Visto il discreto successo suscitato dalle recensioni comiche che si trovano un pò in tutto il web, eccone un’altra parte sempre di snoopyhood datata 10 agosto, cioè quando la trilogia cominciava seriamente a mietere vittime tra i cuori femminili!
Buona lettura e aspettiamo il vostro parere, sia positivo che negativo!

Buonsalve! Domani parto per le vacanze. Mi porterò via questo meravigghioso capolavoro, magari andrò avanti a leggerlo e a prender nota di alcuni pezzi salienti. Buone vacanze ai lettori partiranno! Tenete duro, voi che state a casa! Fate i bravi e leggete qualcosa di più interessante di Cinquanta sfumature di grigio. “Ma se proprio non ti piace perché tu continui a leggerlo?” magari vi chiederete. Mah, è come coi film horror-trash: sai che sono orrendi, ma li guardi per divertirti :)

3) Ammmòre è tenersi per mano

Dove eravamo rimasti? Giusto! Ana è così a disagio con Christian che praticamente lo invita a fare un servizio fotografico. La signorina Steele riferisce alla sua coinquilina dell’incontro (e Kate è abbastanza sveglia da capire che Grigio non è passato in quella ferramenta per caso) e dell’accordo per gli scatti da corredare all’articolo; ovviamente è d’accordo sulle foto. La domanda è solo chi le farà e dove. A questo punto è evidente a noi tutti perché José/Jacob abbia la passione per la fotografia. Ana si ritrova quindi a riflettere sul fatto che lei non si fila gente normale come José o Paul perché Paul ha la bellezza del tipico ragazzone americano della porta accanto, ma non è un eroe letterario, neanche con uno sforzo di fantasia. Secondo me Ana ha assimilato le cose sbagliate dei romanzi classici inglesi. Grey sarà pure misterioso (e ricco ricchissimo riccherrimo), ma te la fa pesare ‘sta cosa con le sue occhiate da uomo che crede di sapere tutto. Ma per piacere! La versione nazi di Kate convince brutalmente José a far quelle foto. Ana chiama al telefono il suo uomo dal sorriso da sfinge. La cosa la mette in tremenda agitazione: Sono emozionata e ansimante, come se fossi una bambina, anziché una donna adulta che può votare e bere alcolici nello Stato di Washington. Tu sì che sei una vera donna! Grigio e Acciaio si danno appuntamento in un albergo cioè-troppo-figo (quello dove dorme Lui) per fare il servizio. Grey fa il suo ingresso trionfale a rallenty (accompagnato da un segretario-cagnolino con gli occhi nocciola) in tutta la sua gnocchitudine, sempre vestito in grigio e coi capelli ancora bagnati. Perché c’è chi può e chi non può e lui può!

Ingresso a rallenty di Grigio coi capelli umidi, circondato da segretarie bionde (e non solo) e galoppini con gli occhi color nocciola

Un’altra stretta di mano che fa tremare le ginocchia ad Ana e poi c’è un appassionantissimo photoshoot di Grigio seduto e di Grigio in piedi con Nazi-Kate dirige tutto a suon di frusta scoccata nell’aria. Alla fine, la quintessenza della bellezza maschile mozzafiato invita Ana a prendere un caffé. Il cuore mi balza in gola. Un appuntamento? “Christian Grey mi sta chiedendo di uscire con lui.” Mi ha domandato se voglio un caffè. “Forse pensa che non ti sei ancora svegliata del tutto.” Questa è la pare mentale più idiota che abbia mai letto… [Piccola parentesi. Mi chiedo… se è una narrazione in prima persona e quindi tutto dal punto di vista della protagonista ha senso mettere alcuni pensieri fra virgolette? Non è tutto un pensiero? Vabbé…] Ana è titubante perché dovrebbe riaccompagnare a casa l’amica-dittatrice, il fotografo-zerbino e il collaboratore-a-caso. Al che Grey fa un fischio e il cagnolino dagli occhi nocciola arriva di corsa scodinzolando, pronto ad obbedire a ogni “seduto”, “cuccia” o “porta a casa quei tizi” del padrone. Ana è completamente inebetita, del tutto incapace di intendere e di volere perché Grey è troppo manzo per essere vero… cosa tipica delle fanfiction (cosa che, per carità, è capitato di scrivere pure a me, ma senza la pretesa di essere pubblicata). Alla fine accetta di andare a quell’appuntamento ed è così eccitata da pensare: “Sto per bere un caffè con Christian Grey… e io detesto il caffè.” Mai dire no a Grey, potrebbe scudisciarti se lo deludi dicendo che non ami il caffè. Mentre vanno verso la caffetteria fanno conversazione. Qualcosa come: «Da quanto tempo conosce Katherine Kavanagh?» Ecco una domanda facile per rompere il ghiaccio. «Dal nostro primo anno all’università. È una buona amica.» «Mmh» fa lui, evasivo. Ma un bel vaffanculo? Che reazione è “mmh”? Perché mi hai riferito questo dettaglio fondamentale? Eccitato da una coppietta che stava pomiciando in ascensore, Grigio prende la mano a Ana e non la molla fino al bar. Lei è una scolaretta in estasi, nessuna mai l’ha tenuta per mano, ha brividi in ogni dove.

È Ammmòre vero!

Giunti al tavolo si preparano per le ordinazioni. Grazie al cielo lei ordina un the e non un caffé da ingurgitare a forza. No, devo deludervi, non prende un Earl Grey. Al sentire che lei evita un caffè lui alza le sopracciglia. Peccato, mi ero affezionata al suo gesto caratteristico del piegare la testa. Non lo fa più da un po’ :( Lei si chiede come sia possibile che un adone sicuro di sé come lui, che è troppo figo anche nel togliere la carta da un muffin, possa essere seduta di fronte ad una donna che è a stento capace di andare dal punto A al punto B senza cadere lunga distesa. Sebbene, abbiamo appurato, lei questo non abbia ancora imparato a farlo. Grey si mette ad interrogare Ana, le pone quella domanda che il mio ragazzo mi faceva nei primi tempi e che io (da persona abbastanza introversa) odiavo: «A cosa sta pensando?» Dato che lei non risponde, insiste maniacalmente, per poi partire con un terzo grado sugli uomini che le ha visto attorno per appurare che non ci siano legami sentimentali (anche Ana, più tardi, avrà un guizzo di gelosia del tutto immotivato per Grey nei confronti di Kate). Ana confessa di essere intimidita da lui e, per tranquillizzarla, Grey le dice di non abbassare lo sguardo così che possa scrutarla fin dentro all’anima. A casaccio lei gli chiede: «Perché non mi ha chiesto di chiamarla per nome?» dato che lui si è più volte rivolta a lei chiamandola Anastasia. La risposta è che lo fanno solo i familiari e gli amici stretti. Al che, Ana pensa: Oh. Non ha ancora detto: “Chiamami Christian”. È un maniaco del controllo, non uno stronzo che pensa di essere in diritto di chiamarti a suo piacimento senza dover ricambiare. E tu stai lì a sbavare per lui! Grigio torna al suo terzo grado che al primo appuntamento è proprio fuori luogo (soprattutto se la conversazione è unidirezionale). È dall’inizio della storia che la studia come fosse una cavia da laboratorio, che soppesa ogni sua risposta e atteggiamento con movimenti di sopracciglia, fronti aggrottate e sguardi concentrati. Poco ci manca che prenda appunti. Tutte le volte che lei prova a star vaga lui insiste perché ha deciso che deve scassarle l’anima. «Mi racconti dei suoi genitori.» Fai il terapista? E perché mai? Brava! Finalmente! Che si faccia gli affari suoi! È una noia mortale. NON È QUESTO IL PUNTO!!! È un caso perso… Fatto sta che Grey alla fine sa tutto sulla famiglia di lei: quantità e nome dei mariti della madre, tipi di rapporti, indirizzi, numero di previdenza sociale, ecc. Al contrario, appena ne ha l’occasione, Grigio svicola dalle domande su di sé per rigirarle alla povera inebetita e spulciare ancor meglio la sua vita. Ana prova anche a dirsi che “Davvero, non sono affari suoi”, ma poi rivela tutto, manco fosse sotto dominate. Quando gli dice che le piacerebbe andare in Inghilterra lui china la testa di lato! È tornato, con mia somma gioia, il movimento ufficiale di Grigio!!! :D Finalmente si conclude quell’incontro davvero imbarazzante e fastidioso (e io l’ho solo letto, manco l’avessi vissuto), i due si devono avviare verso l’auto di lei. Lui fa quel suo strano sorriso che sembra voler dire: “Ho un segreto scottante e non lo rivelo a nessuno”. Sì, la sua solita faccia da schiaffi. Però, amico, non sei Rick Castle, quindi piantala di fare il figo! Dopo che Grey confessa di non essere un tipo da fidanzate (e di conseguenza lei pensa un’altra volta che sia gay), Ana viene quasi investita da un ciclista e Grigio la prende al volo salvandola dall’ennesima caduta.

La James era indecisa fra un incidente in bicicletta o uno più tradizionale con l’auto  come in Twilight in cui Grey avrebbe fermato la macchina assassina con la sola forza del suo pene

Mentre Ana è fra le braccia di Edward… o di Grey che di si voglia… lo sniffa a fondo entrando in uno stato di estasi che manco Santa Teresa! Per accertarsi che miss Steele stia bene, Chris le palpeggia il viso, studiandone i dettagli come farebbe un non vedente e succede qualcosa di straordinario; per la prima volta in ventun anni, Ana ha voglia di essere baciata. Ha voglia di sentire quella bocca sulla sua. Wow! Non siete eccitati per lei!

Purtroppo (LOL) il terzo capitolo termina lasciandoci in sospeso e pieni di domande su quello che succederà fra i due. Si baceranno? Andranno a casa assieme? Un tir passerà e li investirà? Per ora dovremo rimanere con l’interrogativo. Non so se riusciremo a resistere senza andare a cercare il capitolo successivo… Per riempire l’attesa, guardatevi questo finto spot pubblicitario sul libro.