Il nuovo capitolo del racconto di Victoria.

Presentazione della sua autrice Victoria: “Spero vi piaccia questo breve racconto, vorrei ringraziare anticipatamente tutte le precedenti autrici delle Fan Fiction che ci hanno illuminato le giornate con i loro racconti e spero che anche la mia abbia lo stesso successo e che vi accontenti!”

14° CAPITOLO

Come due sposi novelli, uscimmo insieme dall’appartamento, ci baciammo e fissammo l’appuntamento per incontrarci all’ora di pranzo davanti al mio ufficio. Lo vidi salire sulla Jeep, non riuscivo a staccare gli occhi da quel sedere sodo, e lui prima di salire a bordo mi guardò, mi fece l’occhiolino, fece quel sorriso malizioso e maledettamente sexy e urlò per farsi sentire:

E ti garba, eh!?≥.

Scoppiai a ridere e mi avviai verso la macchina.

Sentivo il suo odore dappertutto, nei capelli, nei vestiti, perfino nelle unghie. Mi annebbiava la vista e mi faceva eccitare soltanto così. Aveva un raggio d’azione parecchio ampio.

Non ebbi nemmeno il tempo di salire in ufficio e varcare la porta, che mi vibrò il cellulare.

“Ricordami perché siamo venuti a lavoro e non siamo stati tutto il giorno a letto insieme…”.

Aveva un innato senso dell’umorismo o almeno così sembrava a me, qualsiasi cosa dicesse mi faceva ridere, e salterellavo come una vera idiota.

Entrai e immediatamente sentii gli occhi dei mie colleghi addosso. Non ci feci tanto caso, timbrai il cartellino e iniziai a camminare verso il lungo corridoio che portava alla mia postazione. Dopo pochi passi il corridoio si apriva e diventava un enorme stanzone arioso, dove si trovavano le scrivanie dei dipendenti che lavoravano nel reparto che si occupava delle spedizioni via aerea. Dovevo passare altri due reparti per arrivare al mio ufficio che si trovava in fondo a tutte le altre postazioni, ma dopo un po’ ebbi la voglia di girare sui tacchi e tornare indietro.

Ad ogni passo che facevo le persone alzavano la testa e mi guardavano con occhi strani, dilatati, squadrandomi da testa a piedi.

“Che vergogna! Ma che diavolo avevo in testa?”

Mi toccai i capelli e mi specchiai sul vetro di una finestra rapidamente.

Non avevo niente di anomalo. Guardai l’orologio, erano le 9.35, cinque minuti di ritardo, ero anche troppo in anticipo per i miei standard. I miei capelli lasciati lisci, come diceva mia nonna, a suorina ricadevano perfettamente di lato, sulla mia spalla; effettivamente non erano così in ordine come al solito dopo tutta la nottata con Achille, anche loro si sentivano ribelli e qualche ciocca lo manifestava, ma tutto sommato erano carini. Il mio abbigliamento era tranquillo, come tutte le volte che venivo a lavorare, niente che non avessi già indossato in precedenza: una gonna lunga rosa a vita alta con due tasche a taglio ai lati e una zip a scomparsa sul retro, con una camicia bianca corta sul davanti e lunga dietro morbida di lino e le mie immancabili Jeffrey Campbell da ginnastica bianche con la zeppa alta. Ero un po’ gelosa del mio stile, mi piaceva vestirmi stravagante e adoravo la moda in ogni sua singola sfaccettatura, e in fatto di stile mi consideravo abbastanza all’avanguardia. Ma questo i miei colleghi lo sapevano, me lo avevano fatto notare dalla prima volta che avevo messo naso in ufficio, quando non ero ancora una dipendente, ma semplicemente la piccola figlia del capo. Oltretutto il settore di cui mi occupavo era dedicato a spedizioni nel campo della moda, perciò ero sempre in contatto con i grandi stilisti.

Avrò avuto un po’ di sporco che mi usciva dal naso, me lo toccai, ma niente.

Non mi ero nemmeno truccata.

Camminando più velocemente del solito e salutando di tanto in tanto chi incontravo raggiunsi l’ufficio. Posai le mie cose e mi diressi in caffetteria per peparmi il consueto caffè.

Entrai e trovai delle ragazze, tra cui una stagista che ancora stavo testando, con il caffè in mano che parlottavano fra loro. Una di loro sollevò gli occhi, mi squadrò da capo a piedi e dette delle leggere gomitate alle sue amiche indicandomi con un cenno degli occhi, come se non l’avessi vista.

Buongiorno ragazze!≥ dissi girandomi facendo il caffè.

Mi salutarono e le sentii parlottare fra loro.

Poi entrò l’insopportabile Giacomo del reparto aereo, si credeva il più fico dei fichi e ci provava con qualsiasi foglia che passava. Ero sempre stata molto gentile con lui, anche perché ci provò per poco, ma era davvero pesante quando attaccava.

Lo guardai e gli sorrisi picchiettando sulla macchina del caffè che si era bloccata. Lo sentii fischiare mentre si avvicinava petulante, come al solito, verso di me.

Questa macchina fa i capricci. Va cambiata≥ maledissi quella macchinetta infernale che si bloccava nei momenti meno opportuni, le detti una botta secca e ripartì molto lentamente e indisturbata.

Wow Olimpia, ma che ti è successo?≥ quello che aveva di positivo è che diceva qualsiasi cosa gli passasse per la testa senza peli sulla lingua.

Perché? Che ho?≥ gli chiesi toccandomi il viso.

Dio, hai le tette che sono una favola sembrano rifatte, belle tonde e ritte. Hai la bocca rosea e gonfia come dopo un pompino e i capelli arruffati post-coito. Gli occhi ti brillano di pura malizia, infondi una sensualità atroce, ce l’ho già duro. A quale SPA sei andata? Così ci porto anche quella strega di mia moglie≥.

Pregai, come facevo quando ero a scuola durante un’interrogazione per cui non avevo studiato, che venisse un terremoto o che succedesse qualcosa di più imbarazzante per distogliere l’attenzione da me. Aspettai qualche secondo con gli occhi spalancati verso il mio collega, sperando in qualche disastro naturale, sentii solo la macchinetta del caffè che sputò il liquido nero quasi stanca del lavoro che faceva e per niente impressionata dalla discussione.

Sbattei le palpebre e presi il caffè.

Sesso, del grandioso sesso. Prova questo con tua moglie≥.

Senza offesa, ma Lapo non mi sembrava l’uomo più dotato del mondo, anzi tutto il contrario, me lo faceva ammosciare quando veniva in ufficio a prenderti, anzi a prelevarti tipo posta prioritaria≥.

Invece…≥ dissi facendo spallucce.

Lo superai correndo verso il mio ufficio con il caffè tra le mani, cercando di sistemarmi i capelli, abbassarmi i seni e sgonfiarmi le labbra, per il luccichio agli occhi non potevo fare niente. La giornata era iniziata alla grande!

La fortuna che avevo era che non mi potevo nemmeno rifugiare all’interno dell’ufficio, perché le pareti erano di vetro, perciò stetti tutta la mattinata con le occhiate furtive dei colleghi e le chiacchieratine appena sussurrate all’orecchio.

Mio padre quella mattina non arrivò in orario e mi domandai distrattamente perché, perciò in ufficio le persone erano tutte più rilassate del solito.

Sentii una battuta che mi fece scomparire sotto la scrivania.

La padroncina è diventata scopabile≥.

Non so chi fu, ma mio padre doveva arrivare subito. Come invocato, Spartaco fece la sua apparizione entrando nel grande ufficio e vociando alle persone. Tutti si sistemarono meglio alla scrivania e diventarono più seri. Lo vidi entrare a grandi falcate nel suo ufficio e sbattere con violenza la porta che dopo poco si riaprì, uscì ordinando a destra e a manca, e pian piano lo vidi venire verso di me. Entrò con lo sguardo fisso su dei fogli che teneva tra le mani.

Mi asciugai le mani sudate alla gonna cercando di fare la disinvolta, mio padre non si sarebbe accorto di niente.

Dettò qualche ordine e mi appuntai tutto sul taccuino, poi posò i fogli sulla scrivania e mentre stava per uscire alzò gli occhi su di me ed ebbe un sussulto.

Olimpia, ma che hai fatto?≥.

Mi stavo mordendo la lingua, avrei voluto raccontargli tutto e non resistetti più. Mi alzai di scatto e lo trascinai verso il suo ufficio, dove nessuno ci poteva vedere chiudendo la porta alle mie spalle.

Babbo abbiamo un problema…≥.

Dimmi Houston≥ disse accomodandosi dall’altra parte della scrivania.

La mia lingua si sciolse e gli raccontai tutto, da Lapo, ad Achille, da Filomena ai miei colleghi, camminando smaniosamente su e giù per la stanza. Mi guardò inizialmente con apprensione e comprensione, poi con sorpresa, infine con sollievo.

Finito il racconto mi fermai davanti a lui.

Tutto questo è male…≥.

Tutto questo è bene, se sembri uscita da un film pornografico≥.

BABBO!≥ urlai sconfortata, crollando a sedere sulla sedia adibita agli ospiti. Appoggiai la schiena alla poltrona e mi abbandonai con gli occhi chiusi e le mani fra i capelli.

Lo sentii alzarsi dalla sedia e venire verso di me.

Mi fece alzare e mi accarezzò una guancia.

Io tutto quello che dovevo dirti, l’ho detto ieri, sono sicuro che da sola ce la farai. Per mamma ci sarò io con te, sempre. Adesso vai a lavoro bomba sexy, adoro vederti così, questo Achille dev’essere al livello di Siffredi≥.

No! Non stavamo affrontando veramente quella conversazione!

Mi dette una pacca sul sedere conducendomi verso il mio ufficio, guardò male le persone che alzarono la testa dai monitor per guardarmi, e mi ripeté le pratiche che dovevo analizzare e riportargli.

Alla fine il lavoro ebbe la meglio e mi concentrai su quello che dovevo fare distraendomi da tutta la baraonda che stava accadendo attorno a me.

Gli occhi caddero involontariamente sul cellulare, dove ancora risplendeva il messaggio di Achille, ma niente ombra di Lapo: né una chiamata, né un messaggio, niente di niente.

Mia madre mi chiamò tranquilla, quindi lui non l’aveva chiamata ancora, come faceva ogni volta che litigavamo, raccontandole come prima cosa la sua versione così che lei desse ragione soltanto a lui.

Una strana malinconia m’invase: ma contavo così poco per lui?

Avevo ricevuto dei particolari complimenti durante la giornata e la nottata trascorsa mi aveva fatto sentire più bella che mai. Ma sapere che ero così tanto disprezzata dal mio fidanzato non riusciva a farmi gioire, perché non ne capivo il motivo: l’unico che avrebbe dovuto considerarmi una regina, mi considerava peggio di una sguattera. Visualizzai il messaggio di Achille e guardai lo sfondo dell’i-phone dov’eravamo raffigurati, Lapo ed io: io lo stavo guardando e gli stavo sorridendo, lui aveva un braccio sulla mia spalla, il capo chino mentre stava osservando distrattamente il telefono. Chissà perché prima mi piaceva tanto quella foto, invece adesso catturava l’ennesimo rifiuto che avevo subito. Non mi vedeva, ero lì che gli sorridevo, che lo guardavo con amore, ma ci sarebbe potuto essere chiunque altro. Lui non se ne curava. Sospirai e andai a guardare a Immagini, Achille mi aveva inviato altre foto che si erano aggiunte al mio Rullino Foto automaticamente: trovai la foto di noi due stesi a letto, ancora bagnati della doccia che avevamo appena fatto, che ci sorridevamo mostrando tutti i denti, arruffati, stanchi, ma felici. Eravamo distesi, io gli prendevo il volto fra le mani e premevo il naso contro il suo, s’intravedeva il suo braccio sotto il mio corpo che mi cingeva i fianchi e con l’altro scattava la foto. Le nostre nudità coperte a mala pena dalle lenzuola e dalla posizione. Il sole che risplendeva dalla finestra ci faceva brillare ed i colori erano nitidi. Ne trovai un’altra identica, la differenza è che lo stavo baciando appassionatamente e lui aveva gli occhi chiusi, catturato in un momento di pura passione. Un’altra l’avevo scattata io, allo specchio del bagno mentre ci stavamo asciugando i capelli con due phon diversi. Lui mi stava guardando con un’espressione buffa ed io gli stavo mandando un tenero bacino dallo specchio. Ne trovai un’altra della sera in cui stavamo tornando da casa di sua nonna, che incredibilmente ci aveva scattato quella vecchietta così pimpante: eravamo seduti a tavola mentre stavamo ridendo abbracciati e felici. Infine trovai quella più bella, la foto della festa, dove c’eravamo baciati per la prima volta: avevo le braccia allacciate al suo collo, le mani immerse nei suoi capelli e lui mi teneva per la vita avvicinandosi alla mia bocca e guardandomi negli occhi con una dolcezza straziante. Sembravamo una principessa e il suo principe, non delle favole classiche, ma pur sempre di una bellissima storia d’amore.

Un altro aspetto del suo carattere che stavo imparando a conoscere era che amava immortalare per sempre i bei momenti quando ne aveva l’opportunità. Puntava l’attenzione soprattutto sui miei sorrisi e sulle mie espressioni. Non mi potevo nemmeno consolare con l’idea che tutti all’inizio di una storia d’amore sono così appassionati e dolci, perché Lapo non lo era mai stato.

Misi come sfondo la prima che avevo trovato a letto e adagiai il cellulare sulla scrivania, sollevai lo sguardo e incontrai gli occhi furbi di mia sorella che mi stava osservando con un sorrisetto malizioso sulle labbra, appoggiata alla porta.

A quanto pare c’è qualcosa di speciale in te oggi≥.

L’ira ebbe la meglio. Mi alzai e l’afferrai per un braccio, chiudendo la porta, per quanto potesse nasconderci agli occhi dei pettegoli nell’altra sala. La guardai minacciosa e le colpii un braccio sotto le sue proteste.

Cosa credi? Che mi dimentico le cose? Non sono così vecchia, mi devi ancora pagare quello di domenica≥ dissi lasciandola andare e riaccomodandomi sulla poltrona.

Lei si sistemò sulla sedia dall’altra parte, massaggiandosi il punto in cui l’avevo colpita.

Pensavo fosse questa la tua vendetta≥.

No, deve ancora arrivare. Non fare l’innocentina con me≥ dissi arrabbiata senza guardarla e piantando gli occhi al monitor per non lasciarmi abbindolare dai suoi occhioni azzurri.

Sorella, senti, mi dispiace. Ma quando ho visto il nome Achille sul display, giuro mi è venuto un colpo al cuore. È l’uomo più sexy che io conosca, anche prima di Johnny Depp. Quando andavo in centro e lo incontravo, sbavavo ad ogni singolo passo che faceva. Ieri l’ho incontrato ed ero con il mio gruppo, quindi con tutte le mie amiche, i miei amici e Lorenzo. Lo stavano guardando ammaliati e quando hanno visto che si dirigeva verso di noi, sono rimasti tutti scioccati, immaginati la faccia di Lorenzo quando mi ha parlato. Era passato di lì mentre stava tornando in ufficio, quando mi ha visto si è fermato a salutarmi, mi ha abbracciato come fossi una sorella ed ha iniziato a parlare allegramente con me. Cioè con me, Achille Ferri, con me. Mi ha ringraziato per quello che avevo fatto e mi ha detto che non sapeva come sdebitarsi, allora gli ho chiesto cosa prova per te e sai cosa mi ha detto? Cioè, te non sai cosa mi ha detto!≥. Fece una pausa teatrale ripigliando fiato, creando la suspense che lei amava tanto, e così la incitai a proseguire. ≤ Mi ha detto che se potesse ti sposerebbe all’istante≥.

Eccoci! Ma lui non poteva mai stare un secondo zitto, senza andar a dire a tutta Firenze quello che provava. Ci mancasse che le dicesse che mi amava, poi eravamo a posto.

Mi appoggiai allo schienale e alzai gli occhi al cielo esasperata.

Mia sorella tutta esaltata continuò la storia. ≤ Ci siamo scambiati il numero di telefono. Mi ha salutato dicendomi che sperava di vedermi presto e che saremmo dovuti andare tutti e tre a cena fuori. Avrei potuto svenire. Sorella sei il mio idolo, qualsiasi cosa tu abbia fatto per far innamorare l’uomo più spettacolare, sexy, scopabile ad ogni ora del giorno, divertente e simpatico del mondo. Ti ammiro≥.

Scoppiai a ridere, era l’unica cosa che mi rimaneva. Mettermi a piangere non avrebbe risolto la situazione e non mi volevo deprimere di più. Incazzarmi non risolveva niente. Ridere almeno manteneva il mio umore stabile e mi rilassava.

Mi stava portando alla pazzia, il prossimo passo sarebbe stato il tic all’occhio.

Oggi a pranzo mi devi raccontare tutti i dettagli≥.

Pranziamo insieme? Scusami, non lo sapevo!≥ dissi sarcastica.

Ieri mi hai dato buca e sono venuta adesso, dato che sono uscita due ore prima≥.

Guardai l’orologio che segnava le 12.14.

Presi il cellulare e chiamai Achille che rispose all’istante.

Stella! Ti mancavo?.

Prevedibilmente, arrossii sospirando e mi sistemai più comoda sulla sedia giocherellando con una ciocca di capelli.

Ciao biondo. Un po’ mi mancavi. Senti ti chiamo per darti una brutta notizia: mia sorella è piombata in ufficio pretendendo di venire a pranzo con me dato che non ci sono andata ieri, perciò rimandiamo?.

Certamente splendore, ti passo a prendere in ufficio alle 6.30, così andiamo a casa mia. Mi sento a disagio nella tua.

Perfetto, ma prima dovrò passarci a prendere la roba per la notte e il cambio per domani.

Tu domani non vai a lavoro e l’unico indumento che indosserai sarà la collana, perciò… Ho già preso un giorno di permesso, non puoi dirmi di no, sto lavorando come un pazzo per lasciare il meno da fare domani a mia sorella per la mia assenza.

Achille, non lo so….

A quel nome, mia sorella scattò in piedi mettendosi le mani fra i capelli e spalancando gli occhi per la sorpresa. Iniziò a correre da una parte all’altra, lanciando degli urletti emozionati e squittendo mille cose in una volta sola. Pensai che stesse per svenire. Da una parte non mi sentivo l’unica cretina al mondo che reagiva così al solo nominare il suo nome.

è tua sorella questa che sento?.

Non staccando gli occhi da Elena e scuotendo piano la testa, risposi.

Ovvio, ma che ci stai facendo? Hai fascino anche su mia sorella e su tutte le sue amichette, e da quanto mi dice anche su tutta Firenze, la Toscana, l’Italia e così via….

Ma io voglio solo te. Saluta la piccola, ci vediamo più tardi stella. Non vedo l’ora!≥.

Anch’io.

Riagganciammo insieme e sospirai. Poi vidi mia sorella dimenarsi come un’ossessa, le dissi che lui la salutava e peggiorai la situazione. Raccolsi la borsa e la trascinai fuori per andare a pranzo mentre il suo cervello era ancora in panne.

 

McDonald’s. Che c’era di meglio per affogare le proprie ansie e preoccupazioni, se non il BigMc e le patatine tutte flaccide e unte? Poi sarei morta, ma almeno sarei morta felice.

Era il luogo sacro dove mi rifugiavo nelle serate solo donne, mie e di Alice: trascorrevamo tutta la sera, una volta ogni due mesi, dal Mc a strafogarci fino a tornare a casa belle tonde e piene. Poi ci telefonavamo il giorno dopo con il mal di pancia, ma sempre felici e soddisfatte. Suo marito ebbe per un po’ dei sospetti sulle nostre serate, finché un giorno partecipò anche lui, alzando bandiera bianca dopo il primo Chicken McNuggets. Era il luogo da cui Bruno girava alla larga, come fosse un mostro a tre teste, e il posto da cui Cleo cercava di disintossicarsi con buoni risultati fin ad ora, anche se aveva avuto una piccola ricaduta il mese scorso. Ogni versione dei miei amici non toglieva che stare seduta in quel fast food mi faceva sempre divertire e incredibilmente mi rilassava.

Ordinammo da mangiare e ci sedemmo ad un tavolino fuori.

Io conosco un quarto delle donne con cui è stato Achille. Lui le ha benedette e maledette nel solito momento: benedette perché gli ha regalato una notte magica di puro sesso selvaggio; maledette perché lo vorrebbero ancora e ancora≥.

Ma davvero alla sua età si parlava così esplicitamente di sesso?

Rimasi a bocca aperta a guardarla scioccata della sua “esperienza”: che non era più vergine, lo seppi due secondi dopo che si era rimessa le mutandine, ma che adesso sapesse tutte queste cose, mi sembrava un po’ grossa.

Però aveva ragione, Achille regalava momenti strabilianti a letto e fuori.

Di esperienze sessuali ne avevo avute abbastanza, ma l’orgasmo è sempre stato un optional. Gli uomini con cui ero stata miravano al proprio appagamento, anche Lapo molto spesso mi lasciava a secco, soprattutto perché non riuscivo a venire in alcune posizioni. Ci avevo quasi rinunciato, fino alla notte scorsa. Lui è rimasto insieme a me in qualsiasi momento mentre lo stavamo facendo, e anche dopo l’orgasmo. Prima aveva pensato a me ed era stato davvero divino. Sentii lo stomaco contrarsi e le cosce stringersi a ripensare ai suoi muscoli che si contraevano e alle spinte che toccavano ogni volta sul mio clitoride.

Avrei voluto che fosse qui.

Ritornai con l’attenzione su mia sorella che stava fantasticando sull’uomo che mi ero appena portata a letto.

Io non so come riesci a stargli accanto, avere un’intimità con lui, sapere che gli piaci e non poco, ma non andarci a letto. Cioè è umanamente impossibile≥.

Lo è≥ le risposi addentando un pezzo del mio panino gustandomelo fino in fondo.

Elena a sedere davanti a me sgranò gli occhi, si allontanò per guardarmi meglio e poi mi chiese balbettando:

Sei andata a letto con Achille Ferri, Olimpia?≥.

Deglutii il boccone e pulii la bocca tamponando con un fazzoletto, nascondendo il sorrisetto che mi spuntò automaticamente dalle labbra. Elena ed io c’eravamo sempre dette tutto, nel bene e nel male: conosceva il mio passato e cercava di evitare i miei errori. Ci sentivamo libere di raccontarci qualsiasi cosa, anche se sapevamo che o l’una o l’altra non avrebbe gradito. Me lo aveva raccontato quando iniziò a fumare di nascosto, e anche se cercai di impedirglielo non lo raccontai mai a mia madre, era libera di stare con me ed essere se stessa. Non c’erano pressioni tra noi, né timidezze: eravamo noi stesse.

Stanotte ho litigato con Lapo, Achille è rimasto insieme a me. Era da tanto che l’attrazione si accumulava tra noi e alla fine abbiamo ceduto. Ti posso perciò confermare che Achille Ferri è una bomba a letto≥.

Lanciò un urlo e alzò le mani al cielo come fosse sopra le montagne russe. Fortuna che attorno a noi non c’era tanta gente, qualche passante si girò, ma poi continuò il suo tragitto.

Ti prego, dimmi com’è? Lo so che diventerà il mio cognatino, ma ti prego dimmelo≥.

Non aveva mai chiamato Lapo “cognato”, per lei era sempre stato il mio fidanzato o “quello là”.

Siamo andati molto leggeri, io mi sentivo parecchio impacciata, ma diciamo che dopo tre orgasmi possiamo solo migliorare≥.

Hai intenzione di continuare a vederlo?≥.

Che ci posso fare se sono diventata anch’io Achille-dipendente!≥.

E Lapo?≥.

Non lo so Elena, risolverò la situazione, un passo alla volta. Per ora sono ad un bivio≥.

 

Accompagnai Elena alla macchina, aveva la patente da così poco, ma mia madre non aveva perso tempo a comprarle la Mini panna che tanto amava. Andava un po’ troppo veloce la bambina, ma guidava bene, modestamente aveva preso dalla sorella maggiore. Ci salutammo e ci demmo appuntamento per vederci sabato a cena, poi saremo uscite insieme a Cleo ed a Bruno. Fortunatamente adorava uscire con noi ed i miei amici l’amavano come fosse sorella loro. Tornai in ufficio ed ormai non facevo più caso alle occhiate che mi lanciavano. Mi sedetti alla scrivania e m’immersi nel lavoro non pensando più a niente.

Stavo facendo l’ultima, speravo, telefonata della giornata girando per la stanza, quando vidi spuntare dal corridoio il mio perfetto biondo. Guardai l’orologio che segnava le 6.15, era in anticipo. Mentre parlavo al telefono i nostri sguardi da lontano s’intrecciarono e le nostre bocche si tesero smaniando di nuovo il contatto.

Passò davanti all’ufficio di mio padre e lo salutò, lo sentii contraccambiare il saluto allegramente. Poi continuò la sua sfilata per raggiungermi.

Tutti nell’ufficio si fermarono ammirando il passaggio di quel dio proibito. Mi sentii il petto gonfiarsi di puro compiacimento. Avrei voluto mettergli un cartello addosso: “guardare, ma non toccare”.

Vidi le mie colleghe con la bocca aperta e le guance rosse, ad una ragazza caddero dei fogli dalle mani e Achille l’aiutò a raccoglierli, lasciandola piantata contro la parete a fissargli il fondoschiena. Infine arrivò da me.

Ciao stella≥.

Ciao biondo≥ dissi, mentre mi abbracciava avvolgendomi completamente fra le sue braccia. Fui invasa dal suo magnifico profumo ed ebbi un brivido, mi strusciai involontariamente al cavallo dei suoi pantaloni e lui mi attirò di più verso di me.

Vorrei baciarti≥ mi sussurrò all’orecchio.

Chiudi la porta, non è tanto, ma almeno quella non è fatta di vetro≥.

Mi trascinò indietro e chiuse la porta con un colpo di tacco. Si fiondò su di me prendendomi il mento con una mano e mi baciò con ardore. Un bacio appassionato che mi fece sentire le gambe molli. Gli morsi il labbro e il bacio si fece decisamente più intenso. Lui fece la sua risata roca che adoravo tanto, io gemetti e il bacio divenne ancora più profondo, la sua lingua accarezzò con movimenti lussuriosi la mia. Sentii il battito furioso del suo cuore contro il petto, fu la prova che lui non era solo una fantasia, era irresistibilmente vero. Fui invasa da una strana felicità e lo abbracciai più forte. Lui scese con le mani a toccarmi il sedere e a strizzarmelo: aveva una passione nascosta per il mio sedere, si capiva da come lo guardava e anch’io ne avevo una per il suo, perfetto e sodo.

Dobbiamo andare via, prima che ti sbatta sul pavimento≥ disse scostandosi leggermente da me per poi riaffondare con la lingua nella mia bocca.

Credo che se si fosse messo davvero d’impegno sarebbe stato capace di farmi venire con quel bacio. Risposi stuzzicandolo leggermente. Avevo il fiatone e sentivo la pelle impregnata di un lieve sudore, i miei seni erano turgidi e morbidi. Il clitoride mi pulsava con la stessa furia del battito cardiaco. Sentivo la sua erezione premermi addosso vogliosa.

Fu il primo a staccarsi e fu rapido. Girò la scrivania e mi lanciò la borsa che presi al volo ridendo della sua fretta improvvisa. Poi afferrò il cellulare che s’illuminò, lui sorrise nel vedere il mio nuovo sfondo, poi mi guardò con gli occhi luminosi, se lo mise in tasca e mi afferrò per una mano.

Andiamo≥ disse spingendomi.

Achille aspetta, devo spengere il computer e fare anche altre cose. Dammi cinque minuti e andiamo≥.

Hai chiesto il permesso?≥.

Deglutii e balbettai. ≤ Non ancora!≥.

Olimpia…≥ iniziò a dire già agitato.

Mi avvicinai a lui, per cercare di calmarlo a pochi centimetri dalla sua bocca.

Lo faccio, dammi solo un secondo≥ dissi sbattendo le sopracciglia.

Te mi freghi e io sono completamente alla tua mercé. Povero me!≥.

Lasciai cadere la borsa a terra e lui, abbassando la testa, mi baciò di nuovo, facendomi quasi dolere le labbra con quella sua sottile violenza.

Prendetevi una stanza, ragazzi!≥ sentii la voce di mio padre alle spalle di Achille.

Ci staccammo controvoglia in imbarazzo.

Babbo mi potresti dare domani un giorno di permesso?≥.

Tanto sapevo che avrebbe detto di no. Conoscevo mio padre ed il lavoro era sacrosanto, a meno che qualcuno non stesse proprio male tutti i dipendenti devono venire a lavorare.

Certo≥.

Rimasi scioccata scuotendo la testa.

Certo?≥ domandai confusa.

Certo≥ ribadì, facendomi l’occhiolino tutto compiaciuto. ≤ Hai dei giorni da prendere da tanto tempo, ti scalerò domani da quelli. Stai tranquilla e divertitevi. Però prima di lasciarvi andare, Olimpia preparati, mentre io faccio due chiacchiere con Achille≥.

Allarme rosso. Il babbo protettivo che deve mettere in guardia il ragazzo della figlia mancava ancora nel curriculum di Spartaco Medici. Achille, per niente preoccupato, anzi sprizzava gioia da ogni singolo poro mi baciò sulla guancia e uscirono dal mio ufficio sparendo in quello di mio padre.

Approfittai dell’occasione per chiamare Bruno e per fissare per sabato sera, come sempre iniziò a lamentarsi che non ci saremo visti nemmeno quella settimana, ma appena gli spiegai il motivo si rilassò all’istante e mi dette la sua benedizione.

Spensi il computer e andai dalla mia assistente per dirle che il giorno dopo non ci sarei stata e che avrebbe dovuto risolvere alcuni problemi per me. Presi la borsa e mi affacciai nell’ufficio di babbo, dove lui e Achille stavano conversando tranquillamente.

Lo salutammo e uscimmo sotto lo sguardo attento di tutti i miei colleghi.

Una volta fuori, mentre ci stavamo avviando alle macchine, chiesi.

Che cosa vi siete detti?≥.

Achille scosse la testa e non rispose. Gli pizzicai un fianco.

Oh, dai, dimmelo!≥.

Cose nostre. Ora andiamo…≥.

Sbuffai e presi dalla borsa le chiavi della macchina.

Lui mi trascinò verso di sé e premette il naso contro il mio, sfilandomi piano le chiavi della macchina dalla mano.

Queste non ti servono, andiamo con la mia≥.

Non potei fare altro che annuire. Dopo pochi istanti, in cui rimasi imbambolata a guardarlo, mi ritrovai nuovamente prigioniera del suo bacio premuta contro la sua macchina. Mi afferrò la testa, esplorandomi la bocca con la lingua.

Andiamo!≥ sussurrò seducente.

 

Salutai la mia dolce macchinina e salii sulla jeep, era a tal punto mostruosamente alta che mi segnai di comprarmi un piccolo scaleo, per la prossima volta che ci sarei salita. Ci avviammo verso la casa nel bosco, il sole risplendeva nel cielo mentre si apprestava pian piano a tramontare. Il cielo era limpido e mi potetti godere a pieno la magnifica giornata. Avevamo la radio spenta e i finestrini abbassati, il traffico non si sentiva quasi più, c’era soltanto tanta pace e l’aria genuina della campagna che ci scompigliava i capelli. Achille mi teneva la mano stretta alla sua e nell’aria si sentivano soltanto i nostri respiri eccitati e tranquilli. Stavamo iniziando a salire verso le strette stradine di campagna, quando il cellulare di Achille iniziò a squillare.

Mi girai a guardarlo e il nome “Nicole” apparve sul display.

Lui sospirò e rispose.

Dimmi.

La voce rimbombò in tutto l’abitacolo, così che potetti sentire la loro conversazione.

Ehi tesoro, come stai?.

Ero sicura che questa donna continuasse ad amare incondizionatamente il padre di suo figlio, si capiva dalla voce vellutata e seducente che faceva ogni volta che si doveva rivolgere a lui. Se dipendesse da lei, sarebbero stati una famiglia.

Bene Nicole, dimmi. Alessandro sta bene?.

Al contrario evidentemente del tono scocciato e di sufficienza che assumeva sempre Achille quando parlava con lei.

Ti preoccupi soltanto di lui, mai di me. Comunque ho bisogno che per stasera tu tenga Ale, perché io devo uscire.

Si soffermò in particolar modo sull’ultima parola, come per destare curiosità. Guardai Achille che rimase impassibile non notando l’allusione di Nicole. Stava riflettendo sul figlio ed inizialmente fu entusiasta della notizia di trascorrere una serata in più con Alessandro, ma poi si voltò a guardarmi e fu combattuto, sapevo che voleva trascorrere la serata con me. Mi sporsi verso di lui e gli sussurrai all’orecchio per non farmi sentire.

Ehi biondo, io sono felicissima di stare con il piccolo!≥.

Achille mi guardò e s’illuminò. Mi baciò e per un po’ ci scordammo della terza incomodo.

Tesoro, ci sei?.

Era una donna davvero odiosa quando lo chiamava con quel vezzeggiativo. Mi staccai da Achille che mi riafferrò la mano accarezzandomela dolcemente.

Vengo a prenderlo prima di cena, verso le 8.14. Va bene?≥ disse allegramente.

Sentimmo uno sbuffo provenire in risposta. Non vuoi sapere che faccio?.

Basta che prima d’infilare un uomo in casa e fargli conoscere nostro figlio, ti assicuri che sia un uomo affidabile≥ riattaccò senza darle la possibilità di controbattere.

Vidi Achille massaggiarsi il mento dubbioso, poi accelerò.

Abbiamo poco tempo, dobbiamo muoverci≥.

In che senso?≥ domandai accigliandomi.

Mi guardò velocemente e poi tornò con l’attenzione sulla strada. Fece quel sorrisino misterioso che mi fece capire a cosa si stava riferendo, il mio corpo reagì all’istante e mi agitai.

Arrivammo alla casa e scendemmo automaticamente dalla macchina squadrandoci a vicenda. Entrai per prima e fui completamente travolta dal profumo irresistibile di Achille che si avvertiva ovunque dentro casa. Feci qualche passo all’interno e lo sentii immediatamente alle mie spalle. Mi voltai e lo vidi avanzare verso di me, si avvicinò con una lentezza studiata che mi fece fare un passo indietro per ogni passo che lui faceva in avanti. Mi ritrovai contro la parete ansimante con la bocca dischiusa. Achille si trovò davanti a me e appoggiò le mani sulla parete ai lati della mia testa e mi bloccò col corpo. Non c’erano vie di fuga, ero intrappolata tra le sue braccia. Ammirai il suo splendido viso leggermente barbuto, il naso dritto, le labbra sottili e vellutate, la mascella perfetta squadrata ed io suoi magnifici occhi che risplendevano di passione.

Poi si chinò e mi parlò a un millimetro dalla bocca. ≤ Dobbiamo decisamente sbrigarci!≥.

Cercavo di respirare lentamente per non fargli capire che qualsiasi cosa potesse fare, sarei stata sua in qualsiasi modo, peccato che le pulsazioni impazzite alla base del collo mi smascherassero.

Oppure potremo andare a prendere il piccolo e lasciare queste cose ad un’altra volta≥.

Achille si avvicinò fino a sentire i miei seni contro il petto. I miei capezzoli spuntavano dalla camicia con tale vigore che sembrava volessero strapparlo. Il mio corpo era indecente e mi faceva arrossire. Il respiro di Achille si fece affannoso, i miei occhi lo studiarono fino a soffermarsi al cavallo dei pantaloni notevolmente rialzato. Notando il mio interesse, si spinse ancor più addosso a me facendomelo sentire tutto contro la coscia, spalancai gli occhi e tremai di puro piacere.

Peccato che il tuo corpo dica tutt’altro≥.

Incollò le labbra alle mie, senza darmi il tempo di pensare, poi mi affondò la lingua in bocca e quando trovò la mia la strinse tra le labbra e succhiò forte. Gli premetti le mani sulle spalle e gemetti. Il mondo si distrusse sotto i miei piedi in tanti piccoli frammenti ricomponendosi con la fisionomia di Achille.

Esplosi. Gli fiondai le mani nei capelli, tenendogli la testa e rispondendo al bacio con un bacio ancor più esigente. Il suo odore mi faceva impazzire. Spinsi i fianchi contro i suoi e mi abbandonai completamente. Il sesso di ieri era solo una piccola parte di tutto quello che Achille avrebbe potuto offrirmi. Non ne avevo abbastanza. Morivo dalla voglia di sentire il suo sapore, di essere posseduta con passione selvaggia, di vederlo così perso per me da perdere il controllo, come se ieri non fosse mai esistito.

Era tutto nuovo, ancor più bello, ancor più intenso.

Aprii gli occhi, allontanando leggermente Achille da me per guardarlo meglio, lui mi sorrise avvicinandosi alla mie labbra e leccandomele seducente, strusciando il suo corpo perfetto al mio surriscaldato. Fece un sorriso maschio, pericoloso, che prometteva sesso spinto e piaceri al di là dell’immaginazione. Ero fregata.

Si allontanò e pensai che volesse rallentare, invece mi caricò in spalla come fossimo tornati nell’era preistorica e senza mostrare il minimo sforzo salì le scale e andò dritto in camera. Era proprio un cavernicolo, ma mi piaceva da morire questo comportamento da uomo delle caverne così rude e virile.

Durante il tragitto mi dava pacche sul sedere facendomi ridere.

Zitta donna!≥ disse scherzosamente.

Mi gettò sul letto come un sacco di patate ed iniziò a spogliarmi delicatamente.

Rimasi in biancheria intima, poi iniziò a spogliarsi: buttò la maglia per terra, si sfilò la cintura e abbassò la cerniera dei pantaloni. Era un gesto così sexy che quasi sbavai. Se li tolse in un baleno, rimanendo in mutande. Mi batteva il cuore così forte che avevo paura lo sentisse anche lui. Mi alzò da letto e mi fece voltare: avevo la schiena premuta contro il suo petto, appoggiai la testa contro la sua spalla ansante. Avevamo entrambi il respiro affannoso. Sentii il liquido caldo tra le cosce e le strinsi, ma Achille velocemente fece scivolare la mano dai seni fino alle gambe allargandole aiutandosi con una gamba. Sfiorò delicatamente il bordo del perizoma con il pollice, si mise a giocherellare con l’elastico come se avesse tutto il tempo del mondo, quasi a volere testare la mia resistenza, che vacillò, quando sentii immergere un dito all’interno del sottile tessuto.

M’inarcai contro il suo petto e gemetti, sentivo il suo respiro caldo sul collo, sentii la sua lingua percorrerlo e morderlo delicatamente. Appoggiai le mani sulle sue seguendo il loro movimento esperto e deciso. Una mano era immersa nel perizoma massaggiandomi dolcemente il clitoride, l’altra era appoggiata sul mio ventre e stava risalendo verso i seni. Li tirò fuori dalle coppe ed iniziò con il pollice e l’indice a tormentare delicatamente il capezzolo. Gemetti senza freni. Ogni singola determinazione nervosa era all’erta. Sarei svenuta.

Oddio… ahhh!≥.

Lo sentii stringere con più foga il capezzolo, mentre le sue dita esperte s’immergevano e mi massaggiavano con una lentezza atroce. Mi sgretolai tra le sue mani, il mio corpo fremette ed esplose in mille pezzi in un potente orgasmo. Lui mi baciò delicatamente il collo e io mi appoggiai al suo petto per non temere di cadere a terra.

Gesù. Da quanto ti desidero sto male≥.

Poteva dire qualsiasi cosa che mi avrebbe acceso comunque. Appoggiata contro di lui, mentre stavo recuperando fiato, sentii la sua forte erezione premermi sul sedere. Ebbi un’idea e sorrisi tra me e me. Mi voltai baciandolo intensamente, poi scivolai giù, baciandogli il petto per poi leccare il tatuaggio. Lo sbirciai e lo vidi completamente perso, annebbiato dal puro desiderio. Mi misi a sedere sul letto trovandomi la sua erezione davanti. Non resistetti più, lo volevo veder godere e gemere senza controllo, soltanto per me. Gli tirai giù le mutande.

Lo vidi dilatare gli occhi e la sua mano s’immerse nei miei capelli.

Olimpia, aspetta…≥ ma la voce gli morì in gola.

Le mie labbra gli accarezzarono teneramente il glande e la stretta sui miei capelli si serrò. Glielo presi con entrambe le mani e me lo infilai in bocca succhiandolo dolcemente, la morbidezza della sua pelle e il suo profumo seducente mi fecero rabbrividire. Sentii un ruvido gemito montargli nel petto. Con l’altra mano mi accarezzò delicatamente una guancia e io mi sorressi alle sue cosce. Boccheggiava, non riusciva a dire una singola parola ed era così bello che la mia soglia d’eccitazione si alzò irresistibilmente. Gli girai intorno con la lingua e fremetti di piacere quando mi ricompensò con una calda esplosione di liquido pre-eiaculatorio. Succhiai più forte che potevo, preparandomi all’esplosione più grande.

Lui gemette, un suono roco che mi fece bagnare istantaneamente.

Olimpia, mio dio… Mi uccidi, continua a succhiare così, ti prego!≥.

Era completamente perso.

Tirò forte i miei capelli, ad ogni secondo che passava diventava sempre più feroce e ogni singolo puntino del suo autocontrollo svaniva. La sua erezione crebbe, diventando più grossa e più lunga, cercavo di spingerlo più in fondo che potevo, ma era davvero enorme. Piegò la testa all’indietro, spingendo i suoi fianchi al ritmo con la mia bocca. Mi aggrappai alle sue cosce tese con entrambe le mani.

Ad ogni spinta divenni sempre più audace, allungai la mani e accarezzai i testicoli teneramente, in quel momento venne con un’intensità impressionante. Faticai a ingoiarlo completamente, ma continuai a tenerlo stretto finché non si fu svuotato completamente.

Le sue gambe lo reggevano a fatica, ma riuscì a sollevarmi ed a stendersi su di me ed a strapparmi mutande e reggipetto con un’unica mossa. C’era una chimica fenomenale tra noi, qualsiasi cosa volessi lui la faceva ancor prima che aprissi bocca.

Si stese sul mio corpo e intrecciò tutte e dieci le dita alle mie e le spinse sui cuscini. Mi si spezzò il fiato quando guardai negli occhi Achille: erano diventati due pozze profonde rosso fiammeggiante di puro sesso e passione, ma un bagliore di tenerezza non li abbandonava mai. Mi consumò letteralmente e accese ancor più il bisogno che avevo di quest’uomo. Spinse, ed io alzai i fianchi per accoglierlo. Mise dentro la punta, poi avanzò di qualche altro centimetro. Lo avvinghiai, spaventata dal sussulto doloroso che fece il mio cuore. Mi sentii mancare il respiro.

Lui s’interruppe. ≤ Stella, che succede?≥ disse con voce vellutata accarezzandomi dolcemente la guancia.

Gli occhi mi si velarono di lacrime, mi sentivo completamente esposta, tutte le mie emozioni erano messe a nudo. ≤ è tutto a posto, soltanto è che è… Non lo so Achille, è così bello che mi toglie il fiato…≥.

Non esistevano ancora parole per descrivere com’era o cos’era.

Ci siamo solo noi. Ricordatelo, non c’è bisogno d’altro!≥.

Mi baciò e mi penetrò fino in fondo, mi scappò un urlo di piacere cieco. Mi spinse le mani con più forza sul cuscino e cominciò a muoversi, dapprima lentamente, assecondandomi, per farmi prendere il ritmo e per farmi tranquillizzare. Quando mi vide completamente travolta dal piacere, soltanto sua, assunse un ritmo più serrato. Il respiro mi si fermò quando sentii l’orgasmo avvicinarsi. I nostri corpi scivolavano l’uno sull’altro, appassionati e autentici. Le nostra urla sommesse si sovrastavano. Con le mani immerse nelle rispettive chiome. Eravamo entrambi esposti, spaventati del sentimento misterioso che si annidava tra noi, ma incapaci di fermarci. Volevamo di più. L’unico conforto era stare insieme, ci sentivamo completi. Gli affondai le unghie nella schiena e venni di nuovo. Il piacere mi sommerse come un’onda e lo sentii urlare insieme a me.

Eravamo una cosa sola.

 

 

 

 

 

CONTINUA…

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51 commenti

  1. Maria

    Mamma miaaaaaaaaaaaaaa!!!!!! Capitolo fantastico!!! e che forte Spartaco…ahahahah!!!!
    Grandissima!!!!!!Continua così!!!

  2. valemia

    Wow.
    Complimenti bellissimo capitolo, continua cosi!
    Che bello il lunedì…

  3. Ana Grey

    brava…spero che olimpia non rovini tutto con il ritorno di lapo perché achille èla sua anima gemella!a lunedì!!!

  4. Rosy

    Che belli che sono Achille e Olimpia insieme 🙂
    Spartaco poi è uno spasso 🙂
    Quando Nicole capirà che non c’è più niente per lei? Che patetico il suo tentativo di farlo ingelosire 🙂 Achille ama Olimpia 🙂 è completamente andato per lei 🙂 continua così Victoria 🙂 volevo chiederti, quanto manca alla conclusione della storia? Baci, Laters baby :)♥

  5. silvietta

    Victoria ma è fantastico, meraviglioso, appassionante, divertente e tantissimi altri aggettivi positivi 🙂 . Insomma mi è piaciuto tantissimo!!! Spartaco is the best…. lo adoro, ha capito che chi può rendere felice Olimpia è Achille e fà di tutto per aiutarla prima che ricometta l’errore di finire tra le braccia di quel essere schifoso e viscido! Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo… Brava Brava Brava, a lunedì prossimo 😀
    Ah dimenticavo io amo Elena, sembra una pazza nel senso buono del termine ma è proprio perchè è così che la adoro!! Inoltre mi ricorda una mia cara amica quindi direi che amare questo personaggio fosse inevitabiel 🙂 -D

  6. lolly74

    un capitolo spettacolare bravissimaaa nn vedo l’ora di leggere il seguito……magari avere un padre così…..ciao a presto… 😉

  7. Melly

    Bravissima ogni volta ti superi!!!!! Ma davvero ci puoi dire quanti capitoli mancano?? Sarà una settimana eterna……

    • Victoria

      Rispondo qui anche a Rosy!
      Non è un libro questo (per ora almeno), perciò lo sto scrivendo giorno giorno. Non so quanto manca alla fine, tutto dipende da voi, nel senso che inizialmente pensavo che nemmeno sarebbe arrivato al decimo capitolo pensando che non sarebbe piaciuto, invece quando ho visto che ogni lunedì c’erano sempre più commenti entusiasti ho deciso di scrivere seriamente. Era partito come un gioco e adesso ci sto mettendo davvero il cuore, ho fatto tanta strada e questo è solo grazie a TUTTE voi. Adesso sto scrivendo i capitoli finali con tanta emozione e con il cuore stracolmo di felicità. Già mi mancano Achille ed Olimpia, sono parte fondamentale della mia vita. Il numero esatto dei capitoli che mancano non lo so, però posso dirvi che sicuramente concluderò entro l’anno, anche prima, ahahahahah 😀
      Spero che questa risposta, anche se non chiara, sia sufficiente!

        • silvietta

          Non voglio essere polemica, sono solo cuoriosa perchè non capisco il commento…. Me lo puoi spiegare? 🙂

          • Mia Grey

            Ciao Silvietta!!!!
            Scusa tanto il ritardo nel risponderti, ma non mi ero accorta della tua domanda, fino ad ora perlomeno….
            Da’ un occhio alla presentazione di Victoria, quella che accompagna ogni capitolo e che e’ stata scritta all’inizio della storia.
            Lei scrive ” spero che vi piaccia’ questo breve racconto”…. eccetera…. Io le avevo gia’ fatto i complimenti e avevo fatto riferimento a quel suo ” breve racconto” che ormai ha raggiunto il 14o capitolo….
            Una battutina, cosi’… per ridere… nulla di che….

            • silvietta

              Oh, ok ora ho capito!! Tranquilla io non sono polemica ma solo molto cuoriosa per questo te l’ho chiesto… lo sò la curiosità è un brutto vizio ma non posso farci nulla 😀 Non la capivo ma ora in effetti devo dire che hai ragione!! 🙂 Grazie per la spiegazione

      • Melly

        Sono felicissima della risposta… 🙂 sei davvero bravissima e se scriverai per un anno inter oseremo tutte felicissime….

  8. Papera

    Una meraviglia!
    Spero solo che Olimpia non si lasci trasportare dai suoi pensieri negativi.
    Non vedo l’ora di leggere i prossimi capitoli e scoprire cosa succederà quando tornerà Lapo e quando Nicol scoprirà che sono insieme!
    Bravissima Vittoria è proprio una storia bellissima e appassionante

    • Papera

      … Ah e sono anche curiosa di scoprire la reazione del figlio di Achille!!!

  9. Romina

    Bellissimo capitolo, sono felice che la loro passione sia sempre più ardente ed il padre è fantastico, è un grande!!!!!! Mi piace davvero. Mi piacciono loro due, come coppia, sono passionali ma alla base c’è un qualcosa di molto profondo che li lega e questo è bellissimo! Complimenti Victoria ogni capitolo è bellissimo, ti prego non li far litigare……sono troppo belli insieme e quel Lapo mi sta proprio sul cavolo…..!

    • Victoria

      Fidati, anch’io non lo sopporto, vediamo Olimpia cosa deciderà di fare! ahahahah 🙂

      • Romina

        Mi raccomando Victoria pure se torna strisciando quel Lapo là non lo far tornare con Olimpia …è troppo bella con Achille, hanno un’alchimia perfetta, sono stupendi insieme, bellissimi, certo sarà normale affrontare qualche piccolo problemi, qualche ostacolo o difficoltà, la gelosia (quella Nicole pure…tutte gambe mi sta antipatica da morire insieme al suo amico Ettore se non ricordo male che la odia da subito 🙁 ) e quant’altro….ma sono sicura che saprai far vincere l’amore su tutto, poi Achille ha sofferto troppo e vederlo felice ora insieme ad Olimpia finalmente è una gioia…scusa parlo come se li vedessi ma leggere la tua storia mi ha fatto entrare in un mondo parallelo dove quasi li immagino e questo il bello di leggere una storia scritta molto bene e bella soprattutto e per questo motivo vanno a te i complimenti, sentiti e meritati soprattutto!

        • Victoria

          come ho detto in un commento a Chiara, questo era il mio obbiettivo, farvi sognare, farvi entrare, proprio come hai detto tu, in un mondo parallelo e donare quella leggerezza che serve nella vita di tutti giorni. quel momento in cui lasci da parte tutti i problemi e vivi una storia d’amore, come le vere principesse!
          posso dire che ho raggiunto il mio obbiettivo, grazie davvero bella 🙂
          PS: l’amore, quello vero, trionfa sempre!

          • Romina

            Obbiettivo raggiunto Victoria 😉 appieno!
            Scrivere è bellissimo, saper scrivere bene è un grande dono e tu lo possiedi, detto questo hai ragione leggere una storia ed entrarci dentro tanto da farti sognare è meraviglioso. Quando io leggo una storia scritta bene posso trovarmi dovunque ma in quel momento sono immersa, tramite la descrizione di quello che leggo, completamente e vengo trasportata in quello spazio temporale fatto di immaginazione, nel caso di questa storia nella casa di Olimpia, nel suo salotto, nella sua camera, per le vie di Firenze, nella casa di Achille o nel suo giardino a fare la grigliata con attorno le meravigliose colline toscane….beh io le ho viste, sono impresse dentro di me e ne assaporo le emozioni, come provo le emozioni che prova Olimpia e Achille quando sono insieme, le loro gioie e sofferenze, i loro tormenti. E’ bello poter sognare ed almeno nei sogni l’amore facciamo sempre trionfare. La tua storia è davvero bella, è un complimento si ma è la verità semplice e pura, mia ha coinvolta completamente e quando finisco di leggere il capitolo con la mente vago e cerco di immaginare quello che accadrà ma solo tu hai il dono di are forma alle immagini e quindi non mi resta che attendere che tu mi renda possibile continuare questo viaggio nel loro mondo….grazie infinite!

            • Victoria

              Hai usato delle parole davvero bellissime che mi hanno colpito nel profondo, quindi un GRAZIE megagalattico te lo devo dire io a te!!

  10. Adry

    Bravissima!!!!!!!!!!! Un’altra capitolo da fuochi d’artificio……ma ho paura di quello che succederà con Nicole credo che darà i numeri!!!!!

    • Romina

      Io ho paura più che lei abbia timore di far soffrire di nuovo la madre….quello temo che si faccia convincere che Lapo sia la scelta giusta, speriamo di sbagliare e speriamo che il grande Spartaco possa aiutarla a fare la scelta migliore per lei!

  11. monica

    capitolo meraviglioso, stupendo!!! é una storia bellissima la tua nn vd l’ora ke venga lunedì… un bacio mitica

  12. GiusiG

    Victoriaaaaaaaaaaaaaaaa mi piace un sacco questo capitolo… e anche quello di prima… finalmente del sano, bello, passionale sesso rigenerante, alla faccia di Lapo/antipatico/mammolino/flaccido/con il pisellino piccolo… xke non esistono sti ragazzi cosi… uffaaaaaaaaaaa madre natura xk non fai la brava e ci dai dei CG e dei Achille per favore… immagina achille/christina+ donna= paradisoooooooooooooooooooo… Cmq brava brava brava brava e non so che altri complimenti farti vai alla grande…. ps ti prego di non far rimettere insieme lapo e la ns eroina PER FAVORE ( ho anche le mani giunte in preghiera se ti può servire) ciao bella

    • Victoria

      Quando ho letto il tuo commento sono scoppiata a ridere. Mi hai messo di buon umore, GRAZIE MILLE PER I BELLISSIMI COMPLIMENTI, sei un tesoro, ma non ti anticipo nulla, spero di sorprendervi 😉

  13. chiara

    Victoria grazie! non riesco a dire altro, grazie a te vivo il lunedì con un sorriso da ebete in faccia e per tutto il resto della settimana immagino il successivo capitolo della storia d’amore fra Olimpia e Achille! sei così brava che mi sono impersonificata nella tua storia oramai non vivo la mia vita ma la loro 🙂

    • Victoria

      Chiara grazie te lo dovrei dire io!
      Hai colto perfettamente quello che per me conta nella scrittura: trasmettere un’emozione e far sognare le mie poche lettrici. Mi riempie il cuore di felicità leggere le tue parole, spero di non deluderti, GRAZIE!!

  14. Victoria

    FACCIO DEI RINGRAZIAMENTI GENERALI A TUTTE VOI, siete fantastiche rendete i miei lunedì speciali!

    • Renèe

      VICTORIA: questa storia è sublime!!!! Non trovo altre parole 😉
      Bacione!!!!

      • Victoria

        bella Renèe, leggere la tua storia e i tuoi commenti mi rallegrano sempre. Sei fantastica e bravissima!

  15. alessandra

    che capitolone sei fantastica, w loro e il loro amore..complimenti anche per la fantasia con cui hai fatto parlare Spartaco, mi son fatta quattro risate LOL bacioni in attesa del lunedi che verra’

    • Victoria

      in realtà non è fantasia, per descrivere Spartaco mi baso su una persona vera, il mio babbo, ahahahah! GRAZIE MILLE Alessandra!!

  16. Federica

    Ehm….. Wow!
    Ti seguo tutti i lunedì e spero di trovare questa storia in libreria un giorno…
    Brava!

  17. Eliana

    Che dire, ormai non ci sono più parole. Breve racconto o no, spero che non finisca presto, adoro le tue parole nei nostri confronti e la tua umiltà. Sei davvero brava come scrittrice “improvvisata” e dai tuoi pochi commenti una bella persona. Continua così… 🙂

  18. Siusi

    Brava Victoria! Achille ci fa sognare, e mi raccomando non fare venire strane paranoie a Olimpia per via del figlio. Temo che Nicole non la prenderà bene quando saprà che ci sarà anche Olimpia con il figlio. Continua così, a lunedì prossimo!

  19. cris

    Mi sono avvicinata ultimamente alla tua storia. All’inizio ero un po’ scettica e poi con il passare del tempo la storia si è fatta sempre più avvincente. Mi piace molto. Brava vediamo cosa succede. Io neanche a dirlo faccio il tifo per Achille ed Olimpia. Non ci deludere. Alla prossima

  20. evento07

    Questo capitolo è davvero bello… LUI dev’essere formidabile eh?!?!? pero’… non ditemi che dobbiamo aspettare tanti giorni perchè è una tortura!!!! Bellissima, diversa dalle altre F.F. !!

  21. Barghi

    Ho letto che ti sei ispirata a Gannicus x Achille,dev’essere x quello che lo odoro,ce lo rivedo moltissimo!Complimenti,questi ultimi capitoli sono stati fantastici..a lunedì prossimo 🙂

    • Victoria

      CHE BELLO, una che ha seguito la serie Spartacus, mi sentivo sola nel mondo. Comunque si, è lui il mio Achille per sempre!!!!!!!

      • barghi

        No tranquilla, non sei affatto sola!!Anche se io sono innamorata pazza di Spartacus interpretato da Andy Whitfield ammetto che Gannicus ha un suo perché 😉 ahahahhahah
        Continua così..baci

  22. ARIANNAS

    questa è decisamente la mia FF preferita, ogni lunedì gongolo come una scema sognando con la loro storia d’amore. Non smettere mai, perchè è bellissimo, grazie grazie grazie!

    • Victoria

      GRAZIE MILLE, è davvero magnifico per me leggere questi commenti!

  23. Gleto

    sono sempre più orgogliosa di te e sempre più innamorata di questa bellissima storia!

  24. Luana

    BELLO BELLO BELLO! Caspita se ci fai sognare io passo tutta la settimana a leggere e rileggere questi capitoli!! BRAVISSIMA VICTORIA e’ un racconto stupendo. Un bacio a lunedì prossimo!! 😉

  25. Miki

    Ciao Victoria complimenti ogni capitolo mi emoziona tantissimo ogni volta sei bravissimaaaaa i miei complimenti ancora Bacio :*