A tu per tu con Edy Tassi per presentarvi “Effetto Domino”, il suo ultimo romanzo

 

Questa intervista staziona ormai da diverse settimane nel mio archivio, vittima, anche lei, dei miei molteplici guai tecnologici del mese scorso. Direi, quindi, che è arrivato il momento di renderla pubblica e di riservare il giusto spazio ed attenzione ad una nuova storia, ai suoi personaggi e, soprattutto, alla sua autrice.

È nostra ospite, con vero piacere, Edy Tassi, per presentarvi il suo ultimo romanzo, “Effetto Domino”, pubblicato dalla Harlequin Mondadori nello scorso mese di luglio.

Scopriremo insieme a lei il dietro le quinte di questo romanzo, alcune mie curiosità che mi sono sorte durante la lettura e altre domande, alcune definite da lei un pò cativelle, a cui si è simpaticamente prestata.

Abbiamo atteso due anni prima di poter leggere questa sua ultima fatica, poi nella nostra chiacchierata scoprirete anche il perchè, e devo dire che l’attendevo con ansia dopo la pubblicazione del suo romanzo d’esordio “Ballando con il fuoco”- sempre ad opera della Harlequin –  dove mi aveva conquistato con il suo stile raffinato ed elegante nella narrazione e l’intensa passionalità dei suoi personaggi, tratto distintivo che ritroverete ben presente anche in questa nuova avventura.

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Ma definire le sue storie solo erotici sarebbe riduttivo, le trame sempre complesse e ben strutturate mi passano davanti agli occhi, tutte le volte, con un bel film in tecnicolor ed anche “Effetto Domino”, probabilmente complice anche l’ambientazione nei magnifici scenari del nostro bel paese, non è stato da meno.

E’ Cernobbio, con le sue favolose ville e il suo suggestivo lago sullo sfondo, la scenografia per questa storia, dove i segreti del passato di alcune famiglie entrano in collisione con il presente e i suoi ignari protagonisti, il bel Marco Galbiati, per cui ho perso il cuore, e la dolcissima – almeno io la vedo così – Gloria Montanari. Saranno loro due le vittime designate da coloro che hanno manipolato nel tempo la verità, venduta in nome della sete di potere e del famoso “Dio Denaro.”

Ma prima di dar voce ad Edy, vorrei spendere anche due parole sul nostro bel protagonista, Marco Galbiati, soprannominato da me “Signor Testosterone che cammina”. Siamo solite, io per prima, a perdere la testa per uomini di carta che arrivano da lontano, ma vi assicuro che anche quelli di casa nostra, “Made in Italy”, hanno il loro dannato perchè. Peccato che siano inventati, vedrete, ho controllato. Vi dico solo che il Signor Galbiati sa come usare le parole per fare una proposta – oppure è Edy che ha un gran talento – e ha nel suo repertorio armi convincenti, e seducenti, per raggiungere i suoi scopi. Segnatevi questi numeri: sette, dodici e ventidue, ovvero i capitoli dove l’affascinante Marco farà il suo sporco gioco. Leggere certe cose quando fa un caldo infernale non è sempre la scelta più saggia, sappiatelo!

Ed ora, vi lascio in compagnia della nostra chiacchierata, in differita questa volta, ma sempre rigorosamente, almeno per me, partorita in notturna.

 

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–          Ciao Edy e benvenuta sul nostro sito, vuoi presentarti alle nostre lettrici?

Ciao a tutte e grazie di avermi invitata! Come sapete già mi chiamo Edy e mi definisco una “tradAutrice”. Oggi sono qui per farvi conoscere meglio il mio ultimo romanzo, Effetto Domino, svelandovi qualche curiosità e qualche retroscena.

–          Ho letto, mi pare sul tuo sito, che la stesura di questo romanzo è stato un lungo parto, durato circa due anni, mi puoi spiegare il motivo? Quali difficoltà hai riscontrato?

Sì, diciamo che sono state soprattutto difficoltà “psicologiche” che potremmo riassumere con un termine solo: ansia da prestazione. Ballando con il fuoco, il mio primo romanzo, era andato davvero bene. Aveva ricevuto un’accoglienza che andava oltre le mie più rosee aspettative. E così, con il secondo, avvertivo la necessità di dimostrare che il successo di Ballando non era stato un caso, ma che ero in grado di scrivere qualcosa di altrettanto buono. E così l’ansia da prestazione si è trasformata in insicurezza. Continuavo a domandarmi se una certa scena andava bene, se la storia aveva ritmo, se, se, se… E quindi ho impiegato più del previsto per terminare la stesura. Poi i tempi editoriali hanno fatto il resto e fra la prima parola e l’uscita in libreria sono trascorsi due anni.

–          Nonostante sia stato un lungo travaglio, con il senno di poi, a romanzo ultimato, pubblicato ed in mano alle lettrici,  c’è qualche scena che avresti voluto scrivere in maniera differente?

Be’, un autore che riprende in mano una sua creatura, trova sempre qualcosa da sistemare, qualche giro di frase che poteva suonare meglio, un aggettivo più calzante. Per Effetto Domino in generale credo che il testo e la trama funzionino bene così. Forse avrebbe potuto diventare una duologia, nella quale dare più spazio ai personaggi secondari, all’Africa. Ma ho sempre paura di allungare il brodo. Perciò credo che alla fin fine sia a posto così com’è. Senza contare che se avessi proposto ancora una sola modifica, la mia editor mi avrebbe strozzata!

–          Danza, Cernobbio e Como – i posti in cui sei cresciuta – e  credo anche la fotografia. Ogni romanzo racconta, attraverso le tue passioni, un pezzetto di te. Ne sei consapevole o è una scelta casuale, dettata solo dall’istinto.

No, niente è lasciato al caso. In Effetto Domino più che mai. Non posso svelare troppo ora perché credo che siano ancora molte le potenziali lettrici che potrebbero decidere di leggere il libro, ma nel romanzo sono disseminati molti “segreti” che mi riguardano e che svelerò pian piano proprio per non rovinare la lettura a nessuno.

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–          «A cosa pensi, mamma?»

«A un posto bellissimo, amore. Un giorno ti porterò a vederlo.»

Con questo passo mi sono immaginata una piccola Edy, che passeggiava per le strade di Cernobbio, che alzando lo sguardo e sgranando gli occhioni immaginava chissà quali favole e misteri si nascondevano in quelle ville meravigliose. Mi sono fatta solo un bel film, o mi sono avvicinata alla realtà?

 

Be’, quale bambina camminando lungo le rive del lago non ha immaginato di divere la vita di una principessa? Io in realtà lo sognavo anche più delle altre, perché la mia mamma aveva l’abitudine di tagliarmi i capelli sempre cortissimi, tanto che spesso la gente non capiva se ero un maschio o una femmina. Perciò avrei tanto voluto essere una principessa con i capelli lunghi e biondissimi, in modo che nessuno potesse avere più dubbi.

 

–          Leggendo il tuo romanzo ho avuto come la sensazione di trovarmi di fronte ad una di quelle belle fan fiction all’Italiana, probabilmente anche per l’ambientazione, quindi se dobbiamo sognare, facciamolo alla grande, con un giochino che ci piace tanto, ovvero quello dei casting. Fammi il tuo fantacast ideale – tutto rigorosamente “Made in Italy”- per la trasposizione televisiva del tuo romanzo. Io ho già fatto il mio, ti anticipo solo che per Sironi io vedrei bene Luca Ward, non ha gli occhi verdi, ma niente che un bel paio di lenti a contatto non possa rimediare, mentre per Galbiati Senior ho scelto Paolo Ghini, poi ti svelerò in seguito gli altri. Ora dimmi i tuoi.

Ah, io avevo fatto questo giochino sognando alla grande e avevo scelto Justin Clynes per Marco Galbiati, Keri Russell per Gloria Montanari, Alec Baldwin per Giulio Galbiati, Gary Oldman per Francesco Sironi e Jeremy Irons per Stefano Montanari. Ma giustamente, visto che il libro è ambientato in Italia, giochiamo a costruire un cast tutto italiano per un’ipotetica fiction. Allora vanno benissimo Luca Ward per Francesco Sironi e Paolo Ghini per Giulio Galbiati. E che ne dici di Alessio Boni (un filo invecchiato) per Stefano Montanari, Laura Chiatti per Gloria Montanari e Alex Belli per Marco Galbiati?

Ti rispondo che io avevo in mente Marco Bocci nel ruolo di Marco, in pratica avrei puntato sul marito della Chiatti e non dovremmo cambiare neppure il nome, si calerebbe subito nella parte, mentre per Gloria avevo in mente Mary Petruoso, visino d’angelo e occhioni che sorridono, ti ho detto io mi sono immaginata una ragazza molto dolce. Ed infine pollice in su per Alessio Boni.

 

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–          Questa più che una domanda è una mia constatazione. Nicholas, Arianna, Marco e Gloria, quattro tuoi personaggi, molti diversi tra loro, ma ho notato, con una cosa in comune, ovvero il rapporto non facile  con la propria famiglia, ognuno per motivi diversi, ovviamente.

Sì, io amo molto ritrovare nella famiglia i motivi di conflitto che poi animano i miei libri. Per noi italiani la famiglia occupa un ruolo centrale ed è una fonte inesauribile di idee. Ovviamente non tutte le famiglie sono covi di risentimento, invidie e conflitti, però direi che sono un’ottima fonte di ispirazione!

 

–          Hai usato una delle fobie più frequenti, ovvero quella del buio, come una specie di cura contro la manifestazione dei sentimenti. Come sei arrivata a questa soluzione?

Perché il buio è insieme negazione e possibilità. Quando sei al buio tutto scompare, ma allo stesso tempo all’interno di quel buio potrebbe esserci qualsiasi cosa. Ho pensato che per una fotografa, la cui essenza è “vedere”, nascondere la fragilità nel buio fosse il contrasto giusto e necessario per dare intensità alla storia.

 

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–          Visto dove si svolge una parte importante del tuo romanzo, la domanda mi viene spontanea: Anche Edy soffre del mal d’Africa?

In realtà non ci sono mai stata. La scelta dell’Africa è stata funzionale alla storia. Avevo bisogno di un luogo in cui Gloria potesse “sparire”, un luogo abbastanza lontano da scoraggiare le ricerche della sua famiglia. Negli anni in cui Stefano Montanari ha portato Gloria n Africa i cellulari, internet non erano realtà comuni come ora e l’Africa mi è sembrata perfetta, con la sua aura di mistero, pericolo, ma anche fascino.

–          Io sono un pò pazza, e fin qui niente di strano, non c’è nessun gusto ad essere normale, ed una delle mie fisse è fare ricerca su Santo Google, per qualsiasi cosa. Ad esempio: sapevi che esistono per davvero un discreto numero di Marco Galbiati? Ma prima di far partire i festeggiamenti, lascia perdere, niente a che vedere con quello creato da te, purtroppo, altrimenti avevo già fatto le valigie!

Eh, anche io faccio le mie ricerchine su Google e quando ho dovuto scegliere il cognome del mio protagonista sono andata a guardare quali sono i cognomi più diffusi nella zona. Poi ho scelto l’abbinamento che a mio parere suonava più naturale e musicale.

 

–          Domanda difficile, soprattutto per una sorta di “mamma”, diciamo, ma vorrei chiederti: Nicholas e Marco, chi butti giù dalla torre e perchè?

Che domanda cattivissima!!!! Come faccio a rispondere? Dire “nessuno dei due” sarebbe la cosa più ovvia. Ma visto che è un gioco, cercherò di dare una risposta lo stesso. Diciamo che butterei Nicholas, ma solo perché è più “fisicato” per via della sua professione, e quindi sono sicura che sarebbe in grado di atterrare incolume! Magari facendo un bel doppio salto mortale in volo. J

–          Stessa domanda, ma rivolta al femminile: tra Arianna e Gloria, chi butti giù dalla torre e perchè?

Stesso ragionamento! Butterei Arianna, perché con l’agilità che possiede trasformerebbe di sicuro il volo in qualcosa di affascinante e poi Nicholas, là sotto, farebbe il possibile per prenderla, no?

 

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–          “Ballando con il Fuoco” e “Effetto Domino”, i tuoi primi due romanzi, entrambi molto intensi, ma quale dei due ti ha prosciugata di più emotivamente durante la stesura?

Sono stati entrambi impegnativi. Ballando con il fuoco è arrivato dopo innumerevoli tentativi falliti di farmi pubblicare. Quando l’ho scritto temevo che sarebbe stato un’altra delusione. Da un punto di vista psicologico non è facile continuare a credere in un sogno e impegnarsi per realizzarlo, quando si sono ricevute tante risposte negative. Effetto Domino, come dicevo, è il risultato del desiderio di fare ancora meglio, o quanto meno non peggio! Quindi due approcci emotivamente diversi ma allo stesso tempo impegnativi. Voi sapete quanto siete esigenti, come lettrici, vero? E a noi scrittrici ogni tanto questa cosa qualche ansia la crea! J

 

–          Ed invece, qual è, in ognuno dei due romanzi,  la tua scena preferita, quella che hai riletto mille volte e che ti ha lasciata pienamente soddisfatta.

In Ballando con il fuoco, sicuramente quella in cui Nicholas si trova inaspettatamente davanti alla raccolta di quadri di sua madre. Mi sono sentita molto vicina a lui, da un punto di vista emotivo, e devo dire che ogni volta che la rileggo mi commuove. Per quanto riguarda Effetto Domino, mi piace moltissimo una delle scene iniziali, in cui Gloria entra di nascosto nei giardini di Villa Visdomini e si trova ad ammirare un panorama… insolito!

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–          Prima ancora che scrittrice e traduttrice sei una lettrice, quindi vorrei chiederti: per piacerti e per essere perfetto, cosa non deve mancare in un Romance?

Tensione. Descrizioni evocative. Parole che si imprimono nella mente e ti stimolano l’immaginazione. Amo i romanzi che sanno coinvolgere tutti i sensi. E quelli con una trama articolata, soprattutto nei romance. Visto che il lieto fine è d’obbligo, voglio che in mezzo ci siano quante più complicazioni possibile.

–          E cosa stai leggendo in questo momento?

Ho appena finito di leggere Le regole degli amori imperfetti di Mara Roberti e ho cominciato Implacabile di Adele Vieri Castellano.

–          Tu sei socia dell’ EWWA, vuoi spiegarci in cosa consiste e di cosa si occupa?

EWWA è un’associazione di donne che si occupano di scrittura. Ci sono scrittrici, giornaliste, traduttrici, editor, blogger, sceneggiatrici. È giovane ma conta di andare lontano. Al suo interno si organizzano corsi, laboratori, incontri con autori. È sia una vetrina che uno strumento di crescita professionale.

 

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–          Credi che un giorno la sigla EWWA possa diventare una sorta di etichetta per pubblicazioni  indipendenti tutta al femminile?

Chi lo sa? Sarebbe bello se per esempio potesse diventare una specie di “marchio di qualità” per chi decide di autopubblicarsi ma vuole garantire che il suo lavoro rispetti caratteristiche di accuratezza linguistica e stilistica anche senza avere dietro una casa editrice classica.

–          Anche alla luce della scelta fatta dalla tua amica e collega , Adele Vieri Castellano, cosa ne pensi del fenomeno del self publishing?

Trovo che sia uno strumento fantastico, ma che, come tutti gli strumenti fantastici, è tale solo se usato bene. Penso a quello che scrivevo io qualche anno fa. Allora mi sembrava ottimo e se avessi potuto avvalermi dell’autopubblicazione, lo avrei fatto. Ora, riguardando indietro, mi rendo conto che quelli che a me sembravano testi pubblicabili, non lo erano. Perciò il rischio è che nel mercato arrivino romanzi che in realtà avrebbero bisogno di restare nel cassetto ancora a lungo o di non uscirne per niente. Chi lo decide? Difficile a dirsi. Ci vuole spirito critico. Adele ha deciso di autopubblicarsi ma alle spalle ha un’esperienza e una maturità che le hanno permesso di offrire comunque alle sue lettrici un testo fatto come si deve. La sua è stata una scelta coraggiosa, che ammiro molto.

–          Immagino che ora ti starai godendo il tuo meritato riposo, disturbato dalla sottoscritta, ma quali sono i tuoi progetti futuri? Stai già lavorando al tuo terzo romanzo? Puoi anticiparci qualcosa?

Eccerto che sto lavorando a qualcosa. Con il pensiero quando me ne sto in panciolle, e poi alla tastiera quando arriva l’idea giusta. Come anticipazione vi dico solo che il mio prossimo protagonista ha un dragone tatuato sulla schiena. Vi piace? E che molto probabilmente non dovrete aspettare altri due anni per leggere di lui!

E il dragone ce piace si! Dovrei avere diversi scatti con soggetti simili nel mio sconfinato archivio. Che naturalmente mi serve per ricerca, sia chiaro.

 

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–          Il nuovo lavoro di scrittrice ti sta in qualche modo distraendo da quello di traduttrice, oppure camminano insieme come su rotaie dello stesso binario senza disturbarsi tra loro?

Più che il lavoro di scrittrice, a distrarmi è tutto il daffare che ho su Facebook. Incredibile quanto tempo assorba. Per il resto, cerco di portare avanti i due binari in modo armonioso. Dedico tutti i giorni una certa quantità di ore alla scrittura e alla traduzione, adeguandomi alle esigenze del momento. Se sono in consegna con una traduzione, magari riduco a una o due le ore di scrittura e mi concentro sulla traduzione. Se mi coglie l’ispirazione, allora accantono la traduzione. Ma non trascuro mai completamente né l’una né l’altra.

–          Io avrei terminato di assillarti, c’è qualcosa che vorresti dire alle nostre lettrici, qualcosa che magari mi sono dimenticata di chiederti e che ci tenevi a dire?

Nessun assillo, anzi! Ecco, visto che me ne dai l’opportunità, ne approfitto. Più che qualcosa da dire ho una richiesta bonaria da rivolgere a tutte coloro che decideranno di leggere Effetto Domino. Come io ho dedicato con gioia il mio tempo per rispondere a queste domande, se il libro vi è piaciuto, vi va di dedicare anche voi due minuti del vostro tempo a me, lasciando una recensione su Amazon? E’ un piccolo gesto gentile, che per chi scrive diventa motivo di grande soddisfazione!

Un abbraccio grande a tutte e mi raccomando, lasciatevi travolgere anche voi dall’Effetto Domino! J

 

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Grazie infinite ad Edy per la sua disponibiltà, infinita pazienza e per il tempo che mi ha dedicato.

Spero di riaverti di nuovo nostra ospite in futuro con un altro tuo romanzo e ti prendo in parola, non fra due anni!

Per tutte le nostre lettrici che ci seguono, invece, di seguito trovate la sinossi del romanzo e, nel caso io ed Edy siamo riuscite a stuzzicarvi il neurone, anche il link dell’acquisto.

 

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TRAMA

Nascosta dietro l’obiettivo della macchina fotografica, Gloria è sicura di essere intoccabile. E invisibile. Di poter scegliere lei ogni mossa, anche con gli uomini. Seducendoli, amandoli senza inibizioni, e poi lasciandoli prima di poter provare emozioni troppo intense. Prima di poter soffrire. Ma nessuno può sfuggire alla propria storia. E quando il passato la chiama con forza dall’Africa alle sponde scintillanti ed esclusive del Lago di Como, Gloria comincia a seguire le tracce di una verità scomoda, di una storia familiare misteriosa e affascinante. Al centro di tutto c’è l’enigmatica e imponente Villa Visdomini. E un uomo, Marco, che è tentazione pura, pericoloso come il fuoco che divampa tra loro. Questa volta Gloria non può più nascondersi.

 

 

Per conoscere meglio i personaggi di questa storia potete leggere alcuni estratti inediti, non presenti nel romanzo, che l’autrice ha relagato ai suoi lettori per introdurli e presentarli.

E continuate a tenere d’occhio il suo sito perchè altre curiosità sul romanzo, e i suoi personaggi, verranno svelate prossimamente.

Cliccando sui vari nomi troverete il link diretto per la lettura

GLORIA MONTANARI

MARCO GALBIATI

STEFANO MONTANARI

FRANCESCO SIRONI

GIULIO GALBIATI

 

 

 

 

 

3 commenti

  1. Edy Tassi

    Cara Stella, è stato un piacere chiacchierare con te. Regalo un Marco Galbiati virtuale a tutte le vostre lettrici! 😉

  2. Veronica80

    Bellissima intervista 😉
    Ho letto “ballando con il fuoco” molto carino e questo secondo è già in attesa…
    Poi Stella mi mette nella gif l’ispettore Calcaterra e così non ho scampo 🙂

  3. velonero

    Complimenti a entrambe. Bellissima intervista. Come al solito Stella è come Torquemada e arriva a tirare fuori il succo. E nelle storie di Edy di succo ce n’è tanto: nulla è lasciato al caso e, cosa che mi piace di più in un romanzo, non vi è nulla di non detto nella psicologia dei personaggi. Alla fine sei shakerata e soddisfatta, e nessuna tesserina è rimasta in piedi nemmeno per errore. Leggetelo, anzi se non avete letto ballando col fuoco, leggeteli tutti e due