Il nuovo capitolo del racconto di Victoria.

Presentazione della sua autrice Victoria:  “Spero vi piaccia questo breve racconto, vorrei ringraziare anticipatamente tutte le precedenti autrici delle Fan Fiction che ci hanno illuminato le giornate con i loro racconti e spero che anche la mia abbia lo stesso successo e che vi accontenti!”

13° CAPITOLO

Non dovetti supplicare a lungo prima che la passione cieca che si stava accumulando da giorni tra noi esplodesse, raggiungendo l’apice in pochi secondi e lasciando fuori ogni sorta di razionalità. Tutto, da quando avevo incontrato quei grandi occhi castani, portava a quell’istante, a quell’uomo che avevo davanti. Era così profondo che quando lo guardavo dentro gli occhi soffrivo di vertigini, ed ero sicura che potessi caderci dentro da un momento all’altro. Ormai non riuscivo a pensare ad altro che ad essere di Achille completamente, lasciarmi guidare dal suo profumo e dal suo calore, sentire le sue labbra sulle mie esigenti e sfrontate. Volevo intrecciare le dita ai suoi capelli color oro, stringerlo, baciarlo, abbandonarmi al piacere senza più freni. Qualsiasi tipo di barriera non esisteva più. Eravamo soltanto Achille ed io che ci volevamo più di qualsiasi altra cosa al mondo. Non c’era logica in quello che provavamo, non c’erano regole o inibizioni: potevo essere me stessa.

Sicuramente il mio cuore non era ancora sollevato dalle preoccupazioni: ero cosciente che tra me e Lapo non sarebbe finita con una telefonata e che in realtà la nostra relazione esisteva ancora. Non sarebbe stato così semplice indirizzare la mia vita in un’altra direzione, scombinare tutti i miei piani e riordinare ogni minimo dettaglio. Soprattutto affrontare mia madre.

Ma questa notte sarebbe stata solo nostra, anche se avessi saputo che era la prima e l’ultima volta che avrei toccato Achille, lui adesso era mio e di nessun’ altra, e me lo volevo godere fino in fondo.

Si infilò sotto la maglia oversize e mi afferrò il sedere sollevandomi da terra. Gli allacciai le gambe attorno ai fianchi e iniziò a baciarmi con estrema lentezza, gustandosi ogni singolo istante di quel bacio. Le nostre lingue si accarezzarono decise e si unirono in una lenta danza erotica fatta di contatti e sensazioni, sussulti e stoccate. Con estremo sollievo, immersi le mani nel groviglio dorato dei suoi capelli gettando il cappellino a terra: erano morbidi e lisci al tatto, profumavano di fiori freschi che inebriavano i sensi. Gli accarezzai una guancia barbuta e ispida che rendeva la prospettiva ancor più attraente. Ero in adorazione pura, cercai di ristabilire il mio respiro ultra accelerato e di controllarmi il più possibile.

Avrei voluto fargli così tante cose che non riuscivo a decidermi da dove iniziare.

Improvvisamente crollò a sedere sul divano e mi strinse ancor di più le natiche, lisciandomele e stringendole appena. Fui presa dalla smania di averlo, di andare dritti al sodo, di voler subito di più. Lo strinsi più forte che potevo a me, e premetti il bacino contro il suo, strusciandomi senza pudore alla sua erezione, perché come me non resisteva più.

Gli strappai un gemito basso e roco che mi colpì e non fece altro che aumentare la temperatura nell’aria. Fu il suono più erotico che avessi mai sentito e mi fece fremere le cosce in modo fantastico.

Si staccò gentilmente dalla mia bocca, si mosse velocemente e in poche mosse mi ritrovai stesa sul divano mentre Achille si stava togliendo il gilet e la felpa gettandole a terra, restando con una finissima maglia a mezze maniche. Poi si stese su di me restando sospeso a pochi centimetri dalla mia bocca.

Stella se fai così però non riuscirò nemmeno ad arrivare in camera. Sto già per venire≥.

Non m’importa. Abbiamo tutta la notte, è da quando ti ho visto che ti desidero con ogni centimetro del mio corpo. Perciò sbrigati, non ne posso più!≥.

Non me lo faccio ripetere una seconda volta, capo≥.

Sopra di me, mi guardò per un lungo istante con quei suoi occhi tempestosi e perfetti. Sotto l’intensità del suo sguardo mi sentii improvvisamente timida e nervosa. Mi sembrò la mia prima volta e dopotutto era così. Era la prima volta che sentivo le farfalle nello stomaco per quello che avremo fatto, nelle volte precedenti a questa ero sempre eccitata, felice, ma il dopo era sempre stata una delusione unica. Adesso mi sentivo completamente fradicia e nel panico più totale perché non sapevo come comportarmi.

Avvicinò le labbra alle mie e mi sussurrò facendomi quasi venire le vertigini.

Ti guido io≥.

Mi abbandonai alle sue braccia e mi dischiusi completamente esponendomi, e lasciando che Achille entrasse completamente in me. Sigillò le labbra sulle mie. La sua lingua mi assaporò lentamente leccandomi, facendomi quasi impazzire. Mi alzò lentamente la maglia fino ai fianchi. Fece scorrere una mano nell’elastico del perizoma, mi guardò facendo un sorriso perverso e senza staccare gli occhi dai miei impugnò il tessuto e con un solo rapido movimento me le strappò. Rimasi scioccata dalla violenza di quel gesto e incredibilmente il rumore del tessuto che si lacerava mi fece eccitare ancor di più. Stavo respirando a fatica, il suo sguardo era diventato più intenso, così penetrante che quasi mi trafisse.

Si chinò di nuovo su di me e alzò completamente la maglia sfilandomela dalla testa.

Ero completamente nuda davanti a lui, mi sentii improvvisamente arrossire così esposta. Chissà se gli sarei piaciuta, se ero al livello delle sue aspettative, se avevo i seni troppo sodi o troppo piccoli.

Sei… Sei la cosa più bella che abbia mai visto!≥ disse balbettando.

Lo attirai a me, ma molto probabilmente era meglio se stavo ferma.

Improvvisamente la situazione accelerò e i nostri respiri si fecero più pesanti. Iniziò a baciarmi il collo, con la mano iniziò a pizzicarmi i seni, redendoli turgidi e intollerabilmente sensibili. Scese verso l’ombelico e poi si spostò più giù accarezzandomi il ventre con i capelli. Non riuscii a guardarlo, mentre sentivo che si stava avvicinando lì. Sentii il suo respiro caldo fra le cosce e senza controllo alzai il bacino nella direzione della sua bocca. Lo sentii sorridere contro la mia pelle e disse.

Sei proprio bugiarda, mi avevi detto che non avevi nessun tatuaggio, invece qui c’è qualcuno che mi stava aspettando≥.

Gemetti. ≤ Se te lo avessi detto, lo avresti voluto vedere≥.

Ti avrei strappato i vestiti a forza!≥.

Allora avrei dovuto dirtelo≥.

La sua risata roca e seducente fluì su di me come una cascata d’acqua calda, e un altro fiotto di liquido lo sentii fluire nell’interno delle cosce. La sua mano si insinuò tra le mie gambe, risalendo piano dal ginocchio fino all’inguine, che si aprì senza pudore. Fece scivolare lentamente un dito dentro di me. Chiusi gli occhi assaporando ogni centimetro di quell’invasione così spaventosamente piacevole.

Mosse le dita su e giù, poi si ritrasse.

Cazzo. Sei fradicia!≥ mugugnò.

A quelle parole mi alzai dal divano trascinandolo insieme a me e ci ritrovammo uno di fronte all’altro. Gli tolsi la maglia e gli slacciai i pantaloni, facendoli scivolare fino alle caviglie, mutande incluse. Se li tolse velocemente e mi ritrovai Achille nudo davanti a me, una visione che poteva mandare in estasi chiunque. Non aveva un grammo di grasso, solo dei muscoli perfetti e addominali scolpiti. Aveva dei peli chiarissimi sul petto, che quasi non si vedevano e sembrava depilato, ma quando lo toccai constatai che non era così. In tutti i miei sogni più perversi non avevo mai immaginato un uomo così, non riuscivo quasi a capacitarmene. Il mio sguardo cadde sulla sua potente erezione, la più grossa che avessi mai visto. Mi passai la lingua sulle labbra e non ressi più. Mi lanciai verso di lui che mi afferrò al volo tra le braccia e mi sollevò portandomi verso la camera.

Rotolammo sul materasso in un groviglio di gambe, braccia e baci appassionati. Ovunque mi toccasse lasciava una scia di brividi e fuoco. Ci strusciavamo e premevamo i nostri sessi l’uno contro l’altro per stimolarci ancor di più. Ci scontravamo, ci baciavamo e ridevamo, finché non mi ritrovai sotto di lui, faccia a faccia.

Il momento che stavo aspettando da troppo era arrivato. La prova del nove per avere tutte le certezze che quest’uomo avrebbe potuto farmi impazzire. Diventò serio, mi baciò con ardore, leccandomi la lingua e guardandomi fisso negli occhi.

Olimpia sei tutto ciò che ho sempre voluto≥.

Gli passai le mani tra i capelli setosi, lui mi mordicchiò il labbro inferiore e piantò un gomito al lato della mia testa e l’altra mano sul mio fianco. Respirai profondamente e mi posizionai.

Prendo la pillola≥ dissi, prima che potesse chiedermelo.

Lui sorrise e si preparò ad affondare in me. Strinsi il cuscino sotto di me, mentre l’agitazione cresceva sempre di più. Nessuno dei due ancora aveva raggiunto il piacere anche se eravamo entrambi all’apice. Volevamo farlo insieme e questo era il momento perfetto.

Sentii la sua erezione all’entrata della vagina solleticarmi. Ebbi un sussulto, quando lentamente mi penetrò facendomi sentire ogni singolo centimetro del suo membro grosso e duro come la pietra. Andò sempre più in profondità, riempiendomi completamente e perfettamente, sembrava quasi che fossero stati fatti per stare insieme, come una chiave che aveva trovato la propria serratura. Gli affondai le unghie nella schiena tenendolo stretto a me. Fui scossa da un fremito di puro piacere e quando fu arrivato si fermò per prendere fiato.

I nostri occhi che rimasero per tutto il tempo incollati, come incatenati tra loro, riflettevano tutte le nostre emozioni e fu come guardarsi allo specchio: la connessione fu perfetta, mentalmente e fisicamente. Ero solo sua.

I suoi lineamenti erano irrigiditi dalla desiderio, aveva la fronte imperlata di sudore. I suoi occhi erano iniettati di sangue dall’eccitazione e dalla fatica di trattenersi così a lungo. Se non fossi stata così eccitata, avrei sorriso del suo autocontrollo che stava lentamente vacillando. Stava reggendo con le unghie e con i denti e adoravo che lo stesse facendo soltanto per me.

Appoggiò la fronte alla mia e chiuse gli occhi.

È troppo…≥ cercò di dire, ma si fermò.

Mi mossi piano incitandolo a continuare ≤ Lo è anche per me, amore!≥.

Il sesso strappava sempre le cose più irragionevoli a una persona.

Mi morsi la lingua per aver detto quella parolina magica che apparentemente non aveva alcun significato profondo, ma che significava davvero tanto per noi. Lo dicevo raramente, anche Lapo non mi capitava spesso di chiamarlo “amore”, perché significava avere un pensiero unico, assiduo, di tutte le ore, di tutti gli attimi per lui, non concepire altra felicità che quella irraggiata dalla sua presenza, ma soprattutto vivere tutto il giorno nell’aspettazione inquieta, furiosa, terribile, del momento in cui lo avrei rivisto.

Era così, ma era troppo presto per dirgli che era il mio amore.

Dal canto suo, afferrò il mio volto con una mano e mi baciò profondamente in completa adorazione ed iniziò a spingere veramente.

Mi strinsi intorno al suo corpo alzando le ginocchia e piantando i talloni al materasso, godendomi la sensazione di averlo dentro di me così tanto in profondità.

Iniziò a muoversi seriamente sollevandosi e appoggiandosi con le mani ai lati del mio volto, muovendo e roteando i fianchi in modo da colpire il punto in cui il mio piacere era più forte. Le mie mani scivolarono sui suoi glutei, seguirono il movimento che aveva acquisito, e le mie unghie si piantarono sulla sua carne. Lui gemette, un suono sofferente ed erotico al tempo stesso che mi strappò un piccolo urlo ed invocai il suo nome. Gli strinsi forte gli avambracci. Andava inesorabilmente veloce, senza frenarsi un secondo e portandomi sempre di più verso l’orgasmo più strabiliante della mia vita. Ci muovevamo insieme senza alcuno sforzo, i nostri corpi sudati scivolavano l’uno contro l’altro. Ero così persa insieme a lui che il tempo sembrò fermarsi.

Si bloccò di colpo e protestai cercando di andargli incontro.

Lui coprì la sua bocca con la mia. ≤ Tu, sopra. Non sono ancora pronto per venire≥.

Gli colpii con violenza un braccio ≤ Io sì. Non puoi farmi questo!≥.

Ti faccio questo e altro, stella≥.

Scopami Achille, scopami senza tregua, adesso!≥.

Constatai
con piacere
che avevo più controllo su di lui di quanto pensassi. Emise un ruggito e cominciò a spingere senza controllo, gemendo e dicendo frasi senza più controllo.

Oh cazzo, Olimpia. Ti voglio così, ogni fottuto giorno!≥.

Annuii freneticamente, invasa dal piacere. Lanciai un grido acuto e persi la testa. Il mio corpo perse completamente il controllo. Non riuscivo a pensare ad altro che all’urgenza di sentirlo svuotarsi in me. Mi afferrò la nuca proprio mentre l’orgasmo mi esplodeva dentro, partendo dagli spasmi estatici del centro del mio piacere e irradiandosi all’esterno, fino a farmi tremare tutta tra le sue braccia che mi cullavano. Gemetti il suo nome in preda ad uno spasmo, m’impossessai della sua bocca. Achille, come leggendomi nel pensiero, infilò la lingua all’interno reclamando ogni singolo attimo del mio orgasmo. Provai un’intensità mai provata prima, e una lacrima di puro piacere scivolo giù per la guancia. Lui mi trafisse con i suoi affondi, martellando dentro di me ancora una volta in profondità. Lo guardai fremendo dalla voglia di vederlo perdersi. Il suo bellissimo volto era devastato dalla corsa brutale verso l’appagamento, una corsa che lo faceva sembrare ancor più bello.

Olimpia, oddio!≥.

Venne con un suono animalesco di estasi selvaggia, una rabbiosa liberazione affondando la faccia nell’incavo del mio collo e baciandomi delicatamente mentre si svuotava in me.

Sarebbe potuto essere più perfetto di così?

Mi strinse tra le braccia e mi attirò a sé. Mi sentivo completamente denudata da quest’uomo, esposta, semplicemente sua. Sensazione più bella non credevo di averla mai provata prima. Restammo così a lungo, stretti l’uno all’altra in preda ai postumi dell’orgasmo.

Poi si spostò al mio fianco e mi trascinò verso di sé premendo il suo petto contro la mia schiena. Iniziò a baciarmi delicatamente dietro al collo, risalendo verso l’orecchio.

Non so se ce la faccio più a stare senza te≥.

Mi spaventava, perché come mi aveva detto lui un po’ di tempo fa, adesso che ero tra le sue braccia, non potevo immaginarmi da nessun’altra parte nel mondo. Era lì che volevo stare. Gli appartenevo, anche se una parte di me ancora si ribellava a quel sentimento devastante. Mi avrebbe annientato, ne ero certa, da questa storia ci sarebbe stato solo un ferito, e quello ero io. Dopo stanotte tutte le emozioni che tanto avevo rinchiuso si erano liberate. Sentii uno strano sentimento riempirmi il cuore, ma lo respinsi con tutte le forze che avevo. Dovevo pensare a godermi il buon sesso e la sua presenza fino in fondo, perché mi sentivo completa con lui, senza però farmi coinvolgere.

Non sapendo cosa rispondere, mugolai e mi accoccolai al suo petto.

Non dormire, non abbiamo ancora finito≥.

Mi girai e lo guardai dilatando gli occhi.

Achille io domani devo lavorare, non so te≥.

Sì, anch’io, ma non m’importa. Questa notte è nostra a costo di arrivare con solo un’ora di sonno in ufficio≥.

No, non importava nemmeno a me. Sarei andata a lavoro con le occhiaie e i capelli tutti arruffati, ma ne sarei stata così tanto orgogliosa… Lo abbracciai, schiacciando il seno sul suo petto, lui mi prese e mi baciò. Prima che la situazione si surriscaldasse, Achille si scostò.

Vuoi il tuo regalo, stella?≥.

Mi s’illuminarono gli occhi. Me ne ero dimenticata completamente di quel pacchettino quadrato.

Achille sorrise e mi dette un ultimo bacio sul naso, strappandomi un sorriso, poi si alzò splendidamente nudo e si avviò verso il salotto muovendosi con grazia elegante e sicura. Mentre osservavo i suoi muscoli flettersi durante il movimento, non riuscii a far finta di non guardare il magnifico arnese tra le sue gambe.

Sparì nell’altra stanza ed io mi rigirai prona sul letto affondando il volto nel cuscino, più eccitata che mai.

Qui è una carneficina. Ci sono vestiti ovunque≥.

Sollevai la testa e mi appoggiai sui gomiti sorridendo tra me e me.

Tornò in camera con il pacchettino in mano. Il materasso si infossò quando lui ci salì sopra, mi misi a sedere appoggiandomi alla testiera del letto, tirando il lenzuolo per tapparmi il seno, ma Achille prontamente me lo impedì strattonandolo e togliendomelo completamente di dosso. Mi baciò e poi mi depositò il pacchetto tra le mani.

Ero così felice e curiosa.

Prima di aprirlo, guardai Achille, emozionato e nudo davanti a me, e decisi di aprirlo insieme a lui. Mi spostai mettendomi cavalcioni su di lui, l’unica barriera fra noi era la sua grande erezione eccitata che premeva contro il mio ventre. Mi sorresse per il bacino e velocemente lo aprii.

Mi ritrovai tra le mani una collanina argentea semplice, con in mezzo inciso il mio nome, come quella che avevo visto tante volte al mio idolo, Carrie Bradshaw in “The Sex And The City”.

Per ricordarti sempre chi sei veramente≥.

Non era un regalo romantico, che faceva un uomo innamorato alla propria compagna. Era un regalo che faceva una persona che ne amava un’altra, senza freni, senza un perché apparente. Era amore e basta, come il cioccolato grezzo. Dandomelo non mi aveva detto che con questo regalo mi sarei ricordata per sempre di lui o che sarei appartenuta a lui, come fosse un collare. Questa collana era per ricordare a me stessa chi ero veramente, cosa volevo dalla mia vita, ma soprattutto per ricordarmi che nella mia vita prima di qualsiasi altra persona dovevo mettere sempre me stessa, ed essere felice, anche senza Achille. Non mi voleva intrappolare come l’ennesimo uomo che reclama la sua preda, al contrario mi voleva ridare la mia libertà, sperando che lui fosse incluso in questo inizio.

Faceva già parte di me.

Mi tremarono le mani tenendo la collanina fra le dita e guardandola adorante.

Era il pensiero più dolce e significativo che avevo mai ricevuto, più dei mille diamanti e delle mille cose costose da cui ero sempre stata sommersa.

Non è molto, ma…≥.

Lo interruppi posando la mano sulla sua bocca, lo baciai con una passione travolgente.

Achille è meraviglioso, io… non so cosa dire. È il regalo perfetto, il migliore che abbia mai ricevuto. Sai, vuol dire davvero tanto per me!≥ dissi, con gli occhi lucidi.

Lui mi afferrò la mano e me la baciò dolcemente posandola sulla sua spalla.

Prese la collanina e me la agganciò al collo, nella posizione in cui non me la sarei mai tolta. Poi mi baciò il petto.

Ti devo fare una foto!≥.

Afferrò il cellulare dal comodino, prima che potessi protestare. Si scostò un attimo e mi scattò una foto. Me la mostrò: inquadrava dall’incavo dei miei seni fino alla bocca, escludendo gli occhi, così da far risaltare le labbra gonfie e rosee piene dei suoi baci, i capelli lunghi che cadevano su un lato coprendomi parte della bocca e la collana con la scritta in corsivo elegante “Olimpia” come protagonista dello scatto.

Sì, quella ero proprio io.

Ripose il cellulare e ci guardammo.

Dormiamo?≥ chiesi, sfidandolo con lo sguardo.

Vorrei, ma qualcuno mi ucciderebbe se dicessi di sì≥.

Lo baciai leccando piano le sue splendide labbra, soffermandomi a mordicchiare quello inferiore. Ansimava ed emetteva gemiti sommessi. Ero completamente esposta a lui piegata sulle ginocchia. Senza staccare le labbra dalle mie, si spostò sul letto appoggiandosi alla testiera e mi sollevò delicatamente per poi farmi riabbassare, e sentii il suo pene eretto contro di me. Con un unico secco gesto mi penetrò con violenza, strappandomi un urlo acuto.

Mi sembrava ancor più perfetto della prima volta.

Mi sorreggeva, stringendomi con una mano un fianco spingendomi più giù, e con l’altra si avvinghiò alla mia coscia stabilendo un ritmo costante e spettacolare facendomi assaggiare e conoscere ogni centimetro di lui. Eravamo occhi negli occhi, a pochi centimetri di distanza, ma non bastava mai. Lasciai che mi penetrasse ancora più in profondità e feci un respiro profondo, sentendomi meravigliosamente completa. Allungò una mano verso il mio pube e trovò il clitoride turgido, iniziò a massaggiarlo con il polpastrello del pollice disegnando segni circolari. Mi aggrappai con frenesia alla testiera del letto, sentendo che ogni sorta di autocontrollo stava svanendo. Reclinai la testa all’indietro facendo ricadere i capelli lungo la schiena e cominciai a cavalcarlo senza tregua. Sotto di me, Achille, ansimava e imprecava, quasi che il piacere fosse così intenso, così nuovo per lui quanto lo era per me.

Mi avvolse a sé e ancora dentro di me si sollevò dal letto.

Andammo verso la piccola scrivania che avevo in camera e buttammo a terra tutto ciò che c’era sopra. Mi stese e lui rimase in piedi tra le mie gambe. Gliele allacciai alla vita e lui si sorresse con una mano sulla coscia e cominciò a montarmi senza tregua affondando in me. Mi ruotò i fianchi e strofinò più volte quel punto così sensibile dentro di me. Instancabile e implacabile, mi scopò a lungo e con decisione, come nessuno aveva mai fatto. Non distolse mai gli occhi dai miei. Mi toccò un seno e mi sfiorò un capezzolo dolorante.

Pensavo di svenire sotto quell’assalto sublime.

Avrei voluto che non smettesse mai. Raggiungemmo l’orgasmo quasi contemporaneamente, venendo di nuovo ferocemente. Mi accasciai contro la scrivania rilassandomi, ma prima che potessi cadere in un sonno profondo, Achille mi sollevò, mi distese sul letto e mi abbracciò.

Fu così che mi addormentai appagata e felice rannicchiata tra le sue braccia, ma prima di chiudere gli occhi intravidi la tempesta avvicinarsi inesorabilmente.

 

Mi sembrò quasi di sognare mentre l’incoscienza stava lasciando il posto alla coscienza.

La mattina solitamente si vedono sempre le cose con occhi diversi rispetto alla notte precedente. Tutto diventa più limpido, più netto e paurosamente reale. Solitamente le persone si svegliano come dopo un sogno bellissimo e vengono catturate dal panico quando si rendono conto di non aver sognato. Cosa che quando sentii la mano di Achille scendere lentamente dal ventre verso le cosce e il suo dito massaggiarmi il clitoride svegliandomi e accedendomi, avvertii lievemente.

Era tutto reale.

Quella mattina sarebbe stata una battaglia contro la mia vita perfetta, contro il mio fidanzato perfetto. Rabbrividii e mi scontrai contro il suo petto. Aprii gli occhi di scatto e mi coprii il volto con le mani invasa dal panico. Achille tolse la mano e mi girò rapidamente così da essere faccia a faccia. Mi tolse la mani da sopra gli occhi e le abbassò, si sorreggeva su un gomito per guardarmi dall’alto.

Olimpia sono qui, andrà tutto bene. Ti prego stai tranquilla!≥.

Lo abbracciai e nascosi il viso nell’incavo del suo collo. Improvvisamente mi sentii a disagio in quella casa, in quel letto. L’unica cosa familiare e affidabile era l’uomo al mio fianco.

Non mi fraintendere Achille. Ripeterei questa notte mille e mille volte ancora, ma ho paura di tutto quello che devo affrontare. Non sarà facile e non sono abbastanza forte!≥.

Oh stella!≥ esclamò lui, stringendomi, schiacciandomi contro il materasso. ≤ Sei più forte di quanto pensi, ti sottovaluti. Ci sono io al tuo fianco, qualsiasi cosa tu decida di fare≥.

Non ero pienamente convinta, ma non perché non credevo in lui, ma perché mi sentivo terribilmente sola. Come avrebbe potuto essere al mio fianco quando sarei andata ad affrontare mia madre o quando Lapo sarebbe tornato? Rimettere insieme la mia vita che nuovamente si era frantumata era psicologicamente distruttivo. Avrebbe potuto anche aiutarmi ed io gliee sarei stata sicuramente grata, ma non era tutto così semplice come lui lo descriveva.

Cosa avrebbero detto di me? Sarei stata descritta dalle persone come la stronza ingrata che ha lasciato il più ambito partito in circolo a Firenze per sesso. Mia madre non avrebbe retto a quell’umiliazione nel modo più assoluto.

Olimpia smetti un po’ di pensare a tutte le cose orribili che potrebbero succedere. Spengi un attimo il cervello≥.

Quest’uomo mi leggeva dolorosamente come fossi un libro aperto, non potevo nemmeno controbattere, perché era troppo palese.

Si sorresse sul gomito e mi guardò con amore eliminando le increspature tra le mie sopracciglia, causate dalla preoccupazione.

Sospirai e cercai di rilassarmi.

Non so quanto può valere, stella, ma tu non finisci mai di stupirmi. Ti senti un agnellino, invece sei un leone o peggio. Ogni giorno mi mostri una parte di te, cerchi di nascondermi i tuoi difetti, mentre a me piacciono anche quelli. Quando ti guardo mentre sogni ad occhi aperti, vorrei essere con te, invece mi tocca solo indovinare i tuoi pensieri. La tua corazza ti rende impenetrabile e indifesa al tempo stesso. Stai lottando contro te stessa, come chi è sempre stato abituato a stare solo e da tanto non deve più una spiegazione a nessuno. Mi respingi, eppure io sento che tu sei la parte mancante del mio cuore, fra così tanta gente, io voglio soltanto te. Non ho dubbi. Stanotte mi hai fatto un regalo immenso, mi hai fatto entrare nel tuo piccolo mondo ed io non ho fatto altro che inchinarmi e donarti il mio cuore. Mi hai steso, incredibilmente. Pensavo che non mi sarebbe mai successo, eppure ho le farfalle nello stomaco come un adolescente. Se l’universo intero ci ha fatto incontrare, qualcosa di sicuro vorrà dire. Fin dalla prima volta è stato un crescendo di un sentimento misterioso che porta il mio cuore quasi a scoppiare. Non potresti essere più perfetta di così per me. Io ti…≥ tentennò un po’ e alzò gli occhi sui miei combattuto per quello che stava per dire. Il suo sguardo diventò intenso, carico e luminoso di un’emozione nuova. Non era soltanto sesso.

Mi accarezzò delicatamente la guancia.

Panico! Che cosa stava per dire?”.

Ero rapita da quelle parole che provenivano direttamente dal cuore, ma recuperai le facoltà mentali in fretta avvertendo il pericolo. Gli tappai la bocca prima che potesse aggiungere qualcosa d’irreparabile. Lo baciai profondamente e intensamente per distrarlo da qualsiasi cosa gli stesse frullando per la testa e mi convinsi con tutte le mie forze che non stava per dire quello che pensavo. Come si poteva amare una persona che non si conosce? Era ridicolo e insensato, senza alcuna logica, come dopotutto lo era il modo in cui mi guardava.

Il mio bacio ebbe gli effetti che speravo e il suo sguardo si offuscò dal desiderio, anch’io fui invasa da un piacere ardente. I capelli dorati gli ricadevano sulle spalle e sul volto accarezzandomi dolcemente la faccia: così scompigliati dal sonno, risultavano ancora più sexy, ed il contrasto con la pelle abbronzata lo faceva sembrare un dio.

Il mio giochetto per distrarlo mi si ritorse conto, quando lo sentii posizionarsi, ruotarmi i fianchi e immergersi profondamente. Gemetti e mi aggrappai ai suoi capelli. Fece un sorriso malizioso, muovendosi dentro di me. Non credevo di essere capace di avere un orgasmo così intenso e travolgente, ma soprattutto non mi era mai capitato di essere così eccitata che dopo pochi affondi già sentissi avvicinarsi come una furia un potente orgasmo che mi travolse e mi consumò. Mi ritrovai quasi a piagnucolare il suo nome mentre gli stringevo i capelli attirandolo a me per baciarlo ancora e ancora. Lui venne dopo altre poche spinte.

Morirò, ne sono sicuro!≥.

Mi strappò un sorriso, anche lui mi rivolse il suo sorriso irresistibile con la testa piegata di lato.

Stavo per ribaciarlo, pronta ad avere un altro orgasmo, quando sentii la porta principale aprirsi e chiudersi.

Achille mi guardò confuso, ma incredibilmente niente affatto preoccupato. Sarebbe potuto entrare anche Lapo da quella porta, ma sarebbe rimasto dov’era: con me.

Sentii Filomena fare un piccolo urletto.

Mio dio, ma che diavolo è successo qui!≥ la sentii imprecare dalla sala.

Non resistemmo, ed Achille ed io scoppiammo a ridere tappandoci reciprocamente la bocca.

Si scostò da me ed io mi alzai, mi fiondai nella cabina armadio per prendere una vestaglia e mi diressi verso il salotto.

Trovai Filomena con gli occhi spalancati mentre guardava il mio perizoma frantumato penzoloni sulla lampada in salotto. Poi lentamente si chinò a raccogliere la maglia di Achille, guardandola con sospetto. Era scioccata, ma al contempo divertita. Mi sedetti facendo silenzio sul divano alle sue spalle, infine mi vide e come sempre si spaventò, reggendosi con una mano il cuore e facendo un piccolo saltino indietro. Mi guardò rimproverandomi.

Olly, quante volte ti ho detto di avvisarmi prima. Ma che diavolo è successo qui?≥ mi chiese guardandosi intorno allargando le braccia per poi posarle sui fianchi come avrebbe fatto una mamma in collera con la figlia.

In quel momento si affacciò Achille con un asciugamano bianco attorno alla vita che gli lasciava scoperto il magnifico petto. Si appoggiò, a suo completo agio, all’arco che separava il corridoio che portava alle camere dalla zona giorno. Pensai che gli avrei impedito di farsi la barba, lo adoravo così non rasato, selvaggio. Sembrava avere un cartello sopra la testa con le lucine ad intermittenza che diceva “sesso grandioso”, ed era così.

Mi voltai piano verso Filo che lo stava squadrando a bocca aperta dai piedi nudi fino all’ultimo filo dei capelli. Arrossì leggermente e Achille fece un passo nella stanza mettendosi a sedere sul bracciolo del divano. Filomena lo guardava come se fosse un’apparizione, non mi sarei sorpresa se mi avesse chiesto se lo vedevo anch’io.

Riuscivo a stento a nascondere il sorriso e a trattenere una risata.

Achille allungò una mano nella sua direzione.

Buongiorno, piacere Achille Ferri. Lei dev’essere la splendida signora che si prende cura di Olimpia≥.

Quando diceva il mio nome scandiva ogni singola lettera e la sua lingua lo accarezzava facendomi bagnare all’istante. Lo guardavo con ammirazione e con orgoglio, una parte di me si sentiva trionfare per aver conquistato un uomo così, e per un attimo mi detti mentalmente delle pacche sulla spalla.

Il mio sguardo andava da lui a Filomena che era rimasta a bocca aperta. Deglutì a fatica e rispose.

Si, sono io, mi fa dannare questa piccina, ma è come una figlia. Piacere, Filomena≥.

Gli strinse la mano mentre lo squadrava per valutare se era davvero tutto quello che sembrava, e gli restituì la maglia che aveva preso poco prima.

Grazie mille. Stavo giusto cercando mutande e pantaloni, ma qui è una caccia al tesoro≥.

Le ho trovate sotto il divano≥ disse Filomena.

Guardai Achille che stava trattenendo una grossa risata mordendosi il labbro inferiore. Lei raccolse le sue ultime cose posandogliele tra le mani e appendendo il gilet all’attaccapanni vicino alla porta.

Non importava, è stata davvero gentile. Mi faccio una doccia e torno≥.

Mi accigliai delusa, avrei voluto fare la doccia assieme a lui e lui lo capì. Si abbassò per darmi un bacio sulla guancia e mi sussurrò. ≤ La prossima volta!≥.

Poi si rialzò facendo l’occhiolino a Filo e si avviò verso la camera.

Una volta rimaste da sole, notai che erano le otto e che entravo a lavoro alle 9.30, mi sarei dovuta dare una bella mossa. Filo in piedi si mise a sedere sulla poltrona guardando il punto in cui il dio era sparito, senza guardarmi, indicò quel punto vuoto e mi chiese: ≤ Ma, lui è vero?≥.

Scoppiai a ridere stendendomi sul divano piacevolmente indolenzita dal sesso.

Quando mi avevi raccontato di lui, mi avevi detto che era attraente, quindi mi ero immaginata un bel ragazzo. Ma lui è… è qualcosa che non si può descrivere a parole. Cioè non sembra reale, sembra tipo Hercules dei giorni nostri… Dio mio!≥.

Si ricompose togliendosi il giacchetto leggero, e si preparò ad affrontare l’argomento più difficile. Lo avvertii e mi misi a sedere.

Lo sai piccola, sono così contenta per te che vorrei urlare. Ho sempre pregato che arrivasse un uomo che ti potesse rendere una donna felice, con cui tu potessi essere te stessa, quella bellissima persona che sei, con quel sorriso che ti vedo proprio adesso stampato sulla bocca, quella pace negli occhi e quella bellissima felicità che ti fa brillare. Io sento quello che c’è tra voi e so che è vero, ma come la metti con la tua vita? Come farai ad inserirlo? E come la metti con il matrimonio?≥.

Mi appoggiai sulle ginocchia e mi stropicciai il viso.

Ieri ho avuto una brutta discussone con Lapo e l’ho “lasciato”. Non sono ingenua, so che le cose dette in un momento di rabbia per telefono ad una persona che è dall’altra parte del mondo lasciano il tempo che trovano. Non so se avrò il coraggio di stravolgere la mia vita per Achille, ma più che altro non vedo futuro per noi. Ne ho uno ormai avviato con un altro uomo che potrà avere tutti i difetti che effettivamente ha, ma che mi dà ciò che cerco: la stabilità. A tutti i livelli. Devo risolvere i problemi che ho con Lapo e forse tutto si ristabilirà≥.

Filomena si accigliò contrariata.

E Achille? Lo hai solo usato per una notte? Non provi niente per lui? Perché lui prova un sentimento forte per te, si vede nel modo in cui ti guarda. Non farlo soffrire, un ragazzo così si trova poche volte nella vita≥. Si alzò esasperata, camminando piano fino alla porta e coprendosi la bocca con la mano, poi si voltò verso di me guardandomi con decisione. ≤ Io non condivido nemmeno una singola parola che hai detto e un giorno ripiangerai la decisione che hai preso. Non capisco perché sei così cocciuta≥.

Mi alzai e andai da lei, prestando attenzione che Achille fosse ancora in bagno.

Non l’ho usato ci mancherebbe altro. Che cosa credi? Anch’io provo qualcosa che non mi so spiegare per Achille…≥.

Amore. Se non hai il coraggio di dargli un nome lo farò io. Amore!≥ mi disse minacciosa, scandendo ogni singola parola per farmela arrivare dritta al cervello, poi mi superò e si avviò verso la cucina.

È la mia vita. Sono io che decido≥ le dissi mentre la seguivo, cercando di assumere un tono deciso e convinto.

Perfetto. Io sono una semplice governante che non si deve intromettere nella tua vita privata. Quindi signorina vado a prendere un caffè e rientrerò quando lei sarà già andata a lavoro≥ mi disse raccogliendo la sua roba e uscendo dall’appartamento come una furia, lasciandomi ammutolita.

La vocina dentro la mia testa mi urlava ad intermittenza: “STUPIDA, STUPIDA”.

Toccai la collanina, come se potesse risolvere tutti i miei problemi.

Andai in bagno e trovai Achille sotto il getto d’acqua. Mi tolsi la vestaglia ed entrai con lui.

Ehi stella. Ho fatto il più lentamente possibile per aspettarti≥.

Mi cinse la vita attirandomi a sé e baciandomi il collo.

Grazie, biondo!≥.

Rise contro il mio collo.

Mi piace questo soprannome!≥.

Non mi dire che nessuno ti ha mai chiamato così≥.

No, mai, che io ricordi. È solo tuo come lo sono io≥.

Mio”, ripeté silenziosamente la mia testa mentre mi crogiolavo nel suo abbraccio.

 

 

CONTINUA…

Cliccate QUI per il capitolo 12

Vietata la riproduzione di questi contenuti.

 

Se vuoi inviarci la tua Fan Fiction a puntate leggi il regolamento cliccando QUI. Tutti i lavori dovranno essere in esclusiva, non saranno accettati lavori scritti da minorenni.

Fan Fiction in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

28 commenti

  1. Anna

    oddio che meraviglia di capitolo ! Complimenti Victoria 🙂

  2. Mia Grey

    Ciao Victoria!! Sono nuova del sito e volevo augurare anche a te buon lavoro!!
    Nella presentazione hai scritto “Spero vi piaccia questo breve racconto”…..
    Intanto sei arrivata al 13 capitolo!!! 😀

    • Victoria

      Beh, allora ben arrivata!
      Sono arrivata al 13 capitolo per puro caso e per le ragazze a cui è piaciuto e che mi spronano ogni lunedì a continuare questa splendida (per me) storia d’amore. Era iniziato come un gioco con poca importanza e adesso non riesco più a farne a meno, soltanto grazie a tutte voi!

  3. Angy

    Aspettare una settimana ne è valsa la pena… Complimenti Victoria, capitolo stupendo! Questa storia ti travolge proprio. Continua così 🙂 a lunedì!

  4. Chiara

    Come sempre victoria superi ogni immaginazione! Sono curiosa di cosa possa accadere nel prossimo capitolo,di come finirà con Lapo e Achille non vedo l’ora! Bravissima come sempre 🙂

  5. silvietta

    Victoria è stupendo!!! Era ora che quei due si dessero da fare….Achille è wow, non ci sono altre parole per descriverlo…. Brava Brava Brava, a lunedì prossimo 😀

  6. giusi

    complimentiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii bellissimooooo…. spero solo che olly non faccia la cavolata di sposarsi con quel cretino. BRAVA BRAVA BRAVA 10 e lode….. un bacio

  7. Eliana

    Non ci sono parole per descrivere questo capitolo.. SUBLIME, mi hai lasciato completamente senza parole!

  8. ARIANNAS

    sei la dimostrazione che sbagliando si impara!
    ECCEZIONALE, BELLISSIMO…ho semplicemente paura pensando a cosa potrebbe fare lei nei prossimi capitoli, perchè, come dice la governante, tra loro è vero amore!

  9. Papera

    Bellissimooooo!!!!!
    Complimenti Victoria, ogni capitolo è un’emozione!

  10. Melly

    Bravissima ci regali mille emozioni….e come al solito ci lasci in sospeso sul più bello….

  11. Siusi

    Brava Victoria, continua così! Mi raccomando non farla mica tornare con Lapo!

  12. Ana Grey

    finalmente!!!un bellissimo capitolo…ma come fa ad aver ancora dubbi su achille e pensare di mettersi con lapo…mah!!!

  13. vale

    Victoria, wow senza parole sono!
    non so ma ho idea che per loro sarà dura, come fa a pensare ancora a Lapo dopo quello che le ha detto…
    continua così e continua a stupirci sempre!

  14. #effe

    woooooooowwwww *-* bello bello bello!! era ora che questi due si dessero da fare!! ma non vorrei che olimpia faccia qualche cazzata, dalle parole che ha detto a filomena!! Ollyyyy!! torna in teeeee! lascialo perdere a lapo che non ne vale davvero la pena! credo che per questo motivo ne vedremo delle belle! dovremmo ancora soffrire un altro po’! ahahahaha per il resto, capitolo bellissimo!! continua cosi 🙂

  15. Rosy

    Oh finalmente 🙂 dio vorrei avercelo io un tipo come Achille 🙂
    Se Olimpia torna da Lapo è una vera stronza, prima usa Achille per il sesso e poi dice a Filo che deve parlare e risolvere con quel “mammone”!!! No dai… Non c’è confronto 🙂 bravissima Victoria 🙂 non farli separare per tanto ti prego!!!

  16. monica

    bravisssimaaaaaaaaaaaaaaaa victoriaaaaaaaaaaaaaa bello bellissimo qst capitolo….nn vedo l’ora che sia di nuovo lunedì!!!

  17. Victoria

    GRAZIE AD OGNUNA DI VOI PER I FANTASTICI COMPLIMENTI!
    Siete fantastiche e mi regalate ogni lunedì tantissimi sorrisi. Ho imparato con le vostre critiche e come ha detto una di voi, dagli sbagli s’impara, almeno per me è stato così! Grazie ancora!

  18. Renèe

    VAI VICTORIA!!!! 😉 STREPITOSO!!!! non ho altro da dire!!!!

    • Victoria

      GRAZIE BELLA. Anche tu hai scritto un capitolo meraviglioso che mi ha toccato nel profondo, non ho commentato perchè ero in viaggio in questi due giorni e anche perchè non c’erano parole adatte per descriverlo, da brividi. Sei fantastica, non vedo l’ora sia sabato!! Inoltre permettimi di farci un complimento, non saremo scrittrici, ma stiamo facendo un discreto lavoro, ovviamente anche la splendida Lorenza 😉 Sto diventando dipendente dalle vostre storie, ahahahah!

  19. Renèe

    Grazie davvero Victoria!!!! Oramai anche io sono dipendente dalle vostre storie!!!! La settimana vola in compagnia dei vostri racconti! 😉 Un abbraccio compagna di avventura!!! 😉

  20. alessandra

    bravissima, purtroppo oggi per la prima volta ho dovuto leggere a due riprese per vari impegni mannaggia, cmq finalmenteeeeee, pero’ non voglio che torni con lo stronzo ahah talmente mi e’ antipatico che non lo nomino neanche LOL baci a lunedi prossimo

  21. Luana

    BELLO BELLO BELLO!! …. solo non farci soffrire troppo …ti concediamo al massimo un capitolo di ripensamenti, poi basta pero’! 😉 Complimenti di nuovo, e’ una storia travolgente! A lunedì .. buona scrittura.

  22. Adry

    Bellissimoooooooo!!!!!!!! Victoria finalmente è arrivato il momento che tutte aspettavamo e tu come sempre sei stata più che all’altezza delle aspettative…… Ancora complimenti continua così !!!!!!!!

  23. Gleto

    passionale e perfetto!
    il mio capitolo preferito ad ora e la mia FF adorata. continua così, non ti far abbattere da nulla, perchè è PERFETTOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!! BELLLLISSSSSSIMOOOOO!

  24. Romina

    Ho iniziato a leggere questa storia da un paio di giorno e solo ora lascio questo commento perché ero letteralmente rapita e andavo avanti fintanto che sono arrivata a questo capitolo, grazie Victoria e brava mi piace molto questa storia che è bellissima. Spero proprio che la cocciutaggine di Olimpia nn gli faccia rovinare la cosa più bella che abbia incontrato nella sua vita, avevo sperato, prima di leggere l’ultima chiacchierata con la governante, che finalmente avesse capito cosa provasse per Achille ed avesse fatto la sua scelta. Capisco che quello accaduto in passato e la paura di deludere la mamma ancora una volta è tanta ma non può rovinare la meravigliosa storia che è nata con Achille….ti faccio i complimenti, sei molto brava!