alla parte più importante della storia ovvero Olimpia ha finalmente tirato fuori le palle!!! ERA ORA!! Ce ne è voluto di tempo ma alla fine ci è riuscita a tirare fuori la sicurezza in se stessa e il carattere forte e ribelle che aveva messo a tacere per paura di ferire di nuovo la madre!! Continua così Olly! E ora che hai mollato quel coso corri da Achille e vivi la vita che desideri. Ora manca solo il ritorno di Chleo con tanto di scuse perchè, anche se Olimpia ha sbagliato, non è che il suo comportamento sia stato molto migliore! Per ora ho finito probabilmente domani mi verrà in mente altro dagli altri commenti. Non vedo l’ora che sia lunedì prossimo per vedere come continua, dire che sono curiosa è dire poco.
    P.S. sò che in alcuni punti sembra scritto da una pazzoide il commento ma è l’una di notte e stò iniziando a dare i numeri anche se Vicky sa benissimo che non sono tanto normale nemmeno ad altri orari 😀

  3. Alexa82

    BASTA, troppe emozioni tutte insieme. M’è venuta quasi una sincope a leggere tutti questi avvenimenti, per non parlare della parte in cui Achille s’incazza con Olimpia, ODDIO, giuro gli sarei saltata addosso in quel momento, a me questo personaggio mi cattura e mi travolge completamente in tutta la sua bellezza. Che dire ne è valsa la pena aspettare l’una di notte rischiando di arrivare domani in ritardo a lavoro per leggere questo fantastico capitolo. è il caso di dire anche OOOOHHH OLIMPIA, bellissima la riflessione e bellissimo il cambiamento che è avvenuto in lei, insomma perfetto. Bruno io lo adoro quando fa le battute e quando le sta vicino nonostante tutto. BRAVISSSSSSIMMAAAAA VICTORIA, come silvietta, sicuramente domani aggiungerò qualcosa che mi è sicuramente sfuggito a quest’ora pazza!!!!!!!!!!!!!!

  4. Ana Grey

    bellissimo capitolo!! subito olimpia mi ha fatto incazzare quando ha accettato il regalo di Lapo ma poi finalmente ha aperto gli occhi!! ora merita un po’ di felicità insieme al nostro Achille e lui è semplicemente divino ma lo è stato in tutta la storia a dir la verità. Chissà come reagirà Olly quando scoprirà che sono cugini… non vedo l’ora!

  5. lolly74

    Victoriaaa un capitolo mozzafiato mi e piacito molto il combiamento di Olimpia ,la reazione di Regina quando vede la figlia cos’ e quando gli confessa che sono andati a cena(mi sa che questa parte la riprenderai lunedi prox)e quando Lapo la mena nuovamente e quasi la violkenta hai racchiuso l’ira dell’uomo di oggi …..quindi devo dedurre che un’altro pai di capitoli e finisce??? tornando a noi sei stata FANTASTICA FAVOLOSA e nn vedo l’0ra di leggere il prix capitolo….. P.S.MA LUNEDI CHE E FESTA USCIRA VERO IL CAPITOLO O CI DAI BUCA??? GRAZIEEEEE……

    • Victoria

      Deduzione quasi giusta. Beh, io lo invio lunedì prossimo, vediamo se lo pubblicheranno o no, ma credo di si. Grazie a te, ma che a me, a te a tutte voi che mi tenete compagnia e mi regalate tanti tanti tanti sorrisi 🙂

  6. Romina

    Mamma mia che capitolo!!!!!!!!!!
    Non mi aspettavo che Lapo arrivasse a certi limiti, anzi che li superasse abbondantemente, ho letto tutto con un ansia incredibile, avevo il cuore che palpitava, fortuna che Olimpia ha portato Bruno, forse non pensava arrivasse a tanto ma davvero quello è fuori di testa, ok ci sta che essere traditi non è il massimo e ovvio che un minimo di reazione negativa ci sta pure ma quello è davvero troppo. Del resto da un uomo violento c’è da aspettarselo, l’unica cosa è che Lapo è solo un possessivo io non credo che lui l’abbia mai amata Olimpia, era una cosa di sua proprietà e quindi la possedeva. La mamma certo poteva anche parlare prima e non arrivare a quel punto. Achille è sempre stupendo come al solito è stato magnifico, è un uomo davvero innamorato e farebbe di tutto per lei. Bruno è un amico che tutti vorrebbero avere, il suo vero amico, Olimpia è fortunata ad averlo e fortuna che c’era lui se no questo confronto con Lapo sarebbe davvero finito male. Meno male che ha avuto la prontezza di chiamare la polizia. Ora diciamo che almeno le cose sono finite, o insomma tanto finite non credo ma almeno ora spero che non possa più fare del male ad Olimpia. Chissà cosa succederà ora, certo che quel Lapo è un vendicativo e non credo che resterà buono buono, anzi, ora poi secondo me uscirà anche fuori la storia della parentela e quindi…..vedremo….bel capitolo davvero, complimenti….e grande Olimpia, fortuna che ha tirato fuori la sua vera LEI!

    • Siusi

      Romina, sono d’accordissimo con te su tutto! Speriamo solo che Lapo sia davvero messo a tacere definitivamente, anche se non dobbiamo dimenticare che lui proviene da un ambiente altolocato, per cui i suoi avvocati non gli faranno passare nemmeno mezza giornata in galera (viviamo in Italia)! Anche la madre di Olimpia poteva evitare di emettere sentenze prima di sapere chi veramente fosse Achille, ma diciamo meglio tardi che mai! Anche Bruno mi è piaciuto tantissimo, il vero amico che ti sta vicino e non si permette mai di giudicare i comportamenti, gli atteggiamenti, le situazioni, ti sta vicino a prescindere! Brava Victoria!

      • Romina

        In effetti Lapo credo che comunque non paghi i suoi errori, se di errori vogliamo parlare, io la chiamo violenza, vigliaccheria, solo una persona spregevole picchia una donna, ed in generale usa la violenza. Ma indipendentemente dal fatto che resti impunito quello che lui ha fatto ad Olimpia, anche se non è giusto, spero solo che la lasci in pace (anche se ho qualche dubbio in proposito dato che mi sembra un tipo alquanto rancoroso e cattivo) e che la lasci vivere la sua vita ed il suo amore. Posso anche capire che l’essere tradito e scoprirlo così non è bello, forse in questo caso Olimpia ha sbagliato perché doveva prima chiudere la storia con Lapo però ciò non giustifica ne le parole ne la violenza mostrata da Lapo, fortuna che c’era Bruno (ribadisco amico meraviglioso e credo unico vero amico di Olimpia) e fortuna che lei abbia pensato bene di portarlo con se. La mamma ha le sue colpe, ovvio non sapeva di quel lato caratteriale di Lapo però cavolo poteva pure parlare prima.

  7. Rosy ♡

    Oh ti prego dimmi che ci siamo 😀 ??? Dimmi che finalmente è arrivato il momento dell’happy ending 😀 ??? Certo io amo la tua storia e mi dispiace da morire che stia per concludersi ma, cara Victoria, sono giunta alla massima esasperazione…
    Non riesco più a sopportare tutta la loro sofferenza, il loro dolore, la loro disperazione… È come se li sentissi sulla mia pelle!!!
    Ti prego dimmi che finalmente adesso si uniranno e che staranno insieme per sempre 😀 ??? Continua a scrivere sul loro Amore facendoci conoscere tutta la loro gioia dello stare insieme finalmente 😀 senza più ostacoli 😀
    Voglio come minimo una decina di capitoli tutti per la loro felicità 😀 carichi di Amore, del loro sesso selvaggio e della loro vita di coppia 😀 voglio vederli ancora con il piccolo Alessandro come una famiglia 😀 altre riunioni di amici fatte di barbecue, birra e chiacchiere 😀 voglio leggere di un matrimonio fatto d’Amore vero e puro 😀 voglio conoscere la loro vita a distanza di qualche anno da tutti questi eventi dolorosi 😀 Dio Victoria non voglio che finisca 😀 non sono pronta a staccarmi da loro ma non voglio più vederli star male!!!
    Ho amato profondamente questa Olimpia, la vera Olimpia 😀 forte, determinata, innamorata, coraggiosa 😀 è stata fenomenale 😀
    Lapo come al solito non si smentisce mai, spero che marcisca in galera perché è li che merita di stare, anche se i tipi come lui, con il denaro riescono anche a ripulirsi la fedina penale!!! Lo odio, lo odio e lo odio… Gli uomini come lui mi fanno schifo… So che questa è una storia, sostanzialmente è finzione ma vorrei che Olimpia fosse d’esempio per tutte le donne che vivono certe situazioni drammatiche… Lei ha capito che Lapo aveva esagerato picchiandola, nonostante il senso di colpa per averlo tradito…
    Bruno è un grande 😀 un vero amico, anzi un vero e proprio angelo custode 😀 1000 punti per lui 😀
    Regina finalmente è rinsavita anche se sono d’accordo con Silvietta, non le fa tanto onore il fatto che abbia cambiato idea su Achille solo dopo aver capito chi fosse in realtà…
    Achille 😀 oh dolce, sexy Achille 😀 è arrapante anche mentre piange e soffre 😀 ma come si fa a lasciare un uomo così 😀 ??? Io me lo sposerei un secondo dopo averlo conosciuto 😀 ho ammirato molto il suo modo di fare, il suo modo folle di amare 😀 lui è completamente soggiogato da Olimpia ma è riuscito a scuoterla al meglio con le sue parole dure 😀 forza Achille manca poco 😀
    Victoria spero che questo mio super commento non ti abbia annoiata 😀 sei stata bravissima 😀 riesci ad emozionarmi ogni volta di più 😀 grande grande grande ♥
    Spero che dopo la storia di Achille e Olimpia tu continuerai a farci sognare con altri personaggi, nuovi caratteri e nuove vicende 😀 ma Olly e Achille resteranno per sempre nei nostri cuori ♥ un bacione ♥

    • Victoria

      non potevo non risponderti appena ho letto sto pappuccione di commento, ahahah.
      bellissimo commento e no, non mi sono annoiata nemmeno un secondo a leggerlo tutto, semmai sorridevo come una cretina. ti rispondo a punti (giuro adoro i tuoi commenti e le tue riflessioni)
      1- Happy Ending? Probably yes!
      2- Insieme e per sempre, beh diciamo che era l’obbiettivo di tutto il libro, però chissà
      3- Oddio, questa cosa del matrimonio mi ha supplicato anche Silvietta, beh, in realtà mi ha minacciato. Mi ha detto che se non la scrivo mi viene a cercare a casa con un machete e dato che sa dove abito, ecco, ci sto pensando seriamente!!
      3- Guarda Rosy credimi e chi mi conosce lo sa, nonostante quest’avventura sia stata fatta di alti e bassi che a volte mi hanno davvero ammazzato ed altre volte mi hanno reso la persona più felice del mondo, vorrei pubblicare ancora lo sviluppo della storia, anche perchè ho scritto così tanta roba che selezionare le parti migliori è davvero complicato
      4- Ho molte storie (come dico sempre “my head is a jungle”) vorrei pubblicarle, però.. ecco, a buon intenditore poche parole (non so in che altro modo dirtelo senza scatenare l’ennesima polemica)
      5- E credimi su un’altra cosa, non c’è nessuno che in questo momento sta soffrendo più di me nel scrivere le ultimi fasi di questa storia, perchè Olimpia e Achille sono diventati come figli miei e giuro mi sono affezionata così tanto a loro che a volte ne parlo come se esistessero davvero!
      6- Molte donne affrontano quello che Olimpia sta affrontando vorrei che fosse di esempio
      GRAZIE PER QUESTO BELLISSIMO COMMENTO ROSY, mi mancheranno davvero tanto 🙂

      • silvietta

        Ci puoi scommettere che ti vengo a dare la caccia!! Ti ho già spiegato nei dettagli il perchè secondo me il matrimonio tra loro due sarebbe perfetto perciò LO VOGLIO!! Quindi accontentami, anzi ACCONTENTACI visto che non sono la sola.

      • Rosy ♡

        A me mancherai tu quando tutto sarà finito ♥ sappi che se deciderai di scrivere altro, io ti seguirò perché mi piace molto il tuo modo di esprimerti e di raccontare 😀 non mi importa delle varie polemiche, certo ho detto il mio parere in determinate occasioni perché davvero si è raggiunta molta maleducazione, ma io sono una che legge per il piacere di farlo, per evadere dalla realtà e regalarmi momenti spensierati, non leggo per poi criticare o esprimere giudizi maligni!
        Tu sei stata davvero brava ad andare avanti per la tua strada e a credere nella tua storia 😀 molti si sarebbero scoraggiati e avrebbero lasciato perdere ma tu no 😀 sono felicissima di questo, detesto iniziare a leggere fiction, appassionarmi e poi attendere invano una conclusione che non arriverà…
        Tu invece sei forte 😀 e ti ringrazio per questo davvero tanto 😀
        Continua così ♥

        • Maria

          Rosy sono pienamente d’accordo con te!!!! Io sono già con i fazzoletti in mano..mi aggiungo: se Victoria continuerà a scrivere la seguirò anch’io…

  8. GiusiG

    Che Lapo fosse un figlio di p…..a lo sapevo ma che si fosse spinto fino a questo punto no, non l’avrei mai pensato!! E’ malato… malato veramente… ho capito il messaggio che hai voluto trasmettere Victoria e ti ringrazio.. purtroppo lo scenario che hai raccontato è la vita reale che molte donne subiscono.. spero che comincino davvero ad aprire gli occhi e prendere atto di se stesse, devono capire che non sono oggetti.. dovrebbero rendersi prima conto si questo!!! parliamo di Achille… è stato un grande!!!… cercare di resistere era il minimo che potesse fare un pò Olimpia se l’è meritato… Mi fa tanta tenerezza sto ragazzo 🙂 La scelta fatta da Olimpia di affrontare Lapo è stata la cosa migliore che potesse fare.. in questo modo ha visto con i suoi occhi che quella non era lei.. non era la vita che le apparteneva e che Lapo è un essere malvagio! D’ora in poi mi aspetto fiori, cuori e tanto ma tanto FUOCO.. Brava Vicky.. una standing ovation per te…….

  9. Papera

    Non so da dove iniziare…. è stato un capitolo intenso, pieno di emozioni!
    Bruno è un santo e vorrei tanto avere un amico come lui, sempre disponibile e pronto a battersi per me.
    Olimpia era ora che tornasse in se. Questa Olimpia mi piace molto di più. Mi dispiace molto che ancora una volta quel viscido di Lapo sia riuscito a farle del male, nessun essere umano si merita una cosa del genere. Per fortuna non aveva portato con se Achille altrimenti stavolta l’avrebbe amazzato.
    Spero tanto che Olimpia e Achille riescano a prendersi una bella rivincita nella lotta con la famiglia di Lapo.
    Cosa dire di Achille… era ora che si facesse valere. Oh Achille!!!!!! Che uomo, un sogno!
    Mi ha fatto tantissima tenerezza la parte in cui lui è nel giardino e lei corre da lui e si rotolano nell’erba.
    Non vedo l’ora che arrivi lunedì per il prossimo capitolo e di leggere finalmente di Olimpia che torna per sempre dal suo Achille.
    Ma poi alla fine lei teoricamente (a parte alcuni baci appassionati) non ha tradito Lapo perchè, la sera che sono stati insieme per la prima volta, lei l’aveva mollato (12° capitolo se non ricordo male), dopo quella telefonata in cui lui gli dava dell’isterica e lei gli aveva detto se la spassava con le messicane (cosa che tra l’altro non aveva neanche provato a smentire)
    Grande Victoria!

  10. Maria Gargano

    Che uomo di merda Lapo!Lei avrà sbagliato a tradirlo ma MAI si dovrebbero mettere le mani addosso ad una donna, la stava x violentare. Ma come può un uomo usare una violenza simile verso una donna ke ha sostenuto di amare??Poi stava addirittura x strangolarla!!!Vittoria devi fare in modo ke paghi,nn mi interessa ki è a Firenze deve pagare. Così tra il carcere e l’umiliazione pubblica la sua famiglia pagherà x quello ke ha fatto ad Olimpia e alla famiglia di Achille!
    Ha fatto bene Olimpia ad andare a parlare con Achille e spiegargli come stavano le cose..così lui sapendo può aspettare con una speranza vera e forse potrebbe riuscire a smettere di soffrire!
    Questo capitolo mi ha messo i brividi..sono terrorizzata dalle scene di violenza sulle donne e tu sei riuscita a descrivere la tensione di tutta la situazione molto bene!
    Ho adorato la mamma di Olimpia.spero ke ora tutti insieme riusciranno a risolvere le cose!
    Fa ke il prox capitolo sia il ricongiungimento serio di Olimpia e Achille,ora più ke mai hanno entrambi bisogno l’uno dell’altra!
    A lunedì prox!
    Un bacione

  11. Ana Grey

    Ma Lapo non merita nemmeno di essere citato nei commenti, non è un uomo ma una m…a!!!!

    anche io voglio capitoli pieni di felicità per Olimpia e Achille e magari la desiderata sorellina per Alessandro!!!!

  12. chiara

    Ma veramente sta finendo il racconto?! Non ci credo, e ora come faccio ad iniziare il lunedì mattina senza la tua ff? Sono triste. Ma sono anche felice perché ho passato i piu bei lunedì del mondo leggendo i tuoi capitoli che mi hanno sempre sorpresa e stupita, leggendo una storia a dir poco stupenda che ti coinvolge l anima, scritta benissimo e sempre meglio, da diventare una lettura scorrevole e leggera! I miei complimenti vanno a te Victoria che sei stata bravissima e ora da degna scrittrice che sei devi pubblicare il tuo libro, perché te lo meriti per l impegno che ci hai impiegato, che si è visto,e per la bellissima storia che hai creato che ha coinvolto l anima di tutte noi e che sono sicura come me ne vogliono una copia a casa, cosi da avere sempre con noi un pezzo della storia d amore di Achille e Olimpia! Veramente sei fantastica Victoria, e sarei veramente felice di leggere altri tuoi racconti, magari il secondo libro di “due anime che si appartengono” grazie <3

    • Victoria

      non so cos’altro aggiungere a questo commento stupendo, devo ammettere che aspettavo di leggerlo da tutta la settimana. mi emozioni, mi hai fatto scendere lacrime di gioia (non è da tutti) e mi fai dire “si, ho preso tante bastonate, ma ne valsa la pena, CAZZO, se ne è valsa la pena!!”. Grazie Chiara dal profondo del mio cuore!

  13. Maria

    Victoria che dire….capitolo strepitoso!!!!
    Mi dispiace moltissimo per quello che ha dovuto passare Olimpia…non pensavo davvero che Lapo potesse arrivare a tanto!! Che fosse un stronzo si era capito, ma addirittura arrivare a violentare la propria ex fidanzata, picchiarla e quasi ammazzarla non l’avrei mai immaginato!!! Fossi stato in Bruno l’avrei ammazzato!!! Per fortuna che era lì e che Olimpia è stata previdente….Chissà che la polizia lo tenga al fresco per mooooolto tempo e che butti pure la chiave!!!
    Che dire, sono contenta che Regina finalmente abbia aperto gli occhi e abbia visto Achille sotto una luce diversa…..
    Achille e Olimpia sono tenerissimi insieme…mi sono commossa a leggere il loro riavvicinamento….veramente…hai trasmesso così bene le emozioni che mi è venuta la pelle d’oca!!!

  14. Paola

    Bellissimo questo capitolo!! Emozionantissimo davvero!! Nn vedo l’ora di leggere il prossimo!! Bravissima!!!!

  15. La Ale

    Victoria mi hai lasciata senza parole! Ottimo capitolo, strabiglianti colpi di scena, temi fortissimi e attuali (data anche la Tua età), personaggi sempre più reali, lettura sciolta che non vorresti vedere quel “continua…”.
    Non me la sento di commentare perchè voglio farTi i miei più sinceri complimenti per aver scritto questo capitolo e per avermi fatta entrare in pieno dentro la Tua storia!
    Un applauso senza fine!

    P.S. essendo io un po’ “maligna e sadica” ovviamente non tifo per il matrimonio ma attendo con trepidazione la Tua fine e sarò ugualmente felice per la Tua scelta 😉

    • Victoria

      personalmente? nemmeno io avevo intenzione di scrivere il matrimonio: uno perchè non ci credo fino in fondo, cioè se l’amore è vero, allora non importa celebrarlo con un sigillo ufficiale, ma capisco chi me lo ha chiesto; due anche a me piaceva concentrarmi un po’ più su un altro aspetto del loro rapporto, non so se ci capiamo, ma ho deciso di fondere la cosa! vediamo un po’ che viene fuori ;D

  16. katiag

    Non c’è che dire, un capitolo strepitoso in tutti i sensi, finalmente Olimpia ha tagliato con quel borioso di Lapo che reagendo nel più brutto dei modi a dato il peggio di se. Spero che come ti hanno chiesto, anzi minacciato, altre mie “colleghe” continuerai a farci sognare con questo amore, o con uno tutto nuovo. A lunedì.

  17. Alessia

    victoria io avrei una domanda da farti…nella tua presentazione del libro, hai scritto che queste due persone, cioè i protagonisti della storia, sono parte della tua vita…mi chiedevo ma la storia è inventata aggiungendo alcune parti o l’hai scritta realmente come l’hai vissuta tu? Spero in una tua risposta 🙂 a parte ciò hai scritto un capitolo fantastico!!! Mi ha fatto paura lapo quando stava per violentarla…spero in un finale meraviglioso!!! 🙂

    • Victoria

      Ma certo che ti rispondo, rispondo a tutte quelle che mi fanno una domanda, ci mancherebbe 🙂
      Non esistano un Achille Ferri ed una Olimpia Medici veri e propri, certo la storia non è inventata tutta di sana pianta, alcune situazioni che sono descritte l’ho riprese dalla mia vita personale e dalla vita delle persone che amo di più. I personaggi reali sono Spartaco, e mi sembra di averlo già detto, Regina, che è la mia mamma che nella realtà si chiama Eliana (potete benissimo capire il perchè ho sostituito il suo nome) e Alice che è la mia ex-professoressa del liceo, una delle persone a cui voglio più bene, che mi ha aiutato a crescere, che mi ha sempre spronato a realizzare i miei sogni, ma soprattutto che mi ha sempre sostenuto senza mai giudicare. Elena mi rappresenta molto come personaggio, anzi, fin troppo. Per Bruno e Cleo mi sono ispirata alle mie migliori amiche in generale. C’è una parte in particolare che è autobiografica ed è il passato di Olimpia che devo ammettere lo condividiamo in parte, per il resto è tutto frutto della mia mente contorta che ha creato questi due bellissime personalità. Achille è stato creato pensando ad una figura in particolare che è l’attore Dustin Clare che per me rappresenta l’uomo dei sogni, la divinità suprema.
      Se hai altre domande o altri chiarimenti fai pure sarò lieta di rispondere a tutto!

  18. alessandra

    per non essere ripetitiva mi aggiungo al resto del coro, ho letto col cuore in gola e le scene do violenza e percosse mi han fatto sussultare di rabbia…maledetto Lapo magari quando sapra’ di essere cugino di Achille potrebbe meditare il suicidio perche’ no visto che un essere cosi’ non merita niente..brava Vicky staro’ in attesa del tuo emozionante e nuovo capitolo

  19. Alessia

    grazie per la risposta victoria 🙂 sei la migliore!!! La storia è bellissima in tutte le sue sfaccettature…qualsiasi finale sceglierai per me andrà bene…a volte anche le storie che finisco male sono belle da accettare perché tutti ci aspettiamo che finiscano bene prima o poi…buona fortuna con la stesura del prossimo capitolo… Un bacio :*

  20. Lalla

    beh, che dire… ci sono ancora dei pezzi che andrebbero sistemati, ma penso che la storia abbia un buon potenziale. Con un buon editor potresti anche pubblicarla (ci sono varie possibilità di self publishing). Pensaci! Complimenti 🙂

  21. cri

    Condivido i pensieri di tutte..mi viene quasi da piangere se penso che la storia sta per finire..ti ho seguita sin dall’inizio e anche se non ho sempre commentato ogni lunedì mattina ero davanti al pc a leggere i capitoli 🙂 mi sono affezionata tanto ai protagonisti..li adoro e dopo così tante peripezie credo sia arrivato il momento che tutte noi volevamo e che stavamo aspettando..un bellissimo happy ending 😀 anche se ci sono state persone che ti hanno criticata,la cosa importante è non aver mai mollato ed essere cresciuta tantissimo sia caratterialmente che professionalmente..ogni capitolo era migliore del precedente..hai imparato dai tuoi errori e devi essere fiera del lavoro che hai fatto e delle emozioni che ci hai fatto provare 🙂

  22. Lorena83

    Ciao a tutte, sono capitata su questo blog per puro caso e… me ne sono innamorata!!! Ho letto tutti i capitoli di questa ff in circa due giorni, è una storia davvero bella ti prende proprio.Victoria stai facendo davvero un ottimo lavoro, ma ti prego nn dirmi che lunedi ci sarà l’ultimo capitolo, è troppo presto x favore!!!!
    Cmq anche se la storia finisce spero continuerai a scrivere sei davvero molto brava! Aspetto con ansia lunedi!!!

  23. Lara

    Oggi mi sono messa a leggere la tua ff, Victoria….sono senza parole…fino ad ora, è stata una storia davvero coinvolgente…sono ancora tutta in fibrillazione…..sono così contenta che finalmente Olimpia abbia capito, che abbia realizzato che è Achille quello giusto, e non quel bamboccio pomposo…….(che tra l’altro potrebbe sposarsi sua madre a questo punto ahah)….
    Sono rimasta folgorata da tutte le emozioni che mi hai fatto provare….devo ancora capacitarmene fino in fondo 😉 non vedo l’ora di leggere un nuovo capitolo….non sto più nella pelle 😀
    Grazie davvero per le belle emozioni che ci permetti di vivere…ho spulciato tra i commenti leggendo, con profonda tristezza, che la storia di Olimpia e Achille si sta concludendo….in qual caso, spero che tu continuerai imperterrita a scrivere nuove ff perchè sei davvero brava e coinvolgente…GRAZIE!!!!