Il nuovo capitolo del racconto di Victoria.

Nuova presentazione a cura dell’autrice: “Quella che era partito come un breve racconto, si è trasformato in qualcosa di più solido e concreto, grazie alle lettrici a cui ho presentato il mio scritto e che lo hanno apprezzato spronandomi a fare ogni giorno meglio. Questo è il coronamento di un grande sogno che ho sempre avuto nel cassetto, ma che non avevo avuto mai, almeno fino adesso, il coraggio di realizzare non considerandomi all’altezza. Vi presento l’amore sotto tutti i punti vista, vi presento le due persone che ormai fanno parte della mia vita e vi racconterò la storia di come il loro amore è nato in una città magica come lo è Firenze. A&O”.

15° CAPITOLO

Olly? Dai, non dormire, dobbiamo andare!≥.

Mugolai qualcosa e mi voltai dall’altra parte dandogli le spalle. Lo sentii abbracciarmi da dietro ed iniziare a toccarmi ovunque. I miei occhi si aprirono di malavoglia per un istante, ma poi li richiusi istantaneamente. Mi aveva sfinita, non c’ero abituata a tutti quegli orgasmi.

Stella, ritarderemo così. Ale ci aspetta!≥.

Mi ricordai della sua piccola miniatura con i capelli riccioli e biondi che avevo visto per la prima volta all’asilo. Era un bambino davvero dolce.

Mi voltai per guardare Achille chino su di me, mentre sentii la sua mano scendere pericolosamente dal ventre in giù.

“Mammina, ma non ne aveva mai abbastanza?”

Dammi tregua!≥.

Rise capendo a cosa mi stavo riferendo. Mi depositò un dolce bacio sulle labbra, si alzò e sparì in bagno. Scesi dal letto, tutta dolorante, come dopo aver fatto la maratona di New York ed iniziai a raccogliere i vestiti disseminati ovunque, man mano che li trovavo me li infilavo. Mi sentivo Gretel con le molliche di pane. L’ultima cosa che mi mancava da indossare erano le scarpe che immaginai fossero al piano inferiore. Mi venne da sorridere, quando mi accorsi che non ricordavo nemmeno quando me le ero tolte. Ero invasa da questa splendida felicità che non voleva abbandonarmi. Avrei voluto soltanto sorridere e saltellare dappertutto.

Andai in bagno, dove Achille già vestito, si stava lavando le mani. Lo affiancai ed iniziai a rinfrescarmi. Mi guardai allo specchio e mi sentii incredibilmente più sexy, anche lui mi stava squadrando.

Boia. Di’ che tu sei bona, u’n’è nulla≥ disse inizialmente divertito, poi mi abbracciò poggiando il mento sulla mia testa. Ci guardammo allo specchio e mi sentii uno scricciolo tra le sue braccia. Mi appoggiai a lui ed i nostri sguardi si incontrarono nello specchio. Si avvicinò al mio orecchio e la sua voce dolce e suadente si riversò su di me, come una dolce cascata calda. ≤ E sei solo mia. Mi sento l’uomo più fortunato al mondo≥.

C’erano tanti dettagli che facevano diventare quella frase non vera, ma mi godetti l’illusione di poter appartenere a lui veramente, perché al momento era la cosa che desideravo di più.

Salimmo in macchina e andammo a prendere Alessandro.

 

Fu inquietante scoprire che l’amazzone abitava non distante dall’ufficio in cui lavoravo.

Nicole e il bambino abitavano a Scandicci, a pochi chilometri da Firenze, una cittadina caratterizzata da un tessuto commerciale sempre più competitivo, molto movimentata durante il giorno e sempre immersa nel caos.

Arrivammo ad una piccola villetta a schiera ai margini della città, Achille parcheggiò la macchina e scese. Rimasi dov’ero, non avevo alcuna intenzione di scontrarmi nuovamente con lei, ma Achille fece il giro del veicolo aprendomi la portiera.

Su, scendi!≥.

Stava certamente scherzando: non avevo alcuna intenzione di litigare con Nicole e oltretutto non credevo che le avrebbe fatto alcun piacere vedermi in casa sua come compagna provvisoria dell’uomo che amava.

Achille, non mi vorrà in casa sua dopo l’ultima conversazione che abbiamo avuto. Tu non credi?≥.

Mi afferrò per un braccio e mi fece scendere, sorreggendomi con il suo corpo. Cercai di risalire, ma lui chiuse la portiera tenendomi stretta a sé. Lo sentii ridere mentre afferrava le chiavi e chiudeva la macchina.

Andiamo stella. Prima facciamo e prima andiamo via!≥.

Effettivamente aveva ragione.

Varcammo il cancellino e attraversammo il vialetto d’entrata salendo una piccola scalinata per suonare il campanello. Ci tenevamo per la mano e dovetti ammettere che non ero nervosa per me, ma ero agitata per Achille: non avrei tollerato vederli insieme.

La porta si aprì e l’amazzone si piantò davanti a noi. Guardò Achille aprendosi in un caloroso sorriso, ma quando aprì di più la porta e mi vide, i suoi grandi occhi scuri si dilatarono e diventarono neri di rabbia. Il suo sguardo si spostò rapido da me, alle nostre dita intrecciate, ad Achille. La vidi raccogliere tutta la pazienza di cui era dotata e senza proferire parola si spostò invitandoci ad entrare in casa. Fui praticamente trascinata all’interno, mi sentii una vera intrusa. Appena entrai, andammo verso un piccolo soggiorno, con un divano chiaro con sopra tantissimi giocattoli. Era la prima stanza che s’incontrava, ma non ci accomodammo sul divano, restammo il più vicini possibile alla porta per, al primo accenno d’ira, fuggire via. L’ambiente, nel complesso, era sobrio e adatto ad un bambino dell’età di Alessandro. Vidi appese alle pareti molte foto di Achille con suo figlio fino a trovarne una di lui e Nicole in spiaggia mentre si baciavano dolcemente sulle labbra. Strizzai gli occhi per guardarla meglio: erano così giovani, Achille con la sua solita chioma bionda che contrastava con i capelli corvini di lei. Lui la stava abbracciando da dietro le spalle e lei aveva un sorriso radioso mentre lui la baciava dolcemente sull’angolo della bocca. Sentii la bile salirmi in gola, strinsi più forte la mano di Achille che seguì la direzione del mio sguardo fino ad incontrare il motivo del mio turbamento. Mi guardò velocemente cercando di rassicurarmi.

Cercai in tutti i modi di distogliere l’attenzione da quella maledetta foto, ma i miei occhi dopo essersi soffermati un attimo sul mio biondo, incontrarono una cosa ben peggiore. Nicole, piantata davanti a me, era pronta per la serata. Aveva un vestito nero scollato e cortissimo che le lasciava scoperte le gambe sode e lunghe, calzava dei tacchi vertiginosi color panna. I capelli erano sciolti e lasciati volontariamente in disordine. Era truccata lievemente e portava un grande bracciale color oro al polso sinistro. Era bellissima. Qualsiasi uomo sarebbe caduto ai suoi piedi, beh, tutti, tranne uno e quale per giunta? L’unico che voleva lei, il mio. Che rompicapo!

È pronto?≥ chiese Achille per smorzare la tensione che si stava progressivamente accumulando.

Nicole, che non scollava gli occhi da me come se potesse incenerirmi con la forza del pensiero, rispose: ≤ Credo di si. È in camera sua≥ fece una pausa e distolse l’attenzione da me per guardarlo. ≤ Che ne dici?≥. Fece una giravolta su se stessa facendosi ammirare in lungo ed in largo piantandosi davanti ad Achille che fece un passo indietro per guardarla meglio.

Ero in completa adorazione, se non fosse stata così antipatica sarebbe stata anche la mia donna perfetta. Achille non era per niente scosso, come se fosse già abituato fin troppo al teatrino della donna perfetta in apparenza.

Bene, non ti manca nulla≥ rispose con un sospiro, come se sapesse perfettamente che stava cercando di ammaliarlo senza alcun risultato. Per una breve, anzi minima, frazione di secondo mi dispiacque per lei quando la vidi rabbuiarsi e storcere la bocca, ma non si perse d’animo e tornò all’attacco.

Ho indossato anche il bracciale che mi hai regalato. È stupendo!≥.

Mi sentivo terribilmente in imbarazzo per Nicole. Avrebbe potuto fare qualsiasi cosa, ma Achille non le stava assolutamente prestando alcuna attenzione, forse anche troppo esageratamente. Fu in quel momento che la gelosia prese il sopravvento sulla ragione ed il mio cervello iniziò a lavorare incessantemente scatenando mille paure. Forse c’era qualcosa che io non vedevo chiaramente, c’era qualcosa che non andava nel comportamento di Achille. Non le piaceva, si comportava con distacco nei suoi confronti, ma troppo per ipotizzare che semplicemente a lui non piaceva lei. C’era sicuramente qualcos’altro sotto. Fui invasa da uno strano senso di panico: se la storia con Nicole avesse nascosto un mistero, forse il suo disprezzo nei confronti di questa donna non era così fondato, forse l’amava ancora e allora sarebbe stato spiegato il fatto che il fascino dell’amazzone lasciava davvero tutti KO. Sarebbe stata sinceramente l’ipotesi più logica e forse mi sarei resa conto che avviare una storia con Achille era una completa follia. Forse sarei potuta ritornare alla mia vita di prima.

Non mi accorsi che mentre stavo riflettendo a vanvera annebbiata dal panico mi ero estraniata da quello che stava succedendo nel mondo reale. Mi ero afferrata il lobo di un orecchio massaggiandomelo convulsamente per aiutarmi a pensare meglio.

Achille mi posò una mano sulla spalla facendomi tornare alla realtà.

Ehi, tutto bene?≥.

Nicole non era più davanti a noi, la vidi percorrere il corridoio che portava alla zona notte ed entrare in una stanza. Incrociai gli occhi preoccupati di Achille.

Tutto bene≥. Falsissima.

Bugiarda. Che c’è? Dimmelo!≥.

Dovevo per forza ricordarmi di iscrivermi ad un corso accelerato di bugie.

C’è qualcosa di strano fra voi≥.

Lo vidi ritrarsi e alzare un sopracciglio.

E questa la tua mente contorta come l’ha partorita?≥.

Aggrottai le sopracciglia, diffidente. Lui lo notò al volo e sospirò alzando gli occhi al cielo. Mi abbracciò e io m’irrigidii per paura di come l’amazzone avrebbe reagito a vederci così.

Ogni paura tra le braccia di Achille magicamente sparì, il calore si insinuò tra noi e mi appoggiai al suo petto scolpito. Che maniaca che ero. Come potevo solamente pensare che le cose per me si potessero risolvere così velocemente? Come potevo sperare che Achille non fosse totalmente sincero? Era quello che sicuramente mi sarebbe tornato più comodo ed invece la vita non era così semplice. Nicole era bellissima, ma non c’era nemmeno confronto con Achille, lui era una cosa a parte.

Si avvicinò al mio orecchio e mi sussurrò.

Mi comporto così perché se le do spago, Nicole è capace di costruirsi castelli in aria incredibili. Non è un problema mio se sei gelosa!≥.

Era possibile che in così poco tempo la mia mente partorisse problemi e paure che in realtà non esistevano, solo per un uomo con cui ero andata a letto un paio di volte? Era possibile che mi sentissi così tanto legata a lui che avevo il terrore di perderlo per qualsiasi ragione al mondo?

Iniziò a baciarmi delicatamente il collo, la mandibola, il labbro inferiore e fece scivolare i miei pensieri nel dimenticatoio. Prese i miei capelli tra le mani e mi piegò leggermente indietro per guardarmi negli occhi.

Ne avrò mai abbastanza di te e del tuo cervello contorto? Sei peggio della droga≥.

Gli presi il volto tra le mani, ma mentre mi avvicinavo per baciarlo, mi sentii afferrare alla gamba. Sussultammo e guardammo verso il basso, trovammo Alessandro agganciato ad una mia gamba con un braccio e con l’altro ad una gamba di Achille, ci stava guardando in completa adorazione mostrando tutti i denti in un sorriso tenero. Era il bambino più dolce che avessi mai conosciuto. Portava uno zainetto verde di “Hulk” sulle spalle, dei pantaloni jeans e una felpa senza cappuccio nera e sul retro una fantasia tutta floreale su uno sfondo verde.

“Che bambino alla moda!” pensai, ma con dei genitori così non poteva essere altrimenti.

Piccolo mio! Allora come stai?≥ disse Achille prendendolo in collo.

Alessandro si sporse dalle braccia del padre avvicinandosi a me. Rimanemmo tutti un po’ interdetti per questo gesto così affettuoso, dopotutto mi aveva visto una volta in vita sua. Lo guardai e mi sciolsi completamente, gli afferrai il musetto fra le mani e gli diedi un bacetto sulla guancia paffutella. Poi tornò a prestare attenzione ad Achille.

Mentre i due parlavano allegramente, il mio sguardo saettò sulla figura immobile non poco lontano da noi: per un attimo pensai che si sarebbe diretta in cucina a prendere un coltello per uccidermi, o che mi saltasse direttamente al collo per strozzarmi. Nicole era nera di rabbia, aveva le braccia lungo i fianchi e le mani chiuse a pugno, lo sguardo bloccato su di me, lo splendido viso stravolto dalla rabbia.

Decisi di prendere un po’ di coraggio, affidarmi alla buona sorte e togliermi almeno una soddisfazione. Soffocai una risata e le mimai con la bocca “Prenditi una camomilla!”.

Voleva vedermi morta, iniziò a venire verso di me tipo un toro che caricava il torero. Fui salvata, prima di essere investita, dal campanello.

Sospirai di sollievo, vedendo Nicole ricomporsi e distogliere l’attenzione da me.

Achille andò ad aprire la porta. Mi voltai per vedere se il pretendente di Nicole fosse al livello delle aspettative. Ma, con mia grande sorpresa, mi ritrovai davanti un uomo che conoscevo da una vita. Si chiamava Cesare Bacci, modello da tanti anni per Ermenegildo Zegna e ambito da molte altre case di moda. Lo conobbi il primo anno in cui partecipavo a “Pitti Uomo”, prima di conoscere Lapo, un periodo di assestamento nella mia vita, in cui cercavo di fare la brava, ma non sempre ci riuscivo. Era un bel ragazzo con degli splendidi occhi verdi astuti, un taglio sempre diverso e sempre alla moda, poco più basso di Achille e con uno stile che amavo in un uomo, alla Lapo Elkann. Dopo averci ragionato per più di tre secondi avevo già capito qual era il suo unico pallino. Aveva la mania per i seni e per il sedere, e se non ricordavo male era un gran palpeggiatore. Arrossii, ricordandomi che lo avevamo fatto in un bagno ad inizio sfilata della Moncler e non era stato male, ma non era scoccata la scintilla. Eravamo rimasti in buoni rapporti dopo, ci sentivamo qualche volta e ogni anno ci organizzavamo per andare assieme alle sfilate che si tenevano a Firenze.

Ovviamente quella storia la sapevamo solo io e lui, e il fatto che stesse per uscire con Nicole mi fece preoccupare, non poco.

Appena mi vide fece un grande sorriso ed entrò per abbracciarmi. Feci in tempo a vedere lo sguardo assassino di Achille squadrare l’uomo che mi sommerse e mi avvolse in un caloroso abbraccio.

Olimpics!!!!≥.

Cesare Bacci, ma che onore!≥ dissi abbracciandolo a mia volta.

Si staccò da me e mi guardò meglio.

Ma dai, ma che ci fai qui? Di solito i nostri incontri fugaci li facciamo una volta, massimo due all’anno≥. Aveva l’ossessione per le allusioni.

Ehm, sì. Sono un’amica di Achille, siamo venuti a prendere Ale≥.

Salutò tutti e accarezzò Ale che lo salutò dolcemente. Achille lo fece scendere a terra e gli disse di andare in camera sua a giocare, il bambino corse verso la sua cameretta e quando lo sentimmo iniziare a parlare con i suoi pupazzi, Cesare esultò dicendo.

Beh, detto sinceramente fra noi, non avrei mai pensato che il super trombatore Achille Ferri avesse un’amica, amiche di letto forse, ma un’amica quasi sposata mi suona strano. Dov’è Lapo?≥.

È un periodo difficile, tutto qui!≥ dissi, cercando di usare il tono più normale che avessi.

Allora hai la strada libera fratello. Goditela, perché questa è merce rara!≥.

Cesare gli dette una pacca sulla spalla e si scambiarono uno sguardo d’intesa, ma Achille rimase freddo e distaccato. Dalla confidenza con cui Cesare si era rivolto capii che non era la prima volta che si vedevano.

“Cavolo, si conoscevano!”.

Vi conoscete?≥ la perplessità fu più veloce della lingua.

Capivo il collegamento che poteva esserci tra Cesare e Nicole, dato che entrambi da quanto avevo captato lavoravano nel mondo della moda e forse facevano anche lo stesso lavoro. Ma con Achille?

Si, Cesare è il fratello di Lucrezia, una delle ragazze che hai conosciuto alla festa a casa mia≥. Achille aveva un tono tranquillo, ma guardava l’uomo con sospetto. Poi mi guardò un attimo e mi sentii estremamente a disagio, aveva gli occhi di un castano tendente al giallo che gli risplendevano, capii all’istante quanto fosse irritato e non riuscii a sostenere la forza della sua occhiata. Con un cenno con il dito ci indicò e chiese. ≤ E voi due come fate a conoscervi?≥.

Mentre stavo per aprire bocca per rispondere, Cesare mi aveva già anticipato.

Beh, che dire. Il nostro primo incontro, se non ricordo male, è stato in un bagno pubblico a “Pitti Uomo” cinque anni fa. Un incontro molto interessante e da lì per un po’ è stata una mia amica di letto per poi diventare amica di sfilate!≥, mi aveva dato una gomitata d’intesa terminando la frase. Lo guardai scioccata, non sapevo cosa avrei potuto fargli in quel momento. Guardai Achille che avrebbe voluto strozzarlo seduta stante.

Vabbè, possiamo anche andare adesso!≥ esclamai, fiondandomi fuori dalla porta.

 

Il ritorno a casa fu snervante. Achille non aprì bocca durante tutto il tragitto che sembrò durare un’infinità, guardava fuori dal finestrino in silenzio assorto nei suoi mille pensieri. Alessandro appena si era seduto in macchina sul seggiolino si era addormentato, era esausto dalla giornata movimentata: dopo che era uscito da scuola Nicole lo aveva portato all’allenamento di calcio che lo aveva steso, aveva mangiato qualcosa e il sonno che aveva cercato di reggere fino all’arrivo del padre arrivò appena finimmo di agganciare l’ultima cintura. Era così pacifico che non potevamo svegliarlo.

Arrivammo a casa in estremo silenzio, Achille caricò il piccolo tra le braccia e lo fece stendere sul lettino della sua stanza che si trovava al piano terra. Era spaziosa per un bambino così piccolo, arredata con estrema cura e amore, forse l’unica stanza della casa in cui i sentimenti di Achille s’intravedevano.

Una volta rimasti soli, senza rivolgermi la parola, andò in camera. Sospirai e cascai esausta sul divano. Rimasi seduta con la testa fra le mani per un po’ a riflettere. Non ero pronta a gestire un altro uomo, soprattutto un uomo come Achille: un carico d’emozioni, di passioni e di problemi notevoli. Mi ero infilata in questa situazione senza via di fuga e come diavolo dovevo fare?

Quando sentii che la doccia si accese e la porta del bagno si chiuse, capii cosa volevo fare. Entrai nel bagno circondato dal vapore caldo, i vetri della doccia erano appannati ed Achille era girato, perciò non mi vide. Iniziai a togliermi i vestiti ed entrai nella doccia insieme a lui. Lo abbracciai da dietro e appoggiai la guancia contro la sua schiena perfetta.

“Dio, che uomo eccezionale era quello!”.

La sua pelle liscia mi faceva sentire in paradiso. Il suo respiro calmo e regolare era la cura per ogni malattia. Mi sentivo su di giri, lui non mi sembrava ancora reale.

Continuava a lavarsi come se non ci fossi, perciò inspirai e appoggiai la fronte contro la sua schiena chiudendo gli occhi.

Quanto sei arrabbiato con me?≥.

Si fermò e mise le mani sui fianchi alzando la testa verso il soffitto della doccia che era fatto in vetro così che si potesse guardare il cielo.

Tanto≥ disse in un sussurro disperato.

Dimmi il motivo≥.

Il motivo? O i motivi?≥.

I motivi≥.

Beh, da dove posso partire?≥.

Lo strinsi più forte e aspettai che iniziasse a parlare. Fece una pausa e appoggiò una mano contro il vetro della doccia.

Il primo credo che sia quando hai detto che sono un “amico”. Il secondo è che hai detto che stai attraversando un periodo difficile con quel coglione di ex/attuale compagno/marito, non hai detto che è finito tutto, a meno che tu non abbia cambiato idea. Il terzo è che ti sei chiaramente scopata il più coglione dei coglioni, ma anche un uomo davvero affascinante a cui chiaramente piaci ancora. Non è che sono il primo di una lunga sfilza di uomini a cui hai fatto perdere il capo? Un altro coglione, insomma, che non ti può avere. Perché, sai, è proprio così che mi sento adesso≥.

Non ero un pozzo di scienza, ma le motivazioni per cui era giustamente incazzato le avevo capite e i suoi dubbi, anche se completamente infondati, erano plausibili. Ma dopotutto avevo detto la verità.

Vado in ordine decrescente. Quarto, ho avuto un po’ di uomini, non tanti quanti ne hai avute te di donne, ma qualcuno ce l’ho avuto, come ogni persona sana al mondo e tu purtroppo non sei uno dei tanti, anzi: sei quello che sicuramente cambierà la mia vita, anche se non so come. Terzo, sì, sono stata con Cesare, una volta, non mi è piaciuto, è un ragazzo indubbiamente affascinante, ma non fa per me. Secondo che diavolo avrei dovuto dire? Sicuramente Cesare avrebbe voluto sapere tutta la storia ed io non voglio raccontarla a nessuno, perché sono fatti miei. Primo, ci stiamo conoscendo, non posso dire che sei mio marito o cose simili, anche perché finché non parlo con Lapo la nostra relazione non è finita. ≥.

Mi scrollò di dosso e si voltò a guardarmi in cagnesco con le mani incrociate al petto.

Era nudo (logicamente), non avevo mai visto niente di così spudoratamente sensuale e virile. Nonostante fosse incazzato nero, io ero eccitata più che mai: l’acqua che scorreva alle sue spalle e il vapore che si levava a ondate tra noi aggiungeva erotismo, scacciando ogni mia preoccupazione. Pensai che soltanto io mi sentissi così dannatamente bagnata, ma il suo membro che diventava ogni secondo che passava sempre più lungo e grosso mi dava la conferma che mi voleva in quel preciso istante, come lo volevo io. Il volto non tradiva alcuna emozione e mentre io mi mordevo il labbro cercando di non saltargli addosso, lui diventava sempre più scuro in volto.

Ieri eri single, adesso sei ancora impegnata, ieri ero la persona per cui per la prima volta hai provato dei forti sentimenti, adesso sono soltanto un conoscente. Fai un passo in avanti e mille indietro, però l’unico che ci rimette qui sono io≥.

Si voltò ed iniziò a lavarsi infilandosi sotto il getto d’acqua.

Feci scivolare le mie mani sul suo bacino, gliele avvolsi attorno ai fianchi e con una mano presi il suo enorme sesso ed iniziai lentamente a masturbarlo. Dopo un istante, si fermò, appoggiò entrambe le mani contro il vetro della doccia, chiuse gli occhi e cercò di resistere alla tentazione. Il suo respiro si fece più pesante e sentii tutti i muscoli tendersi sotto il tocco della mia mano. Vidi la sua resistenza vacillare di secondo in secondo. Era l’unico modo che trovai per riuscire a farmi ascoltare da lui.

Sei l’unico al mondo che mi fa eccitare sopra ogni altra cosa. Sei l’unico e il solo che fa tremare la terra sotto i miei piedi. Ma non è tutto così semplice: dobbiamo fare un passo alla volta e affrontare le cose con obbiettività≥ cercai di dare un tono a quello che stavo dicendo, ma stavo ansimando immaginando il suo tocco su di me. Iniziai a baciarlo sulle scapole, sulla spalla, sul braccio.

Achille rimase immobile. Inizialmente pensai che mi stesse rifiutando, ma quando delusa cercai di togliere la mano dal suo membro, lui mi fermò piantando la sua mano sopra la mia continuando a masturbarsi e stringendo sempre più forte.

Gesù mio, era la scena più bella a cui avessi mai assistito e partecipato.

Ansimavamo all’unisono, gli piantai i denti sul bicipite, fece un suono selvaggio quasi di dolore. Si voltò improvvisamente, mi caricò in collo e mi schiacciò contro la parete.

Con un’unica, potente e dolcissima mossa affondò dentro di me.

Lanciai un urlo e appoggiai la testa contro il vetro della doccia e chiusi gli occhi. Lui si chinò verso di me baciandomi la mandibola, poi poggiò le labbra sulle mie. Aprii gli occhi e trovai i suoi splendidi occhi tempestosi che mi stavano osservando intensamente. La rabbia non era svanita, era semplicemente offuscata dal desiderio selvaggio che provava per me. Presi il suo angelico volto fra le mani e mi avvicinai dolcemente a lui, senza mai interrompere il contatto visivo.

Un giorno potrei essere tua, ma devi rispettare i miei tempi≥.

Dopo un lungo silenzio, fece un cenno di assenso con la testa. Continuò a guardarmi, poi mi baciò con un’intensità tale da farmi vacillare. Il mio corpo iniziò a muoversi d’istinto incitandolo, ma lui era distante, la testa altrove.

Achille parlami!≥.

Chiuse un istante gli occhi, serrando la mandibola. Il suo sguardò vagò altrove e quando tornò con l’attenzione su di me che lo stavo praticamente supplicando di aprirsi, qualcosa in lui si mosse e parlò con decisione.

Mi odio, perché non riesco ad affrontare quello che provo per te con la razionalità che mi caratterizza. Mi sento in balia degli eventi, sembra quasi che tutto giri intorno a te. Non mi fa paura, anzi è bellissimo, perché stare così dentro di te è una sensazione magica che non vorrei finisse mai. Le tue labbra carnose e morbide, i tuoi occhi che m’immobilizzano facendomi sentire invincibile, la tua voce vellutata che mi fluisce dentro. Mi sento possessivo nei tuoi confronti e te non mi dai certo sicurezze, anzi. Tutto questo sarebbe fantastico se non avessi la certezza che finirà da un momento all’altro!≥.

Oh biondo, nemmeno io ho la certezza che tu non ti potresti stancare improvvisamente di me. Questo non lo possiamo sapere, per ora c’è solo la certezza che ci vogliamo. Tutto ciò che vedi di me, non l’ha mai visto nessun’altro al mondo. Non sono mai stata così eccitata in vita mia≥ mi avvicinai al suo orecchio e sussurrai nel tono più sensuale che avevo in repertorio ≤Vorrei essere scopata da te, giorno e notte!≥.

Achille rise e la sua risata mi travolse come un’ondata di calore. Poi mi guardò e finalmente ritrovai il mio bellissimo biondo spensierato e tranquillo. Ancora dentro di me spense l’acqua e uscì dalla doccia. Aggrappata a lui mi appoggiò dolcemente al ripiano del bagno in cui si trovava il lavabo. Le mie dita erano immerse nei suoi fantastici capelli.

Tu sai proprio come fregarmi!≥.

E tu sai come farmi impazzire!≥.

Stai soffrendo, eh? Vuoi che mi muova?≥ disse con un ghigno di pura soddisfazione maschile.

Gesù santo, l’Achille provocatore, era un’esperienza che non avevo ancora provato. Avvicinai il petto al suo e lo strinsi a me. In tutta risposta gemetti di puro piacere, allora lui iniziò a muoversi come solo Achille Ferri sapeva fare: ruotò, affondò e strusciò. Mi appoggiai contro lo specchio e inclinai la testa chiudendo gli occhi cercando di non urlare. Mi morsi furiosamente il labbro inferiore e inclinai la schiena esponendo i seni alla sua splendida bocca. Eravamo ancora bagnati dalla doccia, scivolavamo l’uno sull’altro come in una danza erotica perfetta. Sentì le sue mani accarezzarmi ovunque e poi premere intensamente lì, il punto perfetto.

I suoi movimenti accrebbero d’intensità, facendosi più rudi. Mi afferrò per il collo e mi baciò intensamente. Si staccò un secondo.

Ho bisogno dei tuoi occhi. Guardami!≥.

Aprii gli occhi bisognosa dei suoi. Lo guardai e tutto sembrò perfetto. L’orgasmo arrivò con una furia paurosa, lo sentii crescere violentemente dentro di me ed esplodere. Mi aggrappai a lui con tutta la forza che avevo e Achille fece la stessa cosa con me venendo e mordendomi violentemente una spalla.

 

Indossammo una tuta e andammo a controllare Ale che era ancora sprofondato in un sonno davvero confortevole a quanto pareva dalla sua espressione. Si vedeva che era esausto. Andammo in cucina e preparammo qualcosa da mangiare.

Non credi che sia meglio svegliare anche il piccolo? Nicole ha detto che ha mangiato qualcosa di veloce, tra poco avrà fame. Alziamolo, gli diamo da mangiare velocemente e poi lo lasciamo dormire in pace≥ dissi.

Achille si massaggiò il mento barbuto.

Si, forse hai ragione. Gli preparo qualcosa di leggero e veloce≥.

Mi raccomando che sia leggero, non lo lascio dormire con la pancia piena, fa male. Fagli una minestrina o un passatino di verdure≥.

Achille si voltò verso di me scioccato.

Ok, va bene mammina!≥.

Mentre mi allontanavo mi accorsi che effettivamente aveva ragione, mi stavo comportando come una mamma premurosa. Non è che una parte di me era già entrata nel ruolo di dolce matrigna?

Scacciai questo pensiero, c’erano troppe domande e nessuna risposta dentro la mia mente per accumularne altre. Percorsi il corridoio artistico, superai le scale che portavano all’attico che ormai era diventato il mio angolo di passione con Achille. Amavo questa casa, tutto quel legno donava un senso di vero amore, immersa nel nulla in cui nessuno ti avrebbe mai disturbato. Una piccola isola soltanto nostra.

Arrivai in fondo al corridoio e scostai la porta. Alessandro era disteso con le braccia e le gambe aperte sul letto troppo grande per quel piccolo bambino. Sospirava pacificamente con la bocca leggermente aperta. Mi misi a sedere sul letto ed iniziai a scuoterlo dolcemente.

Ehi, cucciolo!≥.

Si mosse, ma invece di svegliarsi, si girò dall’altra parte ignorandomi e continuando a dormire. Continuai, iniziai ad accarezzarlo dolcemente sulla testa sistemando i ribelli riccioli biondi che aveva sicuramente ereditato dal padre. Due grandi occhi scuri ancora assonnati, che sicuramente aveva ereditato da Nicole, si aprirono dolcemente a metà guardandomi confuso.

Cucciolo, vieni. Devi mangiare qualcosa!≥.

Mi alzai dal letto, porgendogli la mano per aiutarlo a scendere. Con mia grande sorpresa mi guardò e allungò le braccia: voleva che lo prendessi in collo. Mi sentii tremendamente in imbarazzo, ma mi chinai e lo presi tra le braccia. Si allacciò con le manine al mio collo e ci affondò la testa. Si riaddormentò nel tragitto dalla sua cameretta alla cucina. Mi venne da ridere, ma resistetti. Arrivai in sala e crollai a sedere su una sedia: il bambino se pur piccolo pesava. Lo cullai un altro po’ contro di me accarezzandogli dolcemente la schiena, cercando di farlo uscire dallo stato di coma in cui era piombato. Lo guardai un attimo ed era così buffo che riuscii a stento a trattenere una grande risata.

Achille mise le tovagliette e posò i nostri piatti.

Dette un colpettino sulla testa ad Alessandro, ma non fece altro che rafforzare la stretta sul mio collo che quasi rischiò di soffocarmi. Classico gesto paterno, pensai, i padri non erano certo delicati come le mamme, non facevano altro che irritare di più il bambino rendendo il risveglio traumatico, cosa che succedeva sempre a me quando da piccola mia madre chiedeva a mio padre di venirci a svegliare. Ero sempre imbronciata.

Playboy svegliati!≥.

A quelle parole il bambino alzò la testa e guardò prima il padre, poi me. Fece la sua scelta in mezzo secondo, riaffondando il visino paffutello nell’incavo del mio collo.

Achille ed io scoppiammo a ridere. Lui prese in collo il piccolo facendolo riemergere dal sonno completamente.

Dai su, resisti tre secondi≥.

Iniziammo a mangiare allegramente e Alessandro iniziò a svegliarsi pian piano. Veniva imboccato da Achille, ma lui guardava me. Si girò verso il padre indicandomi.

Voglio mangiare con Olimpia!≥ disse imbronciato chiudendo le piccole manine in due pugni e sbattendole autoritario sul tavolo.

E come posso dirti di no. Hai proprio buon gusto tu!≥.

Achille mi guardò divertito e mi posò il bambino in grembo stampandomi un dolce bacio sulle labbra. Iniziai ad imboccare il piccolo che diventata sempre più vispo. Vedevo i suoi piccoli occhi che riflettevano freneticamente, potevo anche sentire le rotelline dentro il suo cervellino in azione. Già temevo le domande che sarebbero uscite da quella sua piccola bocca. Come temevo iniziò con l’interrogatorio.

Olimpia, ma te sei la fidanzata di babbo?≥.

Evidentemente imbarazzata aprii la bocca per rispondere, ma la richiusi all’istante non trovando niente di appropriato da rispondere. Achille corse in mio aiuto e rispose.

Ci sto lavorando playboy. Ci sto lavorando!≥.

Il piccolo si girò verso il padre, appoggiandosi a me. Si tappò la bocca con le piccole manine per trattenere una risatina.

La devi conquistare? Come “La bella e la bestia”!≥.

Scoppiai a ridere guardando l’espressione seria del bambino e quella offesa del padre.

Cosa ti sembro, la bestia?≥.

Il bambino ci rifletté su un istante e poi rispose.

Non lo so babbo, ma lei è bella≥.

Non fa una piega!≥.

Che imbarazzo che mettevano i bambini, era una dote quasi naturale.

Come temevo mi guardò.

Olimpia se diventi la fidanzata del babbo, mi fai una sorellina?≥.

Mi sentii avvampare. ≤ Certo che il fatto che qui si saltino tutte le tappe intermedie è una caratteristica di famiglia allora!≥.

 

Dopo aver sistemato la cucina e messo Alessandro a letto. Andammo a stenderci, ormai esausti entrambi della giornata estenuante. In realtà gli ultimi due giorni erano stati davvero stancanti: fare sesso con Achille era un’impresa colossale, mi lasciava completamente annientata, soddisfatta e meravigliosamente bene. Il problema era che non ne avevo mai abbastanza, lo volevo sempre ad ogni ora del giorno e della notte. Dopo essermi lavata i denti fui la prima a stendermi sul letto, indossavo la maglia del pigiama di Achille mentre lui si era messo solo i pantaloni. Si stese di fianco a me e mi cullò tra le braccia.

Sai, sei davvero brava con i bambini≥.

Pensai un secondo e lo guardai.

Ti posso fare una domanda?≥.

Achille sbuffò, ma disse. ≤ Spara!≥.

Come avete fatto a far capire ad Alessandro il fatto che il babbo e la mamma non stanno più insieme? Cioè, è un bambino così piccolo, ma allo stesso tempo molto intelligente. Pensavo mi accogliesse con più ostilità, invece si comporta come fossi una seconda mamma. È strano!≥.

Beh, in realtà Nicole ed io ci siamo lasciati così presto, che non credo lui ci abbia mai visto insieme… come coppia intendo. Perciò è stato più semplice spiegargli la famiglia standard e la nostra. Per quanto ti riguarda, con te ha creato un feeling particolare, non credo di averlo mai visto così. Anche Nicole tra un urlo e l’altro me lo ha detto mentre stavamo andando via. Lo stesso fascino che subisce il padre, lo sta subendo anche il figlio≥.

Allora siamo pari≥.

Ridemmo e ci abbracciamo. In quel momento insieme a lui, non mi sentivo per niente stanca, al contrario ero più eccitata che mai. Gli presi il volto tra le mani ed iniziai a baciarlo.

Sei una ninfomane, sai?≥ disse.

Risi contro il suo collo.

Sei te che mi hai trasformata così. Mi faccio paura da sola!≥ risposi.

Rise e rispose al bacio con passione. Si stese sopra di me e gli allacciai una gamba intorno ai fianchi. Iniziò a strusciarsi contro di me. Quando stavo già per prendere definitivamente il controllo della situazione, sentii dei piccoli passi salire le scale.

Ci girammo contemporaneamente giusto il momento per vedere Alessandro comparire sulla soglia della camera con il suo pupazzino tra le mani mentre si sfregava gli occhietti assonati.

Si fermò sulla soglia, ci guardò e poi si guardò la punta dei piedi. Iniziò ad oscillare su di sé.

Posso dormire con voi?≥ disse in un sussurro, quasi una supplica.

Achille ed io ci guardammo divertiti.

Salta qui playboy!≥ dicemmo in coro.

Ed il bambino non se lo fece ripetere due volte. Con un sorriso a trentadue denti saltò sul letto stendendosi tra noi. Achille ci cullò entrambi tra le sue braccia. Fui invasa da un senso di pace inaspettata mentre mi lasciavo andare al sonno con le persone che in così poco tempo già facevano parte della mia vita.

 

CONTINUA…

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27 commenti

  1. Angy

    Tutto il capitolo è bello ma l’ultima parte in modo particolare è di una dolcezza incredibile ^_^

  2. silvietta

    MA è BELLISSIMO!!!!!!! Questo è in alcun dubbio uno dei capitoli più belli che tu abbia mai scritto! In questo momento ho un sorriso davvero molto felice stampato in faccia 😀 Sei bravissima, il modo in cui hai scritto del rapporto che si stà instaurando tra Olimpia e Alessandro è stupendo, per quanto riguarda il rapporto tra Olimpia e Achille (OH ACHILLE!!) è qualcosa di incredibile, sopratutto il modo in cui fai comportare e parlare lui quando si rende conto del comportamento di lei! E Achille con Alessandro hanno un rapporto stupendo, dalle tue parole sembra quasi di vedere e di sentire tutto l’amore che lui ha per il suo bambino (mi riferisco anche ai capitoli precedenti) e anche l’affetto e l’amore che Olimpia prova per entrambi….. Ripeto BELLISSIMO CAPITOLO!! Non vedo l’ora che sia lunedì prossimo…. Continua così, BRAVA BRAVA BRAVA…baci baci 🙂
    P.s. ho notato che hai cambiato la foto che io trovo stupenda perchè a parer mio si vede l’amore e il rapporto giocoso che c’è tra Achille e Olimpia, e inoltre ho visto che hai cambiato anche la presentazione e mi piace molto quello che hai scritto…. io ringrazio te per il fatto che dividi con noi questa magnifica storia, non smettere mai!! 🙂
    Ok ora smetto, so di aver fatto una sviolinata pazzesca ma ci vuole tutta in questa occasione… ancora complimenti

    • Victoria

      Grazie mille Silvietta. Te sei sempre speciale, usi delle parole fantastiche e azzeccate e oltretutto ho notato che abbiamo anche gli stessi gusti! Hai detto proprio bene: “OH ACHILLE”. A volte m’immergo così tanto nella storia che mi ritrovo a sospirare e a fantasticare io stessa con questo, secondo me, fantastico uomo <3 Ho deciso di fare qualche cambiamento che credo farò anche più in là, a volte ci vuole un rinnovamento nonostante amassi la foto di prima e poi la prefazione era d'obbligo, perchè è solamente grazie a voi che ho preso un po' più di fiducia in me stessa. GRAZIE ANCORA BELLISSIMA!

  3. Chiara

    Cosa dire che non ho già detto?? Mi piace da matti questo racconto, diventi sempre più brava ma soprattutto ci hai fatto innamorare di questa coppia! Grande Victoria 😉

  4. Romina

    Bellissimo capitolo, mi piace l’intesa che hanno Achille ed Olimpia, la gelosia di Achille che poi insomma da playboy qual è stato insomma essere geloso è un po’ fuori luogo però è ovvio quando ami sei anche possessivo e vorresti che quella donna fosse stata solo tua. Nicole mi sta sempre più antipatica, mentre Alessandro è dolcissimo e sono felice che si sia affezionato subito ad Olimpia. Ora ho paura del ritorno di Lapo e di come dovrà affrontare tutte le problematiche Olimpia perché comunque ad un mese dal matrimonio ci saranno tante cose di cui discutere. Vedremo. Però sono felice per loro due hanno un’intesa incredibile e sono bellissimi insieme! Brava Victoria e grazie di averci regalato questa bellissima storia!

  5. Papera

    Che dire… questa storia mi ha rapito il cuore!
    Per prima cosa ti faccio i complimenti per la nuova foto che hai usato, è veramente bella.
    Questo capitolo mi ha regalato tante emozioni. Non vedo l’ora di scoprire cosa succederà quando tornerà Lapo e ho il presentimento che Nicole non si scoraggerà e tenterà di far allontanare Olimpia ed Achille.
    Credo proprio che se questo racconto non fosse pubblicato in capitoli ma tutto insieme, l’avrei letto tutto d’un fiato perchè è scritto veramente bene e quando leggo riesco ad immaginarmi bene ogni luogo e momento che racconti.
    Bravissima Victoria continua così, ci stai facendo sognare!!!!

  6. GiusiG

    SEMPLICEMENTE MERAVIGLIOSO……… brava brava brava!!! il senso di pace che sente Olimpia l’ho sentito anch’io 🙂 dico: vogliamo parlare del piccolo playboy… che dire.. super dolcissimo amoruccio bello bello.. Parlando di cose serie Victoria.. sei veramente brava ti ringrazio per questa incredibile storia d’amore… leggere tutto ciò che scrivi con il cuore è davvero bello, grazie per averci fatto partecipi di ciò… mi hai fatto capire che in fin dei conti la cosa più bella è amare al disopra di ogni cosa nonostante le avversità… thanks 😀 un abbraccio e alla prox

    • Papera

      Condivido in pieno il tuo pensiero…
      l’amore vero vince su ogni cosa (avversità incluse)!

      • Victoria

        Rispondo qua ad entrambe.
        GRAZIE IMMENSAMENTE a te GiusiG e a te Papera che ogni lunedì non mancate mai all’appuntamento settimanale che abbiamo, voi con la mia storia ed io con i vostri fantastici commenti che ogni volta mi danno la forza di metterci ancor più passione in quello che scrivo e ancor più cuore. Giusi hai usato parole giustissime e vere. Ci saranno ancora tante cose da scoprire e spero di sorprendervi!

  7. Giusy

    Questa storia mi ha letteralm conquistata.complim Victoria.e’ dura ogni volta aspett una settimana.brava!brava! 🙂

  8. alessandra

    bella anche la nuova foto complimenti, cmq questo capitolo l’ho proprio divorato, adoro questi momenti di tenerezza col piccolo Ale, dolcissimi tutti..anzi son momenti da assaporare per bene visto che quando tornera’ lo stronzo non oso pensare cosa possa succedere. Brava bella toscana continua cosi’, a lunedi’ prossimo

    • Victoria

      Grazie mille Alessandra e la bella toscana m’è garbato da morì, come la si dice a Firenze. Un bacio, la ci si vede lunedì prossimo, ahahahah 😉

  9. Alessia

    bellissimo questo capitolo…l’ultima parte è tenerissima e alessandro lo vorrei come fratello è bellissimo!!!

  10. melly

    Un capitolo stupendo…fantastica olly con ale…ma credo che durerà per poco….non voglio pensare a quando tornerà lapo… 🙁

  11. Ana Grey

    il più bel capitolo!!!fantastico e dolcissimo! adoro quel bambino! sarà lui che li farà mettere insieme definitivamente!!!

  12. Romina

    scusami avevo notato il cambio della foto che ovviamente è più rappresentativa di loro due, perché più giocosa proprio come loro …invece non avevo fatto caso al cambio di prefazione e ti ringrazio delle belle parole che hai scritto e soprattutto del fatto che tramite gli apprezzamenti che hai ricevuto hai deciso di rendere questa storia più solida e concreta, sono felice se anche in piccola parte noi abbiamo potuto contribuire a fare in modo che tu potessi sentirti più sicura ma credimi chi ha emozionato e ci ha permesso di sognare tramite questa storia bellissima sei stata solo tu …. e quindi un grande ed enorme grazie va solo a te, è solo una piccola parola ma credimi anche essendo piccola in questo contesto rappresenta davvero tanto, almeno per quanto mi riguarda! Aspetto 7 giorni sempre con un ansia ed un attesa che non ti dico …per leggere questa storia che mi ha completamente fatto innamorare!

    • Victoria

      Ti rispondo qui a tutti i tuoi bellissimi commenti 🙂 Per quando riguarda quello che avevi scritto nel primo commento volevo aggiungere che proprio perchè Achille è stato un playboy quasi tutta la vita adesso è disorientato, perchè non ha mai provato a stare, come si suol dire, dall’altra parte. Le parole che ho scritto nella prefazione sono tutte vere, anche troppo riduttive per descrivere l’immensa gratitudine che ho per questo sito, per voi ragazze che mi avete sempre sostenuto e anche per le ragazze che mi avevano criticato in precedenza, perchè così facendo ho aperto gli occhi riconoscendo i miei errori e prendendo a cuore una cosa che amo e che prima avevo preso come un gioco sottovalutandolo. Non avrei fatto la metà di quello che sto facendo se non fosse stato per voi, perciò le emozioni che sono onorata di riuscire a trasmettere è solo una conseguenza. Ti ridico di nuovo GRAZIE MILLE per le magnifiche parole che mi emozionano ogni lunedì!

  13. lolly74

    wauuuu un capitolo molto bello con rivelazioni di sentimenti e contrasti di paure e dubbi,bellissimo anche il rapporto con Ale….in capitolo travolgente bravissimaaaaaaaaaaaaaaa…….nn vedo l’ora di leggere il seguito… 😉

  14. monica

    semplicemente MERAVIGLIOSO!!! Un capitolo strepitoso, dolcissimo… tt la storia é bellissima davvero complimenti

  15. Sara

    Brava brava…la storia mi piace sempre di più…continua così!!!!!!!

  16. Miriam

    Una storia bellissima che mi lascia sempre una scia di emozioni indescrivibili 🙂 sei bravissima continua cosi .

  17. Miki

    Fantastico ogni Lunedì mi emozioni sempre di più, io adoro il bambino poi l’ultimo pezzetto è fantastico continua cosi a Lunedì prossimo bacio

  18. Luana

    Bellissimo come sempre!!! Achille e’ dolcissimo!! Brava ….un bacio e a lunedì!!!

  19. Maria

    Bravissima!!! Questo capitolo è di una dolcezza unica….davvero, Achille e Olimpia insieme sono bellissimi e teneri!! e che dire del piccolo Alessandro??? Che bambino dolcissimo!!!!! Continua così!!! Mi sta prendendo sempre di più la tua storia!!!!!

  20. Victoria

    Scusate se vi ringrazio soltanto adesso, non mi sono dimenticata di voi, ma ero in viaggio di lavoro e son tornata soltanto adesso a casa e la prima cosa che ho fatto è stata correre a leggere i vostri bellissimi commenti.
    Che dire? Siete fantastiche e voglio ringraziare proprio tutte: Angy, Chiara, Giusy, Alessia, Melly, Ana Grey, Lolly74, Monica, Sara, Miriam, Adry, Miki, Luana e Maria 🙂
    Vorrei tenervi aggiornate su alcune cose dato che ormai siete entrate a far parte della mia routine settimanale: primo è che ultimamente mi sto davvero distruggendo a scrivere i capitolo, scrivendo in ogni secondo del tempo libero anche tutta la notte (con le infamate del mi ragazzo), e devo ammettere che divento sempre più sicura ed orgogliosa di me stessa. Adesso, invece che con terrore, aspetto il lunedì emozionata perchè sto davvero dando il cuore e sono abbastanza soddisfatta, ovviamente si può sempre migliorare.
    Secondo: non ci crederete, ma ho incontrato ACHILLE in carne ed ossa all’aeroporto di Firenze e c’è mancato davvero poco che non mi venisse un infarto. Vi racconto: stavo entrando in macchina ed ero ferma dietro un Taxi che stava sbarrando la stranda, ho iniziato a suonare, ma quando l’autista è sceso dal Taxi io sono quasi svenuta al volante: era alto, bello da svenire, BIONDO con i capelli LUNGHI (la mia grande passione) e un culo da morsi. Mi ha guardato ed ha sorriso chiedendomi scusa aiutando i clienti a mettere le valige nel veicolo. Ero con mia madre che è rimasta più scioccata di me e abbiamo iniziato ad urlargli “ALLORA ESISTI, MAIALA MA QUANTO SEI FIO” scordandoci di aver i finestrini abbassati. Quindi, a parte la pessima figura, sono felice di annunciarvi che ACHILLE FERRI esiste, non di nome forse, ma a noi che ce frega? Io e le mie amiche stiamo cercando d’intercettare il taxi, ma è proprio una MISSION IMPOSSIBLE, vi terrò aggiornate ;D

    • GiusiG

      non ci posso credere… 🙂 se lo becchi di nuovo chiedigli se gli puoi fare una foto per le tue fans ( anche se in realtà servirà pure a te 😉 ) cmq in bocca al lupo per la ricerca… un abbraccio