Il nuovo capitolo del racconto di Victoria.

Nuova presentazione a cura dell’autrice: “Quella che era partito come un breve racconto, si è trasformato in qualcosa di più solido e concreto, grazie alle lettrici a cui ho presentato il mio scritto e che lo hanno apprezzato spronandomi a fare ogni giorno meglio. Questo è il coronamento di un grande sogno che ho sempre avuto nel cassetto, ma che non avevo avuto mai, almeno fino adesso, il coraggio di realizzare non considerandomi all’altezza. Vi presento l’amore sotto tutti i punti vista, vi presento le due persone che ormai fanno parte della mia vita e vi racconterò la storia di come il loro amore è nato in una città magica come lo è Firenze. A&O”.

20° CAPITOLO

 

20.

 

Passò una settimana da quando avevo lasciato Achille ed ogni giorno era peggio, se addirittura non più doloroso che mai. Il dolore non diminuiva, anzi, non faceva altro che aumentare e lacerarmi.

Decisi di non raggiungere Lapo a Rio, avrei dovuto prima riprendimi dal duro colpo subito riuscendo a camminare con le mie gambe. Il lavoro non mi distraeva, anzi: guardare il luogo in cui Achille ed io c’eravamo baciati dopo la prima volta ogni mattina, era peggio dell’olio rovente.

Il lunedì dopo la separazione ero riuscita ad andare a lavoro trovando tutta la forza che non pensavo assolutamente di avere. Arrivai e mi sentii tutti gli occhi puntati contro. Ero orribile quella mattina, lo sapevo da sola, ma non m’importava degli altri. Mio padre capì cosa era successo ancor prima che aprissi bocca, e l’unica cosa che mi disse fu: ≤ Non voglio obbligarti a fare niente. Non voglio dirti il mio pensiero. Non vorrei, ma questa, amore mio, è una battaglia che devi vincere da sola. Devi capire chi vuoi essere e nessuno te lo può dire. Nonostante io sia un fan di Achille!≥. Piansi e risi quasi contemporaneamente, ci abbracciammo e cominciammo la settimana più dura della mia vita. Lo vidi uscire dal mio ufficio e rindossare la maschera da “capo del terrore” urlando a destra e a sinistra. Mi strappò un sorriso nonostante gli ordini fossero rivolti anche a me.

Ogni giorno mi aspettava fuori dall’ufficio, faceva la strada con me, mi accompagnava in ufficio, parlandomi del più e del meno, cercando in qualche modo di distrarmi. Ogni mattina trovavo sulla mia scrivania qualcosa di diverso: un fiore, un cioccolatino, un pupazzino. Mi coccolava, come poteva. Ma, nonostante mi sforzassi di apprezzare con tutta me stessa quei piccoli gesti d’amore, non ci riuscivo. Sentivo che non c’ero, cercavo di far di tutto per riprendermi, ma niente riusciva a risollevare il mio umore tetro. Tutto ciò che sentivo erano davvero parole all’aria: mi sentivo assente e costantemente stanca. L’unica volta che ascoltai mio padre fu quando mi disse che aveva parlato con mia madre, non riuscendo però a farle cambiare idea.

Ma ormai che importanza poteva fare?

Mi sentivo peggio di uno zombie. Tornavo a casa e accendevo automaticamente la televisione in modo che un po’ di rumore riempisse il silenzio. Svolgevo i compiti di casa come un piccolo robot, ogni sera mi ritrovavo a riscaldare la cena che Filomena mi lasciava sulla tavola con un bigliettino sempre diverso. Dopo quella domenica il lunedì l’avevo aspettata, e quando entrò l’abbracciai senza esitazione chiedendole scusa per il mio comportamento arrogante nei suoi confronti e per la mia testardaggine. Le raccontai tutto quello che era successo. Lei accettò le mie scuse e mi lasciò piangere tra le sue braccia. Il nostro rapporto divenne ancora più forte e lei iniziò a preoccuparsi davvero per me, quando mi vide fisicamente distrutta. Mi lasciava sempre cibi strepitosi che ogni sera riscaldavo, ma quando mi posizionavo per addentare il primo boccone, non riuscivo più nemmeno a sentire l’odore. Dopo la prima sera le dissi di non farmi più la cena, ma lei non ci rinunciava e perseverava ogni sera, sperando la mattina dopo di lavare almeno un piatto. Invece quelle povere pietanze le ritrovava intatte dove le aveva lasciate.

Lapo mi chiamava ogni sera, raccontandomi le novità e aggiornandomi in tempo reale sul suo strabiliante lavoro. Mi ripeteva ogni sera che mi amava, che gli mancavo e che non vedeva l’ora di tornare da me, come fosse un disco rotto. Io assentivo a qualsiasi cosa mi dicesse, tanto non lo stavo ad ascoltare comunque.

Bruno e mia sorella un giorno sì ed uno no, si piantavano a casa mia facendomi vedere i film dei più disparati comici esistenti al mondo. Ma mai una volta che riuscissi soltanto a piegare la bocca, nemmeno in un sorriso, ma solo in un accenno d’esso. Niente. Sembrava quasi che la mia bocca fosse entrata in qualche modo in contatto con il Super Attak e che avesse assunto la forma di una linea dura e ferma.

Quando avrei riso di nuovo?

Elena mi raccontò che la serata di sabato si era conclusa con un bacio, ed Edoardo era stato perfetto, ma pensava che fosse una cosa nata e morta la stessa sera. Invece lui il giorno dopo l’aveva chiamata e si erano visti. Così fu per tutta la settimana, finché il giovedì fecero l’amore, il secondo ragazzo con cui aveva avuto un rapporto intimo. Fu emozionante sentirglielo raccontare nei minimi dettagli, almeno mi distrasse un po’ dalla mia vita. Mi diceva che era pazza di lui. Il sabato si erano recati in centro insieme, ma quando Lorenzo li aveva visti, dopo il primo momento di menefreghismo, accorgendosi che non erano più semplici amici si era infuriato. Edoardo l’aveva baciata davanti a tutti e Lorenzo era scoppiato. Non erano arrivati alle mani, ma poco ci mancava. Elena aveva scelto di essere felice ed iniziò ad uscire ufficialmente assieme ad Edoardo. Mi limitai ad annuire, perché dopo tutto quello che era successo non mi sentivo di certo la persona adatta a dare consigli di cuore, e comunque lei era stata molto più matura di me nel prendere le proprie decisioni. Aveva ben chiaro chi era e chi voleva diventare. Io un po’ meno.

Cleo, come promesso, non mi rivolse più parola. Bruno m’informava che lei chiedeva di me, ma che non mi avrebbe mai perdonato per quello che avevo fatto. La sua assenza si faceva sentire, già pesava quella dell’uomo che amavo, non avere la mia migliore amica al mio fianco nel momento fin ora più difficile della mia vita mi stava davvero uccidendo.

Per quanto riguardava lui, non riuscivo nemmeno a pronunciare il suo nome ad alta voce senza sentire una morsa allo stomaco. Più cercavo di non pensarci, più tutto si concentrava su Achille, qualsiasi cosa facessi. Non c’era posto in cui lui non fosse con me. Mi sembrava perfino di vederlo, nelle persone che incontravo giornalmente, nei passanti, nel barista vicino casa. Mi ritrovai a riguardare i passanti più volte o a stropicciarmi gli occhi come se avessi la vista annebbiata.

Sviluppai così una sorta di routine anti-Achille: svegliarsi, lavorare, strafogarmi di Nutella e dormire. Ah, dormire era la cosa che mi riusciva meglio, perché nei sogni lui c’era, faceva l’amore con me e mi ripeteva ad oltranza che mi amava. Nei sogni ero un’altra persona, quella che lo poteva amare, che sarebbe potuta rimanere con lui per il resto della vita, senza paure e senza impegni. Nei sogni ero chi volevo essere.

Scoprii che la canzone che avevo ascoltato con Achille era di Lana Del Rey e si chiamava Video Games ed in quella settimana divenne il mio inno alla vita. Lana mi cullava con la sua voce melodiosa, la sua malinconia mi faceva sentire meno a disagio con me stessa, mi capiva, non dovevo dire una parola con lei, perché erano le sue canzoni a dare voce e forma alla mia frustrazione.

Arrivò domenica. Era una settimana che non sentivo né vedevo Achille. La mattina mi alzai e mi sembrò di rivivere tutta la sofferenza della scorsa settimana. Le parole di quel giorno mi rimbombavano dentro la testa come parole appena sussurrate, appena pronunciate. Mi chiedevo come avessi fatto a sopravvivere a tutto quello, ma soprattutto lui come stava? Cosa stava facendo? Magari si era già dimenticato di tutto. Magari aveva già trovato un’altra.

Che strazio!

Mi preparai ad andare a pranzo da mia madre che aveva tanto insistito quella settimana per vedermi. Quando finii di vestirmi andai in bagno a truccarmi, ma dopo la prima passata di mascara ci rinunciai: nulla avrebbe coperto le occhiaie che sorgevano sotto i miei occhi come due larghe pozze d’inchiostro. Avevo gli occhi piccoli e rossi dalle troppe lacrime, un viso scavato dalla malnutrizione della settimana appena trascorsa, i capelli non piastrati, ma lasciati un po’ gonfi e ondulati dopo la doccia. Avevo indossato, senza accorgermene, gli stessi vestiti che avevo usato la prima volta che Achille ed io c’eravamo trovati il lunedì sera del nostro ufficiale incontro. Gli stessi pantaloni della tuta grigia dell’Abercrombie and Fitch, la stessa maglia a maniche corte bianca morbida e quasi trasparente, le stesse scarpe viola della Saucony Jazz, la stessa felpa della stessa marca dei pantaloni, un po’ pesante per il clima. Si stava avvicinando maggio e l’aria era già calda.

Per me non faceva alcuna differenza, il freddo che sentivo dentro e che cercavo di scacciare mi avrebbe portato ad indossare anche una tuta da sci. L’idea, però, era quella di cercare di mimetizzarmi con l’ambiente esteriore, convincendo me stessa che era tutto a posto.

Dopo un ultimo sguardo allo specchio, presi la borsa ed uscii.

Mi sentivo una vera barbona.

Arrivai alla grande villa che per me equivaleva alla casa in cui ero nata circondata da tanto amore. Amore che non ero mai stata in grado di contraccambiare a dovere verso i miei genitori, coloro che mi avevano cresciuto e che mi avevano dato tutto ciò di cui avevo bisogno, ma soprattutto il loro affetto. Parcheggiai e scesi, mi diedi due leggeri schiaffetti sul viso per recuperare anche solo un goccio di colore e mi avviai all’ingresso. Mia madre aveva apparecchiato in giardino, sapeva che era il luogo dove preferivo mangiare, si vedeva tutta la vallata e donava un senso di pace assoluta. Erano già tutti accomodati sul terrazzo quando mi affacciai alla vetrata. Salutai tutti e andai a sedermi. A quanto pare la mia entrata disinvolta risultava parecchio stonata con il mio aspetto.

Mia madre fece un piccolo urletto di spaventò e si alzò dalla sedia in preda al panico, venne da me e mi guardò meglio.

≤ Oddio mio, tesoro, hai un aspetto orribile!≥.

Più cresceva la preoccupazione, più aumentava il tono di voce e il panico. Iniziò ad agitare le mani come se le prendessero fuoco e le si riempirono gli occhi di lacrime.

Avevo un aspetto così orribile?

≤ No, mamma va tutto bene. Sono solo un po’ stressata per il lavoro ed emozionata per l’avvicinarsi del matrimonio!≥ mentii, come se tutti già non sapessero cos’era a ridurmi così, compresa mia madre.

Regina si comportava come se la parentesi Achille nella mia vita non fosse mai avvenuta, nonostante i visibili segni sulla mia pelle.

≤ Se vai al matrimonio conciata così sembrerai la Sposa Cadavere≥.

Esordì mio padre degustando un sorso di vino del Chianti e finalmente successe quello che volevo da una settimana: risi. Non una risata di gusto, ma pur sempre una risata naturale. Lui mi guardò fiero di se stesso e rise con me e anche con mia sorella.

Mia madre non ci vide nulla di divertente, perché se io ero orribile il matrimonio sarebbe stato un disastro, iniziò perciò l’interrogatorio più lungo e tortuoso della mia vita. Se mi avesse interrogato l’FBI sarei stata a cavallo.

≤ Bisù, ti avevo chiesto esplicitamente di vestirti un po’ più elegante oggi≥.

Mi appoggiai contro la sedia, asciugandomi le lacrime provocate dalla risata.

La guardai corrucciata. ≤ Mamma siamo solo noi, ma che t’importa di come sono vestita?≥.

Una voce profonda e decisa alle nostre spalle esordì dicendo. ≤ Forse ti voleva elegante per me!≥.

Rabbrividii e mi paralizzai inchiodata alla sedia, incapace di muovere un muscolo. I secondi passarono e tutti stavano guardando la figura alle mie spalle. Alla fine mi decisi a voltarmi anch’io.

Lo vidi in piedi vicino alla porta finestra.

≤ Lapo?!≥ sussurrai.

Vidi mia madre, mio padre ed Elena, che stava praticamente lanciando lampi di odio nei confronti del mio fidanzato, uscire dal balcone e lasciarci soli. Sbattei gli occhi più volte per lo shock, temendo o sperando che fosse solo un miraggio. Lo squadrai da capo a piedi, cercando di capire se era davvero lui: aveva dei pantaloni morbidi color beige, dei mocassini estivi di un verde scuro, indossava una camicia morbida di lino bianco molto prezioso. I capelli leggermente più lunghi dell’ultima volta che lo avevo visto stavano iniziando ad arricciarsi nelle punte schiarite dal sole. La pelle abbronzata e lo sguardo rilassato. Sembrava uscito precisamente da un centro benessere.

≤ Ma sei tu?≥ chiesi.

≤ Ti stavo per chiedere la stessa cosa principessa. Hai un volto davvero provato, mi dispiace che la mia assenza ti abbia stravolto a tal punto≥.

Annuii incapace di aggiungere altro, ancora non mi sembrava vero che lui fosse davvero davanti a me, in carne ed ossa. La sera prima quando mi aveva chiamato, mi aveva detto che sarebbe tornato soltanto la settimana prossima: il viaggio di lavoro si era protratto per altri giorni, perché i clienti brasiliani erano più esigenti. Così mi aveva detto ed io gli avevo creduto, in realtà non lo avevo nemmeno ascoltato. In realtà se non fosse tornato, il giorno dopo sarei andata da Achille.

Si avvicinò a me, pensai che stesse per abbracciarmi, toccarmi, avere un qualsiasi contatto fisico con me. Invece s’inginocchiò, lasciandomi completamente esterrefatta. Da dietro la schiena spuntò un largo cofanetto di pelle rossa che portava la scritta sul coperchio in un oro elegante, “Cartier”, la aprì davanti alla mia faccia sconcertata e mi mostrò una collana in oro bianco a girocollo, elegante e raffinata, per una vera donna di classe.

La guardai allargando gli occhi e mi coprii la bocca con una mano.

Lapo, ancora in ginocchio davanti a me, mi disse ≤ Per dimostrare tutto il mio amore e nello specifico un amore a 18 carati≥.

Cercai di fare la disinvolta, ma questo regalo mi turbava, non solo perché era una collana, ma per il valore che, come sempre, Lapo dava hai sentimenti ≤ È bellissimo, soltanto mi hai lasciato senza parole: il tuo ritorno, questo regalo… Non so cosa dire!≥.

≤ Dimmi che mi vuoi sposare≥.

Lo guardai con gli occhi lucidi e risposi con un tono, che notai anch’io, non era affatto convinto. ≤ Certo che ti sposerò!≥.

Si rialzò e afferrò la collanina ≤ Dai, vieni che te la metto, così ti togli questo schifo. Ma chi te l’ha regalato?!≥ chiese ridendo sguaiatamente.

Prima che l’ira potesse prendere il sopravvento sulle mie azioni, presi la collanina in oro bianco e la riposi nel cofanetto. Poi mi voltai verso Lapo, gli buttai le braccia al collo e lo baciai. Mi abbracciò e immerse la lingua nella mia bocca. Provai un senso di nausea per quel contatto così poco familiare: era un contatto invasivo, del tutto falso, senza alcun sentimento. Toccarlo mi sembrò un tradimento ancor più doloroso nei confronti di Achille, permettermi di farmi toccare da qualsiasi altro uomo non riusciva ad entrami nella testa. Cercai di scacciare tutte le paranoie e di abbattere le barriere che si erano frapposte tra me e il mio “futuro” marito.

Si scostò da me e disse ≤ Wow! Mi sei mancata da impazzire≥.

Mi abbracciò ed affondò la testa nell’incavo del mio collo. Appoggiata contro la sua spalla, iniziai a piangere chiudendo gli occhi. Quando li riaprii trovai gli occhi pieni di malinconia e quello che sembrava pentimento di mia madre. Le rivolsi un sorriso falso e distolsi lo sguardo.

 

Dopo lo shock del ritorno di Lapo del giorno precedente, il lunedì mi alzai con l’obbiettivo di recuperare la mia vera routine, quella che esisteva da cinque anni a questa parte. Lapo si alzò mattiniero, mi preparò una colazione sostanziosa e mi svegliò baciandomi dolcemente, come non aveva mai fatto. Sembrava davvero un’altra persona, pacifica, tranquilla, ma soprattutto gentile. La giornata scorse perfettamente, cosa che sorprese entrambi. Filomena si spaventò quando la mattina lo incontrò per le scale e a quanto mi raccontò, lui l’aveva anche salutata dandole una calda stretta di mano. Sia mai si spingesse troppo in là.

Ricevetti strane telefonate da parte di mia madre per tutta la settimana. Mi chiamava con un tono abbattuto e mi chiedeva come stavo. Sentivo che c’era qualcosa che doveva dirmi, ma tutte le volte che c’era vicina non riusciva e mi salutava sconfitta. Avrei voluto andare a trovarla, capire cosa diavolo stava succedendo, anche mio padre si comportava in modo strano, evitandomi. Ma Lapo occupò tutto il mio tempo libero e quando ebbi la domenica libera per andare da lei, non potei farmi vedere.

I primi quattro giorni furono davvero formidabili, in cui mi sembrò di conoscere un altro Lapo. La perfezione non durò a lungo ed i primi segni di tempesta lì avvertii quando gli proposi di andare a mangiare dei tranci di pizza il giovedì sera. Si era rivolto verso di me con tono scocciato dicendomi che dovevo cucinare, perché quello era il mio compito. Inizialmente presi la sua affermazione con leggerezza, ma lui non stava scherzando, perché dopo una giornata lavorativa estenuante e una conferenza durata due ore mi ritrovai ai fornelli.

La prima litigata da quando era tornato arrivò il sabato sera, quando mi trascinò all’ennesima cena di beneficenza ordinandomi di stare al suo fianco per tutta la sera, perché a quella festa ci sarebbe stata tutta l’alta società fiorentina e forse sarebbe stato il campo di battaglia per chiudere altri contratti di lavoro molto importanti. Ma quando arrivai alla festa mi lasciò tutta la sera con la madre e le sue amiche di salotto.

Appena arrivati a casa mi ero lanciata in accuse disperate contro di lui, lui dall’altra parte urlava più forte di me. Inizialmente ero sicura di me stessa, ma quando lui mi aveva afferrato per un braccio stringendomi così forte da farmi piegare in due dal dolore, m’impaurii. Mi scuoteva e mi stringeva sempre più forte, insultandomi, chiamandomi “stupida”. Gli supplicavo di lasciarmi andare, dicendogli che mi stava facendo male, ma lui mi rispose che era quello che mi meritavo per averlo sfidato, dovevo capire quel era il mio posto. Pensai che fosse solo ira temporanea, che si sarebbe accorto che il mio dolore fisico era sincero e che allentasse la presa smettendo di offendermi. Ma iniziai a piangere, mi faceva troppo male e non realizzai, finché non accadde una cosa che mai prima di allora pensavo sarebbe successa a me. Lapo alzò una mano e, senza esitare, mi tirò un sonoro schiaffo che mi fece indietreggiare, ma non caddi, perché Lapo mi teneva saldamente per un braccio. Pensai che me lo stesse per rompere. Mi voltai e mi arrivò un altro schiaffo nello stesso punto che mi strappò un urlo e mi fece sbattere la tempia violentemente contro il tavolino del salotto ed infine cadere a terra. Lo guardai scioccata e lui si bloccò con la mano a mezz’aria già pronto a picchiarmi di nuovo. Vide il sangue fuoriuscirmi dalla testa e appena si rese conto di quello che aveva fatto, si lanciò in un comizio di scuse, invocando il mio perdono, dicendo che non lo aveva fatto per farmi male e che gli dispiaceva. La sensazione di essere violata in questo modo dalla persona che pensavo di amare, mi fece fremere di orrore. Nonostante tutte le sue scuse, nonostante la mattina dopo mi avesse già sommerso di regali, fu una cosa che non riuscii a levarmi dalla testa, ma soprattutto che mi lasciò segni visibili e m’impedì di andare dai miei genitori. Infatti mi svegliai con dei lividi visibili sull’avanbraccio, un tiepido rossore sulla guancia e un livido viola sulla tempia con una piccola ferita al centro, che il lunedì cercai di nascondere con del forte trucco.

Mio padre quella mattina non si trovava in ufficio, a causa di un viaggio di lavoro.

Stavo lavorando da tutta la mattina al computer intensamente, cercando di non badare al dolore alla mandibola e all’avambraccio. Per coprire i lividi, avevo indossato un tubino a coste color verde acqua a maniche lunghe con scollo rotondo e fondo arrotondato. Indossavo la collana che mi aveva regalato Achille che, come gli avevo promesso, non mi sarei mai tolta, ed un’altra un po’ più lunga di Tiffany&Co. Calzavo le mie inseparabili Converse bianche alte che sdrammatizzavano l’eleganza del vestito. I capelli lasciati lisci a coprire la guancia arrossata e la tempia ferita.

Non mangiai niente e alle 15 di pomeriggio vidi entrare Lapo con un mazzo di fiori nell’ufficio. Tirai un sospiro sconfortato, gli andai incontro, prendendogli i fiori e mettendoli in un vaso vuoto.

≤ Lapo, grazie, ma basta con tutti questi regali. Ti ho già detto che ti ho perdonato, è stato solo un incidente, nulla d’importante. Capita di uscire fuori dai gangheri, no?≥.

Una vocina dentro di me rispose “No, non succede”.

Lapo mi baciò teneramente le labbra ≤ Lo so, ma io sono così dispiaciuto che ti ho fatto le ultime due sorprese!≥.

Alzai gli occhi al cielo, stanca di tutta quella situazione. Mi disse di raccogliere le mie cose e di seguirlo, protestai per un po’, ma appena mi guardò scuro in volto e m’intimò di muovermi, mi venne paura, ricordandomi la reazione che aveva avuto pochi giorni fa.

Ci recammo in centro in auto, che lasciammo nel parcheggio di casa. Pensai che la prima sorpresa si trovava dentro il mio appartamento, invece mi condusse verso piazza della Repubblica, dove oltretutto sorgeva la ricchezza della sua famiglia, la caffetteria “Gilli”. Senza fermarci ci recammo nel lato Ovest della piazza che era delimitato dai portici che correvano verso nord lungo via Brunelleschi e verso sud lungo via Pellicceria. Questi due tratti di portici erano uniti da un grande arco di trionfo o Arcore, che si trovava di fronte a via degli Speziali; sotto l´arco confluiva sulla piazza via degli Strozzi. Mi lasciai condurre sotto i portici, passando davanti alle Poste ed entrando attraverso un portone al lato.

Dai Lapo, dimmi dove mi stai portando!≥ chiesi scocciata.

Vedrai quando arriveremo, manca poco ormai, principessa≥ mi rispose entusiasta.

Salimmo fino all’ultimo piano. Arrivammo davanti ad un ufficio, mi rilassai pensando si trattasse di qualcosa che riguardava il suo lavoro, ma quando seguii il dito di Lapo che suonò prontamente al campanello, il mio occhio cadde sulla targhetta.

Studio Ferri, Architettura&Ingegneria Civile”.

Il mio cuore mancò un battito, sbiancai ed indietreggiai. Sarei sicuramente scappata, se Lapo non mi stesse tenendo saldamente per un polso e se proprio in quel momento la porta non si fosse aperta facendo comparire la figura prorompente di Viola Ferri dentro l’ufficio. Aveva i capelli ancor più biondi, indossava un vestito fatto a camicia, bianco e morbido, calzava degli stivali beige della Bikkembergs. Mi guardò e il suo sguardo fu dolce e accogliente, per niente la reazione che mi aspettavo da lei.

Entrammo e fui invasa dal profumo di lui.

Mi guardai intorno: l’ambiente, nonostante la struttura antica in cui si trovava, era moderno e arioso. I colori principali erano il bianco e il legno chiarissimo, un segno inconfondibile del gusto di Achille. La stanza si apriva e ci accoglieva in una comoda sala d’aspetto, con la scrivania della segretaria che al momento non era seduta alla sua postazione. In fondo si apriva una larga porta finestra che ricopriva quasi tutta la parete che conduceva ad un terrazzo, da cui si poteva ammirare l’Arno. Sopra la stanza si elevava un soppalco che mostrava molti progetti di case o di edifici pubblici, realizzati ed idealizzati dai due gemelli. Alla sinistra della porta d’entrata, vi era un piccolo corridoio da cui si affacciavano tre stanze, di cui una pensai ovviamente che fosse lo studio di Achille. Alla destra invece, luogo in cui Viola ci condusse, dopo aver attraversato uno stretto corridoio, si apriva il suo studio, dove ci fece accomodare.

Appena accomodati, Lapo iniziò a parlare ininterrottamente, raccontando a Viola del viaggio di lavoro che era stato obbligato a compiere, ma comunicando che adesso era tornato e voleva prendere a cuore la ristrutturazione della casa, per riuscire a finire il progetto in tempi molto brevi. Notai sulla parete una foto di Viola ed Achille con alle spalle quella che riconobbi essere il nostro nido d’amore, casa sua. Lui abbracciava la sorella da dietro stringendola in un caloroso abbraccio rivolto alla telecamera; lei, cullata tra le sue braccia, sorrideva soddisfatta mostrando i pollici. Il mio stomaco si contrasse. Mi appoggiai alla sedia, asciugandomi gli occhi, incapace di distogliere gli occhi da quella foto.

Viola guardava Lapo e guardava me. Cercai di captare qualche altro movimento nelle stanze adiacenti, ma non sentivo niente. Ero sempre più convinta che eravamo da soli.

Guardai un’ultima volta Viola che, mentre Lapo non guardava, mimò con le labbra “Non c’è!”. Mi vennero le lacrime agli occhi e il mio stomaco iniziò a contorcersi.

Scusatemi, Viola mi sapresti dire dov’è la toilette?≥.

Certo, ti accompagno!≥.

Ci alzammo, lasciando Lapo un po’ disorientato per l’intimità con cui c’eravamo parlate.

Mi accompagnò fino all’altro corridoio, mostrandomi il bagno.

Come stai?≥ mi chiese.

Uno schifo≥ dissi sospirando.

Non ce l’ho con te come Ettore. Tu hai la tua vita, non potevamo pretendere che tu ti sposassi con mio fratello. L’unica cosa che mi dispiace è vederti così abbattuta≥.

Le confidai un dubbio, che nutrivo dentro di me ≤ Sai Viola, credo di aver fatto la scelta sbagliata. Amo tuo fratello, davvero. Soltanto che è così difficile≥ sospirai e scossi la testa.

Il mio sguardò si soffermò sulle altre porte, cercai di parlare, ma non mi vennero le parole, ma Viola, come il fratello, aveva la capacità di capire al volo e rispose senza esitare.

È a una conferenza, è partito stamattina sul presto e mi ha detto che sarebbe tornato solo nel tardo pomeriggio≥.

Annuii, beandomi di quella piccola informazione, ma non mi bastava, volevo sapere di più. La guardai negli occhi e deglutii battendo il piede a terra nervosamente.

Come sta?≥.

Come stai te, se non peggio≥ mormorò sincera.

Non mi fece aggiungere altro. Sospirò e mi abbracciò senza esitazione ed io mi aggrappai a lei, come se stessi abbracciando anche un pezzo di lui.

Grazie≥ dissi.

No, grazie a te per essere entrata nella sua vita. Ha ricominciato a vivere come non faceva dalla morte della mamma e del babbo≥ mi disse.

Poi mi lasciò e tornò da Lapo.

Entrai dentro il bagno e mi sedetti sulla tavoletta del water, scossa dalla nausea. Mi bagnai il viso, cercando in tutti i modi di rinfrescarmi e di riprendere un po’ di fiato. Mi sentivo le gambe intorpidite e fragili. La testa mi pulsava al ritmo di un martello pneumatico. Presi un’altra boccata d’aria ed aprii la porta, proprio nel momento in cui una chioma bionda ribelle stava passando lì davanti.

Mi bloccai, Achille si voltò e allargò gli occhi come se avesse visto un fantasma. Aveva a tracolla una borsa di pelle nera piena di fogli che gli sporgevano disordinati dall’apertura. Sotto il braccio aveva innumerevoli cartine che caddero a terra mentre mi stava fissando impietrito. Indossava una morbida maglietta color panna, che portava con le maniche lunghe arrotolate sopra ai gomiti, era aderente quel tanto che bastava per lasciare immaginare che sotto ci fosse un corpo favoloso, come ormai sapevo bene. Portava dei jeans neri dall’aspetto vissuto, strappati all’altezza delle ginocchia, uno strappo deciso e netto che andava da una cucitura all’altra, senza formare degli ammassi di tessuto in eccesso. Calzava degli stivaletti bassi neri. Il look casual, che lo faceva sembrare una vera rockstar, era completato da degli occhiali che portava in testa per tenere i capelli e, ovviamente, dal mio regalo che sfoggiava orgoglioso al petto, come io sfoggiavo il mio. Sembrava più magro rispetto all’ultima volta, il volto leggermente scavato e delle occhiaie violacee sotto gli occhi che cercavano di nascondersi sulla pelle abbronzata. Nonostante la visibile sofferenza, era bellissimo, come sempre.

Lo squadrai un’ultima volta, chiedendomi se ce lo avevo davvero davanti a me, oppure stavo sognando. Dalla sua reazione, capii che la sorella non lo aveva informato del fatto che sarei andata lì, come Lapo non aveva informato me.

Alla fine il destino ci aveva fatto rincontrare per non separarci più.

Il suo petto si muoveva velocemente su e giù, poi disse in un sussurro straziante allungando la mano verso di me ≤ Olimpia?!≥.

Pensava fossi un fantasma, ne ero certa: si muoveva cauto, come se qualche gesto inconsulto avrebbe cancellato la mia presenza. Vidi la sua mano avvicinarsi alla mia guancia ed io gli andai incontro, senza esitare. Mi sembrò di respirare di nuovo, il contatto del suo palmo caldo e ruvido sulla mia guancia mi fece come rinascere e capii: capii di aver fatto una cazzata, capii che era lui l’uomo che volevo, capii che l’unica cosa che volevo fare era passare il resto della mia vita con lui. Ma soprattutto capii che nonostante tutti i pronostici che erano a nostro sfavore, io volevo restare con lui, superando qualsiasi ostacolo si opponesse tra noi, anche se questo comportava ferire nuovamente mia madre.

Tutto rimase immobile. Lui rimase immobile, ma pian piano lo sentii muovere delicatamente il palmo sulla mia guancia. Chiusi gli occhi e mi voltai lentamente per baciargli il palmo. Dopo essersi reso conto che non ero una visione, che ero lì davvero, immerse la mano tra i miei capelli dietro la mia nuca, avvicinandosi a me ed entrando pian piano dentro il bagno. Lasciò cascare la borsa a terra ed i fogli si sparsero su tutto il pavimento. Immerse anche l’altra mano nei miei capelli, guardandomi intensamente negli occhi. Indietreggiai, facendolo entrare insieme a me nella stanza che chiuse con una decisa calcagnata.

Sei tornata?≥ mi chiese ansimando.

Non avrei mai dovuto andarmene≥ confessai con lo sguardo fisso sulla sua perfetta bocca.

In quell’attimo tra stupore e speranza mi afferrò il mento e catturò le mie labbra con le sue, come sempre il mondo si disintegrò in mille frammenti e cadde frantumato a causa dell’intensità del nostro tocco. Mi chiedevo, baciandolo furiosamente, impossibilitata a staccare le labbra dalle sue, come diavolo avessi fatto a sopravvivere per due settimane senza di lui. Non volevo fare nient’altro se non baciarlo e baciarlo ancora. La vita era davvero troppo breve per lasciarsi sfuggire l’opportunità di essere felici, anche non avendo niente di concreto tra le mani. Achille non lo conoscevo bene al punto da avere la certezza che sarebbe stato per sempre, ma non m’importava. Volevo scoprirlo, combattendo il mio passato e diventando la persona responsabile che pensavo di essere. In qualche modo saremo riusciti a vivere, se ci tenevamo davvero e se ci avremmo creduto davvero. Io ci credevo, con tutta me stessa.

Gli sfiorai le guance con le mani esitanti, facendo scorrere le dita sulla sua barba pungente. Achille mi sovrastava appoggiandomi al lavandino del bagno, baciandomi convulsamente, come a recuperare tutto il tempo perso. Mi leccava le labbra, me le mordeva, gemeva e poi mi baciava ancora. Il mio piccolo angolo di paradiso.

Mi fai male Olimpia, ma non vivo senza te≥.

Molto probabilmente il dolore che aveva sentito in queste ultime due settimane non era neanche paragonabile al mio, perché lui aveva capito, prima di me, cos’era che stava perdendo quando me ne ero andata. Me ne resi conto solo con quel bacio. Tirai mentalmente un sospiro di sollievo: c’era davvero mancato poco. Il mondo fuori da quella porta non esisteva. Sentivo solo Achille, ovunque, dentro e fuori il mio corpo. Le nostre lingue si cercarono, consumandosi a vicenda, e i nostri respiri affannosi si fondevano in un tutt’uno.

Eravamo aggrappati l’uno all’altro per i capelli. Le sue mani scesero lungo il mio corpo accarezzandolo avidamente, reclamandomi completamente. Mi prese le mani ed intrecciò le sua dita alle mie. Iniziò a leccare dolcemente la mia lingua e poi rallentò fino ad allontanarsi da me guardandomi negli occhi. Tenne le dita intrecciate alla mano nell’avambraccio sinistro, dove il livido lasciato da Lapo faceva sfoggio di sè, diventando sempre più viola. Lasciò l’altra mano e mi accarezzò una guancia. Il colore caramello degli occhi tradiva i sentimenti che cercava di nascondere. Lo sentivo trattenersi, come se volesse tenere una certa distanza tra noi. Mi feriva, ma comprendevo il suo bisogno di preservare prima di tutto se stesso per paura sicuramente di essere ferito di nuovo.

Presi un lungo respiro e posandogli il palmo sulla guancia gli dissi ciò che lui aveva bisogno di sentire.

Ti amo Achille≥.

I suoi occhi brillarono illuminati dai pochi raggi del sole che filtravano attraverso la piccola finestra del bagno.

E finalmente≥ rispose, sfoderando il suo strabiliane sorriso, ma c’era qualcosa di strano, qualcosa che non mi stava dicendo. Ebbi un’orribile sensazione.

Si avvicinò e senza volere si appoggiò sul livido nell’avambraccio. Sussultai e ritrassi velocemente il braccio stringendomelo al petto.

Fu in quel momento che mi accorsi di aver acceso la mina vagante che si annidava dentro Achille e che minacciava di esplodere per un nonnulla. Sapevo per fama che Achille Ferri non era uno dai tanti giri di parole, ma non lo avevo mai visto in azione, perché con me riservava sempre il meglio di se stesso. Mi afferrò la mano e alzò deciso la manica del vestito scoprendo il livido: contornava un pezzo del mio braccio interamente, era diventato di color violaceo acceso che risaltava sulla mia pelle olivastra. Era impossibile non distinguere la forma che avevano lasciato le dita sulla carne.

Cercai di coprirlo, ma fu quasi impossibile sottrarmi alla forza con cui mi aveva afferrato Achille. Lo guardai e fu a quel punto che lo vidi scostarmi i capelli da sopra la guancia destra e dalla tempia sinistra. Prima non le aveva assolutamente notate. Lo sentii diventare di pietra.

Ti ha picchiato!≥ disse con una voce che non sembrava provenisse nemmeno da lui tanta era la rabbia.

È stato un incidente Achille, non è successo niente≥.

Lo sentivo tremare dalla furia che aumentava man mano che passavano i secondi.

Insistetti ≤ Ti ho detto che è stato un’incidente…≥.

Achille mi voltò facendomi guardare allo specchio. Mi sollevò i capelli e mi fece vedere il livido sulla guancia e quello sulla tempia che il trucco non riusciva più a coprire: erano più rossi e violacei di ieri. Ma poi il mio sguardo cadde sul nostro riflesso allo specchio e tutto il resto scomparì: Achille era dietro di me, appoggiato al mio corpo, mi teneva stretta tra le sue braccia, una mano sul mio volto e l’altra mi cingeva i fianchi. Ero così piccola dentro le sue braccia che quasi potevo scomparire e mi sentivo molto più giovane
dell’età che avevo. Achille era sempre il solito ragazzaccio bello da svenire che mi amava, con quella matassa sexy di capelli biondi e quello sguardo magnetico. Eccoci qua ed eravamo perfetti soltanto così, insieme. Mi appoggiai di più a lui e ansimai guardandolo attraverso lo specchio. Il suo volto si distese un attimo guardandomi negli occhi, ma poi tornò bruscamente alla realtà.

Questo ti sembra un incidente?≥ grugnì.

Non riuscii a dire niente, perché anch’io ero rimasta spiazzata dalla violenza con cui mi aveva aggredito quel giorno Lapo. Un aspetto del suo carattere che già conoscevo, ma che non pensavo che lo avrebbe portato a spingersi così tanto in là.

Achille alle mie spalle fremeva di rabbia. Non riuscì più a trattenersi e fu troppo rapido perché riuscissi a bloccarlo o a capire anticipatamente cosa avrebbe fatto. Lo vidi fiondarsi alla porta, spalancarla e uscirne come una furia. La porta sbatté contro il muro portandomi alla realtà. Urlai il suo nome e mi fiondai fuori dal bagno seguendolo. Nel corridoio andai a sbattere contro Ettore che prima che cadessi a terra mi afferrò per le spalle e m’impedì di cadere.

Che cazzo succede?≥ disse tutto trafelato.

Il suo sguardo cadde inevitabilmente sulla mia tempia scoperta dai capelli e sul braccio che non avevo fatto in tempo a ricoprire. Mi guardò e capì.

Sentimmo un tuffo sordo a terra e le urla disperate di Lapo nell’altra stanza e quelle di Viola che cercavano di placare il fratello.

Oddio Ettore, lo ammazzerà!≥.

Ettore mi lasciò ed iniziammo a correre. La segretaria che era tornata al suo posto, dopo la pausa pranzo, aprì la porta disperata e chiese aiuto all’ufficio adiacente ormai tornato operativo.

Entrammo nell’ufficio di Viola e mi si parò davanti una scena orribile: Achille aveva praticamente scaraventato Lapo giù dalla sedia che era caduta a terra, violentemente. Viola era in piedi vicino alla porta terrorizzata, con gli occhi spalancati e le mani sulla bocca. Adesso i due si stavano azzuffando sul pavimento, ma Achille palesemente più forte, agile e allenato per le lotte di “strada”, riuscì ad immobilizzare Lapo tenendolo per i capelli corti mentre lo tempestava di pugni qualsiasi parte del suo corpo riuscisse a colpire, senza tregua, senza pietà e con una violenza inaudita. Ad ogni colpo gli sbatteva la faccia contro il pavimento. Lapo non poté fare altro che proteggersi il viso con le mani, incassando colpo su colpo, accompagnandoli con urli disperati e suppliche patetiche. Riuscivo a mala pena ad intravedergli la faccia disorientata e piena d’odio. Di Achille riuscivo a vedere soltanto le possenti spalle piene di muscoli, muoversi violentemente e udivo soltanto i suoi grugniti terrificanti. Non lo avevo mai visto fare a pugni senza controllo e dovetti ammettere con mio grande imbarazzo che me lo fece amare ancor di più di quanto già non lo amassi.

Ettore si lanciò addosso all’amico, lo prese per il bacino, ma non riuscì a sollevarlo, nemmeno a smuoverlo di un centimetro.

Achille, cazzo, fermati. Così lo ammazzi!≥ gli urlò.

Ma niente. La furia cieca di Achille non si placava con niente. Mi fiondai su di lui, cercando di attirare la sua attenzione verso di me. Gli afferrai un braccio e tirai forte, non badando alla fitta di dolore che sentii provenire dal mio.

Ti prego Achille, fermati. Fallo per me!≥ gli supplicai.

Lo sentii rilassarsi e rallentare, ma non si fermò. Alla fine arrivò Leonardo e quelli che immaginai fossero altri suoi colleghi di lavoro. In cinque persone riuscimmo a far alzare Achille da sopra il corpo esamine di Lapo. Mi chinai su di lui, accucciandomi al suo fianco e prendendogli il viso tra le mani cercando in qualche modo di farlo riprendere: aveva il volto livido, un occhio gonfio e perdeva sangue dal naso. Non so come, riuscii a risollevarlo da terra. Si stabilizzò sulle proprie gambe, la segretaria entrò con un panno d’acqua gelata che gli porse. Lapo aveva la camicia completamente imbrattata di sangue.

Guardai Achille ancora ansante, era retto per il bacino da Viola che gli supplicava alle sue spalle di calmarsi. Ettore gli reggeva un braccio e Leonardo l’altro, ma ancora aveva la forza di divincolarsi.

Lapo gli andò vicino barcollando e gli puntò un dico contro pigiandosi il panno sulla faccia e gli disse ≤ Tu domani sarai in prigione, perché è quello il posto che meriti. Così non potrai più importunare né me né mia moglie. Tu non la rivedrai mai più!≥.

Achille lo guardò in faccia e fece una risata beffarda prima di sputargli nel viso. Lapo si chinò disgustato, ma nel momento in cui lo fece, Achille gli diede una ginocchiata in faccia che lo fece ricadere a terra a peso morto.

Oddio Lapo!≥ gridai lanciandomi in ginocchioni accanto a lui.

Gli presi la testa in grembo ed iniziai a cullarlo. Mi sentivo terribilmente in colpa, perché era tutta colpa mia se Achille era impazzito ed era colpa mia se Lapo aveva la faccia macellata. La cosa che però mi sorprese fu che lui non capì il perché della reazione di Achille, non sospettando nemmeno per un attimo che lo avessi tradito.

Lapo si voltò appoggiando il viso nel mio grembo, presi il panno ed iniziai a ripulirlo. Mi tremavano le mani ed iniziai a sussurrargli parole di conforto, cullandolo tra le mie braccia.

OLIMPIA!≥ gridò Achille alle mie spalle.

Lo guardai con le lacrime che mi rigavano il volto. Si divincolò dalla presa degli amici e mi afferrò per un braccio cercando di togliermi da lì, di portami via con lui. I nostri sguardi si collegarono e non ci fu bisogno di parlare: non potevo lasciare Lapo in quelle condizioni, tradito e oltretutto picchiato dall’amante della fidanzata. Non c’entrava niente il suo pessimo carattere e i suoi gesti sconsiderati, non gli avrei mai fatto una cosa del genere. Achille scosse la testa dicendomi di venire via in quell’istante, se avessi voluto restare con lui. Mi ordinò di alzarmi e lasciare la mia vita per scappare con lui. Ma soprattutto mi supplicò di non ferirlo di nuovo e sinceramente avrei preferito strapparmi il cuore dal petto che causargli altro dolore.

Leonardo ed Ettore alle sue spalle iniziarono a spintonarlo fuori dall’ufficio, cercando di scollarmelo di dosso. Lo guardai un’ultima volta e gli implorai di lasciarmi andare facendogli capire che sarei tornata da lui, che avrebbe dovuto fidarsi di me. Sapevo che non era questo che voleva, ma non immaginai quanto la sua richiesta fosse profonda e determinante.

Distolsi lo sguardo dal suo, strattonando il braccio per liberarmi della sua presa e tornando a prestare assistenza a Lapo che si stava contorcendo dal dolore, aggrappato con una mano alla mia coscia.

Achille fu trascinato fuori e dopo che lo sentii protestare, lottare, dopo qualche altro minuto gli urli disperati cessarono e tutto diventò silenzioso.

Oh Lapo, mi dispiace così tanto per quello che ti ha fatto≥ dissi, ripulendo il sangue dal suo volto.

L’ho capito dal primo giorno che vi ho visto insieme che lui non aveva occhi che per te e che avrebbe fatto qualsiasi cosa per portarti via da me. Ma io non glielo permetterò, mai. Dovrà prima passare sul mio cadavere. È incredibile che non rispetti neanche il fatto che tu sia innamorata di me≥ disse facendo smorfie per il dolore.

Non so cosa mi preoccupò di più: se lui non si fosse minimamente immaginato che la reazione di Achille era la conseguenza di un mio comportamento che lo avevo spronato a combattere per me, o se fosse davvero convinto che io non potessi amare altro uomo all’infuori di lui. Davvero era così cieco o sicuro di sé? Non sapevo cos’era peggio.

Sicuramente il momento giusto per parlargli non era quello.

Vieni, dobbiamo andare in ospedale!≥.

 

CONTINUA…

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70 commenti

  1. effe93

    Capitolo bellissimo!! Però Olimpia ha fatto una cazzata enorme.. ha davvero ferito achille che non se lo meritava.. non si può aspettare un altra settimanaaaaa

  2. Rosy ♡

    Che casino!!!
    All’inizio, quando Olimpia va a casa dei genitori, e sente la voce maschile, per un attimo mi sono detta: cazzo è Achille, Regina ha cambiato idea 😀
    Invece era il mollusco 🙁
    Ne sono successe di cose in questo capitolo 😀
    Quando si sono ritrovati in bagno e lei gli ha detto che lo ama, ho pianto come una pazza 😀
    Lapo è sempre più disgustoso, certo ha un carattere di merda ma non mi aspettavo che picchiasse Olimpia… Grande stima per Achille! Io l’avrei ucciso quel verme…
    Però cazzo adesso Olimpia non può tirarsi indietro, non può lasciare di nuovo Achille, altri è proprio una stronza…
    Lapo se le è proprio meritate, che lo porti mammina in ospedale… Io, al posto di Olimpia, me ne sarei andata via con il mio uomo…
    Victoria amo questa storia ogni settimana più della precedente 😀 continua così ♥ riunisci al più presto queste due anime che si appartengono ♥

  3. GiusiG

    o Victoria.. povera Olimpia.. sto maledetto bastardo di Lapo è uno stronzo arrogante.. l’ha picchiata??? ma che cavolo!! Olly scappa scappa a gambe levate da questo mostro.. quale altre motivazioni ti servono per capire che è un’essere orribile… non sono per la violenza ma quando ci vuole… ci vuole.. avrei aiutato volentieri Achille a picchiare Lapo… spero solo che Olimpia gli sputi addosso a quello stronzo.. brava brava brava… sono piena di adrenalina ti giuro vorrei picchiarlo anch’io.. sto stronzo….

  4. evento07

    ecco!! ora che s’era decisa…. capisco la reazione di Achille, anche se esagerata, non può passarla liscia la sfuriata di Lapo!!! aiuto che succederà??? P.S. BELLISSIMO!

    • Alexa82

      credo che Achille abbia mostrato il vero se stesso, cioè diciamocelo, è stato anche troppo gentile fino adesso. e poi non dobbiamo dimenticarci che adesso lui sa che Lapo è suo cugino, secondo me è stata un’esplosione di cose e poi vabbè una donna non si tocca neanche con un fiore, è stato anche troppo clemente!

  5. Alexa82

    io sono convinta che Olimpia abbia preso la sua decisione, si capisce da alcune frasi che inserisce Victoria. una cosa che ho notato di questa fantastica scrittrice, per me, che lei inserisce elementi che per chi li coglie danno sempre un’anticipazione a quello che può accadere nel capitolo successivo e nonostante la conclusione di questo, io credo di aver capito che Olimpia sta per smentire tutte noi, mostrando la vera se stessa. OOOH ACHILLE, ogni volta diventa sempre più figo, l’uomo dei miei sogni. capitolo strepitoso, bravissima, sei davvero un esempio di perseveranza e costanza, una roccia!!

    • Alexa82

      PS: mi sono innamorata di Viola, sai apprezzerei davvero un altro racconto sulla sua storia d’amore con Ettore, ahahah!

  6. Maria

    No ma dico, siamo impazziti??????!!!!!!!! io avrei lasciato Lapo sotto le grinfie di Achille e sarei rimasta là a guardare…mi dispiace, ma ste cose proprio no!!! Povera Olimpia!!!!!
    Che tenero il loro incontro…mi sono commossa….Ti prego Olimpia torna da Achille!!!!!!!!!!
    Che dire…capitolo strepitoso, pieno di colpi di scena…..sarà ardua aspettare la settimana prossima!!!!!

  7. Papera

    BELLISSIMO CAPITOLO!!!!!!!!!!!!!!! wow!!!!!!!
    Quando è andata a pranzo dai genitori ero convintissima che arrivasse Achille e ci sono rimasta malissimo quando è arrivato quel viscido.
    Per quanto riguarda Olimpia sono combattuta… ha capito l’enorme errore che ha fatto scegliendo Lapo, quando lui l’ha picchiata doveva andare dai suoi genitori e far vedere alla madre cosa gli aveva fatto; sicuramente Regina, dopo la scoperta della scorsa settimana, sarebbe crollata e l’avrebbe aiutata.
    Qualcosa mi fa pensare che; se tornerà ad essere la vera Olimpia; si vendicherà di Lapo!
    Povero Achille, Oooooh Achille! non mollare proprio ora.
    Come fare ad aspettare un’altra settimana dopo questo capitolo intenso?!?!
    Grande Victoria

  8. Ana Grey

    che bello…non vedo l’ora sia lunedì prossimo!!! presumo che ormai siamo agli sgoccioli della storia… uff…

  9. silvietta

    IO LO AMMAZZO QUEL PEZZO DI UN CANE!!! e in questo momento stò offendendo i cani! Perchè lo hai fatto fermare?!? Dovevi lasciare che Achille, OH ACHILLE!!!, rompesse tutte le ossa a quell’essere picchia donne!! Sai che io penso che prima di giudicare bisogna viverle le cose e che ognuno reagisce in base al proprio carattere, ma questa volta ti giuro che avrei voglia di litigarci io con Olimpia per la cazzata di rimanere con Lapo dopo che le ha alzato le mani e sopratutto dopo che ha deciso di rimanere a fare l’infermiera a quello stronzo (il termine che vorrei utilizzare davvero è molto peggio) invece di andarsene via con Achille che l’ha appena difesa e vendicata!! Che nervi! Basta ora mi calmo altrimenti non continuo il commento……… Allora la parte in cui lo vede ovunque sopratutto nei sogni è carina e mi ha ricordato una cosa che mi hai detto l’altro giorno e mentre la leggevo, nonostante fosse una cosa triste, avevo un sorrisino sulla faccia ricordando quella cosa. Quando era a casa dei genitori e ho sentito la voce anche io ho pensato che fosse Achille e che la madre lo avesse invitato dopo aver scoperto chi era in realtà e invece era quella cosa che cammina sulle gambe! Nel bagno quando si sono reincontrati è stato bellissimo, era ora che Olimpia dicesse quelle due paroline ad Achille!!!!!! Pensavo che dovessimo aspettare un eternità prima di un loro incontro e sopratutto prima del rinsavimento (non so se è giusta scritta così) di Olimpia. Comunque bellissimo capitolo ed hai ragione quando dici che è cruciale nella storia… Bravissima la mia Vicky come sempre, continua così! Achille, OH ACHILLE!!, noi ci rivediamo la settimana prossima 😀

  10. Romina

    No davvero stavolta Olimpia ha toppato di brutto dal primo all’ultimo momento di questo capitolo, mi spiace che abbia sofferto, capisco cosa abbia significato per lei stare lontana da Achille, cosa abbia sofferto però subire la violenza di quel cretino deficiente di Lapo (ma come di lui di qualsiasi altro uomo sulla faccia della terra) e non fare nulla è da dementi, inaccettabile per una donna e per qualsiasi persona e poi restargli accanto dopo che l’uomo che finalmente hai capito di amare ti difende, umiliandolo davanti a tutti e scegliendo il verme (perché se anche non lo hai scelto restando con lui comunque gli hai fatto fare la figura del coglione) lo hai reso un cretino davanti a tutti ed hai dato a quel verme di Lapo una soddisfazione che non doveva……senza parole, sicuramente il comportamento peggiore che ha tenuto finora Olimpia. L’ho sempre difesa e ho sempre cercato di dare una giustificazione a tutti i suoi comportamenti ma in questo capitolo ha fatto proprio la figura della deficiente e si è comportata per l’ennesima volta malissimo nei confronti di Achille e questa volta avrebbe dovuto riflettere sulle conseguenze, non so se Achille la potrà perdonare……mi spiace davvero!

    • Romina

      a parte la rabbia che mi fatto Olimpia il capitolo mi piace moltissimo, complimenti Victoria! Ovviamente ci sono stati momenti bellissimi, anche io ho pensato quando era a casa della mamma che l’uomo che aveva alle spalle fosse Achille e che gli avesse fatto una sorpresa la mamma e non il verme schifoso……poi che fosse tutto gentile sinceramente ci ho creduto ben poco perché il lupo perde il pelo ma non il vizio. Olimpia che in sogno era con Achille è tenerissima. Viola è una ragazza meravigliosa e la sua dolcezza nei confronti di Olimpia, nonostante sia la donna che sta facendo soffrire il fratello, è disarmante!

      • Victoria

        ok, ho cercato di tacere, ma non ce la faccio. Olimpia vi sorprenderà, tutte!!

        • silvietta

          Speriamo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Falle tirare fuori il carettere ribelle che possiede e mandare a quel paese, magari con una mazza da baseball, quell’essere immondo.

        • Papera

          Spero che Olimpia compia una vendettta lenta e dolorosa nei confronti di Lapo!!!!

        • GiusiG

          Non farci venire un infarto. Ho avuto come l’impressione che Olly si prenderà una pausa da tutti e da tutto, una specie di isolamento dal per poi mostrare il suo “risorgere dalle ceneri”….stiamo a vedere ……. Olimpia può solo sorprenderci spaccando le piccole noccioline che si ritrova Lapo tra le gambe. Lo deve neutralizzare sto stronzo.. non riesco a mandare giù la violenza che ha commesso sulla povera Olly… se lo becco altro che picchiarlo a mani nude… con il fil di ferro spinato lo picchio..

          • Maria

            io direi che il crik della macchina o la chiave inglese sia in testa che sui gioielli di famiglia (e chiamiamoli gioielli…) male non gli avrebbe fatto…poi l’avrei legato col filo spinato…mmmmmm….. 😉

            • La Ale

              Io non comprendo una cosa: odiate Lapo per gli schiaffi a Olimpia e non ci sono storie come ha già scritto qualcuna la donna non si tocca neanche con un fiore, ma come fate ad accettare la violenza sovraumana di Achille su Lapo?? Per me è la stessa cosa, violenza porta solo violenza e spero che Olimpia ne prenda atto!

            • silvietta

              hai ragione la violenza porta ad altra violenza… ma quando vedi la persona che ami con dei lividi sulla faccia e sul braccio ti possono venire i 5 minuti! sapendo poi che quella persona si trova nell’altra stanza, non ha avuto il tempo di smaltire la rabbia improvvisa che gli è venuta….. sarà che io e ripeto io lo giustifico perchè anche io reagirei se qualcuno picchiasse una persona che amo indipendentemente dal tipo di relazione che ho con essa, conoscendomi partirei alla carica pronta a tutto ma durante il tragitto mi sfogherei un pò e mi calmerei, non dico che non gli urlerei in faccia e lo tratterei da merda quale è ma alle mani non so se ci arriverei dopo essermi calmata e penso lo stesso per Achille… se non si fosse trovato così vicino forse non sarebbe arrivato alle mani così furiosamente poi non so, io parlo per me magari le altre la pensano diversamente… però ripeto anche io avrei reagito male vedendo una persona che amo ridotta in quel modo

        • Romina

          Victoria scusa è che a primo impatto appena letto il capitolo mi ha fatto tanta rabbia Olimpia, e tu sai quanto io la adori, e mi ha fatto tanta tenerezza Achille perché nonostante l’abbia difesa (anche se secondo me ha sbagliato ad agire d’istinto picchiandolo, la violenza in ogni sua forma è comunque da condannare anche se non è bello vedere la donna che ami con i lividi) ritrovarsi per l’ennesima volta non scelto e quindi rifiutato da lei, riflettendoci capisco che in quel momento lei forse non si sentiva di lasciare Lapo moribondo in terra da solo ma sentiva il dovere almeno di portarlo in ospedale. Spero che una volta in ospedale lei comunque dica o denunci la violenza subita e poi lo molli, ma questo indipendentemente da Achille. La scelta di amare Achille deve essere indipendente da questo lato violento di Lapo, che disprezzo altamente.

          • Victoria

            Che Olimpia scelga Achille indipendentemente da Lapo questo ormai è chiaro e lampante, basta leggere quando si sono incontrati in bagno. è stata una scena davvero toccante per me, spero di averla descritta a dovere!

    • silvietta

      Io amo questo commento!! Tu sei stata molto più chiara di me che dal nervoso ho ristretto al minimo il mio pensiero sulla stupidagine-cavolata-cazzata che ha fatto Olimpia (li ho messi tutti e tre per far capire quanto enorme sia l’errore che ha fatto). Che nervi e povero Achille….

  11. lolly74

    Vichy sei stata fantastica oggi con questi colpi di scena in primo momento pensavo che Achille stesse a casa dei genitori e invece c’era quel rammollito stronzo picchia femmine e sinceramente pensavo che Regina si sarebbe ravveduta su Achille ma la scena che lui lo gonfia di botte …a!!!!!! che soddisfazione,ma mi e’ dispiaciuta che Olimpia nn se ne sia andata con il suo vero Amore della sua vita…..continua cosi’ aspetto con pasienza il prox capitolo BRAVISSIMAAAAAAAAAAAAAAAA……. 😉

  12. miki

    Evvaiiiiiiii Lapo le ha preseeeeeeeeee finalmente grande Achilleeeeeeeeee 🙂 complimenti capitolo bellissimoooooo ma per curiosità quanti capitoli ci rimangono alla fine di questo racconto stupendo??????????? Io se fossi in Olimpia lo porterei all’ospedale poi appena arriva mammina lo lascierei e gli ridarei l’anello e dirgli ti sta bene cosi impara a picchiarla d’avanti a lei Spartaco e a Regina cosi da fargli capire che razza di animale è poi andrei da Achille a calmarlo e riempire di baci e dirgli che sarà sua per la vita 🙂 🙂 🙂 🙂 a Lunedì prossimo Vittoria

    • Victoria

      CIAO BELLISSIMA, guarda mi piacerebbe davvero rispondere alla tua domanda, ma non posso perché non lo so nemmeno io con esattezza. Ti dico soltanto che siamo agli sgoccioli, perciò insomma godetevi questi ultimi capitoli. Io sono già in crisi!

      • Maria

        Victoriaaaaaaaaaaaaaaa, metti in crisi anche noi :'( ….come faremo senza Achile, oh Achille e Olimpia….mannaggia!!!!

      • evento07

        MA NON POSSIAMO STARE FINO A LUNEDI’… RAGAZZI, RIBELLIAMOCI: LO VOGLIAMO PRIMA VERO ???????

      • miki

        Io mi sto godendo l’intero raccontooooo è stupendoooooo non si può aggiungere un’altro giorno della settimana?????????mi fa impazzire questa storia e sapere che è quasi alla fine mi viene da piangere!!!!!!!!! :'(

  13. chiara

    Come sempre Victoria sei stata sublime! Ormai sono innamorata di questo tuo racconto e dei due beniamini Achille e Olimpia, questo capitolo è stato veramente emozionante e travolgente, ho notato che a confronto degli altri è più narrativo, anche se personalmente avrei preferito che alcune parti fossero scritte come discorso diretto, in modo che siano piu accattivanti, come la sera in cui Lapo picchia Olimpia. Ma forse perché mi piace tanto come fai parlare e muovere i personaggi all interno della storia i! Comunque ripeto, bravissima! ♥

    • Victoria

      A questo giro non riesco a stare davvero zitta, mi levate le parole di bocca, perciò ti devo rispondere. Il primo, ma proprio il primo capitolo, mi furono mosse delle critiche sul metodo della mia scrittura, cioè che non piaceva il fatto che il racconto avesse troppi discorsi diretti e non fosse molto narrativo e non so come mai questa cosa mi è rimasta davvero impressa facendomi venire dei veri e propri complessi. Personalmente io adoro i discorsi diretti e adoro scriverli, perché la storia diventa più reale, più vivida come se fossi davvero là con loro, però non so come mai mi sono fatta influenzare da questa critica, tantissimo. Perciò apprezzo che tu abbia tirato fuori quest’argomento e ti dico che io concordo con te. Per la parte che riguarda Lapo non ho messo i dialoghi, perché era una scena troppo forte da usare parole adatte e volevo rendere le sensazioni che Olimpia prova durante la scena, che è davvero brutale e cruciale, come se non stesse vivendo una cosa simile, come se fosse soltanto un’immaginazione. Non so se mi capisci! Comunque grazie, adoro sempre leggere i tuoi commenti e non so come mai mi rimangono sempre impressi e li porto per tutta la settimana con me, sono sempre azzeccati e perfetti. Grazie carissima di cuore 🙂

      • chiara

        Ho voluto scrivere questo commento non per andare contro a chi volesse un racconto piu narrativo o per confonderti, ma proprio perché il tuo talento e il tuo modo di pensare trapela nei dialoghi tra i personaggi, che li fanno diventare veramente reali, tanto che noi lettrici entriamo nel loro mondo e ci emozioniamo. È per questo che ti suggerisco di continuare a farli muovere e a farli esprimere come solo tu sai fare, perché è questo che rende il tuo racconto bellissimo e travolgente! Comunque è bello che te da scrittrice rispondi ai commenti e ti metti in gioco, e grazie devo dirlo a te che rendi il lunedì il giorno piu bello della settimana! Continua così ♥

  14. La Ale

    Ciao Victoria, ciao colleghe.
    Ho letto con attenzione il capitolo e per quanto sia in super disaccordo con i pensieri ed i comportamenti di Olimpia (oramai lo avrai capito!!!) trovo che sei proprio brava a far trapelare questa sofferenza, sembra quasi viverla sulla pelle per cui mi complimento davvero per il Tuo scrivere cara Victoria!
    Per quanto riguarda qs nuovo capitolo posso dire che anche sapendo quanto Lapo sia uno stronzo rammolito figlio di put….a essere menato così di brutto non se lo merita nessuno. Alzare le mani vuol dire essere inferiori x quanto la rabbia ha accecato Achille è passato dalla parte del torto! Capisco e comprendo che se le è meritate tutte Lapo ma NO, la violenza fuori del limite NO io prenderei paura e mi terrei alla larga anche se è l’uomo che amo.

    • Alexa82

      ti rispondo qui, perché su non fa commentare. comunque, da come l’ho interpretata io, Olimpia ha preso atto del comportamento sbagliato di Achille quando ha deciso di rimanere con Lapo e di non abbandonarlo così! hai ragione, la violenza non è mai la risposta!

    • Maria

      concordo con te, sul fatto che menarlo così brutalmente non è un bene anche se se le meritava tutte quante dalla prima all’ultima…nel mio commento sopra, ovviamente, così a caldo mi è venuto da dire in quel modo e penso che tutti vedendo la persona che si ama ridotta con lividi a caldo avrebbero reagito come Achille….magari gonfiarlo come una zampogna no, ma un pugno e un calcio nelle p***** non glieli levava nessuno!!! e se non tutti e due, almeno uno….
      Sono d’accordo con voi che la violenza non è mai la risposta giusta!!

      • La Ale

        Il mio commento nasce proprio dai Vostri commenti!!! sono rimasta un po’ … di sasso … nel leggere che secondo voi le menate di Achille erano giuste e che quel disgraziato di Lapo se lo meritava essere abbandonato lì come un cane!
        Mi fa piacere che non approviate la violenza!!
        Nel racconto di Victoria ci sta ed è proprio questo il bello poter poi scambiare le proprie riflessioni

  15. cri

    bel capitolo..mi è piaciuto molto anche se l’atteggiamento di Olimpia non lo condivido per niente..se fossi stata li l’avrei presa e tirata per i capelli per farla allontanare da Lapo!dopo tutto quello che le ha fatto e come l’ha ridotta,si sente in colpa per la situazione e si sente anche in dovere di pulirlo e farlo riprendere?!?pazza!!io l’avrei lasciato lì nel dolore e gli avrei anche detto “ben ti sta!”..povero achille poi..per la seconda volta ferito e deluso..io manderei Olly a quel paese ma sappiamo che il cuore è in grado di mettere da parte la ragione anche quando non dovrebbe farlo assolutamente!per quanto riguarda le critiche che ti sono state mosse riguardo i dialoghi e la parte narrata,credo che bisogni trovare un equilibrio e capire quando è necesario utilizzare l’una o l’altra forma..credo che in questo caso la forma narrata doveva prevalere dato che ripercorre la settimana ed il dolore di Olimpia..quindi sei stata brava..alla prossima settimana con un nuovo capitolo 🙂

  16. Luana

    UFFAAAA!! Ma questi due poveri cristiani non trovano pace!!! Di questo capitolo mi è piaciuto ovviamente il loro incontro in bagno e soprattutto il fatto che Olimpia abbia finalmente capito a chi veramente vuol bene!!! … però cavolo dare tutte quelle botte a Lapo anche se le meritava, proprio non l’avrei fatto. A parte che sto Lapo che all’inizio sembrava più o meno normale lo stai facendo diventare sempre di più uno schifo di persona! Cosa succede ora ad Achille? Passerà dei guai di sicuro!! Io avrei preso Olimpia e l’avrei portata via con me lasciando Lapo ad aspettarla……!!! Perché ci fai soffrire così VICTORIA!!!! Un bacio

  17. Alessia

    il capitolo è stato stupendo…però olimpia ora deve darsi una bella mossa…lasciasse quello stupido e andasse da achille…come può una donna stare così zitta? Io l’avrei lasciato li a marcire sul pavimento!!! Che nervoso mi fa venire lapo!!! Cmq sei bravissima complimenti 🙂

  18. Alessia

    ahahahahah ragazze stavo leggendo i commenti vostri!!! Tutte che prendiamo a parole lapo ahahahah!!! Quello stronzo se lo merita!!!

  19. alessandra

    son senza fiato per l’emozione suscitata da questo capitolo, ma che schifo di uomo e’ Lapo, oddio sempre piu’ odioso..brava Victoria continua a farci sognare e non farci penare troppo

  20. Siusi

    Ciao Vittoria, mi è piaciuto anche questo capitolo! Un uomo che picchia una donna è un mostro e va denunciato e lasciato all’istante, ricordiamocelo sempre!! La cosa che mi dispiace è che anche Achille abbia reagito con la violenza, capisco le motivazioni, validissime peraltro, però avrebbe dovuto controllare la rabbia, essere superiore e comportarsi diversamente. Invece, Olimpia dovrebbe svegliarsi un attimo, capisco che sia giovane e confusa, parecchio confusa, ma reagisci, un uomo che picchia
    una donna non la merita, MAI!! Comunque, brava, alla prossima settimana!

    • Romina

      Infatti avrebbe dovuto prendere la porta e mollarlo all’istante, appena gli aveva messo le mani addosso, la violenza non va mai tollerata ne accettata, nessuna scusa è mai accettabile, non esiste proprio, concordo con te sulla reazione di Achille anche se posso capire, dopo tutto lo stress post rottura, il fatto di vedere la donna che ami tumefatta e via dicendo…..lui poi è una testa calda, o almeno lo è stato in passato, ma comportandosi aggredendolo non dico che è passato dalla parte del torto ma poco ci manca, intanto quel deficiente di Lapo sicuro che o denuncia a meno che per non rischiare lui stesso una denuncia per maltrattamenti verso Olimpia non mettono tutto a tacere, vedremo, nel frattempo non so come lui abbia preso il fatto che Olimpia non sia andata con lui….boh….

  21. Lalla

    e ora verrà fuori che Olimpia è costretta a rimanere con Lapo altrimenti lui denuncia Achille?!! ti prego no… che banalità sarebbe!

    • Papera

      Spero di no!
      Anche perchè lei ha ancora i segni evidenti di quello che gli ha fatto Lapo, per cui se lui denunciasse Achille lei potrebbe minacciare di fare la stessa cosa nei suoi confronti e la cosa gli si ritorcerebbe contro.

    • katiag

      Sono d’accordo, spero anch’io che la nostra autrice trovi un altro seguito a questo capitolo che è stato,
      bello e forte nei contenuti. A lunedì.

  22. Maria Gargano

    Più andiamo avanti e più tifo x Achille!
    Olimpia sta una merda,Lapo l’ha picchiata cosa ke sinceramente mi aspettavo da un momento all’altro e lei ke fa?????
    Il capitolo è stata fantastico ma se quando torna da Achille lo trova a sbattersi un altra nn so se biasimarlo. Lapo l’ha picchiata e lei lo aiuta?Ma stiamo scherzando??Con Achille ke urla di sceglierlo altrimenti lo ha perso x sempre.. E vi prego nn mi venite a dire ke lo ha fatto xché Olimpia è buona. Non so se avete mai conosciuta mai gente picchiata io purtroppo si è dopo ke lo hanno fatto una volta lo faranno ancora e nn si meritano ne rispetto ne comprensione ne niente.
    Quindi Olimpia a mio parere ha fatto un altra cazzata!
    Vittoria vorrei chiarire ke io quando scrivo queste cose nn critico la storia xché secondo me più fa incazzare e emozionare e più significa ke sta fatta bene e questa x me è eccezionale. Te lo dico xché vengo sempre fraintesa ma i miei libri preferiti sono quelli ke mi mettono in discussione. Spero tu nn la prenda come un offesa personale xché se nn fossi brava nn mi faresti incazzare x così dire.
    Spero di essermi spiegata bene!alla prox
    Un bacione

    • silvietta

      In questo momento sono d’accordo con te tranne che sul punto in cui Achille si sbatte un’altra, non per altro ma perchè non ci farebbe una bella figura. In un commento precedente ho scritto anche io che Olimpia ha fatto una grande cazzata a rimanere con Lapo quando l’ha picchiata e anche dopo quando Achille invece ha menato lui. Ti rivelo una cosa, io e Vicky abbiamo discusso privatamente del mio commento, perchè non ci sarebbe bastata la pagina altrimenti ,e mi ha chiesto come mai sono stata così dura sul suo comportamento e io le ho detto che nel preciso momento in cui Lapo le ha alzato le mani lei doveva andarsene e denunciarlo, perchè se te le alza una volta e tu non fai niente puoi stare certa che lui lo farà una seconda perchè si sente autorizzato a farlo perchè sa che tanto tu non reagirai. Anche secondo me c’erano già segnali che Lapo era uno stronzo, la prima volta che ho iniziato ad avere dei dubbi è stato quando le ha detto una frase del tipo che le donne devono stare in cucina e cose del genere. Ripeto anche secondo me ha fatto una cazzata ma da quello che dice Vicky l’amora trionferà.

      • Lalla

        io penso invece che Victoria, per una volta (magari non è la sola volta, eh!), sia stata veramente fedele alla realtà. le donne maltrattate non scappano, non lasciano subito il proprio partner. purtroppo (!) per varie ragioni rimangono e continuano a prenderle. biasimare una donna che non riesce a fuggire da una relazione violenta, significa fare il gioco di chi le picchia. detto questo, c’è da aggiungere che Olimpia si sente in colpa per il pestaggio. se non si fosse fatta scoprire da Achille, lui non le avrebbe date a Lapo. la catena è ancora più stretta attorno al suo collo… per questo prima dicevo: speriamo che non diventi un “artificio letterario” per far stare insieme quei due che proprio insieme non ci dovrebbero stare

        • Maria Gargano

          Lalla lo so anch’io ke le donne maltrattate nn scappano e come dici tu PURTROPPO ma spesso è dovuto alla paura o all’amore ke si prova nonostante tutto x il carnefice. Altre volte a questo si aggiunge la mancanza di persone ke ti starebbero vicino o su cui potresti fare affidamento.
          In questo caso Olimpia oltre ad Achille ha tanti amici e i suoi genitori. Sua madre se viene a sapere ke l’ha picchiata sono sicura ke nn le direbbe rimani con lui e suo padre finirebbe il lavoro iniziato da Achille.
          Non capisco ma so ke è difficile uscire da queste situazioni ma Olimpia ha tanto al di fuori di Lapo nn è sola e questo dovrebbe darle la forza di fuggire. Mi dispiace x lei,subire maltrattamenti è una delle cose più brutte ke possono accedere ad un essere umano,spesso donne!
          Spero ke troverà la forza di uscirne e ke ci saranno tutti ad aiutarla e x prima sua madre!
          Un bacione a tutte

        • Victoria

          Incredibile, Lalla hai centrato in pieno c’ho che volevo raccontare descrivendo il maltrattamento che Olimpia subisce. Non vi vorrei svelare troppo, ma proprio perchè ogni giorno sentiamo al telegiornale di donne violate, nei capitoli a venire vorrei trasmettere il messaggio che la donna non si deve far intimorire, deve combattere e reagire. Però ragazze datemi tempo di pubblicare, ogni lunedì mi togliete di bocca informazioni preziose. Non voglio rivelare ASSOLUTAMENTE niente, perciò chi vivrà vedrà, vi chiedo solo tanta tanta pazienza e fiducia in me e alla mia bambina Olimpia!

        • silvietta

          Lo so perfettamente che le donne maltrattate non si biasimano e che ognuna ha le sue ragioni per rimanere però diciamoci la verità, ovvero che è da un bel pò di tempo che quasi ogni giorno sui giornali e in tv vediamo donne vittime di questi esseri e mi fà davvero arrabbiare perchè penso che se le donne si ribellassero al primo loro tentativo e iniziassero tutte a denunciarli non si arriverebbe a quel livello. E certi non ci proverebbero neppure. Parlando nello specifico di Olimpia penso che abbia sbagliato perchè lei ha una famiglia e degli amici che possono aiutarla, lei aveva già capito che Lapo era uno stronzo ed infatti lo aveva lasciato quando al telefono l’aveva insultata pesantemente e inoltre si era capito che lui pensa che le donne debbano stare in cucina e occuparsi della casa senza avere amici. Non penso che si sarebbe dovuta stupire del comportamento che ha avuto visti i precedenti, e penso che avrebbe dovuto reagire in maniera diversa visto come ha reagito la volta precedente agli insulti. Secondo me Olimpia si sente in colpa per il pestaggio perchè ha paura di quello che potrebbe accadere ad Achille ora che ha picchiato Lapo. Per quanto riguarda l’artificio letterario non so che risponderti perchè non ho idea di quello che succederà nei prossimi capitoli, ma non credo che li continui a far stare insieme anche perchè Victoria, in un commento precedente, ha detto che nel prossimo capitolo Olimpia ci stupirà. Speriamo!!

      • Maria Gargano

        Sulla cosa di Achille ke si sbatte un altra ci rimarrei male anch’io e naturalmente nn lo vorrei..xò quest’uomo sta soffrendo da morire e si anke Olimpia xò lei può scegliere e nn lo fa.
        Lo so ke l’amore trionferà xò nel frattempo è dura!

        • silvietta

          Lo so che è dura e mi fa una gran pena Achille per questo. Lei lo ha scelto nel bagno e nel frattempo lui soffre come un cane per tutto quello che è successo sia prima che dopo quell’incontro.

          • Lalla

            Si, ma pure Achille, che scemo non è, saprá fare un pò di autocritica, no Victoria? Della serie, probabilmente lo rifarei domani, ma che pirla sono stato…

            Capisco quello che dite rispetto alla famiglia, ma anche in questo caso penso che Victoria abbia fatto centro. Olimpia ha un rapporto particolare con la madre e ha un padre che la spalleggia, ma è debole rispetto alla moglie. Spesso non c’entra quello che la famiglia farebbe se sapesse, ma quello che olimpia, in questo caso, pensa siano le sue risorse. La famiglia l’ha consegnata in mano a lapo a cena… L’amica le ha voltato le spalle… Si sente sola.
            Scusate, ma ci lavoro co sta roba e torno a dire che Victoria qui ha proprio centrato il punto 🙂

            • Lalla

              Ps: poi capisco la rabbia che quando si sentono storie simili. secondo me è una reazione da persone normali, sensibili.
              Poi basta, mi taccio 😉

            • silvietta

              Mi sento tanto ignorante in questo momento ma mi puoi spiegare il primo pezzo del tuo commento fino al punto “ma che pirla sono stato…”
              In effetti sul punto che Olimpia si sente sola hai ragione, la migliore amica le ha voltato le spalle e la madre pensa che Lapo sia perfetto. Vedremo come Victoria la farà reagire nel prossimo capitolo.

            • Lalla

              Non riesco a risponderti direttamente Silvietta.
              Non sono stata chiara, scusa. Intendevo dire che l’uomo starà si soffrendo un casino perchè ha lasciato Olimpia con quell’altro scemo, ma dato che lui (Achille) non è scemo (impulsivo si, scemo no) fará un pò di autocritica (della serie “lo lo menerei ancora se mi capitasse, ma che pirla sono stato. Se l’avessi difesa in altro modo,ora sarebbe qui con me”) e proprio perchè non è scemo, magari sará pure preoccupato (torna, non torna?), ma credo che alla fine si fiderá di quello che Olimpia gli ha detto nel bagno.

            • silvietta

              Ok, ti ringrazio. Mettendola in questo modo ti dò ragione. Se Achille non avesse perso il controllo ora Olimpia sarebbe con lui invece di stare a fare l’infermiera a Lapo e concordo ancora con te sul fatto che si fiderà di quello che gli ha detto Olimpia.

  23. Victoria

    Allora, tiriamo le somme di questo ventesimo lunedì di commenti. Che dire? Quello che vi accomuna tutte è che il racconto piace e di questo non sono solo contenta, ma anche emozionata, grata e felice come non mai. Ho letto molti pareri discordanti: la violenza su Lapo si o no? Il comportamento di Olimpia è giusto o no? Achille dovrebbe lasciarla perdere oppure no? Insomma mi avete dato davvero tanti spunti su cui riflettere e adoro vedervi confrontare, PACIFICAMENTE, su ciò che sarebbe meglio succedesse. Il mio obiettivo da lunedì a lunedì è quello di sorprendervi e dato che siamo arrivati agli sgoccioli (qualcuno sarà contento e qualcuno no) vorrei darvi davvero tutta me stessa. Questa storia, e so che può sembrare strano o stupido (dipende dai punti di vista), dato che io non scrivo per mangiare, per me ha significato davvero tanto e una buon parte di me è impressa in questa storia. Posso dire che in parte mi avete conosciuta, ormai, con i miei difetti ed i miei pregi. Vedremo cosa succederà da qui alla fine, che ripeto, non so quando sarà, ma ci sarà. Alla fine ognuna di voi trarrà le proprie somme bocciando o promuovendo la storia d’amore di Olimpia e Achille. Io vi ripeto per l’ennesima volta GRAZIE, non mi stancherò mai di dirlo, e mando un caloroso abbraccio ad ognuna di voi che con le vostre critiche mi avete fatto certamente crescere. SIETE FANTASTICHE!

  24. alice

    Ciao a tutte sono nuova di questa storia… volevo chiederVi dove posso iniziare a leggerla dal primo capitolo??? come posso fare????
    grazie mille a tutte!!!

    • silvietta

      Ciao Alice e benvenuta tra noi. Allora per leggere dal primo capitolo ti consiglio di andare direttamente su google e digitare due anime che si appartengono capitolo 1, dopo averlo letto torna su google che trovi anche gli altri e se non li trovi subito basta cambiare il numero di capitolo e inserire quello che cerchi nella frase. E’ il metodo più veloce per leggerli anche perchè da me se li cerco con il metodo di ricerca di questo sito alla seconda pagina mi dà problemi e mi dice che non esiste. Comunque ti consiglio di utilizzare direttamente google. Non so se sono riuscita a spiegarmi, nel caso chiedi pure.

        • Mia Gray

          Sono io, Mia Grey… cosa ho scritto al posto del mio nome?? Dannato tastierino striminzito…beh buona notte a tutte…..

  25. alice

    Grazie mille Sivietta ora mi metto subito alla ricerca!!!!
    grazie grazie!!