Dakota Johnson per VOGUE USA: cover e photoshoot

 

 

 

Nuova cover tutta dedicata all’attrice del momento: Dakota Johnson!

Vogue USA le dedica la copertina del mese di febbraio con un servizio fotografico e inedite dichiarazioni!

 

VOGUE

 

 

 

 

 

 

Sono passati esattamente due anni da quando Cinquanta Sfumature ha cambiato la vita di  Dakota, e anche se la sua linea di parentela ha il sangue blu di Hollywood: padre è Don Johnson, il suo patrigno è Antonio Banderas, la nonna è Tippi Hedren, la mamma Melanie Griffith, non ha ereditato un colosso da 500 milioni di dollari.

Abbiamo sentito dire che in realtà lei disprezza Cinquanta Sfumature…

Sono veramente orgogliosa di Cinquanta Sfumature! E’ una storia cool ed è diversa, diversa da come sono.

Dicono che lei e Dornan si disprezzano, oppure che lei e Dornan hanno una relazione segreta.

Noi ci odiamo a vicenda e abbiamo una relazione, così accontentiamo tutti. Va bene così?

Siamo a pranzo in un ristorante di Hollywood dove la maggior parte delle persone probabilmente l’ha vista nuda.

La nudità è davvero stimolante per un attore. Jamie e io abbiamo lavorato per così tanto tempo a stretto contatto senza inibizioni, ed è stato un rapporto di fiducia, pulito. Ma è stato anche come un gioco d’azzardo! E se si fosse rivelato un flop totale? Non c’erano trucchi, non c’erano gioielli per dare indizi sulla condizione sociale, né vestiti che raccontassero un po’ la storia, così tutto è puramente indirizzato alle prestazioni degli attori.

Dovrò smettere di fare scene di nudo quando le mie tette cominceranno a cadere? Non so. Forse ho più la mentalità europea su questo genere di cose. Cerchiamo di essere onesti circa il sesso: le persone sono nude quando scopano e io non voglio vedere reggiseno e slip in una scena di sesso.

Nonostante tutta l’esposizione sullo schermo, Dakota è in lotta sull’idea di vita pubblica. O forse è stanca per godersi una nuova fama e ha ormai troppa familiarità con essa.

Sono sempre in mezzo alla folla. Di recente sono andata alla sfilata milanese di Gucci perché Alessandro (stilista del marchio) è un amico e sentivo che dovevo andare, vedere il suo lavoro ed esserne orgogliosa, ma di solito mi siedo a pensare che non appartengo a quel posto, non conosco tutta quella gente, non so di cosa parlano. Credo di essere entrata in una sorta di buco nero dove temo la gente, ho notato che sono più spenta con gli sconosciuti e questa non è la mia natura. Io preferisco essere gentile.

Molte personalità tendono ad evitare di confrontarsi sulla prospettiva di discutere la loro fama, ma Dakota pensa fortemente che questa fase debba essere superata.

Nessuno vuole dire che vorrebbe essere famoso, nessuno vuole sentire dire che gli piacerebbe essere famoso, nessuno vuole apparire ingrato, nessuno vuole sentirsi dire che è ingrato. E’ una parola che fa paura. Qual è dunque la definizione letterale?

Apre il suo cellulare e cerca su Google.

Fama. Dal latino la condizione di essere riconosciuti. Perché io sono una persona famosa? Perché mi immagino le persone famose come persone che la gente continua a fissare, e non sono certo io! Chi si fa fotografare ogni giorno? Brad e Angelina? Sono certa di no, avrebbero costruito gallerie sotterranee perché allora sarebbe l’unico modo per andare in giro!

Nata in Texas e cresciuta ovunque con tate e un numero imprecisato di scuole cambiate con amicizie sfuggevoli. Ha iniziato la terapia a tre anni.

Ho dovuto fare i conti con il divorzio dei mie genitori e con le loro ben pubblicizzate lotte ad alcol e droga. Ero costantemente scombussolata e disancorata, non sapevo a cosa aggrapparmi.

Odiava studiare, la scuola rappresentava una sfida.

Non ho mai imparato nel modo in cui si suppone debba imparare un bambino. A Budapest, sul set col mio patrigno andavo a scuola in una camera d’albergo. Ero un disastro e per così tanto tempo ho pensato che ci fosse qualcosa che non andava nel mio cervello. Ora mi sono resa conto che semplicemente funziona diversamente.

Ha studiato danza classica fino a sedici anni ma ha sempre immaginato una carriera nella recitazione.

Ho pensato, questo è proprio quello che la mia famiglia fa. E’ come dire che mio padre è un avvocato allora anche io sono un avvocato. Solo che di solito non funziona in questo modo.

La nonna Tippi Hedren crede sia una questione di geni.

Non ho spinto Melanie a fare l’attrice e lei non ha spinto Dakota. Nessuno di noi è gente che incalza. Non ho mai discusso con Dakota gli aspetti negativi del business, non sono brava a consigli. Le ho solo detto che ritengo sia importante fare cose diverse nella vita, per avere un senso di equilibrio. Marnie, il mio secondo film con Hitchcock, affrontava per la prima volta un argomento tabù per quei tempi: gli effetti del trauma infantile. Cinquanta Sfumature di Grigio è simile. Anche se io non l’ho mai visto. Non è strano? Non saprei dire perché.

L’argomento trattato in Cinquanta Sfumature ha dominato sullo schermo e attraverso i romanzi.

Ho passato una fase della mia vita in cui sono rimasta affascinata da ragazze che venivano a patti con la proprio sessualità. Immagino che, tramite questo film, l’ho sperimentato anche nella mia vita ed è stato molto interessante.

Dakota ha concluso la sua relazione con Matthew Hitt la scorsa primavera.

Anche quando vivo una relazione felice ho sempre il cuore un po’ a pezzi: i miei sentimenti sono così intensi che fanno male.

Per il momento, Dakota è single.

Possiamo rendere le cose più intriganti? Possiamo dire che sto prendendo tempo per esplorare la mia bisessualità? Oppure che ho sentito la vocazione per il Signore dopo l’uscita del mio film esplicito sul sesso?

Cinquanta Sfumature di Nero è più thriller rispetto al suo predecessore e il sesso è più appassionato e amorevole.

Quella donna è una roccia! E’ iperintelligente, ipersessuale, dura, affettuosa, il personaggio ha diversi aspetti che normalmente non avrebbero senso di esistere in una sola persona. Io ho cercato di amplificare tutti loro.

Ci sono alcune vie chic nel BDSM anche se riguardo a tali pratiche si sente ancora molto disprezzo e ignoranza. Può essere bello e di gusto e il materiale utilizzato molto lussuoso, ma quello che più ammiro è il coraggio e l’onestà di certe persone che non hanno paura di dire che hanno bisogno di qualcosa in più, di qualcosa di diverso. L’America invece è ancora così sessualmente oppressa… Non è forse un dono di Dio per l’uomo l’orgasmo?
Ecco una cosa divertente: una donna ha lo stesso numero di terminazione nervose nel suo clitoride come l’uomo in tutto il suo pene.

Finalmente sento che sono nel posto giusto al momento giusto nella mia vita, collaborando con artisti che mi elevano. Alcuni anni fa aspettavo che qualcuno mi desse una possibilità. Sono una persona piuttosto sensibile, e quando non mi sento protetta, tendo a rinchiudermi in me stessa, ma quando mi sento al sicuro, penso che potrei fare qualsiasi cosa.

 

 

– VOGUE USA

 

 

 

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